Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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TdS
No infatti non è scritto , si può supporre che dia da concordare.
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Osservo con vivido interesse la bottiglia di liquore...Bene , mi sembra un buon inizio...dico all'halfling... e tutto sommato visto dove ci troviamo il prezzo di soggiorno mi sembra onesto...
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Sono successe tante brutte cose qui vicino...dico rispondendo a Justerini...molto molto brutte , andarsene è stata la loto unica possibilità per sopravvivere... e visto lo stato non credo troveremo il resti di un corpo qui dentro , ma magari un oggetto particolare che hanno lasciato qui... vediamo comunque che non vi siano sorprese...e detto questo inizio a mormorare alcune parole arcane... @ DM
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La tua voce taglia il freddo dell'alba con la fermezza del marmo, fungendo da argine contro il panico strisciante che minaccia di soffocare la baracca... respingi la paranoia biologica della carne e ti rifiuti di piegarti al macabro guanto di sfida lasciato sul terreno... le tue parole costringono Lyra a distogliere gli occhi cangianti dalla carcassa lacerata del tasso; la mezzelfa scuote la testa per scacciare i rimasugli del sonno e ritrovare la spietata lucidità della gente di frontiera... annuisce alle tue disposizioni, serrando i pugnali al corpetto prima di scivolare silenziosa verso le stanghe dei carri per imbrigliare i muli nel minor tempo possibile, mentre il suo respiro corto tradisce la fretta di abbandonare quel perimetro violato... Al tuo fianco, il vecchio Daran si inginocchia nel fango calcareo, posando l'accetta sulla roccia per studiare la profondità e l'andamento delle impronte borchiate che circondano il rifugio... le sue dita nodose sfiorano il bordo di una suola impressa vicino alla fessura della porta, per poi scivolare lungo i tessuti strappati della piccola preda... il boscaiolo si blocca per un istante, gli occhi spalancati che fissano un punto esatto nel fango, mentre una ragnatela di rughe di puro terrore gli deforma il volto... Silyndor... guarda qui... guarda l'andamento del fango... sussurra l'anziano guardaboschi, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce uno shock viscerale, le impronte di questi stivali borchiati arrivano fin qui a passo d'uomo... poi, proprio davanti al filo di seta, la suola affonda con una pressione evidente e i passi successivi si stringono, si abbassano del tutto... chiunque indossasse queste calzature si è calato a quattro zampe per ghermire il tasso... non ci sono tagli di lama sulla carne, la preda è stata sventrata da una mascella tesa, affilata, capace di spezzare le ossa in un silenzio assoluto... questo essere calza stivali rubati a qualche morto, ha le mani per riempire il campanello di fango, ma mangia come una bestia e striscia nel buio... non sono gli uomini del Trono di Ferro, Silyndor... questa è una schifezza innaturale del bosco... una bestia mutata da questa magia matta che ha colpito le vecchie pietre... ci ha studiati da dietro le assi della porta... Il vecchio si rialza a fatica, ripulendosi le mani bagnate di sangue e brina sui pantaloni logori, indicando con un cenno del mento la direzione delle tracce che si addentrano lungo la via... Se avesse voluto ucciderci nel sonno, avrebbe dovuto forzare la sbarra e fare rumore, rischiando di svegliare te... ma ha capito che sei una preda pericolosa dopo il sangue che hai versato ieri contro il ragno... l'odore del tessitore abbattuto deve averlo attirato fin qui... ha preferito usare questo orrore per studiarci... e guarda come si allontanano le impronte... il passo borchiato è tornato lungo, eretto, deliberato... non sta scappando... questo predatore si sta limitando a precederci proprio lungo la nostra stessa strada, l'unica via pracabile per i carri, muovendosi nella nebbia per spingerci più a fondo nella boscaglia... Seguendo il tuo ordine perentorio, la carovana si rimette in marcia prima ancora che il sole pallido di Ches possa bucare la coltre grigia, riprendendo l'avanzata interrotta lungo l'anello dei boscaioli... i muli avanzano nel tunnel di vegetazione della pista da taglio, masticando nervosamente il freno di ferro per il terrore dell'odore selvaggio che ancora ristagna nell'aria... cammini in testa alla colonna con la glaive spiegata sotto il mantello, muovendoti come un'avanguardia silenziosa tra i rovi tagliati... la nebbia mattutina si fa sempre più fitta e opprimente tra i grigi tronchi, riducendo la visibilità a meno di sei metri e trasformando la boscaglia in un dedalo calcareo privo di punti di riferimento... mangiate le scorte fredde camminando, tenendo i sensi tesi mentre le orme degli stivali borchiati continuano a scorrere fresche sul fango della vostra medesima rotta, proprio davanti alle ruote... Dopo due miglia di marcia forzata nel silenzio soffocante della foresta, ti arresti bruscamente, sollevando il braccio per bloccare Lyra... proprio davanti a voi, la pista da taglio compie una svolta secca a gomito, aggirando uno spuntone di roccia calcarea coperto di muschio... le impronte borchiate che stavate seguendo si fanno improvvisamente confuse, strisciate nel fango, e svoltano l'angolo infilandosi nel punto cieco oltre la pietra... la tua eccezionale percezione cattura un suono provenire proprio da dietro lo spuntone, a meno di quattro metri di distanza...
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TdS
Si .
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Ascolto le parole del vecchio sciamano senza capirci molto... la città è lontana , non riusciremo a tornare prima dello scambio...e io vorrei esserci...
