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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
Il mio account reddit ha 14 anni. In 14 anni non ho mai, mai visto discussioni in cui si sostiene univocamente che il GM non dovrebbe uccidere i giocatori. Questo e' semplicemente falso. Reddit non e' una entità monolitica. Racchiude community varie, ci sono svariati sub dedicati a D&D, community dedicate all'OSR, e community tipo /r/rpg (dove D&D e' odiato). Nel complesso parliamo di centinia di migliaia di persone - il sub /r/DnD ha 4.2 milioni di iscritti, quello /r/dndnext piu' di 800,000. Essendo una community cosi' grande, chiunque puo' aprire post e discussioni su qualunque cosa, e chiunque puo' rispondere con qualunque opinione. La morte del personaggio e' un argomento annoso, per cui di sicuro trovi qualcuno che sostiene l'opinione che il GM non deve uccidere i personaggi o quello che vuoi - ma da qui a farci un articolo sopra sostenenedo che "reddit" dice X, Y o Z ("Reddit e la crociata contro le conseguenze") ce ne corre. E' semplicemente una cosa inventata. Su reddit trovi commenti pro o contro praticamente qualunque cosa. Poi se vuoi ti linko altrettanti commenti dove si presenta la visione opposta. Mai detto che e' un argomento poco discusso, tutt'altro. Quello che critico e' l'analisi superficiale e pressapochista, con molte affermazioni non giustificate e molta poca riflessione o discussione. La mia reazione magari sara' anche scomposta, ma com'e' che la mia reazione scomposta non va bene ma questo articolo dal tono polemico e infiammatorio ("Sì, avete letto bene. Secondo le ultime discussioni sulla piattaforma (dove, ricordiamolo, la competenza in materia di giochi di ruolo è inversamente proporzionale alla lunghezza dei thread), permettere che un personaggio muoia sarebbe praticamente un crimine contro l'umanità.") si? Detto questo: chiudo qui. Quello che volevo dire l'ho detto, non ho altri contributi da fare e non voglio far escalare la discussione oltre (tanto per ricollegarsi a cani nella vigna). Niente di personale e tutti amici come prima. Mi dispiace se ho infiammato la discussione comunque ribadisco che ho trovato il tono dell'articolo iniziale polemico e infiammatorio. Buon gioco a tutti, sia a quelli nelle cui campagne si cambia il personaggio ogni 3 sessioni, sia a quelli nelle cui campagne non si muore! (Nelle mie, per inciso, generalmente i giocatori in sessione zero esprimono la preferenza di avere la morte come rischio reale)
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
E invece no, perche' Cani nella Vigna per la tua definizione e' uno di quei giochi in cui se il giocatore non vuole, non muore. Quando c'e' un conflitto, se non ne esci vincitore puoi scegliere se abbandonare il conflitto, concedendo la posta in gioco, oppure escalare il conflitto fino a che non diventa potenzialmetne letale (e' un po' complicato da spiegare in breve, ma ci sono diversi "livelli" di conflitto: dalle parole, al conflitto fisico ma senza proprio menarsi, fino a che non si passa alle mani, e infine il livello piu' alto in cui ci si spara proprio). Io come giocatore avevo 100% controllo di quello che succedeva, avrei potuto decidere di non escalare il conflitto fino allo spararsi e il mio personaggio non avrebbe rischiato la morte e ne sarebbe uscito vivo. Fui io, giocatore, che decisi di escalare il conflitto rischiando la morte. Ma il controllo era completamente nelle mie mani. Ah si scusa "La buona notizia? Non sei costretto a seguire questa deriva." --> o X, o Y ; o bianco, o nero "Alla fine, la domanda è semplice: vuoi giocare a un gioco o vuoi partecipare a una sessione di storytelling collaborativo senza conseguenze?" --> o