Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Ti accovacci in silenzio nel fango che si sta congelando, sfruttando la confusione dei carrettieri concentrati in testa alla colonna per non farsi vedere da nessuno. Allunghi la mano sinistra, tenendola a pochi pollici dalla superficie riflettente, e richiami il potere del tuo incantesimo che sfrigola e trema un po' a causa dei recenti disordini della Trama che tormentano questo folle anno, ma la tua concentrazione ti restituisce un segnale certo: lo scrigno sepolto emana una debole e costante aura di Abiurazione , si tratta di un antico incantesimo di protezione e conservazione, progettato per isolare il contenuto e preservarlo intatto dal tempo e dall'umidità della terra, senza alcuna traccia di trappole magiche offensive o distruttive . Nel frattempo, il resto della carovana è completamente assorbito dall'emergenza stradale e nessuno bada a ciò che accade in fondo alla colonna. All'avanguardia, a circa un centinaio di metri da te, regna la confusione più totale: Master Horgar urla ordini paonazzo in volto, camminando sul ciglio fangoso per non scivolare, mentre i conducenti dei vinai imprecano ad alta voce tentando di trattenere i bovi spaventati dai riflessi del cristallo. Tre stallieri stanno correndo avanti e indietro scaricando dai carri merci vecchie coperte di lana grezza e sacchi di iuta pieni di sabbia per stenderli sulla superficie vetrosa, sperando di creare una striscia di attrito che permetta agli zoccoli delle bestie di far presa. Poco distante, un paio di mercenari privati della scorta ridacchiano appoggiati alle loro picche, divertiti dallo spettacolo insolito della pista specchiata e felici di potersi riposare un momento mentre i carrettieri faticano nel fango. L'attenzione di tutti è rivolta esclusivamente a sbloccare la marcia dei trenta carri prima che faccia buio, lasciando la tua zona completamente isolata e priva di occhi indiscreti. Prendi il pugnale dalla cintura e sferri un colpo deciso sulla carreggiata per testare la durezza del terreno modificato. Sulla parte esterna della pista, la lama rimbalza con un rumore metallico e acuto: quel cristallo creato dalla magia selvaggia è compatto e duro come la roccia nanica. Però, quando sposti la punta direttamente sopra il forziere, la materia cambia in modo visibile. In quel punto esatto il vetro è rimasto fragile, poroso e instabile. La lama penetra nello strato lucido con estrema facilità, frantumando la teca magica in tante piccole scaglie sottili che cadono senza fare rumore. La distorsione della Trama ha lasciato una fessura debole proprio sopra lo scrigno , ti basterà un piccolo sforzo manuale per rompere il resto del vetro e tirarlo fuori, senza attirare i sospetti dei mercanti. Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne tiene le redini dei cavalli molto corte per tranquillizzarli, seguendo i tuoi movimenti con un'occhiata d'intesa tesa ma silenziosa; la sua posizione rialzata e la sagoma del telone cerato coprono geometricamente le tue mani dalla visuale del resto del convoglio. Subito dietro, il vecchio Daran presidia il carico di lana vigilando sul lato opposto della strada, tenendo la balestra pronta e garantendo che nessuno dei mercenari della retroguardia si avvicini alla coda dei tuoi due carri mentre agisci...
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Il destino di Bonnie
Sfilo con un colpo secco la Vergine Cruenta dal ventre dell'orco, lasciando che il suo corpo massiccio crolli nel fango con un tonfo pesante, mentre la pozza di sangue scuro si allarga rapidamente tra gli aghi di pino. Ansimo leggermente per lo sforzo, ma l'alone rosso della forza dell'orso continua a vibrare forte intorno alla mia figura, riempiendomi i muscoli di un vigore monumentale che cancella ogni traccia di stanchezza. Non ho nemmeno il tempo di ripulire l'acciaio antico che vedo gli altri tre mostri voltarsi di scatto nella mia direzione, disponendosi subito in una formazione a cuneo per avanzare a passi rapidi con le asce pronte, accorciando le distanze fino a trovarsi a circa dodici metri da me. Io suppongo che restarsene fermi sul sentiero ad aspettare che i mostri verdi prendano il ritmo sia una sciocchezza grande come una montagna, e la mia testa tra le nuvole non ha nessuna intenzione di fare calcoli da cittadini mentre il sangue dei Thibodeaux mi pulsa forte nelle orecchie. Stringo il manico dello spadone a due mani con le mie fasce azzurre e mi lancio in avanti, correndo a testa bassa nel rado sottobosco per andare a impattare dritta contro la punta del loro cuneo. Mentre i miei stivali scamosciati divorano i metri calpestando le foglie umide, uso la mia voce per indicare ai miei compagni nascosti che è giunto il momento di scattare, urlando parole spensierate e spavalde che possano guidare le loro lame senza far capire agli orchi dove si trovi la trappola. Forza con quel fuoco dai lati, e voi stringete la morsa alle spalle! grido a gran voce mentre corro come una frana che crolla dalle cime superiori, lasciando che la mia parlata dal ruvido accento del nord rimbombi tra i pini selvatici. Io ci scommetto un furetto che quelle orecchie da cittadini dietro gli alberi capiranno al volo il mio comando quando parlo di fuoco dai lati, Marcus saprà che deve scatenare i suoi raggi violacei da dietro il pino grosso, e quando parlo di morsa alle spalle, mastro Todd capirà che deve balzare fuori dal suo albero per andare a prendere gli orchi sul fianco scoperto mentre io li tengo occupati...penso mentre sfreccio come una furia con l'alone rosso dell'orso che mi risplende intorno e lo spadone che emana la sua bellissima luce verde smeraldo, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente diagonale spaventoso contro il primo orco che mi si para davanti, decisa a spezzare la loro formazione in un colpo solo. @ DM
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il sussurro delle tue parole, spogliato di ogni paranoica finzione, si deposita nel fango gelato del bivacco, lasciando che la nuda verità sul sangue della fanciulla dell'Alta Foresta risuoni nell'oscurità costiera. Aeryn solleva leggermente il viso bendato verso di te, contraendo le labbra in un respiro aspro mentre la sua mente sensitiva assimila la conferma della tua millenaria identità: la donna non aggiunge altre domande febbrili, ma compie un lento cenno della testa che suggella il presagio prima di arretrare nell'ombra dei carri. Accanto a lei, Mastro Caleb allenta la tensione sul legno del suo liuto, mandando giù l'ultimo sorso di idromele dolce con un profondo osoiro di rispetto rudo, per poi allontanarsi a passi corti verso il centro del perimetro mercantile per non farsi cogliere dal gelo che precede l'alba. I tre giorni successivi lungo l'arteria stradale della Costa della Spada si consumano in una marcia estenuante, scandita dal fango implacabile del disgelo e dal pragmatismo della scorta. La colonna dei trenta mezzi pesanti di Horgar fora la nebbia costiera muovendosi a passo spedito verso il meridione, costringendo i cavalli a uno sforzo costante per mantenere la linea commerciale coperta dalle spade private della gilda. Lyra Thorne stringe i denti sul seggiolino del primo mezzo per dodici ore al giorno, tenendo Alys nascosta sotto le coperte del telone, mentre il vecchio Daran conduce il secondo carro carico di lana grezza vigilando costantemente sulla retroguardia. Kaelen e il cinghiale Garm battono le boscaglie orientali senza sosta, confermando che l'intera vallata costiera resta tranquilla e libera da minacce manifeste. Al tramonto del quarto giorno di viaggio, mentre la carovana imbocca una conca argillosa tra le colline a meno di due giorni di marcia da Baldur's Gate, la pista palesa una delle anomalie più bizzarre ereditate dall'Anno dei Disordini. Horgar solleva improvvisamente la mano guantata dall'avanguardia ordinando l'alt immediato, e lo scricchiolio dei mozzi di legno si arresta di colpo lungo tutta la colonna. Davanti a voi, un'ondata improvvisa di magia selvaggia ha completamente alterato la materia della carreggiata , per una lunghezza di oltre trecento iarde, il fango della pista si è istantaneamente cristallizzato, trasformandosi in una gigantesca distesa di specchio solido, liscio e trasparente che riflette il cielo plumbeo del tramonto. I cavalli del tiro di testa iniziano a scivolare e a nitrire nervosamente, incapaci di far presa con gli zoccoli su quella superficie di roccia vetrosa che rischia di spaccare le ruote dei mezzi pesanti alla prima accelerazione. Il baccano scoppia all'avanguardia del convoglio, con i carrettieri dei vinai che imprecano e Master Horgar che sbraita ordini per cercare sacchi di iuta, sabbia o coperte da stendere sul cristallo per creare attrito e far avanzare i mezzi prima che faccia notte fonda. Mentre Lyra Thorne blocca i cavalli del primo carro scambiandoti un'occhiata carica di perplessità, la tua attenzione viene catturata da un dettaglio insolito proprio sotto i tuoi piedi. Guardando attraverso la superficie trasparente e cristallina della strada, noti che la magia della Trama ha racchiuso e sigillato nel vetro un pezzo di storia sommersa: a circa tre pollici di profondità sotto lo specchio di roccia, si intravede chiaramente la sagoma di un vecchio forziere di legno cerchiato di ferro, parzialmente logorato dal tempo ma perfettamente visibile grazie alla trasparenza del cristallo.
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Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Il mio personaggi andrà avanti come chierico .
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Un Nuovo Inizio
Tukgrik Duskhorn Non sono abituato a vincere senza ricorrere alla violenza...ma di certo non sarò il primo ad alzare le mani...
