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Descrizione della gilda

Il mondo è ampio e per la maggior parte inesplorato. Antichi segreti e collegamenti inaspettati possono modificare in qualunque momento il corso degli eventi. Tutto è in divenire.

Cosa c'è di nuovo in questa gilda

  1. Il gruppo si allontana insieme a molti soccorritori che ormai hanno terminato i loro compiti. Dopo una rinfrescata, che non toglie in alcun modo l'odore di bruciacchiato dalle narici, i tre si ritrovano nella sala comune della locanda, gremita. Tutti discutono dei recenti avvenimenti: c'è chi è terribilmente abbattuto, chi spaventato, chi addirittura elettrizzato all'idea dei cambiamenti che avverranno. Tra poco si terrà l'assemblea, ma molti si sono dati appuntamento qui per discutere davanti a un boccale.
  2. Keidros si massaggia ripetutamente le braccia, stanche dal continuo riempire e portare secchi. Ma trova comunque il tempo per dire di tutto a Jebeddo e alla sua irresponsabilità "..la curiosità uccise il gatto, dicono dalle mie parti, ma credo che la curiosità ucciderà lo gnomo!" conclude irato. Lo gnomo tiene la testa china, ma Keidros sa che non si è sicuramente pentito di aver preso quei rischi. Infatti dopo qualche secondo di silenzio parla di altro "L'incendio non è partito dal focolare, che per altro ipotizzo dovesse essere spento. Possiamo immaginare ci siano altri cultisti, e che volevano impedirci di vedere qualcosa. Che dite, andiamo a darci una pulita prima della riunione serale?" Keidros nonostante continui a scuotere la testa approva, suo malgrado
  3. Jebbeddo rischia grosso: sta per avanzare quando un grosso trave infuocato si stacca e cade di fronte a lui. La strada ora è sbarrata dalle fiamme e costringe lo gnomo ad uscire. Fuori i soccorritori proseguono nei loro sforzi per limitare i danni. Le case vicine sono state quasi smontate per evitare che il fuoco si propaghi nel villaggio. L'abitazione del cultista è data per spacciata e tutto si concentra sul proteggere la comunità. In un paio di ore l'incendio poi è consumato e della casa del cultista restano pochi bassi muretti di pietra. Tutti sono stanchi e sporchi di fuliggine, le strade trasformate in pantano, il morale basso.
  4. Deciso a fare un tentativo prima di scappare dalla casa Jebeddo prova a vedere se trova qualche oggetto o indizio utile alla causa, e cerca di memorizzare le pareti più colpite dalle fiamme, per poter indirizzare meglio coloro che si stanno impegnando a spegnere il fuoco
  5. Jebbeddo entra nella casa e viene immediatamente avvolto da un'ondata di calore soffocante. Il fumo denso gli brucia gli occhi e gli impedisce di vedere troppo all'interno della casa, ma a quanto gli sembra di capire con il primo sguardo è che il punto dal quale sono divampate le fiamme è ben lontano dal focolare. Forse una lampada caduta? Il fuoco intanto ha già aggredito tutta la parete opposta alla porta e parte del soffitto. Le fiamme sono state parzialmente placate dall'incantesimo di Eldon ma stanno rapidamente riacquistando vigore, il loro crepitio che quasi copre le urla di Keidros verso il suo amico.
  6. Jebeddo sembra intenzionato ad andare a dare una mano a Keidros, ma non prima di aver fatto un rapido tentativo di entrare. Versa il contenuto dell'oltre su un pezzo di stoffa che usa per coprire bocca e naso, e fa un passo all'interno della casa. Mentre Keidros gli urla di tutto.
  7. Jebbeddo si avvicina porta dell'abitazione: denso fumo grigio arrossa gli occhi e fa tossire, mentre le prime fiamme si avvicinano alla porta. Può provare ad entrare, ma la temperatura dentro è quasi insopportabile e il rischio molto elevato. Eldon intanto coglie il saggio suggerimento del Tiefling e si avvicina all'abitazione per capire dove sarebbe più di effetto evocare una considerevole quantità di acqua. Dopo poco alza il simbolo sacro, recitando una breve preghiera, e uno scroscio d'acqua placa parzialmente l'incendio. La casa è ancora sotto assedio delle fiamme ma l'aiuto dell'halfling darà sicuramente tempo agli altri di mettere in sicurezza le case vicine. Intanto Keidros aiuta il passamano dei locali che, attrezzati, recuperano secchi di acqua salata tramite gli argani.
