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By aza

ManaDinamica – Magia ed Entropia

La magia può sembrare una cosa meravigliosa: si tratta di uno strumento in grado di fare, in prima approssimazione, qualunque cosa.
Abbiamo tuttavia già visto nel precedente articolo che la faccenda non è così semplice: infatti, per ottenere un qualunque effetto magico che sia fisicamente coerente, abbiamo bisogno di spendere energia. E abbiamo bisogno di ottenere questa energia da qualche parte.
Ma il problema non si ferma qui: ogni volta che l’energia viene trasformata da una forma all’altra, una porzione di essa sempre maggiore viene dispersa, diventando inutilizzabile per il suo scopo originario
Oggi parliamo del secondo principio della termodinamica… applicato alla magia!

Calore e movimento
Se mettiamo a contatto tra loro due oggetti a diverse temperature, il più caldo comincerà a raffreddarsi e il più freddo a scaldarsi finché non raggiungeranno la stessa temperatura.
Questo fenomeno, detto “principio zero della termodinamica”, è evidente se mettiamo un cubetto di ghiaccio nell’acqua d’estate: il cubetto si scalda, sciogliendosi, ma nel farlo raffredda l’acqua.
Quello che è accaduto è che una certa quantità di energia, detta calore, ha abbandonato il corpo caldo, raffreddandolo, per introdursi in quello più freddo e riscaldarlo.
Questo passaggio di energia può essere “imbrigliato” per ottenere movimento: le macchine in grado di compiere queste trasformazioni sono dette Motori Termici, tra cui il motore a scoppio, il motore stirling e l’immancabile motore a vapore.

Un modellino di motore stirling. Una lieve differenza di temperatura tra il sopra e il sotto della base è sufficiente per far girare la ruota.
Un motore termico ha infatti bisogno di due “ambienti”, uno più caldo dell’altro, e la sua capacità di funzionamento dipende proprio da tale differenza di temperatura.
Quando, nel mondo reale, gli scienziati, ingegneri e inventori del ‘700 e ‘800 cominciarono a studiare il rapporto tra il calore fornito a una macchina a vapore e l’energia meccanica (cioè legata allo spostamento della vaporiera) che essa era in grado di rilasciare, si accorsero che una porzione di tale energia veniva perduta.
Infatti, parte di quel calore andava comunque a riscaldare l’ambiente esterno, più freddo ovviamente della caldaia: questo implica che, se da una parte l’aria esterna circola ed è in grado di rinnovarsi, la caldaia va via via raffreddandosi e richiede sempre nuovo combustibile.
Per quanto si possano migliorare numerose parti di un motore, per esempio riducendo gli attriti (che dissipano ulteriore preziosa energia), una porzione di dispersioni energetiche dovute a questo scambio di calore sarà sempre, inesorabilmente presente.
Tale evidenza portò a una delle formulazioni del “Secondo Principio della Termodinamica”, quella di Lord Kelvin: “È impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la trasformazione in lavoro di tutto il calore assorbito da una sorgente omogenea” 
Fu questa triste scoperta, l’inevitabile dispersione dell’energia, che portò gli scienziati del tempo alla definizione di una nuova grandezza fisica: l’Entropia.
Energie inutilizzabili
L’Entropia viene spesso definita come lo “stato di disordine di un sistema”, ma si tratta di una definizione che può confondere: infatti non si tratta banalmente di sistemi nei quali gli elementi siano “riposti ordinatamente”.
Due oggetti a temperature diverse e a contatto tra loro, infatti, sono ugualmente “ordinati” prima o dopo aver scambiato calore tra loro.
Quello che invece sappiamo grazie ai motori termici è che se due oggetti hanno temperature diverse è possibile usarli per generare energia meccanica, mentre questo è impossibile se hanno la stessa temperatura.
In questo secondo caso, infatti, la loro energia è stata “distribuita” tra di essi, mentre inizialmente essa era “disponibile” per generare lavoro.

Se immaginiamo le unità di energia termica come palline, esse possono essere utilizzate per produrre movimento solo finché sono separate
Badate bene che, dopo lo scambio di calore, tale energia non è stata “perduta” nel nulla: l’energia totale è conservata e così il primo principio della termodinamica, solo essa non è più “sfruttabile” alla stessa maniera.
La sua “qualità” è diminuita.
L’Entropia è, di fatto, la misura di questa “riduzione di qualità” dell’energia di un sistema.
Un’evidenza nata sia dall’osservazione naturale che dagli studi di Carnot è che l’entropia è sempre in continua, inesorabile crescita, e quindi la “qualità” dell’energia è in perenne calo.
Ciò ha portato a un’ulteriore formulazione del secondo principio della termodinamica: “in un sistema isolato l’entropia non può mai diminuire”.
Tutti i fenomeni spontanei, infatti, aumentano (o quantomeno mantengono inalterata) l’entropia del sistema: il calore fluisce da un corpo caldo a uno freddo, anche quando si cerca di imbrigliarlo con un motore, riducendo inevitabilmente l’efficacia del processo (come abbiamo già visto).
Tutti i fenomeni naturali che portano alla dispersione dell’energia sono prima o poi inevitabili: il ghiaccio fonde, gli oggetti cadono, il ferro si ossida, le pile si scaricano, le stelle si spengono e gli esseri viventi, alla fine, periscono.
Questo non significa che sia impossibile ottenere effetti opposti a quelli spontanei: abbiamo ad esempio inventato frigoriferi e condizionatori per abbassare la temperatura.
Tuttavia, tali macchinari si “limitano” a spostare il calore, ad esempio, del cibo congelato nell’ambiente fuori dal frigo, e consumano energia per farlo: parte di questa energia poi, ovviamente, non sarà utilizzabile per raffreddare gli alimenti ma verrà dispersa.
Se noi cercassimo di utilizzare la differenza di temperatura tra frigo e stanza per alimentare un motore termico, otterremmo ancora meno energia di quella necessaria per mantenere il cibo congelato.
L’energia necessaria per raffreddare un oggetto è insomma superiore a quella che si otterrebbe utilizzandolo come ambiente freddo per un motore termico: questo perché parte di quell’energia è stata dispersa proprio a causa dell’entropia.
Come per un cambio di valuta, scambiare euro per dollari avrà un costo: riscambiando indietro dollari con euro, un ulteriore costo, ci troveremmo in mano meno soldi di quelli iniziali.

