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  1. Ultima ora
  2. Nestore alla Redazione
  3. Melqart ha risposto a Monkey77 a un discussione Servizio 1 in Un nuovo destino
    Comprate o "prese in prestito" mi servono perché gli incantesimi che aveva nominato monkey non li ho nel libro e non vale nemmeno la pena prepararli in vista dello scontro finale. Molto meglio portarsi dietro una scorta di pergamene.
  4. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys La situazione precipita velocemente ed il nano si palese per quello che è... e cosi non sapendo quanto forte sia il nemico velocemente mormoro alcune arcane parole e davanti a me appare una sfera di una decina di centimetri di diametro composta da una fluida materia verde scuro che dopo un attimo sfreccia verso il nano... @ DM
  5. Edwarf da Osgood
  6. Darakan ha risposto a Monkey77 a un discussione Servizio 1 in Un nuovo destino
    Ah, possiamo anche fare acquisti?
  7. James si mette a controllare la zona intorno al mobile rotto e quando controlla il muro alle spalle del mobile trova qualcosa , passa quasi un minuto a tastare il muro crepato lungo una sottilissima linea praticamente invisibile ed alla fine sentite un rumore metallico e una sezione del muro si sposta sporgendo leggermente verso di voi...con prudenza la aprite e potete vedere delle scale coperte da diverse ragnatele che scendono , saranno circa una decina di gradini ed alla fine vedete un pavimento coperto di polvere... @ Tutti
  8. Oggi
  9. Vrak Doomclaw , Male bugbear , Blood hunter ( Order of the Lycan) Sogghigno quando vedo arrivare il gruppetto di avventurieri ed inizio a guardare intensamente la la mezz'elfa timorosa , pregustando già il sapore delle sue carni...
  10. Jane Doe Rimanendo ferma dove sono osservo i piccoli spiriti attaccarci ed in risposta dalla mia ombra si sollevano sue piccole sfere oscure che ad un mio gesto si scagliano contro gli spiriti che ci hanno attaccato... @ DM
  11. Athaulf - Barbaro Arrivo alla fontana pronto ad affrontare ogni pericolo. Questo nano potrebbe benissimo essere un altro mostro. Alzo la spada pronto a colpire ma una forza divina ferma la mia mano. Ho un istante di esitazione. Queste cose non succedono per caso. Io che uccido senza battere ciglio ho fermato la mano appena prima di calare il colpo. C'è un significato più profondo. Qualcosa che sfugge alla mia mente ma non posso comunque ignorare. Assorto in questi pensieri Heinrich annuncia che il nano è vivo. Continuo a guardare il cadavere con sospetto. Vivo potrebbe anche signicare che è un mostro. No, il chierico non ci farebbe preparare un fuoco. Nano fortunato. Non solo è vivo ma non gli ho dato il colpo di grazia per puro intervento divino e se gli dei lo hanno salvato significa che vogliono qualcosa di importante da lui. Mi adopero subito per spostarlo nella stanza adiacente come proposto da Arenal. Nemmeno io mi sento al sicuro qui all'aperto con tanti ingressi che ci circondano.
  12. ELYNDRA - DRUIDA La minaccia sembra sventata e ci avviamo verso Grimstone. Non succede nulla lungo la strada, ma il viaggio è un tormento. Ogni volta che batto le palpebre e chiudo gli occhi, vedo sempre la stessa immagine: una montagna che trema, fiamme che restano accese come una traccia di fuoco. Mi affanno a curare i feriti per trovare un senso di pace; a tratti funziona, ma subito quell’inquietudine che mi stringe il petto da quando sono tornata riaffiora come una morsa. Taciturna, muovo un piede davanti all’altro e, quando arriviamo a destinazione — fortunatamente senza intoppi — vado da mia sorella. Cerco di apparire sorridente, ma il mio viso è pallido, le occhiaie scavate. Tuttavia la guardo con amore e affetto e le prendo le mani. "Eryn, fatti bella per il consiglio. Intendevo dire… sei sempre bellissima, ma sii perfetta. Io… ho bisogno di stare un po’ da sola. Ma non preoccuparti." Prima che possa dire qualcosa, la abbraccio. "Sto bene, non ti preoccupare," le sussurro all’orecchio, posando un bacio affettuoso sulla sua guancia. Mi volto e me ne vado. CON HELGA
  13. Melqart ha risposto a Monkey77 a un discussione Servizio 1 in Un nuovo destino
    Dovevo fare i preparativi per prendere controllo del portale. Come minimo mi serve qualche pergamena. Scusate l'assenza giornate di fuoco in serata mi rimetto in paro.
