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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Akseli si stringe nelle spalle mentre il gelo della notte ricomincia a mordergli le dita... l'adrenalina che fino a pochi istanti prima lo teneva al caldo sta evaporando, lasciando il posto a un tremito insistente che rende difficile persino scorrere i polpastrelli sui solchi della pelle nera appena recuperata... la sua proposta di cercare un riparo più sicuro trova l'immediato e pragmatico assenso di Erika, che punta il falcione verso l'uscita della gola, decisa a ritornare alla sicurezza dell'Abbazia per permettere ai dotti di studiare quei reperti e per curare quel logorio muscolare che ancora la intorpidisce... Mentre la pantera Vaulath si muove nell'oscurità per guidare il recupero delle cavalcature lasciate tra gli abeti, Shage sente una strana e comprensibile apprensione per il medaglione sepolto sotto le fondamenta del Grande Granaio... forte del sangue planare che lo rende immune a quel clima spietato, il bardo decide di spendere qualche minuto in più per non lasciare nulla al caso, avvicinandosi nuovamente alla parete di roccia anestetizzata dal Vuoto... le suas dita sfiorano la pietra ruvida, cercando una vibrazione o un residuo della crepa bidimensionale, ma la roccia risponde con una neutralità assoluta... il legame è stato reciso di netto dal colpo di Erika e il portale incompleto è del tutto collassato, lasciando dietro di sé solo una pietra fredda, muta e priva di qualsiasi traccia della volontà del suo alieno signore... Prima di allontanarsi, Shage si china sullo scrigno di ferro e sul borsello del Ghul per esaminare con meticolosa attenzione tutti i reperti magici e insoliti appena recuperati... illuminato dai riflessi bluastri della neve, il bardo si concentra in silenzio sulle geometrie dell'anello, sul liquido nella boccetta, sulle gemme e sul frammento di pelle nera, raccogliendo preziose informazioni grazie ai suoi studi accademici prima che il gruppo si rimetta in marcia... @ Shage Poco dopo, il rumore ritmico degli zoccoli sulla neve annuncia il ritorno di Vaulath con i destrieri... vi rimettete in sella sotto la luce pallida della luna, abbandonando la gola rocciosa dell'Osso Rotto per riprendere a ritroso la pista dei Colli del Vento Freddo... la marcia forzata notturna si consuma in un silenzio rotto solo dallo sbuffare stanco degli animali, ma i cavalli freschi forniti dal tempio mantengono un passo vigoroso, permettendovi di coprire le venti miglia di distanza prima che le prime luci dell'alba inizino a tingere di rosa il cielo sopra Mistledale... Quando la monumentale sagoma fortificata dell'Abbazia del Fascio Dorato si palesa tra le nebbie mattutine, i grandi portoni di bronzo si aprono senza esitazione per accogliervi... i novizi accorrono per prendere le redini dei cavalli, mentre Fratello Derim Whiteshield vi viene incontro nel cortile con lo sguardo teso, sollevato nel vedervi tornare tutti interi ma visibilmente ansioso di sapere cosa sia accaduto nei Colli... vi fa strada immediatamente verso la biblioteca inferiore, dove un grande camino è già stato acceso, offrendo finalmente ad Akseli e ad Erika il calore necessario per sciogliere il gelo accumulato e per analizzare con calma il frammento di pelle nera e il diagramma geometrico... @ Tutti
  2. Sussulto per lo spavento e tiro indietro il mio stivale scamosciato proprio all'ultimo istante, sgranando i grandi occhi nocciola mentre guardo la fenditura scura che si apre sul terreno umido in mezzo al fumo di legna che mi fa lacrimare il naso. Mi volto verso lo gnomo grigio, regalandogli un sorriso radioso e parzialmente divertito per la mia solita sbadataggine, sistemandomi il cappuccio scuro sopra i capelli selvaggi. Mastro Todd, ci scommetto un furetto che quelle tue dita svelte mi hanno salvato da un brutto scivolone! Ti ringrazio per aver gridato in tempo, io suppongo che la mia testa stesse già guardando le nuvole sopra i pini invece di badare a dove posavo le piante dei piedi. Mi chino sul bordo della voragine, tossicchiando un poco per via di quel fumo grigio che sale regolare dalle viscere della terra, e studio il condotto irregolare che scende nel buio profondo del Dente di Pietra. Poi mi raddrizzo, spostando lo sguardo su Horglan e sulla sua bestiola da soma, grattandomi la testa sotto la mantella di piume scure con totale trasparenza rurale. Io suppongo che questa fessura sia plumb troppo stretta per le zampe di un mulo e che dividerci proprio adesso lasciando qualcuno quassù da solo sia una pessima idea, quindi decido di affidarmi al buon senso del popolo della pietra. Mastro Horglan, questa via è troppo ripida per il tuo buon asinello e se lo lasciamo qui da solo rischia di spaventarsi o di attirare i lupi, ma io non ho nessuna intenzione di spaccare la nostra carovana e lasciarti quassù a fare la guardia mentre noi scendiamo nel buio gli dico, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Questa fortezza apparteneva alla tua stirpe e tu conosci i trucchi dei nani meglio di tutti noi. Dimmi un po', tu che dici di fare con questa buona bestiola e con tutte le nostre vettovaglie? C'è un posto segreto qui intorno dove possiamo nasconderla al sicuro, o hai un'idea migliore per farci scendere tutti quanti insieme senza fare pasticci? Mentre aspetto la sua risposta, mi volto verso lo gnomo grigio con totale e spensierata fiducia nelle sue capacità , tenendomi le mani avvolte nelle fasce azzurre appoggiate sui fianchi. Mastro Todd, tu hai detto che entrare per vie traverse è la tua specialità e che tu ci vedi nel buio profondo meglio di una civetta. Tieniti pronto con i tuoi misticismi e i tuoi attrezzi, perché non appena Horglan ci avrà dato un buon consiglio per l'asinello e decideremo il da farsi, tu sarai il primo a scivolare giù leggero come una piuma lungo la mia canapa per spiare cosa c'è sul fondo del camino, e io verrò subito dietro di te a farti da scudo con la Vergine Cruenta. Tengo lo sguardo piantato sul nano dai capelli rossi, aspettando con pazienza che la sua saggezza della pietra ci mostri la via per iniziare questa esplorazione tutti uniti e senza lasciare indietro nessuno.
  3. Balzi agilmente sul pianale di legno del primo mezzo in movimento, lasciando che il pesante telone cerato di Lyra Thorne si richiuda alle tue spalle e cancelli la fredda luce del tramonto della Costa della Spada. All'esterno, Kaelen recepisce al volo il tuo cenno d'intesa , la ranger tiefling scivola silenziosa tra la boscaglia per coprire entrambi i lati della retroguardia insieme al cinghiale Garm, mentre il vecchio Daran mantiene il secondo carro perfettamente allineato alle ruote dei vinai per non interrompere la marcia della gilda. Nel retro del carro, protetto dall'oscurità e dal calore delle coperte di lana, adagi il frammento di cristallo purissimo sul legno per analizzarlo nel dettaglio. Poco distante, la piccola Alys si sporge incuriosita dalla paglia, sgranando i grandi occhi elfici nel vedere la minuscola creatura alata addormentata. La fatina ha un aspetto incantevole, che evoca l'estetica leggendaria degli spiriti silvani più puri: lineamenti delicati, un corpicino aggraziato avvolto in vesti fatte di petali luminosi e ali diafane come quelle di una libellula, capace di ricordare la mitica Campanellino ma intrisa delle origini remote del Faerûn. Allarghi la mano sopra la teca trasparente e richiami il potere per individuare il male . ti concentri per una ventina di secondi mentre i mozzi del carro cigolano nel fango , la tua percezione sacra non intercetta alcuna emanazione di malvagità, odio o corruzione. Non hai a che fare con uno spirito Unseelie o una spia della Corte dell'inverno , l'energia che emana dalla fatina è limpida, legata alla natura benevola e selvaggia delle terre fatate da cui proviene, confermando che la cella di contenimento non è stata eretta per punire un mostro. Subito dopo, focalizzi il tuo intelletto studiando le rune che sigillano il piombo e i bordi del cristallo, una ricerca accurata fra le tue conoscenze ti permette di capire che si tratta di un Legame di Sospensione Cardinale , un antico rituale elfico utilizzato per proteggere e conservare le creature fatate più indifese durante le grandi guerre o le devastazioni territoriali. Il procedimento è complesso ma chiarissimo per la tua mente , il cristallo assorbe il calore del terreno circostante per mantenere l'essere in uno stato di animazione sospesa perenne. Ora che il forziere è stato dissotterrato e il disgelo della pista ha alterato la temperatura della teca, il legame si sta sciogliendo da solo, in modo naturale e senza bisogno di contro-incantesimi distruttivi. Mentre le tue dita sfiorano le rune, una crepa netta e silenziosa attraversa il cristallo da un'estremità all'altra. Un sottile vapore profumato di muschio e violette si sprigiona dalla fessura, e lo strato di piombo si sfarina in polvere grigia. La minuscola creatura si libra a mezz'aria nel retro oscurato del carro, è grande non più di un palmo, proporzionata con una delicatezza millimetrica che rende ogni suo movimento aereo un ricamo di pura meraviglia , la sua pelle ha la lucentezza morbida e calda del marmo d'alabastro, interrotta soltanto da una cascata di capelli sottili e indomiti color dell'oro vecchio, che fluttuano leggeri attorno al viso minuto come mossi da una brezza invisibile. Indossa una veste incredibilmente preservata, tessuta con petali di orchidea selvatica e fili di seta di ragno fatato che brillano di sfumature cangianti tra il verde muschio e l'argento. Ciò che cattura la tua attenzione sono le sue ali diafane, ampie e sottili come quelle di una libellula e ogni volta che vibrano per mantenerla in volo, le ali producono un ronzio armonico e quasi inudibile, simile al suono di un'arpa tesa, sprigionando a ogni battito una cascata incessante di polvere lucente , sono scintille dorate e azzurrine che scivolano lente nell'oscurità del telone, spegnendosi a contatto con le coperte di lana , i suoi occhi, grandi, vividi e privi di pupilla visibile, brillano come ambra liquida riscaldata dal fuoco, riflettendo la solennità dei tuoi lineamenti d'argento con un misto di sbigottimento e timore.
