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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Va bene, signora" Tirai fuori la mia parte di monete dalla borsa e le posai sul bancone con cura. "..vedrete che dopo l'esibizione di Tanith la gente si fermerà più a lungo e berrà di più" Guardai brevemente i compagni, poi tornai sulla locandiera con un piccolo sorriso onesto. "Vi chiedo una cortesia: potreste prepararci una bacinella di acqua calda e degli stracci puliti? Il mio amico nano si è ferito alla gamba e vorrei medicargliela. Ve ne sarei grato. Domani mattina andremo al tempio di Lathander, ma stanotte vorrei che riposasse il meglio possibile" Una volta sistemata la questione del pagamento, mi voltai verso i compagni con un sospiro di sollievo. "Bene, almeno abbiamo un tetto sulla testa e qualcosa di caldo da mettere sotto i denti. Sediamoci vicino al camino, così Rollo può tenere la gamba al caldo. Tanith, quando ti senti pronto fai pure il tuo spettacolo… magari qualcuno si scioglie la lingua e sentiamo qualche chiacchiera utile su quello che sta succedendo in città"
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Cap.3.1 Pietradorata malfamata
DM Sabato 23 novembre 764 - Mezzodì [Lago Diamante - Pietradorata] Le picche rimangono incrociate per un istante di troppo, mentre la guardia più anziana strappa letteralmente il foglio dalle mani di Narcyssa con un gesto brusco. Lo studia con sospetto, strizzando gli occhi arrossati dal fumo e dalla polvere di carbone, confrontando la firma di Smenk con la sicumera aristocratica della mezzelfa. Dietro di lui, il secondo uomo poggia una mano sull'impugnatura di una corta spada appesa al fianco, squadrando con malcelato nervosismo i due nani e la ragazzina che sembra troppo a suo agio in quel paesaggio desolato. "Il marchio di Smenk" ringhia infine il vecchio, restituendo il documento con un movimento secco. "Dice che siete qui per 'questioni di logistica e sicurezza'. Un modo pulito per dire che venite a ficcare il naso dove non dovreste." Fa un cenno al compagno e le picche si sollevano con un rintocco metallico, liberando il passaggio. L'atmosfera si fa densa di déjà-vu mentre varcate il cancello. Per Edwarf e Narcyssa, ogni asse di legno e ogni sguardo delle guardie richiama la notte passata in quel buco a fingere di essere ciò che non sono. Ma oggi è diverso: non siete lì come 'pappa e prostituta' in cerca di qualche moneta facile, ma come agenti ufficiali (almeno sulla carta) di Smenk. Appena oltre il perimetro, vi ritrovate nel dedalo di baracche di legno che funge da deposito e latrina per i minatori. Il fango ghiacciato scricchiola sotto i vostri stivali. Alzando lo sguardo, vedete la torretta di guardia quadrata, alta come una casa a due piani. Le due guardie in cima non hanno abbassato la guardia dall'ultima volta; le loro lanterne sono pronte a segnalare ogni movimento sospetto verso l'edificio civile. Alla vostra destra svetta l'unico edificio rettangolare con finestre, la mensa delle guardie umane. Narcyssa sa bene cosa si prova lì dentro, tra l'odore di sudore e il rumore delle brande. Sapete che Caloggero è lì dentro, un professionista letale che gestisce la facciata "umana" della miniera, ma che non ha alcuna autorità sulla sezione proibita. Notate subito il viavai dei minatori. Come ricordavate, sono quasi tutti nani. Arrivano a gruppi, già vestiti per il turno, e lavorano con una solerzia silenziosa che incute timore. Gli umani qui sono solo muscoli da guardia o manovalanza esterna; i nani di Dourstone sono i veri padroni del sottosuolo. L'ingresso della miniera, quel grande buco nella roccia da cui partono i binari, vi fissa come una bocca aperta. Il capo delle guardie che vi ha fermato al cancello vi scorta per un breve tratto, indicando col mento verso il centro del complesso. "Caloggero non ama essere disturbato durante il cambio turno, ma se avete quel foglio di Smenk.. decidete voi che fare, io torno al cancello"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala “Concordo con te, Shage. Non è il caso di mostrare eccessiva diffidenza proprio ora. Ringraziamo Padre Gregorio per le informazioni e dirigiamoci al refettorio prima che i monaci si ritirino” Mi volto verso il bibliotecario e inclino leggermente il capo in segno di