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Passaggio verso nord
Al bancone della locanda, l'uomo in livrea arancione ascolta le parole decise di Lord Eryndor senza scomporsi. Quando il lord esige che si eviti di sputare a terra per illustrare i dettagli dell'offerta, il rappresentante dei Carrettieri solleva un sopracciglio, colpito dalla sua sfrontatezza. Un mezzo sorriso cinico gli increspa le labbra mentre Eryndor mette in chiaro il valore della propria compagnia, specificando che un comportamento alterato dall'alcol come quello della Shadar-kai non rispecchia affatto il loro valore professionale. L'agente del Sindacato incrocia le braccia sul petto pesante, sporgendosi leggermente in avanti per non farsi sentire dai tavoli vicini della Zona dei Disperati. Voi del sud parlate bene, Eryndor, ma quassù le monete pesano più dei titoli e il sangue scorre più rapido della birra, risponde l'uomo con voce bassa e roca. Se cercate qualcosa di più di una manciata di rami, siete nel posto giusto, ma non si tratta di un viaggio di piacere. Abbiamo tre carri blindati di rifornimenti alchemici e attrezzi pesanti che devono raggiungere l'avamposto di Deepstone, nelle prime Colline Frastagliate, entro tre giorni. La pista è battuta, ma l'ultima carovana è stata assaltata da un branco di bugbear e da qualcosa di peggio che scende dai picchi. Il Sindacato offre quaranta pezzi d'oro a testa per ogni lama che riporta i carri intatti, più un extra se mi portate la testa del capobranco dei selvaggi. Prendere o lasciare. Partenza domani all'alba. Nel frattempo, alla tavolata, le divergenze strategiche continuano a intrecciarsi sopra i piatti di peltro. Tiburzia, rimasta apparentemente impassibile durante la scaramuccia con i cavatori ma divertita dal fiasco sentimentale di Lorelai, sorseggia il suo vino speziato prima di proporre una rotta differente. La strega suggerisce di ignorare l'avarizia dei nani per andare a parlare direttamente con Borak del Consorzio Minerario nel Distretto dei Cortili, sperando in una retribuzione più alta e in scoperte interessanti tra le colline. Arkyn, continuando a consumare il suo cinghiale affumicato con un sorriso d'intesa rivolto a una Lorelai sempre più isolata nel suo disappunto alcolico, scuote le spalle ed esprime un parere opposto. Spiega che, pur venendo da terre prive di nani, sa che quelle creature mantengono sempre le promesse e che la loro gratitudine può rivelarsi preziosa, dichiarandosi propenso ad accettare proprio l'incarico delle gallerie allagate. Lorelai, ormai mezza sdraiata sul legno con i capelli che cadono come una cascata immobile dal bordo del tavolo, ignora i discorsi dei compagni e lo sguardo rimproverante che Eryndor le ha lanciato prima di allontanarsi. Alza un braccio pesante verso il centro della sala, urlando contro il baccano del Corvo d'Oro la sua richiesta disperata di un'altra bottiglia, l'unica compagna sicura in grado di riempire il vuoto che avverte dentro. L'allibratore dei Carrettieri, intanto, rimane in piedi davanti a Lord Eryndor al bancone, in attesa di capire se il condottiero intenda stringere il patto per i tre carri o se preferisca tornare a consultarsi con la sua divisa e bizzarra compagnia. @ Tutti
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Prima missione - Per una giusta causa
James chiude gli occhi per qualche istante, sintonizzando i propri sensi sulla trama invisibile del Sanctum... @ James Quando James riapre gli occhi ed esprime la sua schietta riflessione sui miti del pirata, seguito dalla spiegazione di Raskva sul controllo delle rotte commerciali e sulla venerazione subacquea, l'atmosfera nella cappella si fa densa. Le due gemelle ascoltano ogni singola parola senza fiatare. Lyra abbassa lo sguardo sull'idolo d'osso che tiene tra le mani, sfiorando le incisioni grottesche con la punta delle dita chiarissime. Evadne, invece, mantiene la testa alta. Le sue grandi corna nere riflettono la luce pulsante della fonte mentre i suoi occhi verdi, identici a quelli della sorella, passano dalla guerriera allo sciamano con un'intensità quasi febbrile. Quindi per quell'uomo siamo solo questo... mormora Evadne, e per la prima volta la sua voce tradisce una nota di rabbia profonda, unita alla frustrazione di essere stata usata come una pedina commerciale. Una chiave per i suoi scrigni e per le sue navi. Ha orchestrato il debito dei Blissen solo per trasformarci nella sua proprietà legale. La tiefling si volta verso la fonte d'acqua al centro della stanza, osservando i cerchi concentrici argentei che continuano a muoversi da soli, reagendo alla loro vicinanza. La mamma scriveva che il mare ha una voce molto più antica di quella degli uomini della superficie, continua la ragazza, stringendo le dita scure attorno al ciondolo a forma di insetto verde. Se quelle creature laggiù ci vedono come divinità o come... Spose della Marea, come le avete chiamate voi... significa che il nostro sangue appartiene davvero a quel posto. Non mi importa se sono solo miti o credenze, James. Preferisco essere un mito per il popolo del mare piuttosto che una schiava nelle stive di un pirata di Tsurlagol. Lyra solleva finalmente il viso, guardando Raskva con un'espressione più serena, sebbene ancora segnata dalla stanchezza. Come si chiama... il posto in cui volete portarci? chiede l'elfa bionda con un sussurro gentile, cercando un punto fermo a cui aggrapparsi in quella tempesta di rivelazioni... La drow in avanguardia si stacca dalla parete di marmo, rinfoderando le armi con un movimento secco e guardando i due agenti della Morrigan & Larson con rispetto per la franchezza dimostrata. È il momento di dare un nome al loro destino, agenti, interviene l'elfa scura, tenendo la voce bassa per non spezzare l'intimità del Sanctum. Hanno il diritto di sapere dove le condurrà il vostro portale commerciale tra tre giorni. @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le antiche sillabe della liturgia elfa risuonano nel semibuio della baracca com un sussurro d'argento, tagliando l'odore di polvere e muffa con una fugace e purissima fragranza di pino silvestre... sotto le tue dita la carne mortale risponde alla Trama, e il foro lasciato dal dardo si richiude in un battito di ciglia con uno spasmo freddo, lasciando sulla spalla sinistra una cicatrice scura, netta, specchio indelebile della tua ritrovata fragilità... il tuo sorriso beffardo e le confessioni sussurrate sulla tua antica e potente arroganza, sul tempo in cui potevi esigere che i Seldarine rimediassero alla morte dei tuoi protetti, calano nel silenzio del rifugio con il peso di una condanna... Lyra Thorne non distoglie mai gli occhi dal tuo petto, e quando le prendi la mano, cercando quel contatto carnale che sta diventando la tua unica e prepotente ancora in questo Faerûn ferito, senti le sue dita stringersi attorno alle tue con una forza disperata, quasi protettiva... Nessuno di noi è sprovveduto, Silyndor... altrimenti non saremmo sopravvissuti un solo giorno fuori da Waterdeep... sussurra la mezzelfa, la voce che vibra nel buio mentre asseconda la pressione della tua mano, i suoi occhi cangianti