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Hasbro vuole uccidere il Master. E stavolta fa sul serio.

  • Sai quante volte ho sentito dire "D&D è morto"? Dal lontano 1980, quando un certo satanic panic americano cercò di convincere i genitori che i loro figli, staccando gli occhi dal Manuale del Giocatore, avrebbero invocato demoni veri nel soggiorno di casa. Poi di nuovo quando la TSR fallì. Poi con la quarta edizione, che a molti sembrò una versione di World of Warcraft con dadi a venti facce incollati sopra per decenza. Poi con l'OGL del 2023, quando Wizards of the Coast tentò di risucchiare all'indietro trent'anni di ecosistema creativo e scoprì, con enorme sorpresa, che la community sa mordere.

    Eppure, D&D era sempre sopravvissuto. Cambiato, ammaccato, a volte irriconoscibile, ma vivo.

    Questa volta, però, ho il sospetto che sia diverso. Siediti, metti via il dado da venti per un momento, e ascolta.

Il padrone del castello ha un nuovo piano

Hasbro, per chi si fosse perso, è la società che possiede Wizards of the Coast, che a sua volta possiede Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering.

Ebbene, il 3 giugno 2026, Hasbro ha lanciato ufficialmente Sixth Wall, un nuovo studio di intelligenza artificiale costruito in partnership con ElevenLabs, quella dei cloni vocali, con l'obiettivo dichiarato di portare i personaggi Hasbro nell'era dell'AI. Il comunicato stampa parla di "next generation of authorized character experiences". In italiano: vogliono dare voce artificiale ai loro personaggi e venderla a terzi tramite licenza.

Il sistema si chiama CharacterOS, e introduce quello che Hasbro battezza "Behavioral Licensing": non una licenza sul come appare un personaggio, ma sul come pensa, parla, reagisce. Una licenza sulla personalità. Al lancio sono pronti Optimus Prime, Megatron, Cobra Commander, Mr. Potato Head e il cast di Cluedo, tutti con voci umane autorizzate dietro, per ora. Ma ovviamente non è lì che finisce la storia.

Il Dungeon Master è il problema

Il CEO di Hasbro si chiama Chris Cocks, e negli ultimi anni ha rilasciato una serie di dichiarazioni che, messe in fila, dipingono un quadro piuttosto inquietante. Ha detto che D&D ha senso come "live service". Ha detto che tutti i suoi amici usano già l'AI per le campagne e che "questo è un segnale chiaro che dobbiamo abbracciarlo". Ha detto che D&D Beyond è il futuro e i libri fisici sono un complemento piacevole, non il cuore del business.

Ora, ICV2 il sito di trade news che segue il mercato dei giochi e del fumetto con occhio clinico, ha messo i puntini sulle i: WotC potrebbe usare CharacterOS per standardizzare le personalità dei PNG celebri di D&D, rendendoli disponibili per interagire con i giocatori al tavolo tramite audio su laptop, tablet o smartphone. E naturalmente, ciascun personaggio potrebbe essere disponibile come microtransazione separata su D&D Beyond.

Pensa un attimo a cosa significa. Elminster che ti risponde sul telefono. Il Signore Oscuro Strahd che ti narra la sua storia con una voce sintetizzata e "canonica". Tutto bello. Tutto meraviglioso. Tutto controllato, monetizzato, chiuso in un abbonamento.

Ma il punto vero è che il Master è un problema. Non lo dicono con queste parole, per carità anzi, il dato lo ha messo a verbale anni fa Cynthia Williams, allora CEO di WotC, parlando di un D&D "sotto-monetizzato" e facendo notare che sono i Dungeon Master a generare la maggior parte degli acquisti pur essendo una fetta minoritaria dell'utenza. Tienila lì, quella frase, e tira tu la conclusione. Perché il Dungeon Master è il maggior compratore di prodotti dell'intero hobby. È lui che prende il Manuale dei Mostri, il Manuale del Dungeon Master, i moduli, le mappe, le miniature. E poi cosa fa? Li porta al tavolo e li condivide gratuitamente con quattro o cinque giocatori che non hanno speso un centesimo. Dal punto di vista di chi guarda solo i numeri, ogni Master è una falla: genera valore per altri senza che l'azienda possa intercettarlo. La lettura è mia, sia chiaro, ma i dati che me la suggeriscono li hanno forniti loro.