Ogni trasformazione d’energia riduce quella disponibile per nella nuova forma, disperdendone inevitabilmente altra a causa dell’entropia
Inoltre, andando ad effettuare il calcolo, vedremmo che, dove l’entropia dell’interno del frigorifero è diminuita, quella del suo esterno è aumentata di una quantità superiore: l’entropia totale infatti aumenta sempre.
A seguito di un’azione su un sistema che ne riduca l’entropia ci sarà sempre un sistema più grande che lo circondi la cui entropia totale è aumentata (o al limite è rimasta identica): si dice in gergo che “l’entropia dell’universo” non può mai diminuire.
Come per i frigoriferi, anche i meccanismi degli esseri viventi riescono a mantenere sotto controllo l’entropia, a scapito tuttavia delle sostanze che espellono: gli scarti del corpo umano, se anche non fossero per esso dannosi, sarebbero comunque meno nutrienti dell’equivalente cibo necessario per crearli.
Se fossimo in grado di assimilare gli elementi nutritivi del terreno e produrre autonomamente determinate molecole biologiche necessarie per il nostro organismo, come alcune proteine, troveremmo svantaggioso nutrirci di piante e animali poiché il loro “passaggio” ha rubato energia.
Ogni trasformazione di energia ha, infatti, un determinato “rendimento”, cioè una percentuale dell’energia investita che è effettivamente utilizzabile dopo una trasformazione: il rendimento è sempre inferiore al 100% e tale perdita, dovuta all’entropia, va accumulandosi ad ogni passaggio.
Se, per esempio, della benzina viene bruciata per spingere un’automobile, tale processo è più efficiente (si ha cioè a disposizione più energia effettiva) che se tale motore fosse usato per produrre energia elettrica ed essa, a sua volta, utilizzata per alimentare un motore elettrico di un’automobile: motivo per cui le auto elettriche sono efficienti e meno inquinanti solo se ci sono scelte oculate nella produzione dell’energia elettrica.
A loro volta, i combustibili fossili come il petrolio, “fonti” di energia, non sono che l’effetto della degradazione di energie ben superiori accumulate milioni di anni fa durante la crescita, ad esempio, delle piante ormai fossilizzate e dell’azione dei batteri su di esse: l’energia spesa, insomma, per creare un albero e trasformarlo in carbone fossile è superiore a quella ottenuta bruciando quello stesso combustibile.
Per riassumere il concetto, l’entropia è la misura della degradazione dell’energia di un sistema: essa aumenta inesorabilmente a ogni trasformazione d’energia, rendendola sempre più inutilizzabile e portando spontaneamente a fenomeni come la dispersione del calore, dell’energia e la devastazione del tempo.
Gli effetti sulla magia
Ma quali effetti avrebbe l’entropia sulla magia, alla luce anche dell’articolo precedente?
Tanto per cominciare, l’energia magica disponibile sarebbe, se possibile, ancora meno.
Che sia accumulata fuori o dentro il mago, l’energia magica tenderebbe a disperdersi: sarebbe forse questo fenomeno a concedere l’esistenza di incantesimi che permettano la percezione della magia.
Questo implicherebbe, per esempio, che gli effetti magici vadano a svanire nel tempo e causino tutti quei classici eventi come l’indebolimento dei sigilli magici per trattenere chissà quale oscuro demone del passato.
Sarebbe anche molto in linea con tutte quelle ambientazioni nelle quali la magia si è via via ridotta e non sia più facile come un tempo produrre chissà quali effetti meravigliosi, un classico anche di tanti racconti  che pongono spesso le vicende in epoche successive a quelle degli dei e degli eroi: un tale sapore si respira, ad esempio, nelle Cronache del ghiaccio e del fuoco, nel Signore degli Anelli ma anche, da un certo punto di vista, in ambientazioni dove magia e tecnologia si confondono come Warhammer 40.000.

Ma come giustificare la presenza di antichi artefatti di ere perdute in grado di garantire immensi poteri, come quelli tipici della terra di mezzo?
Una maniera per limitare lo scambio di energia al minimo è quello di utilizzare contenitori adiabatici, che riescono quasi ad azzerare lo scambio di calore (chiaramente non è possibile azzerare completamente le perdite per un tempo infinito… proprio per colpa dell’entropia!).
L’idea di ridurre la dispersione dell’energia è ampiamente utilizzata in ambito tecnologico per materiali isolanti (basta pensare all’edilizia o ai termos) nonché per altre applicazioni come i Volani, pesanti oggetti tenuti in rotazione nel vuoto su cuscinetti magnetici in modo che non disperdano il loro movimento rotatorio (il quale viene poi utilizzato, all’occorrenza, per produrre energia).
Impedire a un oggetto magico di rilasciare energia potrebbe essere sia una maniera per allungare la sua vita sia, nell’ottica precedente, di celarne la natura.
Ma un oggetto di potere immenso in grado di durare millenni potrebbe somigliare di più a una forma di vita magica, che ottiene la sua energia dall’ambiente esattamente come le piante (entro un certo limite) dal sole.
In base a come funzioni il mana in un mondo di finzione, oggetti e creature che si nutrono di esso potrebbero ridurne la disponibilità magica in una determinata area, cosa che potrebbe portare a divertenti implicazioni.

Ma l’effetto più importante dell’entropia sulla magia è che la sua energia è ancora più preziosa: ad ogni trasformazione, infatti, viene dissipata, che sia per il passaggio dal metabolismo umano a una riserva magica, dall’ambiente circostante agli incantesimi stessi.
Gli incantesimi poi dovrebbero, se possibile, agire in maniera estremamente diretta: sollevare un masso, per esempio, dovrebbe evitare di richiedere l’apertura di un portale sul piano elementale dell’aria per manifestare una corrente ascensionale (anche se può darsi che un mero sollevamento non sia poi così facile da ottenere… ma ne parleremo oltre!).
Alla stessa maniera, una palla di fuoco potrebbe essere ottenuta separando ossigeno e idrogeno nel vapore acqueo presente nell’aria, spezzando i loro legami tra loro e ottenendo, per ricombinazione, un effetto esplosivo… ma questo richiederebbe un enorme dispendio di energia.
Perfino l’arco elettrico di un fulmine sarebbe molto più semplice da causare, ma richiederebbe comunque più energia di una punta affilata sparata magicamente sul nemico.
Diversa invece la situazione se queste energie magiche fossero presenti e pronte a svilupparsi in maniera selvaggia: in tal caso, il mago potrebbe limitarsi a gestire con perizia il flusso magico incontrollato, lasciando la dispersione energetica più grande alla fonte magica…

Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/22/manadinamica-magia-ed-entropia/

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By aza

ManaDinamica – Conservazione dell’Energia

Uno dei problemi da affrontare, nei giochi e nella fiction in generale, dovuto all’introduzione della magia è integrare tali fenomeni all’interno del mondo per creare un contesto coerente e in qualche modo credibile.
In questa rubrica, dedicata soprattutto agli inventori di mondi (che siano scrittori o dungeon master), cercheremo di analizzare come potrebbe funzionare una magia “fisicamente corretta” ed evitare la classica domanda: “ma perché, se c’è la magia, la gente continua a zappare la terra e morire in modi atroci?”.