spalancati per lo stupore davanti alla ferita svanita, mio padre mi ha insegnato a difendere il ferro prima ancora di imparare a contare le monete... nel secondo carro ho alcune matasse di finissimo filo di seta e una scarsella di campanelli di rame... basteranno a circondare le ruote e a darci il preavviso se qualcosa dovesse strisciare tra le fronde... Poco distante, il vecchio Daran esegue i tuoi ordini con la metodica obbedienza dei vecchi boscaioli... solleva la porta di legno massiccio con un grugnito di fatica, incastrandola provvisoriamente contro l'intelaiatura di pietra calcarea e bloccandola dall'interno con una trave spezzata... per quanto fragile, lo sbarramento è solido, abbastanza da costringere chiunque a fare rumore per violare il covo... Uscite per pochi minuti nel freddo pungente del pomeriggio che sfuma del tutto, muovendovi come spettri nel fango della cresta rocciosa... Lyra tende quei fili invisibili tra i mozzi dei carri e i grigi tronchi adiacenti, posizionando i campanelli di rame a pochi centimetri dal suolo, mentre tu sfrutti i tuoi sensi e la tua visione per supervisionare il perimetro, assicurandoti che ogni potenziale linea d'approccio sia coperta dalla trappola acustica... i muli, sistemati sotto lo spiovente delle travi esterne, masticano il fieno secco in un silenzio paranoico, quasi avvertissero la necessità di non tradire la vostra presenza... Rientrati nel semibuio della baracca, disponente i giacigli di lana grezza sulle assi polverose... posizioni il tuo giaciglio esattamente di fianco al suo, e quando vi sdraiate nel buio fitto, l'umidità opprimente della foresta sembra quasi svanire, respinta dal calore ravvicinato dei vostri corpi... Daran si raggomitola sul fondo della parete di roccia, stringendo la sua lanterna spenta contro il petto e scivolando in un sonno pesante... La notte nel Bosco Nebbioso scorre via un turno di guardia alla volta, scandita dal freddo e dai rari, spettrali lamenti dei lupi in lontananza... ma la trappola acustica di Lyra rimane silenziosa, e i campanelli di rame non emettono un solo rintocco nel buio... Il mattino del giorno successivo sorge grigio, algido e saturo di quella foschia perenne che dà il nome alla foresta, filtrando come una luce cinerea attraverso le fessure della porta... ti ridesti dalla tua profonda meditazione avvertendo le forze che sono tornate a scorrere interamente nel tuo guscio biologico... la carne della spalla è completamente guarita e lo spirito è lucido, pronto ad affrontare la nuova giornata... accanto a te, Lyra si strofina gli occhi scuotendo la testa per scacciare i residui del sonno, mentre il vecchio Daran rimuove silenziosamente la trave di sbarramento e spinge le assi della porta verso l'esterno per controllare lo stato dei muli... Ma non appena l'aria gelida dell'alba penetra nel rifugio, il vecchio boscaiolo si blocca sul posto, emettendo un sussulto strozzato nella gola che vi fa scattare in piedi all'istante... Silyndor... Lyra... venite a vedere... sussurra Daran, la voce che trema mentre indica il fango bagnato dello spiazzo esterno, proprio a ridosso dell'intelaiatura di pietra... Superi la soglia a passi rapidi, stringendo l'asta della glaive, e ciò che si palesa sotto la luce cinerea dell'alba vi gela il sangue... a meno di due metri dalla porta, proprio sopra uno dei fili invisibili tesi la sera prima, giace la carcassa fresca di un tasso della foresta... l'animale è stato sventrato da morsi profondi e precisi, e il suo sangue scuro ha inzuppato la terra bagnata... ma la cosa inquietante è che uno dei campanelli di rame di Lyra si trova proprio lì, schiacciato e riempito di fango per impedirgli di suonare, e intorno alla carcassa si distinguono chiaramente le impronte fresche di pesanti stivali borchiati umani... impronte che aggirano il retro del secondo carro, si avvicinano alla fessura della vostra porta sbarrata e poi si allontanano, scendendo lungo i rovi dell'anello laterale verso le profondità della foresta...
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La luna crescente
L'Avamposto dei Sospiri sembra quasi trattenere il fiato mentre la strategia del gruppo prende forma nella penombra scarlatta della Luna Rossa. Kaelen ascolta le proposte di Shamàsh e i dubbi di Selyra, limitandosi a un cenno teso del capo quando Fiore Della Giungla decide di optare per la via più silenziosa e chirurgica. Il tracciatore fissa intensamente la sagoma di Devras che, pronunciando le sue arcane parole, si dissolve in una nube di fumo eterea, un vapore denso che si solleva a un metro da terra. Lo sguardo del cacciatore segue la nebbia che affianca l'artefice, la quale, grazie ai suoi stivali, scivola in avanti senza emettere il minimo suono sulla pietra porosa, fluttuando leggera per evitare i ciottoli taglienti della strada. Dietro di loro, Zarath stringe le lenti sul volto, fungendo da vedetta immobile insieme a Shamàsh, mentre le parole di Fiore risuonano come l'ultimo monito logico prima dell'azione. L'approccio alla gigantesca cancellata di ferro battuto è un capolavoro di furtività. Fiore si muove con la fluidità di uno spettro, mentre Devras, in forma gassosa, si insinua tra le sbarre arrugginite, offrendo una copertura silenziosa ed eterea. Quando l'artefice raggiunge la piastra della serratura centrale, la situazione ravvicinata si mostra in tutta la sua macabra complessità. Il buco della chiave è enorme, inciso nel ferro nero, ma è ostruito da una crosta di sangue vecchio e coagulato, misto alla melma scura che gocciola dalle condutture d'ottone soprastanti. Fiore estrae i suoi ferri del mestiere. Con delicatezza millimetrica, inizia a raschiare i residui organici per farsi strada tra i perni interni. Il vantaggio della sua agilità le permette di far scattare la prima mandorla metallica con un clic quasi impercettibile. @ Fiore della giungla Mentre Fiore si concentra sul secondo perno, le lenti di Zarath e i sensi allertati di Shamàsh e Selyra notano un'anomalia agghiacciante. La luce scarlatta della Grande Luna Rossa proietta la complessa geometria della cancellata sul fango e sulle baracche. Ma le ombre delle sbarre, invece di seguire la pendenza del terreno, iniziano a distorcersi e a muoversi in senso opposto. Dai pastrani di cuoio delle sentinelle morte si solleva un brulichio cupo e frenetico: l'oscurità stessa sul terreno sembra deformarsi, liquefarsi e strisciare come una marea di pece fluida e affamata che si allunga silenziosa verso i punti caldi della gola. Un lembo di questa oscurità anomala sta scivolando sul fango proprio sotto i piedi sospesi di Fiore, mentre un'altra chiazza scura risale la roccia, puntando alla traiettoria aerea di Devras. Kaelen, dal suo nascondiglio, sbarra gli occhi e stringe il pomolo della sua lama mezza seghettata, trattenendo il respiro... @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Fratello Derim Whiteshield ascolta in silenzio le vostre considerazioni, incrociando le braccia sul petto e stringendo le labbra mentre i nomi dei mostri, della carrozza assaltata e delle Gole di Tethyamar riempiono lo spazio tra le tazze di latte caldo... Quando Akseli