Descrizione della gilda
La luna rossa è sorta
La dea è morta
La dea è morta
La luna è rossa del sangue dei morti
Sono risorti
Sono risorti
La luna rossa porta la morte
Aprite le porte
Aprite le porte
Cosa c'è di nuovo in questa gilda
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La luna crescente
Shamàsh Faccio qualche passo avanti avvicinandomi al cancello. Bado bene a dove mettere i piedi, quasi calpestando le impronte di Kaelen. Spada e scudo pronti. Favella e poteri divini altrettanto. L'arma punta dritta verso l'ombra sulla roccia. Master @Dardan
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La luna crescente
Zarath Muoviti Fiore! Ti stanno addosso! esclamo affrettato mentre attivo i tatuaggi magici che si espandono come se volessero uscire dalle mie braccia. D'istinto, cerco di attaccarli vantando della portata dei viticci di inchiostro che si espandono da esso. DM
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow Osservo Fiore della Giungla armeggiare con la serratura. Batto il piede nervosamente a terra quando i miei occhi cadono sulle ombre proiettate dalla Luna Rossa. Quelle delle sbarre seguono una forma irregolare; guardo oltre e qualcosa non va. Spalanco la bocca. Ombre fluide iniziano a strisciare come se fossero vive e si stanno avvicinando a Fiore e Devras. Prendo il mio liuto e, con voce calma e suadente, intono: "Fiore, dalle mani fatate, siano leste e ben guidate. Apri in fretta la serratura, prima che ci colga la sciagura!" AZIONE su Fiore della Giungla
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La luna crescente
Devras Ritorno nella mia forma originale Cerca di fare in fretta, ti proteggo io incanalo energia nel mio bastone e mi metto a difesa di Fiore DM
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La luna crescente
Fiore Della Giungla Ignoro le ombre che si avvicinano a me silenziosa, troppo concentrata su quello che sto facendo per accorgermi di quello che sta succedendo attorno a me mentre proseguo la mia attenta opera di apertura di quel portone. Purtroppo, per quanto possa essere scaltra nel vincere quei meccanismi, le disgustose incrostazioni che li ricoprono richiedono tempo per essere eliminate. Ho questi fatto!;Dico a denti stretti a Devras, mentre faccio del mio meglio per affrettarmi ad aprire il cancello.
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La luna crescente
L'Avamposto dei Sospiri sembra quasi trattenere il fiato mentre la strategia del gruppo prende forma nella penombra scarlatta della Luna Rossa. Kaelen ascolta le proposte di Shamàsh e i dubbi di Selyra, limitandosi a un cenno teso del capo quando Fiore Della Giungla decide di optare per la via più silenziosa e chirurgica. Il tracciatore fissa intensamente la sagoma di Devras che, pronunciando le sue arcane parole, si dissolve in una nube di fumo eterea, un vapore denso che si solleva a un metro da terra. Lo sguardo del cacciatore segue la nebbia che affianca l'artefice, la quale, grazie ai suoi stivali, scivola in avanti senza emettere il minimo suono sulla pietra porosa, fluttuando leggera per evitare i ciottoli taglienti della strada. Dietro di loro, Zarath stringe le lenti sul volto, fungendo da vedetta immobile insieme a Shamàsh, mentre le parole di Fiore risuonano come l'ultimo monito logico prima dell'azione. L'approccio alla gigantesca cancellata di ferro battuto è un capolavoro di furtività. Fiore si muove con la fluidità di uno spettro, mentre Devras, in forma gassosa, si insinua tra le sbarre arrugginite, offrendo una copertura silenziosa ed eterea. Quando l'artefice raggiunge la piastra della serratura centrale, la situazione ravvicinata si mostra in tutta