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Passaggio verso nord
Lord Eryndor Valthorne Scuoto la testa dopo le parole di Kyzara Mercante... bah... sono stato un cavaliere, ho ottenuto la mia terra e ho costruito un piccolo dominio. Ma un mercante? Mai Parole infingarde di una creatura infingarda commento una volta che essa si è allontanata, concedendo a Lorelai il suo momento e concentrandomi sulla torre. L'ingresso è maestoso e la struttura, che avevamo intravisto al momento della breve visita precedente, mostra ora le sue peculiarità. Un'opera di ingegneria imponente Pagherei svariati sacchi di danaro per installare alcune di queste a Solmont dichiaro, con piglio professionale E' molto valida, anche se temo non ci sia di grande aiuto una torre in mezzo a una foresta. Non esattamente la difesa che possiamo portarci dietro nello zaino. A quel punto sento le lamentele delle driadi prigionere Non penso vi sia alcun dubbio su dove andare, vero Tiburzia?
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La salsedine Nera
Irissya E' vero, siamo riusciti a recuperare più di qualche utile ninnolo all'interno di quella serie di grotte nascoste spiego a Sarya, mostrandole la conchiglia ricevuta ed elencandole sommariamente i ritrovamenti Se si tratta del fatto di condividere il bottino, come si fa quando assaltiamo una nave tutte insieme, vorrei però far notare che questo è stato ottenuto unicamente con i nostri sforzi metto in chiaro E a maggior ragione vorrei far notare che questa conchiglia mi è stata donata dalla mia dèa e l'idea di separarmene mi ripugna, capitano. Forse però potreste avere maggiore interesse nella reliquia che il qui presente Yebsa (daje @Cuppo ) sembra custodire assai gelosamente fin da quando vi ha posato sopra le sue callose mani. Mani che però sanno come percuotere, questo glielo riconosco.
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Capitolo Quattro – Nuove direzioni, nuove opportunità
DM Elisette si volta di scatto alle parole di Zalabirus Sì, l’ho fondata con Kassh, quando sono giunta qua che non avevo niente. E con l’intento di dare un’occasione a chiunque ne cercasse una, indipendentemente dalle sue origini e dal suo modo di operare, dopo che questa stupida guerra si era conclusa dichiara, la voce leggermente più alta del solito, il viso impassibile ma solcato da uno sguardo fiero. Ben presto raddrizza di nuovo la schiena, riprendendo il suo tono di voce usuale Io- fa per parlare. Ma è Thorek a portare avanti una arringa degna di nota, una profondità che porta Kassh ad annuire più volte, gli occhi lucidi. Le parole del nano sono sinonimo di orgoglio, appartenenza e ambizione. L’elfa si irrigidisce, come se avesse ricevuto uno schiaffo in viso, sebbene il tono dell’artefice sia quantomai conciliante. Ella rimane in silenzio, dopo quelle parole. Gli Avventurieri hanno parlato e lei sembra prendersi il suo tempo per rimuginarci sopra. Potremmo… potremmo effettivamente fare molto ammette, inclinando leggermente di lato il capo Per me è…. sospira, massaggiandosi le tempie con le dita …è una questione che va aldilà del semplice combattere, però… il suo sguardo passa tra i presenti, fissandoli a lungo ad uno ad uno: Thorek, Danny, Nix, Zalabirus e infine OC34N. Dopo aver fissato anche quest ultimo infine solleva lo sguardo e si aggiusta gli occhiali sul naso Dannazione, so che finirò per pentirmene, ma… d’accordo. Verrò con voi nel Droaam dichiara infine. Kassh batte le mani, esaltato, tacciato ben presto dalla mano sollevata dell’elfa Ma voglio mettere una cosa in chiaro, nonostante i miei precedenti non voglio guidare un esercito. Sono stata un soldato prima di una condottiera. Mi adatterò alle vostre strategie e vi seguirò, ma lasciando a voi le decisioni importanti. Quindi fa qualche passo avanti, per poi chinarsi fino a guardare Thorek in viso Io non ho mai detto che non mi piaci, Thorek. Penso sinceramente che le diatribe tra razze siano ciò che ha portato a tutti questi stupidi conflitti. Magari un giorno mi capirai meglio si rialza Fino ad allora, mi prenderò cura di te come degli altri sul campo di battaglia. Nessuno verrà lasciato indietro. Lucius sospira, per poi alzarsi in piedi Io ci ho provato, con discrezione dichiara, per poi fare spallucce. Kassh invece applaude felice a quella alleanza La migliore squadra