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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Non so di che gioco parli, in ogni caso se esso spinge meno alla collaborazione, una squadra matura collabora e un po' di vantaggio lo genererebbe comunque. Si, sono cose in parte correlate al ruolisticamente corretto... Anche se buona parte sono egoismo e narcisismo. Io, per esempio, sto giocando a DND 5.x, spesso alcuni giocatori hanno davvero meno mezzi per fare qualcosa; non la patiamo, sia perché o di vecchia scuola o fantasiosi, tiriamo fuori l'azione non meccanica, ma narrativa o con prove di abilità (come ad esempio un raggiro o una diplomazia) in coerenza col gioco. Però effettivamente certi sistemi necessitano, come dici te, della pezza del master. La trovo sbagliata in certi casi, perché magari è una forzatura al contrario dover usare la mano de dios per fare luce su chi è in ombra. Di certo quello che dici è molto correlato a cosa ho scritto e fa riflettere, perché va o può andare così in tanti casi, soprattutto quando si generano delle dinamiche culturalmente sbagliate, parlando di giochi di ruolo. Diciamo che un vecchio detto da vecchio giocatore era: divertiti e fai divertire quando ruoli. Un concetto di libertà nel gioco che ora è minato proprio dal politicamente corretto, idealmente della campana che dovrebbe suonare allo stesso modo, nella pratica con un battacchio difettoso, che suona distorto perché fondato su principi più fragili del metallo dell'originale e spontanea vecchia cultura del GDR, ora concetto di marzapane come i dolcetti che tiravano nel trappolone Hansel e Gretel!
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
@Zaorn Quello che dell'articolo sicuramente ha smosso di più il mio animo di giocatore, è quel profondo piacere, o meglio quella sottile soddisfazione che superare un ostacolo insormontabile, il fatto di appoggiarmi ai miei compagni di gioco in situazioni in cui il mio personaggio non poteva riuscire e loro quando si appoggiavano a me per le qualità che avevo mi ha dato, a che con il Regolisticamente e Ruolisticamente "corretto" sta pareggiando e rendendo sempre più difficile se non guidati da un master consapevole. Insomma vedere giocatori che sempre più spesso si lamentano del punto di forza degli altri giocatori, forse per un ego rattrappito, invece di prenderla come sfida per mostrare il proprio valore quando serve, mi provoca un profondo dolore, e non solo quando gioco e vedo giocatori far raffronti tra uno e l'altro, senza contare da master (fortuna ho avuto giocatori fissi per anni quindi che avevano piena fiducia in me) essere magari accusato di fare preferitismi (e vederlo esaltarsi poche sessioni dopo perché era in progetto un determinato evento che lo avrebbe esaltato) è un comportamento che preferirei non fosse incitato, soprattutto tramite il regolamento o le ambientazioni.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Rispondo in ritardo ai tanti che hanno scritto, provando a fare una risposta unica a @Pippomaster92 , @Theraimbownerd, @Marbon , @Bharbhotr, @Tianos e chissà chi altro. Ho scritto questo articolo per spiegare dal mio punto di vista il percorso evolutivo del gioco correlato al politicamente corretto. È chiaro che ho accostato questa evoluzione al tema degli Stati Uniti in quanto i giochi più diffusi provengono da lì e obbligatoriamente condizionano buona parte del mercato, anche solo in termini di "punto di riferimento". Ho definito una cosa ludicamente corretta quando alla fine è un aspetto che può essere considerato giusto in o comunque un aspetto coerente di gioco a prescindere da come esso sia differente dagli altri precedenti. Ho definito invece ruolisticamente corrette tutte quelle regole e usi che per me vanno a togliere qualcosa al gioco, qualche aspetto che ritengo fondamentale al tavolo che sta passando di moda. Probabilmente non sono bravo a scrivere, tant'è che la discussione si è procrastinata molto sui punti dal 1 al 5, innovazioni che ho giudicato tollerabili, innovative e coerenti, nonostante tutti quelle storture dovute a evoluzioni culturali che ritengo malate e ipocrite, ma di bassa rilevanza ai fini pratici. Ci sono tanti giochi, lo stile ruolistico del proprio gruppo o personale conta poco ai fini della discussione, inoltre è stato forse fuorviante averlo messo in sezione dungeons and dragons anche se non scorretto, visto che i 50 anni sono praticamente i suoi. Tutti ci siamo evoluti ai nostri tavoli grazie anche agli spunti dei manuali che si sono succeduti, alle riflessioni ed al confronto con tanti giocatori come qua sul forum. Le distanze sono solo concettuali, ma se chi ha visioni molto diverse si trovasse allo stesso tavolo, sono sicuro non avrebbe tutte quelle differenze. Io non tornerei a fare dungeon crawling dove il nemico principale è una porta, una trappola o strappare la scheda, così come non ci vedo niente di male se un halfling, uno dei pochi al mondo, PG del mio party, mena come un fabbro, perché non è il mondo fantasy a cambiare intorno a lui, ma è lui PG protagonista l'eccezione. Quindi sti cxxxi... Guardiamo oltre, ai punti 6-8. Per me il gioco deve essere si divertente, ma allo stesso tempo competitivo, perché non è uno storytelling soltanto, ma anche un divertimento con delle regole, dove ci deve essere tensione. Se si esclude un aspetto completamente, per me è meno avvincente. Poi che ognuno al suo tavolo decida in quali percentuali suddividere. Il diritto al successo ruolistico è una grandissima cavolata, accettare la sconfitta (non parlo di morte e basta) è alla base della vita, il dover vincere e spaccare tutto a