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    Mike Mearls su Come Sarebbe Potuto Essere D&D 4E

    • Mearls ha risposto a questa domanda su Twitter, descrivendo in modo dettagliato come la 4E di D&D che avrebbe voluto creare fosse differente rispetto a quella che è stata effettivamente pubblicata nel 2008.

    "Difficile rispondere, perché la 4E che volevo realizzare e la 4E che alla fine abbiamo pubblicato differivano ad un livello fondamentale. Volevo che le classi avessero progressioni di acquisizione dei poteri differenti e legami più tematici tra i tipi di potere.

    Ad esempio, nel caso del mago, i vostri incantesimi giornalieri avrebbero sbloccato delle parole del potere, la componente verbale necessaria per lanciare un incantesimo, come poteri a incontro. L’idea era che poteste lanciare parte di un incantesimo giornaliero come potere a incontro.

    La 4E che abbiamo progettato alla fine ha perso molti concetti tematici legati ai poteri che penso avrebbero reso il design alla base molto più solido.

    Detto questo, le sfide di abilità erano un concetto interessante, ma ci è semplicemente mancato il tempo per testarle in maniera appropriata e abbiamo avuto questa pessima tendenza di pubblicare correzioni per le stesse senza dare loro una verifica adeguata. Ho provato ad aggiustare la cosa con un nuovo approccio nella mia campagna della Valle del Nentir che fino ad ora ha funzionato bene.

    Potrei scrivere un intero libro sulla 4E e sul perché alla fine è finita per essere quel che è stata. È un meraviglioso esempio di un concetto base davvero buono che è caduto vittima di ciò che potrebbe essere definito come l'insieme di ogni possibile rischio che si corre durante lo sviluppo di un gioco.

    Ma, distaccandoci da questa digressione, sono un po’ arrabbiato con me stesso per non aver attinto da un numero maggiore di quei poteri utilizzabili a volontà [per la 5E]. Sguardo Penetrante è uno dei più divertenti, non ho idea del perché non abbiamo attinto da quello e da altri poteri più spesso e per più classi nella 5E.

    [Il fatto che ciascuna fonte di potere riempisse ciascun ruolo] era un concetto basilare, ma in una qualche misura risultava frustrante. La 4E aveva la tendenza a costruire matrici e a provare a riempirle senza pensare se quella fosse o meno una buona idea, specialmente in un sistema nel quale ciascuna classe aveva un enorme potenziale. La cosa ha forzato la progettazione dei poteri verso nicchie ristrette.

    Avrei preferito maggiormente la capacità di adottare ciascun ruolo tra i 4 base dando ai giocatori una grande scelta a livello 1, una scelta che avrebbe poi lasciato un'impronta su ciascun potere che avreste usato o che vi avrebbe dato un nuovo modo di utilizzare i poteri.

    Sì, [la 4e] è fantastica per quello su cui si è concentrata. La miglior resa dei combattimenti in D&D tra tutte le edizioni. Ecco cosa faccio, metto questi aspetti [auree, movimento forzato, scattare] nelle capacità del terreno. In quel modo, anche se i nemici vi atterrano non perdete le combo oppure le cose che rendono viva l’azione.



    Article type: Approfondimenti


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    Recommended Comments



    • Moderators - supermoderator
    1 minuto fa, Mezzanotte ha scritto:

    Insomma, è un buon prodotto ma poteva essere anche meglio perché ci è mancato il tempo.

    Che brutte cose da dire agli appassionati!

    Pare fosse stata anche una questione di imposizioni dall'alto di certe strutture e scelte stilistiche.

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    14 ore fa, Mezzanotte ha scritto:

    perché ci è mancato il tempo

    Chiamasi scadenza, cosa per cui i capi se ne infischiano di come ci devi arrivare e con cosa, ma pretendono che alla data prestabilita tu sia perfettament epronto (non importa se nel frattempo gli stessi ti hanno fatto eprdere tempo con loro idee e proposte pe rpoi dire di lasciar perdere dopo che ci hai perso tempo prezioso dietro...)

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    Purtroppo è un problema che si presenta in tantissimi ambiti, chiunque lavori se ne rende conto. Il problema si presenta quando i capi/dirigenti non hanno la più pallida idea di come si debba svolgere un dato lavoro e non conoscono le tempistiche. 
    C'è da dire che imho (e non voglio aprire una edition war, quindi ripeto: imho) D&D 4e non è nemmeno così male come gioco, semplicemente non ha risposto alle richieste dei fan. O di una buona fetta dei fan. Come gioco da tavolo-semi rpg non è certo scadente o malfatto. 