possibile! commenta E si parlava di promozioni, quindi quale miglior momento della formazione della rappresentanza del Circolo degli Esploratori al Torneo dei Campioni? Kassh quindi si dirige dietro il bancone, aprendo un cassetto ed estraendone delle nuove spille a forme di teschio, queste di un color bronzo Consegnate le vecchie e prendete queste che sono nuove, poiché ora non siete più Avventurieri ma Esploratori! Non vi sarà più un prezzo da pagare per soggiornare in gilda per le persone più eminenti e allo stesso modo potremo offrire un deposito agevolato per qualunque bene che vogliate tenere al sicuro. Nulla che possa competere con il Casato Kundarak, ma non tutti sono baciati dal marchio del drago scherza State scalando rapidamente la gerarchia e se nel Droaam compirete l’impresa, allora potreste davvero diventare le colonne portanti della nuova gilda. Tra l’altro abbiamo ancora delle missioni se volete rafforzarvi e fare pratica in vista del Torneo. X tutti, missioni disponibili nella bacheca della gilda Tra il dire e il fare c’è di mezzo il conquistare interrompe Elisette Analizziamo la situazione, facciamoci due calcoli commenta l’elfa Oggi è il 16 di Vult e il termine ultimo per presentare la domanda presso l’ufficio di iscrizione a Murogrigio è per il 28 di Zarantyr, ovvero tra 40 giorni esatti. Ci sono molti giorni di viaggio davanti a noi. Il Casato Orien non ha mai ottenuto il permesso di installare nemmeno un binario del proprio sistema dei treni folgore nel Droaam. Anche raggiungendo il punto più vicino, vale a dire Wroat, dovremmo comunque attraversare il Fiume Elsa e da lì prepararci a un viaggio di più di 700 chilometri dentro un territorio che non conosciamo fino a Murogrigio. Il Droaam ha strade, per fortuna, ma è anche un ambiente alieno per molti di noi spiega Io vi seguirò d’ora in avanti, tanto vale approfittare di ogni occasione per abituarci a combattere assieme. Era vero ciò che diceva Kassh. Vi erano per loro nuove direzioni e nuove opportunità. X tutti
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Servizio Mano Rossa
@Melqart se non ti scoccia vorrei mandare Brando al tempio di Pelor e poi chiudere la giornata. Altrimenti lo faccio il giorno dopo in game. P.s. due goblin 900 pe. Un'idra 1200. la prossima volta mi concentro sui goblin
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[Alonewolf87] 5° Edizione - Il Lamento della Foresta - Topic di Servizio
Scusate il ritardo
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I - La foresta stregata
Brando La risposta dell' halfling conferma i miei sospetti. Nessuno sa cosa sta per accadere e il mago meno degli altri, appare così distratto che non è difficile credere che sia all' oscuro di tutto. Tuttavia mi concentro anche io sulle sue facezie e attendo, con curiosità, il responso sullo spadone. Quando mi alzo in piedi, stupito dalle proprietà dell' arma, Gertrude emette un bagliore rosso intenso. Non essere gelosa, quest' arma potrebbe farci comodo. Scandisco verso il maglio, parlandole come se fosse una persona. Prendo lo spadone dalle mani del mago e lo lego dietro la schiena. Grazie Signore, il suo aiuto è stato prezioso...e prezzolato. Ascoltandola mi sono reso conto che non ha la vaga idea della situazione attuale: Drellin's Ferry cadrà tra pochi giorni. C'è un esercito di hobgoblin guidato da stregoni e che annovera giganti e draghi nei suoi ranghi, fedeli a Tiamat, che sta scendendo nelle valli. Noi tre, insieme ad altri compagni, abbiamo smantellato l'avamposto di quell' esercito nel mastio di Vrath. È dove abbiamo recuperato lo spadone. Poi abbiamo distrutto il ponte sulla via del commercio, rallentando l'avanzata di quell' esercito che altrimenti sarebbe già alle porte della città. Vi avviso perché siete una persona buona e mi spiacerebbe vedervi perire. Radunate le vostre cose e tenetevi pronto a partire. Prendo una pausa, cercando nell' halfling le reazioni alle mie parole, poi aggiungo con voce più calma Mi servirebbe un oggetto che aumenti la mia forza, anche di poco, così da stancarmi meno maneggiando le armi pesanti. Inoltre qualsiasi aiuto da parte sua potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte di molte persone. Confido nel suo buon senso. Grazie per il thè, era buono. Concludo e faccio per andare via, scoccando un'occhiata di intesa con Celine e Ayal.