tutti i costi non è edificante per nessuno. Così come rispettare chi fa il master e le sue decisioni. Con questo non voglio dire che gli interventi che lo tirano giù dal trono siano sbagliati, è sbagliato dove è diventato un cantastorie di corte, una bertuccia che deve essere solo divertente e assecondante. E se non capisco che pretendere che tutto vada come vuole il mio PG è lesivo per i compagni di tavolo, sicuramente sono anche uno che avrà difficoltà nella vita. Questo evitare di affrontare le cose negative e spiacevoli, piuttosto che confrontarsi con esse e tollerarsi in nome del divertimento comune, è altamente "ruolisticamente corretto" 🌈. Trovo anche molto stupido i giocatori non si sappiano distaccarsi in maniera netta dai personaggi, culturalmente è una idiozia. Approfondisco anche il tema del ricambio generazionale, agganciandomi al punto sopra, non ho visto giovani che si sono avvicinati ai miei tavoli che hanno schifato i principi vecchi di gioco, semplicemente li hanno capiti e si sono adeguati e da essi hanno capito molte cose. Sicuramente sono diversi, ma non lontani come si legge e, come tutti, portano idee nuove perché dopotutto sono chi ci sorpasserà come in ogni ambito. A noi spetta ricordare loro i vecchi principi nel ruolo di cariatidi brontolone, ma sagge, perché in fondo tutti i torti non li abbiamo. Faccio una postilla un po' off topic parlando di d&d 5,x, facendo una riflessione che mi si è consolidata di recente anche leggendo alcuni commenti che hanno focalizzato il mio post su quel tema. Un po' il gioco (non so se per caso o meno, visto che penso sia stato sviluppato male) è compatibile nel suo complesso al diritto al successo ruolistico. Non ha fatto scandalo infatti lo sbilanciamento tra PG proprio perché in effetti, tra chi vince tanto e chi vince comunque si vedono meno le differenze.
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Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond
e continuerei a risponderti che se la casa l'hai comprata/costruita in un vecchio letto di fiume asciutto, e poi ti viene giù con un temporale più forte del normale, puoi certamente prendertela con chi non ti ha impedito di farlo, ma sicuramente resti responsabile della tua scelta... Ma è una discussione un pò fine a se stessa; sono visioni della vita, e nel caso della gestione aziendale, evidentemente diverse 😉 . Se ho a cuore la mia prosperità e quella dei miei dipendenti e collaboratori, soprattutto oggi non lascio gestire una parte importante dell'azienda (e forse vitale come è quella della vendita) a qualcun altro.
- Minimal OSR
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Incantesimi sconosciuti ma 'scopribili' tramite esperimenti (nuovo sistema magico)
Alla fine nel giochino ho implementato un sistema di magia 'normale'. Questo sistema delle 'formule sconosciute' è buono per GdR elettronici classici, Multi User Dungeon e GdR Cartacei OSR (dove ad essere sfidato è il giocatore prima che il personaggio) ma non per wargame. Ecco come potrebbe funzionare in un GdR cartaceo OSR: Quando un mago si concentra tira tra i due e gli otto D8. Ottiene quindi una sequenza di numeri compresi tra 1 e 8. Li combina come preferisce. Per esempio 5, 6 e 8 possono essere combinati come: 5,6,8 5,8,6 6,5,8 .... et cetera Se la combinazione corrisponde a quella di un incantesimo reale questo si manifesta. Se c'è qualche piccolo errore, a discrezione del master, lo spell può partire lo stesso ma depotenziato in qualche aspetto. Se è un combinazione proibita parte la catastrofe magica. (le combinazioni proibite hanno tutte un trait d'union deciso da master) In tutti gli altri casi i simboli spariscono senza altri effetti. Cosa mettere nel manuale: semplicemente elencare gli incantesimi da due simboli, quelli da tre, quelli da quattro et cetera et cetera SENZA però scrivere quali sono le formule incantesimo per incantesimo quelle le deve decidere il master prima dell'inizio della campagna. Il master deve anche decidere quali sono le formule proibite: il loro trait d'union.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Ho fatto lo stesso ragionamento quando mi son deciso a prendere i manuali 2024 alla loro uscita per vedere com'erano e proporre ai giocatori di provare con il nuovo regolamento. Tenete presente che abbiamo sempre giocato ad AD&D 2ed fin dai primi anni 2000...e lo stile e lo spirito, magari con qualche difficoltà e limite di trasposizione, rimangono sempre quelli. Come detto in u o dei commenti il bello del "gdr" è anche la personalizzabili che consente comunque di adottare o meno (o adattare) regole alla bisogna quando lo si ritenga necessario e comunque senza stravolgere l'impianto generale del gioco...sempre fatto con AD&D dove ritenevamo che qualche aspetto o regola fosse limitante o brioso e non aggiungere nulla al gioco. In una certa misura ripresa la consuetudine anche con la 5.5. Alla fine è il "nostro stile di gioco" quello che conta e che viene preservato. Poi in merito alle questioni di inclusività, orientamenti e inclinazioni sessuali, e menate woke varie trovo semplicemente che l'ambito del gioco non abbia e non debba avere nulla a che vedere con ciò...il gioco è gioco, il mondo reale non è quello fantastico e la fantasia non è la realtà. Ciò che sono, posso essere e faccio in game non qualifica o definisce ciò che penso nella realtà. Ma soprattutto nel gioco mi preoccuperei di come recuperare il tesoro dal drago, penetrare nella tomba dell'Arcilich e sconfiggerlo, o di come sventare l'ennesimo intrigo politico a corte...non certo della discriminazione dei nani o dell'allineamento morale dei mezz'orchi...
