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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Va bene allora, spero che non vi annoierete oltremodo nel ricercare con me perché non ho idea di quanto potremmo metterci. Vorrei solo pulirmi e rendermi presentabile prima di entrare in un Tempio di quella importanza. È possibile avere un momento per ristorarci?" Chiedo ai nostri interlocutori
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Vi ringrazio per la fiducia che riponete in noi. Accetto l'incarico. Con il vostro permesso, mi recherò immediatamente al Tempio di Oghma per conferire con Padre Gregorio, il bibliotecario. Se le casse del vecchio professore del Cormyr non sono state ancora catalogate del tutto, inizierò io stesso l'esame: sono abituato a setacciare tomi dimenticati, e so riconoscere un indizio quando lo vedo. Magari tra quei volumi c'è qualcosa che collega il simbolo, le ricerche del defunto, o persino il motivo per cui una famiglia parente di Padre Giulius è stata presa di mira in modo così... mirato" "Propongo che chi tra noi preferisce l'azione sul campo si unisca alla spedizione con Lady Shaunil e gli arcieri elfici: inseguire la banda goblin prima che si dileguino nelle Colline Opache o più in là potrebbe darci indizi vivi: prigionieri, mappe, o semplicemente il loro prossimo bersaglio. Io, per parte mia, sarò più utile tra le pergamene che tra la neve con una bacchetta in mano... almeno per ora" "Se Padre Gregorio ha già un indice parziale potrei avere risposte entro domattina. In caso contrario, vi terrò aggiornati con messaggeri se la situazione lo richiede"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Alla menzione di Mel'ek rispondo, anche io sottovoce: "No, esatro, non l'ho menzionato apposta. C'è stato uno sguardo.. che non mi è stato chiaro da parte del Lord. Come sapesse qualcosa ma non volesse dirci. Mi son tenuto per me l'inf.." ma veniamo interrotti da Shage che aggiunge proprio il dettaglio che avevo omesso.
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Grazie del supporto, Lord Ulath, ho qualche domanda ora. Forse quei goblin cercavano proprio roba del vecchio professore. Cosa si sa su di lui, a parte che venisse dal Cormyr? La sua morte è data per certa e dimostrata? E' possibile parlare con Padre Giulius? Magari lui ha informazioni aggiuntive sulle ricerche che conduceva il suo parente. Inoltre.. ma non ultimo a livello di importanza: è possibile vedere e leggere alcuni dei tomi stipati all'interno dei sotterranei del tempio? Magari con l'ausilio di qualcuno che abbia fatto una specie di ordine, visto che ci avete detto che sono svariate decine i libri" chiedo, a fronte della nuova scoperta "Se acconsentite a questa mia richiesta posso anche andarci da solo: la materia mi appassiona, sono considerato il classico 'topo da biblioteca', e magari Lady Shaunil, che non conosco, potrebbe aver bisogno di uomini più pronti alla battaglia di uno come me" concludo, indicando alcuni dei presenti
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Si, scusatemi, intendevo proprio quella.. la maledizione" risposi al negoziante "Siamo appena arrivati, dal canto mio non saprei nemmeno cosa acquistare, e sono.. squattrinato.. come si dice dalle mie parti. Comunque grazie per la vostra gentilezza, se mi dovesse servir qualche cosa passerò dalla vostra bottega sicuramente" Poi mi avvicinai agli altri e aggiunsi sottovoce: "la situazione mi pare più complicata. Dovremmo fare domande per capire cosa è successo, secondo voi?"
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Topic di Servizio
@Dardan ciao, lascio l’avventura. L'avventura era partita bene, partecipazione regolare, coinvolgimento e contributo adeguato. Non essendoci più queste condizioni, preferisco farmi da parte. Di solito non abbandono mai ma credo in questo caso sia meglio così. Se pianificherai invece di postare in ogni caso, anche senza il post di tutti, tipo checkpoint obbligatorio ogni 2/3 gg dopo il quale anche se non vedi alcun post muovi tu i PG, conto di rimanere. Ti ringrazio per il tempo che hai speso per cercare di adattarti ai nostri post e nel pianificare l'avventura.
