DM
[Asbravn] Mattina
E' una bella lupa la tua, Dalila. Siamo abituati ai lupi selvaggi dei boschi qui attorno e quando ne vediamo uno.. o una nel caso della tua Snow, sappiamo che possiamo fidarci, soprattutto se è in compagnia di una druida.
Il paggetto si avvicina a Snow chinandosi piano e quando è a quasi 30 cm dalla lupa si inginocchia a terra sporgendo solo il palmo della mano sinistra cosicchè gliela possa annusare. Sembra avvezzo alla compagnia animale e c'è qualcosa di più in questo ragazzo rispetto a quel che possano vedere i vostri occhi: il fatto che abbia riconosciuto Dalila come una druida non è da tutti.
Ah, vi ha mandato Joanna? Se solo quella ragazza avesse seguito le orme della sorella ora forse non saremmo in questa situazione.. quanto talento sprecato aggiunge scuotendo la testa mentre si rialza ritraendo la mano dal muso di Snow
Comunque io sono Egon e sono l'addetto all'accoglienza.. le sue parole vengono interrotte da Sebille che vi introduce in maniera un pò sbrigativa
Allora la situazione è diversa.. vi dice dopo le parole di Sebille ..vvi porto subito da Irel. Vi chiedo solo di non avvicinarvi tutti al suo letto e di parlarle uno alla volta perchè si sforza troppo a rispondere e non è sempre vigile. Seguitemi, vi spiegherò tutto una volta che saremo nella sua stanza.. prima faremo una tappa nella "stanza dell'ospitalità".
Gira di 180 gradi e si dirige verso una porta in legno che dà su di un corridoio. Quest'ultimo è scarno di simboli e orpelli come invece era la stanza grande nella quale siete entrati prima dalla porta principale del tempio; proseguite per pochi metri e ad un bivio fate una svolta a destra dopo la quale vi trovate davanti una porta che viene aperta dal paggetto.
Sopra di essa vi è un pezzo di legno che sembra essere corteccia di albero con una scritta abbozzata malamente, forse incisa con un coltello: "ospiti". E' una stanza abbastanza grande con all'interno un pò di persone.
Tra tutti spicca un uomo, un guerriero grande, grosso, pelato e che si porta dietro uno scudo enorme, ben più grande di tutti quelli che avete potuto vedere nelle vostre vite.. e una piccola halfling che brandisce un'alabarda.
Tahra, Braum? Il paggetto sembra rivolgersi proprio a loro. E' arrivato il momento di incontrare Irel, potreste cortesemente seguire me e queste persone? Vi spiegherò tutto una volta nell'alloggio privato della nsotra sacerdotessa. Sbrigativo e conciso il ragazzino, non sembra volere perdere tempo e torna sui suoi passi prendendo il corridoio di prima ma al contrario per poi infilarsi nel corridoio di sinistra e giungere ad un'altra porta, questa senza insegna alcuna.
La apre, entra e la accosta aspettate un attimo, vi annuncio e poi vi faccio entrare dopo qualche secondo riapre la porta e vi fa entrare tutti.
All'interno della stanza notate alcuni quadri e sculture che richiamano il tema del sole. Al centro di essa c'è un letto in legno con inciso sul poggiatesta principale il simbolo di Lathander. E' un letto molto grande anche per due persone ma solo una donna visibilmente debole lo occupa.
Sembra giovane e robusta ma il male di cui è vittima non le dà tregua: ha il volto sudato e stanco e sembra quasi non riuscire a respirare.. tuttavia la sua assoluta bellezza non è svanita per niente, rimanete tutti colpiti da quanto candido sia il suo viso e quanto dolce sia lo sguardo
Al capezzale del suo letto vi è un altro giovane paggetto che sembra essere una sorta di aiutante privato. Sul comodino di fianco a lui vi è appoggiata un catìno con dell'acqua e dei panni che probabilmente vengono usati per rinfrescare la fronte della donna.
Soprendentemente quando vi vede si mette seduta senza nascondere il grande sforzo di volontà che sta compiendo.
Sono Irel Vegon e sono la sacerdotessa di questo tempio. Come vedete non sono molto in forze e non vi chiedo di compatirmi, so che alcuni di voi sono stati mandati qui da mia sorella e avete compiuto un lungo viaggio da Easting. Per questo vi ringrazio dal profondo del cuore, Asbravn sembra non avere più la forza di combattere gli Zenthar..
Non fa in tempo a finire la frase che crolla distesa mentre il paggetto si precipita a soccorrerla per poi adagiarla sul letto in posizione supina dicendole di non sforzarsi ulteriormente tamponandole la fronte con un panno umido.
n quel momento Egon comprende la situazione e vi indica la porta Scusateci, prego accomodatevi nella sala degli ospiti, arrivo subito a spiegarvi la situazione
Dopo qualche minuto torna da voi con un vassoio sul quale vi sono 5 bicchieri ed una bottiglia che pare vino e vi fa accomodare su di un tavolo, sincerandosi che gli altri ospiti si spostino di stanza per avere maggior intimità solo con voi.
Alcuni di voi già sanno la situazione: la sacerdotessa è un membro degli Arpisti e fa ha subìto un avvelenamento a causa dell'operato di un infiltrato Zentharim.. non solo: tutti quelli che hanno bevuto l'acqua avvelenata di quella maledetta sera sono nella stessa situazione e sono tutti ricoverati presso una stanza al primo piano del tempio, proprio qui sopra di noi.
Tutti gli incantesimi hanno fallito nell'intento di far sparire la malattìa.. la nostra unica speranza risiede in un'antica leggenda che parla di una fonte che scorre da qualche parte dei meandri delle catacombe sotto al tempio capace di curare qualsiasi tipo di malanno.
Avevamo incaricato 2 giovani sacerdoti del tempio di avventurarsi là dentro per cercare la fonte qualche giorno fa.. ma da allora non se ne è più saputo nulla.. temiamo il peggio.
Siamo disperati e abbiamo chiesto aiuto ad alcuni amici di Corm Orp.. ecco il perchè sei qui Tahra.. e forse anche tu, Braum. Per quanto riguarda voi.. beh, è sicuramente un segno di Lathander. Deve aver fatto breccia nel cuore della sorella di Irel che vi ha convinti a venire qui ad aiutarci.
Ci aiuterete a trovare la fonte?