rispetto “Vi siamo grati per il tempo che ci avete dedicato, Padre. Seguiremo il vostro consiglio e parleremo con Padre Kaelen e Padre Lucas questa sera stessa, finché sono ancora svegli” Poi, una volta che ci siamo allontanati di qualche passo lungo il corridoio sotterraneo e siamo ragionevolmente certi di non essere più a portata d’orecchio, abbasso la voce e mi rivolgo ai compagni, il tono riflessivo e grave: “Tuttavia ciò che ha detto sul medaglione mi lascia profondamente inquieto. Se davvero è stato sepolto al collo del professore, allora quel tumulo di pietre nere di cui parlava Alarico Vaeerius potrebbe non essere l’unico luogo di interesse per i goblin. La tomba stessa potrebbe essere in pericolo. Sono combattuto quanto te, Shage. Recuperare il medaglione potrebbe essere rischioso: se il sigillo è fragile come suggeriscono le pagine, maneggiarlo potrebbe accelerare ciò che il professore temeva. Lasciarlo lì, però, significa affidare la sicurezza di un oggetto potenzialmente catastrofico alla semplice terra e a una lapide. E come dici tu se noi siamo arrivati a questa conclusione, nulla impedisce che anche chi guida i goblin possa arrivarci” “Propongo questo: andiamo prima a parlare con Padre Kaelen e Padre Lucas. Cerchiamo di capire se manca davvero qualcosa dalle casse e se qualcuno ha mostrato interesse per il materiale del professore negli ultimi mesi. Solo dopo decideremo come muoverci riguardo alla tomba. Se scopriamo che la tomba è già stata violata, o che qualcuno ha chiesto informazioni su di essa, allora dovremo agire con urgenza. In caso contrario potremmo dover chiedere udienza a Lord Ulath domani mattina per ottenere il permesso di una riesumazione controllata. Non sarà una conversazione piacevole, ma meglio la diplomazia che una profanazione notturna” “Ciò che è certo è che non possiamo ignorare questo medaglione. Che sia ancora sottoterra o meno, rappresenta il collegamento più concreto tra il professore, i goblin e i Tre Senza Nome. Dobbiamo scoprire la verità prima che lo facciano altri”
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Cap.3.1 Pietradorata malfamata
DM Sabato 23 novembre 764 - Mezzodì [Lago Diamante] Il sole di mezzogiorno è una macchia grigiastra e malata sopra i fumi di Lago Diamante quando vi ritrovate tutti al Luccio Famelico. L'odore di aringa affumicata e tabacco stantio vi accoglie come un vecchio abbraccio ruvido. Narcyssa è la prima ad arrivare, poi Seraphine, Snorri e infine Edwarf. La ragazza ha lo zaino da viaggio già in spalla e un'aria di chi ha camminato con un segreto troppo pesante. Senza dire una parola, appoggia sul tavolo una pregiata scatola di legno. Edwarf 'annusa' il suo contenuto ancor prima che si apra e capisce perfettamente da chi provenga. Forse un dono per ripagare le informazioni che sono state ricevute. Snorri si siede pesantemente con un'ascia nuova che batte contro la gamba del tavolo; il suo sguardo incrocia quello di Edwarf con una nuova, tacita intesa. Il "briefing" è rapido, masticato tra un boccone di pane duro e un sorso di birra annacquata, non rimane che recuperare l'eredità di Kullen prima di puntare verso le colline. Il mago è ancora via, immerso nelle sue ricerche alla Città Libera, ma la sua dimora custodisce quello che Osgood potrebbe chiamare "il ferro del mestiere". Entrate nel silenzio della casa, dove i libri sembrano attendere il ritorno del padrone e vi dirigete verso l'armadio di quercia nera, lo stesso dove è stata riposta dopo quella sanguinosa rissa al Cane Rabbioso. Non appena il magnifico due si avvicina, le rune intagliate nel legno si illuminano di un blu tenue: l'armadio riconosce la "firma" di chi ha il diritto di aprirlo, le ante scattano con un rintocco metallico ed Edwarf impugna l'ascia e la consegna a Snorri che ne saggia il bilanciamento perfetto. Da che si era svegliato senza nulla, ora ne possiede due. Che giornata meravigliosa!. Verso la Pietradorata il cammino è breve ma opprimente. Man mano che vi allontanate dal centro cittadino, il paesaggio si fa più aspro: la terra è scavata, ferita da decenni di estrazioni, e l'aria vibra per il rumore lontano di alcuni strani marchingegni a vapore che pompano acqua e aria nelle viscere della terra. Infine la vedete: una recinzione di legno massiccio, rinforzata da