IL PROBLEMA ENERGETICO
Se la magia fosse fisicamente corretta, dovrebbe rispettare alcune leggi fra le quali i famosi Principi della Termodinamica (o, per l’occasione, della “Manadinamica”).
Tra questi, il primo è il cosiddetto “Principio di conservazione dell’Energia” che richiede che l’energia totale coinvolta in un fenomeno sia conservata, cioè che la sua quantità totale al termine del processo sia uguale a quella iniziale (contando, in entrambi i casi, tutte le forme di energia presente).
Ma cos’è l’Energia?
L’Energia è una grandezza fisica che descrive vari fenomeni simili capaci di trasformarsi l’uno nell’altro: l’energia elettrica usata per alimentare una stufa si trasforma in energia termica, e quella termica in un motore produce energia meccanica sotto forma di velocità (energia cinetica) e/o sollevando pesanti carichi (energia potenziale).

Ma l’energia è anche la base del funzionamento del nostro corpo: noi otteniamo energia dal cibo che mangiamo (dove è accumulata in forma di energia chimica dei suoi costituenti nutritivi) e usiamo questa energia per muoverci, respirare, pensare e per il corretto funzionamento del nostro metabolismo.
Possiamo dire tranquillamente che la stragrande maggioranza dei fenomeni che conosciamo prevede trasformazioni e scambi di energia, e la magia non può non ricadere in questo sistema: per sollevare un masso con il potere di un incantesimo, l’energia necessaria deve essere ottenuta da qualche parte.
È questo continuo richiamo al “pagamento” di energia che permette di creare un sistema magico fisicamente coerente. Non solo, l’incantesimo deve richiedere tutta l’energia necessaria per ottenere l’effetto desiderato: la generazione di temperature estreme di una palla di fuoco, la crescita di una pianta o lo spostamento di masse ingenti può richiedere una quantità estrema di energia, e talvolta anche difficile da calcolare (soprattutto quando ci sono di mezzo creature viventi o teletrasporti, ma avremo modo di parlarne in altri articoli).
Cerchiamo dunque di rispondere alla domanda: da dove proviene tutta questa energia?
MICROORGANISMI E CONDENSATORI
Una prima possibilità evidente è che l’energia possa essere ottenuta da quella del mago stesso.
Il corpo umano consuma l’energia ottenuta dal cibo per le sue attività, compresa una fetta importante (circa il 60-70%) unicamente per mantenere le funzioni vitali come la respirazione, la circolazione, il pensiero e il mantenimento della temperatura.
Un essere umano, in base all’età, al sesso e all’attività che compie, ha un consumo energetico quotidiano che può andare tra le 1500 e le 2500 kilocalorie circa: la stessa quantità di energia, espressa in Joule (l’unità di misura dell’energia nel sistema internazionale), oscilla tra i 6300 e i 10500 KiloJoule.
Se fosse possibile prendere una piccola frazione, ad esempio l’1% dell’energia di una “persona media” (8000 KJ per comodità), avremmo a disposizione 80 KJ, cioè 80.000 Joule.

Ma “quanti” sono 80.000 Joule?
Sono, ad esempio, pari all’energia necessaria per sollevare di un metro un masso di 8 tonnellate!
L’energia per una simile impresa titanica, ben lontana dalle capacità umane e facilmente assimilabile a un “prodigio magico”, è pari al solo 1% dell’energia consumata da un essere umano “medio”.
Ciò che impedisce a una persona di usare la sua energia in questa maniera è il concetto di “potenza”, cioè l’ammontare di energia che può essere emessa in un determinato ammontare di tempo. I nostri muscoli non sono abbastanza potenti da sollevare massi di una tonnellata (1000 kg) in alto di un metro, ma più che capaci di trasportare un oggetto di 10 kg per un dislivello di 100 metri: queste due azioni richiedono lo stesso ammontare di energia, ma la prima richiede molta più forza e molto meno tempo.

Se riuscissimo a rilasciare energia in tempi inferiori, potremmo letteralmente dare vita alla magia partendo dalla stessa energia dei corpi umani: ma come accumulare questa energia e rilasciarla tutta assieme?
Un mago potrebbe avere una “riserva” di energia magica che viene lentamente ricaricata dal suo stesso metabolismo e che può essere rilasciata rapidamente dando vita a effetti magici, e l’energia mancante del mago potrebbe giustificare la classica carenza di forza fisica che accomuna i maghi in molti giochi di ruolo.
Un’opzione potrebbe essere fare ricorso a sostanze prodotte dall’organismo e accumulate in appositi tessuti, come facciamo già nella realtà con i grassi, in grado di essere “bruciate” per ottenere un picco di energia.
Se invece non volessimo alterare la biologia umana, potremmo immaginarci un microorganismo simbiontico simile ai famosi Midi-Chlorian di Star Wars, in grado di sopravvivere solo in organismi molto specifici (magari in maniera simile a quello che accade con gli antigeni del sangue, solo più complesso).
Infine, il mago potrebbe ottenere energia sottraendola dagli esseri viventi circostanti, in pieno stile “rituali sacrificali” o, più semplicemente, prendendo ispirazione dalla recente serie di The Witcher.

Il rilascio dell’energia dovrebbe essere rapido, con un funzionamento simile a quello del flash delle macchine fotografiche. Le pile, infatti, non sono in grado di fornire una potenza sufficiente per il lampo: il flash, in questo caso, è ottenuto da un Condensatore, un componente dei circuiti in grado di accumulare al suo interno cariche elettriche (cioè, sostanzialmente, elettroni, le particelle che compongono la corrente elettrica) e di scaricarsi molto velocemente.
In questo modo, anche se la velocità di ricarica della pila è ridotta, il condensatore è in grado di fornire rapidamente una grande quantità di energia per il flash: allo stesso modo, un mago dovrebbe essere in grado di bruciare rapidamente la sua riserva energetica per ottenere, in poco tempo, grandi quantità di energia per dare vita ai suoi incantesimi.

