Vai al contenuto

Dardan

Circolo degli Antichi
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Le tue parole rompono il silenzio della dependance con la freddezza dell'acciaio, mentre Fratello Corin si avvicina con le mani tese... il chierico di Ilmater non usa mezzi termini: afferra il fusto di legno del dardo conficcato nella tua spalla e, con uno strappo secco e brutale, lo estrae dalla carne... ringhi, i muscoli che si contraggono mentre un fiotto di sangue scuro e denso bagna il pavimento di pietra, emanando l'odore ferroso e caldo della mortalità... Corin pressa immediatamente una manciata di erbe amare e sale consacrato sulla ferita aperta, e il bruciore ti incendia i nervi, costringendoti a stringere i denti fino a farli stridere... Lyra osserva la scena dal focolare, il volto parzialmente in ombra e le dita che tormentano nervosamente l'impugnatura di osso del suo pugnale... nei suoi occhi non c'è più la dolcezza della notte passata, ma la dura e spietata lucidità di chi sa che il sangue versato al mercato ha appena segnato il destino di tutti voi... Il Primo Sacerdote Aldus ascolta il tuo resoconto senza muovere un muscolo del viso, ma le sue dita nodose stringono l'asta del bastone fino a far sbiancare le nocche... la foglia di quercia di Silvanus oscilla sul suo petto, riflettendo la luce grigia del pomeriggio che filtra dalla finestra, mentre la cupa realtà di una Secomber marcia e corrotta si palesa in tutta la sua miseria... emette un respiro lungo, pesante, che sa di vecchia terra e rassegnazione, prima di incrociare il tuo sguardo fiero... Tu parli di divellere l'organizzazione alla radice, Silyndor... parli come un guerriero dei cieli che vede il mondo diviso in luce e ombra... dice l'alto sacerdote, la voce che scende di tono, facendosi cupa e tagliente come una lama, ma questa terra è impastata di fango e avidità... il Trono di Ferro non è un nemico che puoi decapitare con un fendente... è un'idra invisibile... se uccidi un capobanda al mercato, la gilda ne comprerà altri due il mattino successivo utilizzando l'oro confiscato ai disperati... e il Lord... il Lord è un uomo assediato... se andassimo a palazzo, gli esattori del Trono mostrerebbero i registri ufficiali con i loro sigilli, accusandovi di omicidio e contrabbando... il Lord sceglierebbe la pace della sua città e la testa di un elfo straniero prima di scatenare una guerra civile contro chi finanzia la sua palizzata... Aldus fa un passo avanti, e la sua ombra si allunga massiccia sulle pareti della dependance... si china verso di te, e il suo sguardo si fa carico di una paranoica, viscerale gravità... Vuoi proteggere Lyra e il vecchio? Allora ascolta il mio consiglio... non ci sarà alcuna tutela da parte della legge degli umani... in questo preciso istante i tre corpi dei mercenari giacciono a terra insanguinati davanti alle porte del magazzino... è solo questione di minuti prima che una ronda cittadina o altri scagnozzi del Trono scoprano il massacro sullo spiazzo... gli assassini della gilda non verranno alla luce del sole con le guardie del Lord... strisceranno nel buio... cercheranno il tuo sangue, e se non lo troveranno, useranno la carne di Lyra per stanarti... l'enclave di Silvanus può proteggervi per qualche ora, ma i tronchi della palizzata esterna non fermeranno il veleno... A quelle parole, Lyra scatta in piedi, i lineamenti ibridi contratti in una smorfia di freddo orgoglio selvaggio... fa un passo verso di te, posandoti una mano sulla spalla sana, e senti il calore delle sue dita imprimersi contro la tua pelle... Non ho paura dei loro sicari, Silyndor... e non ho intenzione di rimanere qui ad aspettare che vengano a prendermi come una pecora nell'ovile... ringhia la mezzelfa, la voce roca e vibrante di una determinazione feroce, se la legge di questa città ci considera carne da macello, allora Secomber ha finito di essere la mia casa... dobbiamo correre giù al deposito immediatamente, prima che lo spiazzo venga circondato, riprenderci i muli e i carri con la forza se necessario, e andarcene... prima che l'intera città sia in allarme... Aldus annuisce lentamente, facendo scivolare lo sguardo sulla mappa antica che avevate esaminato... La mezzelfa dice il vero... la vostra unica speranza di salvezza è la fuga, prima che il Conestabile Beren riceva la notizia dal mercato inferiore e ordini alle guardie di bloccare i transiti... sussurra il vecchio sacerdote, indicando con l'indice nodoso la pergamena, una volta ripresi i carri, non dirigetevi verso i grandi cancelli della città, sarebbe una trappola... sul retro del magazzino in cui si trovano i vostri muli, seminascosto dalle assi, c'è un vecchio varco di contrabbando che taglia i tronchi della palizzata... si apre direttamente sui crinali esterni e immette su un antica pista verso il Bosco Nebbioso... è una via accidentata, vecchia di millenni, che gli umani temono e non pattugliano... vi porterà lontano da Secomber senza che nessuno possa tracciare il passaggio delle vostre ruote... muovetevi, prima che le guardie blindino lo spiazzo del deposito... @
  2. Mevrah , The Witch Il mio fumo dolciastro si dissolve contro la mente della bestia, e vederlo ancora in piedi, mentre osa persino risucchiare la linfa vitale di Keothi e risanare le sue carni grigie, fa scattare qualcosa dentro di me. Dietro la mia maschera demoniaca, le mie labbra si contraggono in una smorfia di puro disprezzo. Creatura arrogante. Crede che la sua mente d'ombra sia impenetrabile, si permette persino di scrutarci dall'alto della sua stazza e chiamarci ratti. Le cicatrici sul mio corpo verde acceso iniziano a bruciare, pulsando di una luce maligna che risponde alla mia rabbia. Il potere dei miei tatuaggi rituali si ridesta, rifiutando il fallimento. Se ha respinto la prima ondata, la seconda gli spezzerà le barriere mentali come ramoscelli secchi. Non mi importa delle sue lance volanti o delle sue rune violacee: la sua carne appartiene al mio Patrono. Allungo una mano scheletrica verso di lui, le dita artigliate che graffiano l'aria densa della città umana. Questa volta non esalo fumo, ma lascio che il mio odio si canali direttamente nei suoi occhi. Riapro la bocca, e la stessa parola arcana di prima, Sshhh'vath, risuona più acuta, distorta, raschiando le orecchie dei miei compagni come metallo su pietra. La maledizione pretende il suo tributo. Dormirai, colosso, che tu lo voglia o no. @ DM .
  3. Maybelle Petit Concordo , è proprio il caso di riposare , il mulino sarà ancora qui anche più tardi... io direi di tornare indietro e tornare qui dopo...
  4. L'esattore civile non attende un secondo di più... agguanta il suo registro con le dita che tremano e si allontana lungo l'unica via d'uscita, scivolando rasente alla parete umida di mattoni con la testa bassa, pur di non incrociare nuovamente il tuo sguardo... si porta dietro il terrore di quel nome sacro, i Seldarine, che hai scagliato come una condanna contro la sua avidità mortale... rimani in silenzio, immobile nel buio del vicolo cieco, aspettando che l'uomo abbia svoltato l'angolo e che i suoi passi affrettati siano svaniti nel frastuono del mercato inferiore prima di muoverti... solo allora fai un cenno a Lyra per continuare... Tornati sul piazzale del magazzino, le chiavi di ferro scattano nei lucchetti con un suono secco, liberando finalmente le porte massicce... i muli e i carri di Lyra sono di nuovo accessibili e in salvo, e con l'aiuto del vecchio Daran, che ancora trema per l'adrenalina dello scontro, spezzate i sigilli di cera scura, richiudendo la struttura in sicurezza prima che le grida della strada attirino l'attenzione dei soldati... Mentre vi incamminate a passi rapidi lungo la via in salita verso i quartieri alti, ti fermi per un istante sui tre corpi rimasti a terra... le tue dita mortali frugano nelle scarselle dei mercenari, raccogliendo quelle monete d'argento e di rame lordure di fango per sparpagliarle deliberatamente lungo il ciottolato, come un bizzarro e potente atto di disprezzo per quell'oro sporco che gli umani adorano come un dio... raccogli solo una manciata di quegli spiccioli residui, non per arricchire le tue tasche, ma con il solo scopo di usarli come strumento di riscatto prima di riprendere la marcia, vigile, conscio che la corruzione strisciante di questa era potrebbe aver allungato i suoi tentacoli persino tra le mura bionde del santuario... A metà della salita, dove i vicoli si fanno più stretti e l'odore del fumo delle fucine si fa acre, ti fermi davanti alla baracca fumosa di un maniscalco umano... l'artigiano solleva il martello dall'incudine, squadrando la tua figura fiera e il sangue che ti macchia il giaco di maglia con una diffidenza mista a paura... ti avvicini al bancone e, senza dire una sola parola, lasci cadere sul tavolo di legno quelle monete sottratte che avevi raccolto, l'argento e il rame della spietata gilda, che tintinnano pesantemente vicino al fuoco... fissi l'uomo negli occhi con un'espressione che non ammette repliche, indicando il metallo con un cenno glaciale prima di voltarti e riprendere il cammino... il messaggio impresso in quel silenzio è stato lanciato nel cuore di Secomber: non sei corrompibile, e la tua volontà esige che persino l'oro del sangue venga fuso per forgiare vomeri per la terra... ma mentre vi allontanate, la spalla torna a pulsare e il dubbio sulla tua attuale e debole condizione mortale ti stringe il petto, costringendoti a invocare nella mente la guida di Corellon Larethian... L'imponente arcata di pietra dell'enclave di Silvanus vi accoglie nuovamente nel pomeriggio grigio, e le portes di legno si serrano dietro di voi come le paratie di una fortezza... il Primo Sacerdote Aldus vi viene incontro nel chiostro alberato, interrompendo i suoi passi non appena vede il dardo di balestra conficcato nella tua spalla e la tunica inzuppata di sangue... il suo volto anziano si contrae in un'espressione di profonda e immediata preoccupazione, e fa subito segno a due novizi di correre nella sala medica a chiamare Fratello Corin... Silyndor... cosa è successo giù al mercato inferiore? domanda l'alto sacerdote, guidandovi in fretta verso il calore della dependance privata e aiutandoti a togliere il pesante mantello per esaminare il danno, mentre Lyra si siede stanca accanto al focolare...
