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Dragons´ Lair

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Descrizione della gilda

Il mondo è ampio e per la maggior parte inesplorato. Antichi segreti e collegamenti inaspettati possono modificare in qualunque momento il corso degli eventi. Tutto è in divenire.

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Jebeddo approfitta dell'incertezza della giovane guardia e prova a persuaderla "Non sei colpevole di questa situazione, e non ce l'abbiamo con te. Un Ferus è stato liberato dal Rappresentante, è lui il nostro e tuo nemico, e va fermato." Dice a voce molto alta per chiarire alla guardia, e ai suoi amici, qual è la via da seguire. Si tiene comunque pronto a reazioni nel caso venisse attaccato Se un attacco dovesse colpire Jebeddo lancia scudo come reazione
  2. La vecchia guardia accecata si muove in maniera inconsulta, spaventata dalla cecità, e per un fortuito capriccio della fortuna evita il primo colpo del tiefling, la cui lama scivola appena sopra la sua testa. Il secondo colpo però va a segno, ferendo il braccio dell'avversario. 3+7=10 manca. Il primo era un 2 sul dado 😅 17+7 colpisce con un ottimo 7+4=11 danni Il più giovane delle guardie non sembra capire quello che sta succedendo. È terrorizzato dal suono proveniente dalla cantina e sicuramente preoccupato della palese inferiorità numerica e tattica. Esita, mantenendo la guardia per difendersi da eventuali attacchi e continuando a spostare lo sguardo da uno all'altro dei suoi avversari.
  3. Keidros digrigna i denti per il dolore ma risponde all'attacco della guardia colpendolo con lo stocco 2 attacchi con vantaggio txc +7 e 1d8+4 danni "Nessun essere vivente dovrebbe sostenere la causa dei Ferus" urla, decisamente irato
  4. Il miliziano più anziano sicuramente non vuole trattare con gli stranieri e, alabarda in pugno, decide di attaccare il più vicino, Keidros. L'alabarda va incontro al tiefling lanciato contro le guardie, trovando un varco nella sua difesa e piantandosi profondamente sotto la spalla destra. Eldon subito richiama il potere della divinità, pregando che possa punire i ciechi occhi di chi a lei si oppone. E così la vecchia guardia perde magicamente la vista, con un urlo di terrore che si alza dalla sua gola. L'elfa decide di occuparsi della porta alle spalle. La chiude e tenta di sbarrarla con una panca. 8 danni a Keidros se non ci sono reazioni che non ho considerato. Eldon con cecità acceca la guardia vecchia G1. Iniziativa: G1, Eldon, Eulith, Keidros, G2, Jebbeddo (1 sul dado)
  5. L'espressione sogghignante della guardia non fa altro che aumentare la rabbia di Keidros "Siamo qui per porre fine a questo abominio, e ripulire questo posto!essere in combutta coi Ferus va punito con la morte!" Jebeddo non ha praticamente il tempo di mediare "Unitevi a noi per combattere il male.." vorrebbe provare a convincere le guardie ma Keidros si sta già lanciando contro il miliziano
  6. Il gruppo si ritrova nel palazzo del Rappresentante, proprio in fondo a quelle scale che una guardia aveva preso una volta terminato il confronto con loro. Le salgono fino a trovarsi nell'ampio salone e trovano i due miliziani che, stupiti, stanno loro venendo incontro. "Che diavolo ci fate qui voi?" Chiede quello più anziano, con fare minaccioso, brandendo l'alabarda. Un nuovo verso terribile emerge dai sotterranei. La più giovane delle guardie spaventata estrae la spada, mentre l'altra sogghigna. "Pensavate di sfuggire al dio del mare?"
  7. "Dovrebbero combattere con noi, non contro di noi. Maledetti" Keidros non riesce a trattenersi "proviamo a prenderli di sorpresa, non si saranno ancora organizzati" va verso la porta e la apre
  8. Appena il gruppo si muove su dalle scale la creatura emette nuovamente il terribile suono sentito poco prima. Si lasciano alle spalle il magazzino correndo su per i gradini che terminano in una stanza piccola e senza finestre, costruita in blocchi di pietra scura e con una porta in legno borchiato a chiuderla. Dall'altro lato si sento un pò di rumore. Eldon che deve aver afferrato qualche parola dice: "Le guardie ci hanno sentito, stanno arrivando."
