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Cosa fare quando non si riesce ad aprire una porta

Articolo di J.R. Zambrano del 04 Febbraio
Lo so, ci siamo passati tutti. Tutto sta andando perfettamente, non solo sono venuti tutti quanti a giocare, ma non si stanno neppure facendo distrarre dal video sul cagnolino carino. I telefoni e i laptop sono lontani e, sorpresa delle sorprese, i PG vogliono davvero andare avanti nell'avventura che avete creato per loro invece che spendere metà del tempo facendo spese, mentre l'altra metà sta litigando su quale sia il modo migliore per arrivare al dungeon. Infatti, sono già nel bel mezzo del dungeon quando arrivano di fronte a lei...la temibile porta chiusa a chiave.

E certo, volevate che fosse un po' impegnativa. Perciò la CD per aprirla è un po' più alta, ma dovrebbe essere abbastanza facile per il ladro da apr...ops, come non detto, non riesce a fare un tiro al di sopra del 3. Okay. Bene, adesso la serratura è rotta, ma il resto del dungeon sta chiamando gli avventurieri all'esplorazione. OPPURE, il gruppo potrebbe solamente starsene lì impalato per le successive tre ore cercando di capire come "hackerare la porta" in modo da attraversarla.
Sapete, vero, quale di queste due opzioni sceglierà il gruppo, nove volte su dieci? Ecco perché oggi parleremo di come riprendersi dopo un fallimento, e di cosa fare quanto il gruppo sembra non riuscire ad andare oltre una determinata porta.

Adesso, giusto per intenderci, questa non deve essere necessariamente una porta reale, potrebbe essere una porta metaforica. Per alcuni, la porta che non riescono ad aprire potrebbe essere la timidezza, per altri una mancanza di educazione...ma per noi la porta che non possiamo aprire è una porta reale. E stiamo per parlare di di come riuscire ad attraversarla.
Un fallimento solo da un certo punto di vista

La prima cosa di cui dobbiamo parlare è cosa rappresenti quel tiro abilità. D&D funziona come un sistema binario. Avete due situazioni quando fate un tiro in scassinare per aprire la porta: o ce la fate o fallite. Se ce la fate, la porta si apre. Se fallite, non si apre. Se fallite alla grande non potete più riprovarci, mi dispiace ragazzi, vi hanno bucato il pallone.
Altri giochi di ruolo fantasy non hanno questo problema. Che sia il metodo del D20 System di avere successo ad un costo o l'idea del successo parziale delle regole di Apocalypse World, non c'è un aut aut. Non c'è una gamma che misuri successi o fallimenti. Il che non è necessariamente una brutta cosa, ma pone alcune limitazioni nel vostro modo di pensare. Dopo tutto, se la porta si apre o non si apre, quel tipo di struttura Successo/Fallimento inquadra la situazione in una questione di sì o no.
Ma la questione è che, come DM, voi potreste volere che i giocatori entrino nella stanza. Specialmente se ne hanno bisogno per avanzare nell'avventura. La stessa cosa accade nel caso debbano assolutamente acchiappare un ladro o trovare una certa reliquia. Cosa fare allora? Riformulare l'intero concetto.

Invece di guardare alla porta come un tiro in arnesi da scasso, o come qualcosa che i giocatori devono sfondare, pensate a cosa quel tiro rappresenti. Invece di fallire ad aprire la porta, pensatela come un fallire ad aprire la porta nel modo che sia più conveniente per loro. Ci dovrebbe comunque essere un modo per aprire la porta, ma magari adesso significa trovare la persona o mostro che ne possiede la chiave. O trovare una pergamena di Scassinare in un laboratorio da Mago da qualche parte nel dungeon.
Nessuna conseguenza

Ora che avere riformulato il dilemma, pensate a quali potrebbero essere le conseguenze di un fallimento. Se scassinare la serratura vuol essere un modo facile e silenzioso per entrare, magari adesso quell'approccio non è più disponibile per i personaggi e tutti gli altri modi di entrare dentro la stanza comportano fare rumore o attirare attenzioni indesiderate.
O magari potrebbe costargli qualche risorsa extra. In pratica pensate a quali costi/risorse i giocatori potrebbero avere, in modo da spenderli per aprire la porta. Potrebbero essere oggetti magici, potrebbero essere punti ferita, se stanno combattendo un nemico che custodisce la chiave. Potrebbe persino essere l'elemento sorpresa: adesso che le persone nel dungeon sanno dei PG prenderanno delle precauzioni extra. Potete rendere un tiro fallito portatore di conseguenze indesiderate senza interrompere il flusso di gioco.
Un altro punto di svolta, una biforcazione della strada

Un altro modo di considerare come entrare nella stanza potrebbe essere trovare un'entrata alternativa. C'è una consuetudine che si trova in certi giochi come Skyrim e Fallout quando una porta è bloccata da un lato, di solito c'è un altro modo per entrare. Bisogna solo trovarlo. Se non riescono ad aprire la porta dal lato in cui si trovano, magari buttate lì qualche indizio su un'altra entrata. Magari una porta segreta o, meglio ancora, se riuscite a farli proseguire all'interno del dungeon preparate un percorso che torni indietro fino a un passaggio segreto che porta all'interno della stanza.
Circolare prego

Questo è l'altro grande trucco. Cercate modi per incoraggiare il gruppo a proseguire quando non riescono ad oltrepassare la porta. Potete indicare dettagli come l'ornamentazione della serratura e del buco di quest'ultima, o parlare di come potrebbe esserci un'entrata segreta più avanti nel dungeon. Se questo non funziona, potete sempre fare affidamento sulla vostra fidata tabella degli incontri casuali per avere qualcosa che vagherà proprio dove si trovano i PG. Qualunque cosa serva per evitare che finiscano impantanati su un particolare ostacolo.
Dategli degli amici dall'altro lato

Naturalmente, parlando di conseguenze e mostri erranti, se i giocatori sono veramente bloccati, è probabile che faranno rumore. L'attenzione può sempre arrivare dall'altro lato della porta invece che da un mostro errante. Io userei questo trucco con parsimonia però, o i giocatori si abitueranno al fatto che le cose siano facili e tutto vada liscio, e questa è l'ultima cosa che volete. Idealmente, stanno facendo una partita a un gioco che è organizzato interamente per loro, ma che deve sembrare non lo sia.
Buone Avventure! Cosa fate quando il vostro gruppo è bloccato in un impasse? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-what-to-do-when-you-cant-get-through-that-door.html
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Old School Essentials sarà pubblicato in Italia da Need Games

Old School Essentials è basato sulla versione B/X (Base/Expert) di Dungeons&Dragons a cura di Tom Moldvay (Base) e David Cook (Expert) rilasciata nel 1981 dalla TSR. Per chi non lo sapesse la B/X è la versione di Basic D&D precedente al BECMI (quella con la famosa Scatola Rossa, anche se sarebbe più corretto parlare di BECM visto che l'Immortal Set non fu mai tradotto in Italia), il quale fu la prima versione ad arrivare in Italia.