filo spinato e punte di ferro che ben sapete delimitare il perimetro della proprietà. Oltre la staccionata, l'enorme bocca della miniera sputa fumo nerastro verso il cielo. Due guardie in armatura di cuoio bollito e picca alla mano fanno piantone davanti al cancello principale. Hanno facce scavate e lo sguardo di chi è abituato a colpire prima di chiedere il nome. Vedendovi arrivare, un gruppo eterogeneo con nani armati, una mezzelfa dall'aria aristocratica e una ragazzina dei boschi, incrociano le picche, sbarrandovi la strada: "Fermi dove siete!" grida il più anziano, sputando a terra. "Proprietà privata di Mastro Dourstone, identificatevi." tutti
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante] Edwarf - Da Osgood
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Mentre Olivia ci accoglieva con quel suo sorriso sdentato e ci elencava i prezzi, feci una smorfia dentro di me. Due pezzi d’oro a testa solo per il letto? un prezzo esagerato per una locanda come questa. Mi avvicinai al bancone con passo tranquillo, togliendomi un po’ di polvere dal mantello, e parlai con voce calma ma ferma, da contadino che sa contare i soldi: "Signora Olivia, vi ringrazio per l’accoglienza. Due camere e un pasto caldo sono proprio quello che ci serve dopo una lunga giornata di strada" Feci una piccola pausa, mantenendo un sorriso gentile. "Però… siamo gente semplice di Shadowdale, non ricchi mercanti di Sembia. Due pezzi d’oro a testa per il letto mi sembrano un po’ troppi per questa locanda. Possiamo accordarci su un prezzo più onesto? Magari un pezzo d’oro e cinque d’argento a testa per il letto, e un pezzo d’argento per il pasto? Siamo sei, paghiamo tutti insieme e anticipato, come chiedete voi" Mi voltai un attimo verso i compagni, cercando il loro sguardo, poi tornai su Olivia. "Inoltre il mio amico nano qui" dissi indicando Rollo con un cenno del capo "ha una brutta ferita alla gamba. Se potete indicarci meglio come arrivare al tempio di Lathander domani mattina, ve ne saremmo grati.. chiunque possa dare un’occhiata alla ferita. Siamo persone oneste. Non cerchiamo guai, solo un letto pulito, un pasto caldo e un po’ di riposo"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Rimango in silenzio per qualche secondo dopo aver ascoltato e parole di Padre Gregorio per conto di Mal'ek con le tre pagine ancora al sicuro nella tasca interna del mantello. “Molto comodo. Ci invita ad andare a parlare con Padre Kaelen e Padre Lucas proprio mentre si fa sera e proprio dopo che abbiamo trovato queste pagine” Abbasso lo sguardo sulle quattro casse. La differenza di polvere è evidente: sulle altre scaffalature è uno strato spesso e uniforme, mentre qui la polvere è sottile, smossa di recente. Qualcuno ha aperto queste casse non molto tempo fa. Forse giorni, forse settimane. Non anni. Questo dettaglio mi turba più di quanto voglia ammettere. Mi alzo lentamente, spazzolandomi la polvere dalle ginocchia e decido di andare a parlarci “Padre Gregorio. Parleremo senz’altro con Padre Kaelen e Padre Lucas, se saranno ancora svegli. Tuttavia non posso fare a meno di notare che queste quattro casse sono state aperte di recente. La polvere su di esse è chiaramente meno spessa rispetto al resto del magazzino. Qualcuno è passato di qui prima di noi. Sapete per caso chi potrebbe aver avuto accesso a questo deposito nelle ultime settimane?” Lo guardo dritto negli occhi, senza aggressività, ma con la quieta insistenza dello studioso che cerca la verità. “Inoltre, perdonatemi se insisto, ma il contenuto di queste casse sembra… incompleto. Un ex professore di antichità arcaiche del Cormyr avrebbe dovuto possedere ben più di qualche trattato generico di storia e religione. Mi chiedo se parte del materiale più delicato non sia stato spostato altrove per sicurezza… o per altri motivi.” “Padre Gregorio, se non vi dispiace, vorrei chiedervi un’ultima cosa prima di andare al refettorio. Avete mai sentito nominare, anche solo di sfuggita, qualcosa chiamato ‘i Tre Senza Nome’? O un medaglione di bronzo nero che non riflette la luce?” Attendo la sua risposta con le mani giunte davanti a me, la mente già che corre avanti: se nega di sapere alcunché, dovremo decidere se fidarci o se iniziare a sospettare che anche il tempio di Oghma stia nascondendo qualcosa.