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    Conobbi D&D molto tardi, nel 2010 e lo conobbi proprio con la 4E: ancora oggi, dopo aver provato le altre edizioni aver giocato altri sistemi (alcuni anche homebrew), ritengo che la 4E non verrà mai dimenticata perché aveva dei concetti base, come dice Mike Mearls, che risultarono innovativi rispetto a molti altri sistemi. Era un gioco perfetto, equilibrato e pieno di possibilità, ma non avrebbe dovuto chiamarsi Dungeons and Dragons perché ne aveva ben poco. Era più un board-game con elementi RPG, per il suo approccio era quasi un "videogioco da tavolo". 

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    3 ore fa, HexGen-29 ha scritto:

    Conobbi D&D molto tardi, nel 2010 e lo conobbi proprio con la 4E: ancora oggi, dopo aver provato le altre edizioni aver giocato altri sistemi (alcuni anche homebrew), ritengo che la 4E non verrà mai dimenticata perché aveva dei concetti base, come dice Mike Mearls, che risultarono innovativi rispetto a molti altri sistemi. Era un gioco perfetto, equilibrato e pieno di possibilità, ma non avrebbe dovuto chiamarsi Dungeons and Dragons perché ne aveva ben poco. Era più un board-game con elementi RPG, per il suo approccio era quasi un "videogioco da tavolo". 

    Da vecchio giocatore (ho iniziato nel 1985 con D&D), la quarta edizione è un immenso pastrocchio che ha cercato di replicare, con scarsissimi risultati, le meccaniche di un MMORPG attorno al tavolo.

    Il risultato è stato quanto di peggio si sia mai visto nella storia di tutte le edizioni di D&D. E a nulla sono valsi i tentativi di rianimare un prodotto nato male, sviluppato peggio e finito proprio come doveva finire. Un fallimento colossale che ha messo in crisi l'intero marchio. Fortunatamente Mearls non ha avuto (o quasi) voce in capitolo sulle meccaniche della quinta edizione, che ha ripreso il meglio delle precedenti edizioni saltando praticamente a piè pari la precedente.

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    3 minuti fa, firwood ha scritto:

    Da vecchio giocatore (ho iniziato nel 1985 con D&D), la quarta edizione è un immenso pastrocchio che ha cercato di replicare, con scarsissimi risultati, le meccaniche di un MMORPG attorno al tavolo.

    Invece, secondo me, le ha replicate benissimo.
    Concondo con HexGen quando dice:

    4 ore fa, HexGen-29 ha scritto:

    Era un gioco perfetto, equilibrato e pieno di possibilità, ma non avrebbe dovuto chiamarsi Dungeons and Dragons perché ne aveva ben poco. Era più un board-game con elementi RPG, per il suo approccio era quasi un "videogioco da tavolo".

     

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    • Moderators - supermoderator
    3 ore fa, firwood ha scritto:

    Fortunatamente Mearls non ha avuto (o quasi) voce in capitolo sulle meccaniche della quinta edizione, che ha ripreso il meglio delle precedenti edizioni saltando praticamente a piè pari la precedente.

    In realtà sono state prese molte idee dalla 4E da usare nella 5e (riposi brevi/dadi vita/second wind = impulsi curativi per dire)

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    21 ore fa, firwood ha scritto:

    Fortunatamente Mearls non ha avuto (o quasi) voce in capitolo sulle meccaniche della quinta edizione, che ha ripreso il meglio delle precedenti edizioni saltando praticamente a piè pari la precedente.

    Lol?

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    Un gioco il cui regolamento prometteva di "fixare" D&D, quando in realtà di base non era proprio adatto a quel tipo di esperienza di gioco. Applicato in un altro contesto, magari non fantasy, e senza alcune brutture regolistiche (HP bloat, Minions e Skill Challenge per citarne alcune) avrebbe funzionato. Ma se mio nonno avesse avuto le ruote, sarebbe stato un carretto, quindi "as is" è semplicemente la peggior edizione di D&D in termini di obiettivi di design raggiunti.

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    In realtà penso che i minions fossero tra le idee migliori del sistema, permettevano alcune scene molto epiche. Poi magari era il mio gruppo che giocava il sistema con molta narrazione e roleplay, quindi "tamponando" l'approccio troppo meccanico e tecnico del gioco...

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    Il 15/11/2018 alle 07:51, HexGen-29 ha scritto:

    Conobbi D&D molto tardi, nel 2010 e lo conobbi proprio con la 4E: ancora oggi, dopo aver provato le altre edizioni aver giocato altri sistemi (alcuni anche homebrew), ritengo che la 4E non verrà mai dimenticata perché aveva dei concetti base, come dice Mike Mearls, che risultarono innovativi rispetto a molti altri sistemi. Era un gioco perfetto, equilibrato e pieno di possibilità, ma non avrebbe dovuto chiamarsi Dungeons and Dragons perché ne aveva ben poco. Era più un board-game con elementi RPG, per il suo approccio era quasi un "videogioco da tavolo". 