  8. Jebeddo si allarma subito "presto presto!..aiutiamoli!.. dell'acqua!!!!" esclama, insieme a parole in gnomesco che hanno tutta l'aria di essere espressioni volgari o blasfeme. Nel frattempo inizia a correre verso la casa, col sicuro intento di entrarci. "La fa facile, dove la troviamo l'acqua?..puoi crearla, Eldon?..un giorno o l'altro quel pazzo ci resterà secco, solo per seguire un indizio o per curiosità" Keidros inizia a rimboccarsi le maniche, per provare ad essere d'aiuto alla popolazione
  9. Il gruppo si dirige verso la casa della guardia rivelatasi un cultista. Mentre si avvicinano, sentono trambusto e urla. Affrettano il passo e trovano un gruppo di abitanti trafelati che tentano di spegnere con mezzi di fortuna un incendio divampato in una abitazione, proprio quella dove si stavano dirigendo Jebbeddo e gli altri. Il fuoco sta già divorando il piano inferiore e si propaga in fretta verso l'alto. Due uomini stanno smontando il tetto di legno e paglia delle case vicino mentre altri buttano secchi di terriccio e acqua sulle fiamme.
  10. Keidros approva subito l'idea delle guardie e inizia a strattonare Jebeddo per portarlo fuori dalla casa. Lo gnomo ha giusto il tempo di afferrare un paio di amuleti mentre viene praticamente spinto fuori da Keidros "va bene, andiamo.. stupido tiefling.." borbotta mentre si appresta a seguire le guardie
  11. La ricerca prosegue ma non si trova altro nell'abitazione, se non una scarsella con qualche moneta di rame e argento e altri oggetti d'uso comune e nessun valore. Eldon suggerisce di portare via qualche manufatto, per mostrarlo agli Archivisti, mentre le guardie propongono di andare verso l'altra abitazione.
  12. Jebeddo annuisce alle parole delle guardie e di Eldon, mentre cerca di fare memoria locale delle volte che si sono imbattuti in quel simbolo, per cercare analogie tra le cose "probabilmente una versione distorta degli amuleti tipici della tradizione, tenuti ben nascosti.. chissà se ce ne sono altri sulle imbarcazioni degli abitanti" Keidros intanto continua a frugare, poco interessato a disquisire della natura degli amuleti e sulle tradizioni del villaggio "cerca se c'è qualcos'altro piuttosto". Jebeddo guarda le guardie e fa spallucce "il nostro compagno è così, poco adatto ai ragionamenti"
  13. Le guardie osservano disgustate l'altarino. "Alcuni si..." dice una: "Sono amuleti che i bambini fanno per proteggere i genitori che escono a pescare. Ma non ne ho mai visti di così...blasfemi, come dice il tuo amico. C'è qualcosa di sbagliato." Eldon aggiunge: "Sembrano offerte, qualcosa per ingraziarsi una divinità o un potere. Ma non riconosco i simboli, se non quel cerchio, scuro e vuoto. Sapete cosa intendo."
  14. Jebeddo corre subito da Eldon, con la solita espressione curiosa e inizia a commentare le cose che vede e che riconosce, e a chiedersi cosa sono le cose che non riconosce "chissà cosa rappresentano questi manufatti" si chiede osservandoli. Keidros si avvicina lentamente, con più diffidenza "non vorrai mica toccarle, sono sicuramente blasfeme" mentre ovviamente lo gnomo sta già iniziando a toccarle "avete mica visto simboli simili in giro per il villaggio?" chiede alle guardie
  15. Il gruppo si mette a rovistare tra le cose del prigioniero, ma subito Eldon richiama la loro attenzione: "Guardate qua." dice, indicando una delle casse. L'halfling ha sollevato un cencio polveroso e aperto la cassa, rivelando quello che sembra a tutti gli effetti un piccolo altarino pagano improvvisato. Alcune candele nere sono appiccicate con la cera mentre all'interno della cassa è inciso un imperfetto cerchio scavato da una lama grezza e il fuoco. Manufatti strani e misteriosi prodotti con ami, lenze e reti ornano l'altare, riempito da resti di cibo parzialmente avariato. Davanti, un grosso occhio bovino spicca tra gli altri, vacuo e liquido, che quasi sembra guardare Eldon.
  16. "Non troveremo niente qui, sta a vedere" commenta Keidros, mentre svogliatamente sposta una specie di camicia dalla cima delle cose accatastate sul barile. Jebeddo invece non vuole lasciare nulla di intentato, e cerca più accuratamente.
  17. Le guardie restano interdette dalle parole dei due. Capiscono la situazione di estrema pericolosità, ma non sono abituati a ricevere ordini dagli stranieri. E' gente semplice che però si auto governa e gestisce da sempre, molto legati alla loro indipendenza. "Stasera Brix parlerà a tutto il villaggio e decideremo cosa fare, sia dei prigionieri che del governo del villaggio." dice poi uno in tono brusco. Il secondo si affretta ad aggiungere con toni più concilianti: "Sarete sicuramente invitati, visto il vostro ruolo in questa brutta faccenda. Possiamo solo esservi grati di aver messo fine a questo abonimio." Eldon tace, rimuginando sulle parole del tiefling. Interrogare i cadaveri sarebbe davvero utile, in questo caso. Ma sarebbe una violazione del riposo eterno del defunto che lui si è sempre opposto di perpetrare. Il dubbio lo lacera: è giusto avere risposte a tutti i costi? Una delle guardie accompagna il gruppo alla casa del primo cultista. E' una bassa struttura in pietra e legno, del tutto simile alle altre abitazioni. L'uomo era solo, genitori morti e nessuna famiglia, per cui l'abitazione è senza nessuno dentro. All'interno, a prima vista, un unico grande ambiente con il soffitto in canniccio, un tavolo e due sedie, un pagliericcio, un grezzo armadio e qualche cassa e barile con varie cose ammassate sopra.