  4. Le due drow accolgono le parole di Raskva con un cenno del capo calmo e misurato. L'elfa scura in testa fa un piccolo passo avanti, le sue dita affusolate che sfiorano l'elsa della lama ricurva mentre valuta con attenzione le tre opzioni alchemiche messe a disposizione dalla guerriera. La nostra agilità è la nostra difesa migliore sotto il cielo della superficie, Raskva, risponde la drow in avanguardia, mantenendo il tono basso per non farsi sentire oltre la grata della porta. Ma se Jeremy Brand o le ombre dovessero forzare le mura, l'acciaio incontrerà l'acciaio. Una pozione in grado di infondere vigore alle nostre carni e curare le piaghe del combattimento sarà il tributo più prezioso per le nostre lame in vista dei prossimi due giorni. Lyra ed Evadne, rassicurate dal lungo sorriso della guerriera, tornano a concentrarsi sul vassoio d'argento. L'elfa bionda spezza un pezzo di pane d'orzo intingendolo nel miele, mentre la sorella tiefling beve un lungo sorso di latte fumante, lasciando che il calore della stanza inizi finalmente a sciogliere la rigidità e l'angoscia lasciate dall'incubo di Shar. James si allontana dal tavolo e si sposta verso l'angolo più defilato e d'ombra della stanza, dove la luce del mattino non può disturbarlo. Lo sciamano si siede a gambe incrociate direttamente sul pavimento di legno, chiudendo gli occhi per isolare la mente dai rumori della tenuta. Estrae i suoi focus cerimoniali e inizia a canalizzare l'energia primordiale dei suoi poteri, compiendo la sua comunione giornaliera per legare a sé le forze spirituali della giornata e formulare il suo cauto incantesimo di Presagio. James formula la sua richiesta nel vuoto, sintonizzando la mente sulle correnti invisibili del destino per scrutare i prossimi trenta minuti di isolamento e interrogando gli spiriti su una questione molto semplice: se restando all'interno della villa le gemelle saranno al sicuro e se avranno la possibilità di sfuggire agli attacchi dei loro nemici e ai sogni. @ James James riapre gli occhi, con le pupille che tornano lentamente alla normalità, mentre le drow e le guardie di Vane mantengono il loro presidio immobile e silenzioso intorno al perimetro della stanza. @ Tutti
  5. Rimango a bocca aperta con i miei grandi occhi nocciola sgranati, allungando il collo per ammirare quel colossale artiglio di roccia grigia che svetta in mezzo alla vallata selvaggia. Mi sistemo il fermaglio d'argento con l'airone che brilla tra i miei capelli selvaggi sotto il cappuccio, lasciando che lo spadone dello zio Bartholomew oscilli pigramente sulla schiena mentre ascolto le parole cariche di orgoglio e di paura del buon Horglan. La vista di quel sottile filo di fumo che esce dalla cima del monte mi fa stringere i pugni avvolti nelle fasce azzurre; io suppongo che il nano abbia plumb ragione a temere che quegli sporchi orchi abbiano trasformato la casa dei suoi avi nella loro fetida tana, e la foresta mi ha insegnato che quando un predatore si barrica dentro una grotta, infilarsi dritti dalla porta principale è il modo migliore per prendersi una freccia in faccia. Guardo il sentiero nanico che gira intorno alla parete di roccia verso il versante dell'acquitrino e poi sposto lo sguardo in alto, proprio verso il camino da dove esce quel fumo grigio, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Mastro Horglan, capisco che il tuo cuore d'acciaio voglia camminare sulla via maestra dei tuoi antenati, ma per come la vedo io, se gli orchi sono là dentro avranno già gli occhi piantati su quel sentiero scoperto esclamo, scuotendo la testa sotto la mantella di piume scure con spensierata fermezza. Le storie che mi hai raccontato a cena dicono che quel portone è pieno di feritoie per le balestre, e camminare fin laggiù ci farebbe fare la fine delle pernici in gabbia. Mio padre Gideon dice sempre che se vuoi sorprendere la volpe nella sua tana, non devi bussare all'ingresso principale ma devi cercare il buco sul retro da cui esce il fiato della terra. Mi volto verso Marcus e Todd, mostrandoli con un sorriso radioso che cancella ogni traccia di paranoie prima della marcia. Quel filo di fumo lassù in cima significa che c'è un passaggio che scende dritto nel cuore della montagna. Le mie gambe sono abituate a scalare le pareti ripide e i ghiacciai del nord, e io suppongo che abbandonare il sentiero per arrampicarci lassù sia molto meglio che finire in mezzo a quella palude fetida che si vede a valle. Lassù potremo spiare i mostri dall'alto senza farci sentire, e mastro Todd potrà usare i suoi misticismi per vedere se quel camino è abbastanza grande da farci passare. Che ne dite, uomini di città, vi va di fare un po' di fatica sulla roccia per prendere questi farabutti di sorpresa da dove meno se lo aspettano? Sgancio leggermente la tracolla di cuoio per assicurarmi che la Vergine Cruenta sia ben salda sulla schiena e non intralci i miei movimenti, pronta a guidare la carovana fuori dal sentiero nanico per iniziare la scalata verso la cima del Dente di Pietra.
  6. Il silenzio della retroguardia assorbe lo scricchiolio dei tuoi passi mentre ti allunghi verso il fianco del carro, afferrando il manico di legno di una vanga e il ferro di un piccone da scavo. Quando la punta dell'attrezzo impatta sulla fessura porosa del cristallo, non risuona alcun fragore metallico: la materia magica, resa friabile dalla distorsione, cede istantaneamente sotto i tuoi colpi con un fruscio sordo, simile a sale che si sbriciola. In pochi minuti di sforzo silenzioso, frantumi i tre pollici di spessore vetroso e usi la vanga per scalzare la terra argillosa sottostante, liberando definitivamente le pareti del vecchio forziere dal suo riparo. Sollevi il pesante scrigno di legno cerchiato di ferro portandolo alla luce del tramonto color porpora, riparato dallo scudo visivo del telone di Lyra Thorne. L'antico incanto di Abiurazione che proteggeva il legno si dissolve nell'aria non appena il baule si stacca dal fango costiero [1-3], lasciandoti tra le mani un manufatto privo di serrature. Con un leggero sforzo, fai scattare i vecchi ganci di metallo arrugginito e sollevi il coperchio di quercia, rivelando il carico che la trasparenza del vetro ha tradito dopo un tempo immemorabile. All'interno dello scrigno, adagiata su un logoro panno di velluto che si sfarina al primo soffio di vento, non trovi merce comune o oro, ma una vera e propria cella di contenimento eretta in un'epoca remota. Al centro del baule si trova un piccolo frammento di cristallo purissimo trasparente, sigillato con piombo e rune di legame, all'interno del quale si scorge una minuscola figura intrappolata . Sunder lo strato cristallino, congelata in un sonno magico , si staglia una minuscola creatura alata dei piani fatati, grande non più di un palmo , i suoi lineamenti minuti sono immobili e le sue piccole ali diafane sono ripiegate attorno al corpo come quelle di una farfalla addormentata. Non appena il forziere viene esposto alla luce del sole calante e i sigilli di cera azzurra sul fondo del legno iniziano a creparsi a causa del disgelo , la piccola creatura intrappolata compie un sussulto improvviso: le sue palpebre minuscole tremano, accennando a riaprirsi dopo una lunghissima prigionia sotterranea, mentre una debole scia di scintille luminose riprende a fluire lentamente attorno al perimetro del cristallo che la racchiude Mentre esamini questo incredibile ritrovamento, un forte boato di festa scoppia all'avanguardia del convoglio, a cento iarde di distanza. Gli stallieri e i carrettieri di Horgar sono finalmente riusciti a stendere una massiccia striscia di sacchi di iuta e sabbia sopra la pista specchiata; i primi tiri di buoi del consorzio dei vinai stanno trovando attrito sulla superficie vetrosa, e i pesanti mozzi di legno ricominciano a girare nel fango con cigolii coordinati. La carovana si sta rimettendo in movimento a passo forzato per superare la conca prima che l'oscurità della notte cancelli la pista. Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne richiama i cavalli del tiro principale tenendo le redini corte per immettersi subito dietro la coda dei vinai, concentrata a non farsi schiacciare nel fango. Dal limitare degli arbusti laterali, invece, le pupille ambrate e cangianti di Kaelen intercettano il riflesso delle scintille luminose che danzano tra le tue dita , la tiefling reprime un sussulto di totale meraviglia nel vedere la minuscola figura intrappolata, stringendo la presa sul suo arco e facendoti un cenno muto della testa per esortarti a fare in fretta.
  7. Raddrizzo la schiena emettendo un lungo sospiro, lasciando che la punta della Vergine Cruenta crolli pesante sul sentiero di roccia mentre il bellissimo bagliore verde smeraldo della lama e la linea rossa dell'orso si spengono lentamente nell'oscurità della notte selvaggia. Guardo i corpi dei mostri verdi consumati dalle fiamme violacee di Marcus e il primo orco spaccato in due dalla mia carica, e io suppongo che la furia del nord e i misticismi di città stasera abbiano ballato insieme una melodia spaventosa per questi farabutti. Mi scappa una mezza risata spensierata sotto il cappuccio scuro quando sposto i miei grandi occhi nocciola su mastro Todd, vedendolo sbucare dall'albero con il suo stocco sottile ancora sollevato a mezz'aria e la faccia del tutto esterrefatta di chi si è visto rubare il pranzo da sotto il naso prima ancora di poter muovere un passo. Poggio la lama pulita sugli aghi di pino per togliere il sangue scuro e la infilo di nuovo nella colossale tracolla di cuoio dietro la schiena, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Mastro Todd, rimetti pure quel tuo stuzzicadenti nel fodero e chiudi la bocca, che altrimenti ci entrano i moscerini della notte! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella l'odore di bruciato dal sentiero ripido con totale allegria rurale. Ci scommetto un furetto che quelle tue gambe corte stasera sono state un po' troppo lente rispetto alla mia carica dell'orso, ma non fare quel muso lungo, che la foresta è grande e io suppongo che ci saranno un sacco di altre occasioni per farti infilare quel ferro. Do una pacca affettuosa sulla spalla di Marcus mentre gli passo vicino, regalandogli un sorriso radioso che gli illumina le occhiaie scure. Hai fatto proprio un bel fuoco dai lati, uomo con le scaglie! Mio padre Gideon dice sempre che non c'è niente di meglio di una buona fiammata per ripulire i sentieri dai parassiti, e io suppongo che le tue dita stasera abbiano scaldato l'aria che è un piacere. Prima di chiamare il nano, mi chino a terra per controllare le tasche di questi predatori verdi, ignorando il loro equipaggiamento logoro e di scarsa qualità. Frugo tra i loro stracci con totale e ingenua curiosità , tirando fuori tredici monete d'oro e ventiquattro pezzi d'argento frutto delle loro scorrerie malvage. Divido il metallo in tre parti uguali sul lastricato sul lastricato sul lastricato sul lastricato, facendone scivolare un bel mucchietto verso lo stregone e un altro verso le tasche dello gnomo grigio. Ma sul fondo dell'ultima tasca le mie dita avvolte nelle fasce azzurre trovano qualcosa di veramente speciale , un piccolo fermaglio d'argento per capelli che raffigura un airone dalle ali spiegate. È un oggetto d'argento bellissimo, e io suppongo che un uccello così nobile stia molto meglio tra i miei capelli selvaggi che in mano a questi mostri , me lo infilo subito sotto il cappuccio scuro, sentendomi molto fiera di quel piccolo tesoro della foresta. Senza perdere altro tempo, cammino a passi rapidi e felpati verso la parete di roccia dove avevamo lasciato la retroguardia, allungando il collo per controllare dietro l'anfratto buio. Horglan! Vieni fuori dal nido, che la caccia è finita e questi ceffi hanno finito per sempre di annusare le nostre impronte! Controlla un po' che quel buon asinello non si sia spaventato per il baccano delle fiamme, e poi andiamo a rimetterci nei giacigli, che domani le mie gambe vogliono correre dritte verso il Dente di Pietra senza fare altre soste nel fango...
