Vai al contenuto

L'IA è un successo, il digitale regna sovrano, e ora ci sono pure i giocattoli: Benvenuti nel Futuro™ di D&D

  • Ovvero: come abbiamo imparato a smettere di preoccuparci e ad amare l'algoritmo (e D&D Beyond)

Ah, che belle notizie sono arrivate questa settimana dal quartier generale di Hasbro! Chris Cocks, CEO di Hasbro ed ex presidente di Wizards of the Coast (e autoproclamato "AI bull" - sì, ha davvero usato questa espressione), ha benedetto i fedeli con un aggiornamento sul futuro radioso che ci attende. Spoiler: è digitale, è pieno di intelligenza artificiale, e probabilmente ha più abbonamenti mensili di quanti ne possiate permettervi.

L'IA è un "Chiaro Successo" (parola di CEO)

Durante l'ultima earnings call di Hasbro, Cocks ha dedicato un momento speciale per rassicurarci tutti: l'integrazione dell'IA in azienda è stata "un chiaro successo". Certo, sta parlando principalmente di finanza, supply chain e "produttività quotidiana", insomma, roba noiosa. Ma ehi, ha anche menzionato che nel design dei giocattoli, l'IA abbinata alla stampa 3D ha ridotto i tempi dal concept al prototipo fisico dell'80%. Impressionante, no?

Tranquilli però: "le persone prendono le decisioni e le persone possiedono i risultati creativi". Lo ripete come un mantra. Quasi come se qualcuno glielo avesse scritto nei talking points dopo che l'ultimo incidente con l'IA generativa in un supplemento di D&D non era andato benissimo (vi ricordate Bigby's Presents: Glory of the Giants del 2023? Già, anche loro preferirebbero dimenticarlo).

Il CEO ci tiene a precisare che collaborano con "piattaforme di migliore qualità, incluse Google Gemini, OpenAI e ElevenLabs" e che tutto questo libererà "più di 1 milione di ore di lavoro a basso valore" nel prossimo anno. Lavoro a basso valore, capito? Quel genere di cose che facevano le persone prima che i CEO scoprissero di poter sostituire gli esseri umani con chatbot e chiamarla "innovazione".

WotC, dal canto suo, continua a insistere che non useranno l'IA generativa per i prodotti finali di D&D. I contratti con i freelance lo vietano esplicitamente. Ma considerando che il 60% degli utenti di EN World ha dichiarato in un sondaggio di aprile 2025 che non comprerebbe prodotti D&D fatti con l'IA... beh, forse è solo buon senso commerciale travestito da principi etici.

Digital First, Fisico... Secondo (o terzo, o quarto)

Ma non è tutto! Nella stessa earnings call, Cocks ha anche annunciato con orgoglio che D&D ha "avanzato la sua evoluzione verso un brand digital-first e basato sulla proprietà intellettuale". Traduzione: D&D Beyond è il presente e il futuro, i libri fisici sono roba da collezionisti nostalgici come noi.

Le vendite digitali rappresentano già il 60% del fatturato di D&D. SESSANTA PERCENTO. Le espansioni digitali esclusive sono già qui, e i creatori di contenuti di terze parti sono stati gentilmente invitati a diventare "contenuto in partnership" (leggasi: a monetizzare attraverso la piattaforma di Hasbro, con Hasbro che ovviamente prende la sua fetta).

I libri fisici non spariranno, ci assicurano. Diventeranno solo "secondari o oggetti da collezione". Tipo i vinili, ma con meno fascino vintage.

Nel frattempo, D&D ha "deliziato più di 1 miliardo di bambini, famiglie e fan" (numero che probabilmente include chiunque abbia visto un meme di D&D su TikTok) e vanta "partnership di alto livello con oltre 60 progetti di intrattenimento attivi". Due serie TV sono in sviluppo - una su HBO come sequel di Baldur's Gate 3, l'altra su Netflix nei Forgotten Realms.

Insomma: D&D non è più solo un gioco di ruolo. È un IP da spremere come un limone su ogni possibile piattaforma mediatica. E se pensavate che Baldur's Gate 3 e Honor Among Thieves fossero già abbastanza... beh, non avete visto niente.

