Un nuovo titolo sword & sorcery si prepara a far parlare di sé nel 2026: “Shona: Black Fury”, card game ideato dall’autore italiano Stefano Labbia, arriverà in Italia e nel Regno Unito grazie a un accordo con una importante casa editrice americana (nome non ancora divulgato) che ne ha acquisito i diritti di distribuzione.
Il 2026 si preannuncia come un anno chiave per il panorama dei card game fantasy, e tra i titoli da tenere d’occhio c’è “Shona: Black Fury”, gioco di carte sword & sorcery ideato dall’autore italiano Stefano Labbia. Il progetto è infatti al centro di un accordo di distribuzione con una importante casa editrice americana, il cui nome non è ancora stato reso pubblico, che ne curerà l’arrivo sui mercati di Italia e Regno Unito.
Si tratta di una notizia rilevante per il settore, non solo per l’ambizione internazionale dell’operazione, ma anche perché segna un nuovo passaggio nella crescente presenza di produzioni italiane nel mercato globale dei giochi di carte a tema fantasy.
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Un universo dark fantasy guidato da un’anti-eroina
Al centro dell’esperienza narrativa c’è Shona, guerriera descritta come indomita, protagonista di un mondo fantasy medievale dai toni cupi e maturi. L’ambientazione promette una notevole varietà di scenari: dalle gelide terre di Validia alle regioni più calde di Dhoorm, in un universo pensato per espandersi progressivamente.
Il progetto nasce come naturale estensione della saga a fumetti Shona, firmata dallo stesso Labbia. Accanto alla protagonista trovano spazio altre figure femminili centrali, come Erinna e Morinnah, delineate come personaggi forti e complessi, chiamati ad affrontare non solo minacce sovrannaturali ma anche conflitti più concreti. Una struttura narrativa che punta a lasciare al giocatore scelte morali e conseguenze, elemento sempre più apprezzato nei card game a forte vocazione story-driven.
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Una scelta che farà discutere: AI Art nelle illustrazioni
Tra gli aspetti più discussi del progetto c’è l’uso estensivo di illustrazioni realizzate tramite Intelligenza Artificiale. Le immagini, sviluppate e rifinite dal team grafico che cura la direzione artistica del gioco, puntano a offrire ambientazioni dettagliate e suggestive mantenendo al tempo stesso un gameplay fluido e immediato.
Nel contesto dei giochi di carte collezionabili, l’adozione dell’AI Art è una scelta destinata a far discutere: lo stile visivo è spesso parte integrante dell’identità di un titolo e il tema solleva interrogativi artistici ed etici. Proprio per questo, Shona: Black Fury si candida a essere anche un interessante caso di studio su come l’AI possa essere integrata, o meno, in produzioni ludiche di respiro internazionale.
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Il 2026 come punto di partenza di una saga
Il set base viene presentato come l’inizio di un percorso più ampio, con espansioni future dedicate a nuovi luoghi, personaggi ed entità, oltre a ulteriori meccaniche di gioco. Un’impostazione seriale coerente con l’origine fumettistica del progetto e con la natura collezionabile del formato.
L’accordo con l’editore americano, che seguirà la distribuzione in Italia e nel Regno Unito a partire dal 2026, rappresenta in questo senso una mossa strategica per garantire al titolo una visibilità internazionale sin dalle prime fasi del lancio.
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Chi è Stefano Labbia
Autore prolifico e trasversale, Stefano Labbia ha all’attivo numerose pubblicazioni tra poesia, narrativa, teatro e graphic novel, oltre a esperienze nella sceneggiatura per cinema e televisione. Negli anni ha sviluppato progetti editoriali e artistici a respiro internazionale, spesso legati a iniziative culturali e sociali, costruendo un percorso che intreccia storytelling, fumetto e sperimentazione transmediale.
Dragons’ Lair seguirà da vicino gli sviluppi legati all’annuncio della major americana e al debutto ufficiale del gioco nel 2026, con ulteriori approfondimenti dedicati al progetto e al team creativo. Per gli appassionati di dark fantasy e giochi di carte, Shona: Black Fury è un titolo che merita attenzione.
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