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante] Edwarf - in fucina Snorri - ai moli Seraphine - da lazara
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Rimango inginocchiato accanto alla cassa per qualche istante ancora, con le tre pagine strappate tra le mani. Leggo e rileggo quelle righe vergate con grafia che diventa sempre più incerta, come se la mano del professore tremasse mentre scriveva. Alarico Vaeerius… ex cattedra di antichità arcaiche alla Reale Università di Suzail. Ha passato la vita tra libri e corridoi illuminati da lampade a olio, proprio come me. Eppure, qui, nelle Valli, ha trovato qualcosa che i tomi di Cormyr avevano sepolto sotto strati di oblio accademico. I Tre Senza Nome. Il solo pensiero mi provoca un brivido lungo la schiena che non ha nulla a che fare con l’umidità di questo sotterraneo. Sollevo lentamente lo sguardo verso i miei compagni, tenendo le pagine con la delicatezza che si riserva a una reliquia fragile. "Secondo me…" dico piano, la voce bassa "..queste non sono semplici annotazioni di un vecchio professore in pensione" Chiudo per un istante gli occhi, lasciando che il peso di quelle rivelazioni si depositi. "Cosa importate: ha scritto che doveva nascondere queste pagine perché 'ciò che era dimenticato sta reclamando la sua carne' e, soprattutto, non ha scritto questo nome. Molto strano" "Non dice “i Tre Dimenticati”, né “i Tre Proibiti”, ma Senza Nome. Come se persino pronunciare i loro veri titoli fosse un rischio troppo grande. Il professore Alarico Vaeerius, un uomo di cultura come me, ha scelto di non scriverli apertamente. Questo la dice lunga sulla natura di ciò che ha scoperto" "Vi espongo il mio ragionamento: in primo luogo, non sembrano appartenere al pantheon goblinoide comune. Maglubiyet e Khurgorbaeyag sono ben noti, persino troppo noti, e i goblin li invocano apertamente. Qui invece parliamo di qualcosa di più antico, di un culto rituale, di scavi frenetici intorno a un tumulo di pietre nere che pulsano. Qualcosa che i goblin stanno cercando di risvegliare, o di liberare. Potrebbero essere entità preistoriche, forse primordiali o essenze antiche sepolte prima ancora che gli dei del Faerûn attuale prendessero forma. Nel Cormyr, durante i miei studi alla Reale Università, ho incontrato vaghi riferimenti a poteri che vennero deliberatamente cancellati dalla memoria collettiva, non per punizione, ma per necessità. Il professore lo scrive chiaro: “non furono cancellati per punizione, ma per una necessità così terribile da richiedere l’oblio del mondo intero”. "Una possibilità che mi turba particolarmente è che uno (o più) di loro possa essere legato ai Sette Dei Perduti, quelle entità che un tempo si piegarono (o furono sottomesse) davanti a Bane, Myrkul e Bhaal. Tra quei sette vi sono nomi come Borem del Lago di Fango Bollente, Camnod l’Invisibile, e almeno due i cui nomi sono andati completamente perduti. Forse i “Tre Senza