Tutti i contenuti pubblicati da Dardan
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Il Tempo dei Perduti
Valerius guarda la mano tesa di Akseli per un lunghissimo istante. Sul suo volto non traspare rabbia per il bluff, bensì un freddo e metodico rispetto per l'astuzia del collega. Stringe la mano del mago con una presa ferma e asciutta, ricambiando il cenno del capo. Un'illusione mentale degna della vostra scuola, sapiente Akseli. La prudenza non è mai troppa quando si cammina sui confini della tomba, commenta il necromante, la voce che riacquista il suo tono distaccato. Volta poi lo sguardo verso il grugnito di Vaulath e l'evidente stanchezza di Shage, mentre il bardo si congeda per la notte. Allora l'accordo è sigillato. Vi lascerò pianificare la rotta con mastro Vaulath. Ci sosterremo a vicenda lungo il sentiero. Vi auguro una notte di riposo senza ombre, signori. Ci vedremo all'alba nel cortile dell'Abbazia. Con un ultimo, formale cenno del capo che include anche il Prelato, Valerius si stringe il pesante tomo sottobraccio e si allontana con passi silenziosi lungo i corridoi della biblioteca, scomparendo verso l'ala degli alloggi. Fratello Derim vi rivolge un sorriso stanco ma paterno, augurandovi la protezione di Chauntea prima di lasciarvi alle vostre mappe e al meritato riposo. L'alba sorge fredda e plumbea sulle Valli, tingendo il cielo di un grigio nebbioso che promette ben poco calore. Nel cortile interno dell'Abbazia del Fascio Dorato, i cavalli sbuffano nuvole di vapore nell'aria frizzante della mattina, mentre gli ultimi bagagli e le razioni d'olio vengono assicurati alle selle. Valerius vi attende già vicino al cancello principale. Indossa un pesante mantello da viaggio scuro sopra la sua tunica e tiene le redini di un robusto stallone nero. Ma non è solo. Accanto a lui, immobile come una statua scolpita nel ferro, si trova un'imponente figura interamente rivestita da un'armatura completa d'acciaio brunito, oliata così alla perfezione da non emettere il minimo cigolio. Un grande elmo chiuso con la celata abbassata nasconde completamente il volto del guerriero; persino la sottile fessura per gli occhi è schermata dall'interno da un fitto velo di tessuto nero, rendendo impossibile scorgere i lineamenti di chi si trova là sotto. Dietro la schiena massiccia spicca l'elsa di un immenso spadone a due mani. La figura non si muove, non respira, non compie il minimo gesto spontaneo, rimanendo perfettamente ferma e silenziosa al fianco del necromante, quasi fosse un'estensione d'acciaio del suo stesso padrone. Quando vi avvicinate, Valerius vi accoglie con un cenno misurato, posando una mano guantata sulla spalla della figura corazzata. Buongiorno a voi, esordisce il necromante, la voce chiara nel silenzio del mattino. I preparativi sono ultimati. Permettetemi di presentarvi Gaius, il mio scudiero e guardia del corpo personale. Viaggia con me da Westgate. È un uomo di pochissime parole, ma la sua lama vi assicurerà che la nostra retroguardia rimanga al sicuro da brutte sorprese lungo il cammino. Se mastro Vaulath ha stabilito il sentiero migliore, per me possiamo metterci in marcia immediatamente. I cavalli del gruppo scartano leggermente di lato, innervositi da una strana e impercettibile tensione che sembra emanare dal silenzioso Gaius, mentre il cancello dell'Abbazia si spalanca davanti a voi, rivelando la strada che vi porterà verso l'ignoto. I successivi nove giorni di viaggio scorrono via in un silenzio teso, rotto solo dallo zoccolio dei cavalli e dal fischio del vento che si fa sempre più pungente man mano che vi lasciate alle spalle le terre protette dell'Abbazia. La vegetazione rigogliosa delle Valli cede lentamente il passo a una brughiera brulla ed estremamente aspra, dove speroni di roccia grigia tagliano il terreno come vecchi denti spezzati. La convivenza con i nuovi compagni di viaggio, durante questa prolungata marcia, si rivela tanto efficiente quanto singolare. Valerius cavalca mantenendo un distacco accademico, intervenendo pochissimo e solo quando strettamente necessario. Ma è il suo scudiero, Gaius, a catalizzare i dubbi silenziosi del gruppo: durante tutte le soste notturne di questa settimana abbondante di viaggio, l'imponente guerriero corazzato è rimasto semplicemente in piedi, al limite della luce del campo. Non si siede mai. Non consuma una sola razione di cibo, né tocca una goccia d'acqua. Non ha mai sollevato la celata dell'elmo, rimanendo immobile come un guardiano di pietra a fissare l'oscurità con lo spadone piantato nel terreno, tenendo i cavalli in uno stato di costante e silenziosa allerta. Al mattino del decimo giorno, il sentiero tracciato dalle vecchie mappe vi conduce finalmente davanti a un immenso crepaccio naturale che squarcia la terra per miglia. Le pareti di roccia scura scendono a picco nel vuoto, e sul fondo della gola si intravedono le prime strutture colossali delle antiche miniere abbandonate: ponti di pietra spezzati, ingressi fortificati parzialmente crollati e vecchie torri di guardia naniche ormai ridotte a scheletri di pietra. Proprio all'imbocco del vecchio camminamento nanico che scende ripido a zig-zag verso il fondo, sorgeva un tempo un piccolo posto di blocco fortificato. L'accesso tuttavia si presenta ostruito: una massiccia frana di detriti e pesanti massi di granito ha travolto la prima rampa del sentiero, rendendo impossibile il passaggio dei cavalli e decisamente instabile la discesa a piedi. Mentre valutate la situazione, dal buio della gola sottostante, coperto dalla fitta nebbia mattutina, giunge un suono sinistro. Un riverbero metallico, come il lento trascinarsi di catene o piastre di ferro contro la roccia, seguito da un sommesso e gutturale grugnito che riecheggia tra le pareti di pietra. I cavalli scartano bruscamente di lato, nitrendo nervosi e strattonando le redini. Valerius smonta con calma dal suo stallone nero, lasciando andare le redini a terra. Stringe il suo pesante tomo sottobraccio, fissa per un istante l'oscurità della nebbia sottostante e si limita a dire poche parole con il suo consueto tono freddo. Qualcosa sta risalendo... Subito dopo il necromante torna in silenzio. Al suo fianco, Gaius compie un passo fluido in avanti: con un movimento secco e meccanico estrae l'imponente spadone a due mani dalla schiena e si posiziona di guardia davanti alla frana, immobile, rivolto verso il punto da cui proviene il rumore. Il sentiero è bloccato dai massi instabili, i cavalli sono spaventati dal grugnito e qualcosa nell'oscurità della gola si sta muovendo verso di voi... @ Tutti
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Capitolo 1 - La notte degli Eroi