- Crossroads - Avventura Western/horror
Ieri
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Incantesimi sconosciuti ma 'scopribili' tramite esperimenti (nuovo sistema magico)
Sto lavorando alacremente al giochino simil-Melee&Wizards e stavo pensando ad un sistema magico. Mi è venuta un'idea. Con un'azione di concentrazione un PG mago genera dei simboli. Il giocatore ne mette in sequenza un piccolo sottoinsieme per ottenere degli effetti magici.... fin qui è originale ma cose simili si sono già viste. C'è però un twist. Le formula corrette degli incantesimi non sono note: le sa il master (per questa nostra discussione) o il software del gioco (per il mio giochino) ma NON sono nel manuale. Che ve ne pare? Può funzionare? Le parole di Sol: (le metto in spoiler per non ingombrare) Parere LLM Si noti che sol parla di un grimorio aggiornato automaticamente mentre in un GdR Pen and Paper simil OSR starebbe al giocatore segnarsi le sequenze che funzionano sulla scheda. Altro punto: i simboli sono mezzi per parlare con entità soprannaturali. Questo ha due implicazioni che controbilanciano problemi che potrebbero emergere nel gioco: 1. una volta appresi due o tre incantesimi il giocatore usa sempre quelli. La corte degli spiriti non vuole essere ossessionata sempre dalle stesse richieste per cui il costo aumenta se si usano in un lasso di tempo corto sempre gli stessi spell. 2. si creano siti web e blog con le formule complete. Gli spiriti che presiedono il mondo di gioco cambiano nel tempo e nello spazio. Formule valide oggi possono non esserlo domani.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
arrivo solo ora... e avete già detto tanto... provo ad aggiungere il mio ciocchetto al fuoco 🙂 D&D e i GDR in genere, secondo me, appartengono ad una classe di gioco differente dagli altri. La sua evoluzione ne è un chiaro tratto distintivo. E' un gioco perchè è costituito da meccaniche che lo regolamentano, ma concede anche una autonomia e libertà a tutti i partecipanti all'interno dello svolgimento del gioco stesso. Già subito dopo la nascita del gioco ci furono delle riflessioni e delle attive decisioni di inquadramento del gioco attraverso la figura del Dott. Holmes e credo che al di là del giudizio che si può dare sulla riuscita o meno alla fisionomia che ha acquisito D&D, sia stato e lo sia tutt'oggi sul piano teorico/filosofico corretto porsi delle domande a cui dare risposte perchè un gioco abbia una connotazione positiva (financo educativa). Penso che non si possa parlare delle meccaniche che sono cambiate nel tempo senza tenere conto anche dei cambiamenti della nostra società. Dal mio personale punto di vista (vi prego non lapidatemi) D&D , e con lui molti altri giochi, ha iniziato a 'scadere' negli ultimi anni con l'avanzare di una dilagante ignoranza da parte sia di chi produce e pubblica giochi, sia da parte di chi li acquista e ci gioca. Da parte di chi produce e pubblica giochi, il cercare di assegnare una connotazione positiva con l'inclusività a mio parere è stato portato avanti senza alcun tipo di spessore culturale. Ad esempio cambiare il termine 'razza' con 'specie' denota solo ignoranza o ancora più banalmente l'intenzione di voler vendere qualche manuale in più con una facile propaganda; quando il termine 'razza' ha una sua specifica definizione etimologica (vedere ad esempio enciclopedia TreCani) che non ha alcun carattere offensivo e/o denigratorio. Che poi al bar qualcuno 'ignorante' (purtroppo ormai tanti e molti tra le nuove generazioni) lo utilizza in maniera non appropriata, ritengo che non possa essere preso come riferimento. Tanto meno da chi (editore?) un certo tipo (minimo) di cultura in teoria dovrebbe averla. Se tra qualche tempo iniziasse ad andare di moda, per assurdo, offendere le persone con il termine "c'hai 'na faccia di pizza?", cosa facciamo? bandiamo il termine 'pizza'? E qui, secondo me, nasce la deriva del 'ludicamente corretto' (ma che si può allargare a tutto il resto della società); un certo tipo di abdicazione al ruolo da parte di chi dovrebbe insegnare (anche un editore ha questo ruolo, in fondo con la pubblicazione di un manuale 'insegna' a giocare), per ignoranza o, come detto già, per una manciata di vendite in più. Ovviamente un gioco come D&D, più sfaccettato e articolato per certi versi rispetto ad altri giochi, per avere coerenza deve necessariamente modificare le regole al nuovo politicamente corretto. E quindi abbiamo 'specie' che non hanno alcun tipo di differenziazione meccanica l'una dall'altra. Solo per fare un esempio. In conclusione penso che il mondo ludico moderno e del GDR in particolare, stia vivendo un generale appiattimento e abbassamento di qualità perchè la maggioranza degli attori in gioco non hanno (a torto o a ragione) necessità o voglia di impegnarsi a studiare e a creare qualcosa di migliore rispetto a quello che hanno trovato. (se mi dovete lapidare, lanciate i sassi piano... 😅 )