     

    Il 15/11/2018 alle 11:55, MattoMatteo ha scritto:

    Invece, secondo me, le ha replicate benissimo.
    Concondo con HexGen quando dice:

     

    Peccato che si tratti un gioco di ruolo, non di un gioco da tavolo. Se come boardgame è ottimo, a mio avviso, e sottolineo mio avviso, come gdr fa pena.

    Se ad altri invece piace, molto meglio. Se lo giocano e se lo godono. In fin dei conti nessuno obbliga a passare a versioni più recenti, e si può giocare un'intera vita con l'edizione che si preferisce.

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    7 ore fa, smite4life ha scritto:

    Lol?

    C'è poco da "lollare".

    Il lead rules designer della 5ed è il signor Crawford, non Mearls. Quest'ultimo ha avuto il ruolo di coordinatore, ma gli è stato tolto l'input creativo dopo il flop della 4ed.

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    2 ore fa, firwood ha scritto:

    Peccato che si tratti un gioco di ruolo, non di un gioco da tavolo. Se come boardgame è ottimo, a mio avviso, e sottolineo mio avviso, come gdr fa pena.

    Mai detto il contrario. 😉
    Scherzi a parte, sono d'accordo con te sul fatto che, altre ai combattimenti, la 4° non è adatta ad altro, quindi è più un wargame che un gdr... ma:

    1. D&D nasce come "figlio" di Chainmail, che era appunto un wargame.
    2. D&D era inizialmente pensato quasi esclusivamente per il dungeon-crawling, che è appena un passo oltre il wargame.
    3. La 4° i combattimenti in stile MMORPG li replica benissimo.
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    Sempre premesso che ciascuno ha il suo stile di gioco, e che le mie sono personalissime considerazioni, posso affermare che la 4ed, anche dal punto di vista del combattimento non mi è piaciuta. E fuori dal combattimento offre zero. Più che un regolamento per giocare di ruolo, la 4ed era, ed è, un simulatore di combattimento tattico. Luuuuunghi combattimenti, i poteri, ecc....

    Nel corso degli anni ho provato innumerevoli sistemi, e la 4ed di D&D è stata la peggior esperienza per me. Piatto, tutte le classi uguali (nel senso che tutti possono fare tutto), monotono e ripetitivo, pensato per evitare la morte dei pg, i pg stessi iperpompati... Bho, non ci ho trovato nulla di buono, ma proprio nulla. 

    13th age invece, che prende spunto dalla 4ed, o meglio, secondo gli autori è ciò che sarebbe dovuto essere la 4ed (Heinsoo e Tweet), è un sistema davvero ben realizzato e pensato, che offre un'esperienza di gioco decisamente più gratificante.

    Il fatto che D&D derivi da un wargame vuol dire tutto e niente. Il sistema si è evoluto nel corse del tempo, poi la 4ed ha cercato di innovare invece ha stravolto, e, a prescindere dai gusti, commercialmente è stata un flop molto pesante. La 5ed ha ripreso le fila che si erano interrotte e rimesso in carreggiata il marchio.

    Giusto per la cronaca, il mio gruppo usa una versione ibrida Pathfinder/AD&D con regole tutte nostre sulla magia, quindi non sono legato alla 5ed. L'ho provata, ci ho fatto una mini campagna ed ho apprezzato moltissimo il ritorno ad una semplicità ed un'immediatezza che è sempre più difficile trovare. Ma la 4ed proprio non la digerisco!!!

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    Il 15/11/2018 alle 11:49, firwood ha scritto:

    Il risultato è stato quanto di peggio si sia mai visto nella storia di tutte le edizioni di D&D. E a nulla sono valsi i tentativi di rianimare un prodotto nato male, sviluppato peggio e finito proprio come doveva finire. Un fallimento colossale che ha messo in crisi l'intero marchio. Fortunatamente Mearls non ha avuto (o quasi) voce in capitolo sulle meccaniche della quinta edizione, che ha ripreso il meglio delle precedenti edizioni saltando praticamente a piè pari la precedente.

     

    6 ore fa, firwood ha scritto:

    C'è poco da "lollare".

    Il lead rules designer della 5ed è il signor Crawford, non Mearls. Quest'ultimo ha avuto il ruolo di coordinatore, ma gli è stato tolto l'input creativo dopo il flop della 4ed.