  5. @Ian Morgenvelt in questa nuova avventura , supponendo di iniziare in due , che personaggio vorresti fare?
  6. Il movimento del fusto di legno della tua glaive è un arco preciso, fulmineo, che intercetta la tempia del balestriere terrorizzato prima ancora che possa finire la sua supplica... il colpo sordo lo manda a dormire all'istante, facendolo crollare privo di sensi sul porticato di fianco al compagno... lo spiazzo davanti al magazzino torna improvvisamente silenzioso, rotto solo dal fischio del vento freddo e dal fumo grigio delle fucine in lontananza... stringi i denti mentre il cuore continua a martellarti le tempie come un tamburo di guerra e l'adrenalina dei mortali infiamma i tuoi muscoli, costringendoti a fare appello a ogni briciolo di disciplina celestiale per mantenere quella superficie gelida e marmorea che mostra all'esterno... Lyra Thorne rinfodera i suoi pugnali con gesti rapidi, seppur con le dita che tremano leggermente per il picco di tensione appena superato... si ripulisce il fango dai pantaloni e si volta a guardarti, e nei suoi occhi cangianti si palesa un rispetto profondo, quasi spaventato, per la ferocia metodica con cui hai spazzato via la scorta del magazzino... alle tue domande incalzanti sulla corruzione della città e sui vertici di quella società criminale, la mezzelfa si stringe nel mantello, muovendosi al tuo fianco mentre vi dirigete a passi decisi verso l'imboccatura del vicolo cieco... Il Lord di Secomber non è corrotto, Silyndor... ma è un uomo debole, schiacciato dalla paura della Magia Matta e dal bisogno di mantenere l'ordine... sussurra Lyra, la voce ridotta a un soffio teso per non farsi sentire dai rari passanti che scappano vedendo il sangue sullo spiazzo, il Trono di Ferro non è una semplice banda di quartiere... è una gilda spietata di mercanti e contrabbandieri d'armi che controlla le rotte da qui fino alla Costa della Spada... nessuno sa chi sia il capo supremo, si nascondono dietro prestanome e oro... a Secomber hanno comprato metà degli ispettori della dogana, e se qualcuno si ribella a loro... di solito finisce sul fondo del fiume con la gola tagliata... non abbiamo potenti che ci tutelino qui... a parte forse il Primo Sacerdote Aldus... La conversazione si interrompe bruscamente quando svoltate l'angolo del vicolo cieco, tra due alte pareti di mattoni umidi... l'esattore civile si trova proprio lì, rannicchiato contro una catasta di botti vuote... stringe il registro di pergamena al petto come uno scudo inutile, e il suo volto è ridotto a una maschera di puro terrore bianco nel vederti comparire con il mantello inzuppato di sangue e la punta argentata della glaive ancora vibrante... I-Io stavo solo eseguendo gli ordini della dogana!... Non sapevo che foste scortati da... da un soldato del tempio!... strilla l'esattore, la voce che sale di tono per la paranoia collettiva mentre le sue gambe cedono del tutto nel fango, lasciandolo seduto contro il legno delle botti... Fissi l'uomo con un'espressione truce, imponendo la tua fiera prestanza fisica e intimandogli di consegnare il maltolto in virtù dell'autorizzazione concessa dal Lord in persona... il burocrate non prova nemmeno a negoziare... con le mani che tremano violentemente, infila le dita nella scarsella di cuoio ed estrae un massiccio mazzo di chiavi di ferro, insieme a un documento ufficiale recante il sigillo di cera spezzato, allungandoli verso di te come se fossero ferro rovente... Prendetele!... Prendete tutto!... Le chiavi aprono sia i lucchetti del magazzino che le catene dei muli... l'ordinanza di sequestro è lì... vi prego, dite al vostro dio della natura che la dogana non voleva offendere la sua luce!... supplica l'umano, chiudendo gli occhi e coprendosi il capo con il registro, convinto che il tuo prossimo movimento sia un colpo di grazia... Lyra fa un passo avanti, strappando le chiavi e la pergamena dalle mani del burocrate con uno strappo secco e lanciandoti un'occhiata carica di un'intensa, feroce esultanza... il sequestro è stato spezzato, le chiavi per liberare i carri e i muli sono finalmente nelle vostre mani, ma il tempo stringe... il rumore del combattimento potrebbe aver già allertato qualche ronda cittadina... @
  7. Il fragore delle cucine e le urla dei carrettieri sembrano spegnersi per un istante attorno al vostro tavolo. La provocazione di Lorelai e il contatto della sua mano sulla spalla del mercenario fanno cambiare l'aria in tutta la Zona dei Disperati. L'uomo con la cicatrice si irrigidisce istantaneamente. Il riflesso della lama d'osso si ferma a metà aria, mentre il suo compagno smette di bere e lascia cadere il boccale di peltro sul tavolo con un tonfo pesante. Nei loro occhi non c'è sorpresa, ma il gelido cinismo di chi ha visto troppe risse di frontiera finire nel sangue. L'uomo con la cicatrice solleva lentamente lo sguardo, ignorando Lorelai e fissando direttamente il vostro tavolo, incrociando lo sguardo solenne di Lord Eryndor, la pacifica neutralità di Tiburzia e la studiata indifferenza di Arkyn. Un silenzio carico di minaccia si espande tra le due tavolate, interrotto solo dal ritorno di Godluin. Il ragazzo si siede con evidente disappunto, giocherellando nervosamente con il ciondolo mentre ripensa a ciò che ha appena decifrato sulla bacheca. @ Godluin Ma la pianificazione sul domani viene bruscamente congelata dal movimento del mercenario. Con un colpo secco di spalla, l'uomo allontana la mano di Lorelai e, con un movimento deliberato, pianta con forza il coltello d'osso nel legno del proprio tavolo, lasciando la lama conficcata e vibrante tra i piatti di peltro. L'uomo non si rivolge alla ragazza, ma continua a fissare intensamente Eryndor e Arkyn. Le sue parole sono una sfida ruvida che taglia il baccano circostante, avvertendo la compagnia che toccare senza invito un uomo della Gilda dei Cavatori quassù al nord è il modo più rapido per farsi tagliare le dita, e invita il tavolo a portar via la propria compagna Shadar-kai prima che la situazione diventi pesante. Ai quattro angoli dello stanzone, i massicci Bugbear stringono le dita attorno alle mazze ferrate, spostando i loro occhi ferini direttamente sul vostro settore, in attesa del minimo pretesto per scatenare la violenza ed esigere il rispetto delle regole della locanda. @ Tutti
