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Dardan

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Therathyn Dralanthis accoglie le parole taglienti di Raskva con un impercettibile abbassamento delle palpebre, incassando il colpo con l'austera dignità tipica della sua stirpe. Quando James solleva il problema cruciale dei tre giorni e dell'assenza della chiave d'accesso, la Somma Sacerdotessa elfa sposta lo sguardo sui bracieri, la mente chiaramente intenta a calcolare le opzioni rimaste. A Myth Nantar troverete un'antica burocrazia e un forte orgoglio, guerriera, risponde Therathyn, fissando Raskva con assoluta e limpida serietà. L'alto consiglio degli elfi acquatici non vede di buon occhio gli abitanti della superficie, ma le Spose della Marea sono legate a una promessa che risale a secoli fa, prima ancora che Tsurlagol diventasse questo caotico nido di mercanti. Laggiù le ragazze non saranno considerate proprietà o pegni di sangue per debiti commerciali. Saranno protette come un tesoro sacro, perché il loro sangue tiefling ed elfico custodisce un equilibrio che i sacerdoti del Mare delle Stelle Cadute considerano vitale. Non vi attaccheranno. Ma vorranno delle risposte da voi. L'elfa si volta poi verso James, ascoltando con attenzione il vincolo temporale imposto dal portale della Sembiana. Le due guardie drow di Eilistraee rimangono immobili ai lati della stanza, i mantelli argentati che riflettono la luce calda del fuoco, pronte a scattare al minimo ordine. Tre giorni sono un'eternità se restate nascosti tra i moli, sciamano, dice la Somma Sacerdotessa, la voce che si fa più serrata mentre un sordo rombo di tuono fa tremare leggermente le spesse pareti di pietra della cripta. Se il porto è sorvegliato, non potete rischiare di esporre le ragazze per così tanto tempo. Ma la Vergine della Luna non lascia i suoi fedeli senza sentieri nell'oscurità. Therathyn si avvicina al grande tavolo di pietra, sposta una mappa nautica ingiallita e picchietta il dito affilato su una pergamena che raffigura i sotterranei della città. Sotto il distretto dei templi si estendono le vecchie catacombe della prima fondazione di Tsurlagol. Sono corridoi umidi, dimenticati dai magistrati del Concilio e pattugliati solo dalle creature della notte. Le mie sorelle devote di Eilistraee, dice indicando con un cenno del capo le due drow armate, conoscono un rifugio sicuro e isolato all'interno di questi cunicoli, protetto da barriere sacre che nascondono le emanazioni magiche e il calore dei corpi. Se la chiave per gli abissi è temporaneamente preclusa, vi condurranno laggiù. La gemella tiefling fa un passo avanti dalla panca, le grandi corna nere che fendono la penombra della sala. Guarda prima James e poi Raskva, stringendo con dita tese il ciondolo a forma di insetto verde. Possiamo camminare per ore se necessario. Non abbiamo paura del buio, dice la ragazza, la voce ferma che contrasta con il silenzio timoroso della sorella elfa bionda, rimasta seduta a fissare le proprie mani. Tutto è meglio che finire nelle stive di quel pirata. Therathyn solleva lo sguardo sui due agenti della Morrigan & Larson. Le mie guardie vi guideranno attraverso i passaggi sotterranei del tempio fino al rifugio nelle catacombe. Lì potrete riposare, pianificare le vostre mosse e attendere che il tempo del vostro portale sia maturo, al sicuro dalle spie della superficie. Raskva, James... prendete le ragazze e andate. La tempesta fuori coprirà i primi passi della vostra discesa. @ Tutti
  2. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    L’imboscata scatta con la precisione letale di una trappola d’acciaio. Sfruttando il totale fattore sorpresa, il gruppo si riversa sulla creatura meccanica prima che questa possa compiere la minima mossa. Ora che avete a ridosso della minaccia, la sua natura appare ancora più spaventosa e distorta. Il Costrutto di Scarto non è un'opera di raffinata ingegneria, ma un ammasso grottesco e senziente di ferro di recupero. Le piastre corazzate che gli fanno da pelle sono vecchie paratie di navi, incrostate di salsedine e saldate alla bell'e meglio con rivetti grossolani. Attraverso le giunzioni scoperte delle spalle e delle anche, si intravedono pistoni idraulici che gemono a ogni movimento, pompando un liquido oleoso e scuro simile a sangue infetto. La testa è una grata metallica rettangolare che funge da visore, dietro la quale brilla una luce rossastra, tremolante e priva di vita. Al centro del petto, la grande fornace aperta pulsa di calore bianco e arancione: è il cuore termico che alimenta la macchina, protetto solo da una gabbia di barre di ferro battuto. Le aperture laterali sui fianchi indicate da Kaelen rivelano l'alloggiamento scoperto degli sfiatatoi della pressione, dove il metallo è più sottile e vulnerabile. La magia protettiva di Fiore pulsa silenziosa nelle vene di Shamàsh e Devras proprio mentre l'attacco coordinato devasta la creatura. Fiore Della Giungla apre le danze dal suo nascondiglio mimetico. Dal suo pugno teso scattano due fulgidi dardi di plasma accecante. I proiettili saettano precisi e, grazie al vantaggio della furtività, centrano in pieno gli sfiatatoi scoperti sul fianco destro della macchina. Il metallo si squarcia con un fragore elettrico, mentre il suo famiglio evoca ondate di energia multicolore che martellano la struttura, aprendo vistose crepe nella corazza arrugginita. @ Fiore delle Giungla Devras reagisce all'unisono. Il legno del suo bastone si illumina di una luce verde e vibrante. Scaricando quell'energia a terra, il terreno rilascia una nebbia ectoplasmatica che si condensa all'istante nella forma spettrale e imponente di un orso. La bestia evocata si materializza esattamente in uno dei punti ciechi posteriori del costrutto, avventandosi con ferocia e affondando le sue zanne incorporee tra i pistoni idraulici scoperti della gamba asimmetrica della macchina, bloccandone i movimenti. @ Devras Selyra coglie al volo l'istante perfetto. Schiacciata nel suo riparo, soffia sul composto di rabarbaro e vipera. Una freccia verde e scintillante d'acido puro scatta dalla sua posizione, volando fluida fino a infilarsi dritta in una delle fessure laterali scoperte. Al contatto, la freccia esplode in uno spruzzo corrosivo che inizia immediatamente a sciogliere gli ingranaggi interni, emanando un fumo verdastro, acre e letale. @ Selyra Shamàsh, spinto dal senso di colpa per aver fatto rumore, scatta fuori dalla copertura con una velocità impressionante, coprendo i 4,5 metri che lo separano dal nemico. Mentre avanza a scudo alzato, recita una sommessa condanna che marchia il costrutto con la Maledizione dell'Hexblade. Raggiunto il corpo a corpo, il paladino cala due fendenti devastanti con la sua spada. Il primo colpo centra una giuntura e Shamàsh vi incanala una Punizione Divina di secondo livello: un'esplosione di pura luce radiosa squarcia l'oscurità dei Sentieri Morti, devastando i circuiti interni del mostro e fondendo il ferro arrugginito. @Shamash Zarath chiude la morsa con ferocia ferina. Il tiefling cede all'ira e la sua natura muta: la coda si allunga, tramutandosi in un letale pungiglione da scorpione. Sfruttando la sua incredibile capacità di salto, compie un balzo prodigioso di 6 metri che lo porta esattamente alle spalle della macchina. Calando il suo maglio pesante con tutta la forza brutale del suo retaggio, Zarath colpisce il retro della fornace. L'impatto è sordo, devastante, e piega vistosamente la spina dorsale di ferro del costrutto. @ Zarath Il Costrutto di Scarto è stato letteralmente travolto dalla vostra furia combinata. La sua corazza è fusa dalla luce radiosa, parzialmente sciolta dall'acido di Selyra e pesantemente ammaccata dal maglio di Zarath. Dalle crepe sui fianchi escono fumo nero, scintille elettriche e getti di vapore bollente a intermittenza. Tuttavia, la fornace nel suo petto brilla ancora di una luce rossa e furiosa. La macchina barcolla sulle gambe danneggiate, emette un fischio stridulo di metallo sotto sforzo e la sua testa a grata scatta violentemente, accendendosi di una luce scarlatta fissata su Shamàsh e Zarath, i due bersagli più vicini in corpo a corpo. La macchina si prepara a rispondere al fuoco, ma Shamàsh è già pronto a intercettare il colpo con le suas reazioni divine. Kaelen scatta di fianco a Shamàsh, con la lama mezza seghettata pronta a infilarsi nel nucleo esposto. @ Tutti