  18. Keidros risponde all' halfling con distacco, irritato dalla risposta dei prigionieri "cosa pensavi potessero dire?..non si sono redenti neanche davanti alla disperazione del Vuoto, nonostante lo temessero..menti deboli e corrotte. Guardie, giustiziateli, sono anime corrotte e avete sentito la loro assenza di rimorso. Eldon, potrai interrogare i cadaveri" Lo sguardo di Jebeddo è pieno di interrogativi, ma Keidros rimane impassibile "Non cercare di farmi la morale, puoi setacciare le loro case e chiedere quando è passato il Morwin. O potevi interrogarli tu, e non scoprire nulla" Lo gnomo rimane interdetto per un momento che pare lunghissimo, probabilmente vittima di un conflitto interiore..poi si rivolge alle guardie "vorremmo visitare le abitazioni e possedimenti dei prigionieri, e se possibile controllare un registro di chi è stato ricevuto dal Rappresentante, se possibile. Vorrei anche istituire un consiglio del villaggio, di modo che al nostro ritorno a Cimbar possiamo esprimere le vostre istanze, oltre che la nostra relazione "
  19. I cultisti si agitano alle parole di Keidros. Il rifiuto delle creature da loro adorate è una blasfemia per la loro fede. Iniziano a urlargli contro, a maledire la sua voce, a minacciarlo di terribili vendette future. Le guardie intervengono e provano a sedare i due a colpi di randello, calci e pugni. I prigionieri scalpitano ma i disordini sono repressi nel sangue: uno dei due perde i sensi, l'altro geme a terra. "Non credo risponderanno ancora." dice Eldon demoralizzato dalla brutalità delle guardie.
  20. "Allora siamo stati la vostra fortuna. Il Vuoto.. è terrificante. L'ho percepito nei miei sogni, è come fluttuare in una sostanza densa e viscosa, in balia di entità ciclopiche, che sognano e attendono l'apertura dei cerchi..ho ancora l'eco della voce dell Abisso in testa, Mglnaf .. Ftagn.. il Morwin ha detto che tornerà?non fatevi trovare da lui, e allontanatevi da questo culto abominevole. Non c'è spazio per la vita, se arrivasse il Vuoto"
  21. "Noi avremmo goduto della sua ascensione e poi saremmo tornati al Vuoto. Il tappeto è la porta da cui entrare nel Vuoto e connettersi al Potere. Il Morwin lo ha portato."
  22. A Keidros il nome non dice niente e torna sul discorso del rituale, con sommo sgomento di Jebeddo "E a voi è stato detto come fare il rituale?..avete dimostrato più forza del Rappresentante, forse eravate più degni.." poi all'improvviso gli viene in mente un dettaglio ".. c'era un tappeto nella stanza, con dei simboli..era un componente rituale?dove lo avete preso?"
  23. I prigionieri sembrano in qualche modo confortati dalle parole del tiefling. "L'Alto Osservatore è venuto qui, il Morwyn, lo chiamavano. Il Rappresentante ha capito che quella era la via. Ma si sbagliava e ora vaga nel Vuoto."
  24. "O forse l'Alto Osservatore sarà compiaciuto, il rappresentante era evidentemente un debole e non era destinato a ricevere il potere" Keidros cerca di mantenere la conversazione sul piano dei prigionieri, spingendo sulla affinità con gli Antichi, mentre tra sé e sé riflette su chi sia l'Alto Osservatore "ma con i simboli e le persone adatte il procedimento potrebbe essere ripetibile..chi altri aveva questa conoscenza?chi vi ha contattati?"
  25. I prigionieri si sentono in qualche modo al sicuro parlando con qualcuno che conosce quella parte oscura e nascosta che venerano chissà da quanto tempo di nascosto. "Il Rappresentante doveva legarsi ad un kthouthl'thilbh, una delle manifestazioni del Potere Antico, quello che voi chiamate Ferus." La parola esce dalla bocca dell'uomo come un suono quasi irripetibile. "Noi avremmo ottenuto parte del potere dell'Antico, mentre il kthouthl'thilbh avrebbe ottenuto una sorta di indipendenza dalla volontà del suo Signore, rendendolo solo una bestia selvaggia e feroce da uccidere a fine del rituale. Ma il processo è stato spezzato, il kthouthl'thilbh ora è libero e il potere dissipato. L'Alto Osservatore sarà adirato."

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