    Scusa, ma ste robe dove le hai sentite? Perchè non sono per nulla vere.
    Fattelo dire da qualcuno che ha seguito nel dettaglio la storia editoriale di D&D 5e dal primo playtest pubblico del maggio 2012 a oggi..... 😉

    Se è vero che Jeremy Crawford è uno dei lead designer di D&D 5e ed è stato fondamentale per la sua progettazione, é altrettanto vero che Mike Mearls è stato la testa principale del progetto dal 2012 ad oggi ed è sempre stato il lead designer con l'imput creativo tra i due. I due lead designer assieme prendono le decisioni sulla strada che man mano la 5e deve prendere. Dal punto di vista della progettazione delle regole, però, Mearls è quello che nella maggioranza dei casi inventa queste ultime, Crawford è quello che spesso e volentieri le raffina. Ovviamente ci sono stati e ci saranno sempre i casi in cui i ruoli si sono invertiti, così come ci sono state le situazioni in cui il merito è stato identico per entrambi. Ma l'idea che Mearls non abbia avuto e non abbia ancora un ruolo nella progettazione di D&D 5e è pura fantascienza.
    Anzi, a partire dalla fine del 2017 è Mearls - non Crawford - a controllare e coordinare la squadra principale di game designer del D&D team. Significa che Mearls è a capo di tutta la prima fondamentale fase di progettazione delle regole, quella nella quale le regole vengono ideate.

    Inoltre, se la WotC e la Hasbro avessero ritenuto Mearls in qualche modo responsabile per i fallimenti della 4e, non lo avrebbero nemmeno assunto per progettare e poi proseguire la creazione della 5e. Mica la Hasbro e la WotC erano obbligate a tenersi Mearls dopo il fallimento della 4a, infatti. Considerato che negli USA non ci sono impedimenti a licenziare un dipendente indesiderato e considerato che il progetto 4e era finito, la WotC avrebbe potuto benissimo dare il benservito a Mearls, se lo ritenevano la causa del fallimento della 4a. Guarda caso, però, non è successo e, anzi, lo hanno mantenuto a capo del progetto della nuova edizione.
    Contrariamente a quello che sostieni, Mearls è stato fondamentale nella realizzazione della 5e come la conosciamo e lo è ancora adesso, ed ha avuto sempre la totale fiducia della WotC e della Hasbro.

    E anche il tuo discorso sull'influenza della 4e su D&D 5a edizione non è in alcun modo vero.
    Tutte le edizioni di D&D hanno avuto un'influenza nella progettazione di D&D 5e, come ha giustamente ben ricordato @Alonewolf87. Diverse regole di D&D 5e devono la loro esistenza o la loro forma ad alcune idee di D&D 4a Edizione, come i riposi e le capacità che si ricaricano tramite essi, i dadi vita (Hit Dice) e la possibilità di usarli per guarire, numerose meccaniche per il combattimento tattico (ad esempio, la regola opzionale per marcare un bersaglio), le regole di numerosi mostri, ecc..

    Scusa la schiettezza.....ma per favore evitiamo di far circolare balle. 😉
    Sei tranquillamente libero di considerare Mearls antipatico, se questa è la tua opinione. Ma la storia editoriale di D&D 5e non cambierà per questo. 😉

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    Basta cercare su internet, altro che balle.

    Crawford è stato il rules lead designer. Mearls ha fatto da coordinatore tra i reparti. 

    Dopo la pubblicazione dei manuali base, la WoTC ha dismesso il team creativo, tenendo solo pochi elementi ed affidandosi ad altri in vista di nuove pubblicazioni. Questo è stato ampiamente documentato quando si è adottata una nuova politica di pubblicazioni ridotte e mirate e la conseguente adozione di un modello produttivo sostenibile per questo tipo di politica aziendale.

    E Mearls è il referente di D&D. Mi sembra ovvio, e non c'era nemmeno bisogno di dirlo.

    Sul discorso Hasbro/Wotc ti invito ad andare a rileggere i report di diversi anni fa pubblicati in parte da ICV2 o i report semestrali pubblicati da Hasbro. Non aggiungo altro.

    Prima di bollare come "balle", cosa alquanto sgradevole, vedi di informarti a riguardo. E non considero Mearls antipatico, tutt'altro. Ho detto e riconfermo che sulla 4ed ha fatto un pastrocchio tremendo. Tutto qui. Lui era a capo del progetto, è stato un progetto fallimentare dal punto di vista economico (e non metto becco sul piacere o meno, quello è soggettivo e l'ho premesso più volte), e nella nuova edizione, dal punto di vista delle meccaniche, non ha avuto quasi peso. Nelle MECCANICHE, che sono alla base del gioco, non della parte creative e non nel coordinamento dei lavori. Quindi cerca bene le competenze. Prova semplicemente a leggere i credits dei manuali. Basta quello per capire il peso che hanno avuto i singoli elementi che hanno partecipato allo sviluppo.

    Mi auguro di aver chiarito. 

    Piccolo inciso (scusa me gli argomenti mi vengono in mente a pezzi): prima di sparare sentenze, sarebbe bene avere un'idea di come funzioni il lavoro di ricerca, sviluppo, editing e pubblicazione di questi prodotti. Ti chiarisce anche quali sono i vari ruoli, competenze e significati di lead designer, rule designer, ecc.

    Edited by firwood
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