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  • I Mondi del Design #6: "Fantasy e Fantascienza a Confronto" Parte 2

    Lucane
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    • Prosegue "l'esercizio intellettuale" di Lew Pulsipher nel cercare di stabilire un canone che definisca cos'è fantasy e cos'è fantascienza. Che tutto si riduca alla grandezza dei veicoli o alla spettacolarità delle esplosioni?

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    I Mondi del Design #5: Fantasy e Fantascienza a Confronto Parte 1

    Articolo di Lewis Pulsipher del 12 Novembre 2018

    Spero nel mio ultimo articolo di aver dimostrato che "scienza contro magia" non è un modo sufficiente a distinguere fantasy e fantascienza. Vediamo se ci sono altri modi.

    Che ne dite di usare la dimensione (e velocità) dei veicoli tipici per separare i due generi? La fantascienza prevede spesso grandi navi spaziali che non si vedono "mai" nei fantasy, eppure anche il fantasy a volte può includere piccole navicelle spaziali, come nell'ambientazione Spelljammer per AD&D. Giochi che sono chiaramente fantasy difficilmente avranno veicoli terrestri o imbarcazioni che possono viaggiare a 100 km orari o più. Non prevedono aerei o navi porta container, raramente cose come la ferrovia (anche alcuni lo fanno...).

    Benny Sperling su Twitter suggerisce:

    Re, maghi e cavalieri a basso livello tecnologico (fantasy) contro intelligenza artificiale, navi spaziali, robot ad alto livello tecnologico (fantascienza).

    Questo mi ha spinto a riflettere: nel fantasy i combattimenti sono quasi sempre in mischia o a breve gittata (catapulte, frecce e incantesimi), mentre nella fantascienza i combattimenti sono quasi sempre a gittata considerevole, se non immensamente lunga (tipo nello spazio profondo). Questa è una distinzione utile, anche se ha le dovute eccezioni: in un videogioco fantasy quale Age of Wonders III i magi scagliano i propri incentesimi a decine o centinaia di metri. Ma non mi vengono in mente fantasy (storie o giochi) che abbiano combattimenti di portata superiore alla dimensione di un pianeta.

    La serie del Ciclo di Barsoom di di Edgar Rice Burroughs include combattimenti sia a breve (spade) che a lunga gittata (le navi da guerra dei Marziani): lo definirei più un fantasy che fantascienza.

    Secondo Raymond E Feist:

    La fantascienza è un fantasy che tratta argomenti scientifici. La fantascienza è una categoria di fantasy. Il fantasy ha anticipato la fantascienza di svariati millenni.

    Normalmente le esplosioni più grandi tipiche della fantascienza sono immensamente maggiori della più grande esplosione che si può trovare nel fantasy medio.

    Cavalieri? Ci sono i cavalieri a cavallo e in armatura, ci sono i Cavalieri Jedi, per esempio. Se per Cavalieri intendiamo dei robusti cavallerizzi armati che posseggono la propria terra per grazia di un signore, avremo qualcosa che si chiama medioevo, e medievale si traduce spesso in fantasy. Ma questo avviene spesso per via del basso livello tecnologico e dei combattimenti a breve gittata, piuttoato che per via del sistema feudale! Ci sono fantasy come Empire of the Petal Throne che si rifanno molto poco al medioevo. (Anche se qualcuno potrebbe definirlo science fantasy per via del fatto che la tecnologia è basata su presupposti scientifici.)

    Benny ha menzionato anche i Re, ma molte storie di fantascienza prevedono monarchie. Per quanto riguarga l'Intelligenza Artificiale, ci sono golem e automi fantasy che mostrano segni di intelligenza. 

    Cos'è lo "science fantasy"? Star Wars, forse, ma non Star Trek. Lo scientifico intrappola quello che altrimenti sarebbe fantasy? Credo che proverò a evitare questo termine.