Le differenze tra le due versioni sono minime e ciò permette a Old School Essentials di essere compatibile anche col materiale che fu pubblicato in Italia all'epoca dalla Editrice Giochi.

Old School Essentials, nella sua versione originale, è un gioco modulare composto da 7 supplementi:
Core rules: con le regole base del gioco. Genre Rules: dove si trovano le classi giocabili (Guerriero, Mago, Chierico, Ladro) assieme ad Elfo, Nano ed Halfling (che sono classi e non razze in questo regolamento). Treasures: con la descrizione di tesori ed oggetti magici. Monsters: il Manuale dei Mostri. Advanced Fantasy Genre Rules: con le regole per emulare la prima edizione di Advanced Dungeons&Dragons, scindendo le razze dalle classi ed aggiungendo classi come il Paladino, l'Assassino, il Bardo, il Ranger, l'Illusionista e il Barbaro. Cleric and Magic User Spells: il libro degli incantesimi di Maghi e Chierici. Druid and Illusionist Spells: il libro degli incantesimi di Druidi ed Illusionisti. Oltre alla versione in 7 supplementi esiste anche la versione in tomo unico, al momento non si sa quale delle due versioni verrà pubblicata dalla Need Games.

Per celebrare l'evento, Gavin Norman, il creatore di Old School Essentials, sarà presente alla NeedCon (ribattezzata quest'anno NeedPunk) la convention organizzata dalla Need Games per presentare i suoi prodotti e le sue novità. L'evento si terrà il 22 Febbraio 2020 presso la Casa dei Giochi a Milano, in Via Sant’Uguzzone 8 con il seguente programma:
Ore 10:00, apertura porte Ore 15:00, presentazione di Old School Essentials Ore 15:30 -19:00, partita a Old School Essentials con Gavin Norman come DM. Old School Essentials sarà disponibile in Italia a partire da Settembre 2020.

Annuncio ufficiale del NeedPunk sul sito della Need Games: https://www.needgames.it/eventi/needpunk2020/
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5 Cose che Fortunatamente D&D si è Lasciato alle Spalle

Articolo di J.R. Zambrano del 08 Febbraio
Al giorno d'oggi se entrate in un negozio di giochi potete godervi l'enorme gamma ed evoluzione dei giochi moderni. Volete darvi alle avventure fantasy? Potete scegliere quello che volete, con Pathfinder e D&D presenti praticamente ovunque, ma con svariati altri sistemi disponibili. Non vi ispira il fantasy? Ci sono una gran varietà di giochi sci-fi. Non siete ancora soddisfatti? Perché non provare un gioco dove siete dei punk che distruggono dei centri commerciali? O magari dove interpretate un lavoratore part-time? O ancora potreste esplorare le stranezze degli anni '80 di una linea temporale alternativa.
A qualunque cosa decidiate di giocare, non ci sono dubbi che l'hobby in generale abbia fatto passi da gigante. E perché possiate meglio apprezzare cosa abbiamo a disposizione al giorno d'oggi, diamo uno sguardo alle cose che fortunatamente ci siamo lasciati alle spalle.
Doversi Colorare i Propri Dadi

Questa categoria potrebbe anche chiamarsi set incompleti, alternative cartacee ai dadi o in generale scarsità di prodotti. Nel momento in cui erano arrivati alla quarta ristampa, se volevate comprarvi un set di OD&D era probabile che sareste diventati gli orgogliosi possessori di un sacchetto con sei dadi non colorati e una matita di cera bianca o nera da usare per delineare voi stessi i numeri.
Già questa cosa non era il massimo. Ma man mano che gli anni passarono le cose non migliorarono certamente e, anzi, la cosa divenne ancora più comune. Si poteva praticamente vedere la scorta di dadi della TSR diminuire a vista d'occhio. Nel 1979 le scorte finirono e dovettero includere dei cartoncini con dei "dadi da ritagliare", dei foglietti di cartone con quadratini con sopra vari numeri da ritagliare e pescare casualmente

Al giorno d'oggi o prendete un set completo della Chessex o li ordinate a peso. Si possono comprare dadi di ogni forma e dimensioni, con simboli speciali di ogni genere. Io stesso possiedo un set di dadi con simboli di ossa per quando gioco un necromante o per generiche cose da cattivo. Viviamo davvero in un'epoca di abbondanza.
Requisiti Differenziati per Salire di Livello

Qui sopra ne ho inclusi solo due di esempio, ma 'c'è stato un tempo (AD&D) durante il quale ogni classe cresceva di livello ad un ritmo differente. Quindi anche se riuscivate a fare sì che tutti i giocatori si presentassero ad ogni sessione finivate comunque ad avere delle discrepanze di livello. Perché niente è così divertente come rimanere uno o due livelli indietro rispetto al resto del gruppo e rischiare di morire ancora più facilmente.
Vale lo stesso discorso con i limiti massimi di classe/razza. Certo le prime edizioni del gioco erano volutamente umanocentriche, ma questo limitava anche in parte il divertimento. Al giorno d'oggi si può scegliere una qualsiasi combinazione di razze e classi, e si sale di livello tutti allo stesso ritmo. Il che implica doversi preoccupare solo di assegnare al meglio le caratteristiche.
THAC0

Parlando di matematica prendiamo la cosa "preferita" di tutti riguardo a D&D, ovvero il determinare quali numeri sommare tra di loro. Assicuriamoci, quindi, che i giocatori debbano fare un ulteriore passaggio di calcolo da poi confrontare con un altro valore.
Siamo sinceri, la questione è ancora presente (anche se non così terribile alla fine, solo noiosa). Semplicemente quel passaggio di calcolo ulteriore viene saltato visto che la CA è presentata come numero bersaglio invece che calcolata a livello astratto da uno 0. Questo ha anche il bonus aggiunto di fare sì che tutti i bonus che ottenete salendo di livello siano ad incrementare. E d'altronde ottenere dei numeri sempre più grandi non è forse da sempre alla base del voler salire di livello?
Miniature di Piombo

Le miniature sono molto migliorate con gli anni. Certo c'è comunque un certo fascino nostalgico nelle miniature "vecchia scuola" di piombo. Forse è il peso o il chiedersi se potrebbe essere il caso di farsi un richiamo del tetano se ci si graffia sopra un dito cercando di montare le ali ad un gargoyle.
Per il resto di noi ci sono tantissime miniature di plastica leggere, dettagliate e soprattutto (relativamente) economiche a disposizione sul mercato al giorno d'oggi. Che si tratti di miniature già dipinte (che è sicuramente l'andazzo del futuro) o dei prodotti della Reaper's Bones, le miniature moderne sono molto più variegate e particolari e sono più semplici da gestire.
Satana

Nessuno oggi pensa che il nostro hobby sia satanico, ma c'è stato un periodo in cui c'era chi lo pensava Che si tratti della volta in cui D&D ha traumatizzato Tom Hanks...