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Capitolo Cinque - Una nuova speranza (di distruzione)
DM L’atmosfera all’interno della casa dei fratelli Fachish è carica di tensione, ma anche da un fetore mefitico che ricorda gli angoli più bui e sporchi di Boggerton, dove in barba alla logica animale spesso i goblin andavano a defecare ignorando l’istinto di farla negli angoli. Perfino Gobbla, creatura abituata ai recessi più bui delle caverne, sembra avere la nausea e mostra la lingua facendo versi gutturali, come un gatto in procinto di vomitare una palla di pelo. I miei sogni? domanda Fachish, gli occhi che si riducono a due fessure per focalizzare ciò che Mahrh gli mostra. A quel punto i bulbi oculari di Fachish si spalancano ed egli solleva le braccia SGROBROOOOT!!! tuona con un nuovo fragoroso peto IL SIMBOLO!! QUELLO ERA NEI MIEI SOGNI!! IL SIMBOLO PORTATO DALL’AYATOLLAH E DAI PASDARAN!! AAAHHH!!! grida, mentre Tal lo osserva esterrefatto. Fachish stringe i bordi del tavolo I sogni mi hanno sussurrato che il Vento si sarebbe manifestato a me, portando le vesti del culto, i simboli del Vento e avrebbe portato per me l’occasione del potere! le sue dita grassocce si stringono sul tavolo SGROBROOOOT!!! SGROBROOOOT!!! scoreggia con una doppietta tale da far tremare le tende di una finestra dietro di lui Questo cambia…. Questo cambia tutto! Rastor è davvero il borgo dove spira il vento di nuove avventure! dichiara. Si alza dal tavolo, caracollando con la sua mole verso i goblin Amici, ahem… Ayatollah e pasdaran, portatori del vento del cambiamento, vi aiuterò ovviamente! dichiara, in un tono assai più remissivo ora Ma se avete tempo per aspettare, allora non ci sarà nemmeno bisogno di un tanbrosh diverso spiega Fachish Thandain dovrebbe finire le sue dosi oggi e tra tre giorni sarà al massimo della sua astinenza. Farò in modo che Tal non esca di casa, così che non possa rifornirsi, vero? domanda, guardando il fratellino che si fa se possibile ancora più piccolo Il tanbrosh spiega Fachish E’ prodotto dalla raffinazione di un fiore secondo un metodo che però terrò per me specifica il grasso alchimista Ma per farla breve i suoi benefici sono molto minori della dipendenza mortale che crea. Inizialmente pensavo che i sogni mi indicassero il modo per conquistare questa città. Rendere dipendenti molta gente e far eleggere me o Tal come anziano a capo della città illustra E abbiamo ottenuto molto in questo senso. SGROBROOOOT!!! scoreggia, per poi aggiungere Tal, elenca Tal quindi si schiarisce la voce, esibendo un sorriso aziendale Al momento di persone dipendenti dal Tanbrosh abbiamo sedici abitanti, un orco della tribù di Kreugna, Verg che anche lui è un orco cacciatore, Tunraug il nano fabbro di paese, Thandain che già consocete a quanto ho capito e quattro membri della guardia cittadina spiega con una punta di orgoglio. Fachish annuisce Mio fratello non è male come spacciatore con quella sua faccia da schiaffi. Possiamo facilmente ricattarli minacciandoli di non dare loro le dosi. Le vendiamo a un prezzaccio proprio per attirare la gente e poi manovrarla più facilmente, come banderuole sospinte dal vento. SGROBROOOOT!!! Però c’è un problema spiega Fachish La piantagione dove ci riforniamo di Tanbrosh si trova nel margine interno di un boschetto a nord. Sfortunatamente alcune creature fatate hanno preso a cuore il pericolo della pianta e vogliono difenderla da eventuali invasori. Normalmente mi faccio rifornire da alcuni contatti che ho, degli gnoll appartenenti a una tribù nomade delle colline a nord ovest. Potrebbero anche essere utili mercenari se vi servono rinforzi o alleati puntualizza Ad ogni modo, il Tanbrosh sta finendo e se per il discorso di Thandain può anche essere un bene, rischiamo di rimanere senza droga e con una ventina di possibili freschi cadaveri tra qualche giorno. Il tipo di casino che però non fa bene agli affari e rischia di farci scoprire Fachish si deterge la fronte con un panno lercio degno delle peggiori operazioni chirurgiche di Skunk Potreste aiutarci a riconquistare la piantagione, o vicari del Vento? domanda, concludendo la sua richiesta con un ultimo SGROBROOOOT!!! all’odore di cipolla rancida. X tutti
- Oggi
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La luna crescente
