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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Sturm "Forse la Brightblade potrebbe spezzare il filo?", domandò allora Sturm, pensando a quanto fosse antica la lama della sua famiglia. "A meno che Majere non possiede qualcosa di più potente".
  2. Torum "Acciboffff!!! Io vado a controllare quel cerchio nell'erba!", disse Torum, spazientito. "Se mi trasformo in uno stupido grillo, calpestatemi senza pietà!".
  3. Josek Lasczarny "Non sono bravo a parlare inglese, lo sai. Però, ci provo", prendo la parola, ma cerco subito appoggio in Skinny. "Abbiamo affrontato un uomo, nel bosco. Frank. Però non era solo un uomo. Era anche un... mostro? Mostro. Ha cambiato faccia e ha attaccato Skinny! Sembrava un animale e ha dato grande morso al ragazzo! Poi lo abbiamo ucciso, per difesa. E dopo siamo andati nella sua casa, nel bosco. Lì abbiamo scoperto una brutta cosa: lui ha ucciso il povero Karl. E poi c'era uno specchio, in sua casa. E lo specchio non piace al rabbi".
  4. Trysh Tarn "Ma poi, scusi, professore... la prudenza, davvero, è un conto, però ha ragione Gaw. E non è nemmeno che ci siamo andati a cercare chissà cosa: quello che abbiamo visto, lo abbiamo visto perché capitato alla luce del giorno!", dico, con una accesa enfasi dovuta alla agitazione. "Mi sembra che non si facciano davvero molti problemi...".
  5. Alystar "Una cospirazione ben più ampia di quanto pensassimo... la cosa comincia a parermi invero preoccupante", disse Alystar, condividendo quel suo breve afflato di empatia con Nestore.
  6. Finn'iann "Li accompagnerò ben volentieri. Ma non necessitano di alcuna protezione", annuisco, senza compiacimento o sarcasmo.
  7. Torum "Quella cosa lì..." disse Torum, indicando propriol'area individuata da Durk, "c'entra di sicuro qualcosa con tutto ciò. Prima di cercare di attraversare, in un modo o nell'altro, dobbiamo capire cos'è, come dice Dumli".
  8. George Drake "Possiamo esserti d'aiuto in qualche modo, ragazzo?", chiedo a Petras, vedendolo indaffarato, col carico di entusiasmo e preoccupazione di compiacere così tipico di chi, alla sua età, vuole dimostrare di essere utile e più adulto di quanto l'anagrafe racconti. E rammento come se fosse ieri quando la mia storia si è intrecciata di nuove vicende, facendo di me l'archetipo del Re Fanciullo.
  9. Leonardo Pieri "Un esorcista autorizzato? Ma questo è un dono del Cielo!", fingo un improvviso entusiasmo, mettendomi in coda al sacerdote. Eppure, mi attardo un attimo con lo sguardo, cercando una eventuale reazione fuori contesto nella strana perpetua.
  10. Andrej Tars Finisco la mia esibizione con un sorriso sornione: non sarà stata l'esibizione della vita, ma riconosco un pubblico soddisfatto, quando me lo trovo davanti. Faccio dunque un inchino, sventolando la cetra in un ampio movimento di ringraziamento, e lascio che il vibrato trascini le ultime note. Volgo poi lo sguardo verso il gruppetto di anziani (forse i capi del villaggio? Chissà) e accenno una domanda nella lingua franca: "Posso aiutarvi?".
  11. Finn'iann "Se questo te guarda solo al soldo, allora credo anch'io che mostrarci forte e potenzialmente molto ricchi e convenienti, ci darà affidabilità nelle trattative, soprattutto se prima eliminiamo quei pirati, che devono risultargli come una sgradevole spina nel fianco", aggiungo. "Però, sì... va già mandato qualcuno da lui. E non solo per stringere già qualche contatto, ma in special modo per controllare che non stia già facendo qualche trattativa sottobanco coi nostri nemici".
  12. Oilenos Tutto il mio addestramento non vale molto e una botta micidiale mi colpisce: solo l'istinto mi salva. L'istinto e la robustezza del mio scudo, che rallenta la potenza del colpo. Ma mi sento incredibilmente spossato.
  13. Josek Lasczarny "Sono contento che stai meglio", dico a Rivka, sollevato. "Ora riposa e guarisci".
  14. Oilenos "Accipicchia! Mai che affrontiamo avversari normali!", dico, stringendo la mano sull'impugnatura della spada.
