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Dardan

Circolo degli Antichi

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  1. Kaelen accoglie le tue parole solenni rimanendo immobile nella penombra del telone, con la luce cinerea delle stelle di Ches che taglia il suo profilo affilato... le tue riflessioni interiori sulla vicinanza delle vostre stirpi esiliate risuonano nel silenzio del campo con un'intensità geometrica, svelando la rotta finale della carovana verso il rifugio segreto... La tiefling ascolta il nome di Evereska e i tuoi dubbi sull'antico Mythal protettivo senza mutare l'espressione piatta delle sue labbra... aggrotta la fronte per un solo istante, e le sue pupille ambrate si stringono mentre tenta inutilmente di ricollegare quel termine elfico a una qualsiasi rotta commerciale o mappa a lei nota, confermando come per una ranger rurale di frontiera quel santuario nascosto sia un mistero totale, del tutto estraneo alle dicerie delle locande... La ragazza fa un profondo respiro freddo, tenendo la voce roca ridotta a un soffio teso per non risvegliare la bambina, affrontando le tue dichiarazioni con la cruda onestà della boscaglia... Evereska? Non ho mai sentito nominare questo posto, Silyndor, e i cacciatori di Loudwater non parlano di città elfiche nascoste... sussurra Kaelen in lingua comune, scuotendo lentamente la testa, ma hai ragione sul sangue che mi porto dentro. Se la magia delle vostre torri è forte come dici, non serve un incantesimo per sapere che le barriere elfiche respingerebbero la mia carne prima ancora di farmi avvicinare. Il sangue infernale non si ripulisce con l'acqua dei fiumi. La ranger rinfodera interamente il lungo coltello da caccia, stringendo le dita attorno al manico di ferro e offrendoti una rassicurazione militare che non concede spazio a debolezze... Ma non sono una fanciulla da proteggere, elfo, e non mi serve entrare nei vostri santuari per dormire la notte. Svolgo il mio lavoro, incasso la mia paga e so badare alla mia pelle meglio di chiunque altro. Se la tua parola d'onore garantisce che la mia quota verrà pagata finché viaggeremo lungo i sentieri e che non sarò lasciata indietro davanti al pericolo, a me basta. Vi condurrò lungo le rotte occidentali e vi scorterò finché la mia presenza sarà utile. Poi, una volta intascato il dovuto, io e Garm torneremo indietro. Il rischio fa parte del prezzo. Dal sedile anteriore del carro, Lyra Thorne solleva lo sguardo serio verso di te nella penombra... la giovane mercante ha ascoltato ogni singolo d'ettaglio del tuo patto militare con la guida; le sue dita stringono la coperta pesante attorno ad Alys, ma le sue labbra si contraggono in un cenno fiero, accettando con totale dedizione la complessità e i perigli di questa rotta che hai appena tracciato per la sua colonna... Il patto tra la tua lancia e il ferro della tiefling è suggellato, e la prima parte della notte comincia a scorrere nel silenzio della boscaglia di transizione... Le ore buie si protraggono in un'immobilità assoluta, gelida, interamente dominata dalla sorveglianza perimetrale... rimani all'imbocco dell'accampamento per coprire i turni di guardia con la lancia bilanciata nella mano sana, scansionando la penombra degli arbusti mentre il vecchio Daran e Kaelen si danno il cambio per vigilare sulle lenze di canapa... i piccoli campanelli d'ottone non emettono un solo rintocco nel vento freddo del nord e il cinghiale Garm mantiene la guardia bassa in totale tranquillità, confermando che questo settore a nord di Secomber è temporaneamente libero da inseguitori o minacce immediate... Le stelle iniziano infine a sbiadire una a una nel cielo terso, lasciando spazio alle prime, deboli luci del mattino successivo... Il fango gelato della radura scricchiola sotto gli stivali pesanti di Daran, che si ridesta sul retro del secondo mezzo per controllare i morsi e i finimenti dei cavalli prima che il freddo irrigidisca le giunture degli animali... la colonna si risveglia immersa in una totale, paranoica lucidità di frontiera; Lyra si sposta di lato sulla cassetta anteriore, e la piccola Alys riapre gli occhi nella penombra del telo cerato, interamente protetta dal calore dei tessuti... l'accampamento notturno è concluso, la pista avanti è libera e sgombra nella luce dell'alba, e l'inizio del nuovo giorno vede la carovana rimettersi in movimento nel fango gelato della boscaglia di transizione, lasciandosi alle spalle quell'area isolata situata geograficamente a nord di Secomber... Le due settimane successive di marcia forzata si susseguono in un silenzio ritmico, estenuante, interamente dominato dalle leggi pure e severe della frontiera aperta... per evitare le guarnigioni e le rotte commerciali ordinarie che scendono verso Secomber, la colonna taglia dritta verso sud-ovest lungo las pianure selvagge che costeggiano il corso del fiume Delimbiyr, aggirando completamente l'abitato da settentrione per non attirare l'attenzione delle pattuglie... cammini a piedi per giorni interi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive salda in pugno, scansionando la linea dell'orizzonte mentre la vegetazione rada cede il passo a una distesa regolare di colline bagnate dal corso dell'acqua e piste di terra battuta sferzate dal vento freddo di Ches... La determinazione della scorta e la ruda competenza di Kaelen pagano i loro frutti: i due carri vuoti attraversano l'intero distretto rurale senza intoppi, lasciandosi alle spalle l'ombra della foresta selvaggia senza incontrare ostacoli o minacce reali... al sicuro sotto il telone cerato del carro principale, la piccola Alys trascorre le giornate avvolta nel calore delle coperte di lana, trovando nella presenza costante di Lyra Thorne e nella protezione geometrica della tua lancia d'argento la forza per superare il lutto del suo clan... la bambina elfa non delira più; accetta il cibo con silenziosa docilità, offrendo alla giovane mercante una fiducia profonda che cementa il legame intimo nato tra i mezzi... Nel tardo pomeriggio del quattordicesimo giorno di viaggio, la carovana compie l'ultima svolta della via battuta, e le massicce mura di pietra e legno di Daggerford si palesano finalmente oltre l'ansa del fiume... I due carri vuoti si arrestano in uno spiazzo asciutto a meno di duecento iarde dai cancelli perimetrali, dove il traffico di contadini e viandanti rionali si fa più fitto... Kaelen pianta gli zoccoli del cinghiale Garm nella terra battuta e si ferma a piedi accanto alla tua ruota anteriore, mantenendo la mano grigia vicina all'impugnatura del lungo coltello da caccia... le pupille ambrate della tiefling scansionano le torri di guardia della città, e il suo viso affilato mostra la solita fredda e distaccata fermezza del mercenario rurale... I cancelli di Daggerford sono avanti a noi, Silyndor... sussurra la ranger di frontiera, tenendo la voce roca ridotta a un soffio aspro per non farsi sentire dai passanti, le piste a nord di Secomber sono ormai lontane e abbiamo aggirato le pattuglie della valle senza lasciare tracce. Io e Garm terremo gli occhi aperti sul perimetro dei carri mentre sbrigate i vostri affari con la nota di consegna e la fiala all'interno delle mura. Mettiamo i mezzi al sicuro nelle stalle esterne prima che l'oscurità si allunghi sul fiume...e forse troverai qualche informazione sulla tua città elfica... La ragazza rimane in posizione di guardia accanto alle stanghe, mantenendo fede al prolungamento del suo contratto commerciale e confermando che la sua lama e l'istinto del cinghiale rimarranno a protezione della colonna anche durante questa sosta civile... dal sedile di guida, Lyra Thorne frena i cavalli anteriori e recupera dai bagagli personali la nota di consegna commerciale e la fiala , guardandoti con un'espressione fiera e seria,,,
  2. @ Presentazione Le dita mi si stringono attorno alle fasce azzurre che avvolgono i miei palmi, quasi a voler cercare il contatto familiare con quel tessuto che odora ancora di muschio e del vento del nord della mia casa. Cammino a passi lenti, quasi esitanti, muovendomi con la grazia scattante e silenziosa che mio zio mi ha insegnato per non spezzare i rami secchi nel sottobosco. O meglio, mi muoverei così se la mia testa non fosse completamente altrove. Ho la bocca leggermente dischiusa e i miei grandi occhi nocciola spalancati, persi in una meraviglia così assoluta da lasciarmi del tutto scoperta di fronte a ciò che mi circonda. Per giorni ho girovagato da sola tra montagne incontaminate e fitte foreste di aghifoglie, ma questo... questo bizzarro ammasso di pietra e carne mi sta mandando totalmente in confusione. Fisso il lastricato sotto i miei piedi, affascinata da come gli uomini siano riusciti a tagliare la roccia in forme così geometriche e innaturali; poi il mio sguardo si perde verso le merci trasportate dai carri, distratta dalla varietà di colori accesi delle stoffe dei mercanti, tinte così vive che tra le mie vette semplicemente non esistono. Sento i frammenti di discorso sulla "fiera", sulle prelibatezze e sulle stranezze che vi si trovano, e nella mia mente spensierata quelle parole risuonano come le vecchie storie di spiriti che il mio clan raccontava la sera davanti al fuoco. Una fiera. Una festa gigante. La mia anima montanara, abituata ai rari ma rumorosi raduni del clan Thibodeaux dove si balla fino all'alba, si risveglia con un sussulto di pura eccitazione. Voglio vedere. Voglio scoprire tutto. Ma la folla inizia ad accalcarsi in prossimità della porta cittadina e lo shock della realtà mi piomba addosso sotto forma di quattro uomini in armatura rigida. Guardie. Li osservo incuriosita, studiando il modo in cui il sole si riflette sul metallo delle loro corazze pulite, pensando a quanto debbano essere goffi e rumorosi nel fitto di un vero bosco. La discussione poco più avanti tra i soldati e quel grosso cacciatore mezz'orco mi ridesta parzialmente dal mio stato di trance sognante. Vedo la sua grossa ascia da caccia venire avvolta nel sacco di pelle e bloccata con quel laccio di cuoio. Sento le parole delle guardie ed esamino me stessa. Sotto la mia tunica marrone, logora e rattoppata più volte sulle cosce con tendini di preda, il mio giaco di maglia perfetto è completamente invisibile. Il mio arco corto da caccia è saldamente ancorato di lato allo zaino, accanto alla mia unica faretra con le venti frecce. Ma poi c'è lei. La colossale spada a due mani che mi svetta oltre la spalla destra, racchiusa nel mastodontico fodero di legno massiccio, venato e pesante che mi ha donato mio zio. Una lama del genere non si può nascondere. È l'arma cerimoniale della mia gente, uno strumento nato per abbattere i tronchi e difendere i confini del clan. La piuma scura che pende dal pomolo dell'elsa oscilla pigramente nel vento, quasi a ricordarmi il mio addestramento e la mia devozione ai sentieri selvaggi nel nome di Ehlonna. So che se dovesse scoppiare una rissa là dentro, quel legaccio mi richiederà un'intera azione di movimento solo per liberare l'acciaio, ma il mio istinto mi dice di essere paziente. Dopotutto, non ho intenzione di fare del male a nessuno; voglio solo curiosare tra le bancarelle a bocca aperta e assecondare la mia curiosità. Quando la fila avanza e tocca finalmente a me farmi ispezionare per accedere a questa nuova e strana realtà, faccio un piccolo passo avanti. Immagino che il contrasto sia quasi comico per loro , una ragazza dall'aspetto minuto, con le braccia apparentemente esili e un'aria del tutto innocente e spaesata, che trasporta sulla schiena un'arma monumentale adatta a un veterano del doppio della sua stazza. Sollevo lo sguardo verso la guardia più vicina, regalandole un sorriso limpido e radioso privo di qualsiasi malizia o diplomazia cittadina... Salute a voi, uomini della città di pietra...esclamo, con la mia voce limpida che porta ancora l'accento ruvido delle comunità del nord...la mia gente non usa legare il ferro quando entra in un villaggio, ma non sono venuta qui per cercare il sangue...se la legge di questo strano posto dice che la spada dello zio deve riposare legata nel suo fodero, mostratemi pure come stringere questo laccio. Voglio solo vedere i colori di questa fiera di cui tutti parlano... Mentre parlo, faccio scivolare leggermente la tracolla di cuoio sul petto e inclino il busto in avanti per permettere alla guardia di raggiungere più facilmente l'impugnatura e il fodero di legno dello spadone, offrendo la mia preziosa arma per l'ispezione con totale e spensierata fiducia, pronta a farmi legare la lama pur di varcare quella grande porta e scoprire cosa si nasconde tra gli uomini.