Le parole del paladino e l'ingenuità di Devras bloccano la figura curva di Vesper un istante prima che possa ritirarsi dietro la tenda del suo retrobottega. L'alchimista si volta lentamente. Sotto la luce scarlatta dei lucernari, le pagliuzze d'oro nei suoi occhi ambrati si contraggono, fissandosi sui presenti con una freddezza geometrica. Un verso aspro, simile a una risata soffocata, gli sfugge dalle labbra pallide mentre osserva Selyra specchiarsi nell'ossidiana e Fiore della Giungla ringhiare a denti stretti. Tranquilla, bardo... l'ossidiana si abbina squisitamente al pallore dei drow, ma dubito che i mostri della notte eterna si cureranno del vostro senso estetico quando vi daranno la caccia. Il suo sguardo si sposta poi su Fiore della Giungla, trafiggendola con deliberata indifferenza per il suo disprezzo. Potete considerarmi antipatico quanto volete, Fiore, purché la vostra antipatia vi mantenga in vita abbastanza da non far marcire quel cilindro nella cenere. Non sono qui per essere amato. Sono qui per fare in modo che la vostra incompetenza non distrugga il mio lavoro. Poi, l'alchimista si focalizza su Shamàsh e Devras. La menzione del Porto di Scoria e la domanda sulla tranquillità fuori dalle mura sembrano risvegliare in lui una severità quasi accademica, priva di qualsiasi pietà. Fa un passo avanti, appoggiando le dita guantate sul bancone di ardesia. Tranquilla, Devras? Voi chiamate questo laboratorio e questa fortezza tranquilli solo perché le mura di basalto filtrano l'orrore. Ma appena farete un solo passo oltre le porte di ferro di Ouroboros, la vostra illusione si disintegrerà nello spazio di cento metri. Vesper solleva un dito, indicando la direzione del Nord, verso cui Shamàsh ha suggerito di dirigersi. Il paladino ha l'istinto del soldato, ma manca di lungimiranza alchemica. Volete andare dritti al Porto di Scoria senza passare dall'Ultimo Respiro? Una scelta audace. Ma sappiate esattamente cosa vi aspetta non appena varcherete quel cancello. Vi tufferete dritti nella Piana della Cenere Silenziosa. Lì dentro, il suolo è mezzo metro di polvere oleosa che assorbirà ogni vostro rumore. Camminerete in un vuoto pneumatico dove sentirete solo il battito del vostro cuore e il fumo acido che vi brucia la gola. Sotto i vostri piedi si nascondono le Bocche del Vuoto: un passo falso, e cadrete in crepacci invisibili di fumo sulfureo. Fissa Devras, stringendo gli occhi. E se davvero punterete a Nord, verso il porto, vi scontrerete con i Picchi di Basalto e il Vortice del Nord. L'aria lassù crepita di magnetismo alchemico. Se indossate metallo pesante, le vostre armature vi peseranno come piombo e le vostre bussole impazziranno. Lassù i fulmini scarlatti colpiscono le rocce in un silenzio assoluto, attirati dalla magia e dal ferro. E ogni volta che oserete pronunciare una componente verbale per i vostri incantesimi, la Luna Rossa vi sputerà addosso una scarica arcana. Vesper lancia un ultimo sguardo a Zarath, il barbaro tiefling che già mostra noia e fretta di muoversi. Andate pure, dunque. Schifate pure l'Ultimo Respiro e lasciate indietro i vostri compagni deboli; in questo il paladino ha ragione, portarli con voi significherebbe solo regalare carne da macello agli Erranti della Cenere o ai Sifoni di Vermilia. Ma non sottovalutate la Notte Eterna. Fuori da qui non c'è orizzonte, non c'è luce bianca, e persino le vostre ombre si allungheranno davanti a voi, deformate e tre volte più lunghe, quasi avessero fretta di scappare dai vostri corpi. L'alchimista fa un passo indietro, svanendo nella penombra del retrobottega, mentre la sua voce giunge un'ultima volta, fredda e definitiva. La Strada delle Ossa è l'unica via artificiale. Se le lanterne a mercurio sono ancora accese, vi offriranno sei metri di barlume protettivo. Fuori da quei coni di luce... siete solo prede sotto Vermilia. Ora uscite. Il tempo stringe, e il ferro del cilindro ha fame. @ Tutti
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Passaggio verso nord
Il silenzio che si abbatte sulla grotta dopo la scomparsa di Kyzara è rotto solo dal pianto sommesso di Lorelai e dal rumore dei passi di Arkyn sul terreno bagnato. L'odore di olio minerale e ozono impregna l'aria, mentre i corpi dei mercenari, ormai ridotti a gusci vuoti, iniziano a sfaldarsi in cenere grigia. Lord Eryndor si sistema il mantello con un gesto rigido, mentre Godluin stringe tra le dita il proprio catalizzatore arcano, entrambi ancora scossi dalle parole gelide e sprezzanti che la diavolessa ha impresso nelle loro menti. Nonostante il terrore e il prezzo pagato, il portone della torre è finalmente spalancato davanti a voi: una ferita buia nel cuore della roccia che attende solo di essere