X, o Y; o bianco, o nero "4. L'Alternativa è la "Slice of Life Fantasy" Cosa resta se togli il rischio di morte dal fantasy eroico? Un gioco dove: I combattimenti sono coreografie; Le scelte non hanno peso; Le storie sono soap opera con vestiti medievali; Il tuo "eroe" è semplicemente un turista in un parco a tema fantasy Niente di male se è quello che vuoi giocare. Ma non chiamarlo D&D. Non chiamarlo heroic fantasy. Chiamalo per quello che è: fan fiction interattiva." Non lo sapevo che le campagne senza il rischio di morte sono automaticamente "slice of life fantasy" Un'affermazione completamente arbitraria. Fantasy eroico vuol dire tante cose. Il mio argomento e' che puoi dire a chi si avvicina a D&D che stiamo giocando una campagna fantasy eroica, ma le aspettative concrete di cosa questo significa dipendono dal giocatore, e la mortalita' secondo me e' una di queste. Non e' una cosa tutto o niente. Secondo me stai facendo confusione tra il gioco di ruolo come gioco e il gioco di ruolo come emulazione di una narrativa/genere. In un gioco di ruolo visto come emulazione di un genere (genere che puo' essere il fantasy eroico), i personaggi tipicamente muoiono in punti particolari della storia, quando l'impatto emotivo e' elevato. Es. Sturm Brightblade in Dragonlance, tanto per citare una storia che e' tipicamente D&D-esca. Se e'questo che uno vuole dal gioco di ruolo ci sta benissimo di adottare regole per ricreare l'esperienza che vuoi - regole che possono essere "i personaggi non possono morire in maniera anticlimatica per mano di personaggi o mostri secondari, possono solo morire per mano di antagonisti o mostri significativi, e all'inizio di uno scontro in cui il vostro personaggio potrebbe morire il GM ve lo comunichera' chiaramente". Cosi' come regole tipo "il personaggio muore se il giocatore decide che muore". L'idea che meccaniche di questo tipo siano in qualche modo antitetiche al genere del fantasy eroico e' arbitraria e semplicemente non e' vera. Meccaniche di questo tipo stonano quando il gioco di ruolo e' visto come *gioco* (la situazione classica in cui i personaggi sono delle "pedine" mosse dal giocatore e in cui il divertimento e' dato dal superare le sfide pensate dal GM) o quando i giocatori ricercano l'immersione e vogliono l'illusione che il regolamento sia un semplice "motore fisico" che simula l'universo intorno a loro, e il GM un mero arbitro imparziale. Allora quello che dici ha senso (l'idea che ci devono essere consequenze e rischi, eccetera) Pero' nel tuo articolo non c'e' nessuna discussione du questi aspetti, nessun riconoscimento di queste complessita'. Lo scopo del clickbait e' generare visualizzazioni, commenti ed engagement. Non e' scritvere articoli clickbait non sia efficace, c'e' un motivo per cui lo fanno tutti. Ma non vuol dire che maggiore engagement = qualita'. Non hai sintentizzato niente, ti sei inventato che su reddit hanno scritto che i personaggi "non possono morire" "Ovvero: come Reddit ha deciso che i tuoi personaggi non possono morire (e perché è una pessima idea)" "Reddit e la crociata contro le conseguenze" "Reddit ha partorito l'ennesima perla di saggezza: i Dungeon Master non dovrebbero essere autorizzati a uccidere i personaggi dei giocatori. Sì, avete letto bene. Secondo le ultime discussioni sulla piattaforma (dove, ricordiamolo, la competenza in materia di giochi di ruolo è inversamente proporzionale alla lunghezza dei thread), permettere che un personaggio muoia sarebbe praticamente un crimine contro l'umanità." Questo non e' "sintetizzare una tendenza". Hai preso la roba scritta da qualche utente su un subreddit di centinaia di migliaia di utenti e hai deciso che e' "una tendenza".