Vivienne Larksong Il peso dell'anziana donna sulle spalle ha iniziato a farsi sentire solo quando la tensione della fuga è scemata, sostituita dal freddo umido del tunnel. Accompagnando gli ultimi profughi oltre la soglia del mastio, lascio finalmente che le guardie si facciano carico dei civili. Un lungo sospiro di sollievo mi sfugge dalle labbra nel vedere i loro volti distendersi alla luce delle torce della fortezza. La Signora d'Argento ha steso il suo velo su di loro, penso, stringendo per un istante il simbolo sacro che porto al collo. Faccio un cenno di rispetto verso il sergente Panzorit, grata per le sue parole, e mi volto per seguire i miei compagni verso il salone. È proprio mentre ci stiamo sistemando che vedo Caelum crollare di schianto sulla sedia, completamente sopraffatto dalla fatica e dalla perdita di sangue, perdendo i sensi. Chiamo Caelum! a voce alta, avvicinandomi subito a lui per accertarmi delle sue condizioni. Poso lo scudo a terra con un rumore metallico e mi affianco all'artefice, controllando rapidamente che si tratti solo di un crollo dovuto allo sfinimento. Quando Alice si avvicina con le bende e le boccette, le faccio spazio scuotendo leggermente il capo, stanca ma sollevata, spiegandole che lo stress della marcia e la ferita lo hanno del tutto svuotato... le mie preghiere stasera hanno già dato fondo a ogni energia, quindi dovremo affidarci solo a un po' di riposo e alle tue bende per rimetterlo in sesto. Aiuto Alice come posso a tamponare la ferita dell'architetto per farlo riposare comodamente, per poi concedermi finalmente il lusso di respirare a mia volta, pulendomi la fronte con il dorso della mano. Ascolto le domande della ragazza mentre tengo d'occhio anche Chand e il resto del gruppo. Rispondo ad Alice tenendo la voce bassa per non disturbare chi sta recuperando le forze, ma con tono fermo, dicendole che è andata che il tempio è salvo, Alice. Ma là dentro c'è qualcosa di grosso e spietato. Una voce che comandava quei mostri e che non ha gradito che gli strappassimo le prede dalle grinfie. Se non fosse stato per l'ingegno di Caelum, il coraggio di Chand e i trucchi di Gib, ora saremmo tutti cenere. Abbiamo decisamente bisogno di quel riposo...
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal Mentre la trattativa entra nei suoi dettagli operativi e la mappa viene distesa sul legno del tavolo, un frammento delle parole di Cassee risuona nella mia mente come una sfida recitativa: Non sarà una festa in maschera. I miei occhi, protetti dal fessurato porcellana bianca, si chinano sulla pianta del museo, studiandone i tratti a china. La pietra si trova nella Gemstone Wing, al secondo piano, poco lontana dai bagni e dalle scale che sembrano condurre alla soffitta. Una disposizione quantomai scenografica...mormoro, picchiettando l'indice guantato vicino al punto segnato da Cassee, lasciando che la consueta eco modulata e sovrapposta accompagnatore il mio parlato. Notate come la Gemstone Wing sia vicina sia ai servizi che a una potenziale via di fuga verso il tetto o la soffitta. Una porta di servizio, o una finestra in alto, potrebbero offrire una quinta perfetta per sparire nel buio. Senza contare la baia di carico nel seminterrato... Lascio scivolare lo sguardo dalla mappa alla borsa molto capiente lasciata da Cassee, prima di fermarlo sui frammenti d'invito e, infine, sulla figura dell'archeologa. Quando la sua occhiata perplessa e il suo commento sulla maschera e sugli abiti mi raggiungono, le dedico un lento e misurato movimento del capo. Fare a meno della nostra maschera per compiacere l'etichetta dei nobili?»rispondo, alzando una mano guantata per sfiorare il bordo rigido della porcellana che cela il mio volto. Oh, cara Cassee... la vera farsa della nobiltà è che ognuno di loro indossa già una maschera, cucita con fili di ipocrisia e boria. La nostra è soltanto più sincera nella sua immobilità. Lascio passare qualche secondo, facendo oscillare leggermente le tre maschere appese alla mia cintura prima di raccogliere uno degli inviti dal tavolo e farlo sparire tra le pieghe del mio mantello. Tuttavia, rispettiamo le esigenze della scenografia. Visiteremo questa Gocce di moda per indossare i panni che la commedia richiede, ma il nostro volto resterà esattamente dove deve stare. Quanto al recupero... irrompere dopo la chiusura, con incantamenti di allarme e guardie in pattuglia, trasformerebbe un'opera di classe in una volgare rissa da strada. La nostra presenza al galà deve servire a valutare le difese, identificare le uscite e, se la sorte ci arriderà, far sparire il cristallo prima che l'ultimo calice di vino venga svuotato. Inclino la testa verso Mara e i tre halfling, incrociando le braccia sul petto con grazia teatrale. Noi siamo pronti per il cambio d'abito. E voi, miei distinti compagni di cast... quali ruoli intendete recitare?
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Passaggio verso nord
Il corridoio di granito nero è saturo del sussurro di Arkyn, carico di una frustrazione che svanisce solo all'eco di quella supplica proveniente dal basso. Il contrasto tra la prudenza mistica di Tiburzia e la pulsione viscerale del guerriero si consuma nel giro di un battito di ciglia. Non c'è tempo per discutere le filosofie del rischio: la corda di Arkyn è già fuori dal suo zaino, srotolata con gesti rapidi e precisi. L'aria davanti alla strega e al giovane Valthorne si increspa, emettendo un debole riflesso argenteo. Due mani spettrali, semitrasparenti e silenziose, fluttuano nel vuoto dell'imbuto di pietra. Le dita eteree afferrano l'estremità della fune e guidano la corda oltre l'imboccatura, addentrandosi nella cripta sacrilega. Il movimento è lento, millimetrico, sospeso a mezz'aria. Le lunghe lingue grigie dei leggii avvertono lo spostamento dell'aria. Si tendono, vibrando come antenne di insetti enormi, e si protendono verso le proiezioni magiche, ma le loro estremità viscide passano attraverso il tessuto spettrale delle mani senza trovare carne da ghermire. Lo Hierofante sul trono non muta la sua posizione, ma il ticchettio mentale nelle vostre teste accelera leggermente. Le dita invisibili avvolgono la corda attorno al massiccio perno di pietra ritorta del leggio più vicino, stringendo il nodo con fermezza, per poi spingere il resto della canapa oltre l'orlo del Grande Pozzo. La fune scivola giù nel vuoto per quindici metri, oscillando nel bagliore lattiginoso che risale dalla metropoli sepolta. Dall'abisso luminoso, dopo un istante di spaventosa esitazione, sale un gemito disperato. Sentite il rumore della canapa che viene afferrata da mani tremanti, ma la fune non si tende verso l'alto. Rimane lì, scossa da strappi deboli e disordinati. Non ce la fa... non si regge in piedi! La voce del minatore di sotto risale lungo le pareti del baratro, incrinata dal pianto e dal delirio. Ha la febbre... la luce lo ha consumato! Vi prego, io non ho le forze per issarlo da solo... qualcuno deve scendere ad aiutarlo! Se non lo prendete, morirà su questo tetto... La fune penzola inerte, del tutto inutile per chi non ha più nemmeno la forza di stringere le dita sulla canapa, mentre lo Hierofante continua a fissarvi dall'oscurità con il suo flauto d'osso premuto sulle labbra, congelato in un silenzio monumentale che sembra attendere la vostra prossima, fatale mossa. @ Tutti
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TdG - Avventure in DnD 2