Nome” sono una frazione di quel gruppo più vasto, le porzioni più pericolose Oppure potrebbero non essere affatto “dei” nel senso che diamo noi oggi. Potrebbero essere abomini primordiali, vestigia di ere precedenti alla venuta degli dei, entità di puro caos o di vuoto che il mondo ha sigillato sotto tumuli, medaglioni e incantesimi di oblio Qualunque cosa siano, il fatto che i goblin stiano scavando con furia rituale suggerisce che qualcuno, o qualcosa, li sta guidando. Non una semplice tribù razziatrice, ma un culto. E se uno di questi Tre sta davvero cercando di tornare allora il sigillo rotto dal professore potrebbe aver aperto una crepa pericolosa" "Dobbiamo decidere con calma. Queste pagine sono troppo importanti per essere mostrate con leggerezza. Il medaglione potrebbe essere ancora là fuori, o peggio, potrebbe già essere nelle mani dei goblin. Se uno dei Tre Senza Nome sta davvero cercando di tornare allora questa non è più una semplice indagine su una razzia. È qualcosa di molto più antico e pericoloso" Ripiego con estrema cura le tre pagine e le infilo dentro una tasca interna del mantello. "Propongo di continuare a cercare ancora finché non abbiamo vagliato tutto, per vedere se c’è menzione del medaglione o di ulteriori appunti. Nel frattempo: qualcuno di voi conosce bene la zona a nord di Highmoon? Un ruscello, una zona di foresta fitta. Potrebbe essere un buon punto di partenza"
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Buckman Quando arrivammo alla Teshford Arms e vidi la locanda annidata sul limitare del bosco, con la rimessa e la stalla sul retro, tirai un piccolo sospiro di sollievo. Finalmente un tetto sopra la testa dopo una giornata lunga e strana. Mentre Tom affidava il carro al garzone, mi avvicinai al gruppo, sfregandomi le mani per scaldarle un po’. "Be’, finalmente un posto decente" dissi con un mezzo sorriso, guardando la locanda. "Io ho fame quanto te, Tom. E dopo tutto questo camminare con la gamba di Rollo che fa i capricci, un letto vero mi sembra una benedizione" Mi voltai verso i compagni, abbassando leggermente la voce: "Però… stiamo attenti lo stesso. La città non mi piace del tutto. Prima i cani di quei mercenari, poi Randal Morn che ci avverte degli Zhentarim, e adesso questa storia della “maledizione” che fa sgozzare gli animali… non so voi, ma io ho una brutta sensazione" Guardai soprattutto Tanith e Leshur. "Propongo di entrare, mangiare qualcosa di caldo e vedere che aria tira nella locanda. Magari sentiamo qualche chiacchiera utile. Ma teniamo occhi e orecchie aperti. Rollo, tu siediti appena possibile e fai riposare quella gamba. Se serve, ti porto io il piatto" Poi diedi una pacca leggera sulla spalla del nano, con un sorriso. Mentre mi dirigevo verso la porta della Teshford Arms, tenni una mano vicina al quarzo rosa al collo e gli occhi vigili. Il tramonto era bello, ma l’aria frizzante mi ricordava che la notte poteva portare brutte sorprese.
