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CAPITOLO 8: Il burattinaio di carne Gloriana non aspettò che i ghoul la circondassero. Con un urlo che spazzò via la nebbia circostante, si scagliò in avanti. Lo spadone a due mani tracciò un arco d'argento perfetto, recidendo di netto la testa del primo mostro, ma mentre il corpo del ghoul crollava nel fango, la rabbia che le bruciava nei canali invisibili del sangue prese il sopravvento. La pelle le bruciò. I muscoli si dilatarono con la foga di un torrente in piena, strappando le cuciture de
CAPITOLO 7: Le nebbie dell’Ustalav L’Ustalav non accoglieva i viaggiatori; li inghiottiva. Superati i confini meridionali, il paesaggio dell’Avistan era mutato drasticamente. I boschi rigogliosi del Taldor avevano ceduto il passo a colline brulle, alberi scheletrici dai rami contorti e una nebbia perenne, fredda e lattiginosa, che sembrava strisciare sul terreno come un sudario. L’aria stessa profumava di terra bagnata, resina amara e qualcosa di antico e decomposto. Il gruppo viaggiava a piedi
CAPITOLO 6: Oltre le mura, verso il nord L’aria fredda e pungente del fiume Porthos investì il gruppo come uno schiaffo rinfrescante quando emersero dall'ultimo condotto delle fogne. Erano finalmente fuori dalla cinta muraria di Oppara, ma nessuno di loro si illudeva di essere al sicuro. Il Taldor aveva braccia lunghe e occhi ovunque. Gloriana camminava respirando a fondo, sorretta da Valeria. La trasformazione parziale era regredita, lasciandola di nuovo fragile, scossa dai brividi e coperta da
CAPITOLO 5: Le fauci del sottosuolo Le fogne di Oppara non avevano nulla a che fare con la magnificenza superficiale della capitale. Sotto i viali lastricati e i giardini profumati del Taldor si estendeva un labirinto di pietra bagnata, melma e oscurità profonda, dove il rimbombo costante dell'acqua di scarico copriva ogni altro suono. Kaelen procedeva in testa, tenendo alta una torcia che proiettava ombre sformate sulle pareti curve di mattoni. Dietro di lui, Caspian sosteneva Gloriana. La raga
CAPITOLO 4: I resti dell'eroina L'interno del vecchio magazzino abbandonato sapeva di salsedine, legno marcio e cordame ammuffito. La luce della luna filtrava attraverso le assi sconnesse del tetto, proiettando lunghe lame d'argento sul pavimento polveroso. Al centro della struttura, tra casse sventrate e vecchie reti da pesca, una massa scura si contrasse con un brivido violento. Il Grande Lupo era a terra. La Lupine Frenzy stava svanendo, e il prezzo da pagare per quella forza sovrumana stava
CAPITOLO 3: Sangue sui ciottoli Kaelen si muoveva come un’ombra tra le pieghe di Oppara. Nel quartiere povero della capitale, lontano dai palazzi dorati e dai marmi splendenti, le strade si restringevano in un labirinto di vicoli fangosi, tetti spioventi e odore di pioggia stagnante. Per un ranger del Verduran, persino la pietra cittadina poteva rivelare una pista: una traccia di bava densa su un angolo di pietra, un rivetto strappato dall'armatura imperiale rimasto incastrato tra le assi di leg
CAPITOLO 2: Il prezzo della lealtà Fuori dalle mura del Palazzo dei Koor, la notte di Oppara era fresca e immobile, ma l’aria profumata dei giardini patrizi non bastava a calmare la tensione che si respirava nella taverna dall'altro lato della strada. Caspian faceva ruotare il suo calice di vino economico, lo sguardo fisso oltre le vetrate colorate. Il bardo non indossava le sete sfarzose dei nobili che in quel momento stavano banchettando con Lord Valerius, ma una casacca di velluto logoro e un
CAPITOLO 1: L'ultimo brindisi di Oppara Il Palazzo dei Koor brillava di una luce che sapeva di oro e ipocrisia. Nella grande sala da pranzo di Oppara, i lampadari di cristallo millefiori riflettevano le armature da parata degli ufficiali e le sete pregiate delle matrone del Taldor. L’aria era densa del profumo di vino speziato di Qadira, arrosti al miele e fard per il viso. Al centro della tavola d'onore, Gloriana Koor sedeva immobile nella sua corazza d’acciaio brunito, decorata con i bassorili
La grande Domus era buia, vuota e silenziosa, illuminata dai lampi e scossa dai tuoni, li, nel giardino interno un uomo si sta allenando, e a torso nudo particolarmente incurante della pioggia che lo bagna, fa roteare la spada con sorprenderte rapidità, mimando parate e affondi, in un susseguirsi continuo, i suoi occhi sono chiusi ma i suoi movimenti sono precisi, il suo corpo e asciutto e muscoloso, la testa calva, rasata, un'unica treccia di capelli parte dalla nuca e arriva fino alla vita, il
Alba             L'alba arrivò , ma nessuno a cui interessasse era vivo per ammirarla , il sole a poco a poco oltrepassò la barriera dei monti e lì se si può pensare di un astro , rimase attonito , nel vedere ciò che era successo ,quella splendida isola , quella splendida valle , quella grandiosa ultima città , ora di tutto quello splendore ,di tutta quella luce non rimaneva più nulla , anche la terra stessa aveva perso la sua vivacità , anche sotto i raggi di
Alba nera   Il maltempo era cominciato poco dopo mezzogiorno , aumentando costantemente di intensita , insolito , la stagione degli uragani non sarebbe cominciata che fra un paio di mesi , ma era gia successo in passato , un capriccio del tempo,i grandio fuochi che l’acqua e il vento non potevano spegnere erano stati accesi , la guardia era stata rafforzata piu degli altri giorni , poiche è da sempre scritto nel libro di Rakuss , che il nemico sarebbe tornato a riprendere ciò che gli s

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