  8. Ti accovacci in silenzio nel fango che si sta congelando, sfruttando la confusione dei carrettieri concentrati in testa alla colonna per non farsi vedere da nessuno. Allunghi la mano sinistra, tenendola a pochi pollici dalla superficie riflettente, e richiami il potere del tuo incantesimo che sfrigola e trema un po' a causa dei recenti disordini della Trama che tormentano questo folle anno, ma la tua concentrazione ti restituisce un segnale certo: lo scrigno sepolto emana una debole e costante aura di Abiurazione , si tratta di un antico incantesimo di protezione e conservazione, progettato per isolare il contenuto e preservarlo intatto dal tempo e dall'umidità della terra, senza alcuna traccia di trappole magiche offensive o distruttive . Nel frattempo, il resto della carovana è completamente assorbito dall'emergenza stradale e nessuno bada a ciò che accade in fondo alla colonna. All'avanguardia, a circa un centinaio di metri da te, regna la confusione più totale: Master Horgar urla ordini paonazzo in volto, camminando sul ciglio fangoso per non scivolare, mentre i conducenti dei vinai imprecano ad alta voce tentando di trattenere i bovi spaventati dai riflessi del cristallo. Tre stallieri stanno correndo avanti e indietro scaricando dai carri merci vecchie coperte di lana grezza e sacchi di iuta pieni di sabbia per stenderli sulla superficie vetrosa, sperando di creare una striscia di attrito che permetta agli zoccoli delle bestie di far presa. Poco distante, un paio di mercenari privati della scorta ridacchiano appoggiati alle loro picche, divertiti dallo spettacolo insolito della pista specchiata e felici di potersi riposare un momento mentre i carrettieri faticano nel fango. L'attenzione di tutti è rivolta esclusivamente a sbloccare la marcia dei trenta carri prima che faccia buio, lasciando la tua zona completamente isolata e priva di occhi indiscreti. Prendi il pugnale dalla cintura e sferri un colpo deciso sulla carreggiata per testare la durezza del terreno modificato. Sulla parte esterna della pista, la lama rimbalza con un rumore metallico e acuto: quel cristallo creato dalla magia selvaggia è compatto e duro come la roccia nanica. Però, quando sposti la punta direttamente sopra il forziere, la materia cambia in modo visibile. In quel punto esatto il vetro è rimasto fragile, poroso e instabile. La lama penetra nello strato lucido con estrema facilità, frantumando la teca magica in tante piccole scaglie sottili che cadono senza fare rumore. La distorsione della Trama ha lasciato una fessura debole proprio sopra lo scrigno , ti basterà un piccolo sforzo manuale per rompere il resto del vetro e tirarlo fuori, senza attirare i sospetti dei mercanti. Dall'alto del seggiolino del primo carro, Lyra Thorne tiene le redini dei cavalli molto corte per tranquillizzarli, seguendo i tuoi movimenti con un'occhiata d'intesa tesa ma silenziosa; la sua posizione rialzata e la sagoma del telone cerato coprono geometricamente le tue mani dalla visuale del resto del convoglio. Subito dietro, il vecchio Daran presidia il carico di lana vigilando sul lato opposto della strada, tenendo la balestra pronta e garantendo che nessuno dei mercenari della retroguardia si avvicini alla coda dei tuoi due carri mentre agisci...
  9. Sfilo con un colpo secco la Vergine Cruenta dal ventre dell'orco, lasciando che il suo corpo massiccio crolli nel fango con un tonfo pesante, mentre la pozza di sangue scuro si allarga rapidamente tra gli aghi di pino. Ansimo leggermente per lo sforzo, ma l'alone rosso della forza dell'orso continua a vibrare forte intorno alla mia figura, riempiendomi i muscoli di un vigore monumentale che cancella ogni traccia di stanchezza. Non ho nemmeno il tempo di ripulire l'acciaio antico che vedo gli altri tre mostri voltarsi di scatto nella mia direzione, disponendosi subito in una formazione a cuneo per avanzare a passi rapidi con le asce pronte, accorciando le distanze fino a trovarsi a circa dodici metri da me. Io suppongo che restarsene fermi sul sentiero ad aspettare che i mostri verdi prendano il ritmo sia una sciocchezza grande come una montagna, e la mia testa tra le nuvole non ha nessuna intenzione di fare calcoli da cittadini mentre il sangue dei Thibodeaux mi pulsa forte nelle orecchie. Stringo il manico dello spadone a due mani con le mie fasce azzurre e mi lancio in avanti, correndo a testa bassa nel rado sottobosco per andare a impattare dritta contro la punta del loro cuneo. Mentre i miei stivali scamosciati divorano i metri calpestando le foglie umide, uso la mia voce per indicare ai miei compagni nascosti che è giunto il momento di scattare, urlando parole spensierate e spavalde che possano guidare le loro lame senza far capire agli orchi dove si trovi la trappola. Forza con quel fuoco dai lati, e voi stringete la morsa alle spalle! grido a gran voce mentre corro come una frana che crolla dalle cime superiori, lasciando che la mia parlata dal ruvido accento del nord rimbombi tra i pini selvatici. Io ci scommetto un furetto che quelle orecchie da cittadini dietro gli alberi capiranno al volo il mio comando quando parlo di fuoco dai lati, Marcus saprà che deve scatenare i suoi raggi violacei da dietro il pino grosso, e quando parlo di morsa alle spalle, mastro Todd capirà che deve balzare fuori dal suo albero per andare a prendere gli orchi sul fianco scoperto mentre io li tengo occupati...penso mentre sfreccio come una furia con l'alone rosso dell'orso che mi risplende intorno e lo spadone che emana la sua bellissima luce verde smeraldo, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente diagonale spaventoso contro il primo orco che mi si para davanti, decisa a spezzare la loro formazione in un colpo solo. @ DM
  10. Il sussurro delle tue parole, spogliato di ogni paranoica finzione, si deposita nel fango gelato del bivacco, lasciando che la nuda verità sul sangue della fanciulla dell'Alta Foresta risuoni nell'oscurità costiera. Aeryn solleva leggermente il viso bendato verso di te, contraendo le labbra in un respiro aspro mentre la sua mente sensitiva assimila la conferma della tua millenaria identità: la donna non aggiunge altre domande febbrili, ma compie un lento cenno della testa che suggella il presagio prima di arretrare nell'ombra dei carri. Accanto a lei, Mastro Caleb allenta la tensione sul legno del suo liuto, mandando giù l'ultimo sorso di idromele dolce con un profondo osoiro di rispetto rudo, per poi allontanarsi a passi corti verso il centro del perimetro mercantile per non farsi cogliere dal gelo che precede l'alba. I tre giorni successivi lungo l'arteria stradale della Costa della Spada si consumano in una marcia estenuante, scandita dal fango implacabile del disgelo e dal pragmatismo della scorta. La colonna dei trenta mezzi pesanti di Horgar fora la nebbia costiera muovendosi a passo spedito verso il meridione, costringendo i cavalli a uno sforzo costante per mantenere la linea commerciale coperta dalle spade private della gilda. Lyra Thorne stringe i denti sul seggiolino del primo mezzo per dodici ore al giorno, tenendo Alys nascosta sotto le coperte del telone, mentre il vecchio Daran conduce il secondo carro carico di lana grezza vigilando costantemente sulla retroguardia. Kaelen e il cinghiale Garm battono le boscaglie orientali senza sosta, confermando che l'intera vallata costiera resta tranquilla e libera da minacce manifeste. Al tramonto del quarto giorno di viaggio, mentre la carovana imbocca una conca argillosa tra le colline a meno di due giorni di marcia da Baldur's Gate, la pista palesa una delle anomalie più bizzarre ereditate dall'Anno dei Disordini. Horgar solleva improvvisamente la mano guantata dall'avanguardia ordinando l'alt immediato, e lo scricchiolio dei mozzi di legno si arresta di colpo lungo tutta la colonna. Davanti a voi, un'ondata improvvisa di magia selvaggia ha completamente alterato la materia della carreggiata , per una lunghezza di oltre trecento iarde, il fango della pista si è istantaneamente cristallizzato, trasformandosi in una gigantesca distesa di specchio solido, liscio e trasparente che riflette il cielo plumbeo del tramonto. I cavalli del tiro di testa iniziano a scivolare e a nitrire nervosamente, incapaci di far presa con gli zoccoli su quella superficie di roccia vetrosa che rischia di spaccare le ruote dei mezzi pesanti alla prima accelerazione. Il baccano scoppia all'avanguardia del convoglio, con i carrettieri dei vinai che imprecano e Master Horgar che sbraita ordini per cercare sacchi di iuta, sabbia o coperte da stendere sul cristallo per creare attrito e far avanzare i mezzi prima che faccia notte fonda. Mentre Lyra Thorne blocca i cavalli del primo carro scambiandoti un'occhiata carica di perplessità, la tua attenzione viene catturata da un dettaglio insolito proprio sotto i tuoi piedi. Guardando attraverso la superficie trasparente e cristallina della strada, noti che la magia della Trama ha racchiuso e sigillato nel vetro un pezzo di storia sommersa: a circa tre pollici di profondità sotto lo specchio di roccia, si intravede chiaramente la sagoma di un vecchio forziere di legno cerchiato di ferro, parzialmente logorato dal tempo ma perfettamente visibile grazie alla trasparenza del cristallo.