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Il destino di Bonnie
Vedo i tre orchi correre frettolosamente verso i rovi dietro al baccano del gatto e della donnola, ma la mia spensieratezza si congela quando mi accorgo che il capo della banda non si è lasciato distrarre per niente. Lo guardo gettare l'elmo di ferro sul sentiero, mostrando la pelle verdastra, i capelli unti e quelle zanne bestiali che fuoriescono dalle labbra inferiori mentre continua a fiutare l'aria con una smorfia di concentrazione. I suoi occhi malvagi puntano dritto verso le impronte pesanti del mulo e inizia a camminare guardingo proprio verso il nascondiglio dove Horglan sta stringendo il suo scudo di legno. Io suppongo che Marcus potrebbe anche provare a colpirlo con i suoi raggi violacei da dietro il pino, ma un uomo con le scaglie non durerebbe molto contro la furia di quell'ascia pesante se si ritrovasse da solo, e quei tre nei cespugli ci metteranno solo un battito di ciglia a capire l'inganno delle mie piccole esche pelose. Non c'è più tempo per stare a guardare dall'alto, la caccia è aperta e il mio cuore Caotico Buono esige che io faccia da scudo al mio compagno della pietra prima che quel bestione possa anche solo allungare una zanna verso di lui. Sento una scarica di pura devozione selvaggia risalirmi lungo i tendini delle gambe, invocando lo spirito indomito dei grandi predatori delle mie montagne del nord. All'improvviso, una linea rossa e brillante si accende nell'oscurità, delineando la figura massiccia di un enorme orso tutto intorno al mio corpo, avvolgendomi con un alone luminoso che fa vibrare l'aria di una forza sacra e primordiale. Con i muscoli esili che si riempiono di questo vigore monumentale, afferro l'impugnatura d'acciaio antico dello zio Bartholomew e sguaino la Vergine Cruenta con un sibilo fiero. La lama nanica risponde all'istante all'energia dell'orso e si accende del suo limpido bagliore verde smeraldo, unendosi alla luce rossa che mi circonda in una danza di misticismo selvaggio che illumina a giorno il curvone della montagna. Sfrutto l'impennata del sentiero per darmi la spinta e balzo giù dal fitto della macchia con una rincorsa spaventosa, lanciandomi in una carica diagonale dritta contro il fianco scoperto del capo orco, muovendomi con la rapidità di una frana di roccia che crolla dalle cime. Trattengo il fiato per non fare alcun rumore, stringendo l'impugnatura d'acciaio con le mani avvolte nelle fasce azzurre e sollevando lo spadone sopra la testa, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente verticale fulmineo. @ DM
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole, cariche della solennità di un'epoca sepolta dal tempo, scendono come una cappa di ghiaccio e meraviglia sul piccolo cono di luce delle braci. Mastro Caleb arresta di colpo il movimento scanzonato delle dita sul liuto, lasciando che l'ultima nota di pino vibri a vuoto nel silenzio della notte di Ches. L'espressione ironica del menestrello si incrina all'istante, sostituita da uno sbigottimento rudo: un conto è scherzare con un elfo borioso sulla carovaniera, un altro è trovarsi davanti a un retaggio che evoca i nomi mitici di Miyeritar e Illefarn con la naturalezza di chi ha davvero calpestato quelle terre prima del primo mattino del mondo. Accanto a lui, la cieca Aeryn inclina lentamente la testa, stringendo la presa sul suo bastone di tasso. La menzione degli antichi regni e delle guerre contro i draghi cromatici sembra risuonare con una forza mistica nella sua mente disturbata, e le sue labbra pallide si schiudono in un respiro aspro e affannato, quasi percepisse le immagini dorate che la tua memoria millenaria sta proiettando nell'aria. Affare fatto, elfo d'argento... sussurra il bardo, la voce che ha perso ogni traccia di sfacciataggine commerciale per farsi colma di un rispetto quasi timoroso, una storia simile vale molto più di mezza bottiglia di idromele. Ti dirò tutto quello che si mormora a sud. Vi spostate di pochi passi, prendendo posizione sul fianco rialzato del muretto di pietra crollato, in un settore che offre un perfetto camuffamento logistico tra le ombre e una scansione geometrica ottimale per sorvegliare sia i carri di Lyra sia la boscaglia retrostante da cui vi sentite tallonati. Stappi la bottiglia del menestrello e inizi il tuo racconto. La tua voce evoca la magnificenza perduta di Illefarn, le foreste incantate di Miyeritar prima del Disastro e lo splendore primordiale di Cormanthor, quando il Faerûn era una distesa selvaggia e le spade del Popolo Fiero si levavano nel nome dei Seldarine per spezzare il giogo delle grandi bestie cromatiche. Racconti della gloria e della bellezza incontaminata di quei regni terrieri, specchi di Arvandor, sforzandoti di tenere la narrazione pura e pulita, senza adombrare i ricordi con lo spietato fanatismo o l'invidia fratricida che, millenni dopo, avrebbero sventrato la stirpe degli elfi portando alla Prima Guerra della Corona. Mentre evochi le visioni di quelle marce celestiali, il baccano del bivacco svanisce del tutto. Caleb ascolta immobile, immobile con il liuto in grembo, memorizzando ogni singola sfumatura con la paranoica lucidità dei cronisti di frontiera, mentre la cieca Aeryn culla la testa in avanti, come se stesse guarendo per un attimo dalle distorsioni della magia selvaggia grazie all'eco della tua voce ancestrale. Quando l'ultimo frammento del tuo straziante ricordo si spegne nelle braci, il vecchio menestrello trae un profondo sospiro, passandosi una mano tremante tra i capelli grigi prima di riscuotere la sua parte del patto di strada. Una storia simile vale molto più del mio idromele, elfo... dice Caleb, tornando al suo tono scanzonato ma tenendo la voce bassa per non farsi sentire dalle guardie di Horgar, ed ecco quello che si mormora a sud: a Baldur's Gate le cose si mettono in movimento. Da quando il cielo è impazzito in questo folle anno, la città è piena di fanatici e i duchi hanno schierano i soldati del Pugno di Fuoco a ogni porta per perquisire i carri commerciali che cercano di entrare. Horgar vuole correre forte proprio per raggiungere le mura prima che le ispezioni doganali blocchino del tutto la strada. Ma se riusciamo a entrare, ci sarà da divertirsi: gira voce che i ricchi Patrizi dell'Alta Città siano terrorizzati dalle tempeste mistiche e stiano offrendo borse piene d'argento a chiunque porti loro rimedi bizzarri, mercanzie esotiche o semplicemente canzoni allegre per dimenticare i disordini. Se i vostri due carri sono vuoti, potreste fare fortuna tra quelle mura. Sempre che riusciamo a correre veloci e a non farci rallentare dai pericoli della via. Il bardo sorride, accennando un inchino scanzonato con la testa, ma prima che l'atmosfera si alleggerisca, la donna cieca al suo fianco compie un passo avanti nel fango dello spiazzo. Aeryn solleva il viso pallido verso i tuoi lineamenti; la sua testa si inclina di lato, mentre le sue dita stringono il legno di tasso con una forza tale da farle sbiancare le nocche. La Trama disturbata sembra vibrare attorno alla sua benda di seta bianca, e la sua voce spezza il silenzio del bivacco con un sussurro febbrile che scavalca i pettegolezzi sui nobili per scavare nel tuo passato. Voi parlate di imperi crollati e divinità buone che si allontanano, Silyndor... ma la Trama non dimentica il sangue celestiale... mormora la veggente, stringendo le labbra per contenere un brivido mistico, i miei occhi non vedono il Faerûn attuale, eppure le mie visioni deformate mi mostrano il peso di una prigione millenaria che vi siete lasciata alle spalle solo da due lune. Perché siete tornato proprio adesso, dopo che gli dei hanno calpestato questa terra l'anno passato e hanno lasciato il cielo in fiamme? E cosa nascondono davvero i teloni di questi due carri che vi spingono a rischiare la pista costiera in mezzo a noi? Se l'ombra d'argento che ho visto nei miei specchi è la vostra, la falce che vi tallona nell'oscurità dei boschi colpirà prima che le ruote vedano i cancelli del sud. La donna si zittisce, rimanendo immobile sotto la pioggia fine in attesa della tua risposta, mentre Caleb stringe il liuto al petto, improvvisamente raggelato dalle domande insidiose e dirette della sensitiva.
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Servizio - Il Tesoro della Regina dei Draghi
Come già scritto in privato al master , il mio unico disappunto è che col fatto che i tiri dei dadi sono visibili non fa un bel effetto vedere che poi vengono modificati. ma non è un problema .