O di quella volta che i giornali hanno deciso che D&D era roba da stregoni...

C'è stato un periodo in cui giocare a D&D implicava essere un adoratore del diavolo e un membro degli Illuminati. Come per ogni altro franchise che è stato travolto da un panico moralista, tutto quello che queste notizie fecero fu rendere miserabile la vita di molte persone per un lungo tempo e non aiutarono certo chi pretendevano di voler aiutare.
Ad ogni modo al giorno d'oggi il futuro del nostro hobby appare radioso.
Ci sono altri aspetti del nostro hobby che siete contenti siano caduti in disuso? Pensate che ci siamo sbagliati e che la THAC0 fosse in realtà una gran cosa? Fatecelo sapere nei commenti!
Link all'articolo originale: https://www.belloflostsouls.net/2020/02/dd-five-trends-gaming-left-behind-for-good-reason.html
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By Psyco

Retrospettiva: AD&D 1E Monster Manual

Il Manuale dei Mostri di AD&D è stato il primo manuale a copertina rigida per Dungeons & Dragons ed è stato un enorme passo avanti, sia per il gioco che per la TSR (l’editore originale di D&D – NdR). Nelle sue 112 pagine troviamo stipati oltre 350 mostri per il nuovo gioco “Advanced” Dungeons & Dragons, e la loro presentazione e il loro layout furono rivoluzionari.
La maggior parte dei giocatori oggi non ha idea di come i mostri venivano presentati nei manuali originali di D&D: sotto forma di lunghe tabelle e, nelle pagine seguenti, c’erano dei paragrafi che descrivono e spiegavano le forme speciali di combattimento che sfruttavano. Il Manuale dei Mostri ha cambiato questo approccio: ogni singolo mostro aveva ora le sue statistiche insieme alla sua descrizione e normalmente anche una illustrazione. Avere le immagini della maggior parte dei mostri fu un grande passo avanti rispetto ai manuali originali di D&D e ha aiutato molto sia DM che giocatori.
Questo manuale è stato “il primo” di tante cose che oggi diamo per scontate: il primo manuale a copertina rigida, il primo dedicato interamente ai mostri e il primo manuale di AD&D.
Se Eldritch Wizardry ci ha dato i demoni, il Manuale dei Mostri ci ha dato i diavoli e i Nove Inferi, i draghi metallici, i non morti più potenti e molti altri mostri. Inoltre ha aggiunto molte sottorazze agli elfi, nani ed halfling: Elfi dei Boschi, Acquatici, Mezzelfi e Drow; Nani delle Colline e delle Montagne; Halfling Alti e Tozzi. Quindi non solo più mostri, ma anche più dettagli sui quelli che già conoscevamo.

Copertine rispettivamente del: 1977, 1983, 2012
Le illustrazioni sono state fatte da David C. Sutherland III, David Trampier, Tom Wham e Jean Wells, con la copertina originale di Sutherland. Jeff Easley ha illustrato la copertina rivista alcuni anni dopo. Mentre la copertina originale non vincerà mai alcun premio per l'abilità tecnica, l'idea di mostrare le creature sia sopra il suolo che in un tunnel sotto terra è stata sicuramente un'idea eccellente – anche se ha dato agli addetti al layout della TSR un problema su dove mettere le scritte del prodotto!
Sutherland e Trampier hanno realizzato la maggior parte delle illustrazioni, ma la più memorabile per me è la vignetta di Tom Wham riguardante un gruppo di avventurieri che incontra una lince in un deserto innevato. È abbastanza in contrasto con il modo relativamente serio in cui quasi tutto il resto viene disegnato e descritto.

I mostri sono descritti in base a: N. per incontro (nelle terre selvagge), Frequenza, Classe armatura, Movimento, Dadi vita, % in Tana, Tipo di tesoro, Numero di attacchi, Danno/Attacco, Attacchi speciali, Difesa speciale, Resistenza magica, Intelligenza, Allineamento, Taglia e Capacità psioniche.
In teoria, la frequenza veniva utilizzata per determinare il loro numero sulle tabelle degli incontri casuali e sul terreno, ma non conosco molti che l’abbiano usata in quel modo. N. per incontro era un valore problematico, poiché raramente corrispondeva a qualcosa di utile: quanti se ne potevano incontrare in un dungeon sarebbe stato un valore decisamente più importante, ma quel valore si trovava nella GdDM. Lo scopo di % in Tana era per capire se (a) avevate incontrato il mostro nella sua tana in un incontro casuale nelle terre selvagge, e (b) vedere se aveva qualche tesoro.
C'è una certa propensione delle statistiche verso il rendere i mostri utili per un gioco nelle terre selvagge. È qualcosa che non ha avuto un grande utilizzo nei successivi supplementi di D&D, i quali tendevano ad essere ambientati in sotterranei o in luoghi più controllati, ma almeno l'opzione c’era per quelli che la volevano!
Gary Gygax ha tratto i mostri da Original D&D e dai suoi supplementi, dalle riviste (Dragon e Dungeon) e in parte ne ha creati di nuovi. Nella prefazione per l'ispirazione/creazione di nuovi mostri, infatti, ringrazia Steve Marsh, Erol Otus, Ernie Gygax e Terry Kuntz, anche se è improbabile che siano entrati inalterati nelle pagine del manuale: praticamente ogni mostro è stato cambiato nelle statistiche e nell’aspetto rispetto alla versione originale (se non altro perché il sistema AD&D, pur attingendo da Original D&D, era in realtà un nuovo sistema con parametri diversi).