Jane Doe Mentre Gale e Izhu faticano a contenere i calci scomposti della Kitsune, io rimango immobile. La mia figura, avvolta nell'armatura corvina, proietta un'ombra gelida sulla ragazza volpe che si dibatte. Con un movimento lento, quasi annoiato, non faccio un solo passo indietro di fronte ai suoi strilli. Semplicemente, premo la punta della mia lama d'ombra appena un millimetro più a fondo contro la sua gola, quanto basta per farle sentire il freddo mortale del Vuoto sulla pelle. Silenzio, creatura...dico, la mia voce che esce dall'elmo chiuso come un sussurro distorto, privo di qualsiasi calore o empatia.Misura le tue parole. Se avessimo voluto rapirti, a quest'ora saresti svenuta in un sacco o priva di sensi per le percosse, non sveglia e curata... Invece di assecondare le sue urla o giustificarmi come farebbero i vivi, chino leggermente l'elmo affilato verso di lei, aumentando la pressione psicologica della mia presenza inquietante. Sei stata legata perché i vivi feriti tendono a essere stupidi, impulsivi e pericolosi. E tu hai appena dimostrato che avevamo ragione. Ora calmati e rispondi, prima che decida che la tua lingua è più utile separata dal resto del tuo corpo...chi ti ha ridotto così? È stato Kobuki? @ DM
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Prima missione - Per una giusta causa
Lady Alandra appoggia entrambi i palmi sul tavolo di legno, inclinandosi sulla mappa del porto mentre un sorriso tirato, quasi feroce, le increspa le labbra segnate dalla cicatrice. Vedo che lo spirito tattico non vi manca, esordisce la paladina, fissando prima Ravska e poi James. E avete centrato esattamente il punto. Un attacco frontale di massa contro la Vecchia Corderia si trasformerebbe in un macello per gli ostaggi. Se Brandon il Sanguinario si vedesse messo alle strette da un esercito di crociati sul molo, la prima cosa che farebbe sarebbe tagliare la gola ai chierici di Selûne per poi fuggire via mare. Alandra picchietta il dito indice sulla mappa, tracciando una linea invisibile che parte dal centro del porto e si divide in due. Non sarete soli. Padre Kaelen manderà una squadra di cinque guardie del tempio in armatura pesante sul Molo di Cobalto. Si muoveranno alla luce del sole, senza nascondersi. Il loro compito sarà fare più rumore possibile: busseranno alla porta principale della Corderia, simuleranno un'ispezione doganale aggressiva e pretenderanno di perquisire i magazzini per un presunto contrabbandiere. Questo attirerà la maggior parte dei mercenari di Brandon verso l'ingresso anteriore. Poi, la paladina solleva lo sguardo verso James, offrendogli un cenno di rassicurazione. Voi non dovrete nuotare, mastro sciamano. Io vi accompagnerò nell'assalto. Abbiamo requisito un vecchio gozzo da pesca dal fondo piatto, coperto da reti e teli catramati per il trasporto del pesce. Ci scivoleremo dentro. Mentre le guardie creano il caos sul davanti, noi remeremo fin sotto le palafitte marcite del magazzino. L'ingresso posteriore, quello sull'acqua, è una pedana di carico usata per scaricare le casse direttamente dalle barche. Entreremo da lì. La paladina si raddrizza, stringendo i guanti d'arme d'oro. Il suo tono si fa improvvisamente solenne, carico dell'urgenza del mattino. La sorpresa sarà la nostra unica vera arma. Una volta dentro, dovremo muoverci come fulmini. Io farò scudo con il mio corpo per proteggere le vostre spalle... Proprio mentre Alandra fa un passo indietro per lasciarvi raccogliere l'equipaggiamento, la pesante porta di quercia della cripta si spalanca con un colpo secco. Uno degli scudieri rimasti di guardia nel piazzale entra trafelato, il respiro corto e il volto pallido. Non indossa l'elmo, e le sue mani tremano leggermente mentre stringe un piccolo pezzo di stoffa strappata, intrisa di acqua di mare e cenere. Lady Alandra... si stanno muovendo prima del previsto, esclama lo scudiero, attirando immediatamente gli sguardi di tutti, comprese le gemelle che si stringono l'un l'altra sulla branda. Le nostre vedette al porto hanno appena segnalato che due barche con i simboli coperti hanno lasciato la Vecchia Corderia, dirette verso il largo. E non è tutto. C'è una strana nebbia innaturale, fredda e scura come la pece, che sta risalendo dal Molo di Cobalto, inghiottendo le navi ormeggiate. La gente del porto sta fuggendo presa dal panico. Se aspettiamo che le guardie completino lo schieramento per il diversivo, Brandon sarà già sparito nel Mare delle Stelle Cadute con gli ostaggi. Lady Alandra si volta di scatto verso Ravska e James, gli occhi che brillano di una luce d'allarme. Il piano perfetto è appena saltato in aria prima ancora di iniziare. Il tempo delle tattiche pulite è finito, dice la paladina, portando la mano all'impugnatura della spada. Se usiamo il gozzo adesso, la nebbia potrebbe proteggerci dalla loro vista, ma rischiamo di andare alla cieca dritti contro le loro barche in fuga. Se invece corriamo sul molo con le guardie, dovremo sfondare la porta principale a viso aperto sotto gli occhi di tutta la cassa della gilda. Fissa entrambi, attendendo una decisione immediata. Cosa facciamo? Sfruttiamo la nebbia d'ombra per un'infiltrazione disperata dal mare, o carichiamo il fronte principale prima che Brandon salpi? @ Tutti
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La luna crescente
Il tuono dei dardi elettrici scatenati da Fiore della Giungla e l’urlo selvaggio di Zarath infrangono bruscamente il silenzio tombale del Mare di Pece. L’assalto coordinato del gruppo investe i mostri della baia con precisione e violenza, trasformando la carcassa flaccida e le vecchie palafitte di ferro in un teatro di guerra caotico e disperato. Sulla sommità della Balena Cieca, l'energia elementale dell'artefice avvolge i mostri parassiti. Le scariche elettriche di Fiore e le ondate di pura forza invisibile generate dal suo famiglio colpiscono in pieno i Pidocchi delle Scorie, spaccando le loro corazze segmentate e sollevando frammenti di guscio color ruggine. @ Fiore delle Giungla Sentendo la letale minaccia magica, i tre enormi crostacei distolgono l'attenzione dall'estrattore pneumatico e si voltano furiosi verso la tabaxi fluttuante. Prima che possano scattare, lo spazio saturo di zolfo si deforma: Devras evoca uno Spirito Bestiale terrestre che si materializza all'istante sulla pelle gonfia del leviatano. La fiera magica affonda immediatamente le zanne nel dorso del pidocchio più vicino, lacerandone i tessuti e costringendo le bestie a una reazione immediata. @ Devras I parassiti soffiano di rabbia e spruzzano simultaneamente getti di bava giallastra altamente corrosiva. Il liquido acido colpisce in pieno la bolla d'aria magica di Fiore della Giungla; la barriera assorbe l'impatto chimico salvando la felina, ma l'acido frigge sulla superficie magica generando un fumo denso che le oscura la vista, mentre le zampe uncinate dei mostri iniziano a fare pressione sul fusto dell'estrattore. @ Fiore della Giungla Contemporaneamente, sulla passerella la situazione precipita. Selyra scatta all'indietro: la sua Freccia Acida sibila nell'aria violacea e si infrange sull'elmo osseo del Masticatore di Scorie dominante, sciogliendo le piastre