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Piccolo micro OT. Chiedo per un amico, ma su quale manuale 5e c'è il guerriero che cura? Perché non c'è mezza sottoclasse che lo fa, giusto il banneret condivide l'action sourge con gli alleati. Parliamo comunque di 21-30pf recuperati al lv20, tipo 1/3 del danno di un attacco di un nemico a quei livelli. Nella 5a le cure sono meno diffuse rispetto alla 3.X: bardo, chierico, druido, paladino. In più nella 5a lo fanno l'artefice e uno stregone (e lo fanno bene), il ranger (lo fa poco), un warlock e un monaco (e lo fanno maluccio). Nella 3.X in più c'erano Archivista, Crusader, Favored Soul, Sciamano e forse Dragon Soul. E poi c'erano le bacchette di CLW. Insomma, le cure diffuse in tutto il party ci sono da 26 anni su 52 di vita (ufficiale) del gioco. Metà della sua vita. Non è esattamente una novità. Che fortuna, ti avrebbe ucciso doverlo concedere. L'hai scampata bella.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Sei fortunato, io ne ho avuti un paio di giocatori che "se non posso fare il draconico mezzo angelo, chierico di Lolth, non gioco" e se ne andavano sbattendo la porta alla mia risposta basita "magari quando ti abbronzi ti avvicini col colore della pelle, ma non dovresti neppure conoscere cosa sia un Drow in questa ambientazione." Fortuna non mi hanno mai chiesto di scrivere sulla scheda di sessi al di fuori dei due canonici😁 Io ho fatto una campagna, anche se corta, parecchio divertente di goblin.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Ho sempre chiamato le razze "razze" non per una connotazione antropologica, scientifica o sociologica ma perchè così erano presentate. Non esistono le razze umane, ma elfi nani umani non sono la stessa cosa. Se si volesse parlare scientificamente tutti sono mammiferi (Classe), Umanoidi (ordine), e poi umani nani elfi ecc, quindi dovremmo parlare di famiglia? Ecco sta roba non ha senso, è un fantasy si tirano palle di fuoco e razze rende l'idea. Personalmente continuo a usare il termine razze perchè Tolkien usava questa differenziazione in senso lato come stirpi e lignaggio, ma queste parole venivano usate per altri contesti. Quindi affezionato a questa dicitura uso Razze. Trovo che Comunque la scelta effettuata da Pathfinder e Advanced 5e sia la più corretta tra le varie modifiche fatte. Detto ciò trovo il dibattito molto sterile. Una rosa intinta nella merda puzza comunque Cit. Scecspir. Sulla questione dei modificatori razziali inizialmente sono stato contrario prima all'eliminazione dei malus, poi all'opzione offerta da Tasha e indifferente allo spostamento dei bonus dalle razze ai background. In realtà, l'opzione di Tasha è una ficata. È stata secondo me la cosa migliore della 5e. Ha permesso a tutti di giocare la razza che vogliono senza limitarsi o scartarla perchè sarebbe stata subottimale. E questo non è un discorso che fanno i power player o chi ha il cavolo piccolo, ma tutti. Quindi W Tasha. Ah e i mezzelfi e mezzorchi esistono. Stacce. Una delle peggiori scelte della 5.5 è l'eliminazione totale dei mezzosangue quando nelle UA c'era una linea generica di mezzosangue fatta oltretutto molto bene. Usate quella. Parlando invece degli allineamenti razziali (e mi collego al punto successivo) i drow sono malvagi e gli orchi pure. Questo non significa che non ne esista qualcuno buono, ma solo che quelle società sono malvagie con le conseguenze del caso. Altri come i draghi cromatici sono SEMPRE malvagi, salvo soggetti unici, ovvero ce n'è uno solo e non è un PG. E questo è BELLO, perchè il gioco deve esser tagliato in modo netto in alcuni aspetti, trattandosi di fantasy. L'allineamento è stato un elemento sempre problematico perchè nulla è bianco e nero ma tutto è scala di grigi. In D&D non lo è ma questo è un modo di rappresentare in un gioco la tensione tra bene/male e sopratutto legge/caos (come ha ben spiegato un articolo qua sul forum). Si può fare di meglio con caratteri o vizi/virtù, ma nulla chiarisce il senso che si vuol dare in modo molto manicheo come un bel LEGALE BUONO o CAOTICO MALVAGIO. Trovo che il disallineamento meccanico dell'allineamento sia corretto, sebbene si perda un po' il flavour dell'aspetto bene vs male ecc. Diciamo che alla fine a me piaceva punire il male, individuazione del male ecc, e mi ci trovavo bene. Poi in fase di interpretazione o mascheramento si giocava bene Comunque con le scale di grigio. La possibilità di aderire a un codice morale e