Il nuovo AD&D, quando uscì il Manuale dei Mostri, non era ancora da considerarsi come “definitivo”. La cosa si evince anche da un fatto curioso: non c'è nessun mostro nel manuale con una CA di 10. In OD&D, una CA di 9 era considerata la peggiore (nessuna armatura). Nel Manuale del Giocatore di AD&D, Gygax ha aumentato questo valore a 10, ma la cosa non si riscontra nel Manuale dei Mostri, che è stato rilasciato, ricordiamolo, un anno prima del Manuale del Giocatore.
La filosofia alla base del design dei primi mostri di AD&D era semplice: mostri stimolanti da sfidare e con caratteristiche derivate dalle leggende. In effetti, la maggior parte dei mostri era semplice e in realtà possedeva solo valori di CA, DV, #AT e danno. Tuttavia, alcuni piccoli cambiamenti hanno avuto un grande impatto: un Gargoyle era una bestia abbastanza standard, ma il fatto che fosse necessaria un'arma +1 o migliore per ferirlo lo trasformò in un temibile nemico per i gruppi impreparati o di basso livello. I ghoul paralizzavano con un colpo le vittime, i wight avevano la spaventosa capacità di risucchiare i livelli. E visto che gli incantesimi per ripristinare quei livelli persi erano di alto livello e difficili da acquisire, questi non morti di basso livello diventarono un incubo per i giocatori.
I mostri che hanno ricevuto maggiore attenzione sono stati gli umanoidi – come orchi, goblin, coboldi – assieme ai pezzi grossi di D&D: demoni, diavoli e draghi. Questi ultimi tre avevano ciascuno una sezione descrittiva generica prima delle voci dei singoli mostri che componevano tale sezione. Ci sono alcune regole interessanti qui che chiariscono cose non descritte altrove. Ad esempio, "Tutti i diavoli possono dirigere i loro attacchi contro due o più avversari se ne hanno modo", un chiaro caso de "l'eccezione che conferma la regola" visto che implica il fatto che normalmente un mostro non possa dividere i propri attacchi contro più avversari. Molti dei demoni e diavoli più potenti avevano la possibilità di lanciare incantesimi, con vari incantesimi di esempio. I draghi avevano una probabilità di poter parlare e lanciare incantesimi – oltre a poter essere scoperti mentre dormivano nelle loro tane e a poter quindi usare attacchi non letali su di loro (il che dava adito alla possibilità di rivenderli in seguito!)

Il Manuale dei Mostri di AD&D presenta un'omissione importante: i PE e il livello dei mostri. Questi valori verranno forniti – talvolta in modo abbastanza impreciso – in una tabella riassuntiva nella GdDM. Soltanto nei successivi manuali dei mostri di AD&D verranno inclusi questi valori. Quindi non c'erano all'epoca regole rigide e veloci per determinare una sfida corretta per un gruppo di avventurieri di un certo livello. La GdDM dava alcune linee guida, che spesso non funzionavano. Il modo migliore per giudicare la difficoltà di un incontro era dato dall'esperienza acquisita durante il gioco. La cosa all’epoca non mi disturbava; ci sarebbero volute le successive edizioni per farmi comprendere l'utilità di un Grado di Sfida – specialmente con molti nuovi mostri mai usati prima.
La resistenza alla magia era uno di quei valori che, per la sua poca chiarezza, causava molte discussioni. La percentuale di base (quella indicata) era riferita ad un utilizzatore di magia di 11° livello; questo valore veniva incrementato o decrementato del 5% per ogni livello di differenza dell’attaccante. È una regola piuttosto goffa che per fortuna AD&D 2E ha reso una percentuale secca.
Nonostante questi difetti, la qualità del manuale non ne risente. I piccoli problemi riscontrati non adombrano le novità che ha introdotto e la natura generalmente poco complessa dei mostri è apprezzabile. Questo non vuol dire che i mostri di D&D non possano diventare complessi, ma gestire un Orco in AD&D è sicuramente una cosa semplice e ha portato a partite emozionanti.
Questo Manuale dei Mostri certamente non vi travolge con i dettagli: il Doppleganger ha solo poche righe di descrizione e non ha nulla sul suo habitat e sulla sua società, ma già solo la sua capacità di mutare forma racchiude in sé i semi per un’avventura. E poiché la maggior parte dei mostri presenti deriva dalla mitologia, i giocatori già si potevano fare un'idea e immaginarsi di cosa si trattava (o potevano in ogni caso scoprire facilmente altri dettagli).

Alla fine, il Manuale dei Mostri è stato un lavoro eccezionale, facendo ciò che era necessario per permettere ai Dungeon Master di gestire al meglio il gioco. Le versioni successive avranno sicuramente fornito diversi livelli di complessità e dettaglio, ma sono ancora colpito da quanto sia eccellente il materiale fornito da questo manuale. È stato sicuramente il punto di partenza di molte avventure memorabili della mia giovinezza. Sfogliando una delle mie copie fisiche o sfogliando il PDF, provo lo stesso senso di meraviglia che ho provato 40 anni fa.
Articolo tratto da:
https://rpggeek.com/thread/711001/talking-lynx
http://theotherside.timsbrannan.com/2019/11/monstrous-monday-review-monster-manual.html

Questo manuale è disponibile in PDF sul sito DMGuild.com
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Registrato il primo calo di D&D su Roll20

Articolo di Morrus del 05 Febbraio
Le ultime statistiche di Roll20, relative a fine 2019, sono arrivate. In termini di partite giocate D&D ha mostrato la sua prima flessione dal mio ultimo resoconto su Roll20, passando dal 51,87% nel secondo trimestre del 2019 al 47,54% nel quarto trimestre (anche se risulta comunque leggermente più alto del 45% del terzo trimestre, le cui statistiche non avevo riportato!). Call of Cthulhu è passato dal 14,3% del secondo trimestre al 15,3%. Pathfinder è calato dal 6,5& a circa il 5% (ma si è ripreso da un pesante tracollo nel terzo trimestre, che era atteso vista l'uscita della nuova edizione). In termini di numeri totali di giocatori D&D è calato di circa l'1% mentre Pathfinder è aumentato del 2% circa. Call of Cthulhu ha visto un incremento notevole del 7%.
Quello che risulta strano sono i numeri di PF2. Solo poco sopra l'1% nel quarto trimestre del 2019 (che è comunque un incremento del 82% in proporzione). Mi chiedo se alcuni dei dati di PF1 e PF2 stiano venendo mischiati sotto la voce generica "Pathfinder".

Queste sono le statistiche legate al numero di partite giocate su Roll20 con un dato sistema

Queste sono le statistiche legate al numero di account su Roll20 legati ad un dato sistema
Il rapporto pubblicato dall'Orr Group (l'azienda che gestisce Roll20 - NdT) ci mostra anche un nuovo parametro interessante, ovvero i giochi in maggior crescita in questo ultimo trimestre.