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
No, nessun post viene citato. Vengono citate vagamente "discussioni su reddit" senza citarne alcuna specifica. Tutte le discussioni che ho visto su reddit presentano nella maggior parte dei casi una pluralita' di opinioni piu' o meno condivisibili ma l'idea che l'intero sito abbia dichiarato la morte dei personaggi come una cosa obsoleta e' ridicola e falsa. A volte ci sono post che sono auto-etichettati come "hot takes", cioe' presentano opinioni intenzionalmente radicali e provocatorie, ma vengono postate con l'idea che l'opinione sia controversa e generera' discussione accesa (da cui il termine hot take). La discussione piu' recente sul tema che ho trovato mi sembra questa, e se leggi i commenti sono rappresentate le posizioni piu' disparate - e quelle che esprimono, in un certo senso, la posizione criticata nell'articolo sono argomentate. Questo articolo non prende in considerazione nessuna delle argomentazioni espresse, punta a vaghe "discussioni su reddit" esclamando "Oh signora mia, che tempi!". Questo e' un articolo clickbait di scarsa qualita' che e' pensato per suscitare reazioni e drama a partire dall'aria fritta - un sistema che viene usato sempre piu' spesso. Prendi un thread su reddit o su X/Twitter (o, in altri casi, nessun thread specifico), e crei indignazione presentando una certa posizione X (che di solito e' estrema o irragionevole) come se fosse condivisa da miriadi di persone (quando magari era espressa da una minoranza), distorcendola, estremizzandola o appiattendola senza prendere in merito quello che viene detto. E' un classimo esempio di argomento fantoccio.
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
Non ho letto tutti gli altri commenti, cerchero' di farlo oggi, comunque il tuo articolo secondo me non parte dalla premessa fondamentale. Cioe': spieghi la tua tesi (avente a che fare con l'idea che ci debbano essere consequenze, che la possibilita' di morte e' importante, piu' i soliti discorsi su cosa fa o non fa "il buon DM" eccetera) pero' secondo me il punto fondamentale che smonta tutto e' che questo ragionamento non si applica universalmente. Una delle consequenze del fatto che D&D e' il gioco di ruolo piu' popolare e del suo essere divenuto mainstream e' che chi dice "vorrei giocare a D&D" puo' in realta' avere idee molto diverse di cosa D&D sia e sulle aspettative dell'esperienza di gioco. Ci sono quelli che vogliono muovere i soldatini sulla griglia. Ci sono quelli che vogliono un gioco di avventura in stile classico, dove l'enfasi e' sull'avventura e l'esplorazione, e non c'e' bisogno della storia epica Ci sono quelli che vogliono la storia lineare dopo succede A --> B --> C -->D tipo videogame e non vogliono fare scelte complicate Ci sono quelli che vogliono riprodurre Critical Role e vogliono recitare storie drammatiche in un contesto fantasy Ci sono quelli che di D&D non gliene frega poi cosi' tanto e sono al tavolo per farsi due risate e creare il caos. Ci sono quelli che vogliono sentirsi supereroi Marvel e avere l'illusione che il proprio personaggio sia in pericolo ma senza che questo si concretizzi mai. Nessuna di queste e' una aspirazione sbagliata di per se', il problema e' che sono aspirazioni molto diverse che convergono su D&D semplicemente perche' e' popolare. Un tempo ero sicuramente piu' avvezzo a dicotomizzare le preferenze dei giocatori in "questo va bene" vs "questo e' badwrongfun". Con l'eta' ho maturato l'idea che alla fine non decido io come si diverte la gente e non sai mai cosa uno stia passando nella vita, per cui se uno vuole giocare il supereroe marvel in stile fantasy, che male c'e'? Fin tanto che ci si chiarisce sulle aspettative e siamo tutti d'accordo, va bene. Purtroppo mi e' anche capitato di incontrare giocatori che dicono di volere X ma invece in realta' voglio Y. Tipo in sessione zero siamo tutti d'accordo che il gioco deve essere pericoloso, che ci va bene se i PG muoiono - poi al primo incontro difficile vedi che uno dei giocatori diventa distaccato e disinteressato, sbuffa, e vedi che non si sta divertendo. Questo giocatore in realta' vuole avere l'illusione che il personaggio sia in pericolo, ma poi in realta' vuole vincere sempre. Ce ne sono tanti cosi. A volte nello stesso gruppo ci sono persone con aspettative molto diverse, a volte il DM nemmeno lo sa che tipo di gioco vuole fare - sicuramente negli ultimi anni molti GM hanno l'aspettativa di raccontare una storia epica e c'e' spesso l'aspettativa che il background dei personaggi verra' abilmente inserito nella campagna con PNG ricorrenti, colpi di scena, reveals drammatici eccetera. Quello che voglio