Un condensatore. La vostra scheda madre ne è piena.
CATALIZZATORI
Se invece l’energia fosse ottenuta esternamente dal mago, come potrebbe egli averne accesso? E come giustificare una quantità limitata di uso di tale potere?
Sempre pensando a un consumo (almeno iniziale) di energia da parte del mago, si potrebbe ipotizzare un’interazione tra il mago e una sostanza esterna, simile alla Trama nel mondo di Forgotten Realms, grazie al quale il mago ottiene i suoi effetti facendo da catalizzatore.
In chimica, molti processi che trasmettono energia verso l’esterno (esoergodici) non avvengono spontaneamente, ma devono essere “stimolati” tramite una certa quantità di energia iniziale, detta energia di attivazione. Si può immaginare, ad esempio, che una certa reazione rilasci 5 Joule di energia, ma che la sostanza debba prima ricevere due Joule come energia di attivazione per avere inizio.
Un esempio pratico di questi fenomeni sono le combustioni, delle quali parleremo in un futuro articolo: un oggetto che brucia emette energia termica, ma ha prima bisogno di un innesco, un evento in grado di fornirgli l’energia necessaria per far partire la combustione.

Un Catalizzatore è un elemento, di solito una sostanza chimica, in grado di produrre un effetto di Catalisi, cioè di ridurre l’energia di attivazione: nell’esempio precedente la reazione potrebbe, grazie a un catalizzatore, richiedere un solo Joule per avere inizio.
Se il mago fosse in grado di agire da catalizzatore per la magia, questo spiegherebbe come mai solo i maghi sono in grado di usare tale potere, cioè perché l’energia di attivazione è troppo elevata e i non-maghi non sono in grado di abbassarla.
Contemporaneamente, se fosse sempre lui a fornire l’energia iniziale (ridotta grazie alla catalisi) si giustificherebbe anche un utilizzo limitato della magia da parte dell’incantatore.
MASSA ED ENERGIA
Un’ultima, notevole fonte di energia è la cosiddetta annichilazione della materia: la possibilità cioè di trasformare direttamente materia in energia mediante la famosa formula di Einstein.

Si tratta di una quantità di energia enorme: mezzo grammo di materia produrrebbe la stessa energia della bomba di Hiroshima.
Fortunatamente si tratta, nel mondo reale, di un processo assai complesso da ottenere: per avere una annichilazione è necessario far incontrare ogni particella del nostro materiale con la sua antiparticella. Queste ultime sono complesse da ottenere e prodotte solo da reazioni nucleari rare e altresì molto costose, in termini energetici (e non), da ottenere: all’attuale stato delle cose, il più grande apparato in grado di generare tali antiparticelle (il Large Hadron Collider, o LHC, del CERN di Ginevra) sarebbe in grado di ottenere un grammo di antimateria in… qualche milione di anni!
Tuttavia, immaginando di ottenere energia dai due processi precedenti, sarebbe forse possibile annichilire quantità di materia sufficientemente piccole da concedere comunque effetti prodigiosi… se l’antimateria fosse già presente. Infatti, produrre antimateria richiede processi molto più costosi (in termini di energie) di quanto poi riottenuto dall’annichilazione, fino a 10 miliardi di volte tanto.
Anche se, infine, essa fosse già disponibile al mago, questi dovrebbe assicurarsi di mantenere l’antimateria confinata nel vuoto, impedendogli di interagire con qualunque genere di materia, perfino l’aria: tale situazione viene comunemente ottenuta, nel mondo reale, tramite potenti campi elettromagnetici che possono risultare letali alle persone che si avvicinano troppo.

Sarebbe invece possibile ottenere parte dell’energia dagli atomi mediante fusione e fissione: in questo caso, tuttavia, la quantità di energia ottenuta da ogni atomo è molto inferiore e sarebbero necessarie quantità importanti di materiale (e il materiale giusto!), nonché condizioni peculiari di temperatura e pressione altrettanto complesse da ottenere (che richiederebbero ulteriori, drammatiche energie iniziali).
IL PREZZO DA PAGARE
Questa (relativamente) vasta serie di opzione potrebbe far pensare che ottenere energia possa essere semplice, ma si tratta di una conclusione errata.
Il mago dovrebbe indubbiamente pagare il prezzo iniziale consumando parte della sua stessa energia, energia che, se fosse accumulata in una sorta di condensatore magico, non sarebbe disponibile dell’incantatore (al di fuori del suo uso magico) e lo lascerebbe permanentemente spossato.
Se facesse inoltre da catalizzatore per una qualche fonte esterna di energia, essa si andrebbe, nel tempo, a consumare inevitabilmente la fonte di energia magica esterna proprio come i combustibili che diventano inutilizzabili dopo essere bruciati.
Infine, la stessa capacità di annichilire materia richiederebbe una grossa fonte di antimateria oppure energie tali da non giustificarne l’utilizzo, e anche l’energia nucleare si potrebbe sfruttare solo con condizioni estreme di temperatura e pressione.

E’ evidente dunque che l’idea di usare la magia per affrontare problemi altrimenti risolvibili è una mossa assai sconveniente, e che rivolgersi agli incantesimi dovrebbe essere giustificato solo da una necessità particolare e immediata.
E ancora non abbiamo parlato del fatto che non tutta quell’energia può essere utilizzata per lanciare una magia… ma per quello, aspettate il prossimo articolo di Manadinamica!
Articolo originale: http://www.profmarrelli.it/2020/01/15/manadinamica-conservazione-energia/

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Exploring Eberron uscirà a Luglio 2020 su DMs Guild

Inizialmente previsto per Dicembre 2019, Exploring Eberron di Keith Baker - il creatore originale dell'ambientazione Eberron - ha finalmente una data di uscita definitiva: Luglio 2020. Come spiegato sul suo sito ufficiale, infatti, Kaith Baker si è trovato costretto a posticipare la pubblicazione del supplemento non solo per via del COVID-19 e di altri contrattempi personali, ma anche per darsi il tempo necessario a inserire al suo interno tutto il materiale promesso. Nonostante il ritardo, tuttavia, ora il manuale è nella fase conclusiva della sua produzione e sarà dunque disponibile a Luglio sul DMs Guild, lo store online ufficiale della WotC.
All'interno di Exploring Eberron, Keith Baker esplorerà nel dettaglio i luoghi e i piani d'esistenza di Eberron a cui i manuali del passato hanno prestato minor attenzione. E' possibile dare un primo sguardo al contenuto del manuale grazie alle Anteprime rilasciate dall'autore il Maggio scorso. Trattandosi di un manuale Terze Parti pubblicato su DMs Guild, invece, purtroppo non è possibile aspettarsi una sua traduzione in lingua italiana (a meno che la WotC decida altrimenti).
Inoltre, come rivelato dall'autore sul suo sito ufficiale:
Trattandosi di un manuale pubblicato da Terze Parti (si tratta di un supplemento realizzato da Baker e non dalla WotC), il materiale contenuto in Exploring Eberron non potrà essere considerato canone ufficiale di Eberron. Poichè, tuttavia, ogni gruppo può decidere da sé la forma che Eberron avrà al proprio tavolo (come ricordato da Baker stesso), starà ad ogni gruppo decidere se considerare valide o meno le informazioni pubblicate da Baker in questo supplemento.
  Exploring Eberron sarà disponibile sia in versione con copertina rigida, sia in versione PDF. La prima versione sarà un libro con copertina rigida premium da 8,5″ x 11″ (simile al formato dei manuali ufficiali WotC).
  Non è possibile preordinare Exploring Eberron (DMs Guild non consente le prenotazioni), quindi i tempi di consegna della copia cartacea cartonata sono di almeno 1-2 mesi, ma sarà possibile avere immediatamente la copia PDF. Prima di ordinare la versione cartacea, tuttavia, assicuratevi che su DMs Guild sia disponibile la spedizione nel nostro paese.
  Il supplemento avrà un totale di 247 pagine e conterrà 49 illustrazioni originali. Grazie a @senhull per la segnalazione.