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Tutti i cavalli?" dissi, strabuzzando gli occhi "..e nessun testimone che abbia visto come sia successo? Intendo dire.. com'è che colpisce questa strana malattia? In pochi minuti.. ZAC.. tutti morti? O è tipo una cosa di qualche ora?" Mi grattai il capo, cercando risposte che non avevo "Immagino che gli avventori continuino ad arrivare durante il giorno, la sera, e a volte pure di notte. Qualcuno avrà visto che cosa è successo" "E quelle bestie ora dove sono? Han dato loro sepoltura? Se non si appresta un rito di purificazione potrebbe essere che la malattia si diffonda nell'aria e saremmo tutti in pericolo" "Che fate voi, buon uomo, per evitare di incappare in una simile tragedia?"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Prendo anche io parola, facendo un passo avanti "Grazie del benvenuto" dico chinando leggermente il capo "Ha già elencato la situazione Shage, io volevo solo chiedervi quali sono le notizie riguardo conoscenze che a noi non sono venute alla mente riguardo queste razzìe goblin e chi possa spingerli a compierle: intendo dire che è certo che c'è una mente dietro, non è iniziativa di quelle menti poco avvezze al ragionamento. Riguardo le conoscenze, invece, chiedo se avete notizie di altri casi, in primo luogo.. e in secondo luogo se conoscete la famiglia che è stata distrutta, in quanto è palese che stessero cercando qualcosa presso la loro abitazione"
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Scesi dal carro per primo, aiutando Rollo a non appoggiare troppo peso sulla gamba ferita. Il nano borbottò qualcosa sul “non essere un invalido”, ma si lasciò sostenere senza troppi ringhi. Mentre Thomas e Fulgath parlavano di carico e sistemazioni, io mi guardai intorno. Posai la cassa con un tonfo controllato e mi pulii le mani sui pantaloni. Mi avvicinai a Fulgath, con un sorriso tranquillo ma gli occhi seri. "Salve messere, siamo diretti alla Teshford Arms dopo aver finito qui per una birretta in compagnia. Il carico è tutto vostro.." feci una pausa, grattandomi la nuca come facevo quando volevo sembrare solo un contadino curioso "..a proposito… abbiamo sentito storie strane lungo la strada, voci che parlano di una strana malattia del sonno. Sapete qualcosa di più? Siamo gente semplice, veniamo da Shadowdale,"
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Non ha senso quel che hai scritto: hai usato un argomento fantoccio, una fallacia logica, per distorcere quel che ha scritto Grimorio riducendolo, de facto, ad una cosa simile: "il principio caro ai Classic è quello per cui l'esistenza stessa di una trama possa togliere qualcosa ai giocatori o al gioco". L'effetto retorico che stai usando è quello di far credere che Grimorio sia contro ogni forma di narrazione. Quello che Grimorio ha detto non è “la trama toglie sempre qualcosa”, ma “quando il DM impone tagli e focus narrativi arbitrari per seguire la sua idea di trama, toglie qualcosa ai giocatori”. È diverso. Non è odio per la trama, è critica a certi modi di gestirla.