E per i bambini? Ecco i Questers!

Ma aspettate, c'è dell'altro! Perché non basta trasformare D&D in una piattaforma digitale alimentata dall'IA, bisogna anche conquistare "una nuova generazione di giocatori" con giocattoli!

Basic Fun ha annunciato Dungeons & Dragons Questers, una nuova linea di giocattoli in arrivo a luglio 2026. Sono bustine misteriose con miniature componibili di creature, avventurieri e mostri (mimic, drago rosso, dragonborn con bag of holding, e sì, anche i coboldi sono stati menzionati). Ogni confezione include un d20 e uno "story starter" per creare nuove storie.

L'obiettivo dichiarato? "Introdurre Dungeons & Dragons a una nuova generazione di giocatori" in modo "accessibile, creativo e divertente". Oppure, in termini più cinici: creare dipendenza dal brand prima che questi bambini abbiano l'età per comprare il Player's Handbook (digitale, ovviamente).

Il quadro generale

Facciamo un passo indietro e guardiamo la situazione nel suo insieme: Hasbro sta trasformando D&D da gioco di ruolo cartaceo a ecosistema digitale multi-piattaforma alimentato dall'IA, con merchandising per bambini e abbastanza progetti di intrattenimento da far sembrare modesto l'MCU.

È questo il futuro che volevamo quando abbiamo iniziato a tirare dadi a vent'anni fa? Probabilmente no. È questo il futuro che avremo comunque? Assolutamente sì.

Almeno Cocks è entusiasta. Lui usa l'IA per le sue campagne, sapete? E così tutti i 30-40 amici con cui gioca regolarmente. "Non c'è una singola persona che non usi l'IA in qualche modo per lo sviluppo delle campagne, dei personaggi o delle idee per le storie", ha dichiarato.

Il che solleva la domanda: se i tuoi amici giocatori stanno tutti usando ChatGPT per scrivere le avventure, state davvero giocando ancora, o state solo esternalizzando la creatività a un algoritmo mentre fate finta di divertirvi?

Ma ehi, almeno "le persone prendono le decisioni e le persone possiedono i risultati creativi".

Continuate a ripetervelo. Magari prima o poi ci crederete anche voi.

Roll for disbelief.


Cosa c'è di nuovo in DnD

User Feedback

Recommended Comments

Ermenegildo2

Circolo degli Antichi
Il 15/02/2026 alle 16:39, Lord Danarc ha scritto:

Ma in realtà le due cose sono slegate, la qualità dei prodotti non dipende dal supporto in cui sono stampati. Infatti è pieno di manuali di bassa qualità (ultimamente, ma non solo)

Sì ma la qualità intrinseca del prodotto è difficilmente misurabile e valutabile a priori anche perchè la storia è piena di prodotti considerati un flop per essere poi ripresi in periodi successivi. Cioè ci sono dei parametri produttivi direttamente misurabili e quantificabili (materiali di produzione, numero d'illustrazioni, numero di typo o altri tipi di errori), altri che sono abbastanza oggettivi ma meno misurabili perchè hanno una componente estetica (composizione tipografica, contrasto sfondo carattere, layout di pagina) ed infine alcuni che sono sostanzialemente estetici e dipendono dal gusto delle persone (contenuti, tono, gameplay) in cui in molti casi si tratta di gusti più che di fatti obbiettivi. Se uno ha una barcata di soldi può sicuramente ottimizzare gli aspetti misurabili ma non è detto che azzecchi gli aspetti estetici perchè se no sarebbe semplice arricchirsi con l'arte nelle sue varie forme.

Vero, ma è anche gente che da venti/trent'anni continua a comprarti non solo un manuale o due a botta, ma ha probabilmente diverse centinaia di euro se non migliaia di euro di materiale. Non ci campi, ma senza di loro campi peggio.

Quindi alienarteli non è una buona idea.

Non credo.

Da solo è esattamente come i più vecchi. Servono nuovi e vecchi. L'equilibrio è abbastanza precario, sopratutto se sono veri (falsi) i dati emersi negli ultimi quadrimestri informalmente.

