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Il Sangue Non Mente -Capitolo 2

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CAPITOLO 2: Il prezzo della lealtà

Fuori dalle mura del Palazzo dei Koor, la notte di Oppara era fresca e immobile, ma l’aria profumata dei giardini patrizi non bastava a calmare la tensione che si respirava nella taverna dall'altro lato della strada.

Caspian faceva ruotare il suo calice di vino economico, lo sguardo fisso oltre le vetrate colorate. Il bardo non indossava le sete sfarzose dei nobili che in quel momento stavano banchettando con Lord Valerius, ma una casacca di velluto logoro e un mantello da viaggio. Accanto a lui, Kaelen stava pulendo la corda del suo arco lungo con una metodica, quasi ossessiva lentezza, mentre la chierica Valeria teneva le mani giunte sopra il tavolo, le dita che stringevano l'emblema dorato del sole di Sarenrae.

Non erano stati invitati. Per la famiglia Koor, loro erano solo "la scorta", mercenari plebei che avevano avuto il privilegio di proteggere la loro preziosa erede nelle foreste del Verduran.

«Avremmo dovuto insistere», mormorò Caspian, la voce bassa. «Le voci dei Vestigi stavano svanendo. Glielo leggevo negli occhi, prima che entrasse in quel maledetto palazzo. Erano vuoti, come se gli antichi campioni l'avessero abbandonata».

«Gli antenati non abbandonano il proprio sangue, Caspian», rispose Valeria, cercando di infondere una speranza a cui lei stessa faticava a credere. «La ferita del licantropo è profonda, ma la luce della Redentrice può purificare ogni tossina. Dobbiamo solo parlarle lontano da suo padre».

Kaelen sollevò lo sguardo, gli occhi da mezzelfo che brillavano nella penombra della taverna. «Nessuno guarisce da un morso del genere con le preghiere, Valeria. Ho visto cosa fa quel sangue nei boschi. Divora la mente. Se Gloriana perde il controllo lì dentro...»

Un boato sordo interruppe il ranger.

Dalle alte finestre illuminate del Palazzo dei Koor giunse il suono inconfondibile di cristalli che andavano in frantumi, seguito da un’ondata di urla umane. Non erano le risate sguaiate dei nobili ubriachi. Era il panico puro, lo stridore di sedie rovesciate sul marmo e i ruggiti di comando degli ufficiali della guardia.

I tre avventurieri scattarono in piedi all'unisono.

«È successo», disse Kaelen, i muscoli già tesi, mentre incordava l'arco con un unico movimento fluido.

Prima che potessero muoversi verso la porta, le massicce vetrate del palazzo imperiale esplosero verso l'esterno. Tra la pioggia di frammenti di vetro e le tende di velluto strappate, una figura enorme si tese nel vuoto, atterrando pesantemente sui ciottoli della strada principale.

Caspian trattenne il fiato. Quella non era la Gloriana che conosceva. La fiera guerriera dal portamento nobile era scomparsa. Al suo posto c'era una creatura imponente, una massa di muscoli e pelliccia nera come la pece che sprizzava ferocia da ogni poro. I pezzi argentati della sua corazza da cavaliere pendevano distorti e spezzati lungo i fianchi, emettendo un suono metallico che ricordava delle catene spezzate.

Nelle fauci allungate e deformi, il Grande Lupo stringeva ancora l'enorme spadone a due mani, stringendolo tra i denti d'avorio coperti di bava e sangue.

«Per gli dei...» sussurrò Valeria, portandosi una mano alla bocca. «Cosa le hanno fatto?»

La creatura scagliò lo spadone a terra con un colpo secco della testa, piantando la lama tra i ciottoli della via, poi emise un boato vibrante, un urlo bestiale che fece tremare i vetri della taverna. Subito dopo, si voltò e si lanciò in una corsa disperata verso i vicoli bui del quartiere povero di Oppara, muovendosi con una velocità e un'agilità innaturali per la sua nuova stazza muscolare.

Dal palazzo reale, una dozzina di guardie in armatura della casata Koor si riversò in strada. Alla loro testa c'era Lord Valerius in persona, il viso paonazzo per la rabbia e l'umiliazione.

«Circondate il quartiere!» ruggì il nobile, sguainando la spada corta. «Nessuno deve vederla! Se trovate quella bestia, piantatele il ferro nel cuore! Nessun prigioniero, avete capito? Cancellate quella vergogna!»

I soldati si divisero immediatamente in piccoli gruppi, sguainando le lame e srotolando reti da cattura forgiate in ferro.

Kaelen si voltò verso i suoi compagni, lo sguardo duro e pragmatico. «Suo padre non vuole salvarla. Vuole un funerale di stato con una bara vuota per salvare l'onore della famiglia».

«Non permetterò che la uccidano», disse Valeria, evocando una debole luce dorata intorno al suo simbolo sacro. «Lei è ancora lì dentro. Dobbiamo trovarla prima di loro».

Caspian raccolse il suo zaino, i suoi occhi fissi sulla macchia di sangue che il Grande Lupo aveva lasciato sui ciottoli prima di fuggire. «Kaelen, tu sei il cacciatore. Segui le tracce. Valeria, tieni pronta la tua magia curativa: se la frenesia svanisce, Gloriana si ritroverà debole, ferita e senza difese nel mezzo dei vicoli. Dobbiamo fare in fretta».

Il gruppo si catapultò fuori dalla taverna, scivolando nell'ombra prima che le pattuglie dei Koor potessero notarli, iniziando la loro disperata caccia per salvare l'eroina caduta dal suo stesso sangue.

Modificato da Dardan

2 Commenti

Recommended Comments

MattoMatteo

Circolo degli Antichi

(modificato)

19 ore fa, Dardan ha scritto:

La creatura scagliò lo spadone a terra con un colpo secco della testa, piantando la lama tra i ciottoli della via, poi emise un boato vibrante, un urlo bestiale che fece tremare i vetri della taverna. Subito dopo, si voltò e si lanciò in una corsa disperata verso i vicoli bui del quartiere povero di Oppara, muovendosi con una velocità e un'agilità innaturali per la sua nuova stazza molecolare.

Suca Scusa, cosa diamine sarebbe una "stazza molecolare"? sorry-old

Modificato da MattoMatteo

Dardan

Circolo degli Antichi

Doveva essere "muscolare". 😅

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