  9. Mentre procedono nel lavoro di smantellamento della barricata Jebeddo si chiede ripetutamente come mai l'uomo si fosse chiuso dentro. La voce di Eulith lo fa quasi trasalire. Keidros, quasi più spaventato dall'assenza di rabbia nella voce e preoccupato di aver sbagliato ad uccidere l'uomo non ci pensa un attimo "Via via via via!!!su per le scale, cerchiamo di seminarlo.. potrebbe essere un nemico oltre la nostra portata.. può essere che l'uomo lo stesse vincolando!!!" Jebeddo scuote la testa ma si affretta a seguire il consiglio dell'amico
  10. La porta della stanza è barricata. L'uomo freddato da Keidros aveva deciso di chiudersi all'interno del magazzino bloccandone l'accesso con un grosso trave e con mobili e barili accatastati davanti. Ci vuole qualche minuto per smantellare la barricata improvvisata. Rimosso l'ultimo impedimento, Jebbeddo apre la porta e si lancia su per le scale che si rivelano essere dall'altra parte proprio quando, nella stanza, sgusciano due grossi tentacoli bluastri: un ferus marino mostruoso si sta facendo faticosamente strada nello stretto cunicolo. "Che diavolo è quello?" dice Eulith, spaventata tanto da esserne quasi affascinata. Intanto nella mente di Keidros risuona la terribile voce, anche se non c'è la rabbia che ha percepito prima, ma solo stupore e curiosità: "Hai ucciso il focus dell'Arca. Mi hai liberato. Il patto è sciolto ma il potere rimane, non appartengo più al vuoto. Tu invece dovrai tornarci. "
  11. Jebeddo non ha neanche il tempo di fare un cenno di ringraziamento ad Eulith che l'orribile verso riecheggia nella sala "Ti giuro che se è quella creatura che abbiamo risparmiato perché incatenata e inoffensiva ne sentirai delle belle, gnomo curioso!" Esplode di rabbia Keidros, evidentemente non pago del sangue versato "Cerchiamo di muoverci verso un'uscita, per Hatreyus!" Keidros si muove rapidamente verso la porta per aprirla
  12. L'uomo a terra si dissangua, impassibile. L'unica azione che sembra voler fare è continuare a rompere le formelle, anche se le forze lo stanno abbandonando. Infine le ultime gocce di sangue sgorgano dal suo corpo e muore, senza un lamento. Jebbeddo, aiutato dai suoi compagni, libera il tappeto dal cadavere e lo scuote, liberandolo dai cocci e dalle formelle. "È bello pesante, gnomo." Dice l'elfa. "Lo prendo io, ma dovrete tenere il mio passo, sarò parecchio ingombrata." "Io prendo questa statuetta." Dice Eldon. "Sembra l'unica mezza intatta. Magari può tornarci utile." È un mostro molto simile a quello che ha attaccato le barche in mattinata, con tentacoli, occhi, squame. Mentre stanno parlando del da farsi, un verso agghiacciante arriva dai cunicoli che hanno attraversato da non molto.
  13. "Non avrebbe parlato, e spero muoia molto lentamente" è la gelida risposta del tiefling mentre guarda l'uomo agonizzante senza alcuna pietà Jebeddo, anche se con un lieve senso di rammarico per l'uccisione di quello che sembrava un inerme, si avvicina al tappeto e prova a prenderlo "Il tappeto, salviamo il tappeto..i suoi simboli possono essere importanti, speriamo che il sangue non lo rovini!"
  14. L'uomo quasi non reagisce. La lama affilata lo perfora in pieno petto, dall'alto in basso, uscendo dalla schiena con un suono viscido. Solo allora la figura a terra si rende conto dei presenti. Solleva lo sguardo, uno sguardo vuoto, senza emozioni, assente. Keidros estrae la lama, schizzando sangue scuro sul tappeto, che lo assorbe immediatamente come se andasse ad aggiungere dettagli alla sua trama piena di strani simboli sconosciuti. Eulith ed Eldon provano a tenere il tiefling, dicendo che forse possono chiedere qualcosa a quell'uomo per saperne di più. Ma la ferita è grave, la figura di accascia, senza un gemito, sempre con lo sguardo vuoto. Il respiro inizia ad affrettarsi mentre il sangue continua a fuoriuscire dalle ferite ed essere assorbito dal tappeto.