incrostate di zolfo in una poltiglia fumante. @ Selyra Con un balzo prodigioso che piega la ringhiera arrugginita, Zarath si scaglia in Ira direttamente sul dorso del gigantesco predatore anfibio. Gli artigli magici del barbaro penetrano la carne coriacea con tre squarci brutali e profondi, sollevando spruzzi di sangue viscido e scuro. Poco più indietro, Shamàsh agita magicamente la pece liquida a qualche metro di distanza, sollevando onde pesanti e rumori ritmici. Il diversivo del paladino confonde i due Masticatori secondari che stavano risalendo dal fondo del golfo, costringendoli a deviare la traiettoria, ma il bestione principale ignora il trucco, focalizzato unicamente sul tiefling che lo sta riducendo a strisce. @ Zarath . Il leviatano ferito spalanca le sue mostruose mascelle inferiori sdoppiate. Muovendo i due lembi ossei come enormi cesoie, scatta violentemente all'indietro e serra le zanne attorno a Zarath, stringendolo in una morsa spietata nel tentativo di stritolarlo. @ Zarath Nello stesso istante, la sua massiccia coda corazzata frusta l'aria e si abbatte con ferocia inaudita contro i piloni di supporto della passerella. L'impatto devastante spezza i montanti arrugginiti, facendo inclinare di colpo la struttura di ferro a trenta gradi verso il Mare di Pece e trasformandola in uno scivolo viscido. Devras incastra i piedi di metallo e pietra nelle grate rimanendo perfettamente in piedi, saldo come una roccia. Shamàsh slitta sulla fanghiglia a causa della pesante armatura d'acciaio, ma riesce a ghermire la ringhiera superiore, rimanendo inginocchiato e ancorato alla presa. Per Selyra la scossa è troppo violenta , il piede le sfugge e la drow scivola rapidamente verso il bordo spezzato, rimanendo aggrappata con una sola mano all'estremità della grata, appesa a un soffio dalla melassa nera ribollente. Kaelen compie una capriola all'indietro all'ultimo istante, riposizionandosi sulla roccia solida del molo. @ Tutti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal Mentre le parole di Cassee scivolano frenetiche sulla superficie del tavolo, tra embrioni dimenticati nel fango e galà imminenti, un'improvvisa vibrazione estranea si fa strada nella mia mente. È il contatto della mia Patrona , una presenza densa, avvolgente, che osserva la scena attraverso i miei occhi e descrive con morbosa fascinazione la sofferenza e le bizzarrie delle persone attorno a me, chiedendomi di nutrirla con le loro tragedie e i loro volti colmi di emozione. @ DM Chiuso il contatto, resto immobile per una frazione di secondo. Poi, dietro il bianco di porcellana che cela il mio volto, uno sguardo lento e misurato torna a fissare l'illustrazione unticcia sul libro prima di scivolare sui miei compagni. Un furto al museo, una curatrice cieca di fronte al pericolo e un galà d'élite: la trama è fin troppo deliziosa per non essere recitata. Lentamente, stendo la mano guantata verso il tovagliolo e il tomo di esoterismo, sfiorando l'immagine dell'embrione con la punta delle dita. Un furto con scasso in abito da sera per scongiurare una catastrofe... mormoro, lasciando che la mia voce modulata e la solita eco sovrapposta riempiano lo spazio tra di noi.Il copione si fa decisamente intrigante. La signora Arkin ha preferito bollare la verità come pazzia, ma la pazzia, dopotutto, è soltanto una recita a cui il pubblico non è ancora pronto ad assistere. Piego leggermente la testa di lato, e per un istante una delle tre maschere appese alla mia cintura , quella con il ghigno di puro dolore , oscilla leggermente, urtando il cuoio della mia armatura. Un galà ci offre l'allestimento ideale. Luci, calici sollevati, volti altolocati coperti da sottili veli di ipocrisia... gli ingredienti perfetti per far sparire un piccolo cristallo prima che la commedia trasformi il teatro in cenere. Riporto il mio volto privo di espressione direttamente su Cassee, per poi far scivolare lo sguardo su Mara, Bastiano, Plin e Mhaga. Noi accettiamo la parte, Cassee. Ma infiltrarsi a una festa di nobili richiede la giusta presenza scenica e una divisione impeccabile dei ruoli. Consegnateci pure questi inviti. A quanto pare, questa sera saremo gli ospiti d'onore.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Ti concentri per un istante, richiamando la debole ma pura scintilla divina che risiede ancora nel tuo corpo di carne. Canalizzi l'incanto di Cura Ferite Leggere, avvertendo un calore rigenerante che scorre lungo la guancia graffiata e sul dorso della mano sinistra. Davanti ai tuoi occhi, il taglio sullo zigomo e i solchi degli artigli sulla pelle si rimarginano rapidamente, lasciando solo una sensazione di leggera freschezza dove prima bruciava il veleno di Baator. Nibble, rimasto accovacciato sul piedistallo di pietra, solleva le grandi orecchie rotonde al sentire le tue parole. Le sue lunghe vibrisse dorate fremono e il Nezumi guarda prima il suo bastone nodoso, poi la tua figura celestiale, visibilmente colpito dalla tua inaspettata offerta di protezione e dalla promessa di una vita lontana dalla lordura dei moli. Nibble... Nibble ci pensa, Eladrin sussurra il topo, abbassando il muso sul petto con insolita umiltà. Nessuno offre mai cibo o tetti caldi a Nibble senza chiedere in cambio sangue o anime morte. Nibble ci pensa, sì, sì. Il topo scuote poi la testa per scacciare la serietà del momento e batte una zampa artigliata contro la superficie metallica del forziere. Ma il capo Zephyr ha detto che non dobbiamo aprirla qui! No, no. Il ferro nero è fatto per tenere le cose chiuse. Zephyr vuole la cassa intera. Se la apriamo qui, la magia selvaggia che c'è fuori potrebbe infilarsi dentro... o quello che c'è dentro potrebbe saltare fuori e mangiarci i piedi! Nibble dice che è meglio portarla via intera. Dalle pieghe del tuo mantello, la piccola fatina fa capolino, sollevandosi in volo a pochi centimetri dal tuo orecchio con un frullo d'ali leggerissimo. La sua minuscola figura sprigiona una polvere lucente che brilla nell'oscurità della cantina allagata. Vola sopra lo scrigno, studiando le borchie di ferro profondo e il sigillo del vento inciso sul coperchio, prima di sussurrarti la sua diagnosi con quella voce simile a campanelli d'argento. Silyndor, il brutto topo ha ragione... Non toccare la serratura. Sento che questa cassa è circondata da un sottile velo di magia dormiente. Non è una trappola che vuole farti del male, ma è un sigillo di contenimento legato all'aria. Se provi a forzarla o ad aprirla senza la giusta combinazione o i giusti strumenti, l'aria intrappolata dentro esploderà verso l'esterno come un piccolo ciclone furioso, e distruggerà tutto quello che c'è in questa stanza. Dobbiamo portarla via così com'è. Lo scrigno di ferro nero è pesante e freddo, parzialmente sommerso dall'acqua fangosa ma stabile sul suo piedistallo. Il silenzio della torre di Vane è tornato assoluto, ma sapete che la barca del marinaio muto vi attende alla banchina e che ogni minuto passato in questa palude allagata aumenta il rischio che le anomalie della Trama si risveglino o che in qualche modo facciano aprire lo scrigno...