non essere seguace di una divinità c'era anche prima della 5e. Mai usato perchè perlopiù si giocava nel Faerun dove se ti professi ateo duri meno che una femminista nel 1400 a una festa dell'inquisizione spagnola. Qua direi che dipende molto dall'ambientazione A me piacevano le limitazioni di AD&D per razza/livello/classe e anche il livellare con PX differenti. Ma ho apprezzato molto la liberalizzazione delle classi perchè alla fine altrimenti ti trovavi a giocare la stereotipizzazione tipica e basta. Sono molto contento della libertà di buildare, del multiclasse e anche delle CDP di 3e. Personalmente sono un fan del gioco nel gioco e la build rappresenta un bellissimo momento di studio approfondimento e creatività che offre D&D. Sul fatto che ora tutte fanno tutto è vero, e trovo che questo sia un appiattimento errato, non una liberalizzazione. Le liste degli incantesimi dovrebbero essere maggiormente diverse e alcune peculiarità dovrebbero essere uniche. Ogni classe dovrebbe avere una sua specificità non replicata da sottoclassi, CDP o capacità razziali e simili. In particolare, le cure le limiterei ai caster divini, non a qualsiasi classe anche se in modo limitato (si guerriero parlo di te). Detto ciò continuo a difendere a adorare i multiclasse Questo non è mai stato un problema fino alla 5e. Prima si crepava moltissimo o molto. Ora è difficile arrivare al punto TPK o Comunque in cui c'è una vera tensione che deriva dal mero combattimento. Più spesso la tensione la si genera aggiungendo cose allo scontro (che è bello e corretto) come elementi di pericolo esterni ma che con lo scontro si incrociano (terreni di combattimento, pericoli imminenti, conti alla rovescia per qualche elemento in arrivo) ma questo non si può fare sempre e invece la tensione del combat dovrebbe esistere sempre. Purtroppo in 5e le cose sono strutturate in questo modo e sta al DM farsi un culo per fare il possibile per rendere gli scontro divertenti per tutti. Ma va anche detto che di base mi pare che ai giocatori piace vincere anche senza tensione. Vabbè sticazzi. Il problema è che la WOTC (Hasbro) ha ascoltato più gente che non giocava e si incazzava su twitter per i vistani, gli orchi e i drow cattivi che chi giocava. Ma tanto si sono fatti la frusta per il loro culo, purtroppo però le scudisciate prendono anche noi. È assolutamente normale che ai giovani d'oggi piacciano cose diverse. Per me guardare uno che gioca ai videogiochi o a D&D pare uno spreco di tempo ma per loro non lo è. Apprezzo in realtà anche che sono molto più attenti a questioni che a noi non interessavano, compresa quella dell'inclusività. Però giocare non è guardare critical role. A me pare più che altro il diritto a divertirsi. E se questo lo si raggiunge tramite un easy win vabbene, ma a chi piace la tensione il gioco dovrebbe poter concedere anche quella. Ma diciamo che ha problemi peggiori da affrontare (GS e scontri al giorno). Pensiero legittimo, ma non mi par reale. I PP ci sono da sempre ma non perchè avevano il cavolo piccolo. E Comunque non ho mai visto in 30+ anni di gioco qualcuno che ha creato un personaggio debole senza alcun punto di forza.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
D'accordo su tutto! Effettivamente poi, sul punto finale, la WotC ha iniziato il politicamente corretto, quando molte altre realtà ne stavano già uscendo avendone riscontrato il fallimento economico. Penso che anche loro cambieranno linea di pensiero, in favore di qualcosa di meglio o peggio... questo non è dato sapere.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Sì effettivamente mi sono espresso un po' a porco. Cercando di essere più articolato ciò che intendevo dire, come poi detto da altri nella discussione, è che, per come la vedo io, la questione razze/specie, togliere l'allineamento, velocità uguale per tutti... è un argomento tutto sentito nel mondo anglosassone, o meglio, in quella minoranza becera, altisonante e rumorosa anglosassone e per i fessacchiotti che qua da noi gli vanno dietro. Ma in generale da noi non viene affatto sentita. Per quel che riguarda l'halfling che può saltare come un elfo, lo gnomo (toglieranno anche lui prima o poi o gli cambieranno nome) che può essere forte come un mezz'orco (se esistesse ancora), la (in)gloriosa morte impossibile da raggiungere e la piena libertà di accostamento razze/classi (che devo dire a me piace) invece è una cosa che fa presa sulle nuove generazione di giocatori che vogliono vincere, essere la (multi)classe più forte e giocare non a d&d, ma ad un episodio di Critical Role (io adoro il gioco di RUOLO, ma un po' meno un teatrino dove tutto è già scritto e deciso e resta solo da vedere quanto ti renderai più figo e protagonista degli altri per arrivare alla conclusione). Riassumendo secondo me del cambio di termini e censure qua da noi, in Italia, nessuno ne sentiva il bisogno. Del cambio di natura di d&d temo che le nuove generazioni lo apprezzeranno, anche se non lascerà loro quello che lasciava a noi, rendendo il gioco meno coinvolgente e meno longevo.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