Il forte incremento di Ironsworn RPG coincide con l'uscita della campagna in streaming interna di Roll20 che usa questo sistema, quindi non è strano che la cosa si rifletta sulle statistiche.
Eccovi la lista completa:







 
Qui invece abbiamo l'andamento, diviso per trimestri, dei tre principali GdR nel 2019:

Link all'articolo originale: https://www.enworld.org/threads/roll20-reports-first-drop-for-d-d.670107/
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    Explorer's Guide to Wildemount esce a Marzo per D&D 5e

    • La WotC ha rivelato la prima uscita del 2020 per D&D 5e: si tratta d'ambientazione del mondo di Critical Role, ideato da Matt Marcer.

    AGGIORNAMENTO: l'articolo è stato aggiornato per inserire al suo interno le dichiarazioni di Jeremy Crawford della WotC, Lead designer di D&D 5e, attraverso le quali ha voluto chiarire che Explorer's Guide to Wildemount ha ricevuto il medesimo testing, lavoro di sviluppo e supervisione da parte del D&D Team come qualunque altro manuale per D&D 5e pubblicato dalla WotC.

    Dopo che diversi leak in questi giorni ne avevano rivelato l'esistenza e in parte il contenuto, la WotC ha finalmente annunciato ufficialmente il nuovo manuale in arrivo per D&D 5e a inizio 2020: si tratta di Explorer's Guide to Wildemount, un manuale d'ambientazione regionale che esplora il continente di Wildemount, una porzione del mondo di Exandria che fa da sfondo alla celebre campagna streaming di Critical Role. Il manuale uscirà il 17 Marzo 2020 in lingua inglese (non sono ancora disponibili informazioni sulla versione in lingua italiana), costerà 49,95 dollari e conterrà informazioni sul continente di Wildemount (una parte dell'ambientazione creata da Matt Mercer), nuove opzioni per i PG, nuovi Oggetti Magici, nuovi mostri, 4 avventure introduttive e altro ancora.

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    La mappa di Wildemount, uno dei continenti del mondo di Exandria

    Per coloro che non lo conoscessero, Critical Role e un programma pubblicato in streaming su Twitch e su Youtube in cui un gruppo di attori e doppiatori americani (il master Matthew Marcer e i giocatori Laura Bailey, Taliesin Jaffe, Ashley Johnson, Liam O’Brien, Marisha Ray, Sam Riegel, e Travis Willingham) gioca dal vivo la propria campagna di ruolo in D&D 5e, ambientata proprio nel mondo di Wildemount.

    Iniziato nella forma di campagne giocate in streaming sul sito di Geek & Soundry, negli ultimi anni Critical Role ha raggiunto un successo tale da essere divenuto uno degli eventi su D&D più seguiti negli USA, e forse non solo. Pur essendo autonomi rispetto alla WotC, i ragazzi di Critical Role hanno iniziato a ottenere incredibili visualizzazioni sui loro canali e a dimostrarsi in grado di riempire teatri in occasione delle loro giocate dal vivo (come notato su Twitter da uno sbigottito Matt Mercer). L'anno scorso, addirittura, la campagna Kickstarter da loro organizzata per creare una serie animata basata sulle loro avventure di D&D ha raccolto in poco tempo più di 10 milioni di dollari (mentre l'obbiettivo originario del gruppo era di "soli" 750.000), tanto da attirare l'attenzione di Amazon Studios che ne ha ordinato la produzione di ben 2 Stagioni. Come anche la stessa WotC ha notato negli ultimi anni, Critical Role si è rivelato ben presto - assieme a diverse altre campagne di ruolo giocate in streaming - uno strumento prezioso per pubblicizzare D&D 5e e farlo conoscere a un pubblico sempre più vasto, composto anche da persone che non avevano mai giocato a D&D prima. Per questo motivo, dunque, come accaduto a un altra celebre campagna di ruolo giocata dal vivo, Acquisitions Inc., il grande successo ottenuto da Critical Role ha convinto la WotC a pubblicare un manuale ufficiale ad esso dedicato.

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    Il gruppo di Critical Role

    Qui di seguito potete trovare la traduzione del l'annuncio ufficiale del manuale pubblicato sul sito della Wizards of the Coast, all'interno del quale sono forniti maggiori dettagli sul contenuto del manuale:

    Explorer's Guide to Wildemount

    Create le vostre campagne di Critical Role con questo manuale per il gioco di ruolo più grande al mondo!

    L'Explorer's Guide to Wildemount (Guida dell''Esploratore a Wildemount, traduzione non ufficiale) garantisce tutto ciò di cui avete bisogno per giocare a Dungeons & Dragons nel continente di Wildemount (facente parte del mondo di Exandria) - una terra caratterizzata da guerra, tradimento e avventure di cappa e spada.

    Composta da quattro regioni, Wildemount fornisce un potenziale infinito per l'avventura in una terra caratterizzata da conflitti crescenti e magia incredibile. L'aumento della tensione degenera in guerra totale tra il politicamente sospettoso Impero Dwendaliano (traduzione non ufficiale di Dwendalian Empire) e il popolo veneratore della luce proveniente dalle terre devastate di Xhorhas, fornendo un vivace scenario da esplorare in qualunque campagna di D&D.

    • Scoprite una collezione di nuove opzioni utilizzabili in ogni campagna di D&D, comprendente sottoclassi, incantesimi, oggetti magici, mostri e altro, radicati nelle avventure di Critical Role - come ad esempio le Vestigia della Divergenza (traduzione non ufficiale di Vestiges of Divergence) e la possibilità di manipolare la magia della dunamanzia (traduzione non ufficiale di magic of dunamancy).
       
    • Iniziate una campagna in una qualunque delle regioni di Wildemount utilizzando un assortimento di avventure introduttive, dozzine di spunti di trama regionali e il sistema delle cronache eroiche (traduzione non ufficiale di heroic chronicle system), una via per creare storie d'origine dei personaggi pienamente inserite nel Wildemount.
       
    • Esplorate ogni angolo del Wildemount e scoprite misteri rivelati per la prima volta dal Dungeon Master di Critical Role, Matthew Mercer.

    Dettagli del Prodotto

    Prezzo: 49,95 dollari
    Data di uscita: 17 marzo 2020
    Lingua: inglese

    Il contenuto di questo manuale include:

    • Un'ampia gazzetta di Wildemount.
    • Una descrizione delle maggiori fazioni di Wildemount.
    • Opzioni per i PG che includono nuove sottoclassi, nuovi incantesimi e uno strumento utile ad aiutare i giocatori a integrare profondamente i loro personaggi nell'ambientazione.
    • Nuovi oggetti magici, tra cui sono incluse nuove armi che diventano sempre più potenti per accordarsi con i loro proprietari.
    • Nuove creature native di Wildemount.
    • Quattro avventure introduttive, una per ogni regione di Wildemount.