  3. L'acciaio della tua glaive scivola finalmente nel fango asciutto della radura esterna mentre dai l'ordine militare, e un moto di pragmatica efficienza rurale si attiva immediatamente lungo il perimetro del campo... Kaelen risponde al tuo assenso con un secco cenno del mento, recuperando rami secchi di ginepro e sterpaglia dai primi cespugli bassi... in pochi minuti, le scintille battute dalla sua pietra focaia accendono un piccolo fuoco protetto tra tre grandi massi di pietra calcinata, sollevando una fiammata calda, pulita, che non produce fumo scuro nel cielo terso e stellato di Ches... Il vecchio Daran impreca sottovoce per il gelo della sera ma esegue le tue precise disposizioni difensive di primo livello, srotolando le vecchie lenze di canapa dalle casse degli attrezzi e tendendole a ridosso delle macchie di arbusti rionali, fissandovi i piccoli campanelli d'ottone usati per le segnalazioni dei carri... il cinghiale Garm si accuccia a quattro zampe proprio al centro di quella linea invisibile, sbuffando vapore bianco dalle narici scure in assetto di totale e vigile custodia perimetrale... Ti allontani dall'acciaio delle ruote e ti avvicini alla sponda del carro principale ..il telone cerato del carro vuoto si muove leggermente nel silenzio dell'accampamento serale, mentre le prime stelle della notte iniziano a brillare nel cielo limpido di Ches... la piccola elfa della luna stringe il cervo di legno intagliato con forza contro la tunica, sollevando le pupille vitree verso la tua figura d'argento in risposta alle tue domande in lingua madre... il calore del piccolo falò, protetto tra i massi per non sollevare fumo scuro nella boscaglia esterna, le restituisce un barlume di stabilità fisica, allontanando l'ultimo brivido di febbre dalle sue spalle esili... mastica lentamente l'ultimo pezzo di galletta offerto da Lyra Thorne, poi allenta parzialmente la presa sul giocattolo di legno e scuote la testa con una timida docilità infantile... Sto un po' meglio, Silyndor... sussurra Alys in elfico, la voce che ritrova una timida ma limpida lucidità infantile mentre osserva lo spazio esterno , ho solo... ho ancora tanto freddo alle mani. Dove siamo adesso? Lyra Thorne ti scambia un'occhiata seria, profonda, mentre versa un goccio d'acqua limpida nella tazza di legno per porgerla alla bambina... la mezzelfa accarezza i capelli argentei di Alys per rassicurarla, ma il suo sguardo cangiante rimane piantato sul tuo viso, leggendovi l'ombra pesante di tutti i tuoi interrogativi e la complessità di questa marcia di frontiera... la presenza di quei custodi vestiti di verde e l'isolamento della piccola rimangono nodi insoluti che pesano sulla responsabilità della carovana... Poco più avanti lungo il perimetro del campo, le lenze di canapa tese rasente ai cespugli bassi sorvegliano l'oscurità con i loro piccoli campanelli d'ottone immobili nel vento freddo... il vecchio Daran mantiene la presa sulla sua balestra leggera per il primo turno di guardia visiva dal secondo carro vuoto, mentre accanto ai mozzi delle ruote posteriori il cinghiale Garm si accuccia a quattro zampe in totale tranquillità, sbuffando vapore bianco dalle narici scure in assetto di vigile custodia... Kaelen, rimasta finora in silenzio sui talloni poco distante dalla fiamma, si alza a passi leggeri e si avvicina alla ruota anteriore del mezzo principale... la tiefling osserva il profilo di Lyra che si adagia accanto alla piccola sotto i teli, poi sposta le pupille ambrate direttamente verso di te, rompendo il silenzio con il suo tono piatto e professionale... Il mio contratto per guidarvi attraverso i sentieri della foresta si esaurisce con questa notte, elfo... sussurra la ranger di frontiera, tenendo la voce roca ridotta a un soffio teso che non si propaga oltre i massi del falò, il fitto della foresta è ormai alle nostre spalle e la via avanti comincia a farsi più battuta e regolare , ma raccogliendo quella piccola fuggiasca avete attirato un'ombra pericolosa su questi carri, e la tua sola lancia non basterà a fare da scudo se qualcuno dovesse rimettersi sulle sue tracce . Se le vostre monete d'argento possono coprire il ferro delle mie lame per altre miglia, sono pronta a continuare a camminare al vostro fianco e a tenere gli occhi aperti lungo le piste della valle finché non avrete raggiunto la vostra meta...e per sapere dov'è siete diretti? La ragazza arretra di un passo appoggiando la schiena contro il legno della sponda, attendendo la tua risposta con la fredda fermezza del mercenario che offre i suoi servigi sul campo...
  4. Le tue parole risuonano nella quiete della radura con la solenne e protettiva fermezza della tua stirpe, offrendo a Lyra Thorne l'unica risposta onesta in grado di scacciare l'asprezza di quel mattino di Ches... la giovane mercante rurale ascolta il nome antico di Evereska e la tua promessa di scorta con un profondo, silenzioso sospiro di sollievo... le sue pupille cangianti brillano di una gratitudine autentica che supera di gran lunga la semplice riconoscenza commerciale, confermando come la fiducia reciproca nata tra i teloni stia cementando un legame indissolubile in questa terra di nessuno... fa un lento cenno d'assenso con il capo, stringendo la galletta di pane prima di risalire sul carro anteriore per vegliare sul sonno calmo di Alys, finalmente rassicurata dalla tua linea di condotta... Ti volti verso l'avanguardia della colonna segnalando al vecchio Daran e a Kaelen la ripresa immediata del viaggio prima che il pomeriggio avanzi ulteriormente... Lo schiocco leggero delle redini fende l'aria e i due carri vuoti si rimettono in movimento lungo il sentiero di fango, macinando miglia per le successive tre ore in un silenzio ritmico e vigile... cammini a piedi tenendo la glaive bilanciata nella mano sana, scansionando i pini secolari che stringono la carreggiata mentre la nebbia del mattino si dissolve del tutto sotto i colpi di un vento freddo che spazza le fronde alte... al sicuro sotto il telo cerato, la piccola Alys si ridesta parzialmente accettando un sorso d'acqua da Lyra; la bambina elfa non delira più, ma osserva il movimento della boscaglia viva con una calma gelida, trovando nella tua costante vicinanza l'unico ancoraggio materiale della sua sopravvivenza... Verso il tramonto, proprio mentre il disco pallido del sole si appresta a nascondersi dietro la linea terminale delle piante, la pista da taglio abbandonata compie un'ampia svolta verso occidente e si allarga sensibilmente, interrompendo la claustrofobia della gola... Kaelen si arresta a meno di dieci metri dalle stanghe di testa, sollevando la mano grigia per indicarti l'orizzonte libero oltre l'ultima barriera di rovi... Attraverso i rami diradati dei pini giganti, la foresta si apre bruscamente, rivelando il termine dei territori interni della gola d'ombra... davanti ai cavalli si palesa una vasta distesa di colline ondulate e brughiere d'erba secca che sfumano verso le rotte commerciali esterne della valle... la pista si immette in una carovaniera rurale più ampia e regolare, priva dei blocchi di tronchi e delle insidie del bosco selvaggio... il vecchio Daran frena i tiri all'imbocco dello spiazzo erboso che costeggia il primo declivio collinare asciutto, mentre le prime stelle della sera iniziano a brillare nel cielo limpido... La ranger rinfodera il lungo coltello da caccia e cammina a passi leggeri verso di te, indicando il terreno pulito ideale per la sosta notturna menzionata nelle tue intenzioni... Siamo fuori dal fitto dell'Alta Foresta, Silyndor... sussurra la tiefling, la voce roca che mantiene la ruda precisione della frontiera, quella avanti è la via che scende verso le piste battute della valle. La terra qui intorno è asciutta e sicura, lontana dalle faide interne del bosco. Daran sta già allentando i finimenti per far riposare le bestie, ma l'aria diventerà gelida nel giro di un'ora. Possiamo piantare un vero campo all'aperto stasera. Vuoi che accendiamo un braciere caldo per Lyra e la bambina, o preferisci mantenere il perimetro al buio prima che l'oscurità sia totale? La ragazza arretra di un passo lasciando che la disposizione finale sull'accampamento serale sia di tua completa responsabilità... Lyra scosta parzialmente il telone mostrando ad Alys lo spazio aperto delle colline e stringendo una tazza di legno vuota tra le mani, attendendo un tuo cenno, mentre il cinghiale Garm si accovaccia rasente alle ruote posteriori in totale tranquillità...
  5. Mastro Orlov ascolta il resoconto dettagliato di Raskva senza interrompere, mentre i suoi occhi colti e abituati ai grandi giochi di potere si stringono progressivamente a fessura. Quando la guerriera pronuncia il nome di Myth Nantar e svela il reale titolo delle gemelle "le Figlie della Marea " il vecchio mercante fa un impercettibile passo indietro, appoggiando una mano nodosa sul tavolo di mogano. Il silenzio che cala nell'atrio è interrotto solo dallo scrosciare della pioggia notturna contro le spesse vetrate piombate della tenuta. Orlov sposta lo sguardo sulle ragazze, che ora stringono tra le mani i caldi calici di infuso fumante portati dai servitori, poi si volta verso James, accogliendo la sua cupa preoccupazione con un cenno solenne della testa. Jeremy Brand non è un uomo che si cura della punta di legge, Raskva, e voi lo sapete meglio di me, esordisce l'anziano importatore, la voce bassa che risuona calda e ferma nell'atrio... userà ogni mercenario sacrificabile e ogni chierico rinnegato pur di mettere le mani su un potere in grado di piegare le rotte del Mare delle Stelle Cadute. Se controllasse le maree, ogni nostra nave da carico qui a Tsurlagol viaggerebbe solo dietro suo benestare. Avete fatto bene a portarle qui. Se crolla l'equilibrio dei mercanti, crolla la città. Il mercante si carezza la folta barba grigia, riflettendo sulle ultime parole della guerriera riguardo al misterioso accordo di Sembia. Nessuno farà due più due, sciamano , nel mio distretto, la discrezione è una merce che pago a peso d'oro. I miei mercenari sanno come tenere la bocca chiusa e le mie mura sono spesse a sufficienza da seppellire qualsiasi sussurro. E per quanto riguarda la vostra finanziatrice... L'anziano commerciante stringe gli occhi, lo sguardo farsi acuto. Un riscatto del genere in oro , e una tale ossessione per gli antichi astrolabi... se dovessi azzardare un nome tra i nobili mercanti, penserei a Dama Lysandra Vane , e se i miei sospetti sono esatti e siete davvero nei suoi registri avete a che fare con una donna giusta , potente e pericolosa... Il mercante si volta verso lo scalone di marmo che conduce ai piani superiori, facendo un cenno d'invito ai servitori e a tutto il blocco. Le mie ali degli ospiti al primo piano sono pronte, calde e defilate rispetto alla strada. Le fanciulle avranno letti veri, abiti asciutti e tutto il riposo di cui hanno bisogno. Quanto a voi e alle drow , le mie guardie vi forniranno turni e supporto per sorvegliare ogni angolo. Jeremy Brand e i suoi possono rivoltare ogni molo del porto, ma non calpesteranno il mio pavimento. Siete sotto la mia protezione fino a che resterete qui. Mentre le ultime parole del mercante riecheggiano nell'atrio, due domestiche in livrea scura fanno il loro ingresso da una porta laterale. Si muovono in assoluto silenzio, recando con sé ampi asciugamani di lino bianco e vesti pulite da camera. Con gesti misurati e rassicuranti, si avvicinano alle brande per invitare le gemelle a seguirle su per lo scalone di marmo. Evadne scambia un'ultima occhiata con James e Raskva, stringendosi al petto il feticcio d'osso, per poi lasciarsi guidare dalle servitrici insieme a Lyra verso la sicurezza del primo piano. Non appena le fanciulle scompaiono oltre la balconata, un uomo massiccio e dall'andatura pesante fa il suo ingresso nel salone dal cortile esterno, togliendosi il nastro di cuoio bagnato dal mantello. Indossa una solida armatura a piastre brunita che porta i segni di vecchi scontri e alla cintura esibisce una pesante spada d'arme. Il suo volto, segnato da una profonda cicatrice sulla mascella, riflette l'esperienza dei mercenari d'élite che non si lasciano impressionare facilmente. Mastro Orlov, il perimetro esterno è sigillato, esordisce il guerriero con una voce profonda e ruvida, prima di rivolgere uno sguardo attento e colto ai due agenti della Morrigan & Larson. Sono il Capitano Vane, a capo della sicurezza della tenuta. Le due guardie drow di Eilistraee, che fino a quel momento erano rimaste immobili come ombre decorative ai lati del grande camino, si staccano dalla parete e fanno un passo avanti all'unisono. I loro mantelli argentati riflettono la luce calda del fuoco e le loro mani restano flessibili vicino alle else delle spade ricurve, mantenendo la loro tipica e fiera postura vigile, ma accettando di condividere lo spazio interno per coordinare la difesa. Il Capitano Vane osserva le due elfe scure con un cenno di autentico rispetto militare, per poi estrarre dalla cintura una pergamena che raffigura la pianta della villa e stenderla sul tavolo di mogano sotto la luce del candelabro. Mastro Orlov si volta verso il comandante della sicurezza e riassume la situazione con poche, precise parole. Capitano Vane, le due ragazze appena arrivate sono in grave pericolo. Dobbiamo proteggerle qui all'interno della tenuta per i prossimi tre giorni, finché l'agenzia non le porterà via. Il Capitano Vane ascolta in silenzio, annuendo rudemente, per poi spostare lo sguardo solenne su James, Raskva e le due drow al loro fianco. Ricevuto, Mastro Orlov, risponde il veterano. I miei uomini controlleranno la cancellata e il cortile esterno sotto la pioggia. Inoltre, assegnerò alcuni dei miei soldati migliori per aiutarvi a presidiare le ragazze direttamente al piano superiore... C'è qualcos'altro che devo sapere?...domanda infine il capitano rivolgendosi a voi... @ Tutti