È diventato offensivo dove veniva usato in tale modo, e anche in Italia lo è. Non so dove vivi se pensi che "negro" non sia dispregiativo. La lingua è quella scritta e parlata, etimologicamente può non essere offensivo (se andiamo a vedere lo è, o quanto meno non ha accezione positiva), ma nel parlato lo è. Tu puoi anche essere immune agli strali delle parole altrui (non ci credo, non credo esistano persone in grado di ignorare totalmente le parole del prossimo), ma non parliamo di te o me, ma delle persone in generale. Appunto, sono gusti. Lo Hobbit è una buona fonte per giocare ne La Terra di Mezzo. Al di fuori di Arda vale tutto.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
In realtà non ho aperto io il thread, ho solo mandato il manoscritto. Il mio discorso era generico, un po' tutti i giochi principali si sono evoluti al politicamente corretto e hanno fatto tanti passi in alcune direzioni. Chiaro che non ne conosco tanti al di fuori di d&d e pathfinder, quindi va bene anche qui in questa sezione. Nei discorsi che hai fatto nel tuo post, la mia risposta è che togliendo i vincoli è migliorato, questo perché la vedo in maniera diversa da te. Pure io gioco con un elfo senza ascia bipenne o un nano che ha destrezza 50 e fa le capriole, semplicemente vedo un regolamento generico più adattabile alle esigenze del gruppo di gioco. Non vedo il +2 delle razze o altri discorsi su allineamenti, classi ecc... così scandalosi, semplicemente li tollero. Ed è una strada che hanno preso anche alla Paizo, meno marcata, ma comunque rispetto a classi, razze e altre meccaniche, lasciano al gruppo di gioco una maggior libertà dando comunque un indirizzo. I peggioramenti di d&d li vedo su altri temi discussi altrove nel forum; mi trovo dunque in disaccordo con te, perché concettualmente quegli aspetti del gioco sono ludicamente corretti sebbene alcuni suoi cambiamenti siano dovuti al politicamente corretto. Ma questo perché li trovo temi di secondo piano e personalmente trovo più giusti i regolamenti generici, come ho scritto nelle premesse del post. Probabilmente giocassimo assieme a livello pratico ci troveremmo d'accordo, a prescindere da queste che ritengo baggianate. Chiaramente sono d'accordo, ma non è il forum adatto per dare questi stimoli. PS: @Percio , esatto.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
In una comunità sana come questa non serve ribadire stucchevolmente l'ovvio, rischiando di fare involontariamente a gara a che è più "perbene". Non siamo americani 😆 Nel confronto si può fare lo sforzo di distinguere non tanto un modo di giocare "giusto" e uno "sbagliato" (perchè la differenza tra "bene" e "male" dovrebbe essere interiorizzata già intorno ai 3 anni), ma tra un approccio buono e uno migliore. Partirei da questo per il mio contributo: salvando quanto scritto da altri, sposterei il focus quindi non tanto sul tema del "ruolisticamente/politicamente corretto" ma del "ludicamente corretto". Se "ludicamente" significa in riferimento a meccaniche di gioco (regole), il "corretto" va interpetato come "efficace nel far divertire". Non è cattiveria! 😄 Se il divertimento è soggettivo, si possono comunque individuare forse due filoni principali di pensiero: un primo ha come priorità la sfida, e quindi tutto ciò che aumenta la sfida -come i vincoli/limiti- è accolto come efficace; il secondo ha come priorità la narrazione creativa e quindi trova efficace la rimozione di vincoli. Ci possono essere ulteriori posizioni, come chi trova che la rimozione dei vincoli sia a scapito anche della narrazione creativa (come me), ma credo siano filoni minoritari... Un tavolo deve avere ben chiaro quale sia la propria priorità, di modo da applicare regole che massimizzino il divertimento ricercato - anzi: utilizzare il sistema di gioco migliore per quello che si vuol fare. Ma questo thread è nella sezione di D&D, e quindi la domanda sottesa è: D&D è migliorato con la rimozione di tanti vincoli? Giusto, @Zaorn ? Ora, a prescindere dall'edizione, credo che storicamente questo gioco di ruolo sia costruito anzitutto per sfidare i player: infatti, quello che occupa la più parte dei manuali sono elementi di strategia e tattica, di gestione risorse e pianificazione di progressione. Inoltre, quando si tratta di costruire il PG, se non ricordo