    Principalmente scritto e supervisionato da Metthew Mercer, il Dungeon Master di Critical Role e creatore del mondo di Exandria, questo manuale di 304 pagine include il lavoro di talentuosi designer, scrittori e artisti provenienti dalle comunità di D&D e di Critical Role.

    L'Explorer's Guide to Wildemount è un'ampia e vivida ambientazione con cui chiunque può divertirsi a prescindere dalla propria familiarità con Critical Role, ed è un invito a rendere vostri i misteri e i pericoli di Wildemount.

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    La lettera scritta da Matt Mercer a chi non conosce Critical Role

    In occasione dell'annuncio ufficiale, Matthew Mercer ha deciso di pubblicare su Reddit una lettera aperta diretta a tutti quei giocatori che non conoscono o che non hanno mai seguito Critical Role,  in modo da spiegare loro che cosa questo manuale significa per lui e che cosa potrebbe significare per loro. Ecco qui di seguito la traduzione:

    Bene ora, sembra che il gatto sia fuori dal sacco (e che sia sgattaiolato via un POCHINO in anticipo, hehe)! Non posso esprimere quanto io sia emozionato e onorato per il fatto di aver avuto l'opportunità di portare a tutti voi il mio mondo attraverso l'Explorer's Guide to Wildemount. D&D è stato un elemento talmente influente nella mia via, riguardo a chi sono io, e avervi potuto dare un contributo in questo modo va oltre ciò che si può esprimere a parole.

    Ho speso la gran parte dell'ultimo anno e mezzo a lavorare su questo progetto, assieme ad alcuni incredibili collaboratori, per rendere quest'ultimo qualcosa di cui poter essere estremamente fieri. Ho stabilito di creare questo manuale non come un tomo specificatamente dedicato ai fan di Critical Role, ma come una lettera d'amore alla comunità di D&D nel suo complesso. Coloro che seguono le nostre avventure troveranno molti elementi familiari e divertenti che si legano con quello che hanno vissuto all'interno della nostra campagna. Ciò nonostante, voglio che questo manuale non solo risulti un'ambientazione vibrante e unica per i giocatori e Dungeon Master non fan di Critical Role, giovani e vecchi, esperti o nuovi, ma anche una risorsa che sia un'ispirazione per i DM da cui trarre spunto a prescindere dall'ambientazione in cui stanno giocando nella loro campagna. Ho fatto del mio meglio per renderlo un mondo dinamico, vivo e pieno di elementi narrativi, fazioni e società dettagliate, una gazzetta in espansione, cumuli di spunti narrativi e di numerose opzioni meccaniche/oggetti/mostri da magari introdurre nelle vostre sessioni o da cui trarre ispirazione in modo da fabbricare le vostre variazioni. Ho voluto che questo fosse un manuale per qualunque giocatore di D&D, a prescindere dalla sua conoscenza (o dal suo apprezzamento, per quel che può valere) di Critical Role. Ho realizzato questo per TUTTI voi.

    Sono anche ben consapevole di quanta negatività possa permeare questo spazio riguardante me stesso e il gioco che giochiamo, e questo è ok! Una persona non può mai aspettarsi che la nostra forma di narrazione e di gioco sia adatta a tutti, e potrebbe benissimo essere che questo non sia il manuale per voi. Non mi offenderò con voi per questo e spero solo che un giorno si possa avere l'opportunità di tirare qualche dado assieme a una convention e di scambiarsi storie sul nostro amore per il gioco. So che per certe persone questo non è necessariamente ciò che speravano fosse l'annuncio e per questo mi dispiace.

    In quanto persona emozionata e in trepidante attesa che nuove ambientazioni siano portate nel multiverso di D&D, anche io comprendo la frustrazione per (l'uscita di) una che non sia una delle "classiche". Credetemi, io sono uno di quelli che chiede sempre a gran voce "Voglio il mio Planescape/Dark Sun" e che lo ha detto sonoramente...molte volte mentre era negli uffici della WotC. Sappiate che la mia ambientazione non cancella, posticipa o consuma qualunque piano essi (la WotC, ndTraduttore) abbiano per simili progetti futuri! Non sto ostacolando queste meravigliose proprietà ereditate, le stesse che mi hanno ispirato crescendo. Io sono solo il nuovo ragazzo che prova ad entrare in quest'area sperando che uno dei ragazzi più grandi si sieda e pranzi con lui. 😉 Se la Wizards ha in programma di rilasciare una delle sue ambientazioni molto richieste, queste ultime arriveranno a prescindere che Wildemout abbia fatto la sua comparsa.

    Volevo anche commentare le opinioni negative sul mio design fatto in casa occasionalmente invocate e che ho letto qui in giro...e non sono sbagliate! Non ho la lunga storia di design e l'esperienza che molti di voi in questa comunità hanno. A parte una piccola quantità di materiale creato in casa con cui ho sperimentato durante gli anni 2000, il mio viaggio lungo il cammino del design casalingo rilasciato pubblicamente è iniziato come una reazione alla richiesta delle comunità online e dando in pasto le mie idee da inesperto in uno spazio pubblico. Molte delle mie prime creazioni casalinghe rispecchiano semplicemente il mio imparare mentre procedevo (così come tutti noi iniziamo), solo per trovarmi gran parte di internet che mi urla contro per i miei errori e per la mia mancanza di conoscenza. Anche la mia Guida di Tal'Dorei (Tal'Dorei Guide) fu fatta di corsa per via delle richieste che mi vennero fatte e da allora ho continuato a imparare tante nuove lezioni. A parte l'occasionale e ingiustificata intensità (delle opinioni negative, NdTraduttore), negli anni ho ricevuto critiche costruttive da me molto apprezzate (reddit incluso) che mi hanno aiutato a crescere e a migliorare. In ogni caso, il motivo per cui ho menzionato tutto questo è  per esprimere il mio ringraziamento per tutto lo straordinario feedback, per l'occasione di imparare da tutti voi man mano che il tempo è passato, e per il fatto che molti elementi di questo manuale rispecchiano quel miglioramento in quanto ho preso quelle lezioni e ho collaborato con il team della Wizards per creare questo libro nel modo migliore possibile.