dire con questo lungo discorso e'che ci sono modi assolutamente legittimi di giocare a D&D dove la morte del personaggio non e' desiderabile. Perche', per esempio, il DM ha pensato ad una campagna fortemente incentrata sui personaggi, e avere quindi un personaggio che muore significa potenzialmente dover ripensare all'intera campagna o doverne cambiare parti intere in corso d'opera. Perche' il gruppo vuole giocare un gioco dove i personaggi sono supereroi fantasy e dunque la morte dovrebbe avvenire in occasioni drammaticamente appropriate (es non perche' il goblin anonimo x ti ha crittato in un incontro casuale; una morte eroica durante la last stand contro il cattivo per consentire agli innocenti di fuggire invece va bene). Tavolta la morte del personaggio non e' necessariamente un outcome interessante. Nell'articolo non c'e' nessuna analisi seria di questo fenomeno che in realta' e' molto complesso. Penso che l'articolo sia molto superficiale e molto miope quando riduci queste complessita' a un fenomeno semplicistico e black and white tipo "QUESTO e' il modo GIUSTO di giocare a D&D, se non lo giochi cosi' allora ti piace lo storytelling collaborativo tutto fuffa e niente sostanza". Ci sono gradazioni di grigio nel mezzo. Quello che traspare e' che ti piace un certo tipo di gioco (perfettamente lecito) e il resto del mondo e' appiattito in una dicotomia di quelli che giocano come te e quelli che giocano ad un esercizio di scrittura creativa senza mordente, che e' una stupidaggine. E' vero che nel tuo articolo scrivi "Entrambe le attività hanno dignità", ma non ne parli come di attivita' che hanno uguale dignita'. Personalmente avrei preferito una analisi meno superficiale e meno provocatoria sul significato della morte nel gioco, le implicazioni, e su come gestirla in vari contesti. E magari accennare anche a giochi diversi da D&D (o daggerheart) e come gestiscono la morte. Tra l'altro racconto sempre questo aneddoto, ma una delle mie esperienze di gioco preferite in assoluto e' stata una one shot di Cani nella Vigna ad una convention tipo 15 anni fa. Magari consideri Cani nella vigna un gioco di storytelling tutto fuffa e niente sostanza, senza mordente dove siccome i giocatori hanno un certo elemento di controllo sulla morte del proprio personaggio, allora non si muore mai. (io sicuramente prima di questa one shot lo snobbavo come gioco "narrativo" non di mio gusto). Alla fine della one shot il mio personaggio e' morto (scelsi io, consapevolmente, di metterne in pericolo la vita con le mie azioni) ed e' stata una dellesessioni con maggiore tensione che abbia mai vissuto.
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
Il tono dei commenti in realta' va benissimo, il tono dell'articolo lo trovo un po' infiammatorio - mi sa un po', come dicevo, di opinioni da bar. E lo dico da uno che pure e' abbastanza orientato verso l'OSR! Sara' che forse invecchiando mi sono ammorbidito
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La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
Ma questo articolo fa parte di una nuova rubrica "Chiacchiere da Bar"? Mi sembra di leggere le discussioni dei pensionati al club delle bocce, che tra un tiro e l'altro discutono di geopolitica internazionale credendosi di essere raffinati statisti quando in realta' sparano boiate una dietro l'altra
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greymatter ha iniziato a seguire Mi arrendo. , e La Morte del PG è vietata? Benvenuti nell'era dei Giochi di Ruolo senza conseguenze
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Mi arrendo.
Io sono medico: uno dei gruppi con cui gioco di ruolo e' composto esclusivamente da colleghi medici (eta' 30-40). Sto facendo una campagna investigativa di Call of Cthulhu (ambientata nel mondo reale, 1920-1930) da diversi mesi. Nessuno dei miei colleghi con cui gioco e' particolarmente 'geeky'/'nerd'/come lo vuoi chiamare: e' gente normale. Tutto e' iniziato quando, non mi ricordo come, e' venuto fuori che sono un Game Master, e nel corso di alcune settimane mi hanno approcciato sei persone diverse chiedendomi di mettere su un gruppo di D&D perche' erano curiosi e volevano giocare. Ho proposto vari giochi (per vari motivi non mi andava molto D&D) e hanno scelto Call of Cthulhu. All'inizio ero un po' scettico (nessuno di loro mi pareva il tipo) e invece mi sono ritrovato con un gruppo sorprendentemente affiatato: prendono appunti, stanno attenti, fanno roleplay, sono assidui (sorprendente data la natura del nostro lavoro) e quando saltiamo delle sessioni per troppo tempono mi chiedono quando si gioca la prossima volta. Non l'avrei mai detto. Finche' non chiedi non lo sai.
