Il gruppo decide la formazione e inizia ad avanzare con l'ormai fidato esploratore Gib che apre la strada rischiarata dalla lanterna in mano a Kaerith, che invece chiude la colonna. Il tunnel stretto e umido, altro non è che un piccolo passaggio scavato direttamente nella roccia e nella terra alla base della collina e puntellato ogni 4-5m con dei grossi travi quadrati, come quelli che si usano nei tunnel minerari. L'ambiente, palesemente inutilizzato da tempo immemore, è ingombro di ragnatele in ogni dove e persino il piccolo gnomo si muove aprendosi la strada tela dopo tela. Dal soffitto spuntano le radici delle piante che crescono in superficie, quasi come se il passaggio fosse invaso dai tentacoli di una creatura. La luce, sebbene abbia la capacità di penetrare le tenebre fitte che albergano in quel dimenticato passaggio, spesso viene bloccata dalle complesse architetture setose degli aracnidi e si fa strada solo quando, o con le mani o con un altro strumento, prima Gib e poi Chand le fendono passandoci attraverso. Alcuni ragni fuggono al passaggio della colonna, rintanandosi nelle zone più recondite del tunnel. Mentre avanzano in silenzio, Chand e Vivienne, di tanto in tanto, vedono l'esploratore emettere dei versi, come dei piccoli soffi finchè non lo vedono fermarsi di fronte ad un ragno grande quanto una mano, che sembra rifiutare di abbandonare la sua ragnatela semi-distrutta. Chand alza un pugno in aria, per indicare alla colonna di fermarsi, gesto che viene ripetuto dalla chierica fino a giungere agli occhi di Kaerith, nonostante Caelum, non avvezzo alle comunicazioni militari silenziose, rimanga interdetto dal gesto non conoscendone il significato e quasi finisca addosso alla compagna davanti. Mentre il gruppo attende Gib, rimane immerso nel silenzio quasi surreale del luogo, in netto contrasto con la distruzione e la devastazione che sta avendo luogo poco sopra le loro teste. Ogni tanto si ode qualche stilla gocciolare dalla roccia finendo in un piccolo avvallamento del terreno unendosi alle altre cadute prima di loro e l'impatto con la pozzanghera, in proporzione, sembra quasi un tuono improvviso. Di sottofondo si inizia a percepire un delicato suono di acqua che fluisce. Gib e il ragno Il tempo passa, anche se in quel luogo e in quella situazione è difficile dire se si tratti di pochi secondi o di qualche minuto o più, finchè con un ultimo verso vedete il ragno andarsene rapido nella vostra stessa direzione, muovendosi agile sulla tela. Svoltata un'altra leggera curva vedete stagliarsi sullo sfondo una piccola grata circolare illuminata dai pochi raggi lunari che riescono ad entrare nella galleria rischiarandone leggermente l'uscita per circa un paio di metri. La luce della lanterna illumina due mucchi informi e indefiniti addossati alla pareti del passaggio, laddove la luce esterna sembra non arrivare, un paio di pipistrelli, disturbati dalla luce artificiale, si staccano in volo lanciandosi nella notte scura, per il resto il passaggio sembra sgombro fino alla grata, oltre la quale si sente e si intravede il piccolo fiume in cui eravate fino a poco tempo prima. Curioso che nel giro di poco lo ripercorriate in senso contrario allontanandovi da quella che, fino a poche decine di minuti fa, era la meta sicura.