nomina le mappe e le tracce della banda di goblin, il vecchio sacerdote si volta verso uno dei novizi in attesa vicino alle cucine, impartendo un comando secco con un cenno del capo... Il prelato si china in avanti, appoggiando i palmi nodosi sul legno massiccio del tavolo, e la sua voce ritrova quella ferma chiarezza militare che lo contraddistingue...Mastro mago, mastro bardo... la vostra prudenza vi fa onore, e la pista di quei parassiti è l'unica che abbiamo per non farvi disperdere tra le vette... quelle creature che avete affrontato appartengono quasi certamente alla tribù dell'Osso Rotto, una feccia che di solito si annida tra le colline boscose a nord della Moonsea Ride... se si stanno radunando attorno a un nuovo capo o se qualcuno li sta guidando usando il Vuoto, scovare la loro tana è il modo migliore per capire dove sia finita la Lente o il Sudario... Pochi istanti dopo, il novizio ritorna recando una spessa pergamena arrotolata, protetta da una custodia di cuoio ingrassato, e la stende sul tavolo tra i resti della colazione... La mappa descrive con precisione i confini settentrionali di Mistledale, le piste battute dai cacciatori e i margini della foresta di Cormanthor... Derim punta un dito corazzato su un'area collinare segnata da fitti boscaglie di pini, situata a circa una ventina di miglia a nord-est rispetto alla posizione dell'Abbazia...Le nostre pattuglie hanno avvistato fumi sospetti e tracce di worg in questo settore, tra i Colli del Vento Freddo... con la neve fresca e i cavalli riposati, vi ci vorranno circa sei o sette ore di viaggio per raggiungere la zona... è una marcia che potete coprire interamente prima che il crepuscolo invernale cancelli la pista... Il Gran Sacerdote si alza in piedi, richiamando l'attenzione di Erika e Vaulath mentre il calore del camino continua a lanciare bagliori arancioni sulle vostre figure ritemprate...Mentre il mastro mago e il bardo concedono alle loro menti il meritato riposo dopo la notte in bianco, io e Vaulath guideremo i novizi nei sotterranei del Grande Granaio... prepareremo il cerchio di terra benedetta e seppelliremo il calice con il medaglione, affinché le radici della Grande Madre soffochino il suo gelo mentre voi siete a caccia... capitano Erik, supervisionate i preparativi dei bagagli, delle razioni e delle cavalcature con i nostri stallieri, assicuratevi che ogni lama sia affilata e ogni cinghia sia salda... Derim vi saluta sollevando una mano nodosa in un segno di protezione divina, mentre i novizi iniziano a sparecchiare la tavola per lasciarvi organizzare le ultime ore prima della partenza: Che la Terra vi guidi e vi protegga lungo i Colli, viandanti... andate a stanare quel nido di sciacalli, prima che il silenzio di questo medaglione si spezzi di nuovo... @ Tutti
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Si hai ragione . Mi sembra un buon numero.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il movimento della tua glaive è un gesto metodico, silenzioso, che trascina i fasci di rami spinosi e i cespugli recisi al centro del varco... riposizioni i rovi con precisione chirurgica, cancellando la traccia fresca del taglio e mimetizzando l'imboccatura dell'anello laterale tra la vegetazione informe della foresta... se qualche pattuglia del Trono di Ferro o qualche cacciatore di taglie di Secomber proverà a seguire le vostre ruote, si troverà davanti solo il muro spettrale delle ragnatele monumentali, ignorando la deviazione che avete appena imboccato... ti rimetti alla testa della colonna a passi felpati, lasciando che la tua vista crepuscolare scansioni il tunnel soffocante di rami bassi che stringe i carri di Lyra... l'allungamento del tragitto è un prezzo minimo da pagare per la sicurezza, ma le domande sul futuro, su quanto durerà questo bosco spettrale e verso quale terra vi spingerete una volta usciti dai crinali calcarei, continuano a risuonare nel silenzio della tua mente mortale senza trovare una risposta... I carri avanzano a passo d'uomo per ore nel pomeriggio grigio, le ruote che scricchiolano pesantemente sulle radici scoperte e sul fango viscido... la nebbia perenne si incastra tra le fronde intrecciate sopra le vostre teste, trasformando la foresta in un labirinto claustrofobico dove persino i muli sembrano camminare trattenendo il respiro... Il vecchio Daran procede al tuo fianco, tenendo gli occhi fissi sui profili deformi dei grigi tronchi, finché la sua mano nodosa non si posa con fermezza sul tuo avambraccio, indicando un piccolo spiazzo riparato che si apre sul fianco di una cresta di roccia calcarea... la foschia lì si fa leggermente meno fitta, svelando la sagoma grezza di una struttura dimenticata... Ci siamo... fermati qui, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce roca che esprime un profondo sollievo mentre Lyra arresta i muli alle vostre spalle con un richiamo muto, quella è la vecchia baracca di sosta dei tagliaboschi... la usavamo anni fa per depositare gli attrezzi e ripararci quando i temporali di Ches rendevano le piste impraticabili... Avanzi da solo con la glaive spianata per ispezionare il luogo... si tratta di un rifugio rudimentale, parzialmente scavato nella roccia calcareo della parete e protetto da un tetto spiovente di spesse travi di quercia marcita e terra battuta... la porta di legno massiccio penzola da un unico cardine arrugginito, spalancata sul semibuio dell'interno, ma l'aria che fuoriesce non ha l'odore dolciastro e viscido dei ragni... sa solo di polvere vecchia, foglie secche e legno bagnato... all'interno ci sono i resti di un focolare di pietre annerite, due panche spaccate e abbastanza spazio per ospitare voi tre al riparo dal freddo pungente del pomeriggio che sfuma... le pareti di roccia offrono una copertura perfetta: i carri possono essere accostati e mimetizzati sotto le fronde esterne, e l'intero covo è invisibile a chiunque rimanga sulla pista principale... Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un sospiro pesante, i lineamenti stanchi e le dita bagnate di pioggia che finalmente si sciolgono dalla tensione delle redini... si guarda intorno, studiando la stabilità del soffitto di travi, prima di rivolgerti uno sguardo carico di una gratitudine profonda, viscerale, che sostituisce definitivamente la diffidenza della dogana... Le bestie non ce la facevano più, Silyndor... questo posto è un mezzo miracolo nel fango... mormora la mezzelfa, avvicinandosi alla tua figura fiera all'interno del riparo e lasciando che il calore teso del suo corpo sfiori la lana bagnata dei tuoi stracci, possiamo far riposare i muli e fasciare quella tua spalla prima che il gelo blocchi i muscoli... ma non possiamo accendere un fuoco visibile all'esterno... il fumo denso di questo legno bagnato si alzerebbe oltre le fronde, e se ci sono altre covate o cacciatori nei paraggi, darebbe loro la nostra posizione esatta nel giro di un miglio... dobbiamo organizzarci per passare le prossime ore al buio... Il pomeriggio grigio sta cedendo il passo all'oscurità della sera selvaggia, e il covo dei tagliaboschi è l'unico fortino che vi separa dalle insidie del Bosco Nebbioso...