  11. Il mio personaggi andrà avanti come chierico .
  12. Tukgrik Duskhorn Non sono abituato a vincere senza ricorrere alla violenza...ma di certo non sarò il primo ad alzare le mani...
  13. Vedo i tre orchi correre frettolosamente verso i rovi dietro al baccano del gatto e della donnola, ma la mia spensieratezza si congela quando mi accorgo che il capo della banda non si è lasciato distrarre per niente. Lo guardo gettare l'elmo di ferro sul sentiero, mostrando la pelle verdastra, i capelli unti e quelle zanne bestiali che fuoriescono dalle labbra inferiori mentre continua a fiutare l'aria con una smorfia di concentrazione. I suoi occhi malvagi puntano dritto verso le impronte pesanti del mulo e inizia a camminare guardingo proprio verso il nascondiglio dove Horglan sta stringendo il suo scudo di legno. Io suppongo che Marcus potrebbe anche provare a colpirlo con i suoi raggi violacei da dietro il pino, ma un uomo con le scaglie non durerebbe molto contro la furia di quell'ascia pesante se si ritrovasse da solo, e quei tre nei cespugli ci metteranno solo un battito di ciglia a capire l'inganno delle mie piccole esche pelose. Non c'è più tempo per stare a guardare dall'alto, la caccia è aperta e il mio cuore Caotico Buono esige che io faccia da scudo al mio compagno della pietra prima che quel bestione possa anche solo allungare una zanna verso di lui. Sento una scarica di pura devozione selvaggia risalirmi lungo i tendini delle gambe, invocando lo spirito indomito dei grandi predatori delle mie montagne del nord. All'improvviso, una linea rossa e brillante si accende nell'oscurità, delineando la figura massiccia di un enorme orso tutto intorno al mio corpo, avvolgendomi con un alone luminoso che fa vibrare l'aria di una forza sacra e primordiale. Con i muscoli esili che si riempiono di questo vigore monumentale, afferro l'impugnatura d'acciaio antico dello zio Bartholomew e sguaino la Vergine Cruenta con un sibilo fiero. La lama nanica risponde all'istante all'energia dell'orso e si accende del suo limpido bagliore verde smeraldo, unendosi alla luce rossa che mi circonda in una danza di misticismo selvaggio che illumina a giorno il curvone della montagna. Sfrutto l'impennata del sentiero per darmi la spinta e balzo giù dal fitto della macchia con una rincorsa spaventosa, lanciandomi in una carica diagonale dritta contro il fianco scoperto del capo orco, muovendomi con la rapidità di una frana di roccia che crolla dalle cime. Trattengo il fiato per non fare alcun rumore, stringendo l'impugnatura d'acciaio con le mani avvolte nelle fasce azzurre e sollevando lo spadone sopra la testa, scaricando tutta la potenza della mia nuova forza sacra in un fendente verticale fulmineo. @ DM
  14. Le tue parole, cariche della solennità di un'epoca sepolta dal tempo, scendono come una cappa di ghiaccio e meraviglia sul piccolo cono di luce delle braci. Mastro Caleb arresta di colpo il movimento scanzonato delle dita sul liuto, lasciando che l'ultima nota di pino vibri a vuoto nel silenzio della notte di Ches. L'espressione ironica del menestrello si incrina all'istante, sostituita da uno sbigottimento rudo: un conto è scherzare con un elfo borioso sulla carovaniera, un altro è trovarsi davanti a un retaggio che evoca i nomi mitici di Miyeritar e Illefarn con la naturalezza di chi ha davvero calpestato quelle terre prima del primo mattino del mondo. Accanto a lui, la cieca Aeryn inclina lentamente la testa, stringendo la presa sul suo bastone di tasso. La menzione degli antichi regni e delle guerre contro i draghi cromatici sembra risuonare con una forza mistica nella sua mente disturbata, e le sue labbra pallide si schiudono in un respiro aspro e affannato, quasi percepisse le immagini dorate che la tua memoria millenaria sta proiettando nell'aria. Affare fatto, elfo d'argento... sussurra il bardo, la voce che ha perso ogni traccia di sfacciataggine commerciale per farsi colma di un rispetto quasi timoroso, una storia simile vale molto più di mezza bottiglia di idromele. Ti dirò tutto quello che si mormora a sud. Vi spostate di pochi passi, prendendo posizione sul fianco rialzato del muretto di pietra crollato, in un settore che offre un perfetto camuffamento logistico tra le ombre e una scansione geometrica ottimale per sorvegliare sia i carri di Lyra sia la boscaglia retrostante da cui vi sentite tallonati. Stappi la bottiglia del menestrello e inizi il tuo racconto. La tua voce evoca la magnificenza perduta di Illefarn, le foreste incantate di Miyeritar prima del Disastro e lo splendore primordiale di Cormanthor, quando il Faerûn era una distesa selvaggia e le spade del Popolo Fiero si levavano nel nome dei Seldarine per spezzare il giogo delle grandi bestie cromatiche. Racconti della gloria e della bellezza incontaminata di quei regni terrieri, specchi di Arvandor, sforzandoti di tenere la narrazione pura e pulita, senza adombrare i ricordi con lo spietato fanatismo o l'invidia fratricida che, millenni dopo, avrebbero sventrato la stirpe degli elfi portando alla Prima Guerra della Corona. Mentre evochi le visioni di quelle marce celestiali, il baccano del bivacco svanisce del tutto. Caleb ascolta immobile, immobile con il liuto in grembo, memorizzando ogni singola sfumatura con la paranoica lucidità dei cronisti di frontiera, mentre la cieca Aeryn culla la testa in avanti, come se stesse guarendo per un attimo dalle distorsioni della magia selvaggia grazie all'eco della tua voce ancestrale. Quando l'ultimo frammento del tuo straziante ricordo si spegne nelle braci, il vecchio menestrello trae un profondo sospiro, passandosi una mano tremante tra i capelli grigi prima di riscuotere la sua parte del patto di strada. Una storia simile vale molto più del mio idromele, elfo... dice Caleb, tornando al suo tono scanzonato ma tenendo la voce bassa per non farsi sentire dalle guardie di Horgar, ed ecco quello che si mormora a sud: a Baldur's Gate le cose si mettono in movimento. Da quando il cielo è impazzito in questo folle anno, la città è piena di fanatici e i duchi hanno schierano i soldati del Pugno di Fuoco a ogni porta per perquisire i carri commerciali che cercano di entrare. Horgar vuole correre forte proprio per raggiungere le mura prima che le ispezioni doganali blocchino del tutto la strada. Ma se riusciamo a entrare, ci sarà da divertirsi: gira voce che i ricchi Patrizi dell'Alta Città siano terrorizzati dalle tempeste mistiche e stiano offrendo borse piene d'argento a chiunque porti loro rimedi bizzarri, mercanzie esotiche o semplicemente canzoni allegre per dimenticare i disordini. Se i vostri due carri sono vuoti, potreste fare fortuna tra quelle mura. Sempre che riusciamo a correre veloci e a non farci rallentare dai pericoli della via. Il bardo sorride, accennando un inchino scanzonato con la testa, ma prima che l'atmosfera si alleggerisca, la donna cieca al suo fianco compie un passo avanti nel fango dello spiazzo. Aeryn solleva il viso pallido verso i tuoi lineamenti; la sua testa si inclina di lato, mentre le sue dita stringono il legno di tasso con una forza tale da farle sbiancare le nocche. La Trama disturbata sembra vibrare attorno alla sua benda di seta bianca, e la sua voce spezza il silenzio del bivacco con un sussurro febbrile che scavalca i pettegolezzi sui nobili per scavare nel tuo passato. Voi parlate di imperi crollati e divinità buone che si allontanano, Silyndor... ma la Trama non dimentica il sangue celestiale... mormora la veggente, stringendo le labbra per contenere un brivido mistico, i miei occhi non vedono il Faerûn attuale, eppure le mie visioni deformate mi mostrano il peso di una prigione millenaria che vi siete lasciata alle spalle solo da due lune. Perché siete tornato proprio adesso, dopo che gli dei hanno calpestato questa terra l'anno passato e hanno lasciato il cielo in fiamme? E cosa nascondono davvero i teloni di questi due carri che vi spingono a rischiare la pista costiera in mezzo a noi? Se l'ombra d'argento che ho visto nei miei specchi è la vostra, la falce che vi tallona nell'oscurità dei boschi colpirà prima che le ruote vedano i cancelli del sud. La donna si zittisce, rimanendo immobile sotto la pioggia fine in attesa della tua risposta, mentre Caleb stringe il liuto al petto, improvvisamente raggelato dalle domande insidiose e dirette della sensitiva.
  15. Come già scritto in privato al master , il mio unico disappunto è che col fatto che i tiri dei dadi sono visibili non fa un bel effetto vedere che poi vengono modificati. ma non è un problema .