la sua macabra complessità. Il buco della chiave è enorme, inciso nel ferro nero, ma è ostruito da una crosta di sangue vecchio e coagulato, misto alla melma scura che gocciola dalle condutture d'ottone soprastanti. Fiore estrae i suoi ferri del mestiere. Con delicatezza millimetrica, inizia a raschiare i residui organici per farsi strada tra i perni interni. Il vantaggio della sua agilità le permette di far scattare la prima mandorla metallica con un clic quasi impercettibile. @ Fiore della giungla Mentre Fiore si concentra sul secondo perno, le lenti di Zarath e i sensi allertati di Shamàsh e Selyra notano un'anomalia agghiacciante. La luce scarlatta della Grande Luna Rossa proietta la complessa geometria della cancellata sul fango e sulle baracche. Ma le ombre delle sbarre, invece di seguire la pendenza del terreno, iniziano a distorcersi e a muoversi in senso opposto. Dai pastrani di cuoio delle sentinelle morte si solleva un brulichio cupo e frenetico: l'oscurità stessa sul terreno sembra deformarsi, liquefarsi e strisciare come una marea di pece fluida e affamata che si allunga silenziosa verso i punti caldi della gola. Un lembo di questa oscurità anomala sta scivolando sul fango proprio sotto i piedi sospesi di Fiore, mentre un'altra chiazza scura risale la roccia, puntando alla traiettoria aerea di Devras. Kaelen, dal suo nascondiglio, sbarra gli occhi e stringe il pomolo della sua lama mezza seghettata, trattenendo il respiro... @ Tutti
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La luna crescente
Fiore Della Giungla. Scuoto la testa alla domanda di Zarath, ti ringrazio, ma più siamo ad avvicinarci più corriamo il rischio di essere scoperti. In caso di pericolo sarò lesta a ritirarmi. Ed è vero che potremmo volare, ma nascondersi a mezz'aria è molto più difficile e non posso rendere tutti invisibili. Senza contare che parte di noi comunque resterebbe a terra. Sono problemi risolvibili, ma dovremmo usare buona parte delle nostre riserve magiche. No, meglio provare semplicemente a scassinare la serratura prima. Quando vedo il forgiato trasformarsi in nube per seguirmi però sono rincuorata. In questa forma non desterà sospetti, e almeno in caso di guai avrò un supporto vicino.
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow "Io non sono molto brava ad aprire serrature, però so muovermi silenziosamente o addirittura diventare invisibile! In passato l'ho fatto molte volte, anche se ho udito cose che non mi sono piaciute affatto!" Esclamo, cercando di offrire anche io il mio piccolo contributo. "Se, come la nostra guida afferma, è l'unico passaggio possibile o, meglio, il più rapido, procediamo in questa direzione, sperando che il respiro di questa terra malsana copra il rumore dei nostri passi!" Ascolto poi la proposta di Shamash. "Potrebbe anche essere un'opzione! Ma il librarsi in volo potrebbe esporci alla vista di chi osserva dall'alto!"
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La luna crescente
Shamàsh Guardo tutti. Mi soffermo su Kaelen. Osservo l'ambiente circostante. La cancellata e infine i possibili nascondigli di eventuali nemici. "Quanto possibilità ci sono che qualcuno ci stia osservando?" valuto le distanze "Potrei innalzarmi in volo, portare con me Selyra. C'è qualche possibilità che io possa trasportare anche te." guardo Kaelen "So che anche Fiore può librarsi in aria. Devras in forma di nebbia può attraversare il cancello... Zarath o uno di voi due" riferendomi a Selyra o Kaelen "Dovrete arrangiarvi. Ma immagino che dall'altra parte, in una delle torri, ci sia modo di aprire il cancello. Volando non faremmo rumore né rischieremmo di calpestare... ombre."