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Topic di Servizio
Si massima libertà , riscrivo qui un paio di cose per i nuovi per la creazione del personaggio point buy da 27ed equipaggiamento base . l'avventura si svolgerà nell'anno 1365 e come avrete capito si svolgerà in una piccola cittadina o borgo che dir si voglia situata sulle sponde del Dragomare nel territorio del Cormyr , non serve che voi siate originari di quel luogo , quando avrò i vostri bg farò in modo di legarvi in qualche modo ad esso . non ci sono limiti di razza o classe .
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Topic di Servizio
Si il formato va bene . alla nostra avventura si uniranno anche @HITmonkey e @Monkey77 cominceremo con calma quando avro tutti i bg e le schede , senza fretta ovviamente.
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Cerco PBF D&D 5e – Regole 2024
Se vuoi provare sei ben accetto , ti invito in gilda .
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal L'incredulità nel tono di Cassee non mi sorprende , dietro il bianco porcellana della mia maschera, un sorriso invisibile solca il mio volto nel sentire il mio nome pronunciato con tanto smarrimento. Il tempo è un regista spietato, cara Cassee... cambia i costumi e ridisegna le scenografie quando meno ce lo aspettiamo...rispondo con calma, mentre la mia voce modulata risuona soffusa tra i rumori del locale. Ma la sostanza della recita rimane la medesima. Siamo proprio noi. Prima che io possa aggiungere altro per rassicurarla o spiegarmi meglio, la scena attorno al tavolo si affolla di nuovi, sgargianti interpreti. La prima è Mara. L'energia che si porta dietro è palpabile, un'esplosione di rosso e devozione che fa ammutolire la parte più rozza degli avventori. Notiamo lo sguardo freddo che la ragazza mi riserva, rigido come il marmo, intriso di una malcelata gelosia e da un'evidente richiesta di spiegazioni. Non provo offesa; al contrario, la sua presenza scenica è impeccabile. Le dedico un lento, misurato inclinare del capo in segno di saluto, lasciando che le fessure scure della mia maschera studino la sua figura senza tradire alcuna emozione. Poi, il campanaccio della porta sussulta di nuovo. L'ingresso di Don Bastiano e, soprattutto, la roboante declamazione del piccolo guerriero Halfling riempiono l'aria della taverna di puro dramma teatrale. Osservo il piccolo combattente gonfiare il torace e piantare gli stivali a terra, sfidando il mondo intero a battuta d'occhio. La sua enfasi è deliziosa. Sfilo lentamente le mani dal tavolo, incrociando le braccia sul petto con un movimento fluido che fa oscillare le tre maschere tragiche e comiche appese alla mia cintura. Una performance davvero memorabile»...mormoro, lasciando che la lieve eco della mia voce accompagni il parlato. A quanto pare, Cassee, il vostro appello non ha adunato soltanto spettatori, ma un intero, variopinto cast. E noi non potremmo esserne più affascinati. Lasso passare qualche istante di silenzio teatrale per fare spazio all'Halfling e a Mara, poi rimetto lo sguardo bianco di porcellana su Cassee, piegando leggermente il busto in avanti. Ora supponendo che tutti gli attori soniano saliti sul proscenio... diteci, amica nostra. Qual è la tragedia o la commedia per cui ci avete convocati?»
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Il destino di Bonnie
Pulisco la gola con un grugnito di frustrazione perché il mio spadone ha colpito solo la roccia, facendo saltare una pioggia di scintille verdi nel buio. La Vergine Cruenta trema tra le mie mani fasciate d'azzurro, quasi come se si stesse lamentando per il colpo andato a vuoto, mentre quei bestioni mi circondano urlando e agitando il ferro pesante. Schivo i loro colpi lenti e rozzi muovendo i piedi con la stessa agilità di quando scendevo di corsa i ghiaioni della montagna. Sento solo una gran botta sul fianco, un dolore sordo che mi lascerà un bel livido violaceo sotto il giaco di maglia, ma i miei muscoli duri come radici di ferro non cedono di un millimetro. Guardo con gli occhi spalancati Todd che, con una mossa da vera faina, si infila tra le gambe di uno di loro e gli pianta una lama dritta nel cervello, mentre Marcus riesce a rimbambire l'altro porco con la sua magia da stregone. Ma dalla porta a sud ne spunta subito un altro, grosso e arrabbiato, con un altro mazzafrusto che gira nell'aria. Sembrano formiche che escono da un formicaio calpestato. Todd, sei un fulmine! Marcus, continua così che quel brutto ceffo si è incantato come un allocco! Urlo con la mia parlata lenta, senza farmi prendere dal panico. Faccio solo un piccolo passo di lato per piantarmi ancora meglio con gli stivali sui sassi, mettendomi proprio in mezzo tra lo gnomo ferito e quelle bestie per fare scudo col mio corpo e con le ali di luce azzurra. Prendo di nuovo la mira su Krugh, l'orco che ha ancora quel ghigno bestiale sulla faccia. Papà Gideon diceva sempre che se un cacciatore manca il primo colpo con la scure e l'orso gli ringhia in faccia, non deve mettersi a piangere o scappare, deve solo stringere i denti, guardare la carne morbida e tirare il secondo colpo ancora più forte! Metto tutta la rabbia che ho in corpo in questo nuovo attacco. Impugno la Vergine Cruenta con tutta la forza che ho nelle braccia e sferro un fendente violentissimo, un colpo brutale dall'alto verso il basso diretto a spaccargli la spalla e il petto a metà, decisa a farlo tacere una volta per tutte prima che l'ultimo arrivato si metta in mezzo. @
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Jynxar Vethal L’aria greve della Taverna del Fiume Splendente, satura di idromele scadente e fumo di legna umida, viene scossa appena dal leggero tintinnio del campanaccio all'ingresso. Un'ombra scivola all'interno, muovendosi con una grazia teatrale che stona nettamente con il brusio ruvido dei barcaioli e dei viandanti della Costa della Spada. Chiunque si volti a guardare il nuovo arrivato non trova un volto, ma una superficie vitrea e priva di vita. Una maschera di porcellana perfettamente bianca, liscia e senza tratti se non per due profonde fessure scure in corrispondenza degli occhi, cela interamente le mie fattezze. Indosso un'armatura di cuoio rinforzato dai colori vivaci e cangianti , un mosaico di stoffe e pellami che spazia dal viola al verde cupo, coperta solo in parte da un cappuccio scuro. Alla cintura, appese come grotteschi trofei di scena, tre maschere scolpite mostrano espressioni ben più umane e drammatiche: una risata sgangherata, un pianto dirotto e un ghigno di puro dolore. Con passi leggeri, spazzo la sala con uno sguardo invisibile, ignorando