  8. Mentre la notte invernale stringe l'Abbazia in una morsa di ghiaccio, la Casa del Raccolto si divide in due mondi separati... quello del riposo vigilato e quello della ricerca febbrile... Nell'ala degli ufficiali dell'ospizio, Erika si chiude la porta alle spalle con un profondo senso di sollievo... il peso dell'acciaio che scivola via dal corpo è una benedizione per i muscoli indolenziti, ma la marzialità non la abbandona, si sdraia sul pagliericcio tenendo indosso gli abiti minimi per poter scattare, la mano vicina all'elsa e l'orecchio teso al minimo rumore proveniente dalle mura... Poche stalle più in là, sotto i portici del Grande Granaio, Vaulath compie il suo rituale selvaggio, lasciando che i destrieri da tiro si approccino a lui, annusando la sua imponente stazza goliath finché la paura del predatore non diventa noiosa abitudine... solo allora muta fluidamente nella forma flessuosa di una pantera nera, accucciandosi tra le pelli calde, con le orecchie reattive a ogni minimo nitrito di allarme... Nel frattempo, nel cuore sotterraneo della biblioteca, il tempo sembra perdere importanza... Le lampade a olio proiettano cerchi di luce calda su pile di pergamene ingiallite, mentre le battute di Shage sui trattati di cucina svaniscono presto per lasciare il posto al silenzio dello studio... Akseli dispone con cura geometrica la pagina del diario del professore Alarico Vaeerius, guidando il bardo nella scansione dei tomi... Le ore passano lente, scandite solo dal voltare delle pagine e dal crepitio dello stoppino... Per quanto l'Abbazia sia devota a Chauntea, i suoi archivi storici custodiscono frammenti di cronache risalenti alla Caduta di Myth Drannor e ai primi insediamenti delle Valli... Lavorando d'intesa, la precisione accademica del mago e l'intuito bardico di Shage per i miti oscuri iniziano a far emergere qualcosa tra le righe di un antico diario di un chierico eremita... @ Akseli e Shahe Quando i primi barlumi dell'alba iniziano a filtrare dalle strette feritoie della biblioteca, Akseli e Shage hanno gli occhi arrossati dalla stanchezza, ma stringono tra le mani questi nuovi, inquietanti frammenti di verità... Fuori, il silenzio della notte non è stato spezzato da alcun grido di guerra, il Casato Jaelre non ha attaccato, confermando la snervante strategia drow di attendere che i nervi dei difensori si logorino nella bufera... L'alba del giorno successivo sorge limpida e gelida, illuminando il cortile dell'Abbazia dove i novizi sono già al lavoro per spalare la neve fresca, mentre Erika e Vaulath si svegliano con i muscoli finalmente riposati e la mente lucida... Un novizio bussa alla porta della biblioteca e della stanza degli ufficiali, portando brocche di latte caldo, pane d'orzo e un messaggio da parte del Gran Sacerdote... Il profumo del pane d'orzo appena sfornato e del latte caldo riempie l'aria del grande refettorio comune dell'Abbazia, un ambiente imponente dalle lunghe tavolate di legno massiccio, dove il calore dei camini scaccia via i brividi dell'inverno... I novizi si muovono silenziosi tra i tavoli, mentre la luce limpida e gelida del mattino filtra dalle alte vetrate, illuminando il cortile interno dove la vita della comunità agricola tenta di riprendere i suoi ritmi, nonostante lo stato d'assedio... Vi ritrovate tutti e quattro seduti alla tavolata d'angolo, dove Fratello Derim Whiteshield vi ha fatto riservare un posto... Erika e Vaulath arrivano dalla zona degli alloggi ritemprati da una notte trascorsa senza l'oppressione del gelo parassitario, e poco dopo Akseli e Shage li raggiungono, scendendo i gradini della biblioteca inferiore con le dita ancora sporche dell'inchiostro delle vecchie pergamene consultate... Il vecchio sacerdote ha tolto l'armatura pesante, indossando una più confortevole tunica di lana grezza marrone con il simbolo di Chauntea ricamato in filo dorato sul petto, ma il suo volto, segnato dalle rughe e dalla stanchezza, mostra chiaramente che ha passato la notte a vegliare sulle mura e a controllare le condizioni del calice d'argento... Il Gran Sacerdote vi accoglie incrociando i polsi sul petto, attendendo che i novizi abbiano finito di servire la colazione prima di chinarsi in avanti verso di voi, parlando a voce bassa per non farsi sentire dagli altri fratelli presenti nella sala: Sia lodata la Grande Madre... la notte è passata in silenzio, e il calice di terra sacra sta reggendo l'urto, anche se stamattina i primi fili d'erba benedetta sul bordo hanno iniziato a farsi grigi... abbiamo guadagnato tempo, ma sappiamo tutti che è un argine temporaneo... mastro mago, mastro bardo... vedo nei vostri occhi il peso delle ore passate tra le pergamene... ditemi, la conoscenza degli antichi vi ha concesso qualche risposta su questo fardello che portate?... @ Tutti
  9. Il dolore alla spalla sinistra è un artiglio rovente che pulsa sotto il ferro freddo del giaco di maglia, bagnando di rosso la tunica... ma il ringhio che ti fende le labbra non è un lamento dei mortali, è la rabbia di un guerriero eladrin che rifiuta di piegarsi alla fragilità della carne... stringi le dita sull'asta della glaive, ignorando il calore del sangue che cola lungo il braccio, e scatti in avanti nel fango del mercato inferiore con un'andatura fluida, micidiale... la tua traiettoria taglia la nebbia del mattino a tempo di record, portandoti a ridosso del porticato dove i due tiratori stanno ancora armeggiando freneticamente con le leve di caricamento delle loro balestre... Al tuo fianco, Lyra Thorne risponde al comando istantaneamente, allargandosi verso destra con i pugnali invertiti tra le dita, scivolando come un'ombra silenziosa per schiacciare ogni loro possibilità di fuga... Ti pianti a tre metri esatti da loro, sfruttando l'intera estensione dell'acciaio benedetto da Corellon Larethian... i due mercenari sollevano lo sguardo sotto i cappucci di cuoio, e nei loro occhi si dipinge il terrore puro nel vederti piombare addosso con la lama d'argento che risplende di una luce celestiale... non c'è spazio per mirare, non c'è tempo per scoccare... il tuo fendente cala dall'alto verso il basso come una scure divina, preciso, inesorabile... La punta della glaive intercetta il primo balestriere prima che possa sollevare il fusto di legno... l'impatto della lama benedetta è devastante: squarcia la maglia di ferro sul petto del mercenario, penetrando a fondo nei tessuti vitali con un rumore sordo... l'uomo emette un rantolo soffocato, sputando sangue sulle assi del porticato prima di crollare in avanti, rigido, con la balestra che gli sfugge dalle dita e finisce nel fango... il colpo lo ha stroncato sul colpo, lasciandolo immobile... Il secondo tiratore, rimasto solo e completamente imbrattato del sangue del compagno, lancia un grido di puro shock e disperazione... getta la balestra scarica a terra con un movimento convulso, indietreggiando fino a schiacciare la schiena contro la porta sbarrata del magazzino... solleva le mani aperte davanti al viso, la mascella che gli trema violentemente mentre fissa la punta della tua arma che brilla a pochi centimetri dalla sua gola... Non colpire! Vi prego... non colpite! urla il superstite, la voce che si incrina per il terrore di fronte alla tua fiera e agghiacciante prestanza fisica, i sigilli... le chiavi le ha l'esattore... è fuggito di là, nel vicolo cieco... vi prego, lasciatemi vivere... Lyra Thorne si blocca a un passo da lui, con la lama del pugnale destro sollevata e il fiato corto... si volta verso di te, e nel suo sguardo c'è un misto di sollievo e assoluto sbigottimento per la rapidità brutale con cui hai spazzato via la resistenza del Trono di Ferro... il vecchio Daran esce finalmente da dietro le ruote di un carro sul fondo dello spiazzo, guardando i corpi abbattuti con gli occhi sbarrati dal terrore...
  10. Vero , difficile trovare giocatori di pathfinder neanche fra quelli che conosco io ci gioca ancora qualcuno... e nemmeno io ho preferenze sul livello di partenza per la nuova avventura .