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
É stato scritto sopra. Se vuoi approfondire c'è la pagina del sito di Bille Boo - anch'esso lo trovi sopra - che analizza come ogni scelta influisca nella narrazione
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Cap.3 Lago carbone
DM Sabato 23 novembre 764 - Mattina [Lago Diamante, vicolo] Il rumore di Snorri che "cambia l'acqua alle olive" contro il muro scrostate e il suo sbadiglio teatrale spezzano il gelo che stava per condannare Seraphine. Il riferimento a Osgood fa scattare un riflesso nei muscoli di Edwarf, mentre Narcyssa capisce al volo che quel nano sporco di grasso, casuale o meno che sia il suo arrivo, è il segnale che il tempo della privacy in quel vicolo è scaduto. Il nevischio ricomincia a cadere più fitto, mescolandosi alla fuliggine che scende dai camini delle miniere. Qualche porta inizia ad aprirsi nelle vicinanze; la città si sta svegliando e con essa i suoi occhi malevoli. Vi lasciate alle spalle il vento gelido e la polvere nera della strada, entrando nell'abbraccio tiepido e stantio dell'Aringa Affumicata. Sopra il bancone, il famoso Luccio vi accoglie con la sua bocca spalancata e quegli occhi vitrei che sembrano soppesare ogni peccato commesso a Lago Diamante. Ollivand vi lancia un'occhiata pigra mentre pulisce un bicchiere, poi torna a fissare il vuoto. Per lui siete solo quattro facce in cerca di ombra. Vi sistemate in un tavolo d'angolo, circondato da pareti di legno annerite dal fumo. Il tavolo è solido, la luce è poca e la distanza dagli altri pochi avventori è sufficiente a garantire che solo il Luccio imbalsamato possa ascoltarvi.
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "D'accordo Tom, prima il dovere e poi il piacere... se così si può chiamare." Dissi con un cenno del capo verso l'edificio di Fulgath. Mi sistemai meglio il mantello sulle spalle, cercando di darmi un contegno, dopotutto eravamo arrivati in città e noi campagnoli eravamoospiti "Accompagniamo il vecchio a scaricare questa roba e poi, prima che il sole cali del tutto, andiamo a cercare questo Dulwar. Quella storia della febbre dei sogni non mi piace per niente e preferisco muovermi finché c'è luce."
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Due giorni per tornare, altri due per tornare.. dannazione!" sospiro alzando gli occhi al soffitto e poi cerco di guardare fuori avvicinandomi alla finestra "Ma per la sicurezza di tutti si deve fare. Se non noi, chi? Palesemente nessuno. Ci rimarrebbe sulla coscienza il fatto di non esserci mossi per tempo" Mi richiudo nel bavero del mantello, cercando di trovare negli sguardi degli altri una certezza "Un'ultima cosa prima di partire, giusto una raccomandazione: non fate gli eroi, se siete in difficoltà.. scappate"
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Io concordo con te: il DM fornisce ai giocatori tutto quello che serve per prendere decisioni vere, poi mostra l’impatto reale di quelle decisioni, senza “dirigere” la storia, solo simulando il mondo lasciando che i giocatori ci interagiscano. Ho chiesto un chiarimento a Grimorio perchè, sebbene io condivida la sua posizione, cioè questa.. ..considero i suddetti "tagli" o "spotlight" (nel caso si voglia risaltare una scena o un'altra) come funzionali ad una narrazione fluida e appassionante, senza trovarci un ammanco di potere decisionale dei giocatori. Ce lo vedo invece quando il DM si focalizza su quel che ha pensato in fase di creazione dell'avventura, prediligendo bivi (se A allora X, se B allora Y) e non considera le scelte terze che possono fare i giocatori che, de facto, romperebbero la Sua trama. Cosa che credo possa esistere in tutte le sei culture del gioco di ruolo del tuo articolo Per concludere, credo che il nuovo filone (chiamato trad, neo-trad) possa coesistere con la gestione dettagliata di cui sopra ma solo se il Master non usa il scene-framing per decidere arbitrariamente cosa è importante