  6. I tuoi passi si arrestano nel fango gelato del querceto spettrale, mentre la lama argentea della glaive fende la fitta nebbia mattutina di Ches, rimanendo in posizione di guardia bassa e vigile... le tue riflessioni interiori sulla caduta di Eaerlann e sull'inedito, umano concetto di famiglia che stai stringendo attorno ai teloni protettivi della carovana si concentrano davanti alla spettrale immobilità delle piante secolari secche... dal sedile di guida, Lyra Thorne stringe Alys in un abbraccio ancora più saldo, avvolgendo la fanciulla elfa nella coperta di lana mentre i suoi occhi cangianti scansionano i tronchi bianchi e cavi che sovrastano i cavalli, tesi e tremanti sotto i finimenti... Il vecchio Daran mantiene la presa corta sulle redini dei tiri anteriori, emettendo un basso fischio tra i denti per tranquillizzare le bestie, ma lo sguardo del boscaiolo rurale rimane inchiodato alle tue spalle, in attesa di un ordine... Ti allontani dal carro e ti rechi sul perimetro avanzato da Kaelen per cercare il suo parere pratico. La tiefling ascolta le tue domande e il tuo inaspettato ringraziamento rimanendo immobile per diversi pollici di tempo, mentre il cinghiale Garm emette un basso sbuffo dalle narici scure, grattando la terra gelata con uno zoccolo anteriore... poi, la ragazza rilassa parzialmente la tensione delle spalle grigie e gira il viso affilato di sbieco, offrendoti il profilo delle sue pupille ambrate... Garm non comunica nulla di particolare Silyndor , percepisce solo l'assenza... risponde la tiefling, la voce roca ridotta a un sussurro aspro e clinico che fende la nebbia, affrontando una a una le tue questioni, quando i corvi, i topi e persino le larve abbandonano una porzione di boscaglia, significa che qualcosa non va , forse e successo qualcosa tempo fa e ancora la foresta non si è ripresa , ma comunque una via alternativa non esiste , questa pista è l'unico sentiero che attraversa questo settore della foresta , se deviamo adesso lateralmente, i carri vuoti rimarranno incastrati tra i grovigli di rovi fitti ed il fango prima di mezzogiorno...non abbiamo una direzione di riserva, dobbiamo passare da qui , il cinghiale non rifiuta di avanzare, è solo in guardia e finché i cavalli reggono il traino dobbiamo continuare a camminare. Meno tempo passiamo tra questi alberi morti, meglio è... Annuisci alla tiefling e lanci un cenno fermo a Daran per ordinare la ripresa immediata della marcia... le stanghe di legno scattano, i mozzi ricominciano a scricchiolare e la colonna riprende ad avanzare a passo costante lungo la carreggiata, inoltrandosi nel cuore del bosco scheletrico... cammini a piedi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive bilanciata nella mano sana, scansionando i rami spogli con i tuoi sensi crepuscolari mentre le sagome delle querce morte vi circondano come una palizzata di fantasmi indifferenti... La determinazione della scorta paga i suoi frutti: nel giro di un'ora di cammino faticoso e teso, i due carri vuoti attraversano l'intero settore spettrale senza incontrare ostacoli o minacce reali, lasciandosi definitivamente alle spalle le carcasse delle querce secche... Man mano che vi allontanate da quella porzione di bosco, la fitta nebbia mattutina di Ches comincia finalmente a diradarsi sotto i colpi di un vento più mite, e l'Alta Foresta riprende il suo volto originario... la vegetazione torna a farsi viva, il cinghiale Garm rilassa i muscoli riprendendo ad annusare il terreno con tranquillità e i pini secolari tornano a chiudere la volta sopra i teloni dei mezzi... la pista da taglio si allarga sensibilmente, e la colonna avanza costante nel fango per le successive quattro miglia, macinando strada sotto i raggi di un sole di mezzogiorno pallido ma finalmente visibile tra le fronde... All'altezza di una piccola radura erbosa e soleggiata, ben riparata dai pini giganti, il vecchio Daran tira dolcemente le redini per arrestare i tiri anteriori, concedendo ai cavalli una normale e doverosa sosta per rifiatare e bere dai secchi... Mentre il boscaiolo si occupa degli animali e Kaelen si siede su un tronco abbattuto per scansionare il perimetro in totale tranquillità con il cinghiale accucciato ai suoi piedi, Lyra Thorne scende dalla cassetta di guida... la giovane mercante sistema con cura la coperta di lana attorno ad Alys, lasciando che la piccola elfa della luna prosegua il suo sonno ristoratore sul carro, protetta dal calore dei tessuti... Lyra si avvicina a un masso asciutto e tira fuori dalla scarsella un pezzo di formaggio duro e delle gallette, preparandoti la tua razione con gesti calmi... Rimani a piedi accanto alla ruota anteriore tenendo la glaive appoggiata alla spalla, e la ragazza solleva lo sguardo cangiante verso di te, rompendo il silenzio rassicurante della sosta... Hai fatto la scelta più difficile con lei, Silyndor... sussurra Lyra, la voce bassa tenuta volutamente a ridosso del telone per non svegliare la bambinaquando le hai detto che non le è rimasto nessuno e che i suoi custodi sono morti, ho temuto che impazzisse dal terrore. Io non avrei mai avuto il coraggio di essere così cruda con una piccola. Ha smesso di piangere e ora dice di chiamarsi Alys, ma si è rannicchiata contro di me come se avesse paura persino delle ombre degli alberi. Quassù nessuna pista è sicura per chi è rimasto solo al mondo. Cosa faremo quando saremo fuori da questa gola? Se non ha più una casa... dove potremo portarla affinché non le succeda niente? La giovane mercante ti porge la galletta di pane secco, attendendo la tua risposta con una serietà onesta che riflette tutta la profondità del legame che state stringendo lungo la via..
  7. L'acciaio lucido della tua glaive affonda per qualche pollice nella melma gelata mentre ti arresti al fianco della ruota anteriore, imponendo un arresto momentaneo al passo dei tiri... la tua voce eladrin, spogliata di ogni retorica e intessuta di una ruda, solenne onestà, si propaga sotto il telone cerato bagnato dalla brina... le tue parole colpiscono la penombra del carro con la fredda precisione di una lancia, frantumando l'ingenua bolla d'infanzia in cui la mente della fanciulla aveva cercato rifugio per dimenticare l'orrore... Lyra Thorne sussulta sul sedile di legno, girando bruscamente il viso verso di te con le pupille cangianti spalancate per l'impatto di quella brutale verità... le sue dita stringono d'istinto la coperta di lana attorno alle spalle della piccola, quasi a voler fare da scudo fisico contro la durezza del tuo respiro, ma la giovane mercante rurale non interrompe il tuo discorso, accettando con un nodo alla gola l'intransigente senso dell'onore della tua stirpe... La fanciulla elfa della luna rimane immobile, con il pezzo di pane secco ancora stretto tra dita tremanti e gli occhi vitrei piantati nei tuoi... A ogni tua domanda, a ogni menzione dei custodi caduti e delle frecce, i suoi lineamenti esili sembrano farsi sempre più pallidi, come se la carne stessa rifiutasse di richiamare alla memoria il sangue versato... per lunghi secondi, l'unico suono che fende la nebbia fitta di Ches è lo sbuffo pesante dei cavalli fermi nel fango e il sommesso brontolio del cinghiale Garm che, poco più avanti lungo la pista da taglio, raschia la terra bagnata sotto gli occhi vigili di Kaelen... Poi, il giocattolo di legno intagliato a forma di cervo le scivola dalle dita, cadendo sulle assi nude del carro vuoto con un colpo secco, sordo... La piccola non scoppia in lacrime: il trauma e la spossatezza lasciano spazio a una lucidità gelida, tipica delle stirpi elfe che affrontano il dolore profondo... le sue labbra si contraggono in un tremore impercettibile mentre abbassa la testa, rispondendo alle tue domande con un filo di voce sottile e spezzato... Alys... sussurra la fanciulla, ritrovando l'esatta consapevolezza del suo nome, mi chiamo Alys. Mi fa... mi fa tanto male la testa, Silyndor. Non ricordo cosa ho detto prima nelle casse... ricordo solo che tutti urlavano e che c'era tanto sangue sulle vesti verdi. Se volete aiutarmi... vi prego, lasciatemi stare qui su questo carro con la signora buona. Non lasciatemi sola nel bosco... Le suas piccole mani si stringono sui lembi della coperta, mentre si rannicchia contro il fianco di Lyra Thorne cercando un barlume di calore... la mezzelfa solleva lo sguardo serio verso di te, gli occhi lucidi che scansionano i tuoi lineamenti argentei carichi di una muta richiesta di direzione... la bambina ha risposto a ogni tuo quesito, confermando che il suo clan è perduto e che la sua unica speranza di sopravvivenza è rimanere protetta all'interno della tua carovana... Kaelen fa un passo indietro nella nebbia, sollevando il lungo coltello da caccia per indicare la pista avanti che riprende a scendere lungo i contrafforti montani... la sosta è terminata, i cavalli scalpitano nel freddo del mattino e i due carri vuoti devono rimettersi in marcia verso il nord-ovest prima che l'oscurità o i pericoli della gola vi tolgano il vantaggio... Estrai la lama della lancia dal fango con un movimento secco, lanciando un cenno fermo a Daran per ordinare la ripresa immediata della marcia... le stanghe di legno scattano, i mozzi ricominciano a scricchiolare e la colonna si immette nuovamente lungo la pista da taglio abbandonata, lasciandosi alle spalle l'anfratto di radici... cammini a piedi tenendo il passo regolare dei tiri, con la guardia alta e la glaive bilanciata nella mano sana, mentre i teloni dei mezzi si addentrano per le successive due miglia in un muro di nebbia mattutina che si fa via via più denso, umido e claustrofobico... La volta dei pini giganti inizia improvvisamente a diradarsi, lasciando spazio a un mutamento radicale e inquietante del paesaggio boschivo, visibile man mano che i banchi di vapore grigio oscillano sotto i colpi del vento... la pista da taglio abbandonata si inoltra nel cuore di un antico querceto morto, una porzione di foresta devastata da un vecchio incendio o da una malattia secolare, dove centinaia di alberi spogli e privi di corteccia si stagliano contro il cielo come scheletri biancastri... i rami contorti si incrociano sopra la carreggiata bloccando la luce grigia, e le radici scoperte affiorano dal fango grigio come dita scheletriche... D'un tratto, proprio nel mezzo di questo scenario spettrale, i cavalli di testa rallentano il passo fino ad arrestarsi con un fremito dei muscoli sotto lo strattone corto delle redini di Daran, mentre il cinghiale Garm pianta gli zoccoli nella melma bagnata, abbassando il grugno e rizzando le setole della schiena... Kaelen si ferma a meno di tre metri dalle stanghe di legno, stringendo l'impugnatura del lungo coltello da caccia ed esaminando i tronchi cavi che fiancheggiano la via... in questa porzione di bosco morto l'assoluto silenzio della natura si fa opprimente, privo del benché minimo fruscio di uccelli o piccoli animali, e la nebbia fredda ristagna tra le carcasse delle piante... la pista è libera e prosegue dritta nella boscaglia spoglia, ma l'allerta del cinghiale e l'innaturale assenza di vita bloccano l'avanzata dei mezzi...