  15. Torum "Stregoneria. Caos. Bah!", Torum sputò per terra, in una sorta di istintiva, militaresca superstizione. Poi si mise a guardare attorno con attenzione e preoccupazione, come i compagni.
  16. Trysh Tarn "Professore, c'è una cosa che però proprio non capisco: qui si parla di esperimenti che rischiano di danneggiare, forse anche permanentemente, degli studenti", intervengo, preoccupata. "Oltre al fatto che la cosa non sembra preoccupare determinati professori - cosa già di per se assurda -, ma non é possibile che una storia del genere faccia intervenire qualche autorità? O, visto che gli studenti hanno origini di tutti i tipi, che la questione faccia crescere ulteriormente le tensioni, venendo alla luce?".
  17. Arn Arn restò sulla soglia. Non si aspettava palesi problemi in quel luogo, in pieno giorno. Però, tenere in qualche modo coperto l'ingresso gli pareva comunque una buona idea.
  18. Alystar Durindiel Alystar affiancò Nestore, decidendo che quelle carte valessero ben quattro occhi, piuttosto che due. Fosse mai che trovassero qualcosa di realmente interessante, in quel cadente passaggio sotterraneo.
  19. Tuccio da Camporella "Più che borgo, mi sa che è un villaggio pieno di villani... ma magari questo ci aiuta. Anche se i villani e i bifolchi son stati i nostri clienti più scaltro, finora...", dico, massaggiandomi il mento con fare compiaciuto.
  20. Andrej Tars Mi faccio scivolare tra le mani, con lenta, teatrale gestualità, la mia adorata cetra. Fingo, sempre con una certa, consumata teatralità, di accordarne le corde sempre perfette, mentre fischietto un motivetto semplice, ma accattivante. Poche note, ripetute in crescendo, in modo da catturare una progressiva attenzione: certo, noi siamo già l'attrazione principale di oggi, ma non c'è alcunché di male nelľattrarre qualche ulteriore interesse. La melodia accennata dal mio fischio termina nel momento in cui faccio scivolare le dita con intento armonioso sul budello incantato delle corde e il tono, assieme al volume prodotto, si accentua. Abbastanza da convincere anche qualche altro curioso indeciso, ma non tanto di soffocare la mia voce. Le parole devono risultare chiare, i suoni immediatamente comprensibili, l'intento del racconto - appena appena solfeggiato - una pausa di piacere, tra la fola e la favola. Parlo di noi, ma come se stessi vedendo la mia storia da fuori, per catturare le attenzioni senza voler apparire vanesio. Il che, per me, è un immane sforzo! Inizio a storia già iniziata, tralasciando gli avvenimenti lontani, svolti in altre terre: correremmo il rischio di troppe domande. Canto dunque le imprese (se così vogliamo definirle) di cinque avventurieri e della loro sciamana da passeggio, tutti di varie origini, radunati in un luogo a loro straniero e, invero, spesso inospitale. Celo il reale motivo del loro - del nostro, per gli dèi! - viaggiare, accennando solo all'urgenza di svalicare i monti, ancora innevati oltre ogni previsione. Descrivo il villaggio dei minatori, imprigionato dalla coltre impietosa del gelo, in preda alla disperazione. Elenco le paure e le leggende, materia di ogni mito. E poi ritorno ai nostri protagonisti, alla loro audacia e alla loro sagace iniziativa. Adombro di mistero l'orrore delle streghe rintanate nella cava di pietra, assassine e crudeli, nella fuga dalla loro prigionia. Canto della fine improvvisa dell'inverno, del giusto ritorno al cadenzato ritmo stagionale. Concludo con un sorvolo sulľinquieto vagabondare attraverso la steppa, un sorvolo simile a quello del terribile drago. Che ruggisce nella notte, con un rombo simile al mio ultimo accordo.
  21. Finn'iann Intuisco - e approvo - la ritrosia di Hannayeh a prendere per prima la parola, dopo l'ammissione sincera espressa da M'un, ma nemmeno io vorrei farmi avanti subito: la mia lingua è ben poco d'argento e i miei modi semplici. Lancio dunque una lunga, palese occhiata a Ele'wa'tu'm, che so essere allineato sulle posizioni mie e di mia sorella, oltre a essere anche un oratore e un comandante ben più brillante di me.

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