varcata. Superata la soglia, vi trovate all'interno di un imponente Atrio d'Ingresso. L'oscurità qui non è assoluta, ma è rischiarata dalle ultime rune di fuoco fatuo lasciate dal passaggio di Kyzara, che morendo pulsano di una luce bluastra sulle pareti. L'architettura rivela immediatamente una solida, impeccabile e deliberata fattura umana: possenti blocchi di pietra squadrata, archi a sesto acuto dalle linee pulite e massicce travi di sostegno testimoniano la maestria degli artefici mortali. Questa struttura non è un rifugio di fortuna, né un accampamento improvvisato: è una fortezza permanente di soli tre piani, rifinita e perfettamente ordinata, progettata e innalzata dalla Giullare e dai suoi complici per i loro scopi. Mentre i vostri passi calpestano la pietra liscia del pavimento, avvertite una vibrazione profonda, ritmica e costante che scuote le fondamenta stesse della torre. Alle pareti laterali dell'atrio, enormi perni d'acciaio ruotano lentamente, collegati a colossali ruote dentate lubrificate che girano con precisione millimetrica. Capite subito l'origine di questo movimento: all'esterno, sui fianchi della struttura, due immense pale da mulino sono spinte dalla forza implacabile del fiume sotterraneo, trasmettendo la loro energia meccanica a tutto l'edificio per alimentarne gli ingranaggi. Al centro del soffitto, alto circa sei metri, pende un enorme lampadario circolare di ferro battuto, le cui catene di sostegno sono tese con geometrica precisione. Ognuno di voi avverte l'impatto di questo luogo in modo diverso... @ Tiburzia @ Lorelai @ Godluin @ Arkyn ed Eryndor Proprio al centro dell'atrio, lo spazio si apre su un monumentale sistema di collegamento verticale in pietra, mentre ai lati si rivelano le altre vie di questo primo livello: Dritta di fronte a voi, un'imponente struttura si sdoppia. Una rampa monumentale sale maestosa verso il secondo piano della torre. Sotto di essa, speculare, un'ampia scalinata scende solida verso il terzo e ultimo piano, situato nei livelli inferiori e parzialmente sommerso dalle acque del fiume. Sulla destra Una ripida e stretta scala a chiocciola in pietra si arrampica verso l'alto, da cui giunge un debole bagliore violaceo accompagnato da un acre fumo alchemico. Al centro-sinistra una pesante grata di ferro, ora spalancata, rivela una rampa di scale di servizio che scende direttamente verso le zone umide e fredde del terzo piano inferiore, da cui provengono i flebili lamenti delle driadi imprigionate. @ Tutti
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Iniziamo assieme un nuovo capitolo: D&D Book l'app che vi aiuta a gestire le vostre campagne
Ciao @Fandango16 sono lo sviluppatore di D&D Book! Purtroppo non é un app per telefono, ma una applicazione web che dovrebbe essere eseguita su di un server, e poi puoi accedervi da telefono. Purtroppo é qualcosa di un po' tecnico, ma se hai bisogno di ulteriori chiarimenti fammi sapere!
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Il Tempo dei Perduti
Lord Theremen ascolta i vostri interventi uno a uno, annuendo solennemente alle parole di Shage e incrociando lo sguardo risoluto di Akseli. Quando Erika esprime l'urgenza di partire immediatamente, senza nemmeno attendere l'alba, l'espressione del regnante si fa ancora più seria. Rimane un istante in silenzio, valutando il peso di quella richiesta nel cuore dell'inverno. La vostra determinazione vi fa onore, e la fretta di Erika non è dettata da avventatezza, ma da una saggia percezione del pericolo, esordisce Lord Theremen, la voce che risuona ferma nella sala. Si volta verso lo scrittoio, afferra una pergamena di pesante fibra vegetale, intinge la penna nell'inchiostro e scrive con tratti rapidi ma decisi. Asciugata la ceralacca rossa, vi imprime il sigillo di Highmoon — la mezzaluna d'argento racchiusa tra le fronde. Passa il documento ad Akseli. Questo è il salvacondotto per l'Abate. Vi aprirà le porte del Fascio Dorato senza che dobbiate fornire spiegazioni alle guardie di confine di Mistledale. Il Lord si concentra poi sulla richiesta di cavalcature avanzata da Akseli e sostenuta da Erika. Avete ragione, il tempo è il vostro nemico peggiore. Highmoon ha le stalle decimate dalla spedizione di Cassandra, ma non vi lascerò andare a piedi sotto la neve delle Valli. Nelle scuderie del palazzo ci sono quattro robusti cavalli da tiro leggero della Valle, abituati ai climi rigidi e ai sentieri ghiacciati. Vi verranno affidati immediatamente, insieme a razioni da viaggio per una