  16. Rimango del tutto immobile, acquattata nel fitto di questo cespuglio di aghifoglie selvatiche che costeggia il curvone ripido della montagna, trattenendo il respiro insieme a mastro Todd mentre i miei grandi occhi nocciola spalancati seguono ogni singolo movimento di quelle quattro figure massicce sotto la luce rosata e fredda della luna. Le loro luride corazze di scaglie fanno un rumore metallico sinistro ogni volta che provano a muovere un passo nel sottobosco, e io suppongo che quel loro mediocre tentativo di non farsi sentire sia la prova definitiva di ciò che portano nel cuore. Non sono affatto mercanti smarriti o poveri viandanti in cerca di un focolare onesto, ma predatori malvagi che si muovono nel buio della notte per tendere imboscate ai viandanti, proprio come le bande di orchi di cui ci hanno parlato alla cittadina dei minatori. La mia spensieratezza si congela del tutto nel petto quando vedo uno di quei bestioni entrare nel campo luminoso del nostro falò esca, chinandosi sul terreno umido per fiutare l'aria come un segugio affamato e cercare le tracce fresche tra le foglie secche. Il mio cuore Caotico Buono batte forte contro le costole quando il mostro solleva il braccio, indicando agli altri tre compagni la direzione esatta in cui il povero Horglan è nascosto dietro la parete di roccia insieme all'asinello e alle nostre vettovaglie. Le impronte del nano e della bestiola da soma sono grandi e pesanti nel fango, e io suppongo che tra pochissimi istanti quei quattro farabutti inizieranno a marciare dritti verso di lui per versare il suo sangue mentre si trova isolato nel buio. Mio zio Bartholomew mi ha sempre insegnato che un buon cacciatore non aspetta mai che il lupo metta le zanne sopra il cucciolo indifeso, ma deve saper muovere la terra e inventarsi un misticismo per confondere le idee del predatore e attirarlo lontano dal nido. Prima di sguainare la mia Vergine Cruenta e far risplendere quella sua bellissima luce verde smeraldo che finirebbe per illuminare a giorno tutto il sentiero, decido di usare uno dei trucchi più strambi e divertenti che mi porto dietro dalle mie montagne del nord per creare un diversivo spensierato. Slaccio le mani avvolte nelle fasce azzurre e infilo la mano dentro la mia sacca dei trucchi grigia, sentendo la stoffa di tela ruvida finché non trovo al tatto due piccole palle pelose, grandi poco più di una noce. Senza fare il minimo rumore e senza far scricchiolare nemmeno un ago di pino, traggo fuori le due sfere. Prima di lanciarle, avvicino il muso al pelo morbido e sussurro a entrambe un ordine semplice, comandando loro di correre veloci verso il lato opposto della salita e di fare più baccano possibile in mezzo alle foglie. Poi, sfruttando la grazia leggera delle mie braccia esili, le lancio con un movimento fluido del polso a pochi metri di distanza, proprio in mezzo a un fitto groviglio di rovi e rami secchi che si trova ben lontano dal nascondiglio del nano. Non appena toccano la terra umida del sottobosco, le due palle pelose si trasformano in un batter d'occhio in due creature in carne, ossa e pelliccia, pronte a servirmi per dieci lunghi minuti. Dal nulla compaiono un gatto selvatico dal pelo striato e una donnola scattante dal passo svelto, che obbedendo fedelmente al mio comando iniziano subito a soffiare, a squittire furiosamente e a rincorrersi in mezzo alla vegetazione, producendo un gran baccano di foglie calpestate e rami che si spezzano con sonori schiocchi nell'oscurità. Io ci scommetto un furetto che quegli intrusi dalle luride corazze di scaglie, sentendo quel baccano improvviso dalla parte opposta della via, volteranno subito i loro musi deformi verso i rovi, credendo che siamo noi che stiamo scappando a gambe levate nel fitto della macchia selvaggia, dimenticandosi del tutto delle tracce pesanti del nano...penso mentre le mie due piccole esche pelose attirano la loro attenzione e li portano a guardare dalla parte sbagliata del sentiero, poi stringo più forte il manico dello spadone dello zio Bartholomew sotto la mia mantella di piume, tenendomi pronta a balzare giù dal curvone insieme allo spadino di Todd non appena quei quattro farabutti ci volteranno le schiene per andare a controllare il rumore dei cespugli.
  17. Mastro Borin sobbalza quando i tuoi lineamenti si materializzano nel riflesso arancione della sua lanterna a olio. L'anziano vinaio stringe il boccale di cera con cui stava sigillando la cisterna di rovere, squadrando la tua figura con una smorfia che unisce la diffidenza dei mercanti della costa a un rudo malumore di strada. Alla tua offerta verbale di aiuto, l'uomo si pulisce le mani sporche di pece sulla giubba di panno unto, emettendo un grugnito aspro prima di risponderti in lingua comune, abbassando la voce per non farsi sentire dai mercenari di Horgar. Cosa mi racconta? Vi racconto che l'acciaio di quella vostra lancia e quel vostro portamento da aristocratico non mi piacciono affatto, elfo... borbotta Borin, indicando con un cenno sgarbato del mento i teloni dei tuoi due mezzi vuoti, la mia famiglia trasporta la vendemmia delle colline superiori fino ai mercati del sud da tre generazioni, e so geographicamente riconoscere i guai prima che si palesino sulla pista. Voi vi siete accodati alle mie ruote con due carri vuoti, una cacciatrice tiefling armata fino ai denti e un cinghiale da guerra. Gente come voi non viaggia per vendere lana grezza. Voi avete un bersaglio piantato sulla schiena, e la mia preziosa merce è l'unica cosa che si trova in mezzo tra i vostri segreti e la boscaglia. Aiutarsi a vicenda? Sta bene. Allora dite ai vostri primi uomini di tenere gli occhi fissi sulle retrovie. Se i briganti o le tempeste di magia selvaggia colpiscono la coda del convoglio, le mie botti di rovere non devono subire un solo graffio per colpa dei vostri affari clandestini. L'anziano mercante ti volta bruscamente le spalle, raccogliendo i suoi attrezzi dal fango con un'imprecazione ruda e infilandosi sotto il telone cerato del suo carro per chiudere la conversazione, confermando come la tua presenza insolita stia già alimentando i sospetti dei carrettieri più esperti della gilda. Isoli il malumore del vinaio e ti sganci definitivamente dal perimetro dei fuochi umani, muovendoti a passi felini nell'oscurità che avvolge l'angolo più protetto e in ombra del bivacco. Richiami Lyra fuori dal telone principale con un impercettibile cenno del capo, guidandola a pochi metri di distanza, dove la ranger tiefling Kaelen emerge silenziosa come uno spettro dal fitto degli arbusti orientali per raccogliere il vostro coordinamento tattico. La mezzelfa stringe il mantello scuro attorno alle spalle per scacciare il freddo della notte di Ches, ascoltando il resoconto delle tue indagini con il viso che si fa teso e preoccupato sotto la luce delle stelle. Kaelen rimane immobile con la mano grigia appoggiata sul manico del coltello da caccia, le pupille ambrate che riflettono l'oscurità della boscaglia retrostante mentre assimila i dettagli sulle impronte leggere nel fango e sul silenzio innaturale della fauna. Gli scout umani sono ciechi se pensano agli spettri, Silyndor... quelle tracce che non affondano appartengono al passo senza tracce dei cacciatori dell'Eldreth Veluuthra... mormora la tiefling, la voce ridotta a un soffio aspro e tagliente, significa che ci stanno tallonando da dietro a distanza costante, sfruttando la velocità che Horgar ha imposto alla testa della colonna per non farsi scorgere. Ricevuto l'ordine: monitorerò ogni spostamento d'aria lungo la boscaglia e userò Garm per annusare la loro scia sul retro. Se vedo un solo ramo muoversi in modo insolito, non ingaggerò da sola. Vi darò il segnale immediatamente. Lyra Thorne fa un lento, serio cenno d'assenso con il capo, stringendo i pugni sotto il panno scuro per frenare una vibrazione d'ansia. Lo sguardo cangiante della ragazza si pianta nei tuoi occhi d'argento, accettando le tue disposizioni di protezione con totale dedizione mercantile. Non mi staccherò da lei nemmeno per un secondo, Silyndor. Dormirò sul pianale con le redini a portata di mano e il ferro sotto le coperte... conferma la mezzelfa, volgendo il viso verso il retro del carro dove Alys sta riposando nel silenzio della paglia, se restiamo uniti e sfruttiamo il cerchio di questi trenta carri come scudo, dovranno muovere un intero clan per penetrare la nostra linea. Non sottovaluteranno il peso della tua lancia. La ranger tiefling scivola nuovamente verso il perimetro esterno svanendo nel buio dei cespugli insieme al cinghiale, mentre Lyra riguadagna agilmente il seggiolino di guida per rintanarsi nel retro del telone cerato a vegliare sul sangue della bambina. Il vecchio Daran prende posizione sulla paglia del secondo mezzo, imbracciando la balestra leggera sul carico di lana della gilda per coprire il primo turno di vigilanza privata. Ti volti per riprendere la tua posizione di pattuglia lungo la coda del convoglio, ma prima che le ombre possano inghiottire i tuoi passi, ti rendi conto che la quiete notturna del campo è scossa dall'avvicinarsi di due insoliti viandanti che avanzano a piedi proprio verso la sagoma dei tuoi due mezzi... Dall'oscurità del sentiero che costeggia i carri, emerge una donna esile avvolta in lunghe vesti di velluto blu notte decorate con costellazioni d'argento sbiadite... cammina appoggiandosi a un bastone di legno di tasso, muovendosi con una lentezza paranoica... i suoi occhi sono interamente coperti da una stretta benda di seta bianca, eppure la sua testa si muove con precisione nella tua direzione, come se seguisse una vibrazione invisibile nell'aria... la sconosciuta si presenta tenendo la voce ridotta a un soffio febbrile, scossa da continui brividi involontari, come se percepisse la tua natura ancestrale in mezzo alla calca degli umani... Voi... sento il peso dei vostri anni... sussurra la donna cieca, protendendo una mano pallida verso i tuoi lineamenti d'argento, il mio nome è Aeryn. I miei occhi non vedono la terra, ma la mia mente avverte la distorsione che sta sventrando la Trama da quando il cielo è impazzito. Le mie visioni sono disturbate da questa magia selvaggia, ma prima del crepuscolo ho visto la vostra scia. C'è un'ombra d'argento che cammina nel fango, tallonata da una falce nera che recide i fili alle vostre spalle. Non fidatevi della velocità di questa carovana. Più Horgar corre forte verso sud per fuggire dalle tempeste mistiche, più il cappio si stringe intorno alle ruote di coda. Qualcosa vi sta seguendo a passo costante. Prima che tu possa assimilare le parole di Aeryn, un colpo leggero e ritmico risuona sul legno di una ruota vicina... dall'ombra del carro dei vinai si fa avanti un vecchio umano asciutto e rugoso, con un logoro mantello verde e un liuto di pino parzialmente protetto da un panno cerato... l'uomo si avvicina al falò con un sorriso stanco e disincantato, sputando un nocciolo di prugna prima di presentarsi... Andiamo, signora Aeryn, non spaventatemi il nuovo arrivato con queste storie di falci e cappi prima di andare a dormire! esclama Caleb con un sorriso sornione, sedendosi su una cassa vuota e accordando lo strumento con due colpi rapidi di dita, mi chiamo Caleb, elfo, e canto ballate lungo questa pista da quando le ruote di Horgar erano ancora alberi nei boschi. Non fate caso al vecchio Borin là dietro, quel vinaio diventerebbe paranoico pure davanti al proprio riflesso in un boccale, convinto che persino le nuvole vogliano rubargli il mosto! Però devo ammettere che quella vostra lancia fa un figurone sotto la luce delle braci , ditemi un po', viene da qualche antico palazzo del nord o l'avete vinta a dadi con qualche capitano vanesio? E che mi dite di questa bizzarra allegra brigata con cui viaggiate? Se avete una buona storia di viaggi da scambiare, io ho ancora mezza bottiglia di idromele dolce nascosta nel mantello che aspetta solo di essere stappata. Cosa mi raccontate di bello per svoltare la serata?