  14. Nihnel Dhaka Sembra una grossa scaglia...non so quale creatura possa appartenere ma deve essere molto grande... percepisco che da essa proviene un qualche potere sotto forma di calore... e visto che non sappiamo che effetto possa avere direi bi buttarla fuori della torre , nella grande foresta...non vorrei che i goblin siano venuti fin qui attratti da essa...
  15. Quando leggo o ascolto le interviste dei designer dell'epoca scatta sempre qualcosa nella mia testa: la voglia di buttarmi a capofitto sui manuali di cui parlano, di rileggermi il manuale o l'avventura. La passione, la creatività, la follia (perché no) di quell'epoca è stata e sarà irrepetibile. Uno staff di persone che amavano profondamente quello che facevano e che potevano sperimentare liberamente. E questo spirito si percepisce moltissimo nella lettura di quei manuali. Ho finito di tradurre l'intervista di Douglas Niles, e mi è venuta voglia di riprendere in mano il manuale di Battlesystem (che ho usato solo 3 volte in tutta la mia vita) e di rileggermi la Dungeoneer Survival Guide.
  16. Io ho ancora il draco con me. Tutti entro 30ft fate 1d6 danni in più da freddo
  17. Izhu Faccio un passo indietro mentre il mio draco si lancia sull'elementare colpendolo bravo! scocco due frecce in direzione dello stesso elementare DM Drake HP 35/35 AC 17 Immunità al freddo Attacco: elementare txc 6 1d6+3 danni Attacco izhu +9/+9 1d8+1d6(cold)
  18. Lethe Quello con l'ascia è mio Sussurro a Kragor Salute! Sollevo un braccio per salutarli Siamo venuti a rendere omaggio prima della prossima impresa!
  19. Maybelle Petit Siete solo dei vigliacchi...dico decisamente irritata verso i briganti... Apparteniamo all'ordine del cavaliere senza testa , arrendetevi , buttate a terra tutte le armi ed alzate le mani o perirete per mano nostra... poi concentro i poteri della mia mente su di loro... @ Tutti @ DM
  20. Freydis del clan dell'orso nero Dopo una bella notte di riposo mi sveglio di buon umore e mangio con voracità la colazione che mi viene offerta... Credo siano venuti per parlamentare...ma lo fanno mostrando i muscoli per non sembrare deboli... ed immagino che il re vorrà la sua lancia...ed il re per quanto ho potuto vedere sembra avere un minimo di onore... credo che se aspettiamo verranno da noi...
  21. Oggigiorno sarebbe impossibile proporre un gioco dicendo "le regole sono solo linee guida, sentitevi liberi di modificarle a piacere"... ho la netta impressione che la gente preferisca regole nette e precise, epr evitare continue discussioni tra i giocatori e il master...
  22. Mentre vagavo per Lucca Comics & Games 2025, cercando quanti più stand di GDR possibili nel Padiglione dedicato ai "Games", sono finito davanti allo stand di Mondiversi, che oltre ad essere un rivenditore di un po' di tutto, è anche editore di un libro che ha attirato subito la mia curiosità. Il libro in questione è "Dal Gioco di Guerra al Gioco di Ruolo. Analisi di alcuni aspetti culturali" di Moreno Pedrinzani, e siccome non sono un recensore a seguire mi limito a descrivere il contenuto del libro, visto che l'ho molto apprezzato e penso possa essere di interesse ad alcuni di voi! ContenutoIn breve, il libro è un saggio che ripercorre la storia di D&D in particolare, ma dei GDR in generale, concentrandosi appunto sugli aspetti culturali che hanno dato origine al fenomeno o, viceversa, che sono stati originati da esso. Di seguito, vi lascio i titoli (piuttosto lunghi, ma perlomeno autoesplicativi) dei capitoli del libro. Una breve introduzione sulla teoria del gioco. Le origini di Dungeons & Dragons: dalla teoria dei primi giochi di guerra all'ambiente culturale che lo ha generato, immaginario, aspirazioni e organizzazione degli wargamers statunitensi negli anni '60 e '70. Il rapporto tra guerra giocata e guerra reale, l'etnicità e l'orizzonte etico. La conquista del mercato: Dungeons & Dragons un prodotto casalingo e semi-amatoriale che muta per