i brusii e le occhiate perplesse degli avventori. La mia attenzione si fissa immediatamente sull'angolo più defilato, dove siede la figura nervosa di Cassee. Un attimo di esitazione, quasi impercettibile, blocca il mio incedere: nei miei occhi, dietro la porcellana, passa un'ombra di memoria e nostalgia di fronte ai bicchieri già svuotati e alle occhiaie segnate dell'amica d'infanzia. Ma la mia maschera non tradisce nulla. Avanzo verso il tavolo e mi arresto a un passo da lei, proiettando la mia sagoma variopinta sulle pergamene dell'archeologa. Il palcoscenico è pronto, ma l'attrice ci sembra decisamente in ansia per il primo atto...esordisco , la mia voce non ha il tono di un singolo uomo , risuona modulata, vibrante, con una lieve eco sovrapposta che sembra quasi provenire da più gole contemporaneamente, un coro sommesso nascosto nell'ombra. Abbiamo ricevuto il vostro messaggio, Cassee Dannels. E noi siamo qui. Anche se vediamo che il tempo e la sorte hanno cambiato la forma della vostra recita... esattamente come hanno cambiato la nostra. Facendo un lieve inchino teatrale, sfilo una sedia e mi siedo di fronte a lei, appoggiando le mani guantate sul legno del tavolo e attendendo che il primo sguardo dell'archeologa incontri il bianco totale del mio nuovo volto.
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KotGV - TdS
Io sarei per postare sotto spoliere quello che vogliamo fare e che i tiri li fa il master .
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Il destino di Bonnie
Vedo lo gnomo rannicchiato dal dolore e quei tre porci con le zanne che lo stringono in mezzo insieme a Marcus, che sembra un rametto secco pronto a spezzarsi dopo aver sputato quel fuoco. La rabbia mi sale dritta ai capelli sporchi e sento la Vergine Cruenta che scotta tra le mie mani fasciate d'azzurro. Non posso lasciare i miei amici a farsi ammazzare di là dal buco, non ora che ho le ali del falco a tenermi su. Todd! Marcus! State giù con la testa! Urlo con tutta la voce che ho nei polmoni, facendo rimbombare la mia parlata lenta contro le pareti di pietra. Sfrutto il vento invisibile che mi solleva e do un colpo potentissimo con le mie grandi ali di luce azzurra. Spicco il volo dritta sopra il baratro, superando Horglan che penzola sotto il ponte come un salame e ignorando il vuoto sotto di me, per piombare come una pietra che cade dalla cima del monte proprio in mezzo a quel groviglio di orchi sulla sponda dei miei compagni. Papà Gideon diceva sempre che se un branco di volpi circonda i piccoli della tana, il falco non sta a guardare dal ramo, si butta giù a sasso e gli mette gli artigli in mezzo agli occhi! Atterro di prepotenza infilandomi proprio tra lo gnomo ferito e l'orco col mazzafrusto , facendo scudo a Todd con il mio corpo e le piume lucenti delle mie ali. Sfrutto il peso della caduta dal volo per caricare un colpo violentissimo con lo spadone magico mirando al torso del nemico... @
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
Le tue parole, cariche di un’arroganza antica e distaccata, risuonano sotto le volte di pietra della cantina allagata con la forza di un editto imperiale. Per un istante, l’eco di Arborea e dei campi di battaglia planari squarcia la miseria del fango di Baldur's Gate. L’unico Imp cosciente, ancora fluttuante a pochi centimetri dall'acqua e indebolito dall'energia negativa di Nibble, spalanca gli occhi gialli in preda a un terrore puro e ancestrale. Sente il peso del vero nome che hai pronunciato, riconosce la Stirpe del guerriero celestiale che ha davanti e capisce, con raggelante certezza, che la pelle coriacea di Baator non gli offrirà alcuna protezione contro quel fendente. Il tuo falcione cala come una ghigliottina di luce. La lama potenziata dal tuo retaggio immortale ignora totalmente la resistenza innaturale dell’immondo, superandola come se fosse sottile pergamena. Il colpo recide di netto il collo della creatura: la testa cornuta vola nell'oscurità della stanza, mentre il corpo precipita nell'acqua sollevando un ultimo, debole spruzzo. Prima ancora che i tronconi tocchino il fondo, l'essenza infernale dell'Imp si dissolve in una scia di fumo nero e sulfureo che sfrigola via, lasciando dietro di sé solo un odore acre di zolfo. Non concedi tregua nemmeno ai due diavoletti svenuti e indifesi che galleggiano sul pelo dell'acqua. Con due affondi rapidi, spietati e precisi, trafiggi i loro cuori di carne vermiglia. Le loro forme si contraggono in un ultimo spasmo involontario prima di dissolversi a loro volta in fumo nero, lasciando la cantina allagata completamente sgombra dalla loro immonda presenza. Il silenzio torna a regnare sovrano nella cantina, interrotto solo dal tuo respiro affannato e dallo sciacquio dell'acqua contro le botti di rovere. L'adrenalina inizia a scemare, lasciandoti addosso il freddo della puntura al polpaccio e il bruciore del graffio sullo zigomo, ma soprattutto il peso insostenibile delle tue stesse parole. L'eco di quel Silyndor antico, accecato da un orgoglio che lo faceva parlare di crociate e strati infernali, pulsa dolorosamente nella tua testa di carne. È stata proprio quella cecità a farti cadere dal tuo piano natio, a farti mordere la polvere del Faerûn per tre lunghi mesi, e ora hai gridato la tua identità tra le mura di una torre dimenticata. Il dubbio e il rimpianto stringono il tuo cuore mortale molto più del fango della brughiera. Dalla sua cassa asciutta, Nibble è rimasto immobile, con il bastone nodoso ancora sollevato a mezz'aria. Il piccolo Nezumi fissa il punto in cui gli Imp si sono dissolti, poi sposta i suoi grandi occhi neri su di te, visibilmente scosso e intimidito dal tono della tua voce e dalla ferocia divina con cui hai cancellato i tre immondi. Arriccia i baffi dorati, deglutendo a vuoto prima di parlare, e la sua spocchia da negromante sembra quasi svanita. Nibble... Nibble dice che l'Eladrin fa molta paura quando si arrabbia. Sì, sì. I diavoli piccoli sono scappati a casa loro con la testa tagliata. Nibble non vuole andare nei nove inferi... a Nibble piace stare qui dove c'è il formaggio e la terra umida. Il topo salta giù dalla cassa, sguazzando velocemente nell'acqua profonda trenta centimetri fino a raggiungere il piedistallo di pietra al centro della stanza, ansioso di distogliere l'attenzione dalla tua furia. Punta la zampa artigliata verso l'oggetto della vostra cerca. Nibble... Nibble dice che il ferro nero è salvo! Guarda, Eladrin, non si muove. Davanti a te, sul piedistallo asciutto che emerge dall'acqua stagnante, si staglia finalmente lo scrigno di ferro nero sormontato dal sigillo del vento del mercante Vane.