  3. Il caldo soffocante e il fumo denso di torba vi colpiscono la gola non appena prendete posto al solido tavolo di legno. L'interno del Corvo d'Oro è una polveriera di odori e suoni. Attorno a voi, la fauna di Crunrith si mostra in tutta la sua spietata varietà. Al tavolo alla vostra destra, un gruppo di cercatori d'oro con le dita incrostate di terra scura discute a bassa voce su una mappa logora, tenendo le mani vicine ai pomelli dei coltelli. Poco più in là, tre mercenari coperti di bende e pellicce bagnate bevono in silenzio, fissando il vuoto con gli occhi spenti di chi ha visto troppi compagni morire nella Selva d'Ombra. L'aria è pesante, satura del vapore che sale dagli abiti fradici degli avventori e del grasso di montone che sfrigola sui bracieri del bancone. Ai quattro angoli del grande stanzone comune, i massicci buttadentro Bugbear non staccano gli occhi dalla folla, giocherellando pigramente con le loro mazze ferrate per ricordare a tutti che la pace, hier dentro, si paga con il sangue. Quando l'oste si avvicina, pulendosi le mani ruvide su un grembiule logoro, vi squadra uno a uno con lo sguardo cinico di chi sa riconoscere chi arriva dalla pista. Ascolta le vostre richieste, incassa le monete e si appoggia con entrambi i palmi sul legno del tavolo, sghignazzando sottovoce alle domande di Lord Eryndor sulla situazione politica e sul duca di Novdorad. Il lavoro non manca mai dove c'è oro da scavare o ferro da difendere...risponde l'oste, abbassando la voce per non farsi sentire dai tavoli vicini. I nerboruti che vedete là all'angolo servono a evitare che i cercatori d'oro si sgozzino tra loro prima di aver speso l'ultimo rame in birra. Quanto al Duca di Novdorad e al trono vacante... quassù il Duca conta quanto la pioggia di ieri. I veri padroni hanno i magazzini qui fuori, nel Distretto dei Cortili. Il Consorzio Minerario e il Sindacato dei Carrettieri pagano bene, ma non vogliono sentire storie sul Re o su Novvik. Vogliono solo che i carri viaggino dritti e che i troll restino nella Selva d'Ombra. L'uomo sposta lo sguardo verso la bacheca degli annunci vicino al bancone e poi torna a fissarvi, indicando col mento la direzione del distretto logistico esterno. Se cercate ingaggi pesanti o scorte ben pagate, andate dritti al Distretto dei Cortili. Cercate l'ufficio del Sovrintendente Borak per conto del Consorzio Minerario, se volete infilare il naso nelle colline. Se invece preferite la pista aperta e i lunghi viaggi, provate con Mastro Thul del Sindacato dei Carrettieri: la sua stazione è quella con le lanterne arancioni appese fuori. Ma se volete qualcosa di più rapido, date un'occhiata ai fogli appesi qui al bancone prima che finiate la birra. Qualche mercante disperato spunta sempre. L'uomo dà una sbrigativa pacca sul legno del tavolo, girandosi verso Arkyn. Vi porto la roba. E per lo straniero, una pinta di Idromele della Selva e un vassoio di cinghiale affumicato con rape. L'oste fa per voltarsi verso le cucine, ma si ferma un ultimo istante a fissarvi, in attesa di capire se avete intenzione di aggiungere altro o di lasciarlo andare. @ Tutti
  4. @ Tutti Il calore intenso del camino avvolge la stanza, facendo scricchiolare la panca di legno sotto il peso massiccio di Vaulath e sciogliendo la crosta di ghiaccio sui vostri mantelli, che ora gocciolano pesantemente sul pavimento di pietra... Fratello Derim rimane in silenzio, immobile come una statua della Grande Madre... le sue mani grandi e segnate dal lavoro nei campi sono appoggiate sulle ginocchia corazzate, mentre i suoi occhi passano da Shage a Vaulath, registrando ogni singola parola sulla fattoria massacrata, sui goblin e sull'abominio abbattuto ad Highmoon... La tensione nella stanza si fa ancora più densa quando Akseli prende la parola, svelando i dettagli accademici sul professore, sulla Lente di Ossidiana, sul Sudario di Cenere e sull'agghiacciante legame con i Tre Senza Nome... Il vecchio chierico ascolta ogni nome e ogni definizione aggrottando la fronte, lo sguardo visibilmente smarrito di fronte a una terminologia accademica e a divinità dimenticate che esulano completamente dai dogmi della sua fede, legata unicamente alla terra, ai raccolti e al ciclo naturale della vita... Il prelato si sporge in avanti, intrecciando le dita, e sul suo volto si legge una profonda, sincera perplessità, priva di qualsiasi conoscenza teologica riguardo a questo misterioso Vuoto...Lente di Ossidiana... Sudario di Cenere... Tre Senza Nome... ammetto la mia totale ignoranza, mastro mago... i testi sacri di Chauntea non parlano di queste entità, né i miei studi mi hanno mai portato a conoscenza di un male che cancella la struttura o la parola... per noi la morte è solo parte del ciclo che porta a una nuova rinascita, ma ciò che descrivete... questo vuoto assoluto di cui parlate... sembra qualcosa di totalmente estraneo e contrario all'ordine naturale delle cose... Il vecchio sacerdote si alza lentamente in piedi, la sua armatura di piastre lancia un sordo riflesso arancione alla luce delle fiamme, e inizia a fare qualche passo avanti e indietro per la stanza, scuotendo leggermente la testa mentre si accarezza la barba bianca...E non credo vi sia alcun legame tra questo vostro fardello e gli elfi scuri che ci tormentano... i drow del Casato Jaelre che hanno assaltato i nostri campi esterni due notti fa lo hanno fatto per motivi ben più terreni e brutali... cercavano di saccheggiare i nostri granai per l'inverno e colpire le difese di Mistledale, una piaga militare che purtroppo conosciamo fin troppo bene in queste valli... la grotta in cui vi siete rifugiati era solo una vecchia postazione abbandonata, una sfortunata coincidenza lungo il vostro cammino... Fratello Derim si ferma davanti al camino, dando le spalle al fuoco, e fissa lo sguardo sul bagaglio che nasconde l'artefatto, stringendo istintivamente il pugno corazzato...Tuttavia, anche se il tempio non conosce la natura di questo medaglione, le parole del custode della terra sono veritiere... se questo oggetto emana un gelo parassitario capace di corrompere la realtà e consumare la materia, allora è un veleno per tutto ciò che vive... e la terra benedetta dalla Grande Madre possiede la forza biologica per soffocare e isolare le tossine, anche quelle che non comprendiamo... non posso permettere che un simile abominio contamini il suolo aperto dell'Abbazia, ma forse possiamo contenerlo laddove la sacralità è più profonda... Il sacerdote si volta verso un piccolo altare di pietra nell'angolo della stanza, preleva un pesante calice d'argento finemente cesellato con foglie di vite, riempito di terra consacrata prelevata dal primo raccolto dell'anno, e si riavvicina al tavolo guardando Akseli con assoluta fermezza: Mastro Akseli... estraete il medaglione dal vostro bagaglio... con estrema cautela... lo seppelliremo provvisoriamente dentro questo calice di terra sacra per vedere se il potere della vita riesce ad arginarne il freddo e a schermare la sua morsa, mentre io consulto i testi dell'Abbazia per capire cosa abbiamo di fronte... siete pronti a mostrarmi questo fardello? @ Tutti
  5. Il tuo ordine squarcia il buio come una frustata, spezzando l'ipnosi del fumo profumato e gettando il campo in un caos frenetico... non c'è tempo per le domande, la tua voce, carica dell'autorità innata di un Eladrin, non ammette repliche e i tre umani, terrorizzati dall'ignoto, si aggrappano alle tue direttive come all'unica ancora di salvezza... Lyra scatta verso i cavalli senza dire una parola, i suoi gesti sono rapidi, precisi, dettati da anni di piste affrontate da sola... la senti imprecare a bassa voce mentre stringe i finimenti al buio, con le mani che tremano leggermente per la fretta, mentre le bestie nitriscono nervose, spaventate dallo scampanellio argenteo che continua a vibrare dalle viscere della terra... Fratello Corin si precipita sul carro, sollevando Pip con delicatezza tra le braccia per proteggerlo, e le sue labbra ricominciano a muoversi in una supplica sommessa a Ilmater mentre il ragazzino emette un gemito soffocato nel sonno... Daran, scosso dal tuo comando diretto, lascia cadere l'icona di legno per un istante prima di recuperarla e correre verso la palizzata d'uscita, brandendo una vecchia lanterna spenta... Se la terra si agita... conosco una gola più a ovest... riparata dalle correnti del fiume... seguitemi! grida il boscaiolo, la voce incrinata dal panico mentre apre i pali del varco... Mentre assisti ai preparativi tenendo la tua glaive salda tra le mani, i tuoi occhi celestiali vedono la situazione invisibile peggiorare... il terreno intorno alle pietre del fuoco non sta solo fumando... le linee d'argento purissimo del Mythal antico stanno iniziando a torcersi