Fonte: http://keith-baker.com/bts-exploring/
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Guidiamo assieme la DL verso il futuro

Come vi accennavamo nell'annuncio di settimana scorsa, lo Staff D'L ha ora aperto per voi un sondaggio tramite cui ci potrete fornire informazioni ed indicazioni per meglio impostare il futuro corso degli articoli del nostro amato forum. Il sondaggio resterà aperto per 2 settimane, fino al 06 Luglio.
Oltre a fornirci alcuni indicazioni generali su voi come utenti e sui giochi che più amate e giocate, vi chiederemo anche di darci delle indicazioni sul grado di interesse che potreste avere verso alcune generiche categorie di articoli, dagli approfondimenti su determinati aspetti del gioco (il che può intendere sia un'analisi di come certi aspetti sono presenti nei giochi attuali, sia una visione della loro evoluzione negli anni) ai consigli di varia natura su come gestire i vostri gruppi, le situazioni di gioco o la creazione di materiale per le sessioni.
Vogliamo potervi offrire informazioni e articoli sugli argomenti di maggiore interesse per la community e faremo affidamento sulle informazioni che ci fornirete tramite questo sondaggio per meglio dirigere il futuro corso della nostra community.
LINK AL SONDAGGIO
Grazie ancora per il supporto che ci dimostrate sempre e buon gioco a tutti!
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Heroes' Feast - Il manuale ufficiale di ricette per gli eroi di D&D

Lo stesso giorno in cui annunciava ufficialmente la nuova avventura di D&D legata alla Storyline del 2020, la Wizards of the Coast ha deciso di rivelare l'uscita di un altro libro di D&D ancora più particolare, pensato questa volta per soddisfare gli stomaci degli Avventurieri piuttosto che i loro cuori e le loro menti. Heroes' Feast, infatti, è un vero e proprio manuale di ricette creato traendo ispirazione dal mondo magico di D&D, il cui scopo è quello di consentire agli appassionati di Dungeons & Dragons di tutto il mondo di prepararsi piatti, bevande e snack degni di un banchetto degli eroi...o di un rapido pasto consumato durante il viaggio o davanti al fuoco scoppiettante del proprio accampamento.
Le 80 ricette contenute in Heroes' Feast sono state realizzate da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine d'America. Il libro, attualmente previsto solo in lingua inglese (non è noto se ne verrà fatta una traduzione), uscirà il 27 Ottobre 2020 al costo di 35 dollari.
Qui di seguito potete trovare la descrizione ufficiale di Heroes' Feast, oltre ad alcune anteprime (cliccate sulle immagini per ingrandirle):
Heroes' Feast
80 ricette ispirate al magico mondo di D&D - perfette per una quest solitaria o per un banchetto condiviso con i propri compagni d'avventura.
Dagli esperti di D&D dietro a Dungeons & Dragons Art & Arcana arriva un libro di ricette che invita gli amanti del fantasy a conoscere le loro culture immaginarie preferite attraverso la loro cucina e i loro stili di vita unici. Grazie a questo libro, potrete preparare piatti delicati abbastanza da consentirvi di mangiare come elfi e come i loro cugini drow, oppure forti abbastanza da banchettare come un clan nanico o come una chiassosa orda orchesca. Tutti gli ottanta piatti - realizzati da uno chef professionista proveniente da una delle migliori cucine del paese - sono deliziosi, facili da preparare e composti da ingredienti sani e facilmente rintracciabili nel nostro mondo.
Heroes' Feast contiene ricette per spuntini come Bytopian Shepherd's Bread (Pane del Pastore Bitopiano), Iron Rations (Razioni di Ferro), savory Hand Pies (Tortine Tascabili salate) e Hogs in Bedrolls (Maiale Arrotolato; probabilmente involtini di maiale, NdTraduttore), così come portate principali vegetariane, a base di carne o a base di pesce quali Amphail Braised Beef (Brasato di Manzo di Amphail), Hommlet Golden Brown Roasted Turkey (Tacchino Arrosto di Hommlet), Drow Mushroom Steaks (Bistecche ai Funghi Drow) e Moonshae Seafood Risotto (Risotto ai Frutti di Mare di Moonshae). Sono anche presenti dessert e cocktail come Heartlands Roseapple & Blackberry Pie (Torta di Mela Rosa e di More delle Heartlands), Yawning Portal Biscuit (Biscotti del Portale Sbadigliante) e Chultan Zombie (Zombie di Chult) - e tutto ciò che si trova in mezzo, in grado di soddisfare il desiderio (il termine originale "craving" ha anche significato di "voglia", "appetito", NdTraduttore) di qualsiasi avventura.
DETTAGLI DEL PRODOTTO:
Prezzo: 35 dollari
Data di uscita: 27 Ottobre 2020
Lingua: Inglese
Formato: Copertina Rigida
Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast


Fonte: https://dnd.wizards.com/products/fiction/heroes-feast
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Riporto il messaggio del primo topic:

Cita

 

Questo topic nasce come soluzione alla ricorrente apertura di topic dal titolo "Domande varie", perpetrata da utenti che preferiscono aprire un singolo topic per un insieme di domande in ambiti disparati piuttosto che rispondere ai vari topic gia aperti.
In modo del tutto analogo a quanto fatto per sezioni maggiori, si inviata l'utenza ad utilizzare la funzione Ricerca thread in alto a destra, prima di porre nuove domande.

Evitate quindi di aprire discussioni di impossibile consultazione che raccolgano molteplici argomenti, usufruendo di questo apposito topic nel caso in cui non riusciate a trovare le risposte alle vostre domande in sezione.