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Il destino di Bonnie
Rimango del tutto immobile, acquattata nel fitto di questo cespuglio di aghifoglie selvatiche che costeggia il curvone ripido della montagna, trattenendo il respiro insieme a mastro Todd mentre i miei grandi occhi nocciola spalancati seguono ogni singolo movimento di quelle quattro figure massicce sotto la luce rosata e fredda della luna. Le loro luride corazze di scaglie fanno un rumore metallico sinistro ogni volta che provano a muovere un passo nel sottobosco, e io suppongo che quel loro mediocre tentativo di non farsi sentire sia la prova definitiva di ciò che portano nel cuore. Non sono affatto mercanti smarriti o poveri viandanti in cerca di un focolare onesto, ma predatori malvagi che si muovono nel buio della notte per tendere imboscate ai viandanti, proprio come le bande di orchi di cui ci hanno parlato alla cittadina dei minatori. La mia spensieratezza si congela del tutto nel petto quando vedo uno di quei bestioni entrare nel campo luminoso del nostro falò esca, chinandosi sul terreno umido per fiutare l'aria come un segugio affamato e cercare le tracce fresche tra le foglie secche. Il mio cuore Caotico Buono batte forte contro le costole quando il mostro solleva il braccio, indicando agli altri tre compagni la direzione esatta in cui il povero Horglan è nascosto dietro la parete di roccia insieme all'asinello e alle nostre vettovaglie. Le impronte del nano e della bestiola da soma sono grandi e pesanti nel fango, e io suppongo che tra pochissimi istanti quei quattro farabutti inizieranno a marciare dritti verso di lui per versare il suo sangue mentre si trova isolato nel buio. Mio zio Bartholomew mi ha sempre insegnato che un buon cacciatore non aspetta mai che il lupo metta le zanne sopra il cucciolo indifeso, ma deve saper muovere la terra e inventarsi un misticismo per confondere le idee del predatore e attirarlo lontano dal nido. Prima di sguainare la mia Vergine Cruenta e far risplendere quella sua bellissima luce verde smeraldo che finirebbe per illuminare a giorno tutto il sentiero, decido di usare uno dei trucchi più strambi e divertenti che mi porto dietro dalle mie montagne del nord per creare un diversivo spensierato. Slaccio le mani avvolte nelle fasce azzurre e infilo la mano dentro la mia sacca dei trucchi grigia, sentendo la stoffa di tela ruvida finché non trovo al tatto due piccole palle pelose, grandi poco più di una noce. Senza fare il minimo rumore e senza far scricchiolare nemmeno un ago di pino, traggo fuori le due sfere. Prima di lanciarle, avvicino il muso al pelo morbido e sussurro a entrambe un ordine semplice, comandando loro di correre veloci verso il lato opposto della salita e di fare più baccano possibile in mezzo alle foglie. Poi, sfruttando la grazia leggera delle mie braccia esili, le lancio con un movimento fluido del polso a pochi metri di distanza, proprio in mezzo a un fitto groviglio di rovi e rami secchi che si trova ben lontano dal nascondiglio del nano. Non appena toccano la terra umida del sottobosco, le due palle pelose si trasformano in un batter d'occhio in due creature in carne, ossa e pelliccia, pronte a servirmi per dieci lunghi minuti. Dal nulla compaiono un gatto selvatico dal pelo striato e una donnola scattante dal passo svelto, che obbedendo fedelmente al mio comando iniziano subito a soffiare, a squittire furiosamente e a rincorrersi in mezzo alla vegetazione, producendo un gran baccano di foglie calpestate e rami che si spezzano con sonori schiocchi nell'oscurità. Io ci scommetto un furetto che quegli intrusi dalle luride corazze di scaglie, sentendo quel baccano improvviso dalla parte opposta della via, volteranno subito i loro musi deformi verso i rovi, credendo che siamo noi che stiamo scappando a gambe levate nel fitto della macchia selvaggia, dimenticandosi del tutto delle tracce pesanti del nano...penso mentre le mie due piccole esche pelose attirano la loro attenzione e li portano a guardare dalla parte sbagliata del sentiero, poi stringo più forte il manico dello spadone dello zio Bartholomew sotto la mia mantella di piume, tenendomi pronta a balzare giù dal curvone insieme allo spadino di Todd non appena quei quattro farabutti ci volteranno le schiene per andare a controllare il rumore dei cespugli.
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DM propone campagna D&D5: Curse of Strahd o Key of the Golden Vault
@ilmena Ho reso pubblica la scheda .
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Mastro Borin sobbalza quando i tuoi lineamenti si materializzano nel riflesso arancione della sua lanterna a olio. L'anziano vinaio stringe il boccale di cera con cui stava sigillando la cisterna di rovere, squadrando la tua figura con una smorfia che unisce la diffidenza dei mercanti della costa a un rudo malumore di strada. Alla tua offerta verbale di aiuto, l'uomo si pulisce le mani sporche di pece sulla giubba di panno unto, emettendo un grugnito aspro prima di risponderti in lingua comune, abbassando la voce per non farsi sentire dai mercenari di Horgar. Cosa mi racconta? Vi racconto che l'acciaio di quella vostra lancia e quel vostro portamento da aristocratico non mi piacciono affatto, elfo... borbotta Borin, indicando con un cenno sgarbato del mento i teloni dei tuoi due mezzi vuoti, la mia famiglia trasporta la vendemmia delle colline superiori fino ai mercati del sud da tre generazioni, e so geographicamente riconoscere i guai prima che si palesino sulla pista. Voi vi siete accodati alle mie ruote con due carri vuoti, una cacciatrice tiefling armata fino ai denti e un cinghiale da guerra. Gente come voi non viaggia per vendere lana grezza. Voi avete un bersaglio piantato sulla schiena, e la mia preziosa merce è l'unica cosa che si trova in mezzo tra i vostri segreti e la boscaglia. Aiutarsi a vicenda? Sta bene. Allora dite ai vostri primi uomini di tenere gli occhi fissi sulle retrovie. Se i briganti o le tempeste di magia selvaggia colpiscono la coda del convoglio, le mie botti di rovere non devono subire un solo graffio per colpa dei vostri affari clandestini. L'anziano mercante ti volta bruscamente le spalle, raccogliendo i suoi attrezzi dal fango con un'imprecazione ruda e infilandosi sotto il telone cerato del suo carro per chiudere la conversazione, confermando come la tua presenza insolita stia già alimentando i sospetti dei carrettieri più esperti della gilda. Isoli il malumore del vinaio e ti sganci definitivamente dal perimetro dei fuochi umani, muovendoti a passi felini nell'oscurità che avvolge l'angolo più protetto e in ombra del bivacco. Richiami Lyra fuori dal telone principale con un impercettibile cenno del capo, guidandola a pochi metri di distanza, dove la ranger tiefling Kaelen emerge silenziosa come uno spettro dal fitto degli arbusti orientali per raccogliere il vostro coordinamento tattico. La mezzelfa stringe il mantello scuro attorno alle spalle per scacciare il freddo della notte di Ches, ascoltando il resoconto delle tue indagini con il viso che si fa teso e preoccupato sotto la luce delle stelle. Kaelen rimane immobile con la mano grigia appoggiata sul manico del coltello da caccia, le pupille ambrate che riflettono l'oscurità della boscaglia retrostante mentre assimila i dettagli sulle impronte leggere nel fango e sul silenzio innaturale della fauna. Gli scout umani sono ciechi se pensano agli spettri, Silyndor... quelle tracce che non affondano appartengono al passo senza tracce dei cacciatori dell'Eldreth Veluuthra... mormora la tiefling, la voce ridotta a un soffio aspro e tagliente, significa che ci stanno tallonando da dietro a distanza costante, sfruttando la velocità che Horgar ha imposto alla testa della colonna per non farsi scorgere. Ricevuto l'ordine: monitorerò ogni spostamento d'aria lungo la boscaglia e userò Garm per annusare la loro scia sul retro. Se vedo un solo ramo muoversi in modo insolito, non ingaggerò da sola. Vi darò il segnale immediatamente. Lyra Thorne fa un lento, serio cenno d'assenso con il capo, stringendo i pugni sotto il panno scuro per frenare una vibrazione d'ansia. Lo sguardo cangiante della ragazza si pianta nei tuoi occhi d'argento, accettando le tue disposizioni di protezione con totale dedizione mercantile. Non mi staccherò da lei nemmeno per un secondo, Silyndor. Dormirò sul pianale con le redini a portata di mano e il ferro sotto le coperte... conferma la mezzelfa, volgendo il viso verso il retro del carro dove Alys sta riposando nel silenzio della paglia, se restiamo uniti e sfruttiamo il cerchio di questi trenta carri come scudo, dovranno muovere un intero clan per penetrare la nostra linea. Non sottovaluteranno il peso della tua lancia. La ranger tiefling scivola nuovamente verso il perimetro esterno svanendo nel buio dei cespugli insieme al cinghiale, mentre Lyra riguadagna agilmente il seggiolino di guida per rintanarsi nel retro del telone cerato a vegliare sul sangue della bambina. Il vecchio Daran prende posizione sulla paglia del secondo mezzo, imbracciando la balestra leggera sul carico di lana della gilda per coprire il primo turno di vigilanza privata. Ti volti per riprendere la tua posizione di pattuglia lungo la coda del convoglio, ma prima che le ombre possano inghiottire i tuoi passi, ti rendi conto che la quiete notturna del campo è scossa dall'avvicinarsi di due insoliti viandanti che avanzano a piedi proprio verso la sagoma dei tuoi due mezzi... Dall'oscurità del sentiero che costeggia i carri, emerge una donna esile avvolta in lunghe vesti di velluto blu notte decorate con costellazioni d'argento sbiadite... cammina appoggiandosi a un bastone di legno di tasso, muovendosi con una lentezza paranoica... i suoi occhi sono interamente coperti da una stretta benda di seta bianca, eppure la sua testa si muove con precisione nella tua direzione, come se seguisse una vibrazione invisibile nell'aria... la sconosciuta si presenta tenendo la voce ridotta a un soffio febbrile, scossa da continui brividi involontari, come se percepisse la tua natura ancestrale in mezzo alla calca degli umani... Voi... sento il peso dei vostri anni... sussurra la donna cieca, protendendo una mano pallida verso i tuoi lineamenti d'argento, il mio nome è Aeryn. I miei occhi non vedono la terra, ma la mia mente avverte la distorsione che sta sventrando la Trama da quando il cielo è impazzito. Le mie visioni sono disturbate da questa magia selvaggia, ma prima del crepuscolo ho visto la vostra scia. C'è un'ombra d'argento che cammina nel fango, tallonata da una falce nera che recide i fili alle vostre spalle. Non fidatevi della velocità di questa carovana. Più Horgar corre forte verso sud per fuggire dalle tempeste mistiche, più il cappio si stringe intorno alle ruote di coda. Qualcosa vi sta seguendo a passo costante. Prima che tu possa assimilare le parole di Aeryn, un colpo leggero e ritmico risuona sul legno di una ruota vicina... dall'ombra del carro dei vinai si fa avanti un vecchio umano asciutto e rugoso, con un logoro mantello verde e un liuto di pino parzialmente protetto da un panno cerato... l'uomo si avvicina al falò con un sorriso stanco e disincantato, sputando un nocciolo di prugna prima di presentarsi... Andiamo, signora Aeryn, non spaventatemi il nuovo arrivato con queste storie di falci e cappi prima di andare a dormire! esclama Caleb con un sorriso sornione, sedendosi su una cassa vuota e accordando lo strumento con due colpi rapidi di dita, mi chiamo Caleb, elfo, e canto ballate lungo questa pista da quando le ruote di Horgar erano ancora alberi nei boschi. Non fate caso al vecchio Borin là dietro, quel vinaio diventerebbe paranoico pure davanti al proprio riflesso in un boccale, convinto che persino le nuvole vogliano rubargli il mosto! Però devo ammettere che quella vostra lancia fa un figurone sotto la luce delle braci , ditemi un po', viene da qualche antico palazzo del nord o l'avete vinta a dadi con qualche capitano vanesio? E che mi dite di questa bizzarra allegra brigata con cui viaggiate? Se avete una buona storia di viaggi da scambiare, io ho ancora mezza bottiglia di idromele dolce nascosta nel mantello che aspetta solo di essere stappata. Cosa mi raccontate di bello per svoltare la serata?