    Ad ogni modo, avete sentito abbastanza sproloqui da un nerd insicuro. Sono estremamente orgoglioso per quello che abbiamo fatto con questo manuale. Spero gli diate un'occasione e che vi diverta. Lo spero davvero. Se scegliete di non considerarlo, ciò va ugualmente bene e io sono semplicemente contento per il fatto che troviamo piacere nello stesso passatempo. In ogni caso, siate gentili gli uni con gli altri e continuate a creare straordinarie storie assieme. ❤️

    - Mercer

    La precisazione di Crawford sulla realizzazione di Explorer's Guide to Wildemount

    Jeremy Crawford, Lead Designer di D&D 5e, ha voluto fare una precisazione su Twitter riguardo la realizzazione di Explorer's Guide to Wildemount, in maniera tale da chiarire a tutti i giocatori di D&D che il manuale, pur essendo stato realizzato in gran parte da Matt Mercer di Critical Role, ha ricevuto il testing, i controlli e l'approvazione ufficiale da parte del D&D Team della WotC come avviene per qualunque manuale pubblicato ufficialmente per D&D 5e. Il manuale, quindi, è a tutti gli effetti prodotto con la medesima qualità con cui viene realizzato qualunque altro manuale pubblicato dalla WotC.

    Ecco, infatti, quello che ha dichiarato Crawford su Twitter:

    "EXPLORER'S GUIDE TO WILDEMOUNT è una deliziosa introduzione al mondo di Critical Role. Come qualunque manuale di D&D, le sue regole sono state testate da giocatori, sviluppate dal D&D Team e approvate da me. Al suo interno di sono intriganti sottoclassi, incantesimi, oggetti magici e mostri che vi aspettano!"



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    Che bella discussione. 

    18 ore fa, bobon123 ha scritto:

    Quando scrivi "il bello dei FR è proprio il suo essere un mix di tutto", è la negazione di un prodotto con un'idea. Avere nella stessa ambientazione i pirati, gli orientali, gli arabi, gli europei, gli elfi standard, gli elfi non standard, i nani standard, è la prima cosa che spiego ad un nuovo DM di non fare, ed è anche la prima cosa che ti insegnano in un corso di scrittura creativa. Decidi cosa non c'è, non cosa c'è. La creatività necessita di barriere, non di ampie praterie. Le limitazioni sono sempre più interessanti delle possibilità. Dire che c'è tutto non contiene più informazione di dire che non c'è niente. I FR sono la mancanza di un'idea. (Forse) come Mercer (non conosco il suo mondo per nulla).

    Comprendo il senso del discorso, ma il fatto di avere un mix di tutto nei FR non implica che sia una misticatio senza senso. I pirati stanno nelle Isole, gli orientali, appunto, ad oriente, gli elfi standard un po' ovunque, gli elfi non standard in pochi luoghi... Il bello (per me, ovviamente) dei FR è che puoi ambientare una campagna partendo in un luogo e poi esplorare il mondo. A parte casi rari (Waterdeep? Silverymoon?) non c'è un melting pot e si possono fare 20 livelli senza incontrare un orientale o un pirata. Il DM sceglie cosa ci deve essere nella sua ambientazione, escludendo le cose che pur essendoci non gli piacciono o non ci stanno bene banalmente ambientando la campagna (principalmente) in un dato luogo. Vuoi giocare una campagna contro gli Illithid? Vai di underdark. High fantasy canonico? Valli e roba intorno. Vuoi geni e roba orientaleggiante? Vai di Calimshan! Ambientazione primitiva? Il Culto aspetta solo te. Eppure non devi andare per forza nel Chult. Molti non sanno nemmeno dov'è. 

    Per me i FR non sono la mancanza di un'idea ma una tela abbozzata su cui il DM riesce a dipingere quello che vuole cancellando le strutture che ritiene inutili. 

    Poi ovviamente i gusti sono gusti, a me piace molto l'high fantasy e l'high magic mentre non apprezzo particolarmente il cyberpunk, e eberron non l'ho approfondita dato che quello che lessi quando uscì non mi piacque affatto. Con questo non significa che sia un'ambientazione da buttare. semplicemente a me non piace. Sull'ambientazione di Mercer, non conosco nulla e non penso aprioristicamente che sia cattiva. Come anche Ravnica. Mi astengo da giudizi, semplicemente spero che insieme alle cose nuove escano nuove edizioni di ambientazioni che piacciono ai vecchi giocatori.

    Una piccola precisazione, il LOTR è High Fantasy ma non high magic. La magia seppur presente è raramente visibile. Nonostante Galadriel e Elrond nel film parlino a distanza e teletrasportino un'armata di elfi al Fosso di Helm. Ma non ho mai sentito nessuno lamentarsi per la presenza di più elfi 😄

     

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    7 minutes ago, Lord Danarc said:

    Comprendo il senso del discorso, ma il fatto di avere un mix di tutto nei FR non implica che sia una misticatio senza senso. I pirati stanno nelle Isole, gli orientali, appunto, ad oriente, gli elfi standard un po' ovunque, gli elfi non standard in pochi luoghi... Il bello (per me, ovviamente) dei FR è che puoi ambientare una campagna partendo in un luogo e poi esplorare il mondo. A parte casi rari (Waterdeep? Silverymoon?) non c'è un melting pot e si possono fare 20 livelli senza incontrare un orientale o un pirata. Il DM sceglie cosa ci deve essere nella sua ambientazione, escludendo le cose che pur essendoci non gli piacciono o non ci stanno bene banalmente ambientando la campagna (principalmente) in un dato luogo. Vuoi giocare una campagna contro gli Illithid? Vai di underdark. High fantasy canonico? Valli e roba intorno. Vuoi geni e roba orientaleggiante? Vai di Calimshan! Ambientazione primitiva? Il Culto aspetta solo te. Eppure non devi andare per forza nel Chult. Molti non sanno nemmeno dov'è. 

    Ma guarda che sono perfettamente d'accordo! FR è perfetta per essere l'ambientazione ufficiale di un gioco che punta a essere "per tutti", ed è perfetta proprio perché il suo essere vuota ti permette di metterci tu quello che vuoi. Ambientazioni più caratterizzate prendono chiaramente il loro ruolo nella storia, i FR no. Se giochi a Melniboné e nei vari piani del Chaos, la tua avventura, sia nello stile sia nella trama, è decisa da quello. Stessa cosa se giochi nella Terra di Mezzo, o a Westeros: sono ambientazioni con una identità precisa con cui la trama deve necessariamente fare i conti. FR, a parte quel sentore di High Fantasy e High Magic che sarebbe comunque inevitabilmente evocato dal regolamento stesso di D&D, può contenere davvero tutto. E per questo è la perfetta scelta commerciale per essere l'ambientazione ufficiale di D&D. Credo che siamo tutti d'accordo sul valore e sul successo commerciale dei FR!

    Quello che però proprio non condivido è la perplessità (o l'astio) nell'uscita di un nuovo prodotto invece di un nuovo supplemento dei FR, supportata dall'accusa al nuovo prodotto di essere commerciale, come se i FR non lo fossero. Non condivido scrivere nello stesso post che pubblicare l'ambientazione di Mercer sia una squallida operazione commerciale mentre i FR sono geniali perché sono quello che i giocatori vogliono e infatti hanno venduto benissimo. Sono state due operazioni commerciali, i Forgotten sappiamo che sia riuscita, spero per l'hobby che riesca bene anche quella di Mercer.