Alcuni link utili:

PRD (Inglese)

Golarion Insider (Italiano)

D20PFSRD (Inglese, con materiale 3rd Party)

Per la consultazione dei precedenti topic:

-Dubbi del neofita -Dubbi del neofita (2) -Dubbi del neofita (3) - Dubbi del Neofita (4)

 

 

 

Si, questa é la base del talento. Quello che non capisco é se ho bisogno comunque di improved unarmed strike come talento. In genere direi di si, perché é necessario rispettare tutti i prerequisiti, ma se prendessi per esempio Dragon Style tramite la flexibility,mentre ho attivo l'ascetic style?

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1 ora fa, Pippomaster92 ha scritto:

Si, questa é la base del talento. Quello che non capisco é se ho bisogno comunque di improved unarmed strike come talento. In genere direi di si, perché é necessario rispettare tutti i prerequisiti, ma se prendessi per esempio Dragon Style tramite la flexibility,mentre ho attivo l'ascetic style?

Penso che comunque due stili non siano cumulabili tra loro, ne puoi attivare uno alla volta.

Infatti c'è un archetipo del monaco che permette di averne di più a tempo...

Come azione veloce ne attivi uno e se lo cambi ne usi un'altra.

A mio avviso il quesito non si pone.

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No, il quesito si pone proprio perchè, come scritto nella mia domanda, ho un archetipo che mi consente di cumulare i due talenti di stile. 
Il Free-Style Warrior infatti concede sia la Martial Flexibility che, al lv3, la possibilità di attivare come azione di movimento due stili invece che uno. 

Perciò la situazione sarebbe: ho già attivo Ascetic Style (dal turno prima) + movimento per prendere con Flexibility Dragon Style + swift per attivare Dragon Style.

Il mio punto è: Ascetic Style bypassa l'uso di Improved Unarmed Strike, oppure ho comunque bisogno del talento per poter prendere Dragon Style con la Flexibility?
Ho anche Dirty Fighter, se dovesse servire...non ricordo più ora come ora se toglie Improved Unarmed Strike come prerequisito solo per le manovre di combattimento. 

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17 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

Il mio punto è: Ascetic Style bypassa l'uso di Improved Unarmed Strike, oppure ho comunque bisogno del talento per poter prendere Dragon Style con la Flexibility?

Hai bisogno del talento, infatti ascetic style ti consente di trasferire le abilità associate al colpo senza armi anche su un'arma di tua scelta. :( 

PS: @Pippomaster92, che arma usi?

Edited by Zaorn

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Sigh...userei una nine ring sword o una temple sword, per poter avere un guerriero in fullplate, scudo E fare attacchi a una mano con 1.5 forza ai danni.

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4 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

Sigh...userei una nine ring sword o una temple sword, per poter avere un guerriero in fullplate, scudo E fare attacchi a una mano con 1.5 forza ai danni.

Capisco... se vuoi fare danni buoni vai sulla minaccia alta di critico, anche con +10 di forza avresti solo 5 danni in più perché comunque il poderoso rimarrebbe come ad una mano.

Se vuoi una soluzione mista, risparmia talenti e usa il buckler, all'occorrenza perdendo il bonus ca usi due mani per attaccare e fai molto di più!

Esempio:

TxC 10, danno 1d6+6 forza+4 poderoso.

A dua mani:

TxC 9 (-1 dell'ingombro del buckler), danno 1d6+9+6. E alla CA sottrai il bonus del buckler e come talento estemporaneo usi magari furia focalizzata.

Edited by Zaorn

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Con lv4, forza 18, arma +1, weapon focus + specialization + power attack e dragon style e scudo pesante ho un netto di +2 alla Ca, e faccio 1d8 + 6 (forza x1.5) + 2 arma specializzata + 1 da tratto + 4 di power strike +1 arma magica + brawler armor = +10 1d8+16 (Media 20.5) (Ca 10+1+4+2 =17)

Con lv4, forza 18, arma +1, weapon focus + specialization + power attack + furious + dodge (per bilanciare i due talenti di stile che non ho preso) ho un -1 alla ca rispetto alla build sopra, e faccio 1d8 + 6 (forza x1.5) + 2 arma specializzata + 4 power strike + 1 arma magica = +10 1d8+13 (Media 17.5) . (Ca 10+1+7+1 = 19)

Ho tenuto la Destrezza a 12 per entrambe le build, mentre probabilmente usando la brawler armor il primo avrebbe probabilmente Dex 14. Ho dato al secondo un'armatura +1 per controbilanciare la brawling armor. 

Lo stile mi concede +3 danni tondi tondi, per un -2 alla Ca (forse -1). Questo senza contare gli altri bonus concessi da Dragon Style: +2 ai Ts contro alcune condizioni, carica e ritirata in terreno difficile, carica attraverso i quadretti occupati dagli amici. 
Volendo, al lv5, posso pensare ad una build in cui il primo guerriero fa un dip al lv2 di classe in un livello di monaco base. Abbassa il Bab di un punto rispetto alla seconda build, ma riceve improved unarmed strike e stunning fist, quindi al lv5 può prendere Dragon Ferocity: con la stessa situazione di prima, raddoppia il bonus di Forza per il primo attacco = 1d8+18 (22.5 danni di media).

 

So come alzare il danno di una build generica, è che mi sembrava interessante questa combinazione...certo, riduce ad usare armi da monaco che hanno basso critico e basso dado danno...

 

 

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Dubbio,  l'anello di protezione +1 e le successive versioni danno bonus ca da deviazione, vuol dire che se attivo scudo di fede (che anch'esso da bonus ca da deviazione)  si applica solo l'effetto più forte rendendo quindi inutile l'anello? 

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Gli unici bonus alla Classe Armatura che si cumulano tra loro sono:

  • quelli di Dodge
  • quelli untiped (a patto che questi ultimi siano ciascuno da fonti diverse, ovviamente)

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Dubbio,  è possibile creare pozioni d'attacco che, una volta colpito il bersaglio liberano l'incantesimo insito in esse?  ( esempio una pozione di stretta folgorante che se lanciata sul bersaglio libera appunto l'incantesimo)  inoltre, bisognerebbe effettuare un tiro contro la ca a contatto del bersaglio (come se si stesse lanciando stretta folgorante)  oppure segue altre regole? Secondariamente volevo chiedere una cosa un po' strana, ma se si legano insieme due fiale (esempio due fiale del fuoco alchemico)  e si lanciano sul bersaglio esso subirà il danno di entrambe le fiale?  

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1) RAW (Rules As Written), no. Non ha molto senso farlo, se non per rendere magie da contatto come appunto Stretta Folgorante ancora più forti, limitando il rischio di avvicinarsi ad un nemico. Personalmente come Master non consentirei la cosa, anche perchè per i danni puri in una situazione simile esistono già le bombe dell'alchimista (modificabili con scoperte per essere elettriche, volendo), che sono uno dei tratti salienti della classe. Perciò lo vedo un po' come un "rubare la scena" alla classe. 