  15. Jebeddo resta esterrefatto dalla scena, sovrastato dai ricordi e, suo malgrado, dalla curiosità verso questo blasfemo rituale..perde anche un paio di secondi nel valutare l'idea di portare il tappeto agli archivisti. Secondi fatali. Subito dietro di lui entra Keidros; lui non ha vissuto quella terribile nottata a Baldur's Gate, ma i racconti di Jebeddo a riguardo sono stati molto esaustivi. Senza aspettare un secondo il tiefling si scaraventa sull'uomo, attaccandolo con lo stocco
  16. Dall'altra parte si trovano in un secondo magazzino, o cantina. Attualmente tutto è stato rimosso e accatastato alle pareti di questo grande stanzone dal soffitto basso. Al centro un grande tappeto è stato steso a terra. A Jebbeddo si gela il sangue: ricorda bene un tappeto come quello, anni fa, a Baldur's Gate, poco prima che il Cerchio di Vuoto inghiottisse mezza città. Al centro di quel tappeto c'è un uomo inginocchiato nudo dalla cintola in su, girato di spalle. Ha la testa rasata e alcune ferite da poco rimarginate su tutto il busto, strane e di diversa gravità. L'uomo ha una pila di cocci davanti a sè e un paio di piccole statuette di argilla ancora integre al suo fianco. Sta cantilenando una strana nenia in una lingua sconosciuta e, ritmicamente, sta riducendo i cocci in pezzi sempre più piccoli. Proprio in quel momento prende una di quelle formelle e le dà il primo colpo, incrinandola. Non sembra essere disturbato dall'ingresso del gruppo.
  17. "Meglio" ringhia Keidros "vuol dire che possiamo andare solo avanti" Jebeddo osserva i compagni per un istante e prende coraggio "D'accordo, comunque qui non possiamo stare, vediamo cosa ci attende". E apre la porta
  18. Lo gnomo si avvicina alla porta chiusa e distingue meglio i rumori che provengono dall'altra parte: qualcuno sta mormorando parole incomprensibili e sta ritmicamente colpendo qualcosa di ceramica o terracotta, riducendolo in frantumi con cadenza regolare. E' impossibile che chi è dall'altra parte non abbia sentito lo scambio di battute che c'è stato tra Keidros e gli altri, ma questo non sembra averlo distratto dal suo compito. La porta non è chiusa a chiave, non ha serrature o blocchi, ma è solo appoggiata allo stipite. Intanto Eldon controlla ancora una volta i funghi. "Se cerchiamo vie di fuga ne abbiamo appena persa un'altra. Il secondo fungo si è chiuso."
  19. "Se c'è una persona di cui ti puoi fidare contro i Ferus sono io, guerriera" taglia corto Keidros, un po' piccato. Jebeddo come al solito è più specifico "Il suo patrono è un Antico che contrasta queste creature e le aberrazioni che le guidano, e abbiamo già avuto contatti con le creature dell'Oltre.. può fidarsi di noi e risponderemo a tutte le sue curiosità. Ma ora pensiamo ad abbattere i nostri nemici. Keidros,a stare qui dentro rischiamo di fare la fine del topo. Usciamo e cerchiamo una migliore location e una possibile via di fuga. Se questa creatura porta rinforzi dobbiamo essere pronti a tutto" Jebeddo si avvicina alla porta e cerca di percepire quanti e quali rumori vengano da fuori
  20. Eldon, che ben conosce il tiefling, non è troppo stupito da queste nuove informazioni. Ma l'elfa sembra molto preoccupata. "Un ferus sta arrivando qui? Allora la serpe in seno a questo villaggio si sta per rivelare. Ma questa tua connessione con le creature del vuoto mi spaventa, tiefling. Una volta finita questa storia sarà meglio tu abbia una spiegazione accettabile per tutto questo."