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La luna crescente
Devras Io posso accompagnarti in forma di nube pronuncio una formula magica, trasformandomi in una nube di fumo e seguendo fiore Casto https://roll20.net/compendium/dnd5e/Gaseous%20Form#content e seguo fiore
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La luna crescente
Zarath Quindi in pratica possiamo solo passare da qui, mh? Annuisco, guardando la cancellata e poi guardando Fiore. Possiamo fare qualcosa per aiutarti, a parte coprirti in caso di problemi? Le chiedo. Mi metto le lenti dell'aquila, per aiutarla magari indicandole i punti più pericolosi della serratura. Tutti
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La luna crescente
Fiore Della Giungla Osservo con curiosità l'architettura tetra del luogo, prima che le parole della nostra guida richiamino la nostra attenzione. Non abbiamo tempo di trovare un' altra strada, come ci fa notare. Il che significa che dovremmo riuscire ad aprire questa. Per fortuna, a prescindere dal mondo in cui mi trovo, le serrature seguono le stesse semplici regole. E io ormai le conosco a menadito. Posso provarci ad aprirlo. Sono abbastanza brava con le serrature, e so come muovermi nell' ombra. Siate pronti a coprirmi se le cose andassero male però. Dico ai miei compagni, prima di avviarmi silenziosa verso la porta. Fluttuo a pochi centimetri dal suolo con i miei stivali, per evitare di calpestare un infido ramoscello nel mio approcciarmi alla porta, prima di iniziare la mia opera di scassinatrice. Master
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La luna crescente
Il vento da est ricomincia a soffiare con una violenza improvvisa, sollevando vortici di Cenere di Vuoto che picchiettano con un suono metallico e sinistro sulle piastre corazzate di Shamàsh e sulle lane grasse del pastrano di Kaelen. Sotto la guida esperta ma tesa del tracciatore, il gruppo abbandona i rottami fumanti e contorti del Costrutto di Scarto, lasciandosi alle spalle quel cumulo di ferro fuso che ancora frigge sulla polvere calcinata. La marcia riprende nel silenzio più assoluto, un silenzio imposto non solo dalla prudenza, ma dalla natura stessa di queste lande, dove ogni suono sembra viaggiare per chilometri, rimbalzando tra le pareti di pietra porosa come un richiamo per i predatori della notte eterna. Il tempo, sotto l'occhio vigile e malevolo della Grande Luna Rossa, perde ogni significato lineare. Non esistono mattine o tramonti, ma solo il lento, impercettibile mutare delle ombre scarlatte che colano dal cielo plumbeo, tingendo la gola rocciosa di un riflesso color ruggine che ricorda il sangue vecchio. Il canyon dei Sentieri Morti si stringe progressivamente attorno ai passi felpati dei cinque avventuerieri, trasformandosi in un labirinto asfissiante di pareti verticali in ardesia e ossidiana levigata. Camminare sul sentiero evoca la sgradevole sensazione di calpestare una fila di denti marci, poiché il suolo è interamente pavimentato da ciottoli appuntiti e irregolari, identici a quelli che i costruttori hanno usato per le strade interne della città-fortezza. Dopo alcune ore di marcia forzata, Kaelen si ferma bruscamente. Davanti al gruppo, i Sentieri Morti incrociano la pista accidentata che proviene dal Porto di Scoria e che si dirige dritta verso la Porta del Carbone, l'unico varco cittadino orientale attrezzato per ricevere il legname e i carichi di minerali pesanti. Proprio all'intersezione di queste rotte commerciali e minerarie, progettato per setacciare i convogli e respingere i pericoli prima che si avvicinino alle mura, si staglia l'Avamposto dei Sospiri. La struttura è un paradosso di disperazione gotica e ingegneria militare: le torrette di guardia si ergono strette e altissime, con tetti in quercia nera talmente spioventi da sembrare lames rivolte al cielo per far scivolare la cenere corrosiva. Una massiccia ed enorme cancellata di ferro battuto e legno rinforzato sbarra completamente l'unico passaggio stradale disponibile, sigillando la via da una parete all'altra del canyon. Enormi condutture di ottone ossidato corrono lungo la roccia come arterie esterne, destinate a trasportare i fluidi bioluminescenti fino alle Lanterne a Repulsione dell'avamposto. Tuttavia, l'avamposto è immerso in un'oscurità anomala e spettrale. I