  8. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Kaelen rimane accovacciato contro la roccia, ripulendosi una scia di fuliggine dallo zigomo con il dorso del guanto. Ascolta le precisazioni metodiche di Fiore Della Giungla sulle sue doti da artefice e sulla capacità di infondere l'incanto del ragno negli oggetti, poi osserva Selyra che evoca l'ipotesi del trasporto aereo e Zarath che valuta le affinità tra questa landa e i gironi infernali. Lo sguardo del cacciatore, rigido e penetrante, si sposta infine sul baluardo d'acciaio di Shamàsh e sulle promesse di supporto naturale avanzate da Devras. Quando Shamàsh si rivolge direttamente a lui per quantificare la lunghezza del canyon e i potenziali pericoli celati nei fumi, il tracciatore sputa a terra un grumo di polvere grigia e raddrizza la schiena, incrociando le braccia sul petto. Un'ora è un respiro troppo corto per quel canyon, gatta, dice Kaelen, lo sguardo fisso su Fiore prima di scorrere lungo la colonna. A piedi ci vorrebbero più di mezza giornata e due ore con le pareti verticali vi lascerebbero a meno di metà strada, sospesi sulla pietra proprio mentre l'incanto svanisce. Se l'aria sul fondo è ferma, la corruzione risale , e per rispondere al paladino... no, non ci sono predatori organizzati lì dentro , niente che vi dia la caccia in branco ma le cose che colano dalle pareti o che strisciano nella poltiglia acida non hanno bisogno di occhi per sentire il calore della vostra carne. L'uomo si volta poi verso destra, dove il sentiero si inerpica bruscamente verso la cresta della montagna, battuta dalle sferzate del vento da est. La via alta è pulita, Zarath...continua il cacciatore, stringendo la presa sul pomolo della lama mezza seghettata. ma l'occultamento vi servirà a poco contro il cielo. Lassù non ci sono vedette del porto a sbarrarci la strada, gli abitanti non vi attaccheranno a priori solo perché camminate sui crinali. Il problema è che la roccia è carica di ferro e attira le scariche come un magnete. I fulmini non cercano bersagli, colpiscono e basta. Se il druido ha magie per deviare i fulmini o per rinforzare la vostra pelle contro il calore, allora il crinale diventa un'opzione. Altrimenti, una singola saetta spezzerà la pietra sotto i vostri stivali e vi manderà di sotto a pezzi. Kaelen fa un passo indietro, infilandosi nel primo anfratto protetto tra i contrafforti rocciosi, dove le pareti offrono una parziale copertura sia dalle folate di cenere sia dalla luce diretta della Luna Rossa. Prendetevi il vostro tempo per decidere e per far preparare a Devras e Fiore i loro incanti, conclude l'uomo, sedendosi sulla pietra indurita e tirando fuori la boccetta dei sali per calmarne la tosse... Suggerisco di allestire il campo qui per le prossime ore. Riposate le membra e recuperate le forze , ma tenete le voci basse , il vento porta i suoni lontano e questa terra ha le orecchie lunghe anche quando sembra deserta. Il silenzio della landa torna a premere attorno al perimetro del piccolo anfratto, lasciando che il gruppo valuti le opzioni disponibili e le risorse magiche rimaste prima che il viaggio debba necessariamente riprendere. @ Tutti
  9. Un silenzio carico di adrenalina e fiato congelato unisce il gruppo sulla sporgenza... gli sguardi si incrociano rapidi nel buio e la determinazione caccia via la paura mentre le parole di Akseli delineano l'azzardato piano d'assalto... Shage stringe i pugni, la sua ironia sul Calimshan che svanisce per lasciare spazio alla concentrazione più assoluta, mentre Erika assicura la presa sul falcione, pronta a fare il possibile a fil di spada... Vaulath, fiero della chiamata al valore che darà gloria al suo nome, lascia che la carne muti un'ultima volta, evocando l'ira della montagna e assumendo la sua forma di distruzione massima... i muscoli del goliath si tendono sotto la pelliccia invernale, pronti a scattare... Il bardo agisce per primo, muovendo le dita nell'aria per tessere le trame di una melodia soffusa, appena percettibile, che infonde vigore e ardore marziale nei cuori dei compagni... Ispirare Coraggio si diffonde come un calore improvviso nelle vostre vene, un balsamo che scaccia il gelo dei Colli del Vento Freddo... Subito dopo, Akseli si sporge dal riparo, focalizza la mente e punta la bacchetta verso la sagoma massiccia del druido mutato... con una parola di potere arcano, l'incantesimo Invisibilità avvolge Vaulath, cancellando la sua imponente figura tridimensionale dalla vista di chiunque e lasciando sulla neve solo il vuoto delle sue pesanti impronte invisibili... Il goliath non perde un solo secondo dei quattro round a disposizione e balza giù dalla sporgenza... Atterra sulla neve profonda senza farsi scorgere, correndo a perdifiato nel buio, una forza invisibile e letale che fende la notte puntando dritto al cuore della gola rocciosa, verso la schiena dell'essere grigio... Mentre Vaulath guadagna terreno, Akseli e Shage coordinano le loro arti magiche per scatenare il grande diversivo sul fianco opposto del campo, lontano dal fulcro del Vuoto... Il mago evoca un'Immagine Minore, facendo materializzare tra le ombre degli alberi occidentali un piccolo gruppo di cavalieri in sella a destrieri bardati, le cui sagome sembrano caricare a lance spianate contro le tende, mentre Shage vi unisce un Suono Fantasma perfetto... il fragore improvviso di zoccoli che battono sul ghiaccio, grida di battaglia umane e lo sferrare di armature di ferro rimbombano nella gola con spaventoso realismo... I goblin della tribù dell'Osso Rotto cadono in pieno nel tranello , terrorizzati da quell'attacco improvviso sui fianchi, urlano sbarrando gli occhi, abbandonano i fuochi e si gettano in massa verso il lato occidentale per respingere i cavalieri fantasma, lasciando il centro del campo sguarnito... Nello stesso istante, Shage focalizza il suo fischio letale e lancia Silenzio direttamente sopra il capo grigio e senza pelo, creando una bolla di vuoto sonoro che isola completamente la creatura e la crepa bidimensionale... Erika coglie l'attimo esatto ed esce allo scoperto dall'ombra e si lancia lungo la gola con un grido d'assalto, brandendo il falcione per attirare su di sé l'attenzione del mostro, i cui occhi spenti si voltano verso di lei, del tutto ignaro del pericolo che sta per colpirlo alle spalle... Il silenzio assoluto della bolla magica avvolge il centro del campo mentre la trappola si chiude con geometrica precisione. L'essere grigio e senza pelo si volta verso Erika, sollevando le dita piatte per rispondere alla minaccia del suo falcione, ma non avverte lo spostamento d'aria alle sue spalle. L'invisibilità di Akseli svanisce nell'istante esatto in cui Vaulath sferra il suo attacco di sorpresa. La possente mole del goliath, potenziata dall'ira della montagna e dai tratti della sua forma distruttiva massima, si materializza dal nulla come un incubo di muscoli e artigli. Il colpo è devastante: la forza bruta del guardiano della natura si abbatte sulla schiena della creatura grigia con un impatto sordo, completamente muto a causa del sortilegio di Shage. La carne aliena del mostro cede sotto gli artigli, ma invece di sanguinare, dalle profonde ferite profonde scaturisce una sostanza densa, scura e opaca, che sembra assorbire la debole luce del falò. @ Vaulath Il mostro grigio barcolla sotto l'impatto, ma la sua reazione è immediata e innaturale. Privo della possibilità di emettere suoni, spalanca la bocca in una smorfia angolosa e allunga le braccia verso la parete rocciosa bidimensionale. Non appena le sue dita grigie affondano nel muro piatto, la struttura stessa della gola reagisce all'aggressione fisica subita dal suo catalizzatore. Una violenta distorsione geometrica si propaga dalla parete a ridosso del focolare. Lo spazio attorno a Vaulath ed Erika si comprime bruscamente, privando l'ambiente circostante della sua naturale profondità tridimensionale , per un raggio di tre metri attorno alla creatura, le rocce, il terreno e persino le ombre dei due combattenti iniziano ad appiattirsi, trasformandosi in sagome bidimensionali prive di spessore. Erika avverte il peso del proprio falcione farsi improvvisamente inconsistente, come se la lama fosse diventata un disegno su un foglio di carta, rendendo incredibilmente difficile calcolare la distanza del bersaglio e coordinare i movimenti per il prossimo fendente. Vaulath sente la terra sotto i suoi piedi perdere aderenza, intrappolato in un'anomalia spaziale che tenta di schiacciare i corpi dei presenti dentro la crepa del Vuoto. @ Vaulath & Erika Nelle retrovie, Akseli e Shage mantengono la concentrazione per tenere in vita l'illusione dei cavalieri sul fianco occidentale. I goblin della tribù dell'Osso Rotto continuano a scagliare lance e dardi contro le sagome fantasma, ma i loro worg, dotati di un istinto più affilato, iniziano a voltare i musi pelosi verso il centro del campo, insospettiti..la distrazione non durerà a lungo... @ Tutti
  10. Il vecchio nano toglie la pipa di pietra dalle labbra, esalando un'ultima, densa nuvola di fumo che viene subito risucchiata dalle feritoie di ventilazione della taverna Al Cuneo di Ferro. Ascolta la sequenza di presentazioni senza battere ciglio, con la tipica e ruvida pazienza di chi è abituato a misurare le persone non dalle parole, ma dal peso del loro acciaio. Il sorriso e l'approccio diretto di Tiburzia lo fanno grugnire, un suono profondo che potrebbe quasi passare per un cenno di approvazione. Quando Godluin fa un passo avanti, rivolgendosi a lui nella cadenza geometrica e gutturale della lingua nanica, il vecchio solleva un sopracciglio cespuglioso, sorpreso dal sentire la parlata dei suoi avi in bocca a un mezzelfo del sud. Lo sguardo del nano passa poi su Arkyn, che saluta con un sorriso sereno e un cenno della mano, e si sposta infine sulla figura solida e imponente di Lord Eryndor. Le parole del veterano, che mette subito in chiaro il rango, le competenze magiche del gruppo e il valore militare della compagnia, fanno raddrizzare la schiena al vecchio, che poggia i possenti avambracci sul bancone di pietra. Ignora del tutto Lorelai, che nelle retroguardie cerca di rimettere insieme i pezzi della serata, e fissa Eryndor e Godluin con rinnovata serietà. Se la magia del sud funziona sottoterra quanto la vostra lingua, mezzelfo, allora forse non perderò il mio tempo, dice il vecchio, parlando in comune ma mantenendo una tonalità profonda che fa vibrare i boccali sui tavoli vicini. Il mio nome è Thargor, della Corporazione degli Scavi del Nord. E se siete qui, sapete che il tempo è denaro, e noi ne stiamo perdendo parecchio a causa di quel maledetto Livello Quattro. Thargor sputa un rimasuglio di tabacco in un mastello e si sporge in avanti, abbassando la voce mentre gli altri nani nella taverna smettono di confabulare per ascoltare i dettagli. Tre giorni fa, una delle nostre squadre ha spezzato una spessa barriera di roccia viva , penetrando in qualcosa che non avrebbe mai dovuto vedere la luce. Non sappiamo cosa ci sia là sotto, né a chi appartenessero quei corridoi bui , ma qualunque cosa si nascondesse in quel vuoto dimenticato, ora si è svegliata. Da quando è stata aperta quella breccia, giù nel Livello Quattro non si sente altro che uno strano, incessante sussurro che fa impazzire gli operai, e le ombre nei tunnel hanno iniziato a muoversi da sole, ghermendo chiunque si avvicini. Abbiamo dovuto sbarrare i pozzi principali, abbandonando gli attrezzi pesanti e i forzieri del minerale appena estratto. Nessuno dei nostri vuole più scendere li sotto. Il vecchio nano batte un pugno pesante sul bancone, fissando negli occhi Lord Eryndor prima di svelare la cifra dell'ingaggio, consapevole che per un lavoro del genere serve gente disposta a sfidare l'ignoto. La Corporazione non ha tempo per mercanteggiare come i carrettieri là fuori , se scendete in quel buco, scoprite cosa sta bloccando i tunnel e scortate i nostri carpentieri a sigillare per sempre la breccia verso quel vuoto, la ricompensa è di trecento monete d'oro a testa e se riuscite a recuperare intatti i tre forzieri di minerale grezzo che la squadra ha dovuto abbandonare nella fuga, vi pagheremo un extra di altre cinquecento monete d'oro per l'intero gruppo , metà subito in anticipo per i vostri preparativi, e metà a lavoro compiuto. Prendere o lasciare, forestieri. @ Tutti