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DM propone campagna D&D5: Curse of Strahd o Key of the Golden Vault
Entro oggi la rendo visibile.
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Il destino di Bonnie
Ascolto le parole di Horglan e gli regalo un grande sorriso , appoggiando una mano avvolta nelle fasce azzurre sulla sua spalla robusta. Mastro Horglan, io suppongo che questo tuo dio Moradin sia forte e solido come le tue montagne, ma ci scommetto un furetto che ti ha ascoltato soprattutto perché sei un bravo nano e ci hai messo l'anima per guarirci. Mio padre Gideon dice sempre che le preghiere più belle sono quelle che nascono dal cuore e non dai libri, e tu stanotte hai fatto un lavoro sapiente con queste bende. Metti via la vergogna, che per me sei già un ottimo compagno di viaggio. Il pomeriggio passa rapido e continuiamo a salire su per i monti, finché la sera non ci accampiamo in un posto quasi in piano tra i pini selvatici. Ma non appena Todd torna di corsa senza legna, parlando di quei luccichii metallici che salgono lungo il sentiero scoperto e ci raggiungeranno tra poche ore, la spensieratezza lascia subito il posto all'istinto della cacciatrice. Per come la vedo io, non c'è alcuna certezza che questi tizi siano dei nemici, ma mio zio Bartholomew mi ha sempre insegnato che nei boschi sconosciuti è meglio muoversi come le civette: guardare bene dall'alto e restare nascosti finché non capisci chi hai davanti. Se restiamo tutti seduti intorno al fuoco rischiamo di fare la fine dei furetti in gabbia se quelli hanno cattive intenzioni, quindi è molto meglio nascondersi e prenderli di sorpresa solo se cercano guai. Guardo i miei tre compagni sotto la luce della luna, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Horglan, mastro Todd, lasciate stare la legna e non fate rumore. Todd, tu hai gli occhi svelti e ci vedi nel buio, quindi vieni con me tra le fronde. Ci apposteremo per spiare questi intrusi prima che arrivino qui. Sgancio la tracolla dello spadone cerimoniale, stringendo l'impugnatura della Vergine Cruenta ma tenendola spenta e coperta sotto la mantella di piume, così che la luce verde smeraldo non ci tradisca prima del tempo. Divido i compiti con totale e ingenua fermezza. Noi non spegneremo questo fuoco, così se sono malintenzionati crederanno che siamo ancora qui a dormire come allocchi intorno alla cenere. Marcus, tu rimarrai nascosto dietro quel pino grosso, pronto a scatenare i tuoi raggi violacei ma solo se vedi che le cose si mettono male. Horglan, tu tieni fermo l'asinello dietro la roccia e stringi forte lo scudo: stasera non devi caricare nessuno, devi solo fare da barriera se qualcuno prova a scappare verso il sentiero alto. Io e Todd ci apposteremo nel fitto dei cespugli proprio sopra il curvone, dove la salita si impenna. Da lassù potremo spiare le loro facce e capire chi sono senza farci vedere. Se sono brave persone le inviteremo a scaldarsi al nostro fuoco, ma se sono gli orchi malvagi o dei farabutti, io balzerò giù per colpire con il ferro dello zio e Todd potrà infilare il suo spadino. Ci scommetto un furetto che se usiamo la pazienza dei boschi, saremo pronti a ogni evenienza. Mi muovo a passi felpati lungo il bordo della via, sfruttando i miei stivali scamosciati per non fare rumore, andando ad appostarmi nel buio della vegetazione insieme allo gnomo grigio, con la bocca leggermente dischiusa e gli occhi spalancati, pronta a osservare attentamente chi sta salendo lungo la montagna prima di fare qualunque mossa.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il cerchio protettivo dei trenta carri della gilda si stringe attorno al vecchio spiazzo di sosta abbandonato, mentre il fumo denso dei fuochi da campo inizia a salire verso il cielo stellato della Costa della Spada. Le dodici ore di marcia forzata nel fango si fanno sentire sui muscoli di tutta la colonna, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie rapidamente lo spazio del bivacco, coprendo il grugnito dei buoi e lo scricchiolio dei legni che si stanno raffreddando. Lyra Thorne scivola stanca dal seggiolino del primo mezzo, con le mani arrossate dalle redini, muovendosi subito nel retro del telone per verificare che Alys sia protetta dalle coperte di lana e non venga spaventata dalle urla degli umani all'esterno. Poco dietro, il vecchio Daran immobilizza il secondo carro carico di lana, iniziando a sferrare i cavalli del tiro con gesti lenti e metodici, mentre la tiefling Kaelen e il cinghiale Garm riemergono silenziosi dal buio della boscaglia esterna, prendendo posizione nell'angolo più protetto e in ombra del perimetro, tenendosi volutamente a distanza dalla calca dei carrettieri. Ti disponi sul limitare della vostra zona d'ombra imbracciando la lancia, e i tuoi sensi crepuscolari notano immediatamente che la sosta notturna ha attivato l'interesse e i sospetti di diverse figure del convoglio proprio attorno al perimetro dei tuoi due mezzi... Il fango bagnato assorbe il peso dei tuoi stivali mentre ti sganci dall'ombra del telone, muovendoti con la fluidità insonore che appartiene alla stirpe degli Eladrin. Il giovane stalliere, Liam, è interamente concentrato sul fianco del cavallo da tiro; le sue braccia tremano per la fatica mentre raschia il fango secco di Ches dalla pelliccia dell'animale, continuando a lanciare occhiate paranoiche verso le tende del primo carro. Anticipi la sua traiettoria con mossa millimetrica. Quando il ragazzo si volta per aggirare la testa del cavallo, ti palesi improvvisamente dal lato oscuro del legno, sbarrandogli la strada con fare accusatorio. Liam sobbalza visibilmente, cacciando un gemito soffocato e arretrando di un passo fino a urtare con la schiena la stanga del carro. Un attimo prima dell'impatto visivo, richiami la tua magia innata: la Trama si piega alla tua concentrazione e la tua capacità di Individuazione dei Pensieri si attiva come un radar invisibile, agganciando la superficie della sua mente cosciente per percepire al meglio le sue reazioni emotive. Sunder l'effetto del tuo incantesimo, la superficie dei suoi pensieri ti si spalanca davanti come un libro aperto, satura di un'ansia raddoppiata e di puro terrore di strada...Misericordia, l'elfo d'argento... Horgar mi ammazza se scopre che ho parlato... ma devo avvertire questo gruppo prima che quelle ombre li prendano... Le reazioni emotive del ragazzo confermano che è solo un garzone terrorizzato che ha orecchiato qualcosa di troppo grande per lui all'avanguardia del convoglio. Liam si guarda freneticamente intorno, stringendo la striglia di ferro al petto e riducendo la voce a un sussurro disperato che fende a stento il baccano dei mercenari lontani. Io... io non volevo spiare, signore, lo giuro...mormora il giovane con il fiato corto, gli occhi sbarrati fissi sulla tua lancia, è che all'avanguardia... mentre portavo l'idromele a Horgar e ai capitani della scorta prima del crepuscolo... ho sentito i cacciatori che imprecavano. Dicono che da ieri i boschi orientali sono diventati muti. Niente uccelli, niente lupi, persino i corvi sono spariti lungo i margini della via. E gli scout che battono le piste laterali hanno trovato strane tracce fresche nel fango... impronte leggere, che non affondano, come se chi cammina non avesse peso. Horgar dice che sono solo fantasie di contadini e ha ordinato di tacere per non far scappare i clienti, ma i mercenari dicono che siamo seguiti da spettri tra gli alberi. Il ragazzo si stacca dalla stanga con un movimento repentino, infilando la spazzola nella sacca di tela e allontanandosi a passi rapidi verso le stalle dei buoi prima che qualche guardia possa notare lo scambio, lasciandoti in mano un indizio inquietante: la minaccia vi sta scortando nell'ombra a passo costante, muovendosi leggera ai margini della strada. Isoli le informazioni nella tua mente e ti volti, attraversando lo spiazzo del bivacco a passi calmi per dirigerti verso il fuoco della retroguardia, dove la sagoma borchiata di Varek "Il Guercio" sta ancora facendo scorrere la pietra da affilare lungo l'acciaio della spada corta. Ti accosti in silenzio al tronco di pino a ridosso del suo spazio d'azione, imbracciando la lancia dorata e lasciando che il riflesso delle fiamme illumini la tua compostezza. Cerchi di usare di nuovo Individuazione dei Pensieri sulla mente del mercenario, ma l'incantesimo svanisce. Il tempo della magia è scaduto e non riesci a leggere i suoi pensieri. Il Guercio solleva l'unico occhio sano per squadrare i tuoi lineamenti con un ghigno cinico e divertito, interrompendo il movimento ritmico della mano e prendendo direttamente la parola in lingua comune per rompere l'immobilità del falò. Quella tua cacciatrice tiefling è una valida alleata, elfo... esordisce l'uomo, la voce resa roca dal fumo e dai dazi della costa, ho visto come batteva il sottobosco oggi. Si muove come un lupo della Foresta Nebbiosa, e il suo cinghiale da guerra sa come annusare le imboscate prima che le lame scattino. Gente così fa comodo quando Horgar decide di viaggiare con trenta carri carichi di ricchezze. Mi chiamo Varek. Il mercenario ruota il polso, rinfoderando il ferro con un colpo secco. Allunga il braccio verso il boccale di peltro, mandando giù un sorso di birra acida prima di guardarti fisso. Ti stai chiedendo come andrà la pista a sud, elfo? riprende l'uomo, stringendo le spalle sotto il cuoio, con Horgar alla testa andremo spediti. Il vecchio vuole correre per evitare le ondate di magia selvaggia che colpiscono la carovaniera da quando il cielo è impazzito. Ormai la Trama fa i capricci ovunque, ma con trenta carri robusti e le nostre lame a presidiare la strada non saranno certo i fulmini magici o le stranezze del disgelo a fermarci. Certo, muoversi in fretta ci rende un po' meno attenti a quello che succede alle nostre spalle. Io fossi in te terrei quel bel ferro ben oliato e darei un'occhiata alla boscaglia da cui siamo venuti. Finché stiamo allerta e l'acciaio è affilato, quell'argento a fine viaggio sarà nostro. Mettiti comodo. Varek solleva il boccale in un cinico segno di commiato, tornando poi a concentrarsi in silenzio sulla manutenzione dei suoi dardi di ferro. Le informazioni commerciali scambiate a voce si incastrano con i sospetti dello stalliere: la minaccia si sta muovendo nell'ombra circostante, ma la retroguardia è pronta a difendere il perimetro della colonna. Il mercenario si immerge nuovamente nei suoi affari esigendo il termine della conversazione, e noti che Mastro Borin, il vecchio vinaio , è ancora fermo a pochi passi di distanza, intento a trafficare nervosamente attorno ai sigilli di cera delle sue botti, continuando a lanciare occhiate cariche di malumore e sospetto verso la tua lancia...