sotto la spinta della Trama sfilacciata, e crepe luminose si allargano sul fango come ragnatele di luce impazzita... l'aria diventa densa, quasi irreale per i tuoi polmoni mortali... I carri si muovono con un sussulto violento, le ruote di legno scricchiolano nel fango mentre la piccola carovana varca l'Ancora di Pietra nell'oscurità più totale... inizialmente rimani nelle retrovie, camminando nel crepuscolo della notte con i sensi tesi al massimo... la tua visione crepuscolare taglia la nebbia, vigilando che nessuna minaccia o predatore d'ombra approfitti del vostro isolamento, ma il pericolo vero, per ora, è sotto i vostri piedi... la terra continua a vibrare sotto gli zoccoli del cavallo... Dopo qualche minuto di marcia forzata, superi i carri con passi leggeri e decisi, portandoti alla testa della spedizione accanto a Daran... la brughiera all'aperto vi accoglie in tutta la sua spietata vastità, sferzata da un vento gelido che disperde l'ultimo odore di rose della gola... sopra di voi, i lampi violacei illuminano la nebbia a intervalli regolari, mostrando la pista rocciosa che si inerpica verso ovest... Mentre vi inoltrate nel fitto della nebbia, l'odore di incenso svanisce, sostituito dal sentore acre della brughiera bagnata, ma la vera anomalia si palesa quando la pista aggira un enorme sperone di roccia calcarea... Lassù, appollaiata sulla cima del pilastro di pietra che sovrasta il sentiero, si staglia un'ombra silenziosa contro il cielo plumbeo... la tua vista perfetta al buio la inquadra nitidamente: è una creatura maestosa, un Gufo Gigante dalle piume screziate d'argento, una bestia magica che nei tuoi ricordi eterei era legata ai messaggeri di Sehanine Moonbow, la dea elfa della luna e dei misteri... il gufo non attacca, non emette alcun verso, ma i suoi enormi occhi dorati e intelligenti sono fissi su di te, ignorando completamente i carri e gli umani... sul becco stringe un piccolo ramoscello avvizzito che emana una flebile luminescenza dorata, identica a quella delle antiche torri di Miyeritar che hai sognato ore prima... Daran si blocca di colpo, inciampando nel fango e lasciando quasi cadere la lanterna spenta, mentre un rantolo di puro terrore gli stringe la gola... Un mostro della nebbia... Silvanus proteggici... ci sbranerà tutti... sussurra il vecchio boscaiolo, arretrando verso le teste dei cavalli per cercare riparo... Dalle retrovie, senti lo stridore secco dei freni del carro... Lyra tira le redini con forza, trattenendo il respiro mentre fissa quella sagoma ciclopica appollaiata sulla roccia... la sua mano corre istintivamente all'impugnatura del pugnale, ma nota subito qualcosa che non quadra... i cavalli non stanno impazzendo, non nitriscono, al contrario... hanno smesso di scalciare e sollevano le orecchie in avanti, quasi rassicurati da quella presenza... Non è un mostro, Daran... sta fermo... interviene Lyra, la voce ridotta a un soffio teso che fende il vento freddo, mentre i suoi occhi ibridi passano dalla creatura al tuo volto coperto dal mantello, guarda come lo fissa... non sta guardando noi... sta guardando lui... Silyndor, cos'è quella cosa? È uno spirito della tua gente? Al passaggio della carovana, prima che tu possa rispondere, l'animale spiega le ali immense senza fare il minimo rumore e si lancia in un volo basso, planando sopra la nebbia pochi metri davanti a voi... non sta fuggendo, sta regolando la sua velocità per fare da guida alla colonna nel buio più fitto, indicando una deviazione sul sentiero roccioso... Ma quella... quella non è la via per la gola del fiume... mormora Daran, con la mascella tremante, guardando il gufo che fluttua silenzioso nell'oscurità, ci sta portando più in alto... sui vecchi crinali... I cavalli lo seguono, vecchio, e se i cavalli si fidano di quell'uccello d'argento in una notte come questa, mi fido anch'io... taglia corto Lyra, incitando gli animali a muoversi nel fango con uno schiocco della lingua, senza mai smettere di lanciarti occhiate cariche di domande...
  6. Therathyn Dralanthis si irrigidisce visibilmente quando Raskva pronuncia il nome di Myth Nantar. Le sue dita affilate, che stavano per sfiorare le pesanti sacche di cuoio di squalo tese dalla guerriera, si fermano a mezz'aria. Raskva sfrutta ogni briciolo della sua sensibilità e del suo addestramento sul campo per analizzare la reazione dell'elfa, mentre poggia le borse sul tavolo @ Ravska La sacerdotessa ritira lentamente le mani, intrecciandole nelle ampie maniche cerulee. Abbassa lo sguardo sul tavolo, evitando per un istante il contatto visivo diretto con Raskva. Myth Nantar... sussurra Therathyn, e la sua voce eterea per la prima volta perde un briciolo della sua fermezza magica. Allora il destino ha trovato la sua strada nonostante i miei sforzi per deviarlo. Sì, conosco la città sommersa. E conosco il nome con cui gli elfi acquatici chiamano quelle fanciulle: le Spose della Marea. James fa un passo avanti, abbassando il tono di voce per non farsi sentire dalle due dirette interessate sulla panca. Lo sciamano parla della profezia e del fatto che il riscatto legale non fermerà mai le bramosie del mercante pirata. A quelle parole, la Somma Sacerdotessa solleva di scatto la testa. I suoi occhi elfici brillano nella penombra dei bracieri di rame, fissandosi prima su James e poi sulle gemelle, che sono rimaste immobili. L'elfa bionda stringe convulsamente la mano della sorella tiefling, e le grandi corna nere di quest'ultima intercettano la luce rossastra del fuoco mentre entrambe tendono l'orecchio, capendo che si sta decidendo del loro futuro. Non vi ho mentito, agenti. Ho solo tentato di proteggerle dall'avidità della terraferma...dice Therathyn, parlando a bassa voce, facendo eco alla cautela di James. Sapevo che quel vecchio pirata aveva scoperto la loro stirpe. Tutta questa faccenda del debito dei Blissen è stata orchestrata pezzo dopo pezzo per incastrare il tempio e costringerci a cederle quando i termini legali sarebbero scaduti. Non si fermerà davanti a una borsa d'oro, avete ragione. Troverà un altro pretesto, un altro cavillo, o assolderà dei mercenari per prenderle con la forza lungo le strade di Tsurlagol. L'elfa guarda le borse di cuoio di squalo bagnate sul tavolo di pietra, poi sospira, arrendendosi all'evidenza. Se a Myth Nantar sanno del loro risveglio, e se avete stretto un patto con le autorità degli abissi, allora la superficie non è più un luogo sicuro per loro. Questa notte stessa, gli sgherri del porto hanno iniziato a muoversi in modo insolito; per questo le mie sorelle stanno sbarrando le porte. Temo che il pirata abbia capito che vi stavate muovendo troppo in fretta e stia pianificando un colpo di mano prima che il Concilio possa registrare il pagamento domani mattina. La Somma Sacerdotessa se volta verso la panca. La gemella tiefling si alza in piedi con un movimento fluido e fiero, stringendo il ciondolo a forma di insetto verde che porta al collo. I suoi occhi verdi penetranti si piantano in quelli di James. Vogliono mandarci nell'oceano, Lyra...dice la tiefling alla sorella bionda, la voce ferma ma carica di un'emozione profonda. Il posto di cui parlava la mamma nei suoi diari. Sotto la marea. Therathyn torna a guardare Raskva e James, l'espressione solenne. Accetto il vostro oro come deposito sacro. Domani mattina lo presenterò al Concilio, ma le ragazze non aspetteranno l'alba a Tsurlagol. Se avete intenzione di proteggerle, dovete portarle via adesso, sfruttando il favore della notte e della tempesta prima che gli uomini del porto circondino l'intero quartiere. La Somma Sacerdotessa elfa batte due volte le mani. Dai veli scuri che coprono le nicchie laterali della stanza sotterranea, si fanno avanti in silenzio due figure slanciate e letali. Sono le sue guardie del corpo personali , due elfe scure...la loro pelle d'ebano risalta contro le armature di cuoio borchiato scuro e i mantelli argentati che portano sulle spalle. Impugnano spade ricurve e sui loro pettorali d'acciaio è inciso il simbolo della spada d'argento davanti alla luna piena, il vessillo delle drow devote a Eilistraee, la dea della danza e della redenzione. I loro sguardi sono freddi, determinati e abituati alle imboscate notturne. Loro due vi scorteranno fuori dal santuario...dichiara fermamente Therathyn, indicando le due guerriere drow. Conoscono ogni passaggio sotterraneo e ogni vicolo buio di Tsurlagol per evitare le vedette del porto. Vi aiuteranno a coprire i fianchi e a portare le Spose della Marea sane e salve ovunque dobbiate condurle per lasciarvi la città alle spalle. Andate, e che la Vergine della Luna guidi i vostri passi nell'oscurità. @ Tutti