  11. Il sussurro melodioso delle tue parole infonde un'insperata stabilità, mentre il tocco leggero delle tue dita sulla mano di Lyra Thorne suggella un patto di protezione silenzioso... la giovane mercante ricambia la pressione della tua stretta con un cenno fiero delle labbra, gli occhi cangianti che brillano nella penombra del telone mentre stringe la fanciulla elfa contro il proprio petto, lasciando che il calore delle coperte calmi finalmente l'ultimo, disperato tremore della piccola... Ti allontani dalle ruote dei carri con passi felini, muovendovi verso la barriera di radici secolari dove la sagoma scura di Kaelen si staglia contro il cielo notturno... la tiefling non si volta al tuo arrival; la sua coda si muove a ridosso dei rovi calcinati con un moto ritmico, quasi impercettibile, e le sue orecchie appuntite scansionano il fischio del vento freddo di Ches tra i pini giganti... Ascolta le tue domande e il tuo inaspettato ringraziamento rimanendo immobile per diversi pollici di tempo, mentre il cinghiale Garm emette un basso sbuffo dalle narici scure, grattando il fango gelato con uno zoccolo anteriore... poi, la ragazza rilassa parzialmente la tensione delle spalle grigie e gira il viso affilato di sbieco, offrendoti il profilo delle sue pupille ambrate... Le monete d'argento servono a comprare il ferro delle mie lame, elfo... ma è la mia pelle che tengo al sicuro, e finché viaggeremo sullo stesso fango la vostra sicurezza coincide con la mia... risponde Kaelen, la voce roca resettata su un sussurro aspro che reca in sé la totale accettazione della tua stima professionale... poi, stringe i denti per un millesimo di secondo, affrontando una a una le tue questioni con la fredda fermezza della frontiera rurale... Riguardo ai tuoi dubbi... non so quale bestia possa aver lasciato quei segni sulla quercia, Silyndor. Le artigliate dicono solo che era una fiera grossa, e la gabbia di ferro di cui parla la piccola conferma che qualcuno stava trasportando un carico pesante nel fango. Ma gli elfi cattivi non c'entrano con i ranger rinnegati: i rinnegati che si nascondono quassù sono bracconieri e disertori umani calati da Loudwater, non stirpi dei boschi. Chi fossero i custodi di quella fanciulla, o perché siano stati presi di mira rimane un mistero , l'Alta Foresta non dà risposte ai viandanti e meno domande ci poniamo sui suoi segreti e più possibilità avremo di uscirne interi. Le ultime parole della guida si spengono nel silenzio della foresta e le lunghe ore della notte iniziano a scorrere lente, cariche di una muta vigilanza... rimani a piedi all'imbocco dell'anfratto di radici per tutto il resto del tempo buio, facendo da scudo alla colonna con la glaive appoggiata alla spalla, mentre Lyra veglia sul sonno profondo della fanciulla... la macchia intorno rimane immobile, immersa nel gelo, finché le stelle non sfumano una a una nel cielo grigio... Le prime luci del mattino iniziano a filtrare come deboli lame tra i rami alti, annunciando la fine della notte clandestina... il vecchio Daran si ridesta sul retro del secondo carro, stirando i muscoli tesi e afferrando le linee dei cavalli in totale silenzio, mentre Lyra ti osserva dal pianale in attesa di un comando... il sentiero avanti è libero, la pista vi attende nel freddo dell'alba, e l'inizio del giorno richiede la tua prossima disposizione per rimettere in movimento i due mezzi... Con un cenno d'assenso della testa fai muovere i cavalli e le ruote ricominciano a girare a passo sostenuto lungo il sentiero di fango liberato, addentrandosi per due miglia in una nebbia mattutina densa e bagnata... Mentre cammini rasente alla sponda anteriore tenendo la glaive in guardia bassa, un leggero fruscio di coperte attira la tua attenzione verso l'interno del telo principale... la fanciulla elfa della luna è interamente sveglia, seduta sul legno accanto a Lyra Thorne che le ha appena offerto un pezzo di pane secco per rimetterla in forze... la piccola mastica lentamente, gli occhi grandi che scansionano i teloni e poi la sagoma scura di Kaelen che cammina poco più avanti nella nebbia... avverte lo scricchiolio regolare delle ruote e una sottile ombra di inquietudine infantile le increspa la fronte... si volta verso di te, stringendo il cervo di legno contro la tunica... Stiamo andando verso i pini grandi, Silyndor? sussurra la piccola in elfico, la voce che ritrova un barlume di timorosa curiosità mentre cerca il tuo sguardo argenteo oltre il bordo della sponda, la signora buona mi ha dato il pane, ma il bosco fuori è tutto grigio. Perché non torniamo a casa? Dov'è la mia mamma? Perché mi avete portata su questo carro grande? L'amnesia causata dal trauma e dalla febbre è totale, e nella sua mente non è rimasta alcuna traccia delle violenze o dei custodi caduti; la fanciulla ragiona ora con la pura e ingenua inconsapevolezza di una bambina smarrita, che non comprende il pericolo della pista e cerca solo la propria normalità... Lyra le scambia un'occhiata preoccupata, stringendole dolcemente una spalla per farle sentire la propria presenza onesta, e il movimento lento dei carri nella nebbia attende la tua prima, delicatissima risposta per stabilire come gestire la verità prima che il panico si ridesti...
  12. L'argento della tua glaive riflette la debole luce stellare che filtra attraverso il tetto di radici secolari, mentre la tua voce, fluida e solenne come il vento che soffia tra le torri di Arvandor, riempie la penombra del telone... la fanciulla elfa della luna ti fissa con le pupille vitree spalancate, rimpicciolendosi sotto il peso della coperta di lana che Lyra Thorne le tiene stretta attorno alle spalle... la giovane mercante le accarezza i capelli argentei con dita calme, ma i suoi occhi cangianti si sollevano verso di te, carichi di una muta, intensa gratitudine per la promessa di protezione che ha letto nella tua presenza geometrica... La piccola stringe il cervo di legno intagliato contro il petto con una timidezza e una grazia innate, che spezzano la ruda uniformità della paglia del carro... nei suoi movimenti esili, nel modo in cui tiene il mento sollevato nonostante la situazione e nel taglio fiero delle orecchie appuntite, vi è l'indelebile, impercettibile impronta della stirpe più pura dell'Alta Foresta... un retaggio nobilissimo che le sue labbra infantili non sanno o non vogliono tradire nella fredda oscurità di questa notte di Ches... Scuote la testa con lentezza, lo sguardo smarrito che vaga tra i tuoi lineamenti eladrin e le assi del mezzo leggero... Non lo so, Silyndor... sussurra la fanciulla in elfico, la voce debole che trema per lo shock e per la totale confusione mentale del risveglio, non ricordo... non ricordo gli elfi cattivi... ho visto solo... solo le frecce e le vesti scure... e i miei custodi... i miei custodi erano grandi, erano buoni... ma non si muovono più... sono rimasti tutti sotto i pini... Una lacrima pulita le scivola lungo la guancia, e le sue piccole dita stringono il legno del balocco finché le nocche non diventano bianche... Le unghie grandi? balbetta, aggrottando la fronte mentre tenta disperatamente di ricollegare le tue domande sulle artigliate alle poche immagini sfocate che le rimangono nella mente, c'era... c'era una gabbia di ferro pesante nel fango... e un carro grande... l'odore dolce era sulle corde che usavano per legarla... io ho sentito solo le urla... non so dove andare... non ho più una casa... sono tutti morti... tutti... Le sue parole si spengono in un singhiozzo soffocato e la piccola nasconde di nuovo il viso tra le coperte, rifiutandosi di guardare l'oscurità del bosco... Kaelen rimane immobile all'imbocco dell'anfratto naturale, la mano grigia poggiata sull'impugnatura del lungo coltello da caccia mentre sorveglia il perimetro in totale silenzio, lasciando che l'eco del pianto della fanciulla muoia tra i rovi..
  13. Lo sforzo per pronunciare quelle pochissime parole spezzate consuma l'ultima, misera riserva di energia rimasta nel corpo della fanciulla... le sue labbra livide si muovono ancora per un istante nel vuoto, emettendo solo un debole sibilo d'aria che si spegne sul cervo di legno intagliato... poi, le sue palpebre si fanno improvvisamente pesanti e le braccia sottili abbandonano la presa attorno alle ginocchia, abbandonandosi a uno svenimento profondo causato dallo sfinimento... Kaelen esegue il tuo ordine di vigilanza in totale silenzio, mantenendo le pupille ambrate piantate sulla verticale dei pini giganti mentre fa un cenno rapido con la testa verso il legno spaccato per indicarti di raccogliere il corpo... Ti chini nel fondo della cassa, infilando le braccia sotto la tunica verde lacerata della fanciulla per sollevarla... la sua carne si rivela leggera come un pugno di foglie secche, e i suoi capelli argentei si adagiano contro la stoffa del tuo mantello mentre continua a stringere il suo piccolo cervo di legno contro il petto... ti volti e superi i resti della vecchia palizzata a passi rapidi, ritornando lungo la pista carovaniera dove i due carri vuoti vi attendono ancora fermi... Lyra Thorne sgrana gli occhi cangianti dal suo sedile di guida e balza giù dalle stanghe di legno senza badare alla melma, tirando via una pesante coperta di lana dal pianale per avvolgere immediatamente il corpo tremante della fanciulla e stringerla al petto sul sedile anteriore del primo carro... Lo sgombero della pista avviene in un crescendo di sforzi coordinati e silenziosi, ben consapevole che ogni minuto perduto in quella gola sia un rischio... il vecchio Daran sferra tre colpi precisi di scure per recidere i raccordi di canapa marcia che tengono unite le travi, ma è la ruda forza ferina del cinghiale Garm, unita allo strattone improvviso dei cavalli di testa legati con le corde di traino, a sradicare i pesanti tronchi della palizzata crollata, facendoli scivolare nel fossato laterale e liberando il sentiero di fango in pochi istanti... La colonna si rimette immediatamente in marcia forzata, lasciandosi alle spalle le macerie dell'avamposto mentre il sole del mattino è ancora basso dietro la cortina dei pini giganti... Da quel momento, per te e per i tuoi compagni ha inizio una lunghissima, estenuante marcia forzata che si protrae per l'intera giornata... le ore scorrono lente e pesanti sotto la volta vegetale, mentre i due carri vuoti macinano miglia nel fango profondo e la pista da taglio abbandonata si stringe sempre di più, soffocata da grovigli di felci... cammini a piedi per tutto il pomeriggio rasente alle ruote del mezzo principale, con i muscoli tesi per la stanchezza del primo livello e la glaive salda in pugno, vigilando sul perimetro di Lyra mentre la luce cinerea del giorno inizia a sbiadire... quando il crepuscolo livido di Ches cede infine il passo all'oscurità della notte, la carovana ha coperto oltre dieci miglia nel fitto del bosco... Kaelen individua una sosta sicura solo quando le prime stelle iniziano a brillare nei pochi squarci liberi del cielo: un anfratto naturale profondo, protetto da un arco di radici secolari intrecciate, perfetto per nascondere i mezzi nella penombra... l'ordine di non accendere bracieri o fuochi per non attirare attenzioni viene eseguito da Daran in silenzio; i cavalli vengono coperti e il gruppo si adatta al freddo buio della boscaglia... Ti posizioni all'imbocco del riparo di radici con la glaive appoggiata alla spalla, scansionando l'oscurità impenetrabile della notte, quando un leggero sussurro ti costringe a voltarti verso l'interno del primo carro... Sotto il telone cerato, protetta dal calore delle coperte e sintonizzata con il respiro calmo di Lyra Thorne che le siede accanto, la fanciulla elfa ha finalmente riaperto gli occhi dopo dodici ore di sonno ininterrotto... la brina è svanita dai suoi capelli argentei e le sue dita stringono ancora quel piccolo cervo di legno intagliato... fissa la penombra del pianale con uno sguardo vacillante, confuso... le sue pupille vitree si piantano sulla tua figura d'argento che si staglia contro il cielo notturno... Dove... dove sono? mormora la piccola in elfico, la voce debole che si riduce a un soffio smarrito mentre si guarda intorno spaventata, stringendo la coperta sul mento, chi siete voi? Cosa... cosa mi è successo?