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Mi arrendo.
Non ho letto i post precedenti, comunque mi dispiace per la tua frustrazione. Se D&D e' una cosa che proprio non interessa, non puoi farci niente - onestamente, e' meglio non giocare che giocare con qualcuno che lo fa controvoglia. Non so se e' un discorso di regole (troppo complesse?) o di setting (magari il fantasy non interessa?) o semplicemente se e' per scarso interesse per i giochi di ruolo in generale. Se e' per le prime due cose, ci sono altri giochi che magari puo' valer la pena di considerare (regole piu' leggere o setting non fantasy), se e' per lo scarso interesse puoi solo accettarlo. Dici che non conosci nessuno che possa essere interessato, ma magari puo' valer la pena chiedere in giro tra amici, colleghi o compagni di classe. Ora e' un buon momento vista l'uscita recente dell'ultima stagione di Stranger Things. Altrimenti, se c'e' un negozio di boardgames/comics nella tua zona potresti provare a reclutare li. E, se proprio sei motivato, c'e' l'opzione di giocare online. E' un po' diverso che giocare al tavolo ma non e' un'esperienza "inferiore", ha i suoi pro e contro ed e' il modo migliore per giocare se si e' motivati ma non si trovano giocatori. In ogni caso, se adesso sei frustrato, prenditi una pausa e magari rivaluta tra qualche settimana. In bocca al lupo!
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Guarda chiudo qui perche' questo tono da "eeeh signora mia, che si informi...! Vada su internet a cercare le fonti...!" non mi piace. Non sta a me cercare le fonti per le affermazioni che fai. Anche perche' l'articolo che hai citato non supporta quello che dici. Ti ripeto, non so che forum frequenti ma io questo atteggiamento negativo verso la 2024 online non l'ho visto eccetto che su forum italiani, ne' mi sembra giustificato. Figurati se poi mi interessa difendere la wotc (sono iscritto su questo forum dal 2015 e ho criticato la wotc e i suoi prodotti mediocri un sacco di volte, nonostate sia stato un early adopter della 5e) ne' mi interessa difendere la 2024 - non ci gioco e non ho in programma di giocare a 5e (2014/2024) una volta finita la mia campagna attuale. La 5e 2024 non mi piace particolarmente ne' la odio, semplicemente non vedo tutte queste differenze abissali rispetto alla 2014 e l'astio che vedo online nel contesto di certe community mi sembra sproporzionato e indice di aspettative verso D&D che sono irrealistiche. Chiudo qui.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Magari hai ragione eh, ma mi puoi dare delle fonti che e' successo quello che dici, cioe' che la wotc ha alienato il pubblico? Perche' qualche mese fa la WotC diceva che il Player's Handbook della 2024 aveva venduto piu' copie nel primo mese dell'uscita di quante ne avesse vendute il PHB della 2014 in 2 anni. Similmente, la mia impressione leggendo vari forum online e' che l'accoglienza della 2024 tra il pubblico internazionale non sia stata magari trionfale, ma nel complesso positiva. L'impressione che ho e' di una ricezione modestamente positiva, senza grosso entusiasmo ne' grosse critiche. Solo nel pubblico italiano vedo persone che si stracciano le vesti e piangono che la 2024 e' un disastro - cosa che, come ho scritto fin dal post #1, mi sembra una reazione che fondamentalmente non capisco.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Penso che il problema sia questo. Che si ricollega anche al dicorso woke/non woke. La WotC non ha alternative a fare come sta facendo visto il prodotto. Il discorso è questo… se sei una piccola casa editrice o perfino un autore singolo, allora puoi fare quello che vuoi e nessuno ti verrà a dire nulla. Vuoi fare il gioco con regole radicali e innovative? Vai, tanto il prodotto e' di nicchia, alla fine non importa nulla a nessuno. Vuoi farti il gioco di ruolo con gli orchi che sono bruti malvagi con i capelli rasta e la pelle nera? Fai