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Cap.4 Inseguimento!
DM Lunedì 25 novembre 764 - mezzodì, forse [Paludi Nebbiose - zona imprecisata] La scena si ripete: le nebbie che vi circondano iniziano a vorticare attorno a Silas e alcune porzioni attraversano il suo corpo di tanto in tanto: Risposte alle domande Risposta 1a domanda: "Marzena è la maga da battaglia a protezione della Rocca Nera, ha sempre protetto ************ (rumore di fondo) e limitato le incursioni delle tribù di lucertoloidi che infestano la zona, al momento ************ (rumore di fondo), è stata rapita ************ (rumore di fondo) Re Shukak" "Il covo della tribù più grande ************ (rumore di fondo) al centro della Palude Nebbiosa. Raggiungere la tana a partire da Rocca Nera richiede più di un giorno di viaggio. ************ (rumore di fondo) circa 40 chilometri attraversa il centro della palude, ************ (rumore di fondo) tendono a muoversi lungo le zone più asciutte perché stanno trasportando alcuni prigionieri ************ (rumore di fondo). Le loro tracce verso sud, seguitele"
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin L'ondata stucchevole mi colpisce dritto in faccia non appena varco la soglia: la fronte mi si arriccia istantaneamente in una smorfia disgustata e mi esce un colpo di tosse che si concretizza in una notevole scatarrata che adorna il pavimento, fin troppo pulito. Ora va meglio. Rimango a gambe larghe al centro del locale con le braccia conserte e la solita giacca da umano adulto che sfiora terra mentre osservo il ciarpame che c'è qui dentro. Ascolto la proprietaria che parla, poi, DE BOTTO, il cielo della mia serenità mentale viene lacerato da alcuni fulmini: "..vostro figlio, o fratellino, nipote.." "..una tutina un po' pettinatina con un bavaglino in coordinato.." Il tempo si ferma. Non mi muovo. Non sbatto nemmeno le palpebre. Gli occhi mi si stringono fino a diventare due crepe nere, mentre la scarica di rabbia mi parte dai talloni e sale su arrivando al collo, terminando in un tic nervoso che mi fa tremare il sopracciglio sinistro. Inalo grandemente e il petto mi si gonfia sotto la stoffa logora, quasi a voler spaccare le cuciture della giacca. Avanzo di tre passi: ogni stivalata batte sul pavimento con la violenza di un maglio in un'udienza di un tribunale. Mi arresto a pochi centimetri dalla donna, piego il collo all'indietro per guardarla dritto negli occhi con la testa sollevata al massimo e il mento piantato verso il soffitto con spietata ferocia. I pugni si serrano lungo i fianchi con le nocche che scricchiolano nel silenzio. "Ba-va-gli-no" a labbra quasi serrate, con la voce che vibra di una minaccia cupa. "Voi guardate questa stazza, temprata nell'acciaio delle catene di Daggerford e nell'onore della solitudine, e l'unica cosa che il vostro intelletto da forbice sa concepire è un tessuto per raccogliere la broda?" Faccio un altro passo avanti, costringendola a fare un millimetro indietro per non calpestarmi le punte degli stivali. "Io non indosso tutine del càzzo, io pretendo il vestito più elegante, formale e spietatamente nobile che avete in questa baracca per la mia taglia: stoffa pesante, cuciture rinforzate, e se la giacca richiede una piega o un risvolto voi lo farete con il rispetto che si deve a un signore del nord, o vi giuro sul mio nome che questo negozio avrà bisogno di un mastro muratore prima della fine della giornata" Chioso, rimanendo a fissare la sarta con gli occhi infuocati, attendendo che vada a prendere le stoffe o il coraggio di affrontare la mia ira.