  18. Ascolto le parole di Horglan e gli regalo un grande sorriso , appoggiando una mano avvolta nelle fasce azzurre sulla sua spalla robusta. Mastro Horglan, io suppongo che questo tuo dio Moradin sia forte e solido come le tue montagne, ma ci scommetto un furetto che ti ha ascoltato soprattutto perché sei un bravo nano e ci hai messo l'anima per guarirci. Mio padre Gideon dice sempre che le preghiere più belle sono quelle che nascono dal cuore e non dai libri, e tu stanotte hai fatto un lavoro sapiente con queste bende. Metti via la vergogna, che per me sei già un ottimo compagno di viaggio. Il pomeriggio passa rapido e continuiamo a salire su per i monti, finché la sera non ci accampiamo in un posto quasi in piano tra i pini selvatici. Ma non appena Todd torna di corsa senza legna, parlando di quei luccichii metallici che salgono lungo il sentiero scoperto e ci raggiungeranno tra poche ore, la spensieratezza lascia subito il posto all'istinto della cacciatrice. Per come la vedo io, non c'è alcuna certezza che questi tizi siano dei nemici, ma mio zio Bartholomew mi ha sempre insegnato che nei boschi sconosciuti è meglio muoversi come le civette: guardare bene dall'alto e restare nascosti finché non capisci chi hai davanti. Se restiamo tutti seduti intorno al fuoco rischiamo di fare la fine dei furetti in gabbia se quelli hanno cattive intenzioni, quindi è molto meglio nascondersi e prenderli di sorpresa solo se cercano guai. Guardo i miei tre compagni sotto la luce della luna, parlando con la mia solita parlata lenta e lineare. Horglan, mastro Todd, lasciate stare la legna e non fate rumore. Todd, tu hai gli occhi svelti e ci vedi nel buio, quindi vieni con me tra le fronde. Ci apposteremo per spiare questi intrusi prima che arrivino qui. Sgancio la tracolla dello spadone cerimoniale, stringendo l'impugnatura della Vergine Cruenta ma tenendola spenta e coperta sotto la mantella di piume, così che la luce verde smeraldo non ci tradisca prima del tempo. Divido i compiti con totale e ingenua fermezza. Noi non spegneremo questo fuoco, così se sono malintenzionati crederanno che siamo ancora qui a dormire come allocchi intorno alla cenere. Marcus, tu rimarrai nascosto dietro quel pino grosso, pronto a scatenare i tuoi raggi violacei ma solo se vedi che le cose si mettono male. Horglan, tu tieni fermo l'asinello dietro la roccia e stringi forte lo scudo: stasera non devi caricare nessuno, devi solo fare da barriera se qualcuno prova a scappare verso il sentiero alto. Io e Todd ci apposteremo nel fitto dei cespugli proprio sopra il curvone, dove la salita si impenna. Da lassù potremo spiare le loro facce e capire chi sono senza farci vedere. Se sono brave persone le inviteremo a scaldarsi al nostro fuoco, ma se sono gli orchi malvagi o dei farabutti, io balzerò giù per colpire con il ferro dello zio e Todd potrà infilare il suo spadino. Ci scommetto un furetto che se usiamo la pazienza dei boschi, saremo pronti a ogni evenienza. Mi muovo a passi felpati lungo il bordo della via, sfruttando i miei stivali scamosciati per non fare rumore, andando ad appostarmi nel buio della vegetazione insieme allo gnomo grigio, con la bocca leggermente dischiusa e gli occhi spalancati, pronta a osservare attentamente chi sta salendo lungo la montagna prima di fare qualunque mossa.
  19. Il cerchio protettivo dei trenta carri della gilda si stringe attorno al vecchio spiazzo di sosta abbandonato, mentre il fumo denso dei fuochi da campo inizia a salire verso il cielo stellato della Costa della Spada. Le dodici ore di marcia forzata nel fango si fanno sentire sui muscoli di tutta la colonna, e il baccano sguaiato dei mercenari che aprono le prime botti di birra riempie rapidamente lo spazio del bivacco, coprendo il grugnito dei buoi e lo scricchiolio dei legni che si stanno raffreddando. Lyra Thorne scivola stanca dal seggiolino del primo mezzo, con le mani arrossate dalle redini, muovendosi subito nel retro del telone per verificare che Alys sia protetta dalle coperte di lana e non venga spaventata dalle urla degli umani all'esterno. Poco dietro, il vecchio Daran immobilizza il secondo carro carico di lana, iniziando a sferrare i cavalli del tiro con gesti lenti e metodici, mentre la tiefling Kaelen e il cinghiale Garm riemergono silenziosi dal buio della boscaglia esterna, prendendo posizione nell'angolo più protetto e in ombra del perimetro, tenendosi volutamente a distanza dalla calca dei carrettieri. Ti disponi sul limitare della vostra zona d'ombra imbracciando la lancia, e i tuoi sensi crepuscolari notano immediatamente che la sosta notturna ha attivato l'interesse e i sospetti di diverse figure del convoglio proprio attorno al perimetro dei tuoi due mezzi... Il fango bagnato assorbe il peso dei tuoi stivali mentre ti sganci dall'ombra del telone, muovendoti con la fluidità insonore che appartiene alla stirpe degli Eladrin. Il giovane stalliere, Liam, è interamente concentrato sul fianco del cavallo da tiro; le sue braccia tremano per la fatica mentre raschia il fango secco di Ches dalla pelliccia dell'animale, continuando a lanciare occhiate paranoiche verso le tende del primo carro. Anticipi la sua traiettoria con mossa millimetrica. Quando il ragazzo si volta per aggirare la testa del cavallo, ti palesi improvvisamente dal lato oscuro del legno, sbarrandogli la strada con fare accusatorio. Liam sobbalza visibilmente, cacciando un gemito soffocato e arretrando di un passo fino a urtare con la schiena la stanga del carro. Un attimo prima dell'impatto visivo, richiami la tua magia innata: la Trama si piega alla tua concentrazione e la tua capacità di Individuazione dei Pensieri si attiva come un radar invisibile, agganciando la superficie della sua mente cosciente per percepire al meglio le sue reazioni emotive. Sunder l'effetto del tuo incantesimo, la superficie dei suoi pensieri ti si spalanca davanti come un libro aperto, satura di un'ansia raddoppiata e di puro terrore di strada...Misericordia, l'elfo d'argento... Horgar mi ammazza se scopre che ho parlato... ma devo avvertire questo gruppo prima che quelle ombre li prendano... Le reazioni emotive del ragazzo confermano che è solo un garzone terrorizzato che ha orecchiato qualcosa di troppo grande per lui all'avanguardia del convoglio. Liam si guarda freneticamente intorno, stringendo la striglia di ferro al petto e riducendo la voce a un sussurro disperato che fende a stento il baccano dei mercenari lontani. Io... io non volevo spiare, signore, lo giuro...mormora il giovane con il fiato corto, gli occhi sbarrati fissi sulla tua lancia, è che all'avanguardia... mentre portavo l'idromele a Horgar e ai capitani della scorta prima del crepuscolo... ho sentito i cacciatori che imprecavano. Dicono che da ieri i boschi orientali sono diventati muti. Niente uccelli, niente lupi, persino i corvi sono spariti lungo i margini della via. E gli scout che battono le piste laterali hanno trovato strane tracce fresche nel fango... impronte leggere, che non affondano, come se chi cammina non avesse peso. Horgar dice che sono solo fantasie di contadini e ha ordinato di tacere per non far scappare i clienti, ma i mercenari dicono che siamo seguiti da spettri tra gli alberi. Il ragazzo si stacca dalla stanga con un movimento repentino, infilando la spazzola nella sacca di tela e allontanandosi a passi rapidi verso le stalle dei buoi prima che qualche guardia possa notare lo scambio, lasciandoti in mano un indizio inquietante: la minaccia vi sta scortando nell'ombra a passo costante, muovendosi leggera ai margini della strada. Isoli le informazioni nella tua mente e ti volti, attraversando lo spiazzo del bivacco a passi calmi per dirigerti verso il fuoco della retroguardia, dove la sagoma borchiata di Varek "Il Guercio" sta ancora facendo scorrere la pietra da affilare lungo l'acciaio della spada corta. Ti accosti in silenzio al tronco di pino a ridosso del suo spazio d'azione, imbracciando la lancia dorata e lasciando che il riflesso delle fiamme illumini la tua compostezza. Cerchi di usare di nuovo Individuazione dei Pensieri sulla mente del mercenario, ma l'incantesimo svanisce. Il tempo della magia è scaduto e non riesci a leggere i suoi pensieri. Il Guercio solleva l'unico occhio sano per squadrare i tuoi lineamenti con un ghigno cinico e divertito, interrompendo il movimento ritmico della mano e prendendo direttamente la parola in lingua comune per rompere l'immobilità del falò. Quella tua cacciatrice tiefling è una valida alleata, elfo... esordisce l'uomo, la voce resa roca dal fumo e dai dazi della costa, ho visto come batteva il sottobosco oggi. Si muove come un lupo della Foresta Nebbiosa, e il suo cinghiale da guerra sa come annusare le imboscate prima che le lame scattino. Gente così fa comodo quando Horgar decide di viaggiare con trenta carri carichi di ricchezze. Mi chiamo Varek. Il mercenario ruota il polso, rinfoderando il ferro con un colpo secco. Allunga il braccio verso il boccale di peltro, mandando giù un sorso di birra acida prima di guardarti fisso. Ti stai chiedendo come andrà la pista a sud, elfo? riprende l'uomo, stringendo le spalle sotto il cuoio, con Horgar alla testa andremo spediti. Il vecchio vuole correre per evitare le ondate di magia selvaggia che colpiscono la carovaniera da quando il cielo è impazzito. Ormai la Trama fa i capricci ovunque, ma con trenta carri robusti e le nostre lame a presidiare la strada non saranno certo i fulmini magici o le stranezze del disgelo a fermarci. Certo, muoversi in fretta ci rende un po' meno attenti a quello che succede alle nostre spalle. Io fossi in te terrei quel bel ferro ben oliato e darei un'occhiata alla boscaglia da cui siamo venuti. Finché stiamo allerta e l'acciaio è affilato, quell'argento a fine viaggio sarà nostro. Mettiti comodo. Varek solleva il boccale in un cinico segno di commiato, tornando poi a concentrarsi in silenzio sulla manutenzione dei suoi dardi di ferro. Le informazioni commerciali scambiate a voce si incastrano con i sospetti dello stalliere: la minaccia si sta muovendo nell'ombra circostante, ma la retroguardia è pronta a difendere il perimetro della colonna. Il mercenario si immerge nuovamente nei suoi affari esigendo il termine della conversazione, e noti che Mastro Borin, il vecchio vinaio , è ancora fermo a pochi passi di distanza, intento a trafficare nervosamente attorno ai sigilli di cera delle sue botti, continuando a lanciare occhiate cariche di malumore e sospetto verso la tua lancia...