Un Master artificiale, invece, è perfetto. Non compra manuali. Non li presta. Non inventa varianti homebrew che sottraggono attenzione ai prodotti ufficiali. Genera abbonamenti, spinge i giocatori a restare sulla piattaforma, e non si stanca mai. È il sogno di ogni aziendalista con un foglio Excel e nessuna campagna alle spalle.

 

I bambini, Mr. Potato Head e la pubblicità travestita da amicizia

C'è però un aspetto di tutta questa vicenda che trovo francamente agghiacciante, e che il dibattito mainstream tende a sorpassare in fretta.

Hasbro, va detto, mette le mani avanti: dichiara che Sixth Wall si rivolge per ora a esperienze 13+ ed enterprise, e che "non sta attualmente sviluppando prodotti AI rivolti ai bambini piccoli". Ecco. Attualmente. È la parola su cui voglio che ti soffermi, perché è la classica formula sospensiva che un'azienda usa quando vuole tenersi aperta una porta senza prendersi la grana di averla aperta oggi. Intanto, tra i dodici personaggi pronti al lancio c'è Mr. Potato Head, un giocattolo che esiste da settant'anni precisamente per finire nelle mani dei bambini. E tra le applicazioni che Hasbro elenca nero su bianco ci sono "conversational games and companions" e "connected physical products and robotics". Tradotto: giocattoli che ti parlano, ti conoscono, costruiscono con te una relazione. E nel frattempo, per le dinamiche intrinseche del modello di business, ti vendono prodotti. Che oggi il bersaglio dichiarato sia 13+ non mi consola affatto: la traiettoria è tracciata, e il "non ancora" non è una rassicurazione, è un calendario.

Gli accademici che studiano questi fenomeni, e qualcuno ha già iniziato a farlo, parlano di relazioni parasociali con l'AI, di bambini che non riescono a distinguere la pubblicità dall'amicizia, di dati raccolti in conversazioni che sembrano giochi. I bambini che crescono oggi con questi strumenti non sapranno mai com'era parlare con un personaggio immaginario senza che quel personaggio cercasse di venderti qualcosa o di raccogliere dati su di te.

Io ho imparato a giocare di ruolo intorno a un tavolo sgangherato con un Master sedicenne che leggeva il modulo con la torcia perché la lampadina era fulminata. Non era canonica, quella campagna. Non era certificata da nessuno. Era nostra.

Baldur's Gate 3 non è D&D. E neanche un AI DM lo sarà.

Qualcuno obietterà: "Ma Baldur's Gate 3 è fantastico e usa D&D!" Verissimo. Larian Studios ha fatto un capolavoro assoluto, probabilmente il miglior videogioco di ruolo degli ultimi vent'anni. Ma chiunque abbia giocato la campagna con altri in co-op e poi sia tornato al tavolo con carta, penna e dado sa che sono due esperienze diverse. Non migliore o peggiore: diverse. Il tavolo ha qualcosa che nessun software ha mai replicato: la reazione umana all'imprevisto, il momento in cui il Master improvvisa perché i giocatori hanno appena fatto la cosa più stupida e creativa che lui non avrebbe mai pensato.

Un AI DM avrà tutto tranne quello. Avrà parametri, avrà "personalità canoniche", avrà crossover con He-Man (sì, Cocks ha menzionato i crossover di licenza come obiettivo strategico, e se pensi che stia esagerando ti invito a rileggere la storia dell'acquisizione di Power Rangers da parte di Hasbro). Ma non avrà la faccia del tuo amico che sorride mentre lancia i dadi dietro lo schermo e mormora "ops".

 

Che fare, allora?