entrare nel mercato di massa. La storia aziendale della TSR letta dal punto di vista del continuo tentato controllo sul proprio prodotto per un'emanazione dall'alto delle norme standardizzate. La diffusione di internet come chiave per il compimento di quest'opera. L'eresia controculturale: Dungeons & Dragons come toolkit, proposta non agonistica, anticapitalista, libera e collaborativa. L'impatto multimediale dei concetti formulati in Dungeons & Dragons sull'industria videoludica, la base fondante dei concetti meccanici e dell'immaginario dei videogiochi. L'influenza d'immaginario sui libri-gioco. Nuovi media e nuove fruizioni dei concetti. Il moral panic a danno di Dungeons & Dragons: la reazione emotiva della società di massa. Analisi del fenomeno statunitense e del minore e tardivo fenomeno italiano. Il paradosso della riscoperta del medioevo romantico unito all'etica protestante razionalizzante. Il destino manifesto dell'uomo bianco alla conquista della frontiera: l'elemento western e coloniale di Dungeons & Dragons. La via europea, il caso Games Workshop. Warhammer Fantasy Roleplay, copia o prodotto dotato di orizzonti valoriali originali? Breve disamina dei prodotti derivati nel Regno Unito. Quali elementi culturali locali filtrano nel formato standard d'importazione? Analisi della capacità delle culture di fare propri i prodotti culturali statunitensi creando variazioni sul tema. Conclusione. Non credo serva aggiungere altro: sebbene il contenuto si concentri prevalentemente su D&D, lo fa citando non soltanto molti giochi o GDR che lo hanno preceduto, accompagnato o seguito, ma anche numerosi altri aspetti o fenomeni quali i videogiochi o l'impatto avuto sulla società. CommentoHo personalmente apprezzato il libro sia per la ricchezza di contenuti, sia per la ricca bibliografia. Essendo giovane sia a livello anagrafico (nato nel 2000) che ancor più a livello "ruolistico" (giocando soltanto dal 2016), il 90% o più del contenuto di questo libro mi era estraneo, motivo per cui ho molto apprezzato le lezioni storiche e non solo che l'autore mi ha impartito in merito al nostro hobby (al pari dei molti articoli relativi a Dragon Magazine e le vecchie edizioni di D&D che vengono pubblicati su D'L, per i quali ringrazio tutti gli autori/traduttori). L'autore sembra conoscere il fatto suo: sebbene non parli mai di sé, si evince che non è estraneo ai GDR, e non parla soltanto da studioso, ma anche da giocatore degli stessi (nelle illustrazioni sono pure presenti foto delle sue collezioni personali, con vecchie edizioni di D&D, Heroquest e altri). Confesso che ha uno stile di scrittura molto corposo, come si poteva evincere anche dai titoli dei capitoli riportati sopra! Qualcuno nel forum direbbe che ha preso lezioni da Mattia Sorrenti, ma fa niente... L'esposizione è comunque ben documentata e ben approfondita. In sintesi: consiglio a tutti questa lettura!
  23. Evinrude Goodbottle Osservo i due figuri, con un misto di apprensione per la famiglia che ci ospita e divertimento per il nome della banda di manigoldi. Come sempre cerco di distrarre l'attenzione: "Solo un martello per tutta la banda? Come fate, lo usate un pò per uno? E come mai è rosso questo martello? Mio cugino Haladoc Oakville, il figlio della zia Glenn Goodbottle ovviamente, aveva un paio di forbici blu: erano cadute nella tintura dei tappeti, non c'era verso di smacchiarle." Intanto mi muovo lateralmente, come per accerchiare i due.
  24. Aurora Gentileschi Vero...probabile che sia proprio quello l'obbiettivo delle spie...dico mentre tossisco un altro paio di volte... già sono certa che se sono dei vostri comprenderanno a pieno la situazione se sarà lei a spiegargliela , senno vorrà veramente dire che ci sono più spie di quello che si potesse immaginare... @ DM
  25. @Voignar Ricordo che ho RD3 dal talento "Maestro delle armature pesanti", a meno che non sia danno magico. In caso specificamelo, se ti ricordi, grazie.