2) Questo è interessante. Tecnicamente si. Perchè se due personaggi lanciassero contemporaneamente due fialette nello stesso quadretto (azione preparata, mettiamo), si applicherebbero due volte i danni alle creature nel quadretto stesso. Probabilmente lo concederei, ma visto il peso aggiuntivo di una seconda boccetta darei probabilmente un malus al txc oppure una gittata minore. 

 

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23 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

1) RAW (Rules As Written), no. Non ha molto senso farlo, se non per rendere magie da contatto come appunto Stretta Folgorante ancora più forti, limitando il rischio di avvicinarsi ad un nemico. Personalmente come Master non consentirei la cosa, anche perchè per i danni puri in una situazione simile esistono già le bombe dell'alchimista (modificabili con scoperte per essere elettriche, volendo), che sono uno dei tratti salienti della classe. Perciò lo vedo un po' come un "rubare la scena" alla classe. 

2) Questo è interessante. Tecnicamente si. Perchè se due personaggi lanciassero contemporaneamente due fialette nello stesso quadretto (azione preparata, mettiamo), si applicherebbero due volte i danni alle creature nel quadretto stesso. Probabilmente lo concederei, ma visto il peso aggiuntivo di una seconda boccetta darei probabilmente un malus al txc oppure una gittata minore. 

 

Pensa ad esempio una fiala d'olio ed una di fuoco alchemico, oppure altre combinazioni che potrebbero realizzarsi,comunque, nel primo caso l'esempio di stretta folgorante era appunto un esempio, ma il ragionamento dietro era "se si possono creare pozioni che, una volta bevute ti curano perché non si possono realizzare pozioni che invece fanno danno appena arrivano sul nemico?". Per esempio, il talento "mescere pozioni"  dice che è possibile creare una pozione con all'interno un qualsiasi incantesimo di livello 3 o inferiore che prende come bersaglio una o più creature e dice che "when you create a potion, you make any choise that you would normally make.." ma inserisce anche alla fine "whoever drinks the potion is the target of the spell",  volevo capire se solo chi beve o anche se il liquido ti arriva di sopra. 

Edited by Zellde

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Perchè le pozioni ti trasmettono l'incantesimo e ti permettono di utilizzarlo subito dopo come se fossi un incantatore. Infatti tu non fai bere una pozione di Cura Ferite ad un morente per dargli "hp", ma la bevi tu per toccarlo e lanciargli l'incantesimo come se fossi un chierico. 

Le pozioni non riproducono effettivamente l'incantesimo, ma il lancio dell'incantesimo. Se bevi una pozione di palla di fuoco, non esplodi, ma puoi invece lanciare l'incantesimo. Questo perché pozioni, bacchette, pergamene e bastoni sono stati pensati per riprodurre incantesimi e in pratica fornire più slot a degli incantatori o dare qualche slot bonus a dei non incantatori. Ma rispettando le normali regole degli incantesimi per semplicità.

 

Per quanto riguarda il lancio di due cose assieme, ricordati che potrebbe valere solo per fialette e simili, e che tutto sommato il costo in gp degli oggetti non necessariamente vale l'effetto combinato: un fuoco di alchimista e una fialetta d'acido assieme fanno 2d6 danni, al costo di 30gp. Al lv1 o al lv2 può anche essere una gran cosa, ma ricordati che al lv3 vai in pari con l'alchimista che fa lo stesso danno aggiungendo l'intelligenza ai danni e avendo tot usi al giorno senza spendere denaro. 

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per le pozioni no, è scritto esplicitamente quali inantesimi si possono usare per fare pozioni.
Altrimenti diventerebbero troppo forti in alcuni casi

 

per mischiare due fuochi alchimista &co, anche qui direi di no.
Innanzitutto, se permetti di lanciarne due insieme, dovresti permettere di lanciarne anche 3, 4, 5 etc etc

In secondo luogo, secondo la stessa logica, dovresti poter lanciare due freccie legate insieme con un singolo attacco, oppure altre porcherie simili.

E il rischio di andare velocemente fuori scala è dietro l'angolo

Semplicemente non lo concederei da DM, se vuoi fare la combo fuoco alchemico + olio, basta fare un'azione preparata con un tuo compagno.

Se è per altri motivi, al 99% porta ad abusarne, quindi da DM meglio non concedere porcherie gratuite

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2 minuti fa, Pippomaster92 ha scritto:

Perchè le pozioni ti trasmettono l'incantesimo e ti permettono di utilizzarlo subito dopo come se fossi un incantatore. Infatti tu non fai bere una pozione di Cura Ferite ad un morente per dargli "hp", ma la bevi tu per toccarlo e lanciargli l'incantesimo come se fossi un chierico. 

Le pozioni non riproducono effettivamente l'incantesimo, ma il lancio dell'incantesimo. Se bevi una pozione di palla di fuoco, non esplodi, ma puoi invece lanciare l'incantesimo. Questo perché pozioni, bacchette, pergamene e bastoni sono stati pensati per riprodurre incantesimi e in pratica fornire più slot a degli incantatori o dare qualche slot bonus a dei non incantatori. Ma rispettando le normali regole degli incantesimi per semplicità.

 

Per quanto riguarda il lancio di due cose assieme, ricordati che potrebbe valere solo per fialette e simili, e che tutto sommato il costo in gp degli oggetti non necessariamente vale l'effetto combinato: un fuoco di alchimista e una fialetta d'acido assieme fanno 2d6 danni, al costo di 30gp. Al lv1 o al lv2 può anche essere una gran cosa, ma ricordati che al lv3 vai in pari con l'alchimista che fa lo stesso danno aggiungendo l'intelligenza ai danni e avendo tot usi al giorno senza spendere denaro. 

In realtà non è così..se c'è una persona morente gli fai bere la pozione, perché la pozione contiene in sé un incantesimo di cura, non ti dà un incantesimo appena la bevi, te ne applica gli effetti, se tu bevessi una pozione che ha insito un incantesimo palla di fuoco ti prenderesti i danni di una palla di fuoco. 

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ragazzi...pozione di palle di fuoco?!?!

 

A potion or oil can be used only once. It can duplicate the effect of a spell of up to 3rd level that has a casting time of less than 1 minute and targets one or more creatures or objects.