    La credibilità potrebbe avere qualcosa a che fare con questo. La fantascienza può essere piuttosto credibile, mentre il fantasy è quasi sempre fantasioso e in definitiva poco credibile. Eppure una delle fiction più verosimili che troviamo nei nostri generi è Il Signore degli Anelli, chiaramente un fantasy. Star Wars non è verosimile (sebbene sia molto godibile) e molti sostengono che SIA un fantasy. Elementi fantasy in un contesto fantascientifico tendono a spezzare l'immedesimazione (cioè distrarre i giocatori dal gioco) e lo stesso fanno elementi scientifici nel fantasy.

    Dove si colloca la cosiddetta storia alternativa, ad esempio la serie di Harry Turtledove in cui il Sud Confederato vince la Guerra Civile Americana? Non è reale, ma ha dei presupposti reali e potrebbe essere realistica. La chiamiamo semplicemente Storia Alternativa e lasciamo perdere? Questi si collega a quel filone narrativo, ad esempio Lord Kalvan di Altroquando, in cui viaggiatori nel tempo e nel multiverao si recano in un periodo precedente e usano la loro conoscienza della tecnologia per operare grossi cambiamenti. È fantasy? È fantascienza? 

    Per concludere, credo come prima cosa di poter indicare ''naturale contro sovrannaturale" come mezzo di confronto per distinguere il fantasy dalla fantascienza. Dopodiché porrei enfasi sui metodi di combattimento, specialmente la gittata dei combattimenti, e la grandezza di veicoli ed esplosioni. Star Wars è un fantasy per via degli elementi sovrannaturali, la profezia e La Forza, e un sacco di combattimenti in mischia e a corta gittata. I libri di Pern sono fantascienza perché non ci sono elementi sovrannaturali. E così via.

    Potreste farvi un'interessante discussione coi vostri giocatori a proposito di questo argomento. È in buona parte un esercizio intellettuale, ma sono in molti negli anni ad essersi cimentati in questa impresa, a giudicare dalla mole del materiale online.



    Article type: Approfondimenti
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    Recommended Comments

    In Warhammer 40k il melee ha un impatto fortissimo non solo in game ma anche nell'ambientazione e nel background. Probabilmente è un altro fantasy nello spazio (tipo Star Wars) in cui viene meno sia la storia della velocità che della distanza del combattimento. Forse la distinzione migliore è quella di @MattoMatteo, ma chi non riconosce SW come fantasy nello spazio avrà un problema. Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...

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    1 hour ago, MattoMatteo said:

    "Fantasy = passato" e "fantascienza = futuro".

    Uhm, oltre ai problemi legati a storie fantasy in cui si scopre successivamente che il mondo apparentemente medievale è in realtà il nostro ma anni dopo una crisi globale (evito spoilers facendo una lista), c'è il problema di tutto l'urban fantasy, indubbiamente fantasy e indubbiamente presente, e di quelle componenti della fantascienza che riprendono i toni della fantascienza ottocentesca, tipo Verne o Mary Shelly.

    Se devo parlare di ambientazione, tecnologia/scienza vs magia/sovrannaturale non sono male come keywords. Riconoscendo comunque che in ogni divisione è normale ci siano anche valori intermedi dubbi. Non è che ci sia un punto magico in cui l'arancione finisce e inizia il rosso: ci sono dei colori che sono ovviamente arancioni, dei colori che sono ovviamente rossi, e poi un gradiente in cui ognuno mette la soglia un po' dove gli pare.

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    La differenza tra fantasy e sci-fi è solo nominale. La divisione in generi è una comodità che si usa per riferirsi a generici archetipi narrativi. Ed è una divisione arbitraria che cambia costantemente. Ci sono opere che non sono facili da inserire in maglie così strette. 

    Dove poniamo il paletto, poi? Alla magia? Ma non ha senso, perché la magia non esiste, così come non esistono motori ad iperguida. Come possiamo dire che il motore a balzo intergalattico sia diverso da una runa di teletrasporto? 
    Ci sono poche differenze tra un mago Merlino che fa delle magie a casaccio e Q, che in Star Trek altera la realtà a casaccio. 

    Volendo si può fare una divisione più sensata tra "narrativa del verosimile" e "narrativa del fantastico". Anche qui ci sarebbe un bel po' da tribolare per stabilire dove vada inserito un dato libro, e dove un altro. 
     

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