  14. No non lo sapete , non si è presentata e voi non avete chiesto , al massimo potete descriverla .
  15. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Mha...quanta confusione...dico dopo aver ascoltato tutto quello che ha detto l'alchimista...ma comunque ora finalmente sappiamo qualcosa di più su quei mostri... è stato decisamente utile venire a parlare con lei...dico infine dopo aver sentito che veniamo richiesti da un altra parte... poi mentre mi avvio seguendo gli altri rimango un pò stupita dalle parole di eril...
  16. Il dardo della balestra leggera di James scatta un istante prima dell'affondo di Raskva, sibilando preciso nel buio fognario per conficcarsi nella spalla dell'ultimo sgherro in piedi. L'impatto interrompe il movimento del tagliagole e lo sbilancia, lasciandolo completamente esposto alla fulminea traiettoria di ritorno del falchion magico della guerriera. La lama cala implacabile sullo sterno dell'uomo. All'impatto l'acciaio apre uno squarcio netto che recide i tessuti, ma un millesimo di secondo dopo il calore magico della lama compassionevole sigilla la carne, riassorbendo il sangue e rimarginando la ferita, lasciando dietro di sé solo la spaventosa e paralizzante onda d'urto del trauma. L'ultimo assalitore crolla all'indietro nella melma, completamente svenuto e sopraffatto dal colpo. Mentre le parole di Raskva risuonano nel corridoio per coordinare la fuga e la protezione delle fanciulle, le due drow rispondono con un rapido cenno d'intesa. Con la rapidità clinica dei guerrieri sotterranei, obbediscono all'ordine della guerriera: sfilano le pesanti corde di canapa dalle cinture dei nemici e legano strettamente i due sgherri svenuti dietro le condutture dell'acqua, imbavagliandoli per assicurarsi che al loro risveglio non possano urlare. Subito dopo, trascinano i due cadaveri uccisi dalle loro lame d'argento all'interno di un condotto di scolo secondario, occultandoli nel buio per ritardare il rintracciamento da parte del culto di Shar. Il gruppo si immette nel dedalo profondo dei vecchi canali occidentali sotto la spessa pioggia di Tsurlagol, che continua a rimbombare sopra le vostre teste attraverso le grate superficiali. Le drow aprono la strada lungo una rampa di scale calcaree in forte salita, sfruttando le indicazioni di Raskva per deviare dalle rotte previste dal tempio e puntare decise verso i confini del Distretto Residenziale. Lyra ed Evadne camminano veloci, stringendosi l'una all'altra senza emettere un lamento. Dopo quaranta minuti di marcia serrata ed estenuante, la drow in testa solleva il braccio guantato davanti a una massiccia botola di ferro arrugginito che conduce alla superficie. Spinge il coperchio di pochi millimetri, lasciando che l'aria fredda della notte penetri nel canale. Siete riemersi all'interno di un vicolo cieco del Distretto Residenziale dei Mercanti. La pioggia batte violentemente sui tetti delle grandi ville in pietra e sui giardini privati circondati da alte cancellate di ferro battuto. La zona è pattugliata dalle guardie private del Concilio che si muovono con lanterne a olio lungo i viali principali, offrendovi una prima protezione dalle bande del porto. La grande e imponente tenuta di Mastro Orlov, con le sue finestre sbarrate e l'insegna del commerciante incisa sulla pietra del portone principale, si staglia a meno di cento metri dalla vostra posizione, seminascosta dalle ombre degli alberi secolari. Sfruttando le ombre dei giardini e muovendovi in sincrono per evitare i coni di luce delle lanterne delle guardie cittadine, attraversate rapidamente la strada battuta dalla pioggia. Le due drow di Eilistraee si muovono come spettri, scalando con una grazia innaturale la cancellata della tenuta e posizionandosi immediatamente sui tetti della villa per sorvegliare il perimetro, mentre James e Raskva spingono le gemelle sotto il porticato coperto dell'ingresso principale. Due delle guardie armate private di Orlov, appostate sotto il loggiato con le balestre cariche, abbassano le armi riconoscendo i mantelli della Morrigan & Larson e i volti dei due agenti, scortandovi rapidamente verso l'ingresso d'onore. Raskva afferra il pesante battente di ferro del portone e batte una serie di colpi rapidi e cadenzati, il segnale d'urgenza dell'agenzia. Per lunghi istanti l'unico rumore rimane lo scrosciare dell'acqua nelle condutture. Poi, dal piano superiore si intravede il debole bagliore di una candela che si sposta velocemente. Sentite lo scatto metallico di una solida catena di sicurezza e il pesante chiavistello di quercia che viene rimosso dall'interno. Il portone si schiude, rivelando il volto tirato, anziano e severo di Mastro Orlov , il ricco importatore stringe un candelabro d'ottone nella mano destra, mentre con la sinistra fa un cenno ai suoi mercenari nel cortile affinché mantengano gli occhi aperti. Mastro Orlov avvicina la fiamma della candela allo spioncino, esaminando i vostri volti rigati dalla pioggia. Anche se lavorate per la Morrigan & Larson solo da tre mesi, il vecchio commerciante vi ha incrociati diverse volte in filiale durante le trattative con il direttore Drokthar , e le spille scure dell'agenzia sui vostri mantelli bagnati non lasciano spazio a dubbi. Orlov fa un passo indietro e spalanca la porta, sgranando gli occhi verdi non appena scorge le due gemelle cariche di fango e, seminascoste dall'oscurità del portico, le sagome agili delle drow... Per gli dei... Raskva, James. Entrate, entrate subito, dice l'anziano mercante con voce ferma e autoritaria, facendo un cenno ai suoi uomini di serrare il cancello esterno prima di chiudere il portone principale e far scattare i grossi chiavistelli di ferro. Non appena scivolate tutti nell'ampio ed elegante atrio d'ingresso , un ambiente caldo, asciutto e pervaso dal profumo dei carichi commerciali di cannella, chiodi di garofano ed erbe esotiche...Orlov posa il candelabro su un tavolo di mogano e vi fissa con assoluta serietà. Lancia uno sguardo rilassato verso il soffitto, conscio che la presenza delle drow d'élite unita alle sue guardie private rende la sua tenuta una fortezza inespugnabile per la feccia delle banchine. L'anno scorso la vostra agenzia ha salvato i miei carichi e la mia stessa vita, e so bene che Drokthar non manda gli ultimi venuti a bussare alla mia porta a quest'ora della notte, esordisce il mercante, facendo un cenno ai servitori affinché portino coperte calde e bevande calde alle due fanciulle per farle accomodare vicino al camino. In città le voci corrono veloci tra i membri del Concilio. So che quel maledetto Capitano Jeremy Brand , quell'ex pirata che ora pretende di sedere tra i gentiluomini del porto , sta muovendo mari e monti per un contratto violato riguardo a due schiave di sangue misto. Vedendovi arrivare con due elfe scure di scorta e queste fanciulle, direi che la caccia vi ha portati dritti da me. Orlov si raddrizza, lisciandosi la veste di velluto con orgoglio e guardando James e Raskva con totale fermezza. Siete nel posto giusto. Jeremy Brand può anche avere qualche magistrato corrotto dalla sua parte al porto, ma le mie guardie private e la mia influenza nel Concilio tengono la feccia e i suoi sgherri ben lontani dal mio cancello , questa tenuta è protetta e immune da perquisizioni sommarie , qui siete al sicuro dal suo braccio legale , ma voglio sapere tutta la verità prima che spunti l'alba...cosa nascondono queste ragazze per spingere un uomo come Brand a scatenare una simile caccia? @ Tutti
  17. Tukgrik Duskhorn Mentre entriamo nella struttura rimango guardingo , e lascio senza problemi che gli altri parlino mentre tengo d'occhio al situazione... @ DM
  18. Il suono melodioso e solenne dell'elfico antico fende l'aria gelida del capanno come una benedizione d'altri tempi, spezzando la barriera di terrore che teneva prigioniera la mente della fanciulla... vedendo la tua glaive scomparire sulla schiena e incrociando i tuoi lineamenti eladrin, la piccola compie un profondo e disperato sospiro tremante... le sue dita allentano parzialmente la presa attorno al cervo di legno intagliato e le orecchie appuntite si sollevano lentamente, mentre le pupille vitree si riempiono di lacrime calde che scavano solchi puliti nel fango secco che le copre le guance... Tenta di muovere le labbra arse dal gelo, emettendo solo un debole sussurro spezzato che muore subito nella gola secca, prima di scoppiare in un pianto sommesso, soffocato, nascondendo il viso tra le ginocchia... Frecce nere... balbetta la piccola, la voce che si riduce a un rantolo spezzato e infantile mentre trema sotto il velo di brina che le copre i vestiti, hanno... hanno ucciso i miei custodi... erano elfi... elfi cattivi... La fanciulla solleva gli occhi lucidi nei tuoi, scotendo la testa con violenza mentre si rannicchia ancora di più nel fondo della cassa spaccata... Vi prego... fate silenzio... sussurra l'elfa della luna, stringendo il giocattolo contro il petto con le dita livide dal freddo, se quegli elfi vi sentono... se tornano... io non voglio... vi prego... Le labbra della piccola si serrano di colpo in una smorfia di puro panico e la fanciulla torna a raggomitolarsi nella paglia ammuffita, rifiutandosi di emettere un solo altro suono mentre continua a tremare convulsamente... Kaelen arretra di mezzo passo verso l'esterno della tettoia, mimetizzandosi tra i rovi laterali e puntando la lama del lungo coltello da caccia verso i cespugli retrostanti per coprirti le spalle, lasciando che la scena si consumi sotto la tua diretta responsabilità... dietro di te, lungo la pista, Lyra Thorne e il vecchio Daran attendono ancora fermi sui sedili dei carri vuoti, mentre le grandi travi crollate della palizzata sbarrano il sentiero davanti ai cavalli, impedendo alla colonna di proseguire...
  19. I tuoi passi scivolano nel fango con una precisione geometrica e silenziosa che cancella ogni traccia della tua figura d'argento tra le felci giganti... la glaive è bilanciata nella mano sana, pronta a intercettare la minima oscillazione della trama, mentre ti muovi rasente ai pilastri marci della vecchia palizzata... Kaelen ti segue mantenendosi un metro più indietro, la lama del lungo coltello da caccia puntata verso il basso e le pupille ambrate ridotte a due fessure calcolatrici, mentre il cinghiale Garm si accuccia tra i rovi trattenendo il fiato... Superi l'arco spezzato della tettoia sfondata, immettendoti nel cuore del perimetro diroccato... l'odore dolciastro e acido della linfa qui si mischia a un profumo rudo e secco di fieno vecchio, cuoio logorato e ferro arrugginito... Ti appoggi con la schiena contro una traversa di quercia crollata, scivolando con lo sguardo oltre il bordo delle tre casse da trasporto capovolte per stanare la minaccia... ed è in quel millesimo di secondo che i tuoi sensi crepuscolari decifrano l'anomalia, rivelando una verità materiale interamente slegata dalle paranoie sui predatori o sulle imboscate... All'interno della cassa spaccata, parzialmente occultata da uno strato di paglia marcia, si nasconde una fanciulla elfa della luna... dimostra la fragile statura di una bambina umana, ma i lineamenti del viso e la profondità dello sguardo tradiscono il lento scorrere del tempo delle stirpi secolari, custodendo addosso l'esperienza di almeno quaranta o cinquanta inverni di vita... indossa i resti lacerati di una tunica verde... ha le braccia sottili strette attorno alle ginocchia e le grandi orecchie appuntite schiacciate contro i capelli argentei, arruffati e coperti di brina... le sue piccole dita stringono convulsamente un vecchio giocattolo di legno intagliato a forma di cervo, lo stesso oggetto che, urtando accidentalmente contro le assi nel disperato tentativo di rimanere nascosta, ha causato lo scricchiolio che hai udito lungo la pista... I suoi occhi, grandi e vitrei per il terrore, si piantano nei tuoi... la fanciulla non urla , ha la gola secca, arsa dalla sete e dal freddo , e le sue labbra si muovono nel silenzio più assoluto, paralizzata dalla vista della tua glaive... Kaelen arretra di mezzo passo, mimetizzandosi tra i rovi laterali e puntando la lama verso i cespugli retrostanti per coprirti le spalle, lasciando che la scena si consumi interamente nel silenzio sospeso del capanno, sotto la tua diretta autorità... la piccola elfa compie un sussulto involontario, ritirando i piedi nel fondo del legno spaccato e stringendo il cervo intagliato come se fosse la sua unica difesa terrena, mentre trema sotto il velo di gelo che le copre i vestiti...