Non ti sto dicendo di smettere di usare D&D Beyond. Ti sto dicendo di tenere gli occhi aperti su dove sta andando questa storia. Il modello live service con Drops settimanali su D&D Beyond è già realtà. CharacterOS sta diventando realtà. La direzione è chiara: un D&D sempre più digitale, sempre più in abbonamento, sempre più lontano da quel tavolo sgangherato con la torcia.

Il bello è che il tavolo esiste ancora. Le vecchie edizioni e i giochi OSR esistono ancora. Il tuo Master preferito esiste ancora, con tutte le sue improvvisazioni sconclusionate e i suoi PNG con accenti improbabili. Nessun Behavioral Licensing può toglierti quello.

Rispolveralo. Usa D&D Beyond se vuoi, ma compra anche un modulo fisico ogni tanto. Recluta un nuovo Master. Sii il Master che vorresti avere. E la prossima volta che siedi al tavolo, goditi il momento, prima che arrivi qualcuno a farti pagare l'abbonamento anche per starci seduto.


Fonti citate

Per chi non si fida della parola del vecchio, e fa benissimo a non fidarsi, ecco le carte in tavola. Tutto verificabile, tutto loro.

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Recommended Comments

firwood

Newser
3 minuti fa, Marbon ha scritto:

Tre Anelli ai Re degli Elfi sotto il cielo che risplende,
Sette ai Principi dei Nani nelle lor rocche di pietra,
Nove agli Uomini Mortali che la triste morte attende,
Uno per l'Oscuro Sire chiuso nella reggia tetra,
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra nera scende.
Un Anello per domarli, un Anello per trovarli,
Un Anello per ghermirli e nel buio incatenarli.
Nella Terra di Mordor, dove l'Ombra cupa scende (cit)

Stai dicendo che Hasbro è Sauron ed ha iniziato la distribuzione degli anelli? Ci stà

Marbon

Ordine del Drago
2 minuti fa, firwood ha scritto:

Stai dicendo che Hasbro è Sauron ed ha iniziato la distribuzione degli anelli? Ci stà

qualcosa del genere... ma forse si sarebbe adattato meglio questo , chi sà :

"Ho iniziato una storia che si svolge circa cento anni dopo la Caduta, ma si è rivelata sinistra e deprimente. Dato che abbiamo a che fare con uomini è inevitabile che si debba prendere in considerazione una delle caratteristiche più deprecabili della loro natura: il fatto che presto si stancano del bene. [...] In epoche così antiche ci fu un fiorire di trame rivoluzionarie, incentrate su una religione satanica segreta, mentre i ragazzi di Gondor giocavano a travestirsi da orchi e andavano in giro a fare danni. Avrei potuto ricavarne un thriller con il complotto e la sua scoperta e la sua sconfitta, ma non ci sarebbe stato altro. Non ne valeva la pena." "

—lettera di Tolkien del 13 marzo 1964

Zaorn

Circolo degli Antichi

@firwood , @Lord Danarc , la cosa che mi fa sorridere è che sono l'unico che prova a dare un senso al master AI provando a essere comprensivo e sono quello messo meglio.

Gioco a cinque minuti a piedi da casa da decenni e giammai con un tavolo virtuale.

🤣

firwood

Newser
6 minuti fa, Zaorn ha scritto:

Gioco a cinque minuti a piedi da casa da decenni e giammai con un tavolo virtuale.

Si chiacchiera per amor di discussione.

Per me, allo stato attuale dell'IA, il master virtuale non ha nessun senso, se non spillare quattrini a chi deve essere talmente disperato da volersi giocare questa carta.

In pratica giochi con un librogame, solo che invece di leggerltelo da te, lo fai leggere ad una voce artificiale che ti guida passo passo su quanto stabilito a priori.

Sarà, ma non vedo nessuna innovazione in tutto ciò, ma solo passi indietro.

Marbon

Ordine del Drago
13 minuti fa, Zaorn ha scritto:

@firwood , @Lord Danarc , la cosa che mi fa sorridere è che sono l'unico che prova a dare un senso al master AI provando a essere comprensivo e sono quello messo meglio.

Gioco a cinque minuti a piedi da casa da decenni e giammai con un tavolo virtuale.