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La luna crescente
Il ticchettio ritmico che risuona dalle fessure di quella colossale forma grigia prosegue incessante, come il battito cardiaco di un mostro agonizzante. Kaelen ascolta le domande di Fiore Della Giungla e Devras senza distogliere gli occhi dilatati dalle lamiere, lasciando che il vento da est disperda i fumi azzurri dei fulmini sopra le loro teste prima di rispondere. Non è un'esplosione interna...dice il cacciatore a voce bassissima, indicando con la punta della lama i bordi deformati dello squarcio. Le piastre grigie chiodate, spesse quanto il palmo di una mano, sono piegate e arricciate verso l'interno della struttura, non verso l'esterno. Qualcosa ha colpito questa cosa da fuori con una violenza inaudita. Qualcosa di immenso ha artigliato il ferro e lo ha aperto come se fosse pergamena morbida, per arrivare a quello che c'era dentro. Il tracciatore si sposta di pochi centimetri lungo il ciglio della terrazza, studiando la disposizione delle sagome umanoidi bloccate nel nevischio. Questi erano gli abitanti della pianura sottostante, continua Kaelen, e la sua voce trema appena per una fredda certezza. Quel guscio pesante risaliva dalle fonderie. Guardate le posizioni dei corpi: non stavano scappando da lì dentro. Stavano correndo verso le montagne. Cercavano di arrampicarsi su queste rocce per sfuggire a ciò che è sceso dai crinali. Ma qualunque cosa fosse... li ha ghermiti prima che potessero fare dieci passi. Le parole di Selyra e la determinazione silenziosa di Shamàsh e Zarath sembrano pesare sul cacciatore, che torna a volgere lo sguardo verso la mostruosa distesa geometrica nel cratere, dove l'Ancora di Ferro pulsa, scagliando un altro arco di fulmini azzurri che illumina a giorno le imponenti sagome di ferro incastrate nella cenere a chilometri di distanza. Sì, drow. Siamo arrivati, conclude l'uomo, fissando il pilastro che distorce la luce della Luna Rossa. Quella è la morsa che stringe le viti di questo mondo. Ma quel ticchettio che sentite là sotto... non so cosa sia. È un rumore artificiale, un battito di ingranaggi che non appartiene alla natura di queste montagne. E in questa landa, ogni suono insolito attira i predatori e le cose peggiori nel raggio di miglia. Se quel battere continua, non saremo soli ancora per molto. Kaelen indica la carcassa che ostruisce completamente la gola tra le rocce, bloccando l'unica via per scendere. Quella ferraglia incastrata chiude il sentiero da una parete all'altra, non c'è spazio per girarci attorno a piedi, conclude il tracciatore, stringendo l'impugnatura della lama mezza seghettata. Abbiamo solo due modi per superarla. Il primo è calarsi e passare proprio dentro il relitto, attraversando lo squarcio nella lamiera come se fosse un tunnel per uscire dall'altra parte, rischiando di far scattare o calpestare quel maledetto meccanismo che continua a battere. Il secondo è arrampicarsi direttamente sopra la struttura corazzata. Possiamo usare le piastre chiodate e i rivetti sporgenti della carcassa grigia per scalarla esternamente e scavalcare il blocco dall'alto, ma lassù sul dorso del relitto saremo completamente allo scoperto nel vento, e il metallo potrebbe essere instabile e cedere sotto il nostro peso. @ Tutti
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Passaggio verso nord
Il silenzio che segue le parole dell'umano è pesante, interrotto solo dal fischio del vento che entra dalla porta spalancata del Cuneo di Ferro. Thargor non si muove. Le sue mani nodose rimangono piantate sui sacchetti di cuoio, mentre i suoi occhi piccoli e scuri passano dall'arrogante guerriero in armatura piastrata alla vostra compagnia. I nani ai tavoli vicini hanno smesso di bere; l'aria nella taverna si è fatta improvvisamente rarefatta. Tiburzia rompe l'indugio con un'eleganza tagliente, muovendosi con un passo lento che la porta a frapporsi tra i nuovi arrivati e il bancone. Il suo inchino canzonatorio e il gesto verso le monete sono una dichiarazione di proprietà che non ammette repliche. Accanto a lei, Arkyn si ridesta dai suoi pensieri con una spensieratezza che spiazza i presenti. Il suo sguardo esotico scruta i quattro intrusi, indugiando sull'orecchio sfregiato e sul volto asimmetrico dell'elfa reietta, per poi rivolgersi direttamente al vecchio nano con un sorriso quasi genuino, ignorando del tutto la postura minacciosa del guerriero umano. Nelle retroguardie, Lorelai non dice una parola. La nausea che le attorcigliava lo stomaco sembra congelata dal freddo della porta aperta. I suoi occhi scuri rimangono incollati sulla cacciatrice elfa del nord, studiando la tensione dell'arco d'osso e la stabilità delle sue gambe coperte di pelliccia, pronta a scattare se quell'unico occhio sano e vitreo dovesse tradire l'intenzione di incocciare una freccia. L'imponente guerriero dei Cavatori stringe i denti, i muscoli della mascella tesi per l'irritazione nel vedersi schernito da una strega del sud e da uno straniero che treats la situazione come un gioco. Le sue mani d'acciaio si contraggono sui bordi del bancone, a un soffio dalle dita di Thargor. I due nani alle sue spalle fanno un passo avanti, battendo i manici delle asce sul pavimento con un rumore sordo. Mastro Thargor, tuttavia, sputa un'ultima boccata di fumo dalla pipa, e lo sguardo che riserva all'umano è privo di qualsiasi calore. Non ritira i sacchetti, ma la sua mano si solleva lentamente, indicando la cera plumbea impressa sul cuoio. Quassù non facciamo gare, Vance, risponde il vecchio nano con una voce profonda che zittisce il mormorio della sala. La Corporazione non rimangia la parola per quattro piastre arrugginite. L'oro ha già un padrone e il Livello Quattro ha già una squadra. Se la Gilda dei Cavatori ha delle lame da buttare, dì loro di mandarle al Distretto dei Cortili a difendere i carri del ferro. L'umano di nome Vance lancia un'occhiata furibonda a Lord Eryndor e a Godluin, che non hanno ancora abbassato la guardia, poi torna a fissare Tiburzia ed Arkyn con gli occhi ridotti a due fessure piene di odio. La Corporazione rimpiangerà questa scelta prima di domani, Thargor, ringhia Vance, allontanando le mani dal bancone con un gesto violento. E voi del sud... spero che sappiate combattere nel buio quanto sapete usare la lingua. Perché se vi incrociamo nelle gallerie delle Colline Frastagliate, non ci saranno nani o contratti a proteggervi. L'elfa reietta sputa a terra vicino agli stivali di Arkyn, un gesto di puro disprezzo , prima di girarsi insieme al resto del gruppo. I quattro imboccano l'uscita a grandi passi e spariscono nella nebbia gelida di Crunrith, sbattendo la porta di bronzo dietro di sé. Il baccano della taverna riprende solo a metà, mentre Thargor toglie finalmente le mani dai due sacchetti, lasciandoli sul legno del bancone a vostra disposizione. @ Tutti
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Il Tempo dei Perduti
Mentre i rumori sordi del massacro tra i worg e i goblin iniziano a sfumare nel buio della gola, il silenzio della notte torna a padroneggiare i Colli del Vento Freddo... Shage scende dalla sporgenza respirando a fondo per sciogliere l'immensa tensione, rincuorato dall'efficacia di quel gioco di squadra che ha salvato la vita a tutti, e sguaina una delle sue bacchette per infondere un calore rigenerante nel corpo ferito di Erika... La magia curativa del bardo lenisce i tagli superficiali della guerriera, ma il senso di vuoto e l'intorpidimento muscolare causati dal tocco del mostro rimangono ancorati ai suoi legamenti, un freddo parassitario che solo un lungo riposo al caldo o un incantesimo di restauro profondo potrà dissipare del tutto... Erika si appoggia pesantemente al manico del falcione, ansimando per la fatica ma accogliendo con un cenno grato il supporto del compagno, mentre i suoi occhi fissano torvi quella pietra anomala... Poco più in là, Vaulath sputa i rimasugli della carne grigia con un moto di disgusto, lasciando che la possente stazza dell'ira della montagna sfumi nella forma più agile e silenziosa di una pantera, muovendosi come un'ombra felina tra i resti delle tende abbandonate per rastrellare l'area... Akseli si avvicina con passo misurato alla parete rocciosa, studiando la pietra che fino a pochi istanti prima negava le tre dimensioni... Ora la roccia sembra tornata normale, ruvida e coperta di brina, ma quando il mago e Shage vi accostano le dita per ispezionarla con meticolosa attenzione, avvertono un dettaglio da brivido... La pietra in quel punto esatto è completamente priva di temperatura, non è fredda come