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KotGV - TdS
Che sfacciato! Avvisare per scusarsi di non riuscire a scrivere un post.. addirittura per un motivo come.. il lavoro. Tsk tsk tsk Non sei per niente allineato agli usi & costumi dei PbF
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Topic di Servizio
In questi giorni di viaggio vorrei parlare con Valerius, capire con chi ha studiato (nomi di insegnanti) e luoghi che ha visitato, oltre a informarmi sull'origine di Gaius che sicuramente non è umano (al momento) È un'occasione rara per poter non poterla sfruttare appieno
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin "..voi di più ridotta statura.." "..paggi al nostro seguito.." Stavo per girare i tacchi e dirigermi verso l'uscita quando sentire quelle parole mi fa bloccare e mi irrigidisco immediatamente. Mi volto verso la donna, guardandola a partire dalle gambe per poi arrivare al volto con una lentezza snervante. Non parlo subito, il silenzio si allunga per quattro.. ..cinque.. ..sei secondi, mentre la fisso dritto negli occhi dal basso. Molto dal basso vista la differenza tra noi due. Faccio un solo passo verso di lei. Pesante. Poi un secondo passo con i pugni serrati lungo i fianchi e i muscoli delle braccia tesi fino allo spasmo. "Paggi.." le dico, poi mi schiarisco la gola con un suono gutturale, profondo, tale che il torace mi vibri tutto, sporgendomi in avanti verso di lei, arrivandole a brevissima distanza, quasi le tocco gli alluci con la punta dei miei stivali "..tu vedi una corporatura compatta, forgiata nella sofferenza e nella disciplina della solitudine, e la associ a portare vassoi di argento e riempire calici di vino di signorotti dalle palle mosce?" Allargo le braccia con gesto ampio, sfiorando il tavolo e quasi travolgendo un bicchiere. La mia voce si alza, prendendo un ritmo solenne, cadenzato.. e molto ridondante. "Io sono Plin. Io non porto i mantelli degli altri. Io indosso le stoffe che la gente comune non ha il coraggio di riempire! Se varco la soglia di quel posto, la nobiltà di Daggerford non vedrà un servitore che chiede il permesso di passare, vedrà la dignità incarnata che camminata a quattro dita da terra e vorrà sapere da quale antica casata del nord io provenga!" In chiosa a questo proclama, la giaccia di taglia normale che porto (che per me risulta oversize) mi scende di lato, anch'essa con una lentezza disarmante. Basta una rapida occhiata e con un gesto della mano la ritiro su frettolosamente, come nulla fosse successo. Giro poi il collo verso Mhaga e Don Bastiano, che sembrano molto più tranquilli di me: "Mhaga, assicurati che ci sia un giusto titolo per me. Non farò da cornice a nessuno" Senza attendere la risposta di Mara mi avvio a passi lunghi e rabbiosi verso la porta, spalancandola con una manata sul legno, e rimango in attesa dei miei due compari poco fuori, tenendola aperta.
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin Alla rapidità di mano della donna un solco profondo mi taglia la fronte tra le sopracciglia: pianto gli occhi sulle sue dita veloci e le labbra mi si aprono al massimo e poi si serrano in una linea sottile.. prima di far scivolare lo sguardo di traverso verso Don Bastiano, indicandogli con gli occhi che si muovono da lui alla tizia almeno 3 o 4 volte di seguito, il gesto repentino della monaca. Sembro lasciar correre per ora. Quando Casse stende la pergamena mi sporgo in avanti: sto in punta di piedi col mento sollevato per superare l'altezza dei bicchieri per vedere meglio. Con il dito picchio tre volte sulla mappa, dove prima la donna e poi l'uomo attirano la nostra attenzione: "Bravo Mhaga, andiamo e vediamo.. ma prima i cessi" esordisco, con un tono che sembra pregno di sicurezza "..i cessi sono i posti preferiti dalla gente d'alto borgo: vanno a lavarsi le mani, le donne si sistemano i pizzi e sparlano degli altri invitati, ci perdono un sacco di tempo là dentro. Nessuno controlla sotto le gonne delle belle donne.. ci si può infilare di tutto là sotto" dico, girandomi verso la donna e poi verso Mhaga "Entriamo puliti e usciamo con il sasso. Eh?" chioso, convintissimo. Poi, allungando il braccio, prendo uno degli inviti e lo ficco nella tasca interna della giacca. "Andiamo da questo tizio, dal sarto. Se ci dobbiamo muovere in fretta voglio una roba che non si sfilacci.. e.." dico rivolto a Casse "..se chi tiene le forbici accenna un sorriso guardandomi le gambe.." mi fermo con le nocche della mano sinistra che si stringono a pugno fino a far diventare bianchi i tendini dell'avambraccio. Non aggiungo altro