settimana. Erika, il tuo destriero guiderà la colonna. Il regnante guarda infine Vaulath e Shage, stringendo le braccia al petto. Andate dunque. Se partite ora, cavalcherete nell'oscurità e nel gelo pungente dell'inverno delle Valli. Il sentiero verso nord-ovest che attraversa i boschi fino a Mistledale è insidioso di notte, specialmente con l'attività dei goblin . Ma capisco il vostro punto: il freddo della notte è nulla in confronto alla minaccia di quel medaglione. Lord Theremen fa un passo indietro e vi saluta con un cenno formale del capo, un gesto di profondo rispetto per dei viandanti che si stanno facendo carico del destino della regione. Che Chauntea vegli sui vostri zoccoli, Vaulath. E che la fortuna guidi le vostre lame. Le porte sul retro della fortezza sono aperte per voi. @ Tutti
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Topic di Gioco: Edge of Thorns
SNESferatu ha risposto a SNESferatu a un discussione Topic di Gioco in Changeling: The Lost - Edge of ThornsSiepe di Lockham Il gruppetto si rimette in movimento quasi subito. Nessuno ha davvero voglia di restare fermo nella Siepe più del necessario. Aaron si carica Katie Sato sulle spalle con tutta la cautela possibile in una situazione del genere, mentre Taiga trascina con sé il lealista piumato. Simon non oppone quasi resistenza ormai; continua solo a lanciare occhiate nervose verso i rami sopra di voi. Ripercorrete i vostri passi attraverso quella versione corrotta di Lockham. I palazzi spezzati e invasi dalla vegetazione sembrano diversi rispetto a pochi minuti prima, come se la Siepe avesse approfittato della vostra distrazione per cambiare disposizione alle cose. I rovi si stringono un poco di più attorno ai muri. I rami scricchiolano sopra le vostre teste anche quando non c’è vento. Ed è allora che capite cosa avevate sentito prima. In un punto a metà strada tra la radura dove avete preso Simon e il portale da cui siete arrivati nella Siepe, dove prima c’era solo vegetazione contorta ora cresce un albero enorme e storto, comparso come dal nulla. Il tronco è pallido e pieno di spine lunghe quanto coltelli, mentre i rami si allungano sopra di voi come dita scheletriche. E da quei rami penzolano corpi. Decine e decine di animali impalati vivi sulle spine dell’albero: conigli, corvi, topi, cani randagi, qualche volpe. Alcuni sono morti da tempo. Altri si agitano ancora debolmente. L’odore di sangue vecchio e linfa marcia è nauseante. Simon si blocca immediatamente. "No..." sussurra, con terrore negli occhi. Uno degli animali appesi si muove. Una faina infilzata attraverso il ventre apre lentamente gli occhi. Per un attimo resta immobile a fissarvi, poi comincia a ridacchiare. Un verso secco, disgustoso, accompagnato da schizzi di sangue e saliva nera. La creatura gira il muso verso Simon. Quando parla, la sua voce è roca e corrosa, come quella di qualcuno che abbia fumato sigarette per quaranta anni. "Hai deluso moltissimo la padrona, Simon." Simon impallidisce ancora di più, se possibile. La faina tossisce violentemente e dalla bocca le escono piccoli rovi bagnati di sangue. "E se non ti sbrighi a portarle le prede pattuite...” continua, stirando il muso in qualcosa di simile a un sorriso, "sai già chi prenderà il loro posto." Gli occhi dell’animale passano lentamente su di voi uno alla volta. "Interessanti, i tuoi amici..." gracchia. "Li terremo d’occhio." "Non è questa la stagione per incontrarci a tu per tu." E subito dopo la faina si strappa da sola dalla spina che la trapassa. Il corpo cade nel fango con un tonfo. Rigetta un ultimo fiotto di rovi dalla bocca, si contorce per qualche secondo... e poi resta immobile. Simon sviene tra le braccia di Taiga. Offgame
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Beyond the Pale
Bayla Rosenthal Sotto lo shul
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[Alonewolf87] Il Lamento della Foresta - Parte 3
Rasziros paladino dragonide "Facciamo attenzione a non farci dividere!" Dico a tutti, imitando Jax Azione
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Capitolo 1. da Bögenhfen ad Altdorf
Pentolino ha risposto a AndreaP a un discussione Libro 2 - Morte sul Reik in das Neue Feind im InnernMaus Presi gli incartamenti su carico e personale, l acchiappa ratti si diresse verso l ufficiale portuale. “Ecco qui, ci fermeremo qualche giorno per fare rifornimento e provare a vendere il nostro carico.” Disse senza star li a dare troppi dettagli e sperando che i suoi amici gli reggessero il gioco.