bulbi di vetro delle lanterne, che dovrebbero emettere una debole luce ambrata per tenere a bada l'oscurità, sono spenti, freddi e incrostati di una melma oleosa e scura. Su una delle torrette di destra, la Cenere di Vuoto si è accumulata a causa di un crollo parziale del tetto, e il pulviscolo grigio sta visibilmente corrodendo le travi di legno sottostanti, emanando nell'aria un odore acre e soffocante di zolfo e ozono misto a qualcosa di dolciastro e stantio, tipico dei corpi lasciati a decomporsi lontano dalle mura. La luce scarlatta della luna proietta la geometria regolare della cancellata sul fango della strada, ma quelle ombre geometriche non sono immobili; possiedono una densità fisica innaturale, quasi potessero staccarsi da un momento all'altro dalla pietra per allungarsi verso i piedi dei viaggiatori. Kaelen si accuccia repentinamente dietro un masso di ossidiana che riflette lo squarcio rosso del cielo. Il tracciatore stringe nervosamente le cinghie del suo pastrano e posa la mano sul pomolo della sua lama mezza seghettata, girandosi verso il gruppo con le pupille perennemente dilatate dal buio. Questo è l'Avamposto dei Sospiri, sussurra con un filo di voce che trema appena per la tensione, rispettando la vigilanza millenaria del suo popolo. Dovrebbe controllare il flusso di merci che arriva dal Porto di Scoria prima di autorizzare l'accesso alla Porta del Carbone, ma le difese sono cieche. Se il Mercurio Rosso ha smesso di scorrere in queste vene d'ottone e le lanterne sono spente, significa che le ombre non hanno più catene. Guardate laggiù, vicino alla base della cancellata: quelle non sono macchie di fango. Sono i pastrani di cuoio bollito delle sentinelle, squarciati dall'interno. Qualcosa ha intercettato un carico o è sceso direttamente dalla luna, e ha banchettato prima che potessero lanciare l'allarme. Il tracciatore fissa intensamente la pesante barriera che blocca il canyon, poi lancia uno sguardo preoccupato alle pareti di ardesia liscia che si innalzano ai loro fianchi. Dobbiamo trovare un modo per oltrepassare questa imponente cancellata di ferro. Non ci sono sentieri laterali sicuri: le montagne qui intorno sono un labirinto di vicoli ciechi e pareti instabili flagellate dalla cenere. Aggirare l'intero avamposto scalando i crinali ci costringerebbe a una deviazione di giorni, lasciandoci scoperti sotto l'influenza corruttrice della Luna Rossa. Con una simile perdita di tempo, il mio tempo si esaurirà prima ancora di arrivare in vista del porto, condannandoci tutti. La nostra unica vera opzione è superare questa barriera, dritta davanti a noi. Ma se facciamo troppo rumore per scassinarla o se calpestiamo l'ombra sbagliata senza la protezione del velo chimico, ciò che sta strisciando nel buio ci divorerà... L'aria attorno alla cancellata si fa densa, quasi palpabile, satura dei fumi neri e dei vapori sulfurei della gola che si avvolgono attorno ai cardini arrugginiti. Un debole e metallico gemito risuona dalle vecchie baracche abbandonate, dove le insegne in osso di mostro oscillano sotto le sferzate del vento da est. Le pareti lisce del canyon offrono pendenze impossibili da risalire senza protezioni, mentre i condotti d'ottone dell'avamposto, privi del calore del Mercurio Rosso, iniziano a coprirsi di una brina grigiastra e corrosiva che accelera il disfacimento delle strutture circostanti. @ Tutti
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La luna crescente
Devras non saprei che possa tornarci utile mi stringo nelle spalle Vediamo un po' mi avvicino iniziando ad esaminare la carcassa
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La luna crescente
Shamàsh "Faresti prima a farne una ma divisa in tre quattro canzoni o atti." dico abbassando lentamente lo scudo "Sperando non sia una ballata drammatica." Quindi mi rivolgo a Kaelen "Cosa potremmo ricavarne dal quel rottame?" chiedo per essere edotto, rivolgendo anche la domanda a Devras. Di mio penso ci sia davvero poca roba utile lì in mezzo, ma sono limitato per questo genere di cose. Forse solo qualche dettaglio che ci aiuti a capire che tipo di nemici andremo ad affrontare. Poiché poi annuisco seriamente alle raccomandazione del Tracciatore, consapevole che questo non era che un minimo assaggio. "Io sarei anche pronto a rimettermi in marcia."