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[TdS] AP Shattered Star - Nuovi arrivi nella Societa' dei Cercatori
Per me si può fare , anche se giocando solo in due il livello basso limita molto l'indipendenza dei PG .
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Questa città è veramente strana...dico osservando bene l'interno della locanda alla ricerca di stranezze... Si la prima e siamo arrivati giusto qualche ora fa...rispondo poi con poca voglia alla domanda dell'halfling... Vorrei bere qualcosa di forte...aggiungo in fine...
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Non appena il resto del gruppo si riunisce nel cortile fuori dalla locanda, mi stacco dal muro a cui ero appoggiato. L'aria della sera sta rinfrescando e l'oscurità inizia a calare sulle strade del villaggio, portando con sé una strana quiete. Incrocio le braccia al petto e guardo Milio e gli altri, parlando a voce bassa per non farmi sentire dai passanti. Bentornati. Io e Lavelior abbiamo tastato il terreno con l'oste. La buona notizia è che la gente comune è stanca del Conte e vuole solo un taglio delle tasse del dieci percento; abbiamo anche una lista di capifamiglia moderati e affidabili con cui parlare. La cattiva notizia..." faccio una breve pausa, scambiando un'occhiata con l'elfo,...è che sono completamente all'oscuro della rivolta violenta che sta nascendo qui in mezzo... Sposto lo sguardo su Milio, impaziente di fare il punto della giornata. Voi invece? Che notizie ci portate dal resto del villaggio? Spero che le vostre indagini siano state fruttuose...
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico (Topic di Servizio)
Io direi di si .
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Prima missione - Per una giusta causa
La drow in retroguardia segue lo sguardo di Raskva verso la porta da cui siete appena entrati, poi scuote leggermente il capo, accennando a un freddo sorriso d'apprezzamento per lo spirito tattico della guerriera. No, Raskva, non è l'unica via, risponde l'elfa scura, incrociando le braccia. Le catacombe di Tsurlagol sono una ragnatela. Oltre quella nicchia in fondo alla cappella c'è un condotto di ventilazione che si collega ai vecchi canali di scolo occidentali. Se il sagrato superiore dovesse cadere o se questa porta venisse sigillata dall'esterno, potremmo scivolare via da lì e riemergere vicino al quartiere degli artigiani. Le sorelle di Eilistraee non si fanno mai intrappolare in un vicolo cieco. Nel frattempo, la drow in avanguardia ascolta le parole di James. Rimane immobile per qualche istante, valutando la prudenza dello sciamano con la tipica diffidenza della sua razza, ma la logica pragmatica del discorso sembra fare breccia nella sua mentalità da guerrigliera. Fa un passo avanti verso il bassorilievo della mezzaluna d'argento sulla porta interna. Il tuo pragmatismo vi fa onore, sciamano, mormora la drow, indicando con un dito guantato di nero i punti esatti della pietra. Osserva bene. Non serve alcuna formula magica, solo una precisa sequenza di pressione. Devi premere la punta inferiore della falce, poi il centro esatto del disco vuoto, e infine la punta superiore. Ma devi farlo imprimendo il peso del corpo, senza fretta. Se sbagli la sequenza o il ritmo, le rune d'argento si spegneranno per un'ora, bloccando il meccanismo. Mentre James memorizza i punti d'ancoraggio e la fonte al centro della stanza continua a incresparsi in piccoli cerchi argentei, Lyra ed Evadne si siedono lentamente su una delle brande di tela. L'invito di Raskva a fare domande sembra sciogliere l'ultimo strato di ghiaccio e terrore che le teneva prigioniere. Evadne appoggia l'idolo d'osso di balena sulle ginocchia, accarezzandolo distrattamente con le dita scure. Alza lo sguardo verde e penetrante prima su Raskva, poi su James. Le sue grandi corna nere intercettano la luce pulsante dell'acqua. La mamma... la mamma ci diceva sempre che la terraferma non era il nostro posto. Diceva che eravamo nate sotto una luna sbagliata e che il mare un giorno avrebbe preteso il suo prezzo. esordisce la tiefling, con la voce che stavolta ha perso la finta autorità usata con i Kuo-toa, rivelando una profonda, giovanile incertezza. Ci avete salvate da quel tempio e ora dite che dobbiamo scendere sotto la marea... ma noi non sappiamo nulla di cosa ci sia laggiù. Dove avete intenzione di portarci, esattamente? Perché quel vecchio mercante pirata è così ossessionato da noi da stringere patti persino con le ombre della città? Cosa siamo noi per lui? @ Tutti