  20. Ti stacchi con cautela dal fianco di legno del carro di Lyra Thorne, avanzando nel fango profondo con passi leggeri finché non raggiungi le radici scoperte del grande pino secolare... tieni la lama argentea della glaive in guardia bassa, mentre Kaelen rimane accovacciata tra le felci stringendo il suo lungo coltello da caccia con le dita grigie e il cinghiale Garm emette un basso brontolio dalle narici scure... Ti pieghi sui polpacci trattenendo il respiro, ignorando l'odore umido della terra morta, e usi la precisione dei tuoi sensi per scansionare i detriti sparsi del vecchio forziere da viaggio... Le assi di legno del piccolo forziere sono state sfondate da una pressione spaventosa, ma tra le borchie di ferro arrugginito individui qualcosa di intatto... rinvieni una robusta scarsella di cuoio oleato, sigillata da un laccio di corda cerata che ha protetto il contenuto dall'umidità della boscaglia... al suo interno, oltre a dodici monete d'argento, recuperi un piccolo cilindro di pergamena sigillato con della cera lacca sbiadita e, incastrato in un lembo della sella lacerata, un piccolo boccetto di vetro scuro contenente un liquido azzurrino, denso, che pulsa di una debole eco magica legata alla Trama... Subito dopo, sposti la tua attenzione analitica sul teschio calcinato e sulle poche ossa umane che spuntano dalla terra umida, intenzionato a decifrare l'esatta causa del decesso... Esamini la superficie liscia dell'osso frontale e i resti della sella di cuoio, e la tua esperienza smentisce immediatamente l'ipotesi di un attacco di banditi o di una normale fiera della foresta... lo scheletro non presenta fratture da freccia, né i solchi netti lasciati dalle scuri... il teschio e le vertebre cervicali superstiti appaiono butterati, sciolti da profonde perforazioni rotonde e corrosioni chimiche aspre, del tutto identiche ai solchi che avete appena visto impressi sulla corteccia della quercia abbattuta due miglia indietro... questo sventurato corriere è stato ghermito e liquefatto dalla stessa forza massiccia che ha sradicato l'albero secolare... Ha addosso lo stesso segno, vero? sussurra Kaelen dalla penombra dei cespugli, senza mai allentare la sorveglianza, quella sella apparteneva a un corriere commerciale di Llorkh... è scomparso su questa pista da taglio l'autunno scorso, e la gilda pensava che fosse fuggito con l'incasso.... Lyra Thorne osserva i reperti che stringi tra le dita dal suo sedile di guida, stringendo nervosamente la balestra corta prima che Kaelen si rimetta in marcia, mentre il vecchio Daran sputa nel fango sul retro, accelerando i controlli sui finimenti dei cavalli per non perdere tempo... l'eredità del morto è nelle tue mani, il mistero della fiera si fa sempre più concreto, e la colonna attende la tua prossima disposizione per stabilire se esaminare i documenti del corriere o rimettere subito in movimento i due carri vuoti prima che l'oscurità si allunghi sulla gola... Infilando la borsa e la fiala nella tua scarsella, ti allontani dal pino e riprendi posizione a piedi nel fango accanto alla ruota anteriore del primo carro, a ridosso di Lyra Thorne... ordini a Daran di far muovere i cavalli e le ruote ricominciano a girare, mentre usi un piccolo coltello per spezzare il sigillo del cilindro di pergamena... Srotoli la carta ingiallita al passo dei tiri, scansionando l'inchiostro con i tuoi sensi crepuscolari... si tratta della nota di trasporto ufficiale del carico, scritta l'autunno precedente e indirizzata a una gilda di cerusici della città di Daggerford...Consegna urgente. Reagente azzurro per la cura della febbre grigia stagionale. Da recapitare al deposito dei quartieri bassi prima delle febbri del disgelo. Ti curvi verso il sedile, mostrando il foglio a Lyra... la giovane mercante scansiona le righe concentrandosi sui destinatari, sollevando lo sguardo serio verso di te... È un rimedio medico per Daggerford, Silyndor... sussurra Lyra, tenendo la voce bassa mentre asseconda il movimento regolare delle ruote, il corriere è morto l'anno scorso lasciando il lavoro incompiuto, e se questo reagente azzurro serve a curare le febbri dei quartieri bassi, non possiamo tenerlo per noi , consegneremo questo boccetta a chi ne ha bisogno , portare a termine questo soccorso è la cosa più giusta da fare... Fai un cenno d'assenso a Lyra, custodendo la fiala al sicuro e mantenendo il tuo posto di guardia a piedi, rasente alle ruote anteriori... la colonna macina miglia nel fango profondo per le successive due ore, inoltrandosi sempre più a fondo lungo questa gola d'ombra stretta e soffocata da una vegetazione che si fa via via più fitta e opprimente... la volta dei pini secolari riduce la luce del giorno a un debole riflesso grigiastro, e l'assoluto silenzio del bosco viene interrotto solo dal respiro pesante dei cavalli... D'un tratto, Kaelen solleva bruscamente il braccio sinistro a meno di dieci metri dall'avanguardia, immobilizzandosi sul sentiero, mentre il cinghiale Garm pianta gli zoccoli nella melma abbassando il grugno a terra... Davanti ai cavalli di testa, la pista da taglio abbandonata si interrompe bruscamente all'ingresso di un vecchio avamposto o posto di sosta di boscaioli, ormai diroccato e divorato dai rovi... le spesse travi di legno di una palizzata crollata bloccano parzialmente il passaggio dei carri, e tra i resti di una tettoia sfondata spuntano tre vecchie casse da trasporto capovolte... ma a colpire i tuoi sensi crepuscolari è un leggerissimo scricchiolio di rami secchi che proviene dall'interno della struttura abbandonata, seguito dal parziale e improvviso movimento di una delle casse di legno... Kaelen arretra di un passo protetta dalle felci laterali, girando il viso affilato verso di te e stringendo con forza l'impugnatura del lungo coltello da caccia... C'è qualcosa là dentro, Silyndor... sussurra la tiefling, la voce roca ridotta a un soffio teso che fende il silenzio delle piante,qualcosa di vivo che si nasconde tra le assi di quella tettoia. I carri non possono superare le travi crollate finché non avremo messo in sicurezza l'area. Che intenzioni hai? Avanziamo insieme a controllare o rimani a fare la guardia a Lyra e ai cavalli mentre io e Garm entriamo in avanguardia?
  21. Mevrah , The Witch Un ghigno sardonico e spietato mi deforma il volto sotto la maschera mentre guardo il primo gigante crollare pesantemente a terra, addormentato dalla mia magia. Il secondo colosso, seppur disorientato dalla caduta del compagno, balza in avanti ingaggiando Keothi, ma la sua possente ascia non mi fa alcuna paura. Muoviti, nano! Sgozzalo prima che si svegli, e vedi di non mancarlo! sibilo verso Braknak, gli occhi che brillano di una gioia maligna nel vedere la preda indifesa. Voglio sentirlo rantolare! Senza perdere un attimo, sfrutto la vicinanza del gigante scveglio ormai arrivato a pochi metri da noi...allungo le mani artigliate restando a sicura distanza e sputo un'altra singola parola di potere, lasciando che la mia corruzione plasmi la sua carne... @ DM
  22. Freydis del clan dell'orso nero Mha non saprei , volevo restare al villaggio solo qualche giorno , ma visto come stanno le cose non mi sento di abbandonare la mia famiglia e gli altri in questo momento...se uno di voi o entrambi volete andare a cercare informazioni per contrastare l'effetto dell'oggetto o i kraken fate pure...
  23. Le tue direttive pratiche spezzano l'immobilità che aveva iniziato a stringere la colonna, restituendo a ogni braccio un compito esatto e materiale... Lyra Thorne incassa la tua domanda sulla possibilità di abbandonare i mezzi con un cenno fiero e silenzioso della testa, balzando giù dal sedile di guida con la balestra a tracolla per iniziare a sciogliere i nodi dei finimenti di cuoio... il vecchio Daran sputa nel fango, imprecando sottovoce contro Silvanus mentre sfila l'accetta pesante dalla cintura per avventarsi contro la barriera di rami e ramaglie che corona il fusto della quercia caduta... Kaelen arretra di tre passi verso il margine della pista carovaniera, incoccando una freccia sul corto arco boschivo e tenendo gli occhi ambrati fissi sulla penombra delle felci giganti, mentre la sua coda si muove tesa... I miei occhi e le orecchie di Garm sono sulla boscaglia, elfo... muovetevi in fretta, l'odore di questa linfa non smetterà di attirare attenzioni... sussurra la tiefling, la voce roca che sorveglia l'assoluto silenzio dei pini secolari... Ti avventi contro il groviglio laterale di rovi calcinati, usando la lama pesante della tua glaive come una falce per recidere i fitti steli vegetali e liberare un varco fangoso attorno al fianco destro del colosso caduto... le ore scorrono dense di sudore freddo e respiro affannato, mentre la carne risanata di Lyra e le braccia nodose del vecchio boscaiolo conducono i sei cavalli spaventati oltre il blocco, facendoli aggirare l'albero a mano lungo il perimetro che hai appena ripulito... gli animali sbuffano, trattenuti a stento dalle redini corte della mezzelfa, avvertendo la vicinanza di quei solchi spaventosi impressi sulla corteccia... Una volta che gli animali da tiro si trovano dall'altra parte dell'ostacolo, la fase più ruda dell'ingegneria di frontiera ha inizio... Le lunghe corde di canapa vengono fissate attorno all'assale anteriore del primo carro vuoto, tese oltre il diametro del fusto e legate ai finimenti dei quattro cavalli di testa... ti posizioni nel fango a ridosso del legno insieme a Daran, puntando gli stivali contro le radici per fare leva con le spalle sotto il pianale leggero... spronati dalla voce ferma di Lyra, i cavalli tendono i muscoli compiendo un violento strattone in avanti... il mozzo di legno scricchiola, le ruote anteriori si sollevano dal terreno arrampicandosi lungo la pendenza della quercia, ma lo sforzo della carne rischia di non bastare prima che l'asse possa scavalcare la cima... È in quel millesimo di secondo che Kaelen emette un fischio gutturale dal perimetro della macchia, impartendo un comando secco alla sua fiera... Il cinghiale Garm si lancia in avanti nel fango con un grugnito feroce, del tutto indifferente al disgusto che il suo retaggio immondo ti provoca... la bestia nera pianta il suo grugno coriaceo e la massa muscolare della spalla direttamente contro il mozzo posteriore del mezzo vuoto, spingendo con una ruda, spietata forza ferina che si somma all'azione delle tue braccia... sotto la spinta combinata dei cavalli, delle tue spalle e del cinghiale, il carro compie un balzo improvviso oltre la barriera... le ruote scavalcano la cresta del fusto e vengono giù dall'altra parte con uno schiocco secco che fa tremare il terreno, sollevando spruzzi di melma bagnata ma rimanendo interamente intatte nel legno... Il primo ostacolo è superato senza danni strutturali, ma l'operazione ha consumato tempo prezioso e le ombre dell'Alta Foresta sembrano farsi ancora più lunghe e opprimenti attorno ai teloni del mezzo... il mistero di ciò che ha squarciato l'albero resta impresso nella corteccia dietro di voi, il secondo carro attende di essere sollevato nello stesso fango, e la boscaglia circostante attende la tua prossima disposizione logistica per stabilire come completare la manovra prima che il crepuscolo ritorni... Un colpo secco di stanghe e lo strattone improvviso dei cavalli guidati da Daran bastano a far superare l'ostacolo anche all'ultimo mezzo, senza che tu debba abbandonare la tua posizione di copertura... rimani a piedi sul lato anteriore della quercia con la glaive in guardia geometrica, sorvegliando la via ignota mentre le corde di canapa si tendono e la massa muscolare del cinghiale Garm si abbatte contro il mozzo posteriore... il legno scricchiola paurosamente, le ruote d'alto fusto scivolano sulla corteccia viscida e anche il secondo pianale vuoto viene giù oltre il blocco con un tonfo pesante, sollevando spruzzi di melma bagnata nel fango... I due mezzi leggeri sono finalmente oltre l'imbuto di legno, ma lo sforzo ha lasciato i cavalli protetti da un velo di sudore denso e l'aria fredda di Ches rimane satura di quell'odore