il ghiaccio circostante, è semplicemente priva di calore, come se la materia stessa fosse rimasta anestetizzata dal tocco del Vuoto... Esaminando la base del muro dove il Ghul si accovacciava, gli occhi attenti dei due incantatori intercettano una borsa di cuoio rigido appartenuta alla creatura, scampata alla distruzione geometrica e contenente i suoi averi personali... All'interno della borsa, Akseli non trova mappe convenzionali o testi scritti nelle lingue della superficie, ma un frammento di pelle conciata di un nero opaco e innaturale... Sulla superficie scura sono state incise delle linee geometriche rigide che non seguono l'andamento dei fiumi o delle strade delle Valli, ma tracciano vettori spogli, quasi un diagramma astratto che converge verso un unico, vistoso simbolo stilizzato... Shage e il mago riconoscono quel marchio: è la medesima runa che il diario del professore Alarico Vaeerius associava alla Lente di Ossidiana... Accanto al simbolo, l'unica annotazione consiste in una sequenza di cifre incise con dita artigliate, sormontate da un glifo che nella cartografia sotterranea indica una profundità o un crepaccio montano... La pelle emana un debole e sgradevole odore di ozono e cenere, a testimonianza che l'essere grigio non si trovava lì per caso, ma si stava muovendo seguendo un preciso piano d'azione che punta dritto verso il nord-ovest... Ma le sorprese in quella gola dissacrata non sono finite... Muovendosi tra i resti del focolare centrale dove i goblin avevano accumulato il bottino delle loro razzie nelle Valli, la pantera Vaulath ed Erika notano un barlume metallico che spicca tra le ceneri... Con l'aiuto del falcione, recuperate un piccolo scrigno di ferro depredato a qualche carovana: al suo interno, protetti dal gelo, trovate tre piccole gemme dal taglio grezzo, una boccetta di vetro scuro contenente un denso liquido verde-azzurro, e soprattutto un anello d'argento brunito, inciso con sottili geometrie che sembrano rincorrersi senza mai incrociarsi..Akseli percepisce subito una debole aura magica protettiva emanare dal metallo... Il fuoco al centro del campo torna a scoppiettare debolmente, proiettando una luce fioca sulle tende abbandonate e sulla neve calpestata, mentre l'aria gelida della notte comincia a ripulire la gola dagli odori dello scontro... Con i superstiti ormai fuggiti lontano e i lupi dileguatisi nei boschi, l'intera area è sprofondata in una quiete totale, interrotta solo dal fischio del vento tra le rocce... Erika rinfodera l'arma, massaggiandosi la spalla intorpidita sotto lo sguardo vigile della pantera Vaulath, mentre Akseli ripone il frammento di pelle nera nel suo borsello... Shage solleva lo scrigno con gli oggetti preziosi e vi scambiate un cenno d'intesa alla luce della luna... @ Tutti
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Il destino di Bonnie
Lascio cadere la punta della Vergine Cruenta sul terreno bagnato di sangue nero, ansimando forte mentre guardo il corpo del grosso mostro grigio spezzato in due dal mio ultimo fendente. Il bagliore verde smeraldo della lama d'acciaio antico si spegne lentamente, tornando a riposare nel silenzio della notte selvaggia, e io suppongo che lo sforzo mi abbia fatto girare la testa per un istante, ma i miei occhi nocciola si guardano subito intorno alla ricerca di altre zanne, rilassando i tendini solo quando realizzo che l'unico lupo rimasto è quello addormentato dai puntini luminosi di mastro Todd. Non ho nemmeno il tempo di pulire l'acciaio dello zio Bartholomew che nell'accampamento scoppia un baccano peggiore di quello dei predatori. Todd si mette a saltellare urlando insulti pesanti contro Horglan per essersi nascosto nel fango, e subito dopo Marcus lo afferra per la collottola scaraventandolo a terra, ringhiando con i suoi occhi neri che sono io a decidere chi resta e chi va. Guardo lo gnomo spaventato che biascica un sì e il nano che si rialza tutto mortificato, con la faccia da cucciolo smarrito, correndo verso l'asinello per tirar poi fuori bende, acqua e unguenti. Prima di occuparmi di loro, però, cammino a passi lenti verso il lupo addormentato. Mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che non si lascia mai un lavoro a metà quando c'è di mezzo un predatore, perché se la bestia si risveglia nel buio profondo col sapore del sangue in bocca diventa dieci volte più feroce e ci azzannerà i talloni mentre dormiamo. Sollevo lo spadone d'acciaio pesante e, con un colpo secco e preciso dettato dalla pietà e dalle leggi della foresta, metto fine al suo sonno prima che possa soffrire o diventare una minaccia per i turni di guardia dei miei compagni. Ripulisco finalmente la lama sugli aghi di pino e faccio due passi felpati in mezzo al cerchio, mettendo di nuovo i miei stivali scamosciati tra di loro per portare la spensieratezza del nord in mezzo a questo temporale di sguardi storti dei cittadini. Todd, tieni la lingua a posto e non insultare Horglan. Chi non ha mai visto il sangue vero ha tutto il diritto di spaventarsi la prima volta, e ci scommetto un furetto che tu stesso stavi per bagnare la tunica grigia dalla paura prima di trovare quel colpo basso sotto la coda del mostro. E tu, Marcus, metti via quel viso da temporale, che io suppongo che Todd abbia solo preso un brutto spavento e non c'è bisogno di scuoterlo così tanto. Siamo tutti sulla stessa via e dobbiamo darci una mano a vicenda, mica ringhiarci contro come lupi affamati. Mi avvicino al nano che sta applicando sapientemente gli unguenti sulla mia spalla ferita, regalandogli un sorriso radioso che gli illumina la faccia sporca di pozza. Hai fatto proprio un buon lavoro con queste bende, Horglan, e la tua medicina rinfresca la carne che è un piacere gli dico con totale e ingenua gratitudine rurale, dandogli una pacca sulla mano per rassicurarlo. Vedi che sei utile? Senza il tuo asinello e le tue pezze a quest'ora saremmo qui a sanguinare sui pini. Nessuno ti rimanda dalla nonna, te lo ho promesso nel vicolo e la mia parola è solida come la roccia. Poi mi volto verso lo stregone biondo cenere che si tiene ancora il fianco squarciato, appoggiato al tronco dell'albero con il viso spettrale. Slaccio le mani dalle fasce azzurre e afferro la fibbia della mia cintura di cuoio cerimoniale, lasciando che il misticismo della guarigione risalga lungo le mie dita. Appoggio il palmo direttamente sopra il suo vestito di scaglie di rettile, proprio dove il sangue ha macchiato la stoffa, invocando il calore rigoglioso della terra. Tieni fermo quel fianco, uomo con le scaglie gli mormoro con una parlata lenta e lineare, mentre una forte, densa ondata di calore dorato scaturisce dalla mia cintura e si espande dentro la sua ferita, chiudendo i lembi di carne lacerata e rimettendogli il vigore nei muscoli in un colpo solo. Ti ho detto che non ti avrei lasciato crepare stanotte, e io suppongo che questo misticismo ti farà passare anche il muso lungo. Horglan, finisci pure di fasciare Marcus ora che la ferita è pulita. E tu, Todd, raccogli la legna che è rimasta e andiamo a rimetterci nei giacigli, che la notte è ancora lunga e domani i nostri piedi dovranno camminare dritti verso il Dente di Pietra. @ DM Mi siedo di nuovo contro il mio ceppo di pino, riprendendo in mano il coltello da caccia e il mio piccolo furetto di legno intagliato, pronta a vigilare sul riposo della mia stramba e bellissima compagnia. Finisco il mio turno tenendo gli occhi aperti sui sentieri scuri prima di cedere il cambio e rannicchiarmi nel mio nido di foglie per il resto della notte, scivolando in un sonno profondo. Apro poi gli occhi non appena il primo raggio di sole spunta oltre le cime dei pini selvatici, colorando il cielo di un rosa pallido e limpido che mi ricorda l'aria pulita delle mie montagne del nord. Mi stiracchio con un sonoro sbadiglio spensierato, allungando le braccia esili, e rimango piacevolmente sorpresa nel constatare che la spalla dove il grosso mostro grigio mi aveva azzannato ieri notte non mi fa più alcun male. Mi tocco la stoffa del vestito verde nuovo, scoprendo che la carne sotto le fasce azzurre è perfettamente pulita e rimarginata, senza nemmeno un briciolo di bruciore. Guardo Horglan che si sta sistemando i borsoni, con gli occhi piccoli per il sonno, e io suppongo che quel bravo nano abbia passato metà della notte a svegliarsi di nascosto per controllarci il sangue, pulire le piaghe e cambiare le pezze bagnate di unguento cicatrizzante sia a me che a Marcus. Mio padre Gideon dice sempre che non importa se un uomo trema quando il ferro stride, l'importante è che le sue mani sappiano costruire la vita quando il pericolo è passato, e io ci scommetto un furetto che le bende di questo fabbro valgono molto di più di tutti i sorrisi di sfida dei cittadini. Mi rialzo in piedi con un balzo felpato, sistemandomi la mantella di piume scure e stringendo la tracolla di cuoio del mio spadone cerimoniale, che stamattina mi sembra leggero come un ramoscello di salice. Mi avvicino al cerchio dove i miei tre bizzarri compagni si stanno preparando, reggendo il mio piccolo furetto di legno ormai finito di intagliare e mostrandolo con totale e radiosa allegria rurale. Buongiorno a tutti! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella l'oscurità della notte passata con assoluta trasparenza. Guardate qui, mastro Horglan ha delle mani così sapienti con i medicamenti che stamattina i miei tendini sono solidi come la roccia e non ho più neanche un graffio sulla pelle! Ringraziate anche voi la sua borsa delle medicine invece di tenere il muso lungo. Ora raccogliete gli zaini, ripulite le lame e diamo un po' di biada a questa buona bestiola da soma, che il sole è già alto e ci aspettano altre ore di cammino lungo il sentiero scoperto , forza sù mettiamoci in marcia verso il Dente di Pietra Faccio una carezza sul muso dell'asinello e mi avvio a grandi falcate calpestando gli aghi di pino, del tutto spensierata e priva di paranoie, pronta a guidare la nostra bizzarra carovana verso il secondo giorno di viaggio tra le foreste selvagge ai piedi dei monti...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Il primo raggio dell'alba di Ches taglia la foschia bagnata che sale dal fiume, illuminando il fango fresco dello spiazzo mentre i mozzi di legno dei tuoi due carri si immettono ufficialmente nel corpo della gigantesca fortezza mobile delle gilde superiori. I facchini di Horgar caricano rapidamente le tre pesanti balle di lana grezza e le due casse di utensili di ferro sul secondo carro, sotto lo sguardo burbero e vigile del vecchio Daran, che assicura le cinghie di canapa con nodi saldi. Lyra Thorne fa schioccare la lingua per spronare i cavalli del tiro principale, allineando agilmente il primo mezzo dietro i teloni cerati del consorzio dei vinai, dove l'aspro odore di mosto fermentato e legno di rovere impregna l'aria fredda del mattino. Kaelen recepisce la tua direttiva di tenere gli occhi aperti con un cenno asciutto della testa grigia, stringendo la presa sul mantello scuro. La ranger tiefling si sposta immediatamente a coprire il fianco orientale della carreggiata, scivolando tra gli arbusti con passi insonori per monitorare il limitare della boscaglia, mentre il grosso cinghiale Garm batte il sottobosco tenendosi a ridosso delle ruote posteriori. Ti disponi sul lato opposto, imbracciando la lancia con la compostezza millenaria del tuo retaggio. Ti accosti periodicamente al seggiolino di guida per scambiare sguardi d'intesa con Lyra; la mezzelfa ti risponde con una muta e fiera fermezza degli occhi cangianti, accennando con un lieve movimento del mento verso il retro del telone, dove la piccola Alys è rimasta rannicchiata in un silenzio vigile, protetta dalle coperte di lana. Il viaggio lungo l'arteria principale della Costa della Spada inizia sotto una pioggia fine e penetrante. La grande carovana avanzata in tutta la sua paranoica e mastodontica lentezza commerciale: più di trenta carri merci pesanti avanzano in fila indiana, scanditi dal grugnito dei buoi, dallo sferzare delle fruste dei conducenti umani e dalle grida sgarbate dei mercenari della gilda che cavalcano lungo i fianchi della colonna. La strada costiera è un asse battuto e profondo, sventrato dal disgelo primaverile, che costringe i cavalli a faticare nel fango grigio per mantenere il passo costante imposto dalle gilde. L'anonimato della folla vi protegge: i vostri due mezzi si confondono senza sforzo tra i teloni, nascondendo la tua presenza in mezzo a centinaia di viandanti ordinari. I tuoi sensi crepuscolari rimangono costantemente tesi verso l'oscurità dei boschi che costeggiano la carreggiata per intercettare le mosse dell'Eldreth Veluuthra, ma la presenza massiccia di dozzine di spade private sembra, per ora, aver scoraggiato qualsiasi imboscata palese in campo aperto. Dopo dodici ore di marcia estenuante e monotona, Horgar solleva la mano guantata dall'avanguardia della colonna, ordinando l'arresto dei tiri mentre le prime ombre del crepuscolo iniziano a inghiottire le colline meridionali. I mercanti arrestano i mezzi nel fango, disponendo i trenta carri a cerchio fortificato perimetrale attorno a un vecchio spiazzo di sosta abbandonato, a ridosso di un muretto di pietra crollato. I fuochi da campo vengono accesi rapidamente per scacciare l'umidità della sera, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie lo spazio del bivacco notturno. Lyra Thorne frena i cavalli del primo carro, scivolando stanca dal seggiolino con le mani arrossate dalle redini, mentre il vecchio Daran immobilizza il secondo mezzo carico di lana poco dietro il perimetro dei vinai. Kaelen ed il cinghiale Garm riemergono dalla boscaglia scura prendendo posizione nell'angolo più protetto e buio del cerchio, tenendosi lontani dalla calca degli umani. Il cerchio protettivo dei trenta carri della gilda si stringe attorno al vecchio spiazzo di sosta abbandonato, mentre il fumo denso dei fuochi da campo inizia a salire verso il cielo stellato della Costa della Spada. Le dodici ore di marcia forzata nel fango si fanno sentire sui muscoli di tutta la colonna, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie rapidamente lo spazio del bivacco, coprendo il grugnito dei buoi e lo scricchiolio dei legni che si stanno raffreddando. Lyra Thorne scivola stanca dal seggiolino del primo mezzo, con le mani arrossate dalle redini, muovendosi subito nel retro del telone per verificare che Alys sia protetta dalle coperte di lana e non venga spaventata dalle urla degli umani all'esterno. Poco dietro, il vecchio Daran immobilizza il secondo carro carico di lana, iniziando a sferrare i cavalli del tiro con gesti lenti e metodici, mentre la ranger tiefling Kaelen e il cinghiale Garm riemergono silenziosi dal buio della boscaglia esterna, prendendo posizione nell'angolo più protetto e in ombra del perimetro, tenendosi volutamente a distanza dalla calca dei carrettieri. Ti disponi sul limitare della vostra zona d'ombra imbracciando la lancia, e i tuoi sensi crepuscolari notano immediatamente che la sosta notturna ha attivato l'interesse e i sospetti di diverse figure del convoglio proprio attorno al perimetro dei tuoi due mezzi... A meno di dieci passi dalle tue ruote, intento a controllare i sigilli di cera di una grande cisterna di rovere, si muove Mastro Borin, il proprietario dei carri dei vinai che vi hanno preceduto per tutto il giorno... l'uomo, un umano anziano e tarchiato con una giubba di panno unta di mosto, solleva la sua lanterna schermata verso la tua figura d'argento, squadrando la tua glaive dorata con una paranoica diffidenza... borbotta qualcosa tra i baffi grigi, palesemente infastidito dalla presenza di un elfo dall'aria così aristocratica e insolita proprio alle sue spalle, temendo che la tua lancia possa attirare le attenzioni dei briganti della strada costiera sulla sua preziosa merce... Dall'altro lato dello spiazzo, seduto su una cassa di pino vicino a uno dei fuochi principali della retroguardia, si staglia invece Varek "Il Guercio", uno dei mercenari veterani della scorta di Horgar... l'uomo, ammantato in un cuoio borchiato logorato dall'uso e con una vistosa benda di tela scura sull'occhio sinistro, sta facendo scorrere con calma una pietra da affilare lungo la lama di una spada corta... le sue pupille scansionano i movimenti di Kaelen e del cinghiale sul perimetro con il cinico interesse di chi sa valutare i pesi militari sul campo, lanciando brevi occhiate nella tua direzione mentre manda giù un sorso di birra acida da un boccale di peltro... E proprio a ridosso del tuo secondo carro, intento a strigliare uno dei cavalli da tiro affaticati dal fango di Ches, si muove Liam,un giovane stalliere umano della gilda... il ragazzo ha i vestiti logori, le braccia che tremano per la fatica e lo sguardo spaventato di chi è abituato a subire gli strattoni e le imprecazioni dei carrettieri veterani... mentre pulisce l'animale, continua a lanciare occhiate guardinghe verso il telone di Lyra, muovendosi con una fretta paranoica, come se custodisse qualche pettegolezzo raccolto all'avanguardia di Horgar riguardo alle piste meridionali e avesse paura di essere visto a parlare con gli estranei...