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Concordo ma.. aspetta!" agguantai nella maniera più delicata possibile Tirvin dal braccio, per farlo desistere dall'avanzare da solo "in quattro occhi ci vediamo meglio.." e annuii, alzando la torcia per fare strada ad entrambi "..senza contare che quell'arco sta meglio se lo impugni, al posto che tenerlo sulla schiena, ne ho avuto più volte prova della tua capacità nell'usarlo" Con una sonora pacca data con lo scudo sulla spalla dell'uomo, dopotutto avevo le mani entrambe occupate, una dallo scudo e l'altra dalla torcia, avanzai verso l'ignoto
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KotGV - TdS
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin "Bastiano.." intervengo, rivolgendomi all'amico, alzando il mento e stringendo gli occhi in una fessura fin quasi a chiuderli "..se Cassee dice che quel sasso è un guaio gigante, allora un guaio gigante.. è! Non so di pietre antiche e libri polverosi come questi qua" indicando quelli sul tavolo "ma so che per spezzare grandi minacce serve un grande gruppo.. e noi siamo immensi, non grandi!" concludo, gonfiando i pettorali. Giro lo sguardo verso Mhaga, quello intelligente: "Lui è quello delle magie, delle cose scritte, lasciamogli il compito di pensare a come fare girare la testa a questi nobili con la puzza sotto il naso: se dice che il suo piano regge, io sono pronto a rompere tutte le gambe che servono" Poi sposto l'attenzione all'uomo con la maschera e alla donna che odora di buono. La mia giacca oversize scivola leggermente via dalle spalle per l'ennesima volta e con un gesto repentino la ritiro su, facendo finta che sia stato un gesto voluto, e continuo a fissarli dall'alto in basso.. o almeno ci provo. "Quanto alla storia della recita" continuo, puntando un dito tozzo verso il mascherato "noi tre non facciamo da contorno a nessuno. Siamo halfling d'onore, abbiamo un onore gi-gan-te" sottolineo con enfasi l'ultimo aggettivo "..e operiamo con la massima determinanziazione" su quest'ultima parola tentenno, cercando un ricordo nella mente osservando le travi del soffitto per qualche istante, ma sono convintissimo di quel che ho detto, e annuisco con il capo, come a rimarcare la correttezza del mio vocabolario "Andiamo a questa festa, ci vestiamo da signorotti e ci prendiamo quel sasso, seguendo il piano di Mhaga" In ultimo, mi rivolgo direttamente a Casse: "Molla questi inviti, dicci solo dove dobbiamo picchiare se le cose andranno storte"
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Cap.4 Inseguimento!
DM Lunedì 25 novembre 764 - mattina [Nelle vicinanze delle Paludi Nebbiose - zona imprecisata] La notte passa senza problemi, vi risvegliate però infreddoliti dalle temperature rigide. TS VS freddo CD 15 Silas 22-> passato Narcyssa 24 > passato Snorri -> appena scrive su TG aggiorno Edwarf -> appena scrive su TG aggiorno Vi dirigete a sud come vi ha suggerito lo spirito: camminate a metà della vostra velocità normale, dato il territorio che si fa pian piano più difficile e paludoso.. non vedete alcun sentiero, solo arbusti sparsi e qualche albero qua e là; dalle nuvole basse non passa un raggio di sole che sia uno. Tutto sembra tristemente abbandonato a se stesso ovunque i vostri occhi osservino. A volte vi pare di girare in tondo e ripassare gli stessi luoghi, forse sono solo molto somiglianti. Qui sembra tutto uguale! Poi, dopo circa 2 ore di cammino, una collina più alta vi dà la possibilità di spaziare più avanti.. e la vedete! La Rocca. In piccolo eh, ovviamente. Nulla è semplice in questo posto. Immagine palude + rocca Immagine La nebbia abbraccia tutto e non vi consente di vedere cosa si nasconde sotto i vostri piedi, ogni passo può finire nel fango, nell'acqua o contro una radice che fuoriesce dal terreno. Però almeno da qui sapete che se tirate dritto arrivate alla Rocca senza perdervi. Lunedì 25 novembre 764 - mezzodì, forse [Paludi Nebbiose - zona imprecisata] Ad un tratto sentire un rumore sordo che dura pochi istanti, ma dato che state tutti sul chi va là vi fermate a tendere l'orecchio. Di nuovo quel rumore, sembra molto vicino. Poi di nuovo, ma questa volta più lungo ancora. Tuttavia tirate il fiato, non c'è da preoccuparsi, è solo lo stomaco di Snorri che si sta incàzzando. Dovreste fermarvi, tutti quanti avete bisogno di una breve sosta, e state per entrare nella zona con più paludi di prima.. forse Silas potrebbe chiedere di nuovo consiglio agli spiriti