dolciastro che continua a trasudare dalle venature squarciate della pianta morta... Kaelen non ti lascia il tempo di ripulire l'acciaio; scatta in avanti superando la linea dei tiri anteriori, facendo un cenno secco con l'arco boschivo per imporre la ripresa immediata della marcia... Se quella fiera si muove seguendo l'odore della linfa fresca, saremo la prima cosa che incrocerà al suo ritorno... sussurra la tiefling, la voce roca che taglia il silenzio dei pini giganti, Daran, rimetti i finimenti a posto e fai girare quelle ruote. Non voglio trovarmi su questa pista da taglio quando la luce del sole comincerà a calare... Un colpo secco di stanghe e lo strattone improvviso dei cavalli guidati da Daran bastano a far superare l'ostacolo anche all'ultimo mezzo, senza che tu debba abbandonare la tua posizione di copertura... rimani a piedi sul lato anteriore della quercia con la glaive in guardia geometrica, sorvegliando la via ignota mentre le corde di canapa si tendono e la massa muscolare del cinghiale Garm si abbatte contro il mozzo posteriore... il legno scricchiola paurosamente, le ruote d'alto fusto scivolano sulla corteccia viscida e anche il secondo pianale vuoto viene giù oltre il blocco con un tonfo pesante, sollevando spruzzi di melma bagnata nel fango... I due mezzi leggeri sono finalmente oltre l'imbuto di legno, ma lo sforzo ha lasciato i cavalli protetti da un velo di sudore denso e l'aria fredda di Ches rimane satura di quell'odore dolciastro che continua a trasudare dalle venature squarciate della pianta morta... Kaelen non ti lascia il tempo di ripulire l'acciaio; scatta in avanti superando la linea dei tiri anteriori, facendo un cenno secco con l'arco boschivo per imporre la ripresa immediata della marcia... Se quella fiera si muove seguendo l'odore della linfa fresca, saremo la prima cosa che incrocerà al suo ritorno... sussurra la tiefling, la voce roca che taglia il silenzio dei pini giganti, Daran, rimetti i finimenti a posto e fai girare quelle ruote. Non voglio trovarmi su questa pista da taglio quando la luce del sole comincerà a calare... Il vecchio boscaiolo risale sulla cassetta di guida con un grugnito sordo, incitando i cavalli con un colpo leggero delle stanghe di legno... ti porti immediatamente a ridosso del primo carro, prendendo posizione a piedi nel fango rasente alla ruota anteriore, esattamente al fianco del sedile di guida dove siede Lyra Thorne...sollevando lo sguardo per incrociare gli occhi della mezzelfa ed esibire quella totale stabilità che le avevi promesso nel buio della locanda... la ragazza ricambia la tua vicinanza tenendo la balestra corta appoggiata alle ginocchia, rassicurata dalla tua costante e protettiva presenza fisica mentre la colonna riprende la marcia forzata, addentrandosi lungo una pista da taglio che compie una brusca deviazione verso nord, digradando in una piccola gola d'ombra... dopo alcune ora d'un tratto, il cinghiale Garm si immobilizza tre metri avanti all'avanguardia, piantando gli zoccoli nel fango e abbassando il grugno coriaceo verso terra... emette un soffio nervoso dalle narici scure, le sue pupille rosse che brillano di una sinistra e intelligente scintilla rivolta verso la base di un enorme pino secolare sulla destra del sentiero... Kaelen solleva il braccio sinistro per ordinare l'arresto immediato dei carri, accucciandosi tra le felci con la fluidità di un predatore... I tuoi occhi eladrin seguono la linea indicata dalla ranger, individuando un'anomalia geometrica che spezza la ruda uniformità della vegetazione selvaggia proprio a pochi metri dal fianco del vostro carro... A ridosso delle radici scoperte di un grande pino, parzialmente occultati da uno strato di foglie morte e rami bagnati, giacciono i resti lacerati di una vecchia sella di cuoio e i frammenti di un piccolo forziere da viaggio in legno rinforzato da borchie di ferro arrugginito... poco distante, seminascosto dalla terra umida, spunta il riflesso opaco di un teschio umano privo della mascella inferiore, ripulito dal tempo e dalle intemperie della foresta... non vi sono tracce di armi o di cavalli, solo i detriti sparsi di quello che appare a tutti gli effetti come il vecchio bivacco di un viaggiatore o di un corriere, travolto dalle ombre della boscaglia chissà quanti mesi o anni prima di questo freddo mattino di Ches...
  24. La lama della tua glaive si libera dai lembi del mantello con un guizzo d'acciaio pulito, geometrico, che fende la nebbia verdastra della boscaglia e si posiziona a mezz'aria, in guardia difensiva... le tue pupille crepuscolari scansionano la penombra oltre l'ostacolo colossale, mentre la tua domanda tagliente costringe Kaelen a bloccarsi a pochi pollici dal legno... la tiefling non risponde subito; stringe i denti esaminando i solchi profondi, e la sua coda si irrigidisce a ridosso del terreno umido, imitando la postura tesa del cinghiale Garm... Garm emette un grugnito rauco, raschiando il fango con gli zoccoli anteriori, ma non sta puntando la vegetazione davanti a sé; abbassa il muso bagnato verso le radici scoperte dell'albero abbattuto, annusando con insistenza mentre il pelo lungo la sua schiena nera si drizza come una serie di scaglie rigide... l'aria rimane spaventosamente immobile, immersa in un silenzio innaturale che toglie il fiato, e l'odore dolciastro e aspro si fa sempre più denso, filtrando tra i cespugli di felci circostanti... eppure, nulla si muove tra le fronde... nessuna freccia sibila, nessun predatore balza fuori dai rovi... c'è solo il battito del tuo cuore e il respiro spaventato dei cavalli da tiro... Non è stata una tempesta ad abbattere questa quercia, elfo... e non è stato il lavoro di un'accetta da taglio... sussurra Kaelen, la voce roca che si fa estremamente sottile mentre arretra di un passo, tenendo la mano destra ben salda sull'impugnatura del lungo coltello da caccia, guarda la profondità di queste scanalature sulla corteccia. Qualcosa ha letteralmente sradicato il tronco a colpi di artigli per aprirsi un varco o per cercare il nutrimento all'interno del legno fresco... e dalle dimensioni delle fenditure, era una fiera colossale, molto più grande di un orso bruno dei crinali... Il vecchio Daran rilascia un sospiro teso dalle labbra, afferrando il manico della sua scure mentre tiene le linee dei cavalli corte, costringendo gli animali a non avanzare verso quel sentiero infetto, mentre Lyra Thorne spiana la balestra corta verso l'alto, scansionando i rami dei pini giganti con gli occhi cangianti sgranati per la paranoia dell'ignoto... Sei l'unico a mantenere la totale, geometrica lucidità in mezzo alla pista carovaniera... la tua natura eladrin ed i tuoi sensi crepuscolari cercano una traccia logica in questo mistero... non ci sono nemici visibili da colpire, non ci sono rumori di imboscate imminenti, ma i segni sul legno secolare sono reali, enormi, e l'odore aspro della linfa mista a umori organici sconosciuti suggerisce che qualunque cosa abbia squarciato la quercia sia passata di qui non molto tempo fa... @ Descrizione della scena
  25. Il calore protetto di quelle lenzuola asciutte e la straordinaria, silenziosa comprensione di Lyra Thorne hanno dissipato ogni singola scoria del tumulto notturno, restituendo alla tua figura la limpida e geometrica lucidità dei guerrieri di stirpe antica... ti muovi nella gelida penombra cinerea di Ches con passi fluidi, la lancia salda nella mano sana e la mente interamente ripulita dalle fragilità della notte... sul tuo volto non vi è traccia delle incertezze mostrate tra le mura della camera, ma solo la ferrea determinazione di chi è ridestato per difendere e guidare i propri cari lungo la frontiera... Un'ora dopo, le ruote dei due carri vuoti si lasciano alle spalle l'arco di pietra della Porta Settentrionale, superando le sbarre di legno sollevate dalla guarnigione con la normale e tranquilla indifferenza della routine mattutina... i soldati badano poco a due pianali leggeri che escono insieme ai primi boscaioli locali, e il ciottolato della città cede bruscamente il passo al fango pressato della pista da taglio abbandonata... La carovana avanza per appena due miglia nella brughiera nebbiosa, inerpicandosi dolcemente verso la barriera vegetale che domina l'orizzonte... ma non appena i cavalli arrestano i mozzi all'imbocco del primo vero varco boscoso, un grugnito sordo, basso e vibrante, erompe all'improvviso dal fitto di un cespuglio di rovi calcinati dalla brina... i tiri anteriori scartano di lato spaventati, ma la tiefling solleva una mano per intimarvi l'assoluto silenzio, emettendo un fischio modulato tra le labbra... Dalla vegetazione aggrovigliata emerge lentamente un cinghiale dall'aspetto rudo e pericoloso, modificato da un evidente archetipo immondo che ne altera la biologia naturale... la sua pelliccia ispida è nera come il carbone, fitta di setole rigide che sembrano scaglie di ferro, e dalle fauci sbavano due zanne inferiori affilate che riflettono la debole luce dell'alba con un riflesso scuro, innaturale... i suoi occhi brillano di una sinistra e intelligente scintilla rossa, rivelando una ferocia temprata lontano dalle leggi di questo mondo mortale... la bestia avanza a passi pesanti sul terreno umido, ma anziché caricare i carri appoggia il grugno coriaceo contro la mano grigia della tiefling, emettendo un verso di sottomissione... I soldati della guarnigione non tollerano che circoli in città.. sussurra la ragazza, voltando il viso affilato verso di te mentre accarezza la testa della creatura, così mi aspetta sempre qui, dove il ciottolato finisce e i sentieri si fanno bui. Il suo nome è Garm... ed è la scorta migliore che potessimo desiderare per avvertire l'odore dei viticci o degli stirgi prima che scendano dalle fronde... Il vecchio Daran rilascia la presa dall'accetta con un grugnito di ruda sorpresa, costretto ad accettare l'inappuntabile e misteriosa risorsa della guida, mentre Lyra Thorne trattiene il respiro sul sedile, incassando l'impatto visivo con la bestia nera prima che Kaelen si rimetta in marcia, guidando la colonna dritto nel fitto della vegetazione... Miglia dopo miglia, l'Alta Foresta vi accoglie stringendo i carri in una morsa vegetale imponente e claustrofobica... la volta degli alberi secolari diventa così fitta da intercettare completamente la luce del sole, riducendola a un debole e malato riflesso verdastro che danza sulle assi di legno dei mezzi... l'odore di carbone e ferro delle officine urbane svanisce, sostituito dal profumo penetrante e quasi soffocante di muschio bagnato, resina fredda e terra antica che non vede la luce da secoli... i sentieri da taglio si fanno sempre più stretti, soffocati da grovigli di rovi calcinati e felci giganti che strusciano contro le fiancate dei carri vuoti con un fruscio secco... nel silenzio innaturale della boscaglia, interrotto solo dallo scricchiolio ritmico dei mozzi e dal respiro pesante dei cavalli, si avverte la costante e inquietante sensazione di essere osservati da occhi invisibili nascosti dietro la corteccia dei pini giganti... quassù, il tempo sembra essersi fermato a un'era primordiale, selvaggia, del tutto indifferente alle vicende dei mortali... Cammini a piedi tenendo la glaive parzialmente coperta dal mantello, i tuoi sensi crepuscolari ridestati al massimo della vigilanza, quando d'un tratto la marcia si arresta bruscamente... Kaelen solleva bruscamente il braccio sinistro immobilizzandosi sul sentiero di fango mentre il cinghiale Garm abbassa il grugno a terra, emettendo un soffio nervoso dalle narici... davanti alle ruote del primo carro, la pista da taglio viene interamente sbarrata dal tronco colossale di una quercia secolare, caduta di traverso sul terreno... la corteccia dell'albero abbattuto appare stranamente butterata, scavata da solchi profondi che non sembrano causati dal tempo, e un odore dolciastro, aspro, simile a quello della linfa fermentata o della carne marcia, inizia a diffondersi tra i cespugli circostanti, facendo innervosire i cavalli...

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