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
L'uomo tarchiato inclina leggermente la testa all'indietro, sollevando la lanterna per illuminare con più decisione il riflesso d'argento dei tuoi lineamenti e l'acciaio della tua lancia. Un grugnito sommesso gli fende i baffi grigi nell'ascoltare la tua offerta commerciale. La proposta di mettere a disposizione i due carri vuoti risuona con immediato pragmatismo nelle orecchie del mercante, bilanciando all'istante la diffidenza con cui aveva sbarrato la strada ai vostri cavalli nella penombra. Horgar sposta lo sguardo verso Lyra Thorne e il vecchio Daran, studiando la tenuta dei legni e dei teloni cerati, per poi tornare a fissare i tuoi occhi crepuscolari. Carri vuoti pronti a caricare per Baldur's Gate, eh? borbotta l'umano, raddrizzando la schiena e facendo scorrere un dito guantato lungo il bordo del suo registro di cuoio, questo cambia le carte in tavola, elfo. Ho tre balle di lana grezza e due casse di utensili di ferro che i miei uomini non sanno dove stipare. Se le caricate sul secondo carro e lasciate il primo libero per i vostri affari, la gilda vi esenterà dalla quota per le guardie. Altrimenti, sono cinque monete d'argento a carro per accodarsi. Ma non farti illusioni sulla sicurezza: lungo la Via del Commercio le regole le detto io , se i briganti stringono il cerchio, le mie spade private difendono la colonna intera, non i singoli viandanti . L'uomo intinge la penna d'oca nel calamaio di corno appeso alla cintura, tenendola sospesa sopra il foglio in attesa del tuo cenno prima che l'alba si allunghi sulla pista. Se l'accordo vi sta bene, mettetevi in coda dietro i teloni del consorzio dei vinai, subito prima della retroguardia... comanda Horgar, indicando con il mento le prime luci che si muovono nel fango a meno di duecento iarde, e dite a quella tiefling armata che vi segue di tenere gli occhi aperti sui bordi della boscaglia. Muoviamo i mozzi tra dieci minuti. Prendere o lasciare.... Lyra Thorne tiene le redini corte sul primo carro, scambiandoti un'occhiata seria nella penombra e attendendo la tua parola, mentre il vecchio Daran aspetta immobile sul secondo mezzo...
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Il destino di Bonnie
Sento i denti della bestia magica stringersi sulla mia spalla con un ringhio furioso, un morso rabbioso che cerca la mia gola ma che trova solo la resistenza del mio giaco di maglia perfetto nascosto sotto la stoffa, lasciandomi addosso solo un dolore sordo e quattro gocce di vita versate nel fango. Sgancio un colpo di reni per deviare il suo muso pesante con il piatto della Vergine Cruenta, rimanendo ben salda sui miei stivali scamosciati in mezzo ai tizzoni dell'accampamento. Vedo la mia lama verde smeraldo tutta sporca del sangue nero del mostro dopo quel fendente da quindici danni che gli ha spaccato la pellaccia, mettendo a nudo i muscoli e le ossa del collo, e non posso che sorridere con spensierata e caparbia fermezza nel vedere il piccolo mastro Todd sbucare dal buio alle spalle della creatura, infilando il suo spadino sottile proprio sotto la coda con un tiro così doloroso da far ululare il Worg dal dolore. Dietro di noi, Marcus si rimette in piedi aggrappandosi alla corteccia di un pino, con il viso spettrale e lo sguardo fisso mentre lancia un altro dei suoi raggi violacei, prosciugando le ultime forze rimaste nei tendini della bestia magica. Io suppongo che questo mostro intelligente sia rimasto con pochissimo fiato nei polmoni e pochissimo vigore nelle zampe, ma mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che una bestia ferita e messa all'angolo è cento volte più pericolosa di una che caccia a pancia piena, perché sputa veleno e morde alla cieca pur di non crepare nel fango. Ogni secondo che passiamo a guardarci in cagnesco è un secondo di troppo, e io non ho nessuna intenzione di lasciare che questa carovana perda un solo pezzo prima ancora di aver visto il Dente di Pietra. Sfrutto il fatto che il Worg sia stretto in mezzo tra me e lo spadino di Todd per non dargli il tempo di respirare. Sollevo di nuovo lo spadone d'acciaio antico dello zio Bartholomew, stringendo il manico con le mani avvolte nelle fasce azzurre con tutta la forza che mi è rimasta in corpo, e faccio compiere alla lama un arco circolare perfetto, un fendente orizzontale mirato a troncare di netto i muscoli del collo già devastati dal mio primo colpo. Todd, tieniti pronto a saltare di lato se questo grosso sacco di pelo crolla dalla tua parte! grido a gran voce, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella il silenzio della foresta selvaggia, mentre scarico tutta la potenza della luce verde smeraldo per mettere fine a questa notte di sangue. Marcus, mastro Todd, tenete duro! Ci scommetto un furetto che questo predatore dalle zampe molli ha finito per sempre di fare il furbo con la gente delle montagne! @ DM
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Topic di Servizio
Vero , scusa , me ne ero dimenticato .
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Prima missione - Per una giusta causa
Evadne scuote lentamente la testa, le grandi corna nere che proiettano ombre stanche sulla parete di marmo. Sfiora le incisioni del feticcio d'osso di balena, mentre Lyra si stringe nelle spalle sotto le coperte pulite. Mai così nitidi, Raskva, risponde la tiefling, la voce ancora ridotta a un sussurro roco. Nei diari della mamma si parlava dell'oscurità che stringeva i moli di Tsurlagol, ma di notte sentivamo solo il richiamo della risacca. Questa volta... questa volta era come se quella dea volesse strapparci i ricordi dalla testa. Se l'acqua del mare non l'avesse respinta, credo che non ci saremmo più svegliate. Mentre la ragazza parla, un leggero bussare alla porta anticipa l'ingresso di una domestica di Orlov. La donna, muovendosi a occhi bassi e con discrezione assoluta, posa sul tavolo della stanza un grande vassoio d'argento carico di pane d'orzo caldo appena sfornato, ciotole di miele selvatico, frutta secca e boccali di latte fumante, per poi ritirarsi in silenzio. Lyra allunga una mano chiarissima verso il cibo, visibilmente affamata ma ancora scossa, mentre Evadne rimane seduta sul bordo del letto, lo sguardo perso verso i vapori del latte caldo che si dissolvono nell'aria. La porta principale della stanza si schiude di pochi centimetri e la drow in avanguardia scivola all'interno con la grazia silenziosa che la contraddistingue. Il suo mantello argentato è asciutto, ma i suoi occhi scuri saettano immediatamente verso la finestra e poi verso James e Raskva. Dietro di lei, nel corridoio, si intravede la sagoma massiccia di un soldato di Vane che mantiene la posizione di guardia. L'ex piorata non ha mosso i suoi mercenari alla luce del sole, non ancora, riferisce l'elfa scura, abbassando la voce e accostando il battente di legno per non farsi sentire dalla servitù. Le vedette di Vane non hanno segnalato movimenti sospetti lungo il viale dei mercanti durante la tempesta. Ma là fuori l'aria è pesante. Il clero oscuro sa che siete in questo settore della città. Se intendete invocare le forze della natura o i vostri alleati invisibili, sciamano, fatelo adesso , abbiamo bisogno di sapere da quale direzione arriverà il prossimo affondo prima che l'isolamento di questa casa venga messo alla prova. Dall'angolo vicino alla porta, la seconda drow , che è rimasta a braccia incrociate a osservare la scena , giocherella distrattamente con un dardo da balestra, lo sguardo fisso sulle due gemelle. La casa è protetta e il mercante ha buone guardie, elfi e umani insieme. Ma le mura non fermano i sogni , se la Signora della Perdita ha trovato una crepa nelle loro menti stanotte, la ritroverà anche oggi se abbassiamo la guardia. Dobbiamo stabilire come muoverci all'interno di questo perimetro. @ Tutti
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Un Futuro Migliore
Dardan ha risposto a Alonewolf87 a un discussione Discussioni in Ritorno al Tempio del Male ElementaleGarok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Sposto il peso del corpo in avanti, staccandomi dalla parete per guardare direttamente la scrivania di Ormund. Il mio sguardo si fa più attento non appena Lavelior posa sul tavolo il cubo metallico con la lamiera piegata; un oggetto che, sebbene danneggiato, rappresenta un legame innegabile con il nano. Mentre l'elfo spiega i dettagli sul carico in arrivo al magazzino, stringo i pugni dietro la schiena, concentrato sulle implicazioni tattiche di quella rivelazione. Non intervengo a parole, ma fisso il figlio del Conte con un cenno del capo severo, quasi a voler sottolineare che la minaccia al magazzino è una scadenza che non possiamo permetterci il lusso di ignorare o sottovalutare.
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Nuove Reclute (Gruppo 2)
Maybelle Petit Addio profilo basso...'penso tra me e me, portandomi una mano alla fronte mentre sEr Monnezza urla all'intera locanda. poi con gesti calmi e misurati, decido che è il momento di mettermi comoda. , mi tolgo la maschera di cristallo e, mormorando una rapida parola arcana, annullo il camuffamento magico , 'illusione si dissolve, rivelando il mio aspetto normale e liberando la mia folta chioma di capelli bianchi e senza badare troppo alle occhiate altrui, inizio finalmente a mangiare con calma il mio stinco, sperando che la sfacciataggine di uno dei miei compagni porti almeno a qualcosa di utile.
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