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KotGV - Capitolo 1 - Il mistero di Melmoscura
Plin Il campanaccio della locanda non si limita a tintinnare: sussulta, scosso dalla veemenza con cui la porta viene spalancata per far strada alla figura più solenne, e al tempo stesso più minuta, che abbia mai calpestato l'asse di legno del Fiume Splendente. La mia. Seguo Don Bastiano a ruota, anche se il mio passo non ha nulla del suo incedere felino o cauto. Marcio. Avanzo con le braccia leggermente scostate dal busto ed un mantello visibilmente consunto. I miei occhi scuri spazzano la sala con la severità di un inquisitore: sento i soliti sguardi posarsi dall'alto verso il basso, sento il peso di quella che il mio spirito percepisce chiaramente come un'offesa sistemica alla mia maestosa presenza. Ma non è il momento di far saltare le rotule della plebe: la nostra mecenate ha chiamato. Quando Don Bastiano offre il suo solito saluto, io muovo un passo avanti, superandolo di mezza statura morale e pianto gli stivali nel legno proprio di fianco alla sedia di Cassee, ignorando completamente l'uomo stranamente mascherato e la stangona praticamente svestita. La mia attenzione è tutta per l'archeologa, mi schiarisco la gola con un suono che vorrebbe essere un ruggito cavernoso e che invece esce con il timbro di un halfling estremamente indignato: "Interromperti, Cassee Dannels?" declamo, aprendo le braccia con un gesto teatrale che fa quasi incampanare le mie maniche sproporzionate. "Noi non stiamo interrompendo, stiamo rispondo alla chiamata del Destino!" Faccio un passo verso il tavolo, alzando il mento al massimo delle mie possibilità per guardare tutti dal basso verso l'alto con spietata superiorità. "Se il pericolo ti bracca sappi che non permetteremo che la mano che ci ha dato un tetto gratis venga ritorta o spezzata. Parla! E rivelaci chi è che richiede di essere pestato e calpestato" Rimango lì, a braccia conserte con l'espressione di chi attende che il bardo inizi a suonare la colonna sonora di cotanta presentazione e lo sguardo truce puntato a turno su Jynxar e su Mara, pronto a interpretare ogni loro singolo battito d'ciglia come una velata battuta sulla mia altezza.
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KotGV - TdS
Eccomi, per me tira pure tu, mi fido: Concordo anche sul resto..
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Il Tempo dei Perduti
Akseli "Perdonami Valerius" alzandomi in piedi, porgendo la mano in segno di scuse e chinando il capo "questo era solo un test: se avessi rifiutato di sottoporti all'incanto avrei avuto di che dubitare della tua buona fede, mentre invece ti sei dimostrato aperto e mi hai dimostrato che ciò che dici è più che vero e non nascondi altri fini.. e l'hai anche dimostrato ai miei compagni" La dico con costrizione nel volto, e malcelato rammarico. Non sono avvezzo a questi mezzi per sondare le intenzioni altrui ma ha funzionato. "Vale per me quanto detto prima, il nostro obiettivo è quel luogo, ti considero parte del gruppo e sono felice di condividere con te il viaggio"
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "..ma chi diamine sono questi tizi? O 'cosa' sono.. forse è meglio.." chiesi agli eruditi del gruppo, una volta che le creature cedettero il passo di fronte ai colpi. "E tu.." rivolto a Tanith "..vieni che ti rattoppo quella ferita che non mi piace per niente. Fammi controllare che qualche benda ce l'ho ancora qui nello zaino, memore della sventura di Rollo" Curai la ferita dell'elfo come potevo, dopotutto in quel posto non avevo a disposizione un ospedale da campo! Tiro per curare risultato 14. PF curati=2 "Bene, questo dovrebbe tenere, anche se non sei proprio in forma almeno puoi continuare.. nelle retrovie" raccolsi la torcia che avevo lanciato e mentre ne controllavo l'integrità mi rimisi lo scudo nell'altra mano libera, pronto a seguire.. come sempre.. Rollo.
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Cap.4 Inseguimento!