  11. Il tuo sussurro a Lyra scorre come un brivido freddo sotto il cappuccio della mezzelfa... la donna non risponde a parole, ma un impercettibile, letale cenno del capo ti conferma che ha capito ogni singola sfumatura della tua tattica... le sue dita si allentano attorno ai pugnali nascosti nel corpetto e il suo corpo si flette, pronta a scivolare lateralmente nell'ombra della nebbia per sfruttare la portata della tua arma e colpire ai fianchi non appena i mercenari saranno concentrati su di te... Fai tre passi decisi in avanti sul fango del mercato inferiore, piantando gli stivali alla distanza millimetrica di quattro metri e mezzo dallo spiazzo, quanto basta perché la tua glaive possa sferzare l'aria prima che le loro lame corte riescano a sfiorare i tuoi stracci... sollevi il mento, fissando il capobanda dritto nelle pupille mentre la tua voce profonda risuona contro le pareti di legno del magazzino, intimando il pentimento e sfidando la loro falsa autorità con il nome del Lord e di Silvanus... concentri ogni briciolo della tua volontà nel tentativo di attivare lo sguardo che uccide, cercando quel potere ancestrale che un tempo scaraventava i malvagi nel vuoto... ma il tuo guscio mortale risponde solo con una vampata di frustrazione... gli occhi dello sgherro restano vitrei, privi di rimorso, specchio di un'anima troppo meschina per comprendere la giustizia dei cieli... Imprechi nel silenzio della tua mente, ma non ti arrendi... stringi l'asta di legno e pronunci la supplica liturgica a Corellon Larethian... e questa volta la Trama risponde... un debole, purissimo bagliore argenteo scivola dalle tue dita lungo l'acciaio della glaive, infondendo nell'arma un'energia vibrante che taglia la nebbia del mattino... A quella vista, l'esattore in abiti civili lancia un grido soffocato, stringendo il registro al petto e arretrando di corsa verso il vicolo laterale, mentre i quattro scagnozzi del Trono di Ferro scoppiano in una risata roca, snudando i denti gialli... la vista di una lama luccicante non basta a spaventare uomini che hanno fatto del sangue il proprio mestiere... Un elfo con un arma che brilla... pensi di spaventarci con i tuoi trucchi da fiera, vecchio? ringhia il capobanda, sputando per terra e sollevando una pesante mazza ferrata, mentre i due sgherri alle sue spalle incastrano con un sinistro scatto metallico i dardi corti nelle loro balestre... qui la legge la fa chi paga, e il ferro della mezzelfa appartiene al Trono... abbattete quel vecchio pazzo! Il capobanda scatta in avanti nel fango, sollevando la mazza per colmare la distanza che vi separa, seguito dal secondo mercenario con la spada corta in pugno... ma muovendosi con impeto verso di te, calpestano proprio lo spazio millimetrico che avevi calcolato... la tua guardia è alta, i tuoi sensi millenari registrano ogni sbilanciamento del loro peso, e la punta argentata della tua glaive è già pronta a ghermire il loro primo passo falso nel buio... Il fango del mercato inferiore si solleva sotto gli stivali pesanti del capobanda che si lancia in avanti, sollevando la mazza ferrata con un urlo rabbioso... ma la sua foga lo tradisce, facendolo entrare dritto nello spazio controllato dalla tua arma... i tuoi sensi millenari, affilati dalla preghiera appena pronunciata, non lasciano scampo... prima ancora che l'umano possa caricare il colpo, la tua glaive potenziata dalla luce d'argento di Corellon saetta nell'aria con un fischio letale... l'acciaio benedetto squarcia il giubbone di cuoio del bruto con precisione chirurgica, aprendo una ferita profonda sul petto che interrompe il suo urlo in un rantolo di sangue... il capobanda barcolla, sbilanciato dall'impatto e dal dolore acuto, perdendo lo slancio iniziale della carica... nel sfilare indietro, scivoli sul terreno bagnato arretrando di un passo per mantenere la distanza di sicurezza, e con un fulmineo movimento rotatorio delle braccia sferri un secondo, micidiale fendente... la lama risplende di quel bagliore celestiale mentre compie un arco perfetto, intercettando il secondo mercenario che stava avanzando con la spada corta spianata... il colpo lo centra in pieno volto, spaccandogli la mascella e scaraventandolo a tempo di record a terra nel fango, dove l'uomo rimane immobile, privo di sensi e con l'arma che gli sfugge dalle dita... La mezzelfa, che attendeva solo quel varco, scatta dall'oscurità della nebbia come una volpe predatrice... si avventa alle spalle del capobanda ferito e barcollante, sfruttando il posizionamento della tua arma... il suo pugnale da caccia penetra con precisione spietata tra le scapole del bruto, recidendo i muscoli e affondando fino alla guardia... il capo dei mercenari emette un lamento soffocato, le sue ginocchia cedono di schianto e la pesante mazza ferrata cade nel fango, seguita dal suo corpo ormai privo di vita... due dei vostri avversari sono stati abbattuti in una manciata di secondi... La reazione del Trono di Ferro, tuttavia, non si fa attendere dal retro dello spiazzo... i due balestrieri, terrorizzati dalla rapidità con cui la loro prima linea è stata spazzata via, sollevano i fusti di legno puntando i dardi direttamente contro di te... lo scatto metallico dei grilletti rompe il silenzio del mattino, e due dardi corti sibilano pericolosamente nella nebbia... il primo sibila a pochi centimetri dal tuo orecchio, conficcandosi nella parete di legno del magazzino, ma il secondo dardo coglie la tua carne mortale, penetrando nella spalla sinistra con una fiammata di dolore acuto... il giaco di maglia attenua l'impatto, ma il sangue inizia a bagnare la lana della tua tunica, ricordandoti la fragilità di questo tuo nuovo involucro biologico... I due tiratori arretrano di un passo nell'ombra del porticato, ricaricando freneticamente le balestre con mani tremanti, mentre il vecchio Daran urla di terrore coprendosi gli occhi dietro la ruota di un carro e Lyra estrae il secondo pugnale, balzando di fianco a te con il fiato corto e lo sguardo fisso sugli ultimi due superstiti... @ Danni
  12. La notte di Ches scorre via all'interno della dependance, protetta dal calore del focolare e dal profumo pulito del legno vecchio... stringere Lyra tra le tue braccia mortali, avvertire il peso concreto del suo corpo e la morbidezza della sua pelle pulita è un'esperienza che travolge ogni tua antica logica celestiale... mentre la tua voce le dipinge l'epopea dei Tel'Quessir, i giardini pensili e l'abbraccio protettivo dei Mythal, la mezzelfa si abbandona completamente contro il tuo petto, ascoltandoti con gli occhi socchiusi e le dita che stringono dolcemente la stoffa del tuo mantello... per ore, il battito accelerato del tuo cuore riempie quel vuoto opprimente lasciato dal silenzio dei cieli, nutrendosi di un'attrazione carnale così potente e sconosciuta da farti comprendere, per la prima volta, la debolezza e la fame dei mortali... ti lasci andare a quella fragile, passeggera felicità della carne, sebbene una parte di te, l'istinto del guerriero eladrin, continui a vigilare nell'oscurità, conscia che nessuna pace è destinata a durare per sempre in questo Faerûn ferito... Il mattino del giorno successivo sorge grigio e nebbioso sopra Secomber, portando con sé il risveglio della città e la fine della tregua... La quiete dell'enclave di Silvanus viene interrotta poco dopo l'alba, quando Fratello Corin entra nella dependance... il chierico porta buone notizie: il piccolo Pip è completamente guarito, le sue gambe sono tornate sane grazie al sale consacrato e il fanciullo sta già aiutando i novizi nel giardino interno... ma la serenità del momento si congela bruscamente quando i passi pesanti del vecchio Daran risuonano nel cortile... il boscaiolo entra nella stanza trafelato, con il volto pallido e le mani che stringono convulsamente la sua lanterna spenta... Lyra... Silyndor... dovete venire al mercato inferiore... subito... mormora il vecchio, la voce che trema per l'agitazione, un gruppo di scagnozzi del Trono di Ferro ha appena messo i sigilli al magazzino dove avevamo alloggiato i muli e scaricato il ferro... dicono che le nostre merci provenivano da una gola contaminata dell'Alta Brughiera e che sono sotto sequestro per ordine degli ispettori del Lord... Lyra scatta in piedi in un battito di ciglia, la sua espressione che torna istantaneamente a farsi affilata, dura, protettiva verso il proprio investimento commerciale... la sua mano corre istintivamente ai pugnali nascosti sotto il corpetto, e lo sguardo intenso che ti rivolge è carico di una muta, disperata richiesta d'aiuto... Il Trono di Ferro... quegli sciacalli umani usano sempre la scusa della sicurezza per confiscare i carichi dei piccoli mercanti e rivenderli al triplo del prezzo... Silyndor, se sequestrano i muli e il ferro, io ho chiuso... Il nome pronunciato da Lyra e Daran fa scattare un tassello nella tua memoria... ricordi che la mezzelfa lo aveva menzionato la sera prima intorno al fuoco, e tu avevi pensato che si trattasse di un qualche regno umano ricco e potente... ma la realtà che ti si palesa davanti dopo una corsa frettollosa lungo le vie in discesa della città è molto più rozza e meschina... Arrivate di colpo davanti al grande magazzino di legno del mercato inferiore... le porte massicce dell'edificio sono state chiuse e una spessa cera scura con un sigillo cittadino è stata colata sulle serrature... a presidiare lo spiazzo ci sono quattro uomini in pesanti giachi di maglia e giubboni di cuoio scuro, sgherri e mercenari che impugnano balestre e mazze ferrate con l'arrogante sicurezza di chi sa di essere intoccabile... poco distante, un esattore umano in abiti civili stringe un registro, parlando a bassa voce con il loro capobanda... questo "Trono di Ferro" non è un regno glorioso , è solo una banda di parassiti che usa la legge e la forza per rubare il sostentamento di chi lavora... Lyra si blocca a pochi passi dallo spiazzo, le nocche bianche per la rabbia e gli occhi fissi sui sigilli che tengono prigionieri i suoi muli, mentre Daran arretra terrorizzato dietro la tua spalla... l'avidità degli umani vi ha appena sbarrato la strada, e i quattro sgherri davanti alle porte si voltano a guardarvi, appoggiando le mani sulle armi...