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Topic di Servizio
@Gio the best mi sembra che la scheda vada bene .
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La ferita al polpaccio e il bruciore acido sullo zigomo accendono i tuoi riflessi millenari. Facendo leva sulle gambe affondate nel fango, compi un altro passo all'indietro di un metro e mezzo, guadagnando quel millimetrico varco necessario per distendere il braccio sinistro, incurante del sangue che ti bagna il guanto. Spalanche il palmo verso il trio di pesti alate e pronunci le parole vibranti di Spruzzo Colorato. In questa cantina, però, la Trama è una ferita aperta. Nel momento esatto in cui rilasci l'incanto, senti l'energia arcana deviare, accumulandosi sul tuo palmo con una pressione anomala. Con uno sforzo di pura volontà celestiale riesci a imporre il controllo sul flusso selvaggio: la magia si sprigiona, ma l'instabilità dell'area ne altera la manifestazione visiva. Invece del consueto ventaglio di tonalità cangianti, dal tuo palmo esplode un cono accecante di pura luce bianca e violacea che sbatte contro le pareti di pietra della cantina. L'onda d'urto cromatica investe in pieno i tre diavoletti. I primi due Imp, già feriti e sorpresi dal tuo repentino arretramento, vengono travolti in pieno. I loro occhi gialli si spengono all'istante sotto la violenza della luce magica; le loro ali di pipistrello smettono di battere e le due icone infernali precipitano come sassi nell'acqua fangosa, rimanendo privi di sensi a galleggiare sul pelo del liquido, completamente privi di sensi e indifesi. Il terzo diavoletto, tuttavia, quello arroccato sulla botte che ti aveva graffiato il viso, riesce a parare parzialmente la luce coprendosi il muso con un'ala membranosa. Il mostriciattolo scuote la testa cornuta, stridendo di rabbia furente in lingua infernale: ha resistito alla cecità dell'incanto, ma si ritrova da solo a fluttuare a mezz'aria, con i suoi compagni fuori combattimento. Dalla sua cassa asciutta, Nibble lancia uno squittio di puro trionfo. Nibble... Nibble dice che la grande luce ha accecato le zanzare! Sì, sì! Ora Nibble schiaccia l'ultima rimasta! Il Nezumi punta il suo bastone nodoso dritto contro l'unico Imp rimasto cosciente. Questa volta il cristallo sanguigno brilla di una luce nera e opaca, canalizzando un dardo di energia negativa. La magia selvaggia si manifesta ancora, ma si limita a far congelare all'istante l'acqua sotto la cassa del topo; il raggio d'oltretomba fende l'aria e colpisce in pieno petto il diavoletto superstite. L'energia della necromanzia del terrore gela i fluidi vitali dell'immondo, che emette un gemito soffocato, perdendo vistosamente quota nel volo e fluttuando ora a pochi centimetri dalla superficie dell'acqua, indebolito e barcollante. L'unico nemico rimasto attivo è davanti a te, visibilmente scosso e rallentato dall'incanto del Nezumi, mentre i suoi due compagni giacciono indifesi nell'acqua ai tuoi piedi, alla mercé del tuo falcione
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Topic di Servizio -Oltre l'Oblio
SI lo so è che hai fatto veramente basso col diro di dado .
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Topic di Servizio
Certo crea pure il background come vuoi .
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Topic di Servizio -Oltre l'Oblio
no non sei in lotta ti sono solo intorno per attaccarti , ma non in lotta puoi fare quello che ti pare .
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Topic di Servizio
@Voignar Nel Faerûn del 1365 CV, la Corte Seelie (Corte Estiva) e la Corte Unseelie (Corte Invernale) rappresentano due volti opposti ma complementari della natura selvaggia e della magia primordiale. Nessuna delle due segue la morale mortale fatta di bene o male convenzionali , entrambe sono mosse da passioni estreme, da un'etichetta ferrea e da un rispetto assoluto per i patti pronunciati. Non si tratta di nazioni tradizionali con confini geografici rigidi, ma di domini speculari che fluttuano con le stagioni attorno a grandiosi centri di potere: la solare e lussureggiante fortezza di Senaliesse per la Corte Estiva, e il cupo Palazzo delle Ombre, scolpito nel ghiaccio nero, per la Corte Invernale. Per raggiungere questi regni dal mondo mortale non servono grandi magie, ma occorre trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Il passaggio avviene attraverso i Varchi Fatati, quei punti del mondo reale in cui il velo tra le realtà si assottiglia fino quasi a scomparire. Spesso si tratta di luoghi in cui la natura è rimasta antica e incontaminata, come un cerchio di pietre erte, l'imboccatura di una grotta spazzata da correnti gelide, una radura avvolta da una nebbia fitta o la cavità di un albero millenario. Il passaggio tuttavia non è quasi mai aperto a chiunque, per attraversarlo occorre cogliere condizioni precise o compiere piccoli gesti simbolici, come camminare in un determinato punto durante il solstizio d'inverno, procedere a ritroso al tramonto o portare con sé un pegno o un cimelio legato a quel preciso dominio. Quando questo accade, la transizione avviene in modo del tutto fluido e quasi impercettibile. Senza che ci si renda conto di aver varcato una soglia fisica, l'ambiente attorno al viaggiatore comincia a mutare: i suoni del mondo mortale si spengono, i colori diventano insolitamente spettrali o brillanti, l'aria si fa pungente di gelo e, semplicemente continuando a camminare, ci si ritrova ad aver fatto il primo passo all'interno dei domini della Selva Fatata. La tua idea di fare un artigiano orafo e mercante si incastra in modo perfetto sia con il paesino di Riverbend sia con la natura del tuo patrono. L'attività di commercio e lavorazione dei metalli ti dà una ragione del tutto naturale per trovarti li , Riverbend è uno snodo di passaggio obbligato lungo la rotta commerciale del Cormyr settentrionale, e potresti essere arrivato aggregandoti a una carovana di mercanti per acquistare a poco minerali grezzi e gemme direttamente dai cercatori e dalle miniere delle Stormhorns, prima che arrivino ai mercati più costosi delle grandi città costiere. Il collegamento ereditario con il patrono rende il tutto ancora più affascinante. Immagina che generazioni fa un tuo antenato artigiano abbia stretto un accordo con una potente entità della Corte Invernale, magari ricevendo un'abilità straordinaria nella lavorazione dell'argento in cambio