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Perché D&D 5a Edizione ha avuto successo e la 5.5 sta fallendo
Premesso che “è scritto con l’intelligenza artificiale” non è un argomento, l'articolo è una traduzione, come specificato nell'introduzione. Se l'originale inglese fosse generato da un'IA, cosa di cui non c'è evidenza, non cambierebbe comunque nulla: un argomento è valido o sbagliato indipendentemente da chi lo ha formulato. Secondo me stai contestando l’articolo finendo però per confermarne la tesi centrale. Tu dici: la 5.5 non è fallita perché è cambiata troppo, ma perché non è cambiata abbastanza. Il problema è che questa opposizione funziona solo se riduciamo “ethos” a “nostalgia per le regole vecchie”. Ma non è quello il punto dell’articolo. L’ethos non significa “non toccate nulla, lasciateci i THAC0 e le tabelle per aprire le porte”. Significa che un’edizione può anche cambiare moltissimo, purché al tavolo continui a produrre un’esperienza riconoscibile come D&D. La 5e infatti ha cambiato tanto rispetto alla 3.5, verissimo. Ma non ha rotto il patto emotivo e ludico con D&D. Ha semplificato, ha snellito, ha abbassato la soglia d’ingresso, però ha mantenuto una forma molto riconoscibile: classi, livelli, incantesimi, slot, razze fantasy, archetipi chiari, progressione da avventuriero relativamente fragile a eroe, mostri iconici, tono fantasy classico. Non era “3.5 semplificata”, ma non era nemmeno “un altro gioco con sopra il logo D&D”. È esattamente per questo che ha funzionato. La 4e, al contrario, era piena di buone idee di game design. Bilanciata, leggibile, tattica, persino elegante in molti aspetti. Eppure una parte enorme del pubblico l’ha respinta perché non sembrava D&D. Questo dovrebbe suggerire che la questione non è “cambiare sì” o “cambiare no”. La questione è: che cosa stai cambiando, in che direzione, e che esperienza produci al tavolo? E qui la tua critica alla 5.5 diventa curiosamente identica a quella dell’articolo, solo con un cappello diverso. Dici che fare il master in quinta è miserabile. Perfetto: questo è un problema di ethos, non solo di regolistica. Se D&D scarica sempre più lavoro sul DM, se gli incontri vanno ricostruiti, se la gestione delle risorse non funziona, se il gioco promette tre pilastri ma ne sostiene davvero uno e mezzo nei giorni buoni, allora il gioco non sta solo avendo “problemi tecnici”. Sta fallendo nel produrre il tipo di esperienza che dice di voler produrre. Dici che la 5.5 appiattisce le specie. Anche qui, grazie per l’assist. L’articolo sostiene proprio questo: non che separare specie e cultura sia impossibile o sbagliato in assoluto, ma che farlo senza sostituire ciò che togli con qualcosa di altrettanto forte produce vuoto. Eberron funziona perché ha identità culturali, tensioni storiche, nazioni, religioni, istituzioni, conflitti. Non dice semplicemente “gli orchi sono una skin, divertitevi”. Fa il lavoro. La 5.5 spesso no. Toglie attrito, ma non aggiunge nulla. Dici che l’arte è bella ma manca di direzione unitaria. Anche qui, stai riformulando la critica dell’articolo con parole più gentili. “Non ha edge” e “non ha direzione visiva coerente” non sono due problemi opposti. Sono due modi diversi di dire che il manuale non comunica un’identità forte. Puoi avere illustrazioni tecnicamente bellissime e comunque un art direction debole. Un portfolio non è un manuale. Una galleria di immagini belle non è necessariamente un immaginario. Dici che la 5.5 è una patch note e non una nuova edizione. Verissimo. Ma anche qui: non è una confutazione, è parte del problema. Wizards ha cercato di venderla come revisione compatibile, non come rottura netta. Quindi si è messa da sola in una posizione impossibile: cambiare abbastanza da giustificare nuovi manuali, ma non abbastanza da spaventare chi aveva investito dieci anni nella 5e. Risultato: abbastanza diversa da irritare, non abbastanza diversa da risolvere. Una specie di intervento chirurgico fatto con la filosofia del cerotto. La tua tesi, in pratica, è: “la 5.5 fallisce perché non ha una direzione forte, non risolve i problemi strutturali, appiattisce le specie, sovraccarica il DM, ha un’identità visiva incoerente e cerca di piacere a tutti”. Che è esattamente una diagnosi di perdita di ethos. Solo che tu la chiami game design, come se game design ed ethos fossero compartimenti stagni. Non lo sono. L’ethos di un gioco emerge anche dalle