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Pippomaster92

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  1. Narcyssa "Sì, probabilmente è quello di cui parla Smenk. C'è qualche problema nel trasporto dei materiali dalle miniere alla città e viceversa... le guardie qui lavorano solo sul pezzo in superficie delle miniere, giusto? Non si spingono sulle strade, immagino"
  2. Darhum Jalrai "Una bevanda che ci aiuterà a fidarci gli uni degli altri. Non è un dono meraviglioso, in questi luoghi e questi tempi?" risponde il ragazzo con una smorfia infastidita "Siete tanto diffidenti che potrei quasi chiamarvi fratelli"
  3. Finn'iann
  4. Narcyssa Ed mi sembra sulla strada giusta, per questo attendo risposta da Caloggero a braccia incrociate, senza intervenire. Per ora.
  5. Zendo Sleid "Non sono esperto in faccende di magia arcana, tenderei a fidarmi del giudizio di Taita" aggiungo per conto mio. Poi guardo il verme-serpente "Chiaramente è attratto da quel materiale, potrebbe davvero esserne mutato... e abbiamo visto cosa fa a dei ratti, non oso pensare cosa succederebbe qui. Possiamo avere velocemente la meglio su di lui se agiamo in fretta e in modo coordinato"
  6. Con un paio di balzi l'uomo scende sulla strada per parlarvi viso a viso. Non è che un ragazzo appena diventato uomo, ma il volto è segnato dal sole e da una vita difficile e dunque pare più vecchio e feroce. Come tanti tra la sua gente ha gli occhi di due colori diversi, e porta un orecchino da cui pendono tre denti appuntiti simili a zanne. "Un dono bene accetto, un buon inizio. Forse il sole non vi ha fatto impazzire completamente... se volete parlare, seguiteci nel nostro rifugio, ma niente scherzi. Siamo più di voi, e siamo guerrieri migliori" la sua è una vanteria, ma almeno sul primo punto ha ragione. Lo seguite portandovi dietro il qaleq, a vostra volta tallonati da altri wasi che camminano dietro di voi e soprattutto sui tetti. Ad un certo punto lui sale su una scala a pioli e vi fa cenno di seguirlo. Sembra che camminare sui tetti piatti di Zarezz mitighi lo strano effetto labirintico della città, e procedete più rapidamente. Fino ad un'altra scala, che scende nel cuore del giardino interno di una villetta. Scorgete finestre e porte che un tempo davano sull'esterno ma sono state murate, lasciando il tetto come unico accesso. Un fortino? Il ragazzo vi ferma "Prima di entrare dovete bere il tè dell'ospitalità. Vi renderà graditi ospiti e ci toglierà sospetti e dubbi dalle menti"
  7. Lerna "Cercheremo di non sparire" rispondo un po' laconica. Mi guardo attorno "Ma mi sembra che manchi ancora un po' alla notte... prima possiamo aiutarvi in qualche altro modo? Vorrei anche parlare un po' del posto da dove venite, perché forse lo conosco"
  8. Narcyssa La perquisizione non dà i frutti sperati. Anche se il fatto che i carri siano pochi e sguarniti rientra nell'idea che ci stiamo facendo. Almeno, avvalora la storia degli assalti lungo la strada. Ma ovviamente la situazione peggiora in fretta con Caloggero che si presenta irritato e sgradevole. Non c'è molto da fare se non rispondergli cercando di acquietarlo, specie perché la sua minaccia non mi è parsa troppo campata in aria "Si, parliamone velocemente, e magari davanti a qualcosa di caldo" acconsento.
  9. "Se ciò che dite è falso state rischiando la vita inutilmente. Se invece state dicendo la verità siete degli sciocchi!" vi risponde il dwir, sprezzante. Scruta meglio Chazia "Sapete certamente che una così poco invidiabile posizione è destinata a durare poco, le pietre di Kel Boldar hanno bevuto il sangue di molti dwir e molte dwire che hanno fatto dichiarazioni simili. Questo di sicuro lo sapete... e siete comunque qui per discutere coi Mizpardin di questa faccenda, apertamente. Credo che già sappiate da che parte stiamo" aggiunge addolcendo leggermente l'espressione "il fatto che siate ancora vivi lo dimostra esplicitamente. Però è chiaro che non possiamo proseguire questa discussione senza prima accertare la vostra identità e la veridicità delle vostre parole"
  10. Zisanie "Dobbiamo illuminare il pugno negli altri due pannelli?" chiedo indicando la figura del dio che compare più volte. Sembra un metodo semplice, accessibile a chiunque sia un sacerdote o un mago.