di una promessa di servitù futura per la sua discendenza. A suggello di quel patto venne forgiato un monile o un piccolo oggetto lavorato, un antico pegno di ferro freddo e metallo prezioso passato di padre in figlio come un semplice cimelio di famiglia , e si potrebbe fare che negli ultimi tempi, quell'oggetto ha smesso di essere un semplice ricordo inerte , toccandolo, il potere sopito del contratto si è risvegliato proprio con te, stringendo a tutti gli effetti il legame che ti rende un Warlock. Quel vecchio cimelio di famiglia si è trasformato nel tuo Focus Arcano, lo strumento fisico attraverso cui il tuo Patrono Fatato incanala la sua magia . poi per quanto riguarda la razza , a mio avviso sia l'Elfo che l'Aasimar offrono uno spessore narrativo straordinario per il tuo Warlock della Corte Invernale, ma sviluppano il personaggio in due direzioni molto diverse. Se scegli l'Elfo, il legame con la Selva Fatata è squisitamente di sangue e di tradizione , la tua razza ha un'affinità ancestrale con quei domini e il monile non fa che risvegliare una magia antica che scorre già nella storia della tua stirpe, rendendo il contatto con il patrono quasi un ritorno alle radici della tua natura. Se invece opti per l'Aasimar, crei un contrasto narrativo e visivo davvero affascinante , la tua discendenza celeste porta con sé una scintilla di luce divina, che ora si ritrova avvolta o contaminata dall'influenza gelida e spietata della Corte Invernale. In questo modo avresti un personaggio dall'aspetto o dalla natura quasi angelicale le cui capacità arcane da Warlock si manifestano attraverso l'influenza e l'autorità ambigua di un Signore Fatato, creando un dinamismo perfetto se ti piace l'idea di un PG sospeso tra due retaggi spirituali così differenti.
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Topic di Gioco - In un Mondo di Fili Spezzati
La tua determinazione celestiale si impone sulla carne e sul fango. Nonostante l'acqua della cantina ti blocchi i piedi, riesci a fare leva sui muscoli e a compiere un passo calibrato all'indietro di un metro e mezzo, allontanandoti dalla mischia asfissiante dei primi due diavoletti. Sfruttando la straordinaria portata del tuo falcione, fai roteare la lama compiendo un ampio fendente semicircolare che fende la nebbia acida della stanza. L'acciaio colpisce in pieno petto l'Imp che ti era piombato addosso. L'impatto produce un rumore stridulo: la pelle coriacea dell'immondo assorbe gran parte della forza cinetica dell'affondo, confermando la sua resistenza innaturale, ma la lama riesce comunque a penetrare nella carne vermiglia. Il diavoletto emette un urlo acuto e stridente, sprizzando gocce di sangue nero e sulfureo che sfrigolano a contatto con l'acqua stagnante, prima di essere scaraventato all'indietro contro una botte fluttuante. Dalla sua cassa di legno asciutta, Nibble assiste alla scena arricciando i baffi dorati. Vedendo che i suoi poteri di controllo sui morti sono inutili, il Nezumi decide di fare affidamento sulle sue doti arcane distruttive per dimostrarti il suo valore, non volendo sfigurare davanti alle tue critiche precedenti. Nibble... Nibble dice che se non hanno ossa, allora bruceranno come i topi nel granaio! Sì, sì! Il piccolo topo solleva il suo bastone ritorto verso l'alto. Il cristallo sanguigno sulla sommità pulsa di una luce cremisi, ma le correnti impazzite della magia selvaggia scattano all'istante attorno a lui. Un odore improvviso di zolfo e cannella satura l'aria, e l'incantesimo del Nezumi subisce una deviazione caotica della Trama: invece di scagliare un dardo d'energia pulito, dal pavimento allagato si solleva una bolla d'acqua bollente che esplode investendo in pieno il secondo Imp, quello che ti aveva punto al polpaccio. La creatura viene investita dal vapore surriscaldato, stridendo di rabbia mentre le sue ali di pipistrello subiscono dolorose scottature. I tre diavoli, tuttavia, sono creature nate nella sofferenza dei gironi infernali e il dolore non fa che aumentare la loro sete di malizia. Sfruttando la loro straordinaria velocità di volo, le tre piccole icone di Baator azzerano ogni distanziamento in una frazione di secondo, avventandosi nuovamente su di te con una ferocia coordinata e aggirando l'ingombro delle botti. Il primo Imp, furioso per lo squarcio sul petto, si lancia in un volo d'arresto. I suoi piccoli artigli uncinati stridono contro i paramenti della tua armatura, ma la forza del colpo è caotica: riesce solo a scalfirti il cuoio dei coprispalla senza trovare un varco nella carne. L'assalto combinato delle altre due pesti, tuttavia, si rivela decisamente più insidioso. Il secondo diavoletto, scottato dal vapore bollente di Nibble, usa l'acqua allagata come scudo visivo. Sbuca dal pelo dell'acqua alle tue spalle e allunga gli artigli per afferrare l'asta del tuo falcione. Riesci a mantenere salda l'impugnatura con un riflesso millenario, ma le sue dita adunche riescono a graffiarti violentemente il dorso della mano sinistra. Il taglio è superficiale ma doloroso, e una linea di sangue scuro inizia a colare sulle dita guantate. Nello stesso istante, il terzo diavoletto completa la sua picchiata micidiale puntando dritto al tuo volto per accecarti. Sposti la testa all'indietro per evitare il morso, ma la coda dell'Imp scatta in avanti come una frusta flessibile: la punta del pungiglione ti graffia lo zigomo destro, lasciando una riga scarlatta sul tuo viso da cui filtra immediatamente un goccia di tossina infernale. L'Imp che ti ha colpito al volto si libra a meno di mezzo metro dal tuo naso, sbattendo le ali membranose ed emettendo uno sghignazzo stridulo e fastidioso in lingua infernale, visibilmente compiaciuto per averti ferito l'orgoglio celestiale. Nibble, vedendo le creature stringere il cerchio attorno a te nell'acqua fangosa, comincia a ricaricare l'energia nel suo bastone ritorto, mentre i suoi baffi si muovono frenetici per la tensione. Nibble... Nibble dice che le formiche rosse mordono forte! Ma l'Eladrin ha la pelle dura come la roccia di Brakor! Taglia, taglia! Schiaccia la testa delle zanzare! La cantina allagata continua a ostacolare i tuoi piedi, limitando la tua mobilità nel fango. I tre diavoletti sono ora tutti in mischia, avvolti attorno alla tua figura, e lo scrigno di ferro nero è immobile sul piedistallo di pietra a pochi passi di distanza. @
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