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue indicazioni scivolano via come un sussurro teso, quasi interamente inghiottito dall'umidità del pomeriggio... il rivolo di sudore che ti bagna la tempia si perde tra i riflessi argentei della barba rigenerata, mentre i tuoi stivali arretrano di un palmo alla volta sul ciottolato umido, tenendo la punta dell'acciaio puntata dritta verso il ramo alto... Daran annuisce con una smorfia contratta, infilando l'accetta nella cintura e muovendosi con cautela esasperata verso la boscaglia sulla destra, venti metri più indietro... lo segui con la coda dell'occhio, assicurandoti che i muli obbediscano ai richiami muti di Lyra prima di compiere il tuo prossimo passo all'indietro... la mezzelfa stringe i denti, guidando le bestie con una precisione millimetrica lungo l'anello dei boscaioli, mentre il fruscio delle ruote tra i rovi copre il martellare furioso del tuo cuore mortale... un ribrezzo atavico, viscerale, ti stringe la gola davanti a quella mostruosa figura aracnoide: la tua anima millenaria sa che non si tratta dei demoniaci servitori di Lolth, ma un corpo confuso tra ricordi celestiali e istinti di carne non può fare a meno di collegare quell'abominio a un pericolo viscido e letale... Sopra di te, a un'altezza di ben sette metri, il Ragno Mostruoso avverte nel silenzio lo spostamento della carovana... allunga una zampa pelosa, facendo vibrare un singolo tirante della barriera argentea con uno scatto elastico che fa piovere gocce di brina bagnata sulla tua testa... Il predatore prende coraggio... si sgancia dal tronco secolare con un movimento fluido e ripugnante, calando in verticale lungo il filo di bava trasparente per intercettare la tua ritirata... ma il tuo corpo è fermo, i muscoli della spalla ferita sono contratti e la tua azione è già stata pianificata al millimetro... nell'istante esatto in cui le otto zampe chitinose toccano il ciottolato calcareo dello spiazzo, sollevando uno schizzo violento di fango viscido, la tua glaive scatta in avanti con la precisione di una vipera... La lama d'acciaio fende l'aria grigia del pomeriggio intercettando il cefalotorace della creatura prima ancora che possa balzare... l'impatto d'anticipo di quel singolo fendente tocca una perfezione letale, assoluta... l'acciaio benedetto trova l'esatta giuntura del guscio rigido del mostro, penetrando con un raddoppio di violenza devastante... un colpo spietato, chirurgico, che recide i centri vitali dell'abominio e ne spacca in due la corazza chitinosa... lo stridore sibilante che la creatura abbozza si interrompe all'istante in un soffocato schiocco umido... le otto zampe pelose si contraggono convulsamente, piegandosi verso l'interno, prima che la massa nera del corpo crolli definitivamente esanime sul sentiero, sollevando un ultimo spruzzo di fango freddo... il nido ha perso il suo guardiano prima ancora di rendersi conto del pericolo, e il silenzio del Bosco Nebbioso torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo... Sulla corteccia bionda di un tronco adiacente ripulisci la lama d'argento strofinandola con decisione... il silenzio che si respira nell'aria dolciastro del bosco è rotto solo dal battito pesante del tuo cuore mortale e dallo scolo dell'umore nero della bestia sulla pietra... ti volti e copri la distanza che ti separa dal retro della colonna a passi rapidi e leggeri, raggiungendo la posizione della carovana proprio mentre il vecchio Daran assesta l'ultimo colpo d'accetta, recidendo un grosso ceppo di rovi e liberando definitivamente l'imboccatura dell'anello laterale... Ti fermi all'ingresso del varco e i tuoi compagni si voltano a guardarti, paralizzati... Lyra Thorne tiene ancora il pugnale sollevato tra le dita bagnate di pioggia, con il fiato corto e le labbra socchiuse, mentre fissa prima i rimasugli neri del mostro sullo spiazzo e poi la figura del tuo mantello lordo di sangue... sul volto rugoso del vecchio boscaiolo si dipinge uno sbigottimento totale, quasi spaventato... nessuno di loro ha mai visto un uomo muoversi con la spietata, geometrica freddezza d'anticipo che hai appena esibito... hai spento una minaccia letale della foresta in un battito di ciglia, senza emettere un respiro di troppo, trasformando la loro paranoia in pura, muta reverenza... Andiamo... sussurra la mezzelfa, la voce che perde ogni spigolosità commerciale per farsi roca, quasi intimorita dal peso della tua protezione mentre incita i muli a riprendere la marcia... Le ruote dei carri scivolano all'interno della vecchia pista da taglio, sprofondando tra la vegetazione fitta e i rami bassi che graffiano il legno... la foschia perenne della foresta, rimasta intrappolata sotto la volta intrecciata dei rami alti, si fa ancora più scura e opprimente, riducendo la visibilità e inghiottendo le stanghe dei carri in una coltre grigia... lo sbarramento argenteo è ormai un'ombra lontana alle vostre spalle, ma mentre il buio dei rovi si stringe attorno ai mezzi, il bruciore sordo alla spalla sinistra torna a pulsare sotto il giaco di maglia... @
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Io non sono per nulla brava a cercare...dico mentre ci avviciniamo al mulino...lascerò quindi a voi l'onere di trovare qualcosa , anche se, non so cosa potremmo trovare per aiutare quello spirito...