  7. Quando le tue dita sfiorano la carne fredda del fanciullo e pronunci la sommessa preghiera a Labelas Enoreth, una strana, debolissima vibrazione attraversa l'aria del campo... le ombre proiettate dal fuoco sui carri sembrano allungarsi per un istante, e sotto le tue palpebre, grazie ai tuoi sensi risvegliati, il mondo si tinge di sfumature invisibili ai mortali... vedi i filamenti violacei sotto la pelle del piccolo brillare di una luce instabile, caotica, e ti rendi conto che la corruzione che lo sta consumando non è una malattia della carne, ma un'alterazione energetica attiva... è energia magica impazzita che ha subito una mutazione, compressa e deformata dalla vicinanza con il suolo profanato... la tua supplica al Dio del Tempo non ottiene un miracolo immediato, ma avverti una sottile, lontana eco di calore... la luminescenza argentea sotto la tua pelle pulsa debolmente, e al tuo tocco il ragazzino emette un profondo sospiro, mentre il brivido di gelo che gli scuoteva il petto sembra finalmente placarsi... lo hai stabilizzato, arrestando il processo degenerativo per la notte, ma la Trama sfilacciata in questo luogo continua a premere contro di lui... Il religioso osserva i tuoi gesti con gli occhi spalancati, stupito dalla dignità mistica dei tuoi movimenti e dal modo in cui il fanciullo ha risposto alla tua vicinanza... fa un profondo inchino con il capo, portandosi la mano destra al petto, sopra il simbolo delle catene spezzate... Il mio nome è Corin, fratello... o semplicemente Fratello Corin, se preferisci... dice l'uomo con i paramenti logori, la cui voce trema leggermente per l'emozione, sono solo un umile servitore di Ilmater, il Dio Piangente che si fa carico delle sofferenze del mondo... la mia storia è breve e priva di gloria... ero un novizio in un monastero del Cormyr, ma l'anno scorso, quando i cieli hanno tremato e i sacerdoti anziani sono impazziti per il silenzio degli dèi, ho capito che il mio posto non era dietro mura di pietra a pregare, ma qui, sulla strada, dove il dolore è reale e nessuno asciuga le lacrime dei disperati... ho raccolto questo piccolo, Pip, tre giorni fa, abbandonato dai suoi stessi genitori terrorizzati da ciò che gli è accaduto nella gola... e avevi ragione, Silyndor... sento anch'io che questa terra spoglia sta continuando ad avvelenarlo... dobbiamo portarlo via prima possibile... Dall'altro lado del fuoco, la donna ti fissa dritto negli occhi, sostenendo il tuo sguardo fiero con una fermezza che parla di anni passati a difendersi da sola sulle piste commerciali... alle tue parole sul passato dell'Alta Brughiera ha un sussulto impercettibile, ma l'offerta della tua spada e il sollievo dato a Pip sciolgono l'ultima linea della sua diffidenza... lascia cadere i finimenti del cavallo sulla cassa, ripulendosi le mani sui pantaloni di cuoio... Io sono Lyra... Lyra Thorne... dice la donna, e per la prima volta la sua voce roca perde quella spigolosità aggressiva per farsi più umana, questi carri e il vecchio cavallo da tiro sono miei, così come le poche merci che sto cercando di portare a Secomber prima che i briganti o le tasse di qualche gilda me le portino via... non mi interessa se parli come un vecchio cronista uscito da un libro di miti o se i tuoi modi ti fanno sembrare un po' strano, Silyndor... stasera hai dimostrato di avere un cuore, e una lama in più lungo la pista verso ovest vale più di tutto l'oro del Trono di Ferro... viaggerai con noi, e dividere il pane sarà un onore... A quel punto, l'uomo anziano che non aveva mai smesso di fissare le braci calde solleva lentamente la testa... le sinedita nodose smettono di artigliare l'icona di legno di Silvanus, e un barlume di lucidità sembra farsi strada nel suo sguardo vitreo... vi osserva uno a uno, per poi rivolgersi a te con un tono basso, quasi sottomesso... Il mio nome è Daran... borbotta il boscaiolo, la voce incrinata dal ricordo del fuoco che gli ha consumato la vita l'anno precedente, ero un uomo della terra, prima che la Magia Matta bruciasse la mia fattoria e si prendesse tutto ciò che avevo... se dite che dobbiamo andarcene da qui, io vi seguirò... non ho una spada, ma conosco il legno e so come leggere i sentieri quando la nebbia si fa troppo fitta... non lasciatemi indietro... Il cerchio si è finalmente chiuso e attorno al fuoco dell'Ancora di Pietra i perfetti sconosciuti sono diventati compagni di viaggio... Fratello Corin accoglie le parole del vecchio boscaiolo con un cenno comprensivo della testa, mentre Lyra, con un gesto pratico che spezza la solennità del momento, porge anche a Daran una scodella di brodo per scaldarlo... consumate il pasto quasi in silenzio, lasciando che le ultime ore del crepuscolo scivolino via tra i sussurri stanchi e il rumore rassicurante dei cavalli che masticano il fieno dietro i carri... i tuoi compagni si sistemano faticosamente per la notte, cercando un po' di riparo dal vento implacabile che continua a sferzare le palizzate di legno... Il silenzio torna a scendere sull'Ancora di Pietra, ma è un silenzio diverso, meno pesante, rotto solo dallo scricchiolio metodico del legno che si consuma tra le braci... Lyra torna ai suoi finimenti con movimenti più calmi, mentre Fratello Corin si siede di nuovo accanto al ragazzino, poggiando la schiena contro la ruota del carro senza mai distogliere lo sguardo vigile dalle ombre oltre la palizzata... Daran si rannicchia nel suo mantello, stringendo ancora l'icona protettiva, ma il suo respiro si fa finalmente più regolare, quasi a voler assecondare il sonno profondo che ha preso il piccolo Pip... La nebbia dell'Alta Brughiera continua a premere contro i carri, densa, umida, colorata a intervalli regolari da quei bagliori violacei che scivolano silenziosi tra le nuvole... il freddo della notte inizia a farsi strada sotto i vostri abiti, ricordandoti la tua nuova e sgradevole fragilità biologica, quel bisogno viscerale di calore che un tempo ignoravi... Poi, all'improvviso, nel cuore della notte, il silenzio viene incrinato da qualcosa di insolito... non è il rumore di passi o il ruggito di una fiera, ma un suono cristallino, simile al rintocco di mille minuscole campane d'argento che vibra direttamente dal terreno... Prima che tu possa muoverti, vedi le pietre che delimitano il cerchio del fuoco iniziare a mutare... sotto l'effetto della Trama sfilacciata e della vicinanza con il fanciullo ferito, il calore delle braci scatena una reazione imprevista... la roccia calcarea grigia comincia a trasudare minuscole gocce di un liquido luminoso e fosforescente, che evapora a contatto con il fuoco emanando un fumo denso che profuma intensamente di petali di rosa e incenso astrale... un odore che appartiene ai giardini dimenticati della tua giovinezza ad Arvandor, un'anomalia che spezza la puzza di fango e sudore del mondo mortale... Daran si sveglia di colpo, fissando il fumo profumato con gli occhi sbarrati dal terrore, mentre Lyra scatta in piedi stringendo l'impugnatura del pugnale e Fratello Corin si scherma il volto con una mano, guardandoti con un misto di devozione e paura... la terra sotto di voi sembra aver risposto alla tua preghiera, o forse ha solo rigurgitato un frammento del passato che custodiva tra le sue crepe... @
  8. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Oh e finalmente un collegamento....dico dopo aver sentito le parole del vecchio bibliotecario e comunque...dico poi verso il nuovo bibliotecario con voce stizzita...io stavo cercando proprio i libri che parlavano delle profezie elfiche... perciò potresti dirci a chi hai venduto i libri , quelli sugli homunculi e quelli sulle profezie... @ DM
  9. @Monkey77 Si per sapienza magica Si per il cambio di arma