  21. "Dico benissimo" esordisce il tiefling. Sa bene che Jebeddo ed Eldon capiscono il significato della frase ma si sente comunque in dovere di spiegare, anche per rispetto ad Eulith "Non so bene come e perché, ma c'è un Ferus o qualcosa del genere nei dintorni.. vincolato, o potenziato attraverso qualche oscuro rituale. Io l'ho percepito, e lui ha percepito me. Verrà a cercarmi, tenetevi pronti; abbiamo il vantaggio che ignora la vostra presenza, possiamo imboscarlo se siete pronti " Jebeddo annuisce
  22. Avvicinandosi alla creatura Keidros ne percepisce l'afflizione. La sua mente si mescola a quella dello strano ibrido come è già successo con le uova e con i ferus; ma la voce è spezzata, soffocata e piena di umana sofferenza, qualcosa del tutto assente nelle precedenti esperienze. L'ibrido chiede solo un atto di pietà, che tutto cessi: il dolore, la paura, la solitudine. Eldon ed Eulith non aggiungono una parola e seguono cauti Jebbeddo. Le scale salgono a spirale per alcuni metri. A quanto pare questo piano interrato è molto più in basso rispetto al palazzo. Sulla sommità una botola aperta li conduce a quello che sembra un magazzino: casse, barili, sacchi sono accatastati alle pareti. Più avanti una porta conduce ad un altro spazio dal quale provengono un sommesso vociare e strani suoni ritmici. Keidros sente qualcosa: non un ferus, non la sua voce o la sua presenza vera e propria, ma un collegamento ad uno di essi, qualcosa che lo vincola attraverso un patto oscuro e al tempo stesso lo rende più potente, accrescendone la forza e la consapevolezza. All'improvviso gli occhi neri del ferus vincolato gli appaiono nella mente. Keidros può vederlo, nel buio delle profondità marine. Ma anche il ferus ora può vedere il tiefling. Stupore, poi timore e folle rabbia esplodono nella creatura che, Keidros lo sa, parte subito alla sua ricerca.
  23. Keidros fa qualche passo indietro ed entra nella cella, stupito dal fatto che per la prima volta nella sua vita Jebeddo sia senza parole e già appena si avvicina al suo amico si rende conto dello spettacolo raccapricciante "Mack'Zhra!abominio.. dobbiamo epurare e cancellare dalla memoria i pazzi che osano controvertire l'ordine della creazione" A Jebeddo serve qualche altro istante per riprendersi "Non potresti avere più ragione..anche se la nostra missione era solo esplorativa direi che abbiamo visto ben più di quanto sia sostenibile. Possiamo considerare nostre azioni da questo momento giustificate oltre ogni limite anche dagli Archivisti. Madam Eulith, suo malgrado è testimone di quanto queste menti contorte lavorino per l'estinzione. Cerchiamo di strappare le informazioni e vediamo di chiudere la vicenda" Lasciando la creatura incatenata esce dalla cella e si avvia per le scale
  24. L'elfa prova a fermare Jebbeddo che però è più rapido e riesce ad entrare nella cella prima che lei possa fermarlo. Lo gnomo solleva il telo, pronto a dare soccorso a chi si trova là sotto, ma quello che vede lo lascia impietrito, senza parole. Eldon è subito al suo fianco, anche lui pronto ad aiutare, ma quasi le gambe gli cedono a quello che viene rivelato essere adagiato sul tavolo. La creatura è una orribile e folle fusione di due esistenze estranee tra loro, quella di un umano, forse una donna, e quello di un ferus marino. La pelle è di un malato colore che vira tra il rosa scuro, al viola cianotico, ovunque striato da vene blu scuro. La testa, oblunga come quella di un polpo, ha un viso quasi umano ma con occhi ciechi, bianchi e lattiginosi, una naso quasi assente, come due buchi scuri al centro del volto, e una bocca senza labbra e senza denti, aperta in un gemito di dolore. Più in basso il corpo, se possibile, è ancora più terrificante. Le braccia sono ridotte a due moncherini simili a pinne atrofiche, due grandi tagli si aprono nel petto, con barbigli blu chiari che vibrano a ogni respiro, simili a branchie mostruose. Un ventre prominente è ciò che rigonfiava il telo: è traslucido tanto che al suo interno si possono vedere gli organi mouoversi regolarmente. Ancora più in basso, otto escrescenze viscide si allungano dalla parte bassa della creatura, molli e affusolate, disgustose alla vista. "Gli dei abbiano pietà di noi!" Sussurra Eulith con gli occhi sgranati pieni di terrore.
  25. Appena sente la reazione della creatura incarcerata Jebeddo si precipita nella cella, nel tentativo di aiutarla e liberarla

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