  26. Akseli Appala Rimango inginocchiato accanto alla cassa per qualche istante ancora, con le tre pagine strappate tra le mani. Leggo e rileggo quelle righe vergate con grafia che diventa sempre più incerta, come se la mano del professore tremasse mentre scriveva. Alarico Vaeerius… ex cattedra di antichità arcaiche alla Reale Università di Suzail. Ha passato la vita tra libri e corridoi illuminati da lampade a olio, proprio come me. Eppure, qui, nelle Valli, ha trovato qualcosa che i tomi di Cormyr avevano sepolto sotto strati di oblio accademico. I Tre Senza Nome. Il solo pensiero mi provoca un brivido lungo la schiena che non ha nulla a che fare con l’umidità di questo sotterraneo. Sollevo lentamente lo sguardo verso i miei compagni, tenendo le pagine con la delicatezza che si riserva a una reliquia fragile. "Secondo me…" dico piano, la voce bassa "..queste non sono semplici annotazioni di un vecchio professore in pensione" Chiudo per un istante gli occhi, lasciando che il peso di quelle rivelazioni si depositi. "Cosa importate: ha scritto che doveva nascondere queste pagine perché 'ciò che era dimenticato sta reclamando la sua carne' e, soprattutto, non ha scritto questo nome. Molto strano" "Non dice “i Tre Dimenticati”, né “i Tre Proibiti”, ma Senza Nome. Come se persino pronunciare i loro veri titoli fosse un rischio troppo grande. Il professore Alarico Vaeerius, un uomo di cultura come me, ha scelto di non scriverli apertamente. Questo la dice lunga sulla natura di ciò che ha scoperto" "Vi espongo il mio ragionamento: in primo luogo, non sembrano appartenere al pantheon goblinoide comune. Maglubiyet e Khurgorbaeyag sono ben noti, persino troppo noti, e i goblin li invocano apertamente. Qui invece parliamo di qualcosa di più antico, di un culto rituale, di scavi frenetici intorno a un tumulo di pietre nere che pulsano. Qualcosa che i goblin stanno cercando di risvegliare, o di liberare. Potrebbero essere entità preistoriche, forse primordiali o essenze antiche sepolte prima ancora che gli dei del Faerûn attuale prendessero forma. Nel Cormyr, durante i miei studi alla Reale Università, ho incontrato vaghi riferimenti a poteri che vennero deliberatamente cancellati dalla memoria collettiva, non per punizione, ma per necessità. Il professore lo scrive chiaro: “non furono cancellati per punizione, ma per una necessità così terribile da richiedere l’oblio del mondo intero”. "Una possibilità che mi turba particolarmente è che uno (o più) di loro possa essere legato ai Sette Dei Perduti, quelle entità che un tempo si piegarono (o furono sottomesse) davanti a Bane, Myrkul e Bhaal. Tra quei sette vi sono nomi come Borem del Lago di Fango Bollente, Camnod l’Invisibile, e almeno due i cui nomi sono andati completamente perduti. Forse i “Tre Senza Nome” sono una frazione di quel gruppo più vasto, le porzioni più pericolose Oppure potrebbero non essere affatto “dei” nel senso che diamo noi oggi. Potrebbero essere abomini primordiali, vestigia di ere precedenti alla venuta degli dei, entità di puro caos o di vuoto che il mondo ha sigillato sotto tumuli, medaglioni e incantesimi di oblio Qualunque cosa siano, il fatto che i goblin stiano scavando con furia rituale suggerisce che qualcuno, o qualcosa, li sta guidando. Non una semplice tribù razziatrice, ma un culto. E se uno di questi Tre sta davvero cercando di tornare allora il sigillo rotto dal professore potrebbe aver aperto una crepa pericolosa" "Dobbiamo decidere con calma. Queste pagine sono troppo importanti per essere mostrate con leggerezza. Il medaglione potrebbe essere ancora là fuori, o peggio, potrebbe già essere nelle mani dei goblin. Se uno dei Tre Senza Nome sta davvero cercando di tornare allora questa non è più una semplice indagine su una razzia. È qualcosa di molto più antico e pericoloso" Ripiego con estrema cura le tre pagine e le infilo dentro una tasca interna del mantello. "Propongo di continuare a cercare ancora finché non abbiamo vagliato tutto, per vedere se c’è menzione del medaglione o di ulteriori appunti. Nel frattempo: qualcuno di voi conosce bene la zona a nord di Highmoon? Un ruscello, una zona di foresta fitta. Potrebbe essere un buon punto di partenza"

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