Jax le parole di Maelira mi fanno sorridere, la purezza del cuore della ragazza è solo paragonabile alla sua ingenuità, la pedina perfetta del bene superiore, ma non voglio fare polemica, aspetto le parole di Rigby che non tardano ad arrivare. Il fatto che un uomo della sua saggezza e del suo calibro non mi chiuda la porta in faccia, ma anzi mi offra una chiave per il mondo dei sogni, mi fa raddrizzare la schiena. La stanchezza sembra svanire per un istante. Accetto, Saggio Rigby, rispondo, la voce ferma, spogliata della solita arroganza. E comprendo i vostri timori. Avete la mia parola: non le rivelerò nulla dei nostri piani, né di dove si trova ora il libro. Non le darò armi. Le darò solo... delle scelte. I pensieri girano velocemente, una cosa dopo l'altra viene costruita nella mia mente, faccio un passo avanti, guardando non solo la nostra guida, ma anche Maelira, Gretchen e Rasziros, cercando di far capire loro che ho un piano preciso in mente e che non sto agendo in preda a un delirio adolescenziale. Nel mondo dei sogni, l'ambiente sarà neutrale. Nessuna fortezza, nessun campo di battaglia. Solo una radura tranquilla, illuminata dalla luna. Lì, posso creare cose amplificando il mio retaggio, intendo presentarle tre doni simbolici. Tre costrutti spirituali. Alzo tre dita, elencandoli con calma. Primo: un fiore. Ma non uno normale. Sarà un fiore le cui scaglie e petali sono formati dai frammenti del ciondolo di vetro verde che ha infranto per fuggire. Voglio dimostrarle che non ho buttato via i suoi frammenti, e che anche dal suo passato spezzato può nascere qualcosa di bello. Abbasso un dito. Secondo: un libro. Il riflesso opposto del tomo oscuro che le abbiamo portato via. Sarà un diario immacolato, con le pagine completamente bianche. Iuz le ha sempre dettato cosa scrivere della sua vita, marchiandole persino il volto. Io voglio offrirle una pagina vuota. La libertà del libero arbitrio. Sarà lei a scrivere quello che sarà. Mi fermo un istante, esitando, consapevole che l'ultima parte è la più difficile, la più rischiosa. Guardo dritto negli occhi Rigby. Il terzo dono... è una cura. Ma ha un prezzo altissimo. Prendo un respiro profondo. Plasmerò dal mio sangue una piccola creatura, una sorta di sanguisuga. Se lei lo vorrà, questa creatura si nutrirà dell'oscurità, del trauma e del veleno che le infesta l'anima. Lascio che il peso delle mie parole sedimenti nella stanza. Ma non sono uno sprovveduto, Rigby. Queste cosa non è detto che sia una cura veloce, così come non è detto che quel male, quell'odio concentrato, non svanirà nel nulla. Potrebbe mutare. Potrebbe diventare qualcosa di diverso, non più Althea, non più Jax. Potrebbe generare un abominio. Un mostro che, un giorno, noi potremmo essere costretti a cacciare e distruggere. Abbasso la mano, la mia espressione è una maschera di risoluta determinazione. Riguardo i miei compagni e Rigby Siete con me?