male anche la 5e stessa invita a partire dagli stereotipi. Ritengo quindi che l'abbattimento dei vincoli sia incoerente con la struttura di D&D, cioè ludicamente un peggioramento. Le argomentazioni che distinguono ascendenza e cultura, meccanicamente, valgono ben poco: la categoria "orco = malvagio" è una semplificazione regolistica al pari dei "punti ferita". Come nessun operatore sanitario farà le pulci sulla meccanica dei danni cagionati o subiti, ludicamente non ha alcun senso disquisire in generale della psicologia/etologia/etica di creature e PNG. A maggior ragione sapendo che ogni tavolo sceglie quali regole tenere e quali modificare (di base, ogni gdr nasce già libero senza necessità che sia scritto nel manuale). Infatti chi dà priorità alla narrazione volendo mantenere il sistema di D&D può farlo a prescindere dalle eventuali limitazioni. Invece chi cerca una sfida si troverà frustrato dal constatare, ad esempio, che i PG di taglia media e piccola potrebbero avere la stessa velocitá. Abbiamo un impianto di gioco fatto per sfidare l'inventiva dei giocatori. L'evoluzione che semplifica troppo va nella direzione opposta, forse con l'obiettivo di sottrarre ai giochi di narrazione un potenziale pubblico (ma facendo meno bene la narrazione) e spingendo però i player frustrati a migrare su OSR o altri gdr più stimolanti da questo punto di vista. Ma come scritto: stiamo assistendo a una generale semplificazione dei giochi, per rilasciare più facilmente dopamina... La contromisura sarebbe educarci alle attività che stimolano la produzione di ossitocina. Spoiler
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Ok ma non ho capito. Saltano la parola nei sottotitoli?!
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Qua invece parliamo di un gioco, conta ancora meno il nome... È diventato offensivo principalmente proprio negli USA, etimologicamente non lo è mai stato! Non ho fatto l'esempio a caso, visto che avevo poco tempo. Solita americanata... Da piccolo ho imparato a non offendermi nemmeno per altro, fosse nonnismo, bullismo o prese in giro qualsiasi, quindi figurati se mi sarei offe... No Gringo, ricordo che lo usano tanto in "Porgi l'altra guancia" perché vivevano con una tribù di... e i protagonisti ne parlavano ad altri con naturalezza e in maniera non dispregiativa, ma i sottotitoli saltavano la parola proibita.
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Eh? "Pari e Dispari"... il personaggio di Bud Spencer dice a quello di Terence Hill (che ha la faccia completamente coperta di fuliggine) "Sei il primo negro con gli occhi azzurri che vedo"... o qualcosa del genere...
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Angolo dello Sfogo Cutaneo 48 - Nani sulle spalle di giganti
C'è qualcuno che può consigliarmi qualche bella formula per scacciare una macumba voodoo? Ho già provato col classico "Occhio, Malocchio, Prezzemolo e Finocchio!", ma non sono sicuro che possa bastare... vi spiego: Oggi, finito il lavoro a Perugia, salgo in macchina e giro la chiave... e non succede niente! Batteria morta all'improvviso, senza nessun preavviso, e io abito a 30 km di distanza... sequenza di imprecazioni e moccoli che hanno fatto strage di santi in paradiso... Provo a chiamare un paio di colleghi, sperando che non siano ancora partiti... e, grazie al cielo, uno di loro tira fuori un apparecchietto che mi accende la macchina (stò già seriamente pensando di comprarlo!)... dopo essermi genuflesso e avergli baciato i piedi, provo a contattare la mia officina di fiducia al mio paesino... nulla, il telefono squilla a vuoto! Per fortuna me ne indicano una vicina, dove comprare e installare una batteria nuova... arrivo lì, e aspetto un quarto d'ora perchè il commesso è occupato con un'altro cliente, che pare pure più impedito di me... 😅 Giusto per scrupolo riprovo a contattare la mia officina "casalinga", e finalmente rispondono... sono aperti fino a tardi e mi possono cambiare la batteria senza problemi in 5 minuti! Dopo gli opportuni salti di gioia (preferisco affidarmi a loro, piuttosto che ad un'officina sconosciuta, perchè li conosco e mi fido di più, visto che durante il tragitto tra il lavoro e la prima officina si sono accese un paio di spie, giusto per non farmi mancare nulla... 😢) mi avvio verso casa... e commetto l'errore di entrare in superstrada subito prima dell'ultima galleria di Perugia (per chi non lo sapesse, ci sono lavori in corso in TUTTE le gallerie di Perugia, fino a fine agosto... se siamo fortunati!)