  13. Io sarei più per cambiare avventura che per continuare questa con nuovi PG .
  14. I passi lungo la via in salita che si allontana dal mercato inferiore si fanno più leggeri, quasi a voler assecondare la ritrovata armonia che pulsa nel tuo guscio di carne... la deviazione distratta di Lyra verso i banchi affollati, l'auto scatto istintivo e la ferma decisione con cui le tue dita si sono allacciate a quelle della mezzelfa creano un cortocircuito di calore mortale che spezza ogni tua barriera celestiale... lo sbigottimento iniziale nei suoi occhi cangianti si scioglie in un silenzio denso, carico di una vulnerabilità potentissima... camminate fianco a fianco sul ciottolato umido, senza sciogliere quel contatto casuale eppure immensamente desiderato, lasciando che il palmo della sua mano, ruvido per via delle redini ma incredibilmente caldo, trovi il perfetto incastro con il tuo... Accanto a voi, il vecchio Daran cammina a un paio di passi di distanza, tenendo lo sguardo rispettosamente basso e mormorando preghiere di ringraziamento a Silvanus, troppo assorto nei suoi pensieri e nella sua lanterna spenta per badare a quel segreto d'argento che si sta consumando tra voi due... Alle tue domande intime sul futuro e sull'uso delle armi, le dita di Lyra stringono la tua mano con una frazione di forza in più, e un sorriso autentico, privo di quella spigolosità commerciale che esibisce con gli umani, le illumina i lineamenti ibridi... Dove alloggerò? Beh... speravo che il tuo Alto Sacerdote mantenesse la parola e concedesse un angolo del cortile del tempio anche a me e a Daran, per questa notte... risponde la mezzelfa, la voce che scende di tono per non farsi sentire dai passanti, mentre una sfumatura di timido orgoglio le colora le guance, le locande di Secomber sono piene di sciacalli, Silyndor, e dopo aver visto come la tua luna protegge le cose... mi sento più sicura sotto le tue fronde... per quanto riguarda i miei progetti, una volta riposati i muli dovrò cercare nuovi contratti per portare merci a ovest, verso la Via dei Mercanti... ma la pista è diventata imprevedibile... La donna fa una breve pausa, girando leggermente la testa per guardarti, e i suoi occhi brillano di una classifica affilata che parla di pura sopravvivenza sulle strade delle Terre Centrali... E non preoccuparti per i miei pugnali, guerriero... non sono affatto decorativi... sussurra Lyra, accennando con un movimento del mento ai foderi di cuoio nascosti sotto i lacci del corpetto, mio padre mi ha insegnato a infilare una lama tra le costole di un lupo o di un bandito prima ancora che capisca da dove sia arrivato il colpo... so come difendermi... ma se hai intenzione di insegnarmi a combattere come facevate voi nei cieli... beh, sono un'allieva ostinata... e voglio che mi racconti tutto... voglio sapere come si viveva a Miyeritar prima che questa terra diventasse solo fango... La salita a piedi si conclude mentre le ombre del pomeriggio iniziano ad allungarsi sui tetti della città, e l'imponente arcata di pietra calcarea dell'enclave di Silvanus vi accoglie nuovamente nel suo silenzio solenne... non appena varcate il chiostro alberato, Fratello Corin si affaccia dal porticato della sala medica situata sul lato del cortile, sventolando una tazza pulita e facendoti un cenno carico di esultanza... entrate tutti e tre nella stanza dei degenti, dove il piccolo Pip è disteso felicemente sul fieno pulito: i novizi del tempio hanno completato il rito, le sue gambe sono avvolte in bende fresche intorse di sale consacrato e il colore grigio della magia selvaggia è svanito del tutto, lasciando spazio a una pelle sana e a un fanciullo finalmente sorridente... Il Primo Sacerdote Aldus esce dall'edificio attiguo della biblioteca poco dopo, raggiungendovi all'ingresso della sala medica... il suo volto anziano è disteso, e vi accoglie con un profondo cenno di benvenuto... Silyndor... signora Thorne... sono felice di vedervi tornare insieme, dice l'alto sacerdote, indicandovi una piccola e confortevole dependance di pietra con un focolare già acceso, situata proprio dall'altro lato del giardino interno, l'ispezione del mattino ha confermato la rettitudine delle vostre intenzioni e Secomber vi deve un rifugio... questa sistemazione è per voi, per questa notte e per tutto il tempo che vi servirà per riprendere le forze. Qui ci sono coperte calde, acqua delle sorgenti e del cibo semplice... siete ospiti del Padre degli Alberi... @
  15. Vivienne Larksong Mentre Chand si arrampica agile lungo la fune e il piano folle ma geniale di Gib prende forma tra nodi e cera, rimango alla base del muro insieme a Kaerith, tenendo lo scudo alzato per proteggerci dalle piume vaganti e dalla polvere. Quando Caelum si sporge per sussurrarci le sue istruzioni, sollevo lo sguardo verso di lui, annuendo con solennità. "Ricevuto, Caelum. Voi muovetevi in fretta, sento anch'io quei colpi da qui sotto: l'ariete non impiegherà molto a sfondare il portone principale" gli rispondo a bassissima voce, la mia espressione tesa e concentrata mentre scruto le volute di fumo bianco che iniziano ad addensarsi sopra di noi. "Io e Kaerith sorveglieremo la base di questo albero. Se il piano funziona, accoglieremo i sopravvissuti nell'ombra e li guideremo al sicuro oltre il fiume prima che la pattuglia completi il prossimo giro. Ma se lassù qualcosa dovesse andare storto, statene certi, copriremo la vostra ritirata a costo della vita. Che la Signora d'Argento vi renda invisibili. Andate." Faccio un piccolo passo di lato, stringendo l'impugnatura del martello e posizionandomi esattamente nel punto in cui la fune dovrebbe scendere verso i rami dell'albero, pronta ad agire sia come sponda sicura per i civili in fuga, sia come baluardo d'acciaio contro chiunque osi avvicinarsi.
  16. I passi del Primo Sacerdote Aldus ti guidano oltre la pesante porta di quercia, introducendoti in un'ala del tempio dove il frastuono caotico delle strade di Secomber svanisce del tutto, sostituito dal silenzio ovattato dei libri e dal profumo leggero di resine e mirra... cammini a testa alta, avvertendo sotto gli stivali la pietra liscia e consacrata, mentre la gemma focale che porti sul petto pulsa a un ritmo calmo, quasi a voler assecondare l'insita armonia naturale che respira tra queste mura... sebbene lo spettro caotico della città umana e il pensiero di aver lasciato la mercante da sola al mercato continuino a punzecchiare i tuoi istinti di guardia, l'enclave di Silvanus ti restituisce finalmente un briciolo di quella pace che credevi perduta... Aldus ti fa strada in una stanza circolare, illuminata solo dalla luce debole di una feritoia e dal guizzo tremolante di poche candele... le pareti sono ricoperte di scaffali di legno scuro, stipati di vecchi volumi consumati... al centro della stanza, seduto dietro un massiccio tavolo di pietra calcarea, si trova l'anziano custode degli archivi... il vecchio ha il corpo fragile dei mortali consumati dagli anni e gli occhi velati dall'età, ma non appena varchi la soglia, si solleva a fatica, guardandoti con una commozione profonda... Il Primo Sacerdote Aldus fa un passo indietro con rispetto, lasciandoti solo davanti all'anziano e chiudendo la porta senza fare rumore... Sei... sei qui... sussurra il vecchio custode, la voce ridotta a un soffio tremante... si appoggia sul tavolo di pietra para sorreggere le gambe deboli, e i suoi occhi stanchi si fissano dritti verso il tuo petto... Aldus mi ha detto che un Ghaele dai lineamenti d'argento ha stabilizzato un fanciullo nella brughiera usando le vecchie preghiere liturgiche dei Seldarine... è un onore immenso poterti incontrare... Fai un piccolo inchino con il capo, spiegando con la dignità del tuo rango che in te è rimasto solo un nonnulla della luce divina, poco più o poco di meno di un elfo comune con la barba canuta e il viso invecchiato... l'anziano custode, tuttavia, scuote la testa con un sorriso carico di una strana e commossa venerazione... Un elfo comune?... Oh, Silyndor... tu guardi la tua carne con gli occhi della stanchezza, ma non vedi ciò che la grazia della luna ha già iniziato a fare su di te... mormora il vecchio saggio, indicando con un dito tremante una piccola bacinella d'argento colma d'acqua specchiante situata sul bordo del tavolo... guarda la tua immagine riflessa, prima di dire che i tuoi dèi ti hanno abbandonato... guarda cosa ha fatto la preghiera di stanotte alla tua barba e alle tue rughe... Ti sporgi impercettibilmente in avanti, lasciando che i tuoi occhi si posino sulla superficie dell'acqua... e lo sbigottimento ti mozza il fiato in gola... non sai quando sia iniziato, forse durante il tragitto nella nebbia, ma la peluria ruvida e grigia che ti copriva il volto ha assunto una lucentezza argentea e pura, e le rughe profonde che la fame e il fango dei due mesi precedenti avevano scavato sulla tua fronte si sono distese, restituendoti parte della fiera giovinezza del Ghaele che eri... la carne sta finalmente rispondendo alla tua determinazione... L'anziano custode si risiede faticosamente, facendoti cenno di metterti comodo su una sedia di legno e porgendoti un piccolo frammento di sale benedetto antico, lo stesso rimedio che cercavi di ricordare la notte scorsa... Hai bisogno di riposo, e il tuo