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante] Snorri - ai moli Edwarf - da Osgood
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante] Snorri - Ai moli Seraphine - Da Lazare
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Grazie, Padre Gregorio. Faremo con molta cura, ve lo assicuro. Se dovessimo trovare qualcosa di particolarmente… delicato, vi chiameremo subito" Mi volto verso i compagni, abbassando leggermente la voce. «Bene, dividiamoci il lavoro. Quattro casse, quattro di noi… o almeno proviamo. Io prendo la prima cassa a sinistra. Shage, tu che hai occhio per le cose insolite potresti occuparti della seconda? Mel’ek, Ugo… scegliete pure le altre due" Senza attendere risposta mi inginocchio davanti alla sua cassa, tolgo i guanti e li infilo nella cintura. Con gesti precisi inizio a rimuovere la polvere con un fazzoletto, poi sollevo delicatamente il coperchio, facendo attenzione a non forzarlo. "Cerchiamo qualsiasi cosa che possa collegarsi a simboli goblin, a rituali, a conoscenze antiche del Cormyr, o a oggetti che valgano la pena di essere rubati da creature che normalmente rubano solo cibo e oro… Mappe, diari, lettere, tomi con sigilli strani, pergamene arrotolate con cura… tutto ciò che non sembra un semplice trattato di agricoltura o di allevamento" Poi torno a concentrarmi sulla cassa, iniziando a estrarre con cura il primo volume o oggetto che trova, girandolo tra le mani per esaminarne il titolo, la rilegatura e qualsiasi segno particolare. [Cercare +2, Decifrare scritture +8, Conoscenze Piani, locali, arcane +8]
- Age of Worms [TdS-3]
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante] Raggiunto un.. quasi accordo vi dirigete ognuno dove vuole, in attesa del randez vous Snorri
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Va bene allora, spero che non vi annoierete oltremodo nel ricercare con me perché non ho idea di quanto potremmo metterci. Vorrei solo pulirmi e rendermi presentabile prima di entrare in un Tempio di quella importanza. È possibile avere un momento per ristorarci?" Chiedo ai nostri interlocutori
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Vi ringrazio per la fiducia che riponete in noi. Accetto l'incarico. Con il vostro permesso, mi recherò immediatamente al Tempio di Oghma per conferire con Padre Gregorio, il bibliotecario. Se le casse del vecchio professore del Cormyr non sono state ancora catalogate del tutto, inizierò io stesso l'esame: sono abituato a setacciare tomi dimenticati, e so riconoscere un indizio quando lo vedo. Magari tra quei volumi c'è qualcosa che collega il simbolo, le ricerche del defunto, o persino il motivo per cui una famiglia parente di Padre Giulius è stata presa di mira in modo così... mirato" "Propongo che chi tra noi preferisce l'azione sul campo si unisca alla spedizione con Lady Shaunil e gli arcieri elfici: inseguire la banda goblin prima che si dileguino nelle Colline Opache o più in là potrebbe darci indizi vivi: prigionieri, mappe, o semplicemente il loro prossimo bersaglio. Io, per parte mia, sarò più utile tra le pergamene che tra la neve con una bacchetta in mano... almeno per ora" "Se Padre Gregorio ha già un indice parziale potrei avere risposte entro domattina. In caso contrario, vi terrò aggiornati con messaggeri se la situazione lo richiede"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Alla menzione di Mel'ek rispondo, anche io sottovoce: "No, esatro, non l'ho menzionato apposta. C'è stato uno sguardo.. che non mi è stato chiaro da parte del Lord. Come sapesse qualcosa ma non volesse dirci. Mi son tenuto per me l'inf.." ma veniamo interrotti da Shage che aggiunge proprio il dettaglio che avevo omesso.
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Grazie del supporto, Lord Ulath, ho qualche domanda ora. Forse quei goblin cercavano proprio roba del vecchio professore. Cosa si sa su di lui, a parte che venisse dal Cormyr? La sua morte è data per certa e dimostrata? E' possibile parlare con Padre Giulius? Magari lui ha informazioni aggiuntive sulle ricerche che conduceva il suo parente. Inoltre.. ma non ultimo a livello di importanza: è possibile vedere e leggere alcuni dei tomi stipati all'interno dei sotterranei del tempio? Magari con l'ausilio di qualcuno che abbia fatto una specie di ordine, visto che ci avete detto che sono svariate decine i libri" chiedo, a fronte della nuova scoperta "Se acconsentite a questa mia richiesta posso anche andarci da solo: la materia mi appassiona, sono considerato il classico 'topo da biblioteca', e magari Lady Shaunil, che non conosco, potrebbe aver bisogno di uomini più pronti alla battaglia di uno come me" concludo, indicando alcuni dei presenti
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Si, scusatemi, intendevo proprio quella.. la maledizione" risposi al negoziante "Siamo appena arrivati, dal canto mio non saprei nemmeno cosa acquistare, e sono.. squattrinato.. come si dice dalle mie parti. Comunque grazie per la vostra gentilezza, se mi dovesse servir qualche cosa passerò dalla vostra bottega sicuramente" Poi mi avvicinai agli altri e aggiunsi sottovoce: "la situazione mi pare più complicata. Dovremmo fare domande per capire cosa è successo, secondo voi?"