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Forse ho capito cosa intendi, tuttavia vorrei chiederti dei chiarimenti per non sbagliarmi, vado per esempi e punti «Se i personaggi contrattano per comprare razioni, forse basta un riassunto.» (credo sia quel che dice l'articolo) Questo è esattamente il classico taglio che un giocatore Classic odia. Intendo cioè che anche il contrattare le razioni non è una cosa banale da risolvere con un tiro di Diplomazia + riassunto. È parte integrante del gioco: conta il prezzo, conta se hai abbastanza oro, conta se il mercante ti fregherà dopo, conta se porti via 3 giorni di cibo in più o rischi la fame al 7° livello del dungeon. Riassumere = togliere quel pezzo di gestione Il “pensare per scene” è una tecnica Trad per definizione (articolo Six Cultures of Play) Sembra che dunque sia il DM a decidere cosa è “significativo” e cosa no. Nel Classic invece nulla è insignificante a priori: il mondo è una simulazione e il divertimento sta nel fatto che anche la gestione delle torce o delle razioni può ucciderti. Quindi tu mi stai dicendo che questa tecnica è pensata per chi vuole un’esperienza cinematografica (Trad) mentre tu prediligi un’esperienza da simulazione spietata (Classic) e le due cose sono incompatibili in D&d Un esempio ora: «Tira Diplomazia/Persuasione. 17? Ok, spunta il 20% di sconto. Prossima scena.» (trad, neo-trad) Mentre un tavolo Classic/OSR puro fa l’opposto e cioè il giocatore deve interpretare la trattativa (bluffare, minacciare, offrire favori, usare conoscenze del mondo, ecc.). Il tiro di dado (se c’è) arriva dopo il roleplay, e spesso è solo un modificatore. O anche a volte non c’è nemmeno tiro cioè il Master giudica direttamente dall’abilità del giocatore. Quindi credi che il “pensare per scene” tende a spostare il peso sul tiro + accendere la luce solo sul dialogo drammatico, mentre il Classic vuole che tutto sia giocato con il cervello e la parlantina del giocatore, anche le parti “noiose”. L’articolo non dice mai "gestite male le razioni, non contano" ma implica che il DM può decidere che certe cose non meritano tempo reale e per un Classic-player questo è già una bestemmia, perché proprio quelle cose “non importanti” sono il cuore del gioco. E' corretto?
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Pensare per scene: portare lo show, don’t tell nel gioco di ruolo
Ciao, cos'è il 'classic AI trad'? Ę perché non dovrebbe avere un taglio narrativo?
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Cap.3 Lago carbone
DM Snorri
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "I miei hanno sempre detto che dove c'è tanta gente si mangia bene.. o che comunque è a buon mercato, direi di farci un salto senza pensarci nemmeno tanto. Voi che dite? Tom?"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Mi stiracchio vicino al camino, ancora indolenzito dalla notte in sella nella bufera, ma sollevato dall'alba serena. Guardo Shage e annuisco con un mezzo sorriso: "Hai ragione, il senno ce l'hai tutto. Quelle carogne non erano goblin qualunque: simbolo ignoto, torture per qualcosa di specifico, guida alta e worg al traino. Non un raid casuale, ma una caccia organizzata. Dobbiamo avvisare Highmoon prima che colpiscano altre fattorie." Mi volto verso Virelna e Kyilira, chinando il capo: "Madre, apprendista: la vostra scorta è compiuta nel sangue, ma le piccole sono salve al caso che il nostro gruppo passasse di la. Il tempio di Oghma le accoglierà? torniamo in città, consegniamo Nina ed Elizabeth al sicuro, riportiamo la notizia alle guardie. Lì recupereremo forze e se il tempio vuole indagare, lo faremo con rinforzi." A Hogadash: "Grazie del rifugio. Quei goblin hanno massacrato gli Hamilton ieri notte: bambino morto, padre torturato, altri spariti. Hanno un marchio strano, armi buone e attaccano anche con tempo avverso. Avvertite i vicini, barricatevi. Se ripassiamo, vi portiamo aiuti dalla città." "Partiamo ora col tempo buono. Prima avvisiamo, meglio sarà" [Check Conoscenze locali +8 sul simbolo/goblin]
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Cap.3 Lago carbone
DM Serve a poco il piano di Narcyssa, chi vi segue è ardito abbastanza da richiamare la vostra attenzione e richiamarvi prima che possiate entrare all'Abile Carrettiere, vostra primaria destinazione: è una ragazza, sembra essere autoctona dai costumi e dal viso consumato dalla polvere tipica di Lago Carbone
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Cap.3 Lago carbone
DM Decidete di tornare nei posti più frequentati per riuscire a trovare qualcuno che vi spalleggi nell'impresa che vi aspetta. Tuttavia nel tragitto non potete non fare caso ad una ragazza che, sebbene tenti di nascondersi alla vostra vista, sembra vi stia pedinando.. vi segue da quando avete lasciato il maniero..