guscio mortale ha bisogno di tempo per rigenerarsi... dice il vecchio saggio, il tono che torna a farsi calmo e ospitale, non ti affaticherò con vecchi libri o pergamene polverose, so che non sei un amante delle scartoffie e che la verità per voi è scritta nell'istinto... riposa qui le tue membra e scaldati... per quanto riguarda quei cultisti in mantello grigio che avete incontrato al tramonto, i nostri esploratori dicono che sono semplici fanatici che si aggirano nei dintorni delle rovine della brughiera, ma non si avvicinano mai alla città... finché resti a Secomber per fare da scorta ai vostri carri, sarete al sicuro... prenditi questa giornata per recuperare le forze e permettere alla tua luce di guarire la carne... Accetti le parole e il briciolo di sale benedetto che l'anziano custode ti porge, stampando nella mente quel riflesso d'argento emerso dall'acqua specchiante... sapere che la tua determinazione e la grazia di Sehanine stanno già distendendo le rughe della carne ti infonde una calda e rinnovata certezza... non sei un elfo comune che sta decadendo, sei un Eladrin che sta faticosamente reclamando il proprio posto nel disegno del mondo, post dopo post... ti congedi dall'anziano saggio con un profondo, dignitoso cenno di gratitudine, ma il tuo istinto di guardia e quel brioso fremito che ti pulsa nel petto non ti permettono di indugiare oltre tra i corridoi profumati d'incenso... Secomber è una polveriera, le strade brulicano di disperati e non hai alcuna intenzione di lasciare la mercante da sola a gestire i rischi del suo mestiere... Pip è al sicuro sotto le fronde sacre e le cure dei novizi, vigilato da Fratello Corin... il tuo posto adesso è sulla strada... Ti rimetti in marcia a passi rapidi e leggeri, lasciandoti alle spalle la quiete solenne dell'enclave di Silvanus per ridiscendere a piedi lungo la via ciottolata che porta al quartiere basso... l'impatto visivo con il mercato inferiore ti investe di colpo con tutto il suo frastuono di carovane, urla di mercanti e puzzo di fango pressato... muovi la tua figura con disinvoltura tra la folla di umani, tenendo la glaive parzialmente celata sotto il mantello e la guardia altissima, finché la tua vista crepuscolare non intercetta le ruote familiari dei carri di Lyra, fermi davanti a un grande magazzino di legno... La mezzelfa si trova proprio lì, intenta a discutere con un esattore del Lord che stringe un registro di pergamena... il vecchio Daran le è accanto, seduto su una cassa di ferro mentre stringe la sua lanterna spenta, offrendole quel briciolo di muto supporto che la sua mente stanca può concedere... non appena il rumore dei tuoi stivali annuncia il tuo ritorno, Lyra interrompe la conversazione di colpo, voltandosi verso di te... I suoi occhi cangianti si spalancano per lo sbigottimento... si poggiano prima sulla tua arma, poi salgono lungo il tuo volto, e per diversi secondi la donna resta immobile, incapace di parlare... nella luce del pomeriggio del mercato inferiore, Lyra nota immediatamente che qualcosa in te è cambiato: la peluria ruvida sul tuo mento ha ora la lucentezza dell'argento puro e i tratti del tuo viso appaiono più distesi, fieri, privi di quella severa stanchezza che avevi fino a poche ore prima... l'ammirazione che traspare dal suo sguardo ti scalda il cuore, scatenando un irresistibile e nuovo impulso di accorciare le distanze e cingerla tra le mie braccia... un desiderio mortale che riesci a dominare solo grazie a un ferreo e assoluto autocontrollo... Silyndor... sussurra la mezzelfa, la voce che perde per un istante la sua spigolosità commerciale per farsi morbida, mentre si sistema un ciuffo di capelli spettinati dal vento, hai... un aspetto diverso... la tua luna deve averti fatto bene stanotte... L'esattore del Lord tossisce con impazienza, richiamando l'attenzione sul registro, e Lyra Thorne scuote la testa con un sorriso luminoso, firmando l'ultima riga della pergamena prima di rivolgersi all'umano e consegnargli le chiavi della stalla in cui ha appena alloggiato i muli per la sosta... Il ferro e le coperte sono stati registrati, capitano, e i dazi commerciali di Secomber sono interamente pagati... esclama la donna, la voce che torna squillante e sicura, prima di sistemarsi il mantello e fare un cenno a Daran di alzarsi, le merci sono al sicuro nel magazzino e non abbiamo più motivo di trattenerci tra questi banchi fumosi... andiamo a piedi su al tempio, Silyndor... voglio vedere come sta il piccolo Pip e assicurarmi che i sacerdoti lo abbiano sistemato...
  17. Si , ormai qui è finita , per il dopo sarei per fare un avventura diversa .
  18. La drow più vicina a Raskva non distoglie lo sguardo viscido e attento dai corpi squamosi dei Kuo-toa. Risponde con un sussurro appena percettibile, la voce ferma ma carica di cautela. Sono feccia anfibia delle profondità, guerriera. Creature folli, guidate solo da visioni e demenze religiose. Non conoscono l'onore o i patti, ma temono e venerano ciò che appartiene all'abisso. Se provassimo a usarli come soldati contro gli sgherri del porto o i fanatici di Shar, la loro follia potrebbe rivoltarsi contro di noi al primo battito di ciglia. Ma se le ragazze sono il loro fulcro, possiamo usarli come scudo invisibile. Finché adoreranno loro, non permetteranno a nessun altro di calpestare queste gallerie. @ Raskva James fa un passo avanti, isolando la mente dallo sgocciolio della cisterna per concentrarsi sulla bizzarra e distorta simbologia di quel rituale improvvisato, mentre l'anziano Monitor Kuo-toa solleva nuovamente il bastone di corallo nero. La creatura emette un fischio viscido dalle branchie aperte, in attesa che il piccolo idolo di osso di balena ai vostri piedi venga raccolto per suggellare il passaggio oltre la cisterna. @ James
  19. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Il richiamo d'allarme di Fiore Della Giungla e Devras gela il sangue nelle vene del gruppo: la fornace nel petto del mostro sta accumulando troppa pressione e il calore emesso è ormai insopportabile. Ma prima di fuggire, Zarath e Shamàsh coordinano una manovra d'abbattimento disperata e brutale. Sfruttando la luce rivelatrice di Selyra, Zarath concentra tutta la furia della sua ira sulle gambe asimmetriche della macchina. Il tiefling fa ruotare il maglio pesante in un arco devastante, colpendo con precisione millimetrica l'articolazione inferiore destra. Il ferro si deforma con un fragore sinistro. All'unisono, Shamàsh si avventa sullo stesso lato sfruttando il vantaggio tattico; il paladino pianta lo scudo con tutto il suo peso contro il fianco del costrutto, eseguendo una spinta poderosa che sfrutta la leva già compromessa dall'alleato. Sotto il doppio impatto, i pistoni idraulici della macchina cedono di colpo. Il colosso di scarti metallici perde l'equilibrio e rovina pesantemente a terra, franando in avanti. Come sperato da Zarath, l'impatto con il suolo costringe la grata della fornace a schiacciarsi contro la crosta di pietra porosa, sigillando momentaneamente lo sfogo frontale del calore verso il basso. Senza perdere un solo istante, il paladino pronuncia le parole arcane e sparisce in uno sbuffo di polvere argentea, riapparendo nove metri più indietro, con lo scudo sollevato per fare scudo a Kaelen e proteggere la retrovia. Zarath, con un balzo atletico potenziato dal suo retaggio bestiale, scatta all'indietro per allontanarsi dalla zona calda. Dalla distanza, la pioggia di colpi non si ferma...Fiore Della Giungla continua a tempestare il costrutto prono con dardi di plasma accecante, mentre il suo famiglio scarica ondate di energia scintillante che spaccano le paratie posteriori del mostro. Lo spirito dell'orso evocato da Devras infierisce con ferocia ferina, affondando le zanne eteree tra gli ingranaggi scoperti della schiena del costrutto, lacerando i conduttori di liquido oleoso. La macchina, bloccata a terra e pesantemente mutilata, emette un sibilo acuto e stridulo. La pressione all'interno della fornace ha raggiunto il limite critico e il fumo intrappolato sotto il suo corpo inizia a far crepitare il terreno circostante. Kaelen, protetto dietro lo scudo di Shamàsh, stringe i denti guardando la scena...Sta per sfiatare! Tenetevi pronti! Mentre Zarath compie il suo balzo atletico all'indietro e Shamàsh ricompare tra la polvere argentea accanto a Kaelen, il nucleo del costrutto cede. Una vampa di fuoco bianco e scorie incandescenti si fa strada attraverso le giunzioni della schiena, l'unico sfogo rimasto libero. Sentendo l'aria farsi improvvisamente rovente, il paladino solleva prontamente lo scudo: una barriera invisibile si genera all'istante, assorbendo la furia dell'incendio e imprigionando parte di quel calore elementale direttamente lungo il filo della sua arma. L'onda d'urto principale e le scintille vaganti vengono così dissipate, proteggendo sia lui che Kaelen, mentre dalla distanza Fiore e Selyra rimangono saldamente riparate dietro i blocchi di pietra. Lo spirito dell'orso evocato da Devras, rimasto investito in pieno dall'impatto termico ravvicinato, si dissolve invece in una scia di fumo verde. Quando la cortina di fumo nero e vapori sulfurei inizia a diradarsi sotto le raffiche del vento da est, del Costrutto di Scarto non rimane che uno scheletro deforme. La