DM Domenica 24 novembre 764 - sera [Nelle vicinanze delle Paludi Nebbiose - zona imprecisata] La nebbia continua a vorticare attorno al ragazzo, poi sembra che alcune porzioni dj essa si stacchino e penetrjno la testa di Silas
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Aspetto con diligenza che si esprima ognuno "Il rispetto viene prima, e le parole di Derim sono bastanti per me, nessun accenno ad un tradimento, senza prova alcuna, uscirà dalla mia bocca" dico all'uomo, cercando di togliere la polvere dai miei modi più rispettosi e gentili, ai quali non sempre sono avvezzo. "Tuttavia viaggiamo in 4, e loro non mi paiono convinti.." continuo, per poi rivolgermi anche ai miei compagni "..anche se fratello Derim ha ben descritto le vostre credenziali. Da parte mia vi è un nulla osta. Se siete non convinti delle sue parole vi sono alcuni incantesimi che potrebbero rivelare male intenzioni.. ma ci vuole la volontà di sottoporvisi"
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Cap.4 Inseguimento!
DM Domenica 24 novembre 764 - sera [Nelle vicinanze delle Paludi Nebbiose - zona imprecisata] Organizzate tutto per bene..l'unica cosa che non avete pianificato é la vostra reazione alla stranezza di Silas. Il suo rituale sembra sortire un effetto: le nebbie che vi circondano iniziano ad agitarsi e in poco tempo, alcuni "pezzi" delle stesse si concentrano in forme eteree, prendendo a descrivere delle traiettorie circolari attorno alla figura del vostro nuovo, stranissimo, compagno, come se le particelle di acqua e polvere che compongono le nebbie si siano radunate e vengano spinte da forze che non riuscite a percepire. In effetti non c'è alcuna brezza, è sicuramente un effetto soprannaturale Silas
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KotGV - TdS
Quando volete, torno domenica dalle ferie
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne "Tanith, stringi i denti, ti cureró.." sentivo che dovevo fare qualcosa e in cuor mio lo slancio di aiutare l'elfo era forte, ma il nemico davanti a me? Attaccai Tuttavia non ero concentrato abbastanza: era bastato uno sguardo verso Tanith per mancare il bersaglio che nemmeno aveva grandi capacità da combattente. Ero io ad essere stupidamente distratto. "..appena mi libero di questa scocciatura"
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala "Illustre collega Valerius.." prendo parola, a seguito dei miei compagni "..essi dicono il vero, e riassumo: l'aiuto di un Sapiente è un'arma a doppio taglio, può colpire i nemici e gli amici, se non la si conosce si fa un tuffo nel buio mondo delle leggi della probabilità. Invero ci siamo presentati in questo momento e non abbiamo un trascorso; non siete uno sprovveduto, ve lo riconosco, tuttavia non conosco il vostro nome nè l'ho sentito collegato ad amicizie comuni. Sarei per rifiutare l'offerta, ma se il Prelato può proferir parola e metterla in vostra parte, assicurandoci della vostra buona fede.." e mi giro verso i miei compagni "..potrei cambiare idea"
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Cap.4 Inseguimento!