  11. Sotto lo Shul
  12. "Vorrei sentirlo dire chiaramente, prima di prendere anche solo in considerazione la cosa. Non siete certo la prima dwira a vantare questo genere di... dubbio... onore" spiega il leader del trog. Si avvicina, ignorando il sangue che ancora scorre lento dai tagli sulle gambe "Lungi da me diffidare delle parole di una persona appena incontrata, ma conosco solo due categorie di persone che direbbero ad alta voce ciò che voi avete confidato al mio segretario. Mi chiedo a quale apparteniate"
  13. Decidete di tentare la fortuna con gli wasi, e riemergete dal giardino portandovi dietro il prigioniero. Siete rimasti dentro un po', e quando uscite non trovate nessuno ad attendervi. Ivellios cerca e trova alcune tracce e per un po' le seguite sempre attenti a non dividervi, perdervi o cadere in un'imboscata. Dopo una ventina di minuti le orecchie dell'aelfyr e quelle di Jalrai percepiscono il soffocato ma inconfondibile suono prodotto dagli archi che si tendono, scricchiolando. Una voce di uomo vi chiama parlando in una lingua che non conoscete, e poi riprova in samudhi "Vi siete forse persi, uomini del sole levante? Zarezz non è città di bazar e chiacchiere sotto i porticati..." Seguendo il suono della voce intravedete una sagoma che si staglia contro il sole, su un tetto vicino "Cosa volete, e perché tenete un alla corda un demone del deserto, come se fosse una capra?"
  14. Finn'iann
  15. Narcyssa Passo oltre alle guardie senza degnarle di uno sguardo. Ed è abbastanza chiaro nel parlare di Caloggero e del suo ruolo qui, e non aggiungo altro in merito. Sul da farsi invece c'è ancora qualcosa da dire "Dobbiamo agire rapidamente, se c'è qualcosa da nascondere cercheranno di celarlo ora che siamo qui. E non siamo al sicuro: potrebbero sempre darci una picconata in testa o farci cadere in un pozzo... a Smenk non importerebbe niente. Se c'è qualche problema con l'estrazione lo scopriremo subito... Ed, Snorri, pensate di poter cavare qualcosa da uno dei minatori?"
  16. Kest Shul
  17. Narcyssa Sulla strada verso Pietradorata racconto agli altri quello che ho letto nelle pergamene rubate nell'altra miniera. "Sembra tutto collegato, anche se per ora non pare facile discernere la verità dalla fantasia. Sarà importante capire se sono i deliri di un folle o se c'è effettivamente un fondo di verità in questi scritti. Una volta arrivati teniamo gli occhi bene aperti" Poco mi importa che Snorri e Seraphine stiano ascoltando quelle che sono parole sensate solo per Ed. Di sicuro non sono parte del culto, e non hanno abbastanza informazioni da poterci mettere nei guai se dovessero essere interrogati. In vista di Pietradorata mi sistemo meglio gli abiti. Prendo il lasciapassare firmato da Smenk e lo tengo a portata di mano. Ho fatto bene, perché anche questa miniera è ben presidiata. Mostro il documento alla guardia che ha appena scatarrato "E ora, per cortesia, fate largo"
  18. Ok, per tirare le somme: Andate dagli wasi Poi andare a cercare la tana dei qaleq Che ne fate di questo prigioniero?
  19. Uwaine "O possiamo entrare lo stesso. Vogliamo dargli la possibilità di prepararsi?" accenno alla porta. Buttarla giù non è il massimo della discrezione, e forse finirei nei guai, ma sono stanco di farmi prendere in giro.
  20. Zendo Sleid "Mi chiedo..." mi avvicino anche io al carrello una volta che il costrutto lo ha estratto. Mi carezzo il mento, pensieroso. "Strano che i ratti non ci abbiano raggiunto qui. Prima ci hanno trovato relativamente in fretta. Forse qualcosa li infastidisce?"
  21. Il dwir prima sorride tollerante. Poi però qualcosa scatta nel suo sguardo e, ascoltate le parole di Moggo, resta sorpreso. Dubbioso, poi cauto. "Questa è materia per il mio signore. Seguitemi, per favore. E non ripetete queste parole a nessun altro finché non saremo giunti" Si alza e si dirige fuori dalla stanza. Percorrete due rampe di scale e attraversate di nuovo lo stesso giardino di cristallo... questa vola tramite un ponticello che si trova venti metri sopra il suolo. Mizpardhom si sviluppa in altezza nella viva roccia. Ci vuole poco perché le parole di Hanpa mettano in moto due guardie pesantemente corazzate, che aprono a forza un portone a doppio battente spesso quasi mezzo metro. Oltre, una caverna naturale simile all'interno di un geode. Spoglia, fredda e buia, illuminata solo dal vostro ingresso, le luci esterne scivolano su segmentate superfici cristalline. Al centro siede un dwir muscoloso, asciutto, vestito in modo parco e con la barba acconciata in una singola treccia nera e argentea. Siede sulle ginocchia, i pantaloni chiari strappati e macchiati di sangue nuovo e vecchio così come la roccia affilata sotto di lui. Il torso nudo è striato di sudore. Non apre gli occhi, non cambia espressione, eppure la sua voce è dura e chiara come quella di un condottiero al centro della mischia. "Avevo dato precise istruzioni, Hanpa. Non vorrai farmi dubitare della tua saggezza proprio ora?" In tutta risposta il segretario vi fa cenno di restare dove siete, e si avvicina a Palthakaria Okh Mizpardin per sussurrargli qualcosa nell'orecchio. Un po' a fatica il Mizpardin si alza, e finalmente vi guarda. O meglio, guarda Chazia.