pure, difficilmente avrai problemi e anche se li avrai chissene. Ma quando sei una corporation multinazionale in possesso di un brand come quello di D&D, il cui valore è probabilmente nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari (se non nell’ordine di 1-2 miliardi), prenderti dei rischi non ti conviene, e ti conviene essere risk averse. Specialmente se come brand D&D (specie negli ultimi anni) vuole proporsi come un brand safe, quasi per famiglie, con linee di prodotti pensati per bambini e altri pensati per adulti. Ogni singola uscita di D&D è esaminata al microscopio da milioni di persone attorno al mondo, ogni frase soppesata e criticata, ogni illustrazione analizzata nei dettagli. A quanto mi risulta il team che si occupa strettamente di D&D non e' molto grande, ma immagino che si debbano coordinare con il resto del pachiderma corporate che e' la WotC, per cui ogni singola decisione che viene presa sul brand di D&D sara' il risultato di un processo probabilmente molto lungo e macchinoso in cui la decisione viene presa in modo collegiale e viene passata attraverso vari livelli gerarchici, team disparati, professionisti vari dal sensitivity consultant al dipartmento PR etc etc. E mi immagino che quando uno lavora a progetti cosi complessi, piú aumentano le persone coinvolte e piú il risultato finale tende a essere una cosa di compromesso e “neutra”. L’intera 5E è un’edizione cerchiobottista e di compromesso, fatta per accontentare in qualche misura un po' tutti senza disgustare troppo nessuno. E non si puo' dire che non ci siano riusciti con la 2014, che alla fine il suo scopo l'ha centrato. Pero' con questo approccio prima o poi rischi di creare qualcosa che e' talmente safe e neutro da risultare blando - un prodotto che vuole essere per tutti e finisce per non essere per nessuno. E ovviamente andrai a evitare qualunque argomento che possa essere anche solo vagamente controverso, perché fai prima a togliere certi elementi piuttosto che cercare di inserirli e rischiare la controversia (perché non troverai la versione che metta d’accordo tutti). Ed ecco che nascono i manuali di ambientazione che sono vaghi e privi di dettagli. Per come la vedo io il problema è la logica corporate da multinazionale. Negli ultimi 10 anni D&D è diventato un brand parte della cultura popolare generalista - come la Coca Cola o la Nutella. E come appassionati, o uno ridimensiona le proprie aspettative, o altrimenti rischia di rimanere delusi. La WotC di oggi non e' piu' la WotC del 2002 che pubblicava il Book of Vile Darkness con l'adesivo "explicit content" sulla copertina, e non e' piu' la TSR degli anni '80. Se volete evitare questo tipo di logiche, o si rimane con le vecchie edizioni (come mi pare suggeriscano alcuni) oppure a un certo punto si guarda ad altro. Ci sono tanti giochi di ruolo oggi come oggi che hanno un production value molto alto e non sono legate a brand come quello di D&D. Non voglio dare un tono "oddio signora mia, che tempi, D&D e' finito" - D&D continuera' ad esistere, continuera' probabilmente ad essere il gdr piu' giocato del mondo, se ne continuera' a parlare, e continuera' a produrre roba che verra' acquistata da molti e avra' successo. Pero' e' un prodotto di massa ora. Se non va bene, bisognera' guardare ad altro.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Ogni volta che esce un'edizione nuova, la WotC ha un compito sostanzialmente impossibile. Deve cambiare tutto e niente allo stesso tempo. Il pubblico vuole vedere allo stesso tempo qualcosa di cambiato, ma se si cambia troppo arrivano le folle con i forconi (vedi D&D 4E). Idem con questa D&D 2024 - con queste aspettative impossibili - che va detto, la WotC stessa ha fomentato (deve essere retrocompatibile ma risolvere i problemi della 2014) non c'e' verso che ne venisse fuori un prodotto che contentasse tutti. Tuttavia, sono sorpreso dalla negativita' che vedo a volte. Io