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Vento di Sangue 2 - Parte 2
Freydis del clan dell'orso nero Dopo un pò di movimento un pò di riposo ci sta bene e sebbene sempre vigile passo le due giornate a riposare il più possibile... Mha è difficile capire quel vecchio...rispondo a Flint...magari domani andiamo a chiedergli come và...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il comando che ti fende le labbra è una sferzata secca, marmorea, che non ammette repliche o esitazioni... Lyra Thorne non perde un solo secondo in spiegazioni, afferra saldamente le cinghie di cuoio e fa arretrare i muli di una decina di metri lungo la pista calcarea, portando i carri al sicuro dall'ombra opprimente dei filamenti argentei... al tuo fianco, il vecchio Daran risponde al tuo richiamo stringendo i lacci del mantello logoro, e sebbene le sue dita nodose continuino a tremare sulla lanterna spenta, la tua ferma e assoluta mancanza di paura argina il panico del boscaiolo, costringendolo a focalizzare la sua esperienza pratica sui grigi tronchi circostanti... Aggirarla?... Sì, forse c'è un modo, Silyndor... sussurra l'anziano taglialegna, studiando la boscaglia a destra del sentiero con gli occhi ridotti a due fessure lucide nella nebbia, cinque anni fa, quando aiutavo le carovane dei mercanti a tagliare i crinali carichi di tronchi, usavamo un vecchio anello di scorrimento naturale... si snoda circa venti metri più indietro, sulla destra, aggirando questo crinale calcareo per poi ricollegarsi alla pista principale oltre questi alberi avvolti... è un passaggio stretto, soffocato dai rovi, e i carri dovranno muoversi a passo d'uomo per non spaccare i mozzi delle ruote, ma le ragnatele lì non sono tese... se ripuliamo i rami bassi con l'accetta, possiamo far passare i muli senza toccare un singolo tirante di questo abominio... Mentre il vecchio definisce questa via di fuga materiale, i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente le rovine di pietra calcarea e le ombre della foresta, cercando un appiglio o un preavviso di pericolo nel buio fitto... il bruciore costante alla spalla sinistra continua a martellarti i nervi, un doloroso promemoria che ti impone di non sbagliare mossa... ti sporgi in avanti verso i vecchi pilastri anneriti dal tempo, ma la bava dei tessitori è spessa come cuoio bagnato, e le uniche cose che la tua vista riesce a decifrare sotto lo strato viscido sono le profonde spaccature causate dal fuoco antico e i resti calcinati di una civiltà che non esiste più... non ci sono segreti mistici o protezioni latenti da attivare in queste rocce... sono solo macerie mute, usate dai ragni come fondamenta per la loro trappola... Ma è quando sollevi lo sguardo verso i rami alti, oltre il velario argenteo, che la tua eccezionale attenzione ti svela la vera, gelida urgenza della situazione... Le vibrazioni provocate dallo stridore dei carri in ritirata e i sussurri nel silenzio hanno già risvegliato i padroni del nido... a circa sette metri di altezza, seminascosto tra le fronde scheletriche e i filamenti spessi, intercetti un movimento fluido, viscido... un singolo Ragno Mostruoso Medio, con il corpo peloso nero e grigio grosso quanto un uomo, sta scivolando lentamente lungo un tronco laterale... le sue otto deboli pupille vitree brillano nella foschia del pomeriggio, fissate dritte sulla tua sagoma isolata... non è ancora sceso a terra e non ha ancora allertato il resto della covata, ma sta allungando le zampe anteriori per saggiare la tensione del filo, pronto a calare sul sentiero non appena farai un movimento falso... Lyra ti fissa dal sedile del carro che ha appena fermato a debita distanza, tenendo la mano destra vicina al corpetto dove nasconde i pugnali, mentre Daran ha già sfilato una piccola accetta da boscaiolo dalla cintura, attendendo solo un tuo cenno per iniziare a farsi largo tra i rovi dell'anello laterale poco più indietro...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La coltre grigia del crepuscolo di Ches si riversa definitivamente tra i grigi tronchi, e la notte cala sul Bosco Nebbioso con la pesantezza di un sudario bagnato... avanzi da solo nell'oscurità fitta, a una decina di metri di distanza dalle teste dei muli, stringendo l'asta della glaive e lasciando che la tua vista crepuscolare perfori le ombre per mantenere la rotta sulla pista calcarea... ogni briciolo del tuo antico autocontrollo è teso a respingere il gelo pungente che l'umidità della foresta ti spinge nelle ossa, e quel desiderio bruciante, prepotente, di arrampicarti sul carro per stringere Lyra e scaldarti con il tepore del suo corpo... ma il senso del dovere e la promessa di proteggere queste due vite arginano ogni impulso della carne... la foresta si fa sempre più oppressiva: dove finisce la tua visuale, le fronde scheletriche sembrano muoversi in un macabro gioco di inganni, e i rami nodosi si protendono verso il sentiero come artigli pronti ad afferrare i carri... non sei a Cormanthor, e questa boscaglia non ha la grazia di Arvandor... questo è un luogo ferito, ostile a ogni creatura vivente... Dietro di te, il silenzio è rotto solo dallo stridore saltuario delle assi dei carri e dal respiro affannato dei muli, guidati da una Lyra tesa e vigile che non distoglie mai gli occhi dalla tua sagoma scura in avanguardia... poco distante, nel fitto della boscaglia profonda, un lungo e malinconico ululato di lupo fende l'aria fredda, ricordandovi che le Terre Selvagge vi stanno studiando, ma i predatori per ora restano nell'ombra, spaventati dal ferro della tua arma... Mentre procedi nel buio, la pista di pietra calcarea inizia a mostrare i segni di una decadenza millenaria che stringe il cuore... i blocchi di roccia, un tempo levigati dal canto dei tuoi antenati, appaiono qui spaccati dalle radici contorte dei grigi tronchi, sollevati dal fango bagnato como vecchie ossa scoperte... ad ogni passo, la nebbia si fa più densa, densa al punto da impastarsi con i tuoi stracci e raggelare il metallo del giaco di maglia... ti accorgi che non è semplice vapore acqueo... l'aria ha un sapore dolciastro, viscido, saturo di una paranoica e gelida concentrazione che non appartiene alla natura pulita... All'improvviso, la tua vista perfora un muro di foschia particolarmente fitto e ti costringe a bloccarti sul posto, sollevando la glaive in segno di arresto per la carovana... dietro di te, Lyra tira le redini con uno stridore secco di ceppi, arrestando i carri a dieci metri di distanza... nello spiazzo davanti a te, la pista antica scompare sotto una coltre spettrale... intere arcate di alberi secolari sono state completamente avvolte e collegate tra loro da immensi velari di ragnatela argentea, filamenti spessi come corde di canapa che pendono dai rami alti fino a toccare il ciottolato bagnato, creando una barriera monumentale, quasi architettonica, che sbarra completamente la strada... La luce debole delle stelle si riflette su quelle trame viscide, rivelando che il nido dei tessitori non è una semplice tana di bestie... tra i fili argentei intravedi i resti di antichi pilastri di pietra crollati, glifi elfici soffocati dalla bava e, intrappolati nella tela come mosche inermi, gli scheletri ripuliti di vecchi cervi e persino le armature borchiate di alcuni disertori