sue regole. Se le regole rendono irrilevante l’esplorazione, l’ethos cambia. Se la gestione delle risorse non conta più, l’ethos cambia. Se i personaggi partono già pieni di capacità e reti di sicurezza, l’ethos cambia. Se il DM deve compensare continuamente a mano ciò che il sistema non sostiene, l’ethos cambia. Poi possiamo discutere se l’articolo esageri, se idealizzi troppo le vecchie edizioni, se usi toni da “vecchio al bar che guarda male i tiefling color pastello”. Ci sta. Ma il punto centrale regge: la 5.5 dà spesso l’impressione di non sapere che esperienza vuole produrre, se non “la 5e, ma aggiornata, ma compatibile, ma nuova, ma non troppo, ma moderna, ma familiare, ma per tutti, ma senza scontentare nessuno”. E quando una direzione creativa prova a non scontentare nessuno, di solito finisce per scontentare persone molto diverse per motivi sorprendentemente compatibili. Quindi no, il problema non è semplicemente che la 5.5 sia cambiata troppo o troppo poco. Il problema è peggiore: ha cambiato cose delicate senza abbastanza coraggio, senza abbastanza sostanza e senza abbastanza identità. Che è, appunto, ciò che l’articolo chiamava perdita dell’ethos di D&D.
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Bologna Games 2026, 22-23-24 Maggio
Sulla pagina dell'evento sono state aggiunte le informazioni riguardanti l'iniziativa di beneficenza collegata alle nostre ttività al Play di Bologna 2026.
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PLAY - FESTIVAL DEL GIOCO 2026
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Capitolo 1 - Fire in the Mountains
#53 12 Adderskrak 2516 i.c. - metà pomeriggio [nubi e vento forte - inizio autunno] Furono giorni di cammino attraverso i boschi e di ricerca del corretto sentiero. Guidati da Yuki i nani percorsero tratte lunghissime. Era il primo pomeriggio del secondo giorno quando la foresta davanti a loro iniziò a cambiare. Gli alberi intorno a loro iniziarono a ritrarsi sostituite da formazione cristalline che emergevano dal terreno come fossero una stani arbusti. L'erba sottostante ' pareva normale ma era alta trenta centimetri filifome e particolarmente rigida
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D&D, solo D&D, sempre D&D
Secondo me, se volete fidelizzare le persone, dovreste con serenità e senza costrizione creare un bel clima scegliendo assieme i giochi e come suddividere i gruppi. Se li conoscete poco, e volete che la loro presenza sia longeva, da un lato bisogna accontentarli. Non vedo perché insistere a farli giocare a giochi di nicchia, soprattutto se fossero agli inizi.
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Un nuovo inizio
Saxam Inizio a pensare che è tutto finito. Sono agli sgoccioli delle mie forze. La vista si annebbia. Una piccola lucina compare dal nulla e il suo tocco mi ridà vigore. Allo stesso tempo Nyd arriva in mio soccorso. Amico mio. Sussurro commosso dall'arrivo improvviso di così tanto aiuto. Anche se le ferite continuano a sanguinare ho ritrovato sicurezza. Recito una breve forma e il mondo intorno a me rallenta. Sembra tutto più chiaro e semplice ora. Anche Nydrian e le mie fidate scimmie hanno la stessa sensazione. Le due bestie rimaste continuano a lottare con i diavoli al meglio delle loro capacità. Insieme tranciano la carne del Barbazu staccandone brandelli interi anche se non abbastanza da ucciderlo. Scimmie Azioni
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I - La foresta stregata
Harmek Guardo le guardie, qualcuno vada a chiamare Ayal o Brando, rimarrò qui con il prigioniero fino al loro arrivo. Grazie a loro potremmo parlarci prima Così Norro avrà una prova tangibile della necessità di convocare subito quel consiglio
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Un nuovo inizio
Nydrian Guardo le ferite di saxam e sono complesse come quelle di sammus, non riesco a sistemarlo ma ho iniziato a piazzare il materiale per curarlo efficacemente
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D&D, solo D&D, sempre D&D
Non abbiamo chiesto di giocare a D&D, abbiamo chiesto di giocare AD UN GIOCO DI RUOLO, ma per molti gdr = D&D. Capisco che, almeno all'inizio, non conoscano altro ma poi pare proprio che non vogliano conoscere altro
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Uccisori di Giganti - Gruppo Unico
Braknak nano predatore Sto per rispondere male alla strega, ma evito. Almeno è stata utile...
fino