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow Vedo scintille di luce come se ci fossero fuochi d'artificio! Mi corpo la bocca e mi tappo il naso, socchiudendo gli occhi quando vapori misti di magia e tecnologia si innalzano dal campo di battaglie e solo quando il fumo si dissolve esco dal mio riparo. Sorridendo prendo il liuto e pizzico le corde. "Un'altra ballata da narrare quando tutto sarà finito!" Kaelen ha detto però una cosa saggia e consiglio a gli altri di fare quello che suggerisce. "Muoviamoci quanto prima! Tutto ciò che dovremmo evitare in questo momento è attirare l'attenzione si di noi!"
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La luna crescente
Zarath Abbandono con profondi respiri la frenesia della battaglia, concentrandomi sul presente, finché la coda non ritorna com'era e gli istinti bestiali dentro i confini. Annuso l'aria bruciata con una smorfia di disgusto. Mi affianco a Kaelen, con poco interesse per la carcassa metallica. Non penso mi serva niente.
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La luna crescente
Fiore della Giungla Si! Bravissimo piccolo! Dico al mio famiglio, accarezzandogli compiaciuta la testa. Distruggere il costrutto è stato più facile del previsto. Per quanto fosse grosso è chiaro che non è stato costruito con la prospettiva di durare a lungo. Come tutto in questo posto. Mi avvicino ai suoi resti, dandogli un' occhiata clinica in cerca di qualcosa di importante da prendere. La ferraglia che componeva il suo corpo non mi interessa, ma forse posso recuperare qualche componente arcana interessante prima di rimettermi in viaggio. Un costrutto del genere non si muove senza l'aiuto di una magia importante, e anche se la fornace è completamente andata forse qualcosa di utile è rimasto.
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La luna crescente
Il richiamo d'allarme di Fiore Della Giungla e Devras gela il sangue nelle vene del gruppo: la fornace nel petto del mostro sta accumulando troppa pressione e il calore emesso è ormai insopportabile. Ma prima di fuggire, Zarath e Shamàsh coordinano una manovra d'abbattimento disperata e brutale. Sfruttando la luce rivelatrice di Selyra, Zarath concentra tutta la furia della sua ira sulle gambe asimmetriche della macchina. Il tiefling fa ruotare il maglio pesante in un arco devastante, colpendo con precisione millimetrica l'articolazione inferiore destra. Il ferro si deforma con un fragore sinistro. All'unisono, Shamàsh si avventa sullo stesso lato sfruttando il vantaggio tattico; il paladino pianta lo scudo con tutto il suo peso contro il fianco del costrutto, eseguendo una spinta poderosa che sfrutta la leva già compromessa dall'alleato. Sotto il doppio impatto, i pistoni idraulici della macchina cedono di colpo. Il colosso di scarti metallici perde l'equilibrio e rovina pesantemente a terra, franando in avanti. Come sperato da Zarath, l'impatto con il suolo costringe la grata della fornace a schiacciarsi contro la crosta di pietra porosa, sigillando momentaneamente lo sfogo frontale del calore verso il basso. Senza perdere un solo istante, il paladino pronuncia le parole arcane e sparisce in uno sbuffo di polvere argentea, riapparendo nove metri più indietro, con lo scudo sollevato per fare scudo a Kaelen e proteggere la retrovia. Zarath, con un balzo atletico potenziato dal suo retaggio bestiale, scatta all'indietro per allontanarsi dalla zona calda. Dalla distanza, la pioggia di colpi non si ferma...Fiore Della Giungla continua a tempestare il costrutto prono con dardi di plasma accecante, mentre il suo famiglio scarica ondate di energia scintillante che spaccano le paratie posteriori