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Cap. 2.3: dalla montagna alla montagna di merda
DM Hai passato gran parte della nottata a rimettere a posto il mozzo che quei due imbranati di ragazzini che sono stati lasciati sul carro non sarebbero riusciti a ripararare nemmeno pregando tutte le divinità esistenti. Ti hanno osservato aiutandoti come meglio potevano, ma alla fine sei rimasto tu a fare il grosso del lavoro e loro sono crollati dal sonno, forti del fatto che sapevano che ti aveva mandato Jalek. L'indomani mattina è tutto a posto e ti dirigi come hai detto al maniero di Smenk Consegni e te ne ritorni a passo lentissimo verso l'Albergaccio.. non aspetti altro che vedere il giaciglio di pagliericcio ch3 ti ha riservato Jalek ma sei veramente distrutto e forse solo il freddo pungente ti tiene sveglio, perché ha iniziato a spirare vento dal lago e ti schiaffeggia ad ogni soffio.
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Cap. 2.3: dalla montagna alla montagna di merda
DM "Portalo tu da Smenk se riesci, non credo che il cocchiere riuscirà a consegnare in tempo. L'importante è farlo arrivare fin là, poi ci penseranno i suoi uomini a scaricare e continuare verso Madame Zalamandra. Occhio alla penna..Snorri, ti ringrazio per le tue parole, ma qui devi cavartela da solo, io posso solo suggerirti qualcosa, sei poi tu a forgiarti il destino. A Lago Carbone bisogna sempre guardarsi le spalle ma tu mi pari saperlo già abbastanza. Poi torna qui, se dovessi sentire di qualcosa per te.. te lo dirò" ti dice, concludendo tirando fuori un piccolo bicchiere nel quale versa del liquidofino all'orlo da una bottiglia sulla credenza. "Alle opportunità" prende il bicchiere, lo solleva e lo scola
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Cap. 2.4: Colline e selvaggina
DM Ti sei tenuta a debita distanza. Non sul cornicione, troppo esposta, ma tra le rovine di un vecchio capanno degli attrezzi dei Parrin, seminascosto dalla vegetazione secca e dai cumuli di neve sporca che circondano il perimetro del giardino. Da lì, immobile e invisibile, hai tenuto d'occhio l'unico punto che conta: il grande portone borchiato. I minuti sono passati lenti, scanditi dal rintocco delle campane della dogana in lontananza e dal rumore dei tuoi respiri brevi, per non creare troppa condensa nell'aria gelida. Hai visto le guardie sul camminamento scambiarsi battute volgari, ignorando la tua presenza grazie alla tua capacità di confonderti con le ombre. Poi, dopo circa quindici minuti, il meccanismo si sblocca. Il portone si apre con un lamento di cardini mal lubrificati. I due che seguivi vengono letteralmente vomitati fuori. Non vedi ferite su di loro, ma la loro postura racconta tutto quello che non hai potuto sentire. Il nano esce stringendo i denti, il volto scuro come un temporale. Non è l'andatura di chi ha ottenuto una vittoria, ma di chi ha appena ricevuto un peso troppo grande da portare. Lo vedi sputare a terra con rabbia non appena la porta si chiude alle sue spalle. La mezzelfa invece è rigida, quasi spettrale nella luce livida del mattino. Tiene qualcosa in mano, un rotolo di pergamena che stringe con una forza tale da sbiancarsi le nocche. Le guardie sul portone ridacchiano, scambiandosi un'occhiata d'intesa mentre li guardano scendere la collina. Uno dei mastini di Smenk urla loro dietro qualcosa di sprezzante, un insulto che si perde nel vento. I due non si fermano a discutere. Si avviano lungo il sentiero che li porta in città
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