  20. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Il ticchettio ritmico che risuona dalle fessure di quella colossale forma grigia prosegue incessante, come il battito cardiaco di un mostro agonizzante. Kaelen ascolta le domande di Fiore Della Giungla e Devras senza distogliere gli occhi dilatati dalle lamiere, lasciando che il vento da est disperda i fumi azzurri dei fulmini sopra le loro teste prima di rispondere. Non è un'esplosione interna...dice il cacciatore a voce bassissima, indicando con la punta della lama i bordi deformati dello squarcio. Le piastre grigie chiodate, spesse quanto il palmo di una mano, sono piegate e arricciate verso l'interno della struttura, non verso l'esterno. Qualcosa ha colpito questa cosa da fuori con una violenza inaudita. Qualcosa di immenso ha artigliato il ferro e lo ha aperto come se fosse pergamena morbida, per arrivare a quello che c'era dentro. Il tracciatore si sposta di pochi centimetri lungo il ciglio della terrazza, studiando la disposizione delle sagome umanoidi bloccate nel nevischio. Questi erano gli abitanti della pianura sottostante, continua Kaelen, e la sua voce trema appena per una fredda certezza. Quel guscio pesante risaliva dalle fonderie. Guardate le posizioni dei corpi: non stavano scappando da lì dentro. Stavano correndo verso le montagne. Cercavano di arrampicarsi su queste rocce per sfuggire a ciò che è sceso dai crinali. Ma qualunque cosa fosse... li ha ghermiti prima che potessero fare dieci passi. Le parole di Selyra e la determinazione silenziosa di Shamàsh e Zarath sembrano pesare sul cacciatore, che torna a volgere lo sguardo verso la mostruosa distesa geometrica nel cratere, dove l'Ancora di Ferro pulsa, scagliando un altro arco di fulmini azzurri che illumina a giorno le imponenti sagome di ferro incastrate nella cenere a chilometri di distanza. Sì, drow. Siamo arrivati, conclude l'uomo, fissando il pilastro che distorce la luce della Luna Rossa. Quella è la morsa che stringe le viti di questo mondo. Ma quel ticchettio che sentite là sotto... non so cosa sia. È un rumore artificiale, un battito di ingranaggi che non appartiene alla natura di queste montagne. E in questa landa, ogni suono insolito attira i predatori e le cose peggiori nel raggio di miglia. Se quel battere continua, non saremo soli ancora per molto. Kaelen indica la carcassa che ostruisce completamente la gola tra le rocce, bloccando l'unica via per scendere. Quella ferraglia incastrata chiude il sentiero da una parete all'altra, non c'è spazio per girarci attorno a piedi, conclude il tracciatore, stringendo l'impugnatura della lama mezza seghettata. Abbiamo solo due modi per superarla. Il primo è calarsi e passare proprio dentro il relitto, attraversando lo squarcio nella lamiera come se fosse un tunnel per uscire dall'altra parte, rischiando di far scattare o calpestare quel maledetto meccanismo che continua a battere. Il secondo è arrampicarsi direttamente sopra la struttura corazzata. Possiamo usare le piastre chiodate e i rivetti sporgenti della carcassa grigia per scalarla esternamente e scavalcare il blocco dall'alto, ma lassù sul dorso del relitto saremo completamente allo scoperto nel vento, e il metallo potrebbe essere instabile e cedere sotto il nostro peso. @ Tutti
  21. Il silenzio che segue le parole dell'umano è pesante, interrotto solo dal fischio del vento che entra dalla porta spalancata del Cuneo di Ferro. Thargor non si muove. Le sue mani nodose rimangono piantate sui sacchetti di cuoio, mentre i suoi occhi piccoli e scuri passano dall'arrogante guerriero in armatura piastrata alla vostra compagnia. I nani ai tavoli vicini hanno smesso di bere; l'aria nella taverna si è fatta improvvisamente rarefatta. Tiburzia rompe l'indugio con un'eleganza tagliente, muovendosi con un passo lento che la porta a frapporsi tra i nuovi arrivati e il bancone. Il suo inchino canzonatorio e il gesto verso le monete sono una dichiarazione di proprietà che non ammette repliche. Accanto a lei, Arkyn si ridesta dai suoi pensieri con una spensieratezza che spiazza i presenti. Il suo sguardo esotico scruta i quattro intrusi, indugiando sull'orecchio sfregiato e sul volto asimmetrico dell'elfa reietta, per poi rivolgersi direttamente al vecchio nano con un sorriso quasi genuino, ignorando del tutto la postura minacciosa del guerriero umano. Nelle retroguardie, Lorelai non dice una parola. La nausea che le attorcigliava lo stomaco sembra congelata dal freddo della porta aperta. I suoi occhi scuri rimangono incollati sulla cacciatrice elfa del nord, studiando la tensione dell'arco d'osso e la stabilità delle sue gambe coperte di pelliccia, pronta a scattare se quell'unico occhio sano e vitreo dovesse tradire l'intenzione di incocciare una freccia. L'imponente guerriero dei Cavatori stringe i denti, i muscoli della mascella tesi per l'irritazione nel vedersi schernito da una strega del sud e da uno straniero che treats la situazione come un gioco. Le sue mani d'acciaio si contraggono sui bordi del bancone, a un soffio dalle dita di Thargor. I due nani alle sue spalle fanno un passo avanti, battendo i manici delle asce sul pavimento con un rumore sordo. Mastro Thargor, tuttavia, sputa un'ultima boccata di fumo dalla pipa, e lo sguardo che riserva all'umano è privo di qualsiasi calore. Non ritira i sacchetti, ma la sua mano si solleva lentamente, indicando la cera plumbea impressa sul cuoio. Quassù non facciamo gare, Vance, risponde il vecchio nano con una voce profonda che zittisce il mormorio della sala. La Corporazione non rimangia la parola per quattro piastre arrugginite. L'oro ha già un padrone e il Livello Quattro ha già una squadra. Se la Gilda dei Cavatori ha delle lame da buttare, dì loro di mandarle al Distretto dei Cortili a difendere i carri del ferro. L'umano di nome Vance lancia un'occhiata furibonda a Lord Eryndor e a Godluin, che non hanno ancora abbassato la guardia, poi torna a fissare Tiburzia ed Arkyn con gli occhi ridotti a due fessure piene di odio. La Corporazione rimpiangerà questa scelta prima di domani, Thargor, ringhia Vance, allontanando le mani dal bancone con un gesto violento. E voi del sud... spero che sappiate combattere nel buio quanto sapete usare la lingua. Perché se vi incrociamo nelle gallerie delle Colline Frastagliate, non ci saranno nani o contratti a proteggervi. L'elfa reietta sputa a terra vicino agli stivali di Arkyn, un gesto di puro disprezzo , prima di girarsi insieme al resto del gruppo. I quattro imboccano l'uscita a grandi passi e spariscono nella nebbia gelida di Crunrith, sbattendo la porta di bronzo dietro di sé. Il baccano della taverna riprende solo a metà, mentre Thargor toglie finalmente le mani dai due sacchetti, lasciandoli sul legno del bancone a vostra disposizione. @ Tutti
  22. Mentre i rumori sordi del massacro tra i worg e i goblin iniziano a sfumare nel buio della gola, il silenzio della notte torna a padroneggiare i Colli del Vento Freddo... Shage scende dalla sporgenza respirando a fondo per sciogliere l'immensa tensione, rincuorato dall'efficacia di quel gioco di squadra che ha salvato la vita a tutti, e sguaina una delle sue bacchette per infondere un calore rigenerante nel corpo ferito di Erika... La magia curativa del bardo lenisce i tagli superficiali della guerriera, ma il senso di vuoto e l'intorpidimento muscolare causati dal tocco del mostro rimangono ancorati ai suoi legamenti, un freddo parassitario che solo un lungo riposo al caldo o un incantesimo di restauro profondo potrà dissipare del tutto... Erika si appoggia pesantemente al manico del falcione, ansimando per la fatica ma accogliendo con un cenno grato il supporto del compagno, mentre i suoi occhi fissano torvi quella pietra anomala... Poco più in là, Vaulath sputa i rimasugli della carne grigia con un moto di disgusto, lasciando che la possente stazza dell'ira della montagna sfumi nella forma più agile e silenziosa di una pantera, muovendosi come un'ombra felina tra i resti delle tende abbandonate per rastrellare l'area... Akseli si avvicina con passo misurato alla parete rocciosa, studiando la pietra che fino a pochi istanti prima negava le tre dimensioni... Ora la roccia sembra tornata normale, ruvida e coperta di brina, ma quando il mago e Shage vi accostano le dita per ispezionarla con meticolosa attenzione, avvertono un dettaglio da brivido... La pietra in quel punto esatto è completamente priva di temperatura, non è fredda come il ghiaccio circostante, è semplicemente priva di calore, come se la materia stessa fosse rimasta anestetizzata dal tocco del Vuoto... Esaminando la base del muro dove il Ghul si accovacciava, gli occhi attenti dei due incantatori intercettano una borsa di cuoio rigido appartenuta alla creatura, scampata alla distruzione geometrica e contenente i suoi averi personali... All'interno della borsa, Akseli non trova mappe convenzionali o testi scritti nelle lingue della superficie, ma un frammento di pelle conciata di un nero opaco e innaturale... Sulla superficie scura sono state incise delle linee geometriche rigide che non seguono l'andamento dei fiumi o delle strade delle Valli, ma tracciano vettori spogli, quasi un diagramma astratto che converge verso un unico, vistoso simbolo stilizzato... Shage