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    29 minuti fa, bobon123 ha scritto:

    Ma guarda che sono perfettamente d'accordo! FR è perfetta per essere l'ambientazione ufficiale di un gioco che punta a essere "per tutti", ed è perfetta proprio perché il suo essere vuota ti permette di metterci tu quello che vuoi. Ambientazioni più caratterizzate prendono chiaramente il loro ruolo nella storia, i FR no. Se giochi a Melniboné e nei vari piani del Chaos, la tua avventura, sia nello stile sia nella trama, è decisa da quello. Stessa cosa se giochi nella Terra di Mezzo, o a Westeros: sono ambientazioni con una identità precisa con cui la trama deve necessariamente fare i conti. FR, a parte quel sentore di High Fantasy e High Magic che sarebbe comunque inevitabilmente evocato dal regolamento stesso di D&D, può contenere davvero tutto. E per questo è la perfetta scelta commerciale per essere l'ambientazione ufficiale di D&D. Credo che siamo tutti d'accordo sul valore e sul successo commerciale dei FR!

    Quello che però proprio non condivido è la perplessità (o l'astio) nell'uscita di un nuovo prodotto invece di un nuovo supplemento dei FR, supportata dall'accusa al nuovo prodotto di essere commerciale, come se i FR non lo fossero. Non condivido scrivere nello stesso post che pubblicare l'ambientazione di Mercer sia una squallida operazione commerciale mentre i FR sono geniali perché sono quello che i giocatori vogliono e infatti hanno venduto benissimo. Sono state due operazioni commerciali, i Forgotten sappiamo che sia riuscita, spero per l'hobby che riesca bene anche quella di Mercer.

    Io intendevo un'altra cosa: I Forgotten Realms sono certamente un prodotto commerciale, come tutto del resto, ma sono un progetto in cui la TSR ha creduto perchè ha reputato di buona qualità, così come lo hanno reputato tutti i fan che, senza conoscerla, l'hanno acquistata quando uscì.
    Stessa cosa per Eberron, anzi forse per quell'ambientazione è stata ancora più dura perchè ha dovuto "affrontare" numerose altre ambientazioni homemade, venendo scelta tra tutte loro dalla Wizards per la pubblicazione.

    L'ambientazione di Wildemout invece esce solamente perchè è quella di Matt Mercer, vip youtube dei gdr, e quindi di grande richiamo di pubblico, magari è buona, magari no, ma essendo più famoso come DM youtuber che come worldbuilder io penso, e sottolineo penso, che se tu o io avessimo scritto la stessa identica ambientazione e l'avessimo mandata alla Wizards non sarebbe stata presa in considerazione, mentre se tu o io avessimo scritto Forgotten Realms o Eberron al posto di Greenwood o Baker sarebbero state comunque pubblicate dalla TSR e Wizards of the Coast.
    Questo perchè entrambe le ambientazioni si basano sulla capacità di worldbuilding e non su un nome già famoso e su un canale youtube.

    Edited by Grimorio
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    Guarda, non so se l'ambientazione sia ben fatta, non ho letto nulla di Mercer come designer, la mia preoccupazione iniziale verteva perlopiù sul fatto che, da quello che ho capito, il gioco che fanno via streaming non è per ovvie ragioni lo stesso che giochiamo a casa. Si prendono giustamente le libertà necessarie per rendere il prodotto appetibile. Ecco un manuale creato con quel tipo di idea di gioco non è D&D come lo conosciamo e mi avrebbe preoccupato, ma la Hasbro ha fatto immediatamente capire che il lavoro dietro che è stato fatto è in linea con quello degli altri manuali, proprio per rendere il manuale di Mercer adeguato allo stile 5e. Questo mi ha tranquillizzato, anche se ha in parte chiarito che in realtà la storia del "nulla è stato posticipato" non è proprio vera, visto che delle risorse sono state messe in questo progetto, ma come dicevo più in alto, ci sta.

    Edited by Lord Danarc

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    3 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

    Questo mi ha tranquillizzato, anche se ha in parte chiarito che in realtà la storia del "nulla è stato posticipato" non è proprio vera, visto che delle risorse sono state messe in questo progetto, ma come dicevo più in alto, ci sta.

    Sni.

    Ora, io ovviamente non posso sapere con certezza cosa è accaduto negli uffici WotC, ma posso immaginare ciò che è accaduto con gran probabilità. Visto che il grosso delle regole, infatti, è stato scritto dallo stesso Mercer, è molto probabile che i team di game designer coordinati da Mike Mearls in questo anno e mezzo siano stati decisamente liberi di concentrarsi sullo sviluppo delle regole dei manuali prodotti internamente. È probabile che il manuale di Mercer abbia occupato solo saltuariamente il tempo di Jeremy Crawford e qualche altro designer per le fasi di supervisione del lavoro man mano inviato da Mercer, più il tempo di qualche tester interno nelle fasi di rifinitura finale. Nel frattempo, invece, il D&D Team deve avere avuto tranquillamente le mani libere per lo sviluppo, il testing e la rifinitura delle regole per i manuali prodotti internamente che vedremo quest'anno e l'anno prossimo.

    Un manuale come quello di Mercer sarebbe stato un problema nell'epoca pre-2017, quando il D&D Team era composto da sole 15 persone e il grosso del design iniziale era affidato a Mearls. Dal 2017 (e soprattutto dal 2018) la WotC ha assunto molti game designer, mentre Mearls è stato promosso al ruolo di coordinatore di tutti i team di sviluppo che gestiscono più progetti parallelamente (per quel poco che si è riuscito a capire). Ora, quindi, è decisamente più difficile che un manuale come quello di Mercer possa costituire un ostacolo per la produzione dei manuali più importanti per la 5e.

    Inoltre, credo che Mercer abbia piuttosto liberato risorse della WotC piuttosto che occuparle. Ma questa è sicuramente una mia congettura... Di solito, infatti, nella prima parte dell'anno la WotC pubblica supplementi dedicati alla raccolta di avventure o, comunque, un supplemento minore. Avendo occupato lo slot di inizio anno con un manuale realizzato esternamente (da Mercer), quindi, i team di designer probabilmente sono stati più liberi di concentrarsi sullo sviluppo di altri manuali, probabilmente più rilevanti come contenuto, invece di doversi concentrare prima sullo sviluppo di un manuale secondario.

    Ma, ripeto, queste ultime sono sicuramente mie congetture....

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