... non faccio a tempo ad uscire dalla rampa d'ingresso ed entrare in galleria che davanti a me succede un tamponamento! Grazie al cielo non vengo coinvolto, e anche la macchina dietro a me frena in tempo... ma trattandosi di una galleria "trasformata" a doppio senso di circolazione (come ho detto, per i lavori l'altra è occupata dal cantiere) non posso nemmeno sorpassare i due mezzi incidentati... questo significa che rimango fermo per mezz'ora a 40 °C respirando gas di scarico e senza nemmeno un pò d'acqua! Non oso nemmeno accendere l'aria condizionata, perchè temo che la batteria muioa di nuovo... 😭 Alla fine arriva la polizia che fà da "semaforo", facendo passare anche le macchine rimaste bloccate dietro l'incidente, e dopo una mezz'oretta arrivo a casa... 10 minuti e miei meccanici di fiducia mi hanno cambiato la batteria, senza nemmeno dissanguarmi troppo... Ditemi voi ora se non ho bisogno di un bell'esorcismo... 😅
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Paizo si ristruttura: 12 licenziamenti, Organized Play ridotto, e il fantasma di Diamond
Il problema dai veri macro-eventi è che non li puoi evitare a meno che non sei proprio te ad averli scatenati e mantenuti nel tempo... E infatti molte reazione da parte di grosse aziende è stato quello di "plagiare" il ciuffo arancione più odiato al mondo (almeno dalla gente comune del ceto medio/basso). Quindi sono pienamente d'accordo con te @firwood su questo lato. La Paizo è importante nel settore dei GDR... ma non è un pesce grosso su scala mondiale se comparato con altre aziende (lo stesso vale WotC). Se qualcosa arriva e gli fa perdere una quota significativa di entrate... va in crisi e si deve contrarre. Si può dire che anche la bancarotta della Diamond è un macro-evento. Non ha colpito solo Paizo, e non ha colpito solo la vendita dei manuali cartacei... ma un intero settore cui facevano parte numerosissime aziende e che si affidavano a quel servizio fornito che era indispensabile per la distribuzione di determinati prodotti. Ricordo che Diamond aveva il monopolio... tutti gli affidavano tutto! L'articolo proposto non lo enfatizza abbastanza, ma molti di quelli che ho postato più indietro sì... si vanno ad includere anche le carte Magic, le miniature, giocattoli affini... etc fra le merci tenute all'interno di quel giga-magazzino. Posso dire anche a @Marbon che l'esempio della casa, già acquistata e con ufficio per lavorare, su cui ci hai investito per produrre ricchezza e che ti viene rasa al suolo (che avevo fatto qualche post più sopra), ci calza anche troppo a pennello. La gente sotto di te la devi comunque pagare... i contratti stipulati per la fornitura all'estero li devi onorare... ma non hai la materia prima per poter assolvere questi compiti! Se non riesci a rientrare delle spese fatte per la produzione (quei prodotti devono essere venduti - anche se non tutti) e la distribuzione (hanno un contratto e il distributore in genere viene pagato con un percentuale che in genere è parte del prodotto immesso sul mercato) non puoi sostenere le spese attuali e, forse, quelle che hai pianificato per il prossimo futuro. In conclusione, non mi stupisco se nei prossimi giorni arriveranno altre notizie di disdette di servizi o cancellamento di eventi da parte di altre aziende del settore. Tenete gli occhi aperti ragazzi/e 😨
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Eh ma in un gioco dove si combatte si muore. Se i dadi girano "male" il tuo cranio viene fracassato e tocca a quello dopo. La volta che i giocatori si arrenderanno ai ladri magari si ritroveranno nudi e legati a un albero, ma arrendersi a un orco affamato non offre grandi alternative. Poi ovviamente dipende dal contesto: magari i PG non arrivano in tempo e trovano i bambini rapiti stuprati in un rituale arcano e un grosso demone che si sta mangiando i resti. Ma non è cattiveria, è applicazione delle regole. Se non puoi mentire o uccidere innocenti e lo fai ne subisci le conseguenze. Non stiamo parlando di un DM che fa cadere una meteora dal cielo e uccide tutto il gruppo così perché gli va. Bho, saranno gusti. Per me vale quanto dice Lo Hobbit: "Il fatto è che gli orchi sono creature malvagie e crudeli [...]. Non odiavano i nani in modo particolare, non più cioè di quanto odiassero tutti e tutto, e specialmente le persone pacifiche e prospere". Se si vuole un mondo in scala di grigi e società complesse si possono usare gli umani o altre mille razze canoniche o no. Non vedo proprio la necessità di usare gli orchi. Eh?
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Ludicamente o ruolisticamente corretto? Mezzo secolo di evoluzione in Dungeons & Dragons
Sono senza dubbio molto più accessibili, o quanto meno hanno diversi livelli di difficoltà per accontentare tutti. Anche secondo me, a livello più difficile sono comunque meno tosti della modalità avanzata di tanti vecchi videogame.