umani che hanno provato a violare il bosco nei mesi passati... Il vecchio Daran fa tre passi in avanti, sporgendosi oltre la spalla di Lyra con la lanterna spenta che trema tra le sue dita nodose... il suo volto rugoso si contrae in una smorfia di cupo e viscerale terrore nel riconoscere i filamenti biancastri... Maledizione... le voci dei cacciatori allora erano vere, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio rauco che tradisce una profonda angoscia, questo non è il passaggio di una notte... le covate profonde si sono spostate fin qui per sbarrare la vecchia strada dei dazi... guarda quelle armature, appartenevano agli uomini della ronda fuggiti l'estate scorsa... si tocchiamo quei tiranti o se proviamo a tagliare la tela con le lame, le vibrazioni scenderanno lungo i tronchi prima ancora che i muli possano fare marcia indietro... ci faranno a pezzi nel buio... Lyra Thorne scivola giù dal sedile di guida con un movimento felpato, atterrando sul fango calcareo senza fare il minimo rumore... si affianca alla tua figura fiera, i suoi occhi cangianti spalancati per lo sbigottimento mentre osserva i glifi elfici soffocati dalla bava e le casse dei morti intrappolate a mezz'aria... la sua mano stringe convulsamente l'impugnatura del pugnale, e la vicinanza del suo corpo emana un calore teso, carico di una disperata determinazione... Non tornerò a Secomber, Silyndor... e non lascerò che questi schifosi ragni blocchino i miei carri ora che abbiamo finalmente conquistato la libertà fuori dalle palizzate... ringhia la mezzelfa a bassa voce, le labbra ridotte a una linea sottile mentre fissa la barriera monumentale, il fuoco potrebbe ripulire la pista, ma con questa nebbia umida rischiamo solo di fare fumo e restare accecati mentre quelle zampe scendono dai rami alti... tu possiedi la freddezza e la fermezza di un vero soldato, lo hai dimostrato giù ai magazzini... dimmi che c'è un modo per superare questo ostacolo senza far scattare la trappola dei tessitori... Il silenzio del Bosco Nebbioso torna a farsi assoluto, rotto solo dal respiro pesante dei muli innervositi dall'odore dolciastro e viscido della tela...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
I muli avanzano a passo costante sulla cicatrice di roccia e muffa della pista elfa, lasciandosi alle spalle l'ombra minacciosa della palizzata di Secomber... cammini in testa alla colonna, affiancandoti ai passi lenti e pesanti del vecchio Daran, mentre la coltre grigia del tardo pomeriggio di Ches inizia a stringersi attorno ai carri... l'impatto con le prime fronde scheletriche del Bosco Nebbioso vi investe con un freddo umido, saturo di un silenzio innaturale, dove i grigi tronchi secolari sembrano quasi svanire nella foschia risalente dal Delimbiyr... sperimenti sulla tua carne il continuo e bizzarro mutamento delle percezioni mortali: il bruciore della spalla ferita e il timore di essere finiti dalla padella alla brace si sciolgono parzialmente non appena volti la testa per guardare Lyra sul sedile di guida... il ricordo del suo sguardo e la determinazione di trovare una casa per queste due creature rinvigoriscono i tuoi muscoli, rasserenando lo spirito e offrendoti una nuova, viscerale ragione per stringere l'asta della glaive sotto il mantello... Alle tue domande discrete sul suo passato, sul motivo di tanta forza e sulla sua effettiva conoscenza dei sentieri boschivi, il vecchio boscaiolo sussulta leggermente... si ferma per un istante, accarezzando con le dita nodose il metallo graffiato della sua lanterna spenta, prima di riprendere la marcia al tuo fianco con lo sguardo vitreo fisso sulla nebbia... la sua voce, ridotta a un basso sussurro, fende l'aria fredda con la solennità di chi non ha più nulla da nascondere... Chi ero, Silyndor?... Ero solo un uomo della terra... mormora il vecchio Daran, la voce resa roca dagli anni e dal fumo dei camini, per quarant'anni ho fatto il guardaboschi e il carpentiere per i tagliapietre del Lord, quassù, lungo i margini meridionali del Bosco Nebbioso... conosco questi alberi uno per uno, so quale legno resiste al gelo e so leggere le tracce del fango quando i branchi scendono dalle colline... la forza che vedi nelle mie braccia non è quella dei guerrieri, eladrin... è solo il peso di una vita passata a spaccare ciocchi di quercia e a sollevare travi per costruire case che la Magia Matta ha bruciato in una sola notte... Il vecchio fa una breve pausa, stringendosi nel mantello logoro e indicando con un cenno del mento le prime, intricate radici ricoperte di muschio che iniziano a stringere il sentiero davanti a voi... Hai ragione a temere i grigi tronchi di questa foresta... il Bosco Nebbioso è antico, e da quando il cielo si è spaccato l'anno scorso, le creature selvagge sono diventate feroci, paranoiche... le bestie comuni, come i lupi e i tassi giganti, si spingono molto più vicine ai sentieri rispetto a un tempo... ma il vero pericolo di questa pista elfa non sono le zanne... sono i ragni... i vecchi sussurravano che nel profondo della macchia, dove i rami si intrecciano fino a nascondere il sole, vivono covate di grossi ragni tessitori che i vecchi Mythal tenevano lontani e che ora strisciano liberi tra le rovine... finché rimaniamo su questo sentiero calcareo siamo al sicuro dai loro nidi, ma non dobbiamo abbandonare la pista per nessun motivo prima che sia mattina... Dall'alto del carro, Lyra Thorne ascolta in silenzio il resoconto del boscaiolo, stringendo le redini di cuoio e mantenendo i muli a ridosso dei vostri passi, confortata dalla tua fiera e vigile presenza in avanguardia... le ombre del crepuscolo iniziano lentamente ad allungarsi tra gli alberi, deformando le sagome della boscaglia e riducendo la visibilità per gli occhi umani dei tuoi compagni...
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Gli eroi senza tempo
Eleanor Studridge Le parole sconosciute continuano a rimbombarmi nella testa come un'emicrania fortissima. Ogni volta che la magia si manifesta in me, mi sento svuotata, come se mi portasse via un pezzo di vita. Resto immobile sulla soglia, con le gambe che mi tremano ancora per lo scontro con l'orso nel bosco. Ho il terrore di crollare a terra da un momento all'altro. Guardo Eri che stringe quel cucciolo di lupo e sento una morsa allo stomaco Poi la sacerdotessa Mayu si mette a squittire per la tenerezza... non lo so, mi sembra tutto così surreale, così finto... Poi Kai mi lancia quella frecciatina sui miei complessi. Lo guardo, ma non provo rabbia. Provo solo una profonda, disperata solitudine. Lui è felice, si sente potente. Non capisce. Nessuno di loro capisce. Non sono complessi, Kai...dico, e la mia voce è poco più di un sussurro tremante, stanco, privo di qualsiasi accenno di sfida...Io ho solo paura. Quella cosa... quell'Oni... avrebbe potuto uccidervi. E l'orso nel bosco avrebbe potuto sbranare me ed Eri. Io non ho voluto poteri, non voglio questa magia che mi fa scoppiare la testa... Sento lo sguardo di Mako su di me, pesante, come se stesse aspettando che io faccia un passo avanti, che diventi l'eroina che non sono. Mi ritraggo visibilmente, facendo un passo indietro nell'ombra del tunnel sottomarino. Mi stringo le braccia intorno al petto, sentendomi piccolissima. "Mangiate pure se ci riuscite. Io... io resto qui."