potente detonazione interna ha completato l'opera di demolizione iniziata dal gruppo: le paratie di ferro arrugginito sono divelte, i pistoni idraulici giacciono spaccati al suolo versando un liquido oleoso che frigge sulla cenere calcinata, e la grande fornace centrale è ormai spenta, ridotta a un cumulo di metallo fuso e scuro. Il crepitio del metallo che si raffredda è l'unico suono che riempie la gola rocciosa, mentre il fumo nero della fornace distrutta si disperde pigramente nel cielo plumbeo. Kaelen esce dall'ombra del nascondiglio con passo calmo, ripone la sua lama mezza seghettata nella guaina e si avvicina ai rottami fumanti, esaminandoli con lo sguardo cinico di chi ha visto troppe macchine del genere camminare tra la cenere. Niente male, forestieri, commenta il cacciatore, girando un pezzo di ferro arrugginito con la punta dello stivale. Siete rapidi e non vi pestate i piedi a vicenda. Ma non festeggiate troppo presto. I rumori e le esplosioni viaggiano distanti in queste lande. Quella carcassa era solo una sentinella isolata, e se siamo incappati in un Costrutto di Scarto così vicino alla città, significa che il Porto di Scoria sta iniziando a sputare la sua ferraglia più lontano del solito. Le cose là davanti si stanno facendo calde. Kaelen si volta, indicando con un cenno deciso del capo la via che si snoda oltre la gola di pietra nera, dove i Sentieri Morti sembrano farsi ancora più cupi e frastagliati. Prendete quello che dovete prendere da questi rottami, se proprio ci tenete, conclude l'uomo raddrizzando la schiena e stringendo le cinghie del suo pastrano, ma facciamolo in fretta. Il vento sta cambiando e la cenere ricomincerà a cadere pesante tra poco. Dobbiamo rimetterci in marcia prima che qualcosa di più grosso venga a cercare il pezzo di ferro che avete appena spaccato. Il cacciatore si posiziona all'uscita della gola, lo sguardo fisso verso l'orizzonte invisibile, in attesa che il gruppo si prepari a ripartire verso le terre ignote. @ Tutti
  20. Il calore del camino continua a irradiare la sala con la sua luce arancione, mentre la brina grigiastra sul terriccio nel calice smette di allargarsi, stabilizzandosi in una tregua fragile... Shage rilascia il fiato che teneva in gola, reprimendo un brivido di disperazione mentre si offre di affiancare Akseli tra gli scaffali... Vaulath gonfia il petto, pronto a mutare la sua carne in zanne selvagge pur di difendere il suolo della Grande Madre, mentre Erika, sollevata dal poter respirare di nuovo senza quel gelo nei polmoni, accetta l'accordo militare, pur sperando con la sua consueta riservatezza di avere una stanza tutta per sé... Fratello Derim Whiteshield ascolta le parole del gruppo, muovendo lo sguardo severo ma giusto tra i vostri volti... Quando Akseli esprime con onestà accademica il suo timore per la battaglia, il vecchio chierico solleva una mano nodosa, e sul suo volto segnato compare un cenno di comprensione profonda: Nessuna offesa, mastro mago... la Casa del Raccolto non è un’arena di gladiatori, e Chauntea benedice la mente che preserva la conoscenza tanto quanto il braccio che impugna la mietitrice... se il Casato Jaelre dovesse colpire, le vostre illusioni potrebbero deviare i loro dardi meglio di qualsiasi scudo di ferro... il vostro posto sarà al sicuro, dietro le linee, a proteggere il sapere e i feriti... Il sacerdote si volta poi verso Shage ed Erika, appoggiando le mani sui fianchi corazzati mentre risponde ai dubbi strategici del bardo: Siamo organizzati, sì, ma siamo tesi allo stremo... venite, vi mostrerò dove il vostro supporto sarà vitale... Derim vi fa strada fuori dalla sala privata, conducendovi lungo un corridoio di pietra illuminato da torce fino a una balconata coperta dell'ospizio, che si affaccia sull'immenso cortile interno... Da quassù, nonostante il crepuscolo invernale che avanza, l'intera struttura di tre miglia quadrate si mostra chiaramente... Il prelato indica i punti nevralgici oltre il perimetro delle mura chiare: Se gli elfi scuri colpiranno di notte, non useranno cariche frontali... strisceranno dalle ombre dei boschi di Cormanthor e cercheranno di scavalcare il settore occidentale, dove i granai sono più vicini alla palizzata esterna... Shage, mastro Erik... in caso di allarme, il vostro compito sarà presidiare il camminamento del Secondo Granaio... è una posizione sopraelevata, ottima per i vostri canti e per il vostro falcione, da lì potrete bloccare ogni infiltrazione prima che i drow raggiungano le riserves di cibo o i laici nei dormitori... Il chierico si volta infine verso i novizi che attendono in fondo al corridoio, impartendo gli ultimi ordini per la serata con voce ferma: Fratello Thomas, accompagna mastro Akseli e il bardo alla biblioteca inferiore, aprite gli archivi storici del 1350 e accendete le lampade d'olio... per l'ospite sotto le insegne del Cormyr, preparate la stanza singola d'angolo nell'ala degli ufficiali, ha diritto alla sua intimità dopo una simile marcia... e per il guardiano Vaulath, preparate un ampio giaciglio di pelli calde presso i portici della stalla grande, vicino ai destrieri... gli animali avranno bisogno della sua presenza fiera per restare calmi durante la notte... Il vecchio sacerdote vi saluta incrociando i polsi sul petto, lasciando che i novizi vi facciano da guida... Per Akseli e Shage, le porte della biblioteca si aprono su stanze ricolme del profumo di vecchia carta e pergamene pronte da studiare, mentre per Erika e Vaulath si aprono le porte del meritato riposo, ciascuno nel proprio alloggio, sapendo che le ore di oscurità sono ormai vicine e che il medaglione, seppur sopito nella terra sacra, è un faro silenzioso nel bel mezzo dell'inverno di Mistledale... @ Tutti
  21. I grandi cancelli di legno di Secomber si spalancano finalmente con un pesante stridore di catene, permettendo ai carri di Lyra di superare la linea delle palizzate e lasciarsi alle spalle la solitudine gelida della brughiera... varcare la soglia della città significa essere travolti dall'impatto violento della civiltà degli umani: il fumo denso dei camini che appesta l'aria del mattino, il puzzo di stallatico, il rumore metodico delle fucine e il brusio delle prime carovane che si preparano a muoversi nel mercato inferiore... cammini con passo leggiadro, affiancandoti con naturalezza al Conestabile Beren e al Primo Sacerdote Aldus, mentre dietro di te Lyra guida i muli con una rinnovata energia, senza mai distogliere del tutto i suoi occhi cangianti dalla tua figura... Alla tua domanda ravvicinata sulla situazione interna e sul sinistro incontro con i servitori di Shar, il volto d'acciaio del Conestabile Beren si contrae in una smorfia di profonda e tesa preoccupazione... stringe le dita sul cinturone, guardando i vicoli affollati davanti a voi prima di risponderti a bassa voce... Secomber è una polveriera, Silyndor... confessa il militare, la voce coperta dal rumore degli zoccoli sul ciottolato fangoso, i disordini sono all'ordine del giorno da quando la Trama ha iniziato a fare i capricci... la città è gonfia di profughi che fuggono dall'est e le provviste scarseggiano... per quanto riguarda quei nichilisti di Shar... l'informazione che ci dai è preziosa e terribile... non è la prima volta che le nostre ronde avvistano quelle ombre grigie attorno alle zone di Magia Selvaggia... crediamo che stiano cercando di mappare i punti in cui la protezione della città è più debole per infiltrarsi, o peggio, per estendere l'oscurità... terrò le guardie in massima allerta sui tornanti inferiori... Accanto a lui, il Primo Sacerdote Aldus annuisce con gravità, stringendo il suo bastone con le mani nodose mentre la foglia di quercia di Silvanus oscilla sul suo petto... guarda la tenda del carro dove Fratello Corin sta vegliando sul ragazzino, e nei suoi occhi stanchi si fa strada una ferma determinazione spirituale... Portate il piccolo Pyp direttamente all'enclave del tempio, nel quartiere superiore... interviene l'alto sacerdote, rivolgendoti un cenno paterno e solenne, il Padre degli Alberi accoglie chi è stato ferito dal caos... lì abbiamo le cisterne d'acqua pura e le riserve di sale benedetto necessarie per purificare del tutto la sua carne ed eliminare ogni strascico della corruzione... Fratello Corin potrà assisterlo nelle nostre sale... e tu sarai il benvenuto sotto le nostre fronde, Eladrin... se cerchi risposte sul silenzio di Arvandor, i nostri antichi archivi potrebbero custodire frammenti che i mortali hanno dimenticato... Il carro di Lyra Thorne rallenta la marcia non appena la pista incrocia i primi tendoni del mercato inferiore... la mezzelfa tira le redini, arrestando le ruote davanti a un grande magazzino di legno dove alcuni mercanti stanno già scaricando balle di fieno... si volta verso di te, sporgendosi dal sedile di guida con un sorriso luminoso che fa accelerare di nuovo il battito del tuo cuore mortale, costringendoti a fare appello a ogni briciolo del tuo antico autocontrollo per rimanere immobile e impassibile sotto il mantello... Io devo fermarmi qui per registrare il carico di ferro e le coperte con gli esattori del Lord, Silyndor... dice la donna, la voce profonda che risalta nel caos del mercato, ma ci vorrà poco... porta Pyp al tempio con Corin e assicurati che