  10. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    La disciplina del gruppo si rivela impeccabile sotto lo sguardo severo di Kaelen. Zarath si muove come un predatore che impara un nuovo territorio: i suoi occhi da nomade assimilano ogni scarto laterale della guida, decifrando come la cenere si accumula diversamente sulle sacche di gas rispetto alla roccia solida. Quando il tiefling indossa le sue lenti dell'aquila, la nebbia sulfurea sembra diradarsi. Il suo maglio è già saldo in pugno mentre scivola dietro un masso poroso. Poco distante, Fiore Della Giungla svanisce letteralmente alla vista: la sua armatura mimetica si fonde così perfettamente con le scaglie di pietra grigia che persino il cacciatore deve battere le palpebre due volte per ritrovarla. Devras si rannicchia stringendo il bastone, immobile e concentrato. Shamàsh, premuroso fino all'ultimo per la coesione della fila, si assicura che tutti siano coperti prima di scivolare a sua volta nell'ombra. Il paladino soffoca un colpo di tosse dietro lo scialle di tessuto pesante: muoversi con armature pesanti e ferraglia in questo silenzio di tomba è un'impresa, e i sassi sotto i suoi stivali mandano un debole scricchiolio prima che riesca a stabilizzarsi. Kaelen avverte quel piccolo rumore e stringe i denti, rimanendo piatto contro la parete di roccia. Ormai, però, la minaccia è sopra di voi. Grazie alle lenti dell'aquila e all'incredibile prontezza di Fiore, riuscite a vedere chiaramente la fonte di quel suono metallico prima che vi sia addosso. Dalla gola fumosa emerge una figura grottesca e imponente. È un Costrutto di Scarto, un'aberrazione di ferro arrugginito, piastre saldate male e ingranaggi scoperti, alta più di due metri. La creatura avanza barcollando sulle sue gambe asimmetriche, ma la parte più terrificante è il suo nucleo , una fornace ardente incassata nel petto, che sputa fumo nero e scorie incandescenti a ogni passo ritmico. Il mostro non vi ha visti. Sta seguendo la traccia del sentiero, calpestando i cumuli di cenere profonda con la sua mole pesante. Ma proprio mentre si trova a metà strada tra il nascondiglio di Zarath e quello di Fiore, la creatura si blocca. La sua testa fatta di grate di ferro ruota di scatto verso la roccia dove si è rifugiato Shamàsh, attratta dall'eco di quel guscio di metallo che ha toccato la pietra. La fornace nel suo petto brilla di un rosso più vivo, emettendo un fischio di pressione surriscaldata. Kaelen vi lancia un'occhiata fulminea di profilo, sollevando tre dita della mano libera. Vi sta indicando i tre punti ciechi sui fianchi della macchina. Il cacciatore sblocca silenziosamente la lama mezza seghettata. Il fattore sorpresa è ancora dalla vostra parte, ma avete solo un istante prima che il costrutto inizi a bruciare l'area. @ Disposizione per lo scontro @ Tutti
  11. Un pesante silenzio cala sulla passerella di pietra, le guardie dell'Abbazia non abbassano i balestroni ma lo sguardo del vecchio sacerdote si fa incredibilmente acuto mentre soppesa le parole di Erika e Shage, muovendosi lentamente lungo il camminamento per studiarvi dall'alto... La postura fiera di Erika, che maschera la voce con impeccabile fermezza marziale, e l'eloquenza calibrata di Shage colpiscono nel segno, offrendo al prelato l'unica moneta preziosa in un momento di paranoia militare, ovvero una prova formale ed indiscutibile... A quel punto anche Akseli si fa avanti con estrema lentezza per non allarmare le sentinelle, mostrando la pergamena sigillata del Lord con movimenti calmi e ben visibili, offrendo la sua spiegazione accademica e rispettosa che cita esplicitamente Highmoon, Lord Ulath e il legame tra l'oscurità che vi perseguita e la minaccia drow... Sentire il nome del Lord e il riferimento a quelle forze occulte apre una visibile crepa nella rigidità del sacerdote... solleva una mano corazzata facendo un breve cenno ai balestrieri, che pur rimanendo in posizione allentano la tensione sui grilletti, e si sporge leggermente dalla passerella, fissando gli occhi prima sulla pergamena e poi sull'araldica del capitano: Un Dragone Purpureo del Cormyr, un bardo che viaggia sotto le insegne di Highmoon e parole che portano il peso dei dotti... tempi folli richiedono davvero strane alleanze... Fratello Joshua, cala il cesto dei messaggi alla corda est, prendete la pergamena dei viandanti... e che nessuno tocchi le armi finché non avrò spezzato quel sigillo di cera. Pochi istanti dopo, un piccolo cesto di vimini legato a una corda di canapa scivola lungo la pietra chiara della cinta muraria, dondolando a pochi metri da voi e dal cavallo di Vaulath, che sbuffa nervoso per il freddo... Mantenendo i movimenti calmi e controllati, posate il lasciapassare nel cesto, che viene recuperato rapidamente lassù, dove il sacerdote riceve il documento, rompe il sigillo con la punta di un pugnale ed esamina le righe scritte di pugno dal Lord... I suoi occhi scorrono il testo per lunghi secondi, confrontando la grafia e la cera con formule che evidentemente conosce fin troppo bene, e quando rialza lo sguardo la severità sul suo volto svanisce, sostituita da una cupa e profonda preoccupazione mentre osserva i vostri mantelli logorati dal gelo parassitario, comprendendo la gravità di ciò che Akseli ha appena accennato...Il sigillo è autentico, siete ciò che dite di essere e la parola del Lord non si discute, nemmeno quando le ombre strisciano tra i granai... chiedo venia per la mia durezza, capitano Vaardenberg, e a voi, mastro mago... ma Chauntea ci impone di proteggere il seme della vita con ogni mezzo quando i parassiti della notte assaltano il raccolto... Levate le sbarre! Aprite il portone della Casa del Raccolto e fate strada ai cavalli verso le stalle calde dell'ospizio! Con un sordo stridore di catene e il pesante scatto dei chiavistelli di ferro, i monumentali battenti di bronzo dell'Abbazia iniziano a ruotare verso l'interno, rivelando la monumentale tenuta fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato...oltre la soglia, l'aria profuma di fieno asciutto, legna bruciata e pane appena sfornato, un contrasto quasi violento con l'angoscia geometrica e il freddo innaturale che vi ha perseguitato lungo la Moonsea Ride. Mentre alcuni novizi accorrono per prendere le redini dei vostri cavalli da tiro, visibilmente rigidi e scossi dal viaggio, la figura imponente vista sulle mura scompare dal camminamento di guardia per scendere i gradini di pietra del cortile, venendovi incontro a piedi nudi sul selciato parzialmente ripulito dalla neve, incurante del freddo, avanzando con passo solenne... Da vicino, la sua armatura di piastre lucide mostra i graffi recenti di lame sottili, e il pesante martello d'arme che pende dalla sua cintura emana una debole aura di magia divina... L'uomo si ferma a pochi passi da voi, incrociando i polsi sul petto nel tipico saluto dei devoti di Chauntea, restituendovi il documento... Il mio nome è Fratello Derim Whiteshield, custode di questa Casa del Raccolto... le parole del Lord di Mistledale descrivono una minaccia insolita, ma ciò che ho sentito dalle vostre bocche, quello che vedo nei vostri occhi e il logorio che vi portate addosso parlano in modo ancora più chiaro... siete scampati a qualcosa che va ben oltre una semplice bufera invernale... le mie guardie vigileranno sui vostri animali, voi venite con me... troppo sangue è stato versato nei campi esterni a causa dei drow del Casato Jaelre, e se ciò che custodite ha a che fare con la corruzione che sta avvelenando questa terra, come il vostro mago ha giustamente intuito, dobbiamo parlarne dove le orecchie degli elfi scuri non possono arrivare... Fratello Derim vi fa strada attraverso il cortile, superando i granai blindati e i camminamenti presidiati dai balestrieri, conducendovi fino al cuore del massiccio edificio dell'ospizio... Superata una pesante porta di quercia rinforzata, l'eco della bufera svanisce del tutto e vi ritrovate in una sala privata dalle spesse mura di pietra chiara, dominata da un imponente camino in cui un grande ceppo di quercia brucia con vigore, diffondendo un calore intenso, vivo e rassicurante... I vostri mantelli iniziano finalmente a scongelarsi, gocciolando sul pavimento, mentre la morsa parassitaria che vi ha oppresso l'anima per due lunghi giorni comincia a cedere sotto i colpi del calore sacro del tempio... Il chierico si toglie il pesante mantello di lana, si siede stancamente su una panca di legno di fronte al focolare e vi indica i seggi vicini alla fiamma, fissando infine lo sguardo sui vostri bagagli, pronto a scoprire quale oscuro segreto vi ha spinti fin qui...Sedetevi e scaldatevi le ossa... ora, davanti a questo fuoco, raccontatemi ogni cosa... @ Tutti
  12. @L_Oscuro dovresti postare .
  13. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
  14. Freydis del clan dell'orso nero Io non ho mai creduto che avrebbe mantenuto la parola...ma di certo il villaggio non può imbarcarsi in una guerra contro gli uomini pesce è andata bene solo perchè noi eravamo qui , meglio a questo punto accordarsi... vedremo comunque quello che porteranno per riavere il corno , e speriamo che il re si faccia vedere...
  15. Maybelle Petit Non pensavo che i fantasmi potessero parlare...dico sapendo bene che è un campo a me ignoto... poi mi rivolgo al fantasma...Siamo dei cavalieri e come dice il mio compagno ti aiuteremo...