personalmente non convidido questa avversione al nuovo o alla 2024 nello specifico. Ben vengano le revisioni. Al massimo non le adotto. Giusto per essere chiari al momento non ho intenzione di giocare alla 5e 2024, ne' e' probabile giochi almeno nell'immediato futuro... L'unico gioco di D&D che ho attualmente in corso e' della 2014 e non avrebbe senso cambiare a meta' campagna, e gli altri giochi che sto facendo non sono D&D (e al momento la 5e mi e' in generale venuta a noia). Tuttavia se un domani mi venisse in mente di rivisitare la 5e, non ho alcun astio nei confronti della revisione e probabilmente andro' con la 2024. Se poi mi piace bene, se non mi piace, amen, gioco con la 2014.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Insomma, pochissimi non tanto! Gran parte della linea dei Forgotten Realms (i manuali con la copertina bianco sporco) usci' sotto la 3.0, la serie dedicata alle varie classi (mi riferisco ai libriccini a copertina morbida tipo il Tomo e il Sangue etc, i "Complete" erano 3.5) era 3.0, il manuale degli psionici (poi usci' la versione 3.5), dei e semidei, il manuale dei piani, il book of vile darkness eccetera. Quando usci' la 3.5 in realta' c'era gia' tanto materiale uscito fuori - lo so perche' io quei manuali ce li avevo e con il mio gruppo ci fu una discussione sul fatto se ci convenisse cambiare o meno. La 5E ha avuto un ritmo di pubblicazioni molto piu' lento, ma al tempo della 3.0 l'idea era che dovevi sfornare un manuale ogni 2-3 mesi praticamente, sicche' di fattola quantita' di materiale non e' stata cosi' diversa. Infatti mi ricordo che alcuni al tempo gridarono all'oltraggio eccetera Lo and behold, la 3.5 e' diventata una delle edizioni piu' giocate dal pubblico italiano. Fin troppo, direi: @MattoMatteo tu te lo ricordi (perche' c'eri su questo forum, come me :) ) nel 2014/2015 quando usci' la 5E e c'erano un sacco di utenti furenti perche' loro avevano tutti i manuali della 3.5 e come si permetteva la WotC di rilasciare la 5E, che non era bella come la 3.5 blah blah blah.Poi piano piano la 5E si e' fatta strada tra il pubblico italiano, dopo qualche anno. Boh, per quanto mi riguarda, avendo letto il PHB, a me sembra una versione rivista che non cambia poi cosi' tanto. Direi che le differenze sono comparabili aquelle tra D&D 3.0 e 3.5. Assolutamente capisco il discorso che se uno e' felice con la 2014 puo' non aver senso cambiare, ma ti ripeto che e' il solito discorso che si puo' fare al cambio di ogni edizione o all'uscita della versione revised. Per quanto mi riguarda, dopo 10 ANNI di D&D 2014 una versione revised ci sta, non mi sento di gridare al "cash grab". Anzi,personalmente preferisco che esca una versione revised piuttosto che continuare ad avere i manuali 2014 + le varie millemila regole "varianti"/"opzionali ma che opzionali poi non sono"/le duemila versioni del ranger. Sull'aspetto "woke"/"non woke", mi pare di essere l'unica persona sulla terra a cui non frega una mazza. Non mi fa ne' caldo ne' freddo.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
E in che modo sarebbe un'ingiustizia? La WotC e' una corporation che fa parte della Hasbro, la cui esistenza dipende dal vendere un prodotto. E' tutto li. Tu, o i tuoi genitori, come ve lo guadagnate da vivere? Fate qualcosa e vi fate pagare o vendete un prodotto. Non siete li' per beneficienza. Stessa cosa per la WotC, non e' che ti vengono a puntare la pistola contro e ti forzano a comprare D&D 2024. E' ovvio che come azienda il loro interesse e', in primis, il vendere il loro prodotto, usando qualunque tattica a loro disposizione, alcune delle quali lasciano certamente l'amaro in bocca al consumatore (vedi il rendere i vecchi manuali meno fruibili su D&D Beyond cosi' da invogliarti a comprare quelli nuovi). Si puo' dibattere sul fatto che queste logiche siano o meno consumer friendly, ma questo e' il capitalismo. Tutto funziona cosi' - dalle app che ti