del mostro. Lo spirito dell'orso evocato da Devras infierisce con ferocia ferina, affondando le zanne eteree tra gli ingranaggi scoperti della schiena del costrutto, lacerando i conduttori di liquido oleoso. La macchina, bloccata a terra e pesantemente mutilata, emette un sibilo acuto e stridulo. La pressione all'interno della fornace ha raggiunto il limite critico e il fumo intrappolato sotto il suo corpo inizia a far crepitare il terreno circostante. Kaelen, protetto dietro lo scudo di Shamàsh, stringe i denti guardando la scena...Sta per sfiatare! Tenetevi pronti! Mentre Zarath compie il suo balzo atletico all'indietro e Shamàsh ricompare tra la polvere argentea accanto a Kaelen, il nucleo del costrutto cede. Una vampa di fuoco bianco e scorie incandescenti si fa strada attraverso le giunzioni della schiena, l'unico sfogo rimasto libero. Sentendo l'aria farsi improvvisamente rovente, il paladino solleva prontamente lo scudo: una barriera invisibile si genera all'istante, assorbendo la furia dell'incendio e imprigionando parte di quel calore elementale direttamente lungo il filo della sua arma. L'onda d'urto principale e le scintille vaganti vengono così dissipate, proteggendo sia lui che Kaelen, mentre dalla distanza Fiore e Selyra rimangono saldamente riparate dietro i blocchi di pietra. Lo spirito dell'orso evocato da Devras, rimasto investito in pieno dall'impatto termico ravvicinato, si dissolve invece in una scia di fumo verde. Quando la cortina di fumo nero e vapori sulfurei inizia a diradarsi sotto le raffiche del vento da est, del Costrutto di Scarto non rimane che uno scheletro deforme. La potente detonazione interna ha completato l'opera di demolizione iniziata dal gruppo: le paratie di ferro arrugginito sono divelte, i pistoni idraulici giacciono spaccati al suolo versando un liquido oleoso che frigge sulla cenere calcinata, e la grande fornace centrale è ormai spenta, ridotta a un cumulo di metallo fuso e scuro. Il crepitio del metallo che si raffredda è l'unico suono che riempie la gola rocciosa, mentre il fumo nero della fornace distrutta si disperde pigramente nel cielo plumbeo. Kaelen esce dall'ombra del nascondiglio con passo calmo, ripone la sua lama mezza seghettata nella guaina e si avvicina ai rottami fumanti, esaminandoli con lo sguardo cinico di chi ha visto troppe macchine del genere camminare tra la cenere. Niente male, forestieri, commenta il cacciatore, girando un pezzo di ferro arrugginito con la punta dello stivale. Siete rapidi e non vi pestate i piedi a vicenda. Ma non festeggiate troppo presto. I rumori e le esplosioni viaggiano distanti in queste lande. Quella carcassa era solo una sentinella isolata, e se siamo incappati in un Costrutto di Scarto così vicino alla città, significa che il Porto di Scoria sta iniziando a sputare la sua ferraglia più lontano del solito. Le cose là davanti si stanno facendo calde. Kaelen si volta, indicando con un cenno deciso del capo la via che si snoda oltre la gola di pietra nera, dove i Sentieri Morti sembrano farsi ancora più cupi e frastagliati. Prendete quello che dovete prendere da questi rottami, se proprio ci tenete, conclude l'uomo raddrizzando la schiena e stringendo le cinghie del suo pastrano, ma facciamolo in fretta. Il vento sta cambiando e la cenere ricomincerà a cadere pesante tra poco. Dobbiamo rimetterci in marcia prima che qualcosa di più grosso venga a cercare il pezzo di ferro che avete appena spaccato. Il cacciatore si posiziona all'uscita della gola, lo sguardo fisso verso l'orizzonte invisibile, in attesa che il gruppo si prepari a ripartire verso le terre ignote. @ Tutti
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La luna crescente