e il mago riconoscono quel marchio: è la medesima runa che il diario del professore Alarico Vaeerius associava alla Lente di Ossidiana... Accanto al simbolo, l'unica annotazione consiste in una sequenza di cifre incise con dita artigliate, sormontate da un glifo che nella cartografia sotterranea indica una profundità o un crepaccio montano... La pelle emana un debole e sgradevole odore di ozono e cenere, a testimonianza che l'essere grigio non si trovava lì per caso, ma si stava muovendo seguendo un preciso piano d'azione che punta dritto verso il nord-ovest... Ma le sorprese in quella gola dissacrata non sono finite... Muovendosi tra i resti del focolare centrale dove i goblin avevano accumulato il bottino delle loro razzie nelle Valli, la pantera Vaulath ed Erika notano un barlume metallico che spicca tra le ceneri... Con l'aiuto del falcione, recuperate un piccolo scrigno di ferro depredato a qualche carovana: al suo interno, protetti dal gelo, trovate tre piccole gemme dal taglio grezzo, una boccetta di vetro scuro contenente un denso liquido verde-azzurro, e soprattutto un anello d'argento brunito, inciso con sottili geometrie che sembrano rincorrersi senza mai incrociarsi..Akseli percepisce subito una debole aura magica protettiva emanare dal metallo... Il fuoco al centro del campo torna a scoppiettare debolmente, proiettando una luce fioca sulle tende abbandonate e sulla neve calpestata, mentre l'aria gelida della notte comincia a ripulire la gola dagli odori dello scontro... Con i superstiti ormai fuggiti lontano e i lupi dileguatisi nei boschi, l'intera area è sprofondata in una quiete totale, interrotta solo dal fischio del vento tra le rocce... Erika rinfodera l'arma, massaggiandosi la spalla intorpidita sotto lo sguardo vigile della pantera Vaulath, mentre Akseli ripone il frammento di pelle nera nel suo borsello... Shage solleva lo scrigno con gli oggetti preziosi e vi scambiate un cenno d'intesa alla luce della luna... @ Tutti
  23. Lascio cadere la punta della Vergine Cruenta sul terreno bagnato di sangue nero, ansimando forte mentre guardo il corpo del grosso mostro grigio spezzato in due dal mio ultimo fendente. Il bagliore verde smeraldo della lama d'acciaio antico si spegne lentamente, tornando a riposare nel silenzio della notte selvaggia, e io suppongo che lo sforzo mi abbia fatto girare la testa per un istante, ma i miei occhi nocciola si guardano subito intorno alla ricerca di altre zanne, rilassando i tendini solo quando realizzo che l'unico lupo rimasto è quello addormentato dai puntini luminosi di mastro Todd. Non ho nemmeno il tempo di pulire l'acciaio dello zio Bartholomew che nell'accampamento scoppia un baccano peggiore di quello dei predatori. Todd si mette a saltellare urlando insulti pesanti contro Horglan per essersi nascosto nel fango, e subito dopo Marcus lo afferra per la collottola scaraventandolo a terra, ringhiando con i suoi occhi neri che sono io a decidere chi resta e chi va. Guardo lo gnomo spaventato che biascica un sì e il nano che si rialza tutto mortificato, con la faccia da cucciolo smarrito, correndo verso l'asinello per tirar poi fuori bende, acqua e unguenti. Prima di occuparmi di loro, però, cammino a passi lenti verso il lupo addormentato. Mio padre Gideon mi ha sempre insegnato che non si lascia mai un lavoro a metà quando c'è di mezzo un predatore, perché se la bestia si risveglia nel buio profondo col sapore del sangue in bocca diventa dieci volte più feroce e ci azzannerà i talloni mentre dormiamo. Sollevo lo spadone d'acciaio pesante e, con un colpo secco e preciso dettato dalla pietà e dalle leggi della foresta, metto fine al suo sonno prima che possa soffrire o diventare una minaccia per i turni di guardia dei miei compagni. Ripulisco finalmente la lama sugli aghi di pino e faccio due passi felpati in mezzo al cerchio, mettendo di nuovo i miei stivali scamosciati tra di loro per portare la spensieratezza del nord in mezzo a questo temporale di sguardi storti dei cittadini. Todd, tieni la lingua a posto e non insultare Horglan. Chi non ha mai visto il sangue vero ha tutto il diritto di spaventarsi la prima volta, e ci scommetto un furetto che tu stesso stavi per bagnare la tunica grigia dalla paura prima di trovare quel colpo basso sotto la coda del mostro. E tu, Marcus, metti via quel viso da temporale, che io suppongo che Todd abbia solo preso un brutto spavento e non c'è bisogno di scuoterlo così tanto. Siamo tutti sulla stessa via e dobbiamo darci una mano a vicenda, mica ringhiarci contro come lupi affamati. Mi avvicino al nano che sta applicando sapientemente gli unguenti sulla mia spalla ferita, regalandogli un sorriso radioso che gli illumina la faccia sporca di pozza. Hai fatto proprio un buon lavoro con queste bende, Horglan, e la tua medicina rinfresca la carne che è un piacere gli dico con totale e ingenua gratitudine rurale, dandogli una pacca sulla mano per rassicurarlo. Vedi che sei utile? Senza il tuo asinello e le tue pezze a quest'ora saremmo qui a sanguinare sui pini. Nessuno ti rimanda dalla nonna, te lo ho promesso nel vicolo e la mia parola è solida come la roccia. Poi mi volto verso lo stregone biondo cenere che si tiene ancora il fianco squarciato, appoggiato al tronco dell'albero con il viso spettrale. Slaccio le mani dalle fasce azzurre e afferro la fibbia della mia cintura di cuoio cerimoniale, lasciando che il misticismo della guarigione risalga lungo le mie dita. Appoggio il palmo direttamente sopra il suo vestito di scaglie di rettile, proprio dove il sangue ha macchiato la stoffa, invocando il calore rigoglioso della terra. Tieni fermo quel fianco, uomo con le scaglie gli mormoro con una parlata lenta e lineare, mentre una forte, densa ondata di calore dorato scaturisce dalla mia cintura e si espande dentro la sua ferita, chiudendo i lembi di carne lacerata e rimettendogli il vigore nei muscoli in un colpo solo. Ti ho detto che non ti avrei lasciato crepare stanotte, e io suppongo che questo misticismo ti farà passare anche il muso lungo. Horglan, finisci pure di fasciare Marcus ora che la ferita è pulita. E tu, Todd, raccogli la legna che è rimasta e andiamo a rimetterci nei giacigli, che la notte è ancora lunga e domani i nostri piedi dovranno camminare dritti verso il Dente di Pietra. @ DM Mi siedo di nuovo contro il mio ceppo di pino, riprendendo in mano il coltello da caccia e il mio piccolo furetto di legno intagliato, pronta a vigilare sul riposo della mia stramba e bellissima compagnia. Finisco il mio turno tenendo gli occhi aperti sui sentieri scuri prima di cedere il cambio e rannicchiarmi nel mio nido di foglie per il resto della notte, scivolando in un sonno profondo. Apro poi gli occhi non appena il primo raggio di sole spunta oltre le cime dei pini selvatici, colorando il cielo di un rosa pallido e limpido che mi ricorda l'aria pulita delle mie montagne del nord. Mi stiracchio con un sonoro sbadiglio spensierato, allungando le braccia esili, e rimango piacevolmente sorpresa nel constatare che la spalla dove il grosso mostro grigio mi aveva azzannato ieri notte non mi fa più alcun male. Mi tocco la stoffa del vestito verde nuovo, scoprendo che la carne sotto le fasce azzurre è perfettamente pulita e rimarginata, senza nemmeno un briciolo di bruciore. Guardo Horglan che si sta sistemando i borsoni, con gli occhi piccoli per il sonno, e io suppongo che quel bravo nano abbia passato metà della notte a svegliarsi di nascosto per controllarci il sangue, pulire le piaghe e cambiare le pezze bagnate di unguento cicatrizzante sia a me che a Marcus. Mio padre Gideon dice sempre che non importa se un uomo trema quando il ferro stride, l'importante è che le sue mani sappiano costruire la vita quando il pericolo è passato, e io ci scommetto un furetto che le bende di questo fabbro valgono molto di più di tutti i sorrisi di sfida dei cittadini. Mi rialzo in piedi con un balzo felpato, sistemandomi la mantella di piume scure e stringendo la tracolla di cuoio del mio spadone cerimoniale, che stamattina mi sembra leggero come un ramoscello di salice. Mi avvicino al cerchio dove i miei tre bizzarri compagni si stanno preparando, reggendo il mio piccolo furetto di legno ormai finito di intagliare e mostrandolo con totale e radiosa allegria rurale. Buongiorno a tutti! esclamo, e la mia voce limpida dal ruvido accento del nord cancella l'oscurità della notte passata con assoluta trasparenza. Guardate qui, mastro Horglan ha delle mani così sapienti con i medicamenti che stamattina i miei tendini sono solidi come la roccia e non ho più neanche un graffio sulla pelle! Ringraziate anche voi la sua borsa delle medicine invece di tenere il muso lungo. Ora raccogliete gli zaini, ripulite le lame e diamo un po' di biada a questa buona bestiola da soma, che il sole è già alto e ci aspettano altre ore di cammino lungo il sentiero scoperto , forza sù mettiamoci in marcia verso il Dente di Pietra Faccio una carezza sul muso dell'asinello e mi avvio a grandi falcate calpestando gli aghi di pino, del tutto spensierata e priva di paranoie, pronta a guidare la nostra bizzarra carovana verso il secondo giorno di viaggio tra le foreste selvagge ai piedi dei monti...

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