Scusa sono stato poco chiaro, quello che intendevo dire è che dal punto di vista di wizzard, aver giocato ad AD&D non è particolarmente significativo. Cioè non serve avere 30 anni di gioco alle spalle per essere un utente storico, se uno ha iniziato con la 5ed e si è comprato tutto è meglio di uno che ha iniziato con AD&D e si è comprato solo il manuale del giocatore della 5ed e magari ci gioca pure poco perchè è grande e ha poco tempo.

Che il primato di DND non sia in dubbio Comunque è molto credibile, non esiste un'alternativa alla pathfinder, non c'è un'edizione schifosa come la 4e, e il mercato è abbastanza stabile.

Comunque tutte le persone che hanno lavorato sia a wizzard che a paizo hanno più volte dichiarato che complessivamente la 4ed ha venduto di più di pathfinder e manco di poco. Sia persone che hanno fatto il percorso wizzard -> paizo sia persone che hanno fatto il percorso paizo->wizzard. (https://alphastream.org/index.php/2023/07/08/pathfinder-never-outsold-4e-dd-icymi/). Tutto questo per dire che di nuovo c'è una differenza enorme tra D&D vende abbastanza da garantire la sua esistenza da un punto di vista commerciale e D&D diventa un fenomeno culturale di massa tipo MCU o Herry Potter o Magic e inizia a produrre redditi nell'ordine del miliardo di dollari. La mia posizione è che D&D non deve necessariamente crescere all'infinito basta che sia auto sufficiente e garantisca una certa qualità di produzione, che poi produca un gioco che mi piace è già un'altra questione meno scontata, perchè tanto a me un sacco di cose che caratterizzano D&D piacciono sempre meno. Per dire della 5ed non ho comprato nulla perchè durante il playtest hanno scartato tutte le idee che mi piacevano e sempre preso l'altra strada.

In realtà nelle passate edizioni hanno fatto diversa roba che non ha tirato, forse la scelta è dipesa da quello. Come le miniature di D&D.

Sì ma come si sono approcciati al problema miniature? Ci sono artisti e piccole realtà che riescono a sopravvivere vendendo i file per la stampa 3D delle miniature, ovviamente Wizzard potrebbe fare la stessa cosa, ma non lo fà perchè è un processo con meno controllo sull'IP rispetto a vendere direttamente la miniatura finita. Però la miniatura finita ha tutta una serie di complessità e costi aggiuntivi che poi devono essere giustificati.
Ripeto il punto è che se Wizzard fosse davvero in difficoltà con la sopravvivenza del prodotto potrebbe fare come fanno le aziende che sono davvero piccole e sempre ad un passo dai problemi economici. Invece usa un modello che è sostanzialmente 20-30 anni nel passato. Per dire Fate of the Norn 2ed è uscito in solo PDF nel 2002 evidentemente già esisteva un potenziale per il digitale come metodo per ridurre i costi.
A ovviamente Hasbro potrebbe fare cose tipo kickstart e infatti le ha fatte in passato ma su piattaforma propria per non non dover dare una fetta di soldi ad altri. https://support.eu.hasbropulse.com/hc/it-it/sections/5142662055700-Prodotto-finanziato-tramite-crowdfunding

Però D&D non è tra le IP che sono presenti.

Mah se lo sviluppo porta alle ultime uscite...

Vedi discorso di prima, se è un giudizio estetico è sostanzialmente una questione di gusto personale, a me la 5ed non è mai piaciuta per i motivi detti sopra. Magari ad altri è piaciuta più che a te e sono ben felici delle ultime uscite.

Crea un account o accedi per commentare

Statistiche utente

  • 30.538 Totale utenti
  • 3.890 Max connessi
  • DaveCom Nuovo utente ·

Impostazioni cookie

Utilizziamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e, solo con il tuo consenso, cookie statistici (analytics) per misurare e migliorare i servizi. Non utilizziamo cookie di profilazione pubblicitaria. Leggi la Cookie Policy oppure gestisci le preferenze.

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.