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Dragons´ Lair

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  1. Oggi
  2. Avevo diversi starter kit di Fallen, ma li ho cancellati per sbaglio ed è impossibile recuperarli. A me i Fallen, usati come PNG, piacevano moltissimo: molto più dei Neverborn, degli Spiriti dell’Umbra, delle Chimere, degli Alieni o dei Re Yama. Le ultime cronache che ho narrato erano infatti tutte Fallen‑centriche. Purtroppo non vedremo mai un