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Topic di Servizio
@Dardan ciao, lascio l’avventura. L'avventura era partita bene, partecipazione regolare, coinvolgimento e contributo adeguato. Non essendoci più queste condizioni, preferisco farmi da parte. Di solito non abbandono mai ma credo in questo caso sia meglio così. Se pianificherai invece di postare in ogni caso, anche senza il post di tutti, tipo checkpoint obbligatorio ogni 2/3 gg dopo il quale anche se non vedi alcun post muovi tu i PG, conto di rimanere. Ti ringrazio per il tempo che hai speso per cercare di adattarti ai nostri post e nel pianificare l'avventura.
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Tutti i cavalli?" dissi, strabuzzando gli occhi "..e nessun testimone che abbia visto come sia successo? Intendo dire.. com'è che colpisce questa strana malattia? In pochi minuti.. ZAC.. tutti morti? O è tipo una cosa di qualche ora?" Mi grattai il capo, cercando risposte che non avevo "Immagino che gli avventori continuino ad arrivare durante il giorno, la sera, e a volte pure di notte. Qualcuno avrà visto che cosa è successo" "E quelle bestie ora dove sono? Han dato loro sepoltura? Se non si appresta un rito di purificazione potrebbe essere che la malattia si diffonda nell'aria e saremmo tutti in pericolo" "Che fate voi, buon uomo, per evitare di incappare in una simile tragedia?"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Prendo anche io parola, facendo un passo avanti "Grazie del benvenuto" dico chinando leggermente il capo "Ha già elencato la situazione Shage, io volevo solo chiedervi quali sono le notizie riguardo conoscenze che a noi non sono venute alla mente riguardo queste razzìe goblin e chi possa spingerli a compierle: intendo dire che è certo che c'è una mente dietro, non è iniziativa di quelle menti poco avvezze al ragionamento. Riguardo le conoscenze, invece, chiedo se avete notizie di altri casi, in primo luogo.. e in secondo luogo se conoscete la famiglia che è stata distrutta, in quanto è palese che stessero cercando qualcosa presso la loro abitazione"
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Scesi dal carro per primo, aiutando Rollo a non appoggiare troppo peso sulla gamba ferita. Il nano borbottò qualcosa sul “non essere un invalido”, ma si lasciò sostenere senza troppi ringhi. Mentre Thomas e Fulgath parlavano di carico e sistemazioni, io mi guardai intorno. Posai la cassa con un tonfo controllato e mi pulii le mani sui pantaloni. Mi avvicinai a Fulgath, con un sorriso tranquillo ma gli occhi seri. "Salve messere, siamo diretti alla Teshford Arms dopo aver finito qui per una birretta in compagnia. Il carico è tutto vostro.." feci una pausa, grattandomi la nuca come facevo quando volevo sembrare solo un contadino curioso "..a proposito… abbiamo sentito storie strane lungo la strada, voci che parlano di una strana malattia del sonno. Sapete qualcosa di più? Siamo gente semplice, veniamo da Shadowdale,"
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Non ha senso quel che hai scritto: hai usato un argomento fantoccio, una fallacia logica, per distorcere quel che ha scritto Grimorio riducendolo, de facto, ad una cosa simile: "il principio caro ai Classic è quello per cui l'esistenza stessa di una trama possa togliere qualcosa ai giocatori o al gioco". L'effetto retorico che stai usando è quello di far credere che Grimorio sia contro ogni forma di narrazione. Quello che Grimorio ha detto non è “la trama toglie sempre qualcosa”, ma “quando il DM impone tagli e focus narrativi arbitrari per seguire la sua idea di trama, toglie qualcosa ai giocatori”. È diverso. Non è odio per la trama, è critica a certi modi di gestirla.