 

direi che palle di fuoco non sia una spell che rispetta il requisito in grassetto..

quindi nada pozioni di fireball...

tra l'altro, l'incantesimo contenuto nella pozione ha effetto su chi BEVE la pozione.
Quindi una pozione di shocking grasp avrebbe utilità nulla, dato che per aver effetto dovresti farla bere al nemico...good luck :D

 

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1 minuto fa, Fioppo ha scritto:

per le pozioni no, è scritto esplicitamente quali inantesimi si possono usare per fare pozioni.
Altrimenti diventerebbero troppo forti in alcuni casi

 

per mischiare due fuochi alchimista &co, anche qui direi di no.
Innanzitutto, se permetti di lanciarne due insieme, dovresti permettere di lanciarne anche 3, 4, 5 etc etc

In secondo luogo, secondo la stessa logica, dovresti poter lanciare due freccie legate insieme con un singolo attacco, oppure altre porcherie simili.

E il rischio di andare velocemente fuori scala è dietro l'angolo

Semplicemente non lo concederei da DM, se vuoi fare la combo fuoco alchemico + olio, basta fare un'azione preparata con un tuo compagno.

Se è per altri motivi, al 99% porta ad abusarne, quindi da DM meglio non concedere porcherie gratuite

In realtà nel talento "brew potion"  c'è scritto "you can create a potion of any 3rd-level or lower that u know" 

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certo, ma sempre di pozione si tratta..

quindi devi comunque rispettare i requisiti delle pozioni.

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4 minuti fa, Fioppo ha scritto:

ragazzi...pozione di palle di fuoco?!?!

 

A potion or oil can be used only once. It can duplicate the effect of a spell of up to 3rd level that has a casting time of less than 1 minute and targets one or more creatures or objects.

 

direi che palle di fuoco non sia una spell che rispetta il requisito in grassetto..

quindi nada pozioni di fireball...

tra l'altro, l'incantesimo contenuto nella pozione ha effetto su chi BEVE la pozione.
Quindi una pozione di shocking grasp avrebbe utilità nulla, dato che per aver effetto dovresti farla bere al nemico...good luck :D

 

Era per fare un esempio la palla di fuoco xD 

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Palle di fuoco era solo un esempio stupido che mi era venuto in mente, non intendevo l'effettiva esistenza di una pozione del genere!

Potions are like spells cast upon the imbiber. The character taking the potion doesn't get to make any decisions about the effect—the caster who brewed the potion has already done so. The drinker of a potion is both the effective target and the caster of the effect (though the potion indicates the caster level, the drinker still controls the effect).

Si, ho fatto prima confusione e mi sono spiegato male con la faccenda del lancio di incantesimi legati alle pozioni, scusate ma stamattina ho già fatto grossi strafalconi. Comunque la parte in grassetto taglia la testa al toro: devi bere la pozione perchè questa abbia effetto. 

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    • By Voglia_0
      Ciao a tutti,
      Mi chiedevo una cosa... in molti incantesimi della 5.0 viene specificato come target "un qualsiasi bersaglio che l'incantatore possa vedere" questo vuol dire che se c'è un ostacolo (albero, altri pg/png, scudi, etc...) questo viene aggirato e fin qui... ma nel caso limite in cui il mago sia rinchiuso in una stanza senza nè finestre nè fessure e stia usando chiaroveggenza nella stanza accanto, può lanciare il un dardo infuocato su un target in quella stanza?
      Ditemi cosa ne pensate,
      Grazie
    • By Incendio93
      Buonasera a tutti!
      Premessa: ho fatto varie ricerche sui tiri salvezza e sui modificatori ambientali o situazionali che possono intaccarli, e ho trovato una cosa incredibile! Non esiste nulla del genere nel regolamento 3.5!
       
      Ho sempre trovato il regolamento di d&d piuttosto realistico, ovviamente alcune meccaniche DEVONO funzionare in un certo modo, quindi possono risultare meno condivisibili, ma l'assenza di questi modificatori mi ha proprio spiazzato, vi spiego meglio cosa intendo dire:
       
      Un pg che fa un tiro salvezza sui riflessi mentre si trova su dei trampoli sopra dell'olio non avrà nessuna difficoltà in più a schivare un attacco.
      Lo stesso pg che farà lo stesso tiro salvezza sui riflessi mentre si trova "paralizzato" o "stunnato" (entrambi status che impediscono il movimento) non avrà alcuna difficoltà.
      Un pg che fa un tiro salvezza volontà mentre due aguzzini lo prendono ripetutamente a pugni o lo torturano avrà la stessa forza mentale di quando si sveglia la mattina dopo un bel sonno ristoratore.
      Un pg che fa un tiro salvezza tempra dopo aver fatto 5 giorni di maratona nel deserto senza acqua avrà la stessa resistenza fisica che avrebbe dopo un pranzo in osteria.
       
      Questa meccanica, per quanto capibile a livello regolistico, mi sembra profondamente sbagliata.
      Una soluzione potrebbe essere quella di apllicare i malus che otterresti dal tuo "status" anche ai tiri salvezza, per esempio, sei in uno status che azzera il bonus di DEX alla CA? Via il modificatore anche dal TSR; sei in uno stato che ti impedisce la concentrazione (tipo nauseato)? Via il bonus di sag alla volontà
      È un poco semplicistico e non copre tutte le situazioni, diciamo che sarebbe più che altro a valutazione del master.
      Sono curioso di sapere cosa ne pensate e se utilizzate qualche regola creata da voi in proposito.
    • By Gmon
      Ciao.
      Non sono sicuro sia la sezione giusta.
      Col mio gruppo siamo prossimi a finire il dungeon del mago folle, mi sono reso conto che non ci sono altre avventure ufficiali che arrivano al livello 20.
      Che voi sappiate esistono delle "linee giuda" per adattare le avventure ufficiali a livelli piu' alti?
      Cosi' facendo potrei far giocare discesa nell'avernus dopo principi dell'apocalisse, ma e' solo un esempio, se conoscete le avventure ufficiali accetto ben volentieri consiglio su quali sarebbe meglio giocare assieme a livello di contenuti, anche per creare agganci di trama.
      Grazie a tutti.
    • By Teo777
      scusate ma quando al turno di un personaggio che è inconscio perchè è al di sotto dei suoi punti feriti ma ancora in vita, tira un 20 per stabilizzarsi, recupera 1 pf e poi resta a terra e per il suo turno è tutto oppure si può rialzare spendendo la metà del suo movimento e fare altro?
      grazie
    • By Bellerofonte
      Ordine di iniziativa standard:
      A un certo punto, immediatamente dopo 4, un alleato (Tholin) entra in battaglia teletrasportato, prendendo alla sprovvista i nemici. Da master, gli ho concesso un turno extra dato dalla sorpresa. Quindi solo per quel turno:
      e in quello successivo, avendo tirato di iniziativa >3
      Sono un po' nabbo con le meccaniche della 5e, è corretto oppure no?
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