🤣

ai miei occhi il senso ce lo ha : è uno strumento apparentemente affascinante e seducente, che può facilmente illudere e portare a limitare le proprie cognizioni e percezioni della realtà. Se usi una di queste nuove App che circolano sembra che con un click ottieni tutto quelle che ti serve, senza renderti conto che c'è molto altro. Uso ampiamente l'AI per diletto, è uno strumento potenzialmente molto utile, ma con un semplice click non viene nulla di concreto: richiede impegno, lavoro ed utilizzo del 'proprio' cervello per farlo funzionare davvero.

la pappa pronta del DM AI che Hasbro (e non solo) ci sta 'offrendo' è un modo (ovviamente per fare quattrini) di irretire i clienti che una volta abituati difficilmente torneranno in dietro perchè poi abituati a questo nuovo modo di giocare. Ecco perchè, come dicevo in un mio post precedente, molto dipende da come noi 'veterani' trasmetteremo ed insegneremo a giocare (e a vivere) ai nostri figli 😉

Zaorn

Circolo degli Antichi

@Marbon , @firwood , io sono totalmente d'accordo con voi, mi stavo chiedendo come avrebbe potuto essere utile e a chi e ho provato a dare una risposta.

Si combina bene perché è complementare, ci saranno i master o gruppi canonici che sfruttano i soliti libri e ci saranno quelli senza master che useranno questa AI.

Secondo me, visto come sono macchinosi, lenti e fuori luogo, quelli della Wot a faC si faranno sorpassare da altri.

E ad oggi sono già superati su tanto altro.

Ho preparato una avventura nel faerun e masterato la stessa senza aprire un manuale. Appena avrò tempo racconterò l'esperienza.

Maiden

Circolo degli Antichi

Argomento spinoso: la maggior parte della gente lo userà nel modo in cui tutti noi immaginiamo (per giocare in maniera becera in una versione plug and play) ma sono certo che avrà anche delle potenzialità da affiancare ad un Dungeon Master in carne ed ossa. Come Co-DM, lo vedo positivamente e non mi dispiace affatto, anche perché potrebbe alleggerire certe questioni in modo pratico e veloce.

Poi non piace, per un motivo o un altro... E ci saranno sempre tavoli della vecchia guardia, che giocheranno alla vecchia maniera. E va bene così.

Maxwell Monster

Circolo degli Antichi

0 interesse per ste patacche digitali .

Marbon

Ordine del Drago

a @Maiden e @Zaorn

io personalmente non sono prevenuto. Non considero gli strumenti buoni o cattivi, ma come questi vengono utilizzati. Spesso e volentieri però di strumenti di cui gli utenti comprendono poco o niente (perchè non si sforzano proprio di comprendere), se ne fa un uso/abuso che distorce l'impiego soprattutto a danno loro, ma anche a tutti gli altri.

Uso l'AI per generare immagini per me ed i miei amici, ma nel tentativo di non generarla con il solito stile artistico trito e ritrito

Uso l'AI per generare dei testi 'base', che amplio e rifinisco, quando scrivo le mie avventure o le narrazioni delle nostre sessioni di gioco; perchè il continuo uso dello stile a doppia via negazione/affermazione dell'AI è decisamente scadente .

Uso l'AI per cercare o controllare regole o la loro corretta applicazione, soprattutto per quelle che utilizziamo raramente.

Non la uso mai al tavolo da gioco, e per la mia esperienza, ottenere dei risultati 'dignitosi' richiede molto tempo e applicazione.

Lorenzo Volta

Circolo degli Antichi
10 ore fa, Lord Danarc ha scritto:

Come dissi all'epoca post covid quando mi proposero di rimanere a giocare su Roll20, NO. DND è il tavolo, è il socializzare, pazzeggiare, guardarsi in faccia mentre giochi, mangiare i cricchi, cazzeggiare e mandare a Ramengo intere serate per chiacchierare insieme. DND ha un aspetto sociale che non è mutuabile da alcuna IA, programma o altro.

Ottima e perfetta sintesi di ciò che penso e sto pensando mentre leggo l'articolo e i relativi commenti...non aggiungerei null'altro...

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