DM Domenica 24 novembre 764 - mattina [Lago Diamante - fuori dal paese] Ahhh.. le conoscenze insperate, quelle fatte all'ultimo minuto prima di una partenza decisa anch'essa di fretta e furia.. sono le migliori. Ritornate in paese a riprendere Concordia e poi partite: l’olezzo di aringa stantia e tabacco spento cede il passo al morso gelido del vento del nord, che porta con sé la promessa di nevischio e il presagio di sventure lontane. Intraprendere cosi il cammino verso sud, lungo un sentiero che si snoda per parecchi chilometri attraverso le pendici martoriate delle Colline, dove la terra appare come una ferita aperta, scavata e umiliata da decenni di avida estrazione, mentre il fragore dei macchinari a vapore un tempo risuonava nelle viscere del mondo come il battito di un cuore meccanico e morente. Man mano che la civiltà declina alle vostre spalle, il paesaggio si fa più aspro e selvaggio, dominato da massi erratici che paiono sentinelle pietrificate in un tempo dimenticato; qui Silas, i cui occhi paiono riflettere ombre non appartenenti a questo piano, inizia a percepire i battiti profondi della terra, avvertendo che il velo tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti si fa man mano piu sottile e tremante, proprio come gli aveva sussurrato Dannath prima della partenza. Quando infine le ombre della sera iniziano a danzare tra le pieghe del terreno e una nebbia lattiginosa e spettrale inizia a risalire dai bassipiani, vi fermate a organizzare il campo in un recesso riparato tra le rocce, dove il debole chiarore del fuoco di bivacco lotta contro l'oscurità imminente; lì comprendete che il primo giorno di marcia si chiude soltanto per dare inizio a una notte di vigile attesa, poiché la Palude Nebbiosa, con i suoi dieci chilometri di larghezza nel punto più angusto e i suoi segreti sepolti nel fango profondo quanto un uomo, vi attende all'alba. Avete una notte per prepararvi al meglio a quel che potreste incontrare là dentro.. e fare le dovute presentazioni.. non tra di voi, ma tra voi e gli spiriti di chi potreste incontrare @Dmitrij @Pentolino @Pippomaster92 @Ard Patrinell
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Buckman La torcia che avevo lanciato illuminava ormai tutta la caverna, proiettando ombre lunghe e distorte sui funghi. Le creature si muovevano tra i miceti con un’agilità innaturale, e una di loro era proprio sopra di me e di Rollo. Sollevai lo scudo e mi piazzai stabilmente al fianco di Rollo, proteggendo il suo fianco destro. Poi alzai la mazza e scagliai un colpo pesante e deciso contro la creatura che ci stava attaccando. "Per Lathander e per la luce del mattino!"
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Cap.3.1 Pietradorata malfamata
DM Domenica 24 novembre 764 - mattina [Lago Diamante - fuori dal paese] Ahhh.. le conoscenze insperate, quelle fatte all'ultimo minuto prima di una partenza decisa anch'essa di fretta e furia.. sono le migliori. Ritornate in paese a riprendere Concordia e poi partite: l’olezzo di aringa stantia e tabacco spento cede il passo al morso gelido del vento del nord, che porta con sé la promessa di nevischio e il presagio di sventure lontane. Intraprendere cosi il cammino verso sud, lungo un sentiero che si snoda per parecchi chilometri attraverso le pendici martoriate delle Colline, dove la terra appare come una ferita aperta, scavata e umiliata da decenni di avida estrazione, mentre il fragore dei macchinari a vapore un tempo risuonava nelle viscere del mondo come il battito di un cuore meccanico e morente. Man mano che la civiltà declina alle vostre spalle, il paesaggio si fa più aspro e selvaggio, dominato da massi erratici che paiono sentinelle pietrificate in un tempo dimenticato; qui Silas, i cui occhi paiono riflettere ombre non appartenenti a questo piano, inizia a percepire i battiti profondi della terra, avvertendo che il velo tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti si fa man mano piu sottile e tremante, proprio come gli aveva sussurrato Dannath prima della partenza. Quando infine le ombre della sera iniziano a danzare tra le pieghe del terreno e una nebbia lattiginosa e spettrale inizia a risalire dai bassipiani, vi fermate a organizzare il campo in un recesso riparato tra le rocce, dove il debole chiarore del fuoco di bivacco lotta contro l'oscurità imminente; lì comprendete che il primo giorno di marcia si chiude soltanto per dare inizio a una notte di vigile attesa, poiché la Palude Nebbiosa, con i suoi dieci chilometri di larghezza nel punto più angusto e i suoi segreti sepolti nel fango profondo quanto un uomo, vi attende all'alba. Avete una notte per prepararvi al meglio a quel che potreste incontrare là dentro.. e fare le dovute presentazioni.. non tra di voi, ma tra voi e gli spiriti di chi potreste incontrare
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Il Tempo dei Perduti
Akseli Appala Per ora rimango in silenzio, senza aggiungere nulla a ciò che ha detto Shage. Mi limito ad osservare la reazione dell'uomo
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01. La rovina di Daggerdale
Thorne Era tutto così paradossale: prima il passaggio che arrivava nelle tombe, poi i funghi, poi quei tizi. Non pensai molto, gli lanciaj la torcia addosso per illuminarli e vedere qualcosa, oltre che consentirmi di prendere lo scudo e posizionarmi al fianco di Rollo: "LA LUCE È CON NOI, BWAAAAA" Un urlaccio intimorente poteva servire? Non lo sapevo, ma dimostrarci impauriti sarebbe stato un chiaro messaggio di resa