obbligano a fare la subscription per poterle usare, a Microsoft che ti obbliga ad aggiornare a Windows 11 perche' smettono di fare gli aggiornamenti di sicurezza eccetera. Diciamo che il ragionamento che fai ("a me questa dinamica non mi va bene, e non la voglio supportare con i miei soldi") ha senso, quello che non capisco e' il motivo per cui tutta questa indignazione viene fuori ora con D&D 2024 che non mi sembra nemmeno un caso particolarmente eclatante, ecco. Alla fine ci puo' anche stare che dopo 10 anni vogliano fare una versione revised del regolamento. Ma cosa pensi, che D&D 5E nel 2014 l'abbiano fatto uscire perche' ci tenevano al brand di D&D e volevano dare ai fan del gioco un'ottima edizione? L'edizione nuova l'hanno fatta perche' quella vecchia non vendeva piu' come volevano, e' tutto li. E in futuro troveranno altri modi per scucirti piu' soldi di quanti riescono a scucirtene ora. Se non ti piace questa logica, ha perfettamente senso di continuare a giocare con l'edizione che preferisci: i manuali non te li toglie nessuno. Ma adesso stracciarsi le vesti perche' la WotC fa quello che continua a fare da 50 anni mi sembra un po' esagerato. Tra l'altro ci sono un sacco di giochi diversi da D&D che non applicano le stesse logiche (o comunque le applicano in minor misura, almeno per adesso): la Paizo rilascia tutto il materiale sotto una licenza permissiva, per cui PF2e, PF1e, Starfinder etc sono tutti disponibili online eccetto le avventure (perche' poi si ritorna li: alla fine i soldi da qualche parte li dovranno fare). Se ti piace D&D 4e, Draw Steel e' uscito da poco e anche li, tutto il materiale del gioco e' liberamente disponibile online grazie alla loro licenza permissiva. Tanti giochi sono rilasciati come Pay What You Want o anche free. Se e' una cosa che ti disgusta cosi' tanto, non dovresti giocare nemmeno a D&D 2014, ecco.
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Dungeons & Dragons: SRD 5.2.1 finalmente in italiano
Si ma... e ora ve ne accorgete...? E AD&D 2e che cos'era? Al 90% lo stesso regolamento di AD&D 1e, che pero' te lo hanno fatto pagare non una ma due volte! (perche' c'era la AD&D 2e e la AD&D 2e revised qualche anno dopo). D&D 3.5 cos'era? 90% stesso regolamento della 3.0, che ti hanno fatto pagare due volte (pochi anni dopo l'uscita della 3.0 per giunta). pathfinder? all'uscita era 90% il regolamento della 3.5, con qualche modifica. Eppure nessuno grido' allo scandalo. D&D 4e essentials che cos'era? 90% lo stesso regolamento della 4e, ma distillato in una sorta di "best of". Tutti i vari spinoff della 5e che sono nati come funghi dopo il faux pas della OGL? I vari tales of the valiant, Nimble 5e, DC20, 5 torches deep, etc. Tutti giochi estremamente sovrapponibili che pero' ti fanno pagare. L'intera scena dell'OSR (per quanto ci sia affezionato e per quanto ne sia parte) su questa cosa ci campa da 15 anni. Ogni gioco OSR uscito da 10 anni a questa parte e' l'ennesimo clone o di B/X D&D, o di Mork Borg, o di Cairn/Knave/Into the odd (ma questi ultimi si contano fino ad un certo punto dato che molti sono free o costano relativamente poco). Cioe' capisco benissimo il dire "ho gia' i manuali, continuo a giocare a quelli, non e' come un videogame che mi devo scaricare l'ultimo DLC" (io per primo in passato non ho sentito l'esigenza di aggiornarmi all'ultima edizione di D&D) pero' mi fa un po' caso vedere tutti che si stracciano le vesti quando questo e' un meccanismo che e' stato presente piu' o meno da sempre nella storia di D&D. Sono 50 anni che la TSR o la WotC vi rivendono la stessa minestra riscaldata spacciandola per la nuova fighissima edizione del gioco di ruolo piu' famoso del mondo, solo perche' vogliono spingervi a ricomprare i manuali. Sara' che sono vecchio e disilluso, ma non c'e' niente di nuovo sotto il sole. personalmente trovo difficile scandalizzarmi per questa cosa visto che ormai la do per scontata.