Shamàsh Ascolto l'invito di Devras. Saggio. Ho ancora qualche attimo però. Intuisco la manovra di Zarath. Intelligente anche se io lo avrei rivoltato verso l'alto. Di certo se l'intenzione del costrutto è farsi esplodere poco cambierà. Decido però di aiutarlo nell'intento. Consapevole che provocare danni al momento potrebbe solo accelerare l'autodistruzione o contromossa del costrutto mi concentro sul suo arto inferiore più corto per gettarlo prono. Solo dopo il tentantivo, andato a buon fine o meno, tutti mi vedete sparire in uno sbuffo di polvere argentea, dopo aver pronunciato le arcane parole "Hísë Vanya", che si mischia alla cenere che permea l'aria. Generando un effetto visivamente affascinante. Ricompaio qualche passo più in là, nella zona che ritengo più sicura vicino a Kaelen se anche lui ha deciso di allontanarsi. Quindi sollevo lo scudo come a proteggere non solo me stesso ma anche la nostra guida. Master @Dardan
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La luna crescente
Zarath Fosse facile! Esclamo, mentre con il martello decido, vedendo il calore della fornace, di tentare una cosa: sbilanciarlo. Con due pesanti colpi di maglio mirato alle gambe, tento di falciarlo per fare in modo che caschi rivolgendo la fornace verso il basso. Forse una mossa azzardata, ma questo potrebbe permetterci di allontanarci senza rischio di attacchi. DM
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La luna crescente
SELYRA - Bardo Drow In pochi istanti la gola si trasforma in un campo di battaglia, grazie all'azione combinata di tutti il costrutto sembra gravemente danneggiato, ma vedo il petto bollire e girare la testa verso gli alleati in mischia. Sollevo le braccia, inspiro e muovendo le labbra e punto il nemico, un cubo di luce avvolge il costrutto. "Colpitelo! La mia luce vi darà vantaggio e scappate!" AZIONI
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La luna crescente
Devras Shamàsh, Zarath allontanatevi! Non promette nulla di buono urlo mentre lascio che lo spirito bestiale attacchi nuovamente
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La luna crescente
Fiore Della Giungla Attenzione, il nucleo si sta surriscaldando. Shàmash, Zarath, allontanatevi! Dico, continuando a sparare fulmini e saette contro il cuore esposto della macchina. Il mio famiglio fa lo stesso, provando a spaccare il nucleo con ondate di energia scintillante. Master
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La luna crescente
L’imboscata scatta con la precisione letale di una trappola d’acciaio. Sfruttando il totale fattore sorpresa, il gruppo si riversa sulla creatura meccanica prima che questa possa compiere la minima mossa. Ora che avete a ridosso della minaccia, la sua natura appare ancora più spaventosa e distorta. Il Costrutto di Scarto non è un'opera di raffinata ingegneria, ma un ammasso grottesco e senziente di ferro di recupero. Le piastre corazzate che gli fanno da pelle sono vecchie paratie di navi, incrostate di salsedine e saldate alla bell'e meglio con rivetti grossolani. Attraverso le giunzioni scoperte delle spalle e delle anche, si intravedono pistoni idraulici che gemono a ogni movimento, pompando un liquido oleoso e scuro simile a sangue infetto. La testa è una grata metallica rettangolare che funge da visore, dietro la quale brilla una luce rossastra, tremolante e priva di vita. Al centro del petto, la grande fornace aperta pulsa di calore bianco e arancione: è il cuore termico che alimenta la macchina, protetto solo da una gabbia di barre di ferro battuto. Le aperture laterali sui fianchi indicate da Kaelen rivelano l'alloggiamento scoperto degli