  22. Il dwir ascolta, senza scomporsi "Sono d'obbligo le congratulazioni, dunque. Sono lieto di sentire che la dea delle madri abbia steso la sua mano e vi abbia concesso il suo dono. Eppure sento dalle vostre parole che c'è qualcosa di ancora più importante: prego, non trattenetevi oltre. Le vostre parole mi sono care, e qui non c'è nulla da temere"
  23. Lerna "Non possiamo che aiutarvi" lo dico come se fosse una cosa facile ed ovvia. Mi guardo attorno appena mi rendo conto che ho parlato senza tener conto delle opinioni dei miei compagni... ma per fortuna Oilenos è della mia stessa idea. Che sollievo! "Viene qui tutte le notti, quindi? Potreste... si, potreste ospitarci per quest'oggi, in modo da organizzare un qualche genere di trappola? Oh, e un'altra cosa. La magia della Foresta non funziona su questo Sole Rosso?"
  24. Approfittate delle poche ore prima dell'incontro per riposarvi e prepararvi. Alcuni degli attendenti Tzakgron insistono per prestare degli abiti a Moggo, vista l'importanza del vostro ospite... -- Nel pomeriggio la situazione alla Mizpardhom è radicalmente cambiata. Sembra che sia comunque il momento più favorevole della giornata per recarsi qui; ci sono molti più dwir e tanti piccoli capannelli di persone intente a chiacchierare. In aggiunta a ciò, voi siete attesi. Altri due attendenti del trog vi vengono incontro e si fanno punto d'onore di farvi passare nel mezzo delle sale e mettervi un po' in mostra. Superato l'ingresso, una sala di lettura, una sala per la preghiera e una specie di giardino di rocce arrivate ad una coppia di porte completamente placcate d'argento. Si schiudono davanti a voi e vi lasciano passare senza apparente aiuto esterno. I due vi portano ad un piano rialzato che si affaccia sul giardino di pietra e cristalli e lì vi lasciano dicendo che "il segretario sta arrivando". Intanto avete modo di ammirare l'ufficio-porticato, inanellato di decorazioni in argento. Dalla cima delle quattro pareti un volto metallico di Vilos vi osserva, come intendo a scrutarvi nell'anima. Dopo qualche minuto vi rendete conto che un gioco di luci e materiali crea davvero l'illusione che gli occhi del dio si muovano seguendovi per la stanza! La porta si apre, ma rientra uno degli attendenti con un grande vassoio squadrato sul quale è posato un tomo dalla copertina di pietra. Lo posa su un tavolo senza dire altro e si ritira, per tornare di nuovo con un vassoio più piccolo sul quale è posato un sigillo di pietra con lo stampo di cristallo bianco-lattiginoso. Si ritira, e dopo qualche minuto arriva un dwir mai visto prima. Ha la barba castana divisa in due parti sotto il mento, decorata con fasce d'argento. Indossa un abito semplice con un cappuccio tirato giù, e solo un delicato ricamo in argento distingue la sua casacca da quella degli attendenti. Sorride benevolo e vi fa un cenno con la mano "Buondì, cari fratelli e cara sorella. Sono il segretario Hanpa Caddin, a servizio vostro. Mi sono permesso di ordinare un rinfresco per quando saremo più addentro alla faccenda, spero sia cosa gradita. Nel frattempo, perché no ci sediamo e mi dite cosa vi ha portato alle nostre porte?"
  25. La guida accetta volentieri la vostra proposta, e vi lascia con un ultimo consiglio "Attenti a dove mettete i piedi... non tutto il monte è solido quanto sembra" Riprendete la marcia, questa volta un'ascesa del vulcano. I fumi sempre più densi vi fanno tossire, la fuliggine cade come pioggia leggera e la temperatura è sempre più alta. Qui e là la nera roccia si fa di un rosso scuro e imparate presto che è dove il calore sta fondendo la pietra. Arrivati all'ultimo terzo dell'ascesa dovete fermarvi e prendere fiato per una mezz'oretta, per cercare di arrivare alla cima un po' più riposati. Quando tornate ad arrampicarvi lo fate coprendovi le mani con pezzi di stoffa per evitare di scottarvi quando toccate le rocce. Vi coprite anche il volto in modo più completo dato che i vapori sono tanto caldi da bruciacchiare la pelle. La prima a notare gli abitanti dell'isola è Hannayeh, ma al suo sussulto seguite tutti il suo sguardo e li scorgete anche voi. Lo spiazzo di pietra è troppo liscio e geometrico per essere totalmente naturale e si indovinano delle incisioni sulla base rialzata. Ma l'attenzione è attirata dalla massa nera, fumante, di carne e ossa carbonizzate. Erano una mezza dozzina di persone? Di più, forse una decina? Non è possibile dirlo con chiarezza. Oltre la piattaforma la parete del vulcano è più ripida ancora e si dirige verso l'apertura sulla cima, ma c'è anche una sorta di spaccatura che permette di entrare dentro alla montagna. Da questo varco si vede già da dove vi trovate una luce calda, giallo-arancione.

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