  16. Le tue parole cadono sul cerchio del fuoco come pietre pesanti, cariche di un'eco che non appartiene a questo secolo... l'anziano boscaiolo smette di borbottare, sollevando lo sguardo vitreo verso di te, mentre la donna interrompe del tutto il rammendo delle cinghie di cuoio, stringendo gli occhi nel tentativo di decifrare quei nomi incomprensibili... Vyshaantar... Miyeritar... suonano nella loro lingua come parole fatte di sassi e foglie secche, suoni persi in un passato di cui nessuno, tra la gente del popolo, conserva più nemmeno la leggenda... Quando tiri fuori il pezzo di legno intagliato a forma di falce di luna, confessando quel vuoto opprimente e parlando del silenzio del tuo dio come se fosse una presenza quotidiana, tra i presenti scende un silenzio denso, interrotto solo dallo scoppiettio della legna verde... per un uomo comune sentire la voce di un dio nella testa è il segno della follia o di una benedizione spaventosa, specialmente dopo che gli dèi hanno camminato nel fango della terra lasciando solo macerie... Il chierico vestito di stracci, tuttavia, non si ritrae... osserva il simbolo della luna con un rispetto profondo, quasi commosso, e un sorriso stanco ma sinceramente ospitale gli illumina il volto segnato... Se la tua spada è fedele alla giustizia di Corellon, Silyndor, allora non serve oro per viaggiare con noi... la pista è lunga e la brughiera non ha pietà dei solitari... dice il religioso, abbassando la testa con solennità prima di indicarti il corpo addormentato del fanciullo, avvicinati pure... la grazia dei Seldarine sarà anche distante, ma il Piangente accoglie ogni mano tesa a lenire il dolore... qualunque aiuto tu possa dare a questo piccolo è una benedizione... Ti sposti sulla paglia, avvicinandoti alle gambe del bambino... quando sfiori i lembi della coperta, avverti subito che non si tratta di una ferita comune... la carne intorno alle piaghe grigie è fredda, innaturale, e sotto la pelle i vasi sanguigni sembrano cristallizzati in minuscoli filamenti violacei... è l'impronta della magia selvaggia che ha deformato il tessuto della realtà, ma dentro di te, da qualche parte nei tuoi ricordi eterei, senti che quella distorsione sta reagendo con qualcosa di antico radicato nella terra... Mentre esamini il ragazzo, avverti lo sguardo della donna fisso su di te... ha ascoltato la tua domanda sulle comunità elfiche, e nei suoi occhi ibridi passa un'ombra di amara consapevolezza... si sporge in avanti, appoggiando i gomiti sulle ginocchia, e la sua voce scende di un tono per non farsi sentire oltre la palizzata... Comunità elfiche qui intorno? No, Silyndor... nell'Alta Brughiera non troverai templi splendenti o città del Popolo Gentilizio... i pochi elfi rimasti da queste parti si nascondono nel profondo del Bosco Nebbioso, a ovest, ma sono selvaggi... diffidenti... non amano gli umani e amano ancora meno chi viaggia con loro... la donna fa una breve pausa, lanciando un'occhiata d'intesa al chierico, prima di riprendere, se cerchi un sacerdote che sappia ancora leggere le stelle o che ricordi i vecchi dèi, la tua scommessa migliore è Secomber... c'è un vecchio quartiere lì, dove alcuni elfi si rifugiano prima di decidere se intraprendere la Grande Ritirata verso l'oceano... ed è proprio lì che siamo diretti... Il vento della brughiera torna a sferzare l'accampamento con un sibilo acuto, facendo oscillare i carri protettivi, mentre i lampi violacei nel cielo continuano a rischiarare la nebbia... la notte è appena iniziata, e per quanto ti senta debole e reciso dal tuo piano natio, per la prima volta dopo due mesi non sei più solo a guardare l'oscurità... @
  17. La donna interrompe per un istante il suo lavoro con i finimenti del cavallo, ti squadra con i suoi occhi acuti, notando il modo fiero in cui ti muovi anche nella stanchezza, e ti passa una scodella di legno consumata, colma di un brodo di radici caldo e dal sapore decisamente terroso. Forse tutte e due le cose, allora... un po' di storie e un po' di tregua, risponde la donna, accennando un sorriso tirato che accentua la strana asimmetria dei suoi tratti, così alieni per la tua memoria antica ma così tremendamente concreti nella realtà di oggi...le strade sicure? Straniero, non credo esista più una strada sicura tra qui e il Mare delle Stelle Cadute... se resti sulla pista principale verso Secomber, rischi solo di imbatterti nelle pattuglie dei mercenari che chiedono dazi inesistenti, o nei disperati che hanno perso la fattoria l'anno scorso e ora cercano solo qualcosa da mettere sotto i denti... ma se ti addentri troppo nella brughiera... beh, lì ci sono cose peggiori dei banditi... cose che la terra ha sputato fuori da quando il cielo ha iniziato a bruciare di quei lampi viola... A quelle parole, l'uomo anziano seduto sul tronco ha un sussulto visibile, stringe l'icona di legno al petto con nodosa ferocia, continuando a fissare le braci come se temesse che un demone possa uscirne da un momento all'altro per ghermirlo... La Magia Matta...sibila il vecchio, la voce ridotta a un sussurro tremante e spaventato, ha infettato le colline... ho visto le pietre sanguinare due lune fa... gli dèi ci hanno abbandonati a noi stessi, o peggio, ci hanno lasciato in mano a quel nuovo macellaio che siede sul trono dei morti... Cyric... che la sua ombra non ci trovi mai... Frena quella lingua, vecchio, o attirerai davvero la sfortuna su questo campo, lo interrompe bruscamente la donna, tornando a tirare i lacci di cuoio con un gesto secco, anche se un brivido di autentica inquietudine le attraversa lo sguardo all'udire quel nome. Nel frattempo, l'uomo avvolto nei paramenti logori termina di stringere l'ultima fascia intorno alla caviglia del ragazzino, che ora sembra aver smesso di tremare e si addormenta appoggiando la testa su un vecchio sacco di tela... il religioso si solleva faticosamente, pulendosi le mani piene di cenere e fango su uno straccio, prima di incrociare il tuo sguardo con una calma profonda, intrisa di una compassione laica che risuona stranamente con il tuo antico istinto celestiale. Non ringraziarci per così poco, fratello...dice l'uomo dei paramenti, avvicinandosi al fuoco e sedendosi non lontano da te, mentre sul suo petto il simbolo delle mani giunte con i polsi incatenati oscilla leggermente...in questi tempi di sofferenza, negare il fuoco a un viandante significa condannarlo...e il Piangente ci insegna che il dolore condiviso è l'unico modo per non perdere la nostra umanità...chiedevi del ragazzo , non è stata un'arma a ridurlo così... tre giorni fa la sua famiglia stava fuggendo dalle terre dell'est, hanno attraversato una gola dove l'aria odorava di uova marce e i fulmini viola colpivano la roccia senza fare rumore... una di quelle saette ha colpito il terreno a pochi passi da lui, non lo ha bruciato, ma le sue gambe si sono ricoperte di piaghe grigie e la carne ha iniziato a farsi fredda come il ghiaccio , i suoi genitori sono fuggiti terrorizzati, scambiandolo per un maledetto , lo abbiamo trovato noi lungo la pista, abbandonato a morire... Il chierico lancia uno sguardo carico di tristezza verso il cielo plumbeo, dove un altro lampo violaceo solca silenziosamente le nuvole basse sopra l'Alta Brughiera... La Trama è sfilacciata, straniero, è instabile, e noi mortali ne paghiamo il prezzo... ma tu non sembri un mercante, né un semplice fuggiasco... cerchi qualcosa in questa terra desolata, oltre a un rifugio per la notte?
  18. Vivienne Larksong Guardo Caelum pronto a balzare sulle spalle di Chand, poi mi volto verso Kaerith, annuendo convinta alle sue parole. Hai perfettamente ragione Kaerith , lasciare Caelum da solo là dentro è troppo pericoloso, soprattutto con quell'odore di fumo nell'aria...sussurro, stringendo la presa sul mio scudo...Mandare avanti anche Gib per un'avanscoperta furtiva è un'ottima idea , è piccolo, sa muoversi senza farsi notare ed entrambi possono darsi manforte...Chand, reggi bene Celum e poi aiuta a salire anche Gib , noi rimaniamo qui sotto a coprire le spalle e pronte a seguirli. poi prima che i due inizino la scalata, faccio un passo avanti e allungo le mani per sfiorare prima la spalla di Caelum e poi quella di Gib, sussurrando una preghiera breve e intensa , una tenue e calda luce argentea, il tocco della Signora d'Argento, avvolge per un istante i miei due compagni. La Signora d'Argento guidi i vostri passi e le vostre mani...aggiungo in tono solenne, mentre il potere divino infonde in loro una rinnovata prontezza...Ora andate, e fate attenzione. @ DM
  19. Dardan ha pubblicato una discussione in Discussioni in Oltre l'Oblio
    @Monkey77 Metti qui la scheda quando l'hai finita .