sfiatatoi della pressione, dove il metallo è più sottile e vulnerabile. La magia protettiva di Fiore pulsa silenziosa nelle vene di Shamàsh e Devras proprio mentre l'attacco coordinato devasta la creatura. Fiore Della Giungla apre le danze dal suo nascondiglio mimetico. Dal suo pugno teso scattano due fulgidi dardi di plasma accecante. I proiettili saettano precisi e, grazie al vantaggio della furtività, centrano in pieno gli sfiatatoi scoperti sul fianco destro della macchina. Il metallo si squarcia con un fragore elettrico, mentre il suo famiglio evoca ondate di energia multicolore che martellano la struttura, aprendo vistose crepe nella corazza arrugginita. @ Fiore delle Giungla Devras reagisce all'unisono. Il legno del suo bastone si illumina di una luce verde e vibrante. Scaricando quell'energia a terra, il terreno rilascia una nebbia ectoplasmatica che si condensa all'istante nella forma spettrale e imponente di un orso. La bestia evocata si materializza esattamente in uno dei punti ciechi posteriori del costrutto, avventandosi con ferocia e affondando le sue zanne incorporee tra i pistoni idraulici scoperti della gamba asimmetrica della macchina, bloccandone i movimenti. @ Devras Selyra coglie al volo l'istante perfetto. Schiacciata nel suo riparo, soffia sul composto di rabarbaro e vipera. Una freccia verde e scintillante d'acido puro scatta dalla sua posizione, volando fluida fino a infilarsi dritta in una delle fessure laterali scoperte. Al contatto, la freccia esplode in uno spruzzo corrosivo che inizia immediatamente a sciogliere gli ingranaggi interni, emanando un fumo verdastro, acre e letale. @ Selyra Shamàsh, spinto dal senso di colpa per aver fatto rumore, scatta fuori dalla copertura con una velocità impressionante, coprendo i 4,5 metri che lo separano dal nemico. Mentre avanza a scudo alzato, recita una sommessa condanna che marchia il costrutto con la Maledizione dell'Hexblade. Raggiunto il corpo a corpo, il paladino cala due fendenti devastanti con la sua spada. Il primo colpo centra una giuntura e Shamàsh vi incanala una Punizione Divina di secondo livello: un'esplosione di pura luce radiosa squarcia l'oscurità dei Sentieri Morti, devastando i circuiti interni del mostro e fondendo il ferro arrugginito. @Shamash Zarath chiude la morsa con ferocia ferina. Il tiefling cede all'ira e la sua natura muta: la coda si allunga, tramutandosi in un letale pungiglione da scorpione. Sfruttando la sua incredibile capacità di salto, compie un balzo prodigioso di 6 metri che lo porta esattamente alle spalle della macchina. Calando il suo maglio pesante con tutta la forza brutale del suo retaggio, Zarath colpisce il retro della fornace. L'impatto è sordo, devastante, e piega vistosamente la spina dorsale di ferro del costrutto. @ Zarath Il Costrutto di Scarto è stato letteralmente travolto dalla vostra furia combinata. La sua corazza è fusa dalla luce radiosa, parzialmente sciolta dall'acido di Selyra e pesantemente ammaccata dal maglio di Zarath. Dalle crepe sui fianchi escono fumo nero, scintille elettriche e getti di vapore bollente a intermittenza. Tuttavia, la fornace nel suo petto brilla ancora di una luce rossa e furiosa. La macchina barcolla sulle gambe danneggiate, emette un fischio stridulo di metallo sotto sforzo e la sua testa a grata scatta violentemente, accendendosi di una luce scarlatta fissata su Shamàsh e Zarath, i due bersagli più vicini in corpo a corpo. La macchina si prepara a rispondere al fuoco, ma Shamàsh è già pronto a intercettare il colpo con le suas reazioni divine. Kaelen scatta di fianco a Shamàsh, con la lama mezza seghettata pronta a infilarsi nel nucleo esposto. @ Tutti