sia al sicuro... non appena avrò finito con la burocrazia degli umani, vi raggiungerò al santuario... voglio che l'alto sacerdote ti dia le stanze migliori... e non mi sono dimenticata della nostra pista... ho ancora una montagna di domande da farti su quelle bianche torri... Fai un cenno d'intesa alla mezzelfa, reprimendo quel fremito mortale sotto il mantello, prima di voltare le spalle al frastuono del mercato inferiore... mentre Lyra e Daran iniziano a discutere con gli esattori del Lord, tu e Fratello Corin guidate il secondo carro lungo la via in salita che si snoda verso il quartiere alto, scortati personalmente dal Primo Sacerdote Aldus... la salita è faticosa sul ciottolato umido di Ches, e attorno a te i vicoli di Secomber rivelano tutta la tensione di cui parlava il Conestabile Beren... incroci gli sguardi cavi e spaventati dei profughi accampati sotto tettoie di fortuna, vedi le pattuglie di guardie cittadine muoversi a ranghi serrati e percepisci la paranoia che stringe la gola di questa comunità umana... Superata una massiccia arcata di pietra sorvegliata da due soldati, il caos della città si spegne d'improvviso, sostituito dal silenzio solenne dell’enclave di Silvanus... è un parco immenso racchiuso da mura bionde, dove alberi secolari crescono rigogliosi nonostante il freddo della pianura, alimentati da una debole energia naturale che risuona intimamente con la tua gemma focale... I novizi del tempio accorrono non appena vedono l'alto sacerdote, sollevando con delicatezza il corpo di Pip dal carro per portarlo verso le sale interne... Fratello Corin li segue a passo rapido, stringendo le bende e mormorando parole di conforto al fanciullo che finalmente apre gli occhi, guardandosi intorno senza più il terrore della notte precedente... Aldus si ferma all'ingresso di un antico edificio di pietra calcarea, le cui pareti sono ricoperte di edera rampicante... si volta verso di te, indicando una massiccia porta di quercia che conduce ai livelli inferiori della struttura... Il ragazzo è al sicuro, Silyndor... i miei guaritori stanno già preparando le vasche con il sale consacrato e l'acqua delle sorgenti sacre, e la sua carne tornerà sana prima del tramonto... dice il Primo Sacerdote, la voce che si fa più bassa e guardinga mentre si rivolge alla tua figura fiera, mentre i novizi si occupano di lui, mantengo la mia promessa... laggiù si trovano i sotterranei della vecchia biblioteca... sono pieni di antiche pergamene... ma c'è un'altra cosa che devi sapere... Il vecchio sacerdote fa un passo verso di te, indicando una stanza adiacente da cui proviene il profumo leggero di incenso di mirra... Nelle sale di studio si trova l'anziano custode degli archivi... è un chierico devoto che ha speso la vita a studiare i rituali di Arvandor... è debole e affaticato dal peso degli anni, ma quando gli ho riferito che un Ghaele dai lineamenti d'argento ha stabilizzato un fanciullo nella brughiera usando le vecchie preghiere liturgiche, ha implorato di poter saggiare la tua presenza... dice che se la Trama antica pulsa ancora nel tuo guscio mortale, potrebbe aiutarti a darti una direzione pratica per risvegliare i tuoi poteri latenti...
  22. Maybelle Petit Credo si quasi impossibile trovare il Bertram del fantasma... ma si controllare se ci sono dei registri o al cimitero è una buona idea... per il resto anche se riuscissimo ad aiutare questo fantasma ce ne sono altri e potremmo non riuscire ad aiutarli tutti...
  23. Freydis del clan dell'orso nero Ah quella torre...rispondo sorridendo a Flint...ma non abbiamo certo il tempo di andare li prima che tornino gli uomini pesce... io non capisco molto di queste cose magiche , lascio a voi la scelta su cosa fare...
  24. Le tue parole cadono all'interno dell'ovile di pietra come un fulmine a ciel sereno, congelando i presenti in un silenzio così denso che si potrebbe tagliare con una lama... quando il cappuccio scivola all'indietro, rivelando i tuoi lineamenti fieri, e sollevi la manica mostrando la debole ma inequivocabile luminescenza argentea che pulsa sotto la tua pelle mortale, l'aria stessa sembra farsi più leggera, quasi purificata... la dichiarazione del tuo nome e del tuo rango ancestrale, Ghaele di Arvandor, risuona tra quelle mura rudimentali con la forza di un antico canto di guerra e di speranza... Dietro di te, il vecchio Daran cade letteralmente in ginocchio sulla paglia, lo sguardo sbarrato e le mani che tremano convulsamente sulla sua lanterna spenta, mentre Fratello Corin china profondamente il capo, portandosi le bende pulite al petto in un segno di assoluta, commossa riverenza... ma è lo sguardo di Lyra Thorne a colpirti di più... la mezzelfa ti fissa con gli occhi spalancati, le labbra socchiuse per lo sbigottimento... nei suoi tratti ibridi non c'è terrore, ma una fiammata di orgoglio selvaggio, la consapevolezza improvvisa che i miti sognati durante la marcia notturna camminano davvero accanto a lei, fatti di carne, ossa e luce d'argento... Davanti a te, il Conestabile Beren fa un passo indietro d'istinto, la mano che corre all'impugnatura del flambergo con la paranoica rapidità tipica dei soldati di questa epoca tormentata... studia la tua pelle luminosa, i tuoi occhi fieri che non conoscono la sottomissione mortale, e sul suo volto d'acciaio si dipinge un misto di timore superstizioso e profondo rispetto militare... ma non è lui che devi convincere... Fissi i tuoi occhi in quelli del Primo Sacerdote Aldus, ed è in quel preciso istante che la gemma focale sul tuo petto emette un calore intenso, nitido... il vecchio servitore di Silvanus non indietreggia... osserva la tua pelle argentea, ascolta i nomi di Miyeritar e dei Seldarine, e le sue labbra nodose iniziano a tremare mentre le lacrime rigano le rughe profonde del suo volto... da un anno i chierici di tutto il Faerûn urlano nel silenzio di dèi morti o impazziti, e trovarsi davanti a un autentico frammento vivente delle Terre Esterne, una creatura di pura grazia planare sopravvissuta al cataclisma, è un miracolo che spezza ogni sua difesa teologica... Aldus si inginocchia lentamente nel fango davanti a te, non come un suddito davanti a un re, ma come un sacerdote davanti a un segno tangibile dei reami celesti... solleva le mani tremanti, sfiorando l'aria a pochi centimetri dalla tua pelle luminosa... La Trama... la Trama antica... pulsa in te... sussurra il Primo Sacerdote, la voce spezzata dall'emozione che risuona tra le pietre dell'ovile, non sei un mostro, Silyndor... e non sei folle... Silvanus custodisce la memoria delle foreste e il mio cuore riconosce la purezza della Selva Fatata... in un anno in cui abbiamo visto solo fango, sangue e dèi caduti morire come bestie... la tua luce è la prova che Arvandor non ha abbandonato questo mondo ferito... Il Conestabile Beren osserva il suo sacerdote inginocchiato, poi rilascia lentamente l'impugnatura della spada, raddrizzando la schiena con un profondo sospiro... la paranoia militare deve cedere il passo davanti all'autorità del tempio, e l'offerta della tua lama al servizio di Secomber cancella ogni residuo dubbio politico... Se il Primo Sacerdote testimonia per la tua natura, Eladrin, la parola di Secomber è tratta... dice il Conestabile, la voce che torna a farsi ferma ma carica di una solennità inedita, le leggi del Lord vietano l'ingresso al caos, ma la tua è luce pura... una lama celestiale è un dono che questa città non può permettersi di rifiutare... signora Thorne, fate muovere i vostri carri... le palizzate di Secomber sono aperte per voi... Mentre i soldati si voltano per fare segno ai balestrieri sulle torri di abbassare le armi e i grandi cancelli di legno iniziano ad aprirsi con un pesante stridore di catene, senti le due correnti impetuose nel tuo cuore placarsi lentamente... la vulnerabilità e la paura del rifiuto lasciano il posto a una profonda, calda sensazione di trionfo e legittimità... non sei più solo con il tuo segreto... Lyra si avvicina a te prima di salire sul carro, fermandosi a un passo di distanza... ti guarda dritta negli occhi, e sul suo volto c'è un sorriso che non avevi mai visto prima... Un Ghaele di Arvandor... sussurra la mezzelfa, la voce che vibra nel freddo del mattino, sapevo che i tuoi modi erano troppo fieri per un semplice mercenario, vecchio cronista... muoviamoci... le porte della città sono aperte, ed io ho una promessa da mantenere... voglio sentire ogni singola storia sulla terra da cui provieni... La piccola carovana si rimette ufficialmente in marcia, varcando finalmente le palizzate fortificate sotto gli sguardi stupiti e guardinghi delle guardie di ronda... Secomber vi accoglie con il fumo dei suoi camini, il rumore delle sue fucine e la promessa di un riparo sicuro, ma mentre muovi i tuoi passi all'interno delle mura, la gemma focale ti ricorda che il tuo cammino per tornare a casa è appena iniziato...

Account

Navigation

Cerca

Cerca

Configura le notifiche push del browser

Chrome (Android)
  1. Tocca l'icona del lucchetto accanto alla barra degli indirizzi.
  2. Tocca Autorizzazioni → Notifiche.
  3. Regola le tue preferenze.
Chrome (Desktop)
  1. Fai clic sull'icona del lucchetto nella barra degli indirizzi.
  2. Seleziona Impostazioni sito.
  3. Trova Notifiche e regola le tue preferenze.