  20. Anno 1359 , 4 di Ches (inizio delle primavera) , confine nord dell'Alta Brughiera , Terre Centrali Occidentali Sono passati ormai due lunghi mesi da quando la tua prigione extradimensionale è andata in frantumi, scagliandoti senza pietà sul Piano Materiale...sessanta giorni di fango, fame costante e risposte disperatamente cercate nel silenzio assoluto e opprimente dei Seldarine. Per un essere millenario abituato alla purezza astrale di Arvandor, l’impatto con la carne è stato un trauma viscerale...hai dovuto imparare in fretta le spietate e rozze regole biologiche di questo nuovo Faerûn dominato dagli umani...hai provato per la prima volta il morso dello stomaco vuoto, il peso della gravità che affatica le gambe e la necessità di racimolare vestiti e monete di ferro per sopravvivere , sotto un pesante e ruvido mantello da viaggio, logorato dai rovi e dalla polvere delle strade, nascondi a fatica i tuoi lineamenti troppo fieri ed elfi, ma soprattutto quella debole e intermittente luminescenza argentea che ancora pulsa sotto la tua pelle , una cicatrice di luce sbiadita, ultimo ricordo del Ghaele che eri prima che il tuo cammino venisse spezzato. Il tuo vagabondare senza meta, guidato solo da frammenti di istinto e memorie perdute, ti ha spinto oggi nel cuore desolato dell'Alta Brughiera, lungo una vecchia pista commerciale battuta da carovane stremate , il cielo all'aperto è un'immensa volta plumbea, sferzata da un vento gelido che solleva banchi di nebbia umida dal terreno roccioso e spoglio , sopra di te, la coltre di nuvole non è normale , è perennemente striata da deboli, silenti e inquietanti bagliori violacei , non ci sono tuoni a seguire quei lampi magici, solo una palpabile tensione nell'aria, una vibrazione malata e instabile che sembra appestare e corrompere l'atmosfera stessa della brughiera. Nel tardo pomeriggio, mentre la debole luce solare cede definitivamente il passo a un crepuscolo grigio e nebbioso, incroci un punto di sosta fortificato all'aperto. Si tratta di una stazione di posta rudimentale, un rifugio di fortuna strappato alla terra selvaggia, protetto da palizzate di legno appuntite e da una fila di pesanti carri mercantili disposti a semicerchio per spezzare le raffiche del vento del nord. Al centro di questo spiazzo fangoso, un grande fuoco da campo arde con forza, sollevando scintille arancioni che danzano contro il cielo scuro. Attorno alle fiamme si trova un piccolo gruppo di viandanti. Nei tuoi due mesi di viaggio hai imparato a riconoscere quello sguardo , non mostrano alcuna ostilità immediata, ma i loro volti sono scavati da una stanchezza ancestrale e dalla profonda, paranoica diffidenza tipica di chi ha visto le fondamenta del mondo crollare sotto i propri piedi e sta cercando faticosamente, giorno dopo giorno, di rimettere insieme i pezzi della propria esistenza. Negli accampamenti precedenti, dividendo un pezzo di pane raffermo o ascoltando i sussurri spaventati della gente comune , hai iniziato a mettere insieme un mosaico confuso di questa nuova epoca. I popolani non conoscono la grande storia o i complotti dei re, ma parlano con terrore di un anno recente in cui il cielo è letteralmente caduto. Ti hanno raccontato, con gli occhi sbarrati, di come la magia stessa sia impazzita ovunque dopo la morte della vecchia Dea della Magia, creando zone di caos primordiale che chiamano Magia Matta, dove le mucche nascono deformi e le preghiere si spengono nel vuoto. Ti hanno sussurrato di Dei scesi in terra come giganti o mendicanti sanguinari, ridotti a combattere e morire nel fango come mortali , voci spaventate dicono che un dio della tirannia abbia rasato al suolo intere regioni e che i fiumi dell'ovest scorrano ancora neri e tossici perché intrisi del sangue di un dio dell'omicidio macellato su un ponte , per i contadini e i mercanti, i vecchi culti sono un ricordo confuso , ora tremano davanti a nomi nuovi come Cyric, un ex mercenario umano asceso al rango divino, e guardano con sospetto chiunque manifesti poteri insoliti , e la cosa più dolorosa per la tua memoria è stata scoprire che il Popolo Gentilizio, gli splendidi elfi che ricordavi dominare il continente, hanno quasi del tutto abbandonato queste terre in una Grande Ritirata verso un'isola leggendaria oltre l'oceano, lasciando il Faerun in mano alla caotica marea umana. Quando il rumore dei tuoi stivali pesanti sul terreno accidentato annuncia il tuo arrivo nel campo, interrompendo il sibilo del vento, tre figure sollevano lentamente lo sguardo stanco verso di te... Un uomo anziano, con le mani callose e nodose tipiche di un boscaiolo che ha speso la vita tra i boschi, tiene lo sguardo vitreo e fisso sulle braci calde. Le sue dita stringono convulsamente una rozza icona di legno protettiva, mentre le sue labbra continuano a muoversi senza sosta, borbottando preghiere silenziose e frammentate per scacciare gli spiriti della brughiera. Una giovane donna seduta su una cassa, intenta a rammendare con gesti precisi i finimenti di un cavallo da tiro. Guardandola, i tuoi sensi millenari subiscono un cortocircuito: i suoi tratti somatici sono un'assurdità biologica che non dovrebbe esistere. Ha le orecchie leggermente allungate e la grazia fiera dei Tel'Quessir (gli elfi), ma la sua corporatura è pesante, le spalle sono larghe e gli occhi riflettono la scintilla grezza, frettolosa e mortale tipica della stirpe umana. Ai tuoi tempi, l'unione tra il sangue elfico e quello dei primitivi umani era un concetto inconcepibile...eppure, lei è lì, una fusione vivente e impossibile di due mondi separati. Sotto i capelli spettinati dal vento, il suo sguardo è stanco ma acuto, vigile, affilato dal costante timore di imboscate da parte di quelle gilde di sciacalli e trafficanti che ora infestano le vie commerciali. Un uomo avvolto in paramenti religiosi logori, logorati dal viaggio e macchiati di cenere, porta sul petto il simbolo di una divinità legata al martirio e alla sopportazione del dolore. Si muove con una calma solenne e quasi ipnotica, concentrato interamente nel fasciare con bende pulite i piedi piagati e sanguinanti di un ragazzino spaventato, che trema vistosamente sotto una coperta troppo sottile. Nessuno di loro allunga la mano verso le impugnature delle armi o accenna a un gesto di sfida. In questo mondo ferito e convalescente, un viaggiatore solitario che cammina nel crepuscolo alla ricerca di calore non è una minaccia, è semplicemente la normalità quotidiana. La donna mezzelfa ti squadra per un lungo istante, poi, con la punta dello stivale infangato, sposta una balla di fieno umida, facendoti spontaneamente spazio vicino al cerchio di pietre roventi che delimita il fuoco. L'uomo con i paramenti religiosi interrompe per un attimo il suo lavoro e ti rivolge un silenzioso, dignitoso cenno di benvenuto con il capo. C'è posto vicino al fuoco, straniero...dice la donna, la sua voce resa roca e profonda dalle raffiche del vento della brughiera e dal fumo della legna verde...il freddo stasera morde più del solito e la nebbia densa che sale dai fiumi non promette nulla di buono per chi resta sulla pista. Siediti e scalda le ossa, se hai storie da spartire o se cerchi solo un po' di tregua da un cammino che sembra non avere fine. Ti ritrovi così a muovere i tuoi passi all'interno del cerchio di luce, sedendoti tra perfetti sconosciuti, all'aperto, protetto solo da assi di legno marcio .
  21. Benvenuto @Monkey77 in questa avventura in solitaria ☺️ Le regole per scrivere sul topic di gioco sono: - Si scrive in prima persona , niente presenze esterne che narrano o cose simili. - I dialoghi del personaggio vanno scritti in grassetto. - I pensieri del personaggio vanno scritti in blu . - Eventuali cose scritte dal personaggio (biglietti, lettere, ecc) vanno scritti in rosso. Spero che l'avventura risulti divertente e coinvolgente .
  22. L'acqua gelida vi investe rapidamente fino alle caviglie, trascinando fango e detriti, ma non c'è tempo per guardarsi indietro. Voltando definitivamente le spalle al fumo nero e alle macerie della fortezza che ormai non esiste più, imboccate di corsa l'apertura della roccia. Ripercorrete a ritroso lo stesso identico tunnel che avete usato all'andata per arrivare fin lì, lottando contro la pendenza e il fango instabile, mentre il rombo del fiume in piena rimbalza minaccioso dietro di voi lungo le pareti del corridoio di pietra. Emergete finalmente all'aperto, scombussolati e bagnati fino al midollo, ma tratti in salvo. Sopra di voi, il cielo notturno e la Luna vi accolgono, illuminando la vegetazione selvaggia all'esterno della grotta. Ad attendervi fuori dall'imboccatura del tunnel, seminascosta tra le fronde e l'oscurità della notte, c'è Briarrose , Al vedervi spuntare sani e salvi, e soprattutto al riconoscere le sue tre sorelle debilitate ma vive tra le braccia di Eryndor, Arkyn e Godluin, la creatura del bosco emerge dalle ombre del sottobosco. I suoi occhi si riempiono di profondo sollievo e si avvicina rapidamente, allungando le mani verso le sue compagne con immensa commozione. Prima di salutarvi e sparire nuovamente nel cuore protetto della foresta, Briarrose vi consegna cinque doni di straordinaria fattura magica come eterno segno di gratitudine. @ Tutti Sostenendovi a vicenda e muovendovi guardinghi nella boscaglia, riprendete la pista forestale fino a raggiungere l'accampamento: siete finalmente di nuovo alla carovana. Nei giorni successivi, i carri si rimettono in marcia lungo il sentiero principale. Il viaggio prosegue per miglia tra fango e foreste, costantemente sorvegliato da pattuglie a cavallo che difendono la pista da troll e bugbear, finché all'orizzonte non compare Crunrith l'Ultimo Cancello del Nord. La città sorge improvvisa come un pugno di pietra grigia contro il verde cupo dei boschi, schiacciata tra l'oscurità della Grande Selva d'Ombra e le Colline Frastagliate. Non è un luogo nato per la bellezza, ma per la sopravvivenza, lo stoccaggio e il profitto. Le sue spesse mura di tre metri sono annerite dal fumo dei bracieri sempre accesi per fendere la nebbia del nord e intervallate da massicce torri quadrate dotate di baliste. Superate il fossato asciutto pieno di pali appuntiti e passate sotto l'imponente Porta del Nord, dove sopra la saracinesca di ferro sventolano i vessilli dei veri padroni della città: il Mercante a Cavallo del Sindacato dei Carrettieri e il Triangolo con Tre Monete del Consorzio Minerario di Novdorad. Varcata la soglia, l'illusione di una classica città ducale svanisce. Crunrith vi accoglie con un dedalo logistico asfittico e verticale, saturo di odori forti: stallatico, ferro battuto, birra economica e pino bagnato. Lo spazio dentro le mura è prezioso e blindato, costringendo le abitazioni a innalzarsi strette e scure fino a tre o quattro piani, con massicce basi in granito grigio sormontate da strutture in pesante legname scuro impregnato di pece. Guardando in alto, quasi ogni tetto è rivestito da pesanti lastre di piombo per resistere agli incendi e alle infiltrazioni di creature volatili. Vi fate strada attraverso il Distretto dei Cortili, che occupa più della metà della città. Il terreno qui è una distesa di fango nero su cui camminate grazie a una griglia instabile di assi di legno marcescenti, che scricchiolano sotto i vostri passi sollevando spruzzi di melma gelida. Attorno a voi svettano i Grandi Magazzini, colossali fortezze in pietra senza finestre protette da portoni di ferro battuto, e i recinti delle stalle dove si accalcano più di duemila bestie da tiro: buoi del nord, cavalli da carico e persino enormi caproni di montagna addomesticati dai nani. Il rumore degli zoccoli, i grugniti e lo schioccare delle fruste dei carrettieri creano un frastuono incessante. Muovendovi tra guardie delle carovane armate fino ai denti, cercatori d'oro dai volti scavati e mercanti coperti di pellicce bagnate, l'odore dello stallatico cede il passo a quello di fumo di torba e grasso di montone arrostito. Spingete la pesante porta di rovere ed entrate nella taverna più grande e caotica del posto , la locanda "Al Corvo d'Oro", il cuore pulsante delle assunzioni dei mercenari e dei cercatori della "Febbre dell'Oro". Vi lasciate finalmente alle spalle il freddo della pista e l'aria pungente della città. Sotto lo sguardo attento di enormi Bugbear e mezzorchi civilizzati, che vigilano sulla folla a braccia conserte con le mazze ferrate ben in vista sulle spalle, vi accomodate attorno a un solido tavolo di legno per sciogliere i muscoli. Pochi istanti dopo, l'oste si avvicina al vostro tavolo, asciugandosi le mani ruvide su un grembiule logoro. Vi squadra brevemente, notando i vostri abiti segnati dal viaggio, e vi domanda con voce sbrigativa...Cosa vi servo da bere e da mangiare per rimettervi in sesto? @ Tutti
  23. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Kaelen abbassa lo sguardo sulla boccetta che Zarath gli ha lasciato. Le sue dita nodose si chiudono attorno al vetro con una presa salda. Un angolo della bocca si solleva in un mezzo sorriso ruvido, rispondendo alla franchezza dell'alchimista. La diffidenza ti terrà in vita più a lungo di qualsiasi medicina, erborista...dice Kaelen, con una voce che ha perso parte della sua originaria ostilità. E fai bene. In questo posto, chi sorride troppo spesso nasconde un cappio dietro la schiena. Il cacciatore fa un passo indietro, infilando i sali in una tasca interna del suo pesante pastrano. Poi, sposta lo sguardo fermo verso il resto del gruppo. Alza un sopracciglio quando viene menzionato il Porto di Scoria e gli scalpelli. Porto di Scoria, quindi. E volete spezzare le viti di questo mondo...commenta, lasciando andare un sospiro fumoso. Un briciolo di follia non vi manca. Se cercate gli scalpelli dei forgia-cenere, allora sapete già che non ve li regaleranno. Ma se c'è un'Ancora di Ferro che blocca le rotte o corrompe la zona, i problemi a quel porto saranno l'ultimo dei vostri pensieri se vi muovete alla cieca. Se siete pronti a partire adesso, tanto meglio. Il fumo nero si sta alzando dalle colline a est e la cenere cammina veloce oggi. Non vogliamo farci sorprendere allo scoperto quando il cielo deciderà di tossire. Kaelen raccoglie la sua borsa da viaggio e controlla i lacci della sua lama mezza seghettata, facendo cenno di seguirlo. Vi conduce rapidamente attraverso i quartieri più cupi e isolati della città, evitando le strade principali per non incappare nelle pattuglie. La meta è la Porta del Silenzio. Questo antico varco fortificato appare tetro, parzialmente in rovina e completamente deserto; l'aria qui è insolitamente fredda e le sentinelle evitano questa zona a quest'ora della notte. Con mossa esperta e senza fare il minimo rumore, il cacciatore sblocca il vecchio meccanismo della postierla. I battenti si aprono quel tanto che basta per farvi scivolare fuori, uno alla volta, nell'oscurità esterna. Superata la soglia della Porta del Silenzio, la parziale protezione cittadina svanisce e davanti a voi si srotola la desolazione dei Sentieri Morti. Il terreno sotto i vostri stivali diventa una crosta grigia di terra bruciata e scaglie di roccia porosa, da cui si levano pigri filamenti di vapore biancastro. L'aria punge la gola, satura di un odore acre che ricorda lo zolfo. Tenete il passo e non uscite dalla traccia battuta, dice Kaelen a voce bassa senza rallentare, indicando con un cenno del mento i cumuli di cenere scura che delimitano i bordi del sentiero fuori dalle mura. Sotto quel nevischio grigio la terra è fragile. Un passo falso e sprofondate in una sacca di gas termale prima ancora di poter gridare. Vi guiderò io attraverso i Sentieri Morti. Ma una volta arrivati al porto, dovrete spiegarmi meglio cosa intendete fare... La marcia prosegue nel silenzio più totale per quasi due ore. La Porta del Silenzio e le imponenti mura della città sono ormai un ricordo lontano, completamente inghiottite dalla fitta nebbia sulfurea alle vostre spalle. Il paesaggio attorno si è trasformato in una distesa infinita di dune grigie e scheletri di alberi pietrificati, dove l'unico rumore è il gemito costante del vento. Il Porto di Scoria è ancora lontanissimo, separato da giorni di cammino e nascosto ben oltre la linea frastagliata delle colline all'orizzonte. All'improvviso, Kaelen si ferma di colpo. Si accovaccia sulla crosta di roccia porosa, piantando una mano guantata a terra per percepire le vibrazioni del suolo. Resta immobile per qualche secondo, con gli occhi ridotti a due fessure mentre scruta l'orizzonte mobile verso est. Il cacciatore punta il dito nodoso verso una gola rocciosa a qualche centinaio di metri di distanza, parzialmente nascosta dai fumi caldi. Attraverso le folate di cenere, si nota una strana distorsione nella nebbia: una colonna di fumo denso che si muove controvento, accompagnata da un rumore ritmico, pesante e metallico, che fa tremare debolmente i sassi sul terreno. Qualcosa di massiccio si sta spostando in questa direzione, approfittando della scarsa visibilità dei Sentieri Morti. Kaelen si volta verso il gruppo, lo sguardo teso e la mano che corre rapida all'impugnatura della sua lama mezza seghettata. Siamo troppo lontani dalle mura per tornare indietro e troppo allo scoperto per correre...dice a voce bassa, riducendo il tono a un sussurro per non farsi sentire dal vento. Sta arrivando qualcosa dalle colline qui davanti. Trovate un riparo dietro questi blocchi di pietra e preparate le armi. Se siamo fortunati ci passerà accanto. Se non lo siamo... beh, vedremo subito se sapete colpire dove fa male. @ Tutti
  24. Man mano che vi avvicinate, la massiccia tenuta dell'Abbazia del Fascio Dorato rivela tutta la sua imponenza, ma anche i segni evidenti di un recente stato d'assedio. Non si tratta di un semplice monastero, ma di una monumentale comunità agricola fortificata che si estende per tre miglia quadrate nel cuore di Mistledale. Le alte mura perimetrali in pietra chiara, pensate originariamente per tenere lontane le bestie selvatiche dai dodici immensi campi e dai leggendari granai della Grande Madre, si presentano pesantemente presidiate. L'angoscia che vi ha logorato durante i due giorni di viaggio si acuisce quando lo sguardo cade sui campi innevati che circondano il perimetro esterno. Notate immediatamente che diversi capanni per gli attrezzi sono ridotti a cumuli di cenere nera ancora fumante, e le palizzate di legno che proteggono i raccolti portano i segni inequivocabili di un brutale assalto notturno: frecce corte dalle piume scure conficcate nei pali e lunghe lance dalla punta uncinata abbandonate nella neve. Decine di fratelli laici e novizi sono curvi sulla terra ghiacciata, intenti a spalare la neve e a raccogliere in fretta quel che resta del foraggio prima che vada perduto, ma lavorano sotto la stretta e nervosa supervisione di chierici in armatura che imbracciano scudi di legno e pesanti mazze d'arme. Il silenzio tra i lavoratori è assoluto, spezzato solo dai comandi secchi dei guardiani. Quando i vostri cavalli passano vicino a un gruppo di contadini, questi sussultano visibilmente, stringendo i forconi e lanciandovi occhiate cariche di terrore prima di tornare a testa bassa sul terreno. La paura è palpabile, l'intera area è disposta secondo una rigida disciplina militare. Vi portate infine di fronte al monumentale portone principale dell'Abbazia, sopra il quale spicca la vistosa effigie in bronzo di un fascio di grano dorato. I massicci battenti di legno sono serrati e sprangati. Dalla passerella che sovrasta le mura perimetrali, ben tre sentinelle in cotta di maglia imbracciano pesanti balestroni da fortezza, e le punte dei dardi di ferro sono già puntate senza esitazione verso il basso, dritte sui vostri petti. Una figura anziana e imponente si sporge dal camminamento di guardia. È avvolta in un pesante mantello di lana grezza sopra una solida armatura di piastre lucide che riflette la luce pallida del sole. I suoi capelli corti e la barba sono bianchi come la neve di Mistledale, ma i suoi occhi, seppur stanchi e segnati dalle rughe, sprizzano una fermezza d'acciaio. Dal rispetto con cui le guardie si scostano al suo passaggio, capite di essere di fronte a una delle massime autorità religiose della struttura. Il sacerdote vi scruta dall'alto, studiando l'incredibile stato di affaticamento dei vostri cavalli , i mantelli consumati dal viaggio e l'espressione tesa e stravolta sui vostri volti. La sua voce, solitamente nota per essere pacata, risuona ferma e carica di un’intransigenza assoluta che rompe il silenzio della vallata. Fermatevi dove siete, viandanti! E non fate un solo passo verso le armi! I drow del Casato Jaelre hanno spezzato la pace di Mistledale. Hanno assaltato le nostre terre esterne solo due notti fa, strisciando fuori dalle ombre di Cormanthor, e sappiamo che usano spie e mercenari di superficie per indebolire le nostre difese prima di colpire di nuovo. La Casa del Raccolto non aprirà le sue porte a potenziali traditori o a viandanti senza nome. Identificatevi immediatamente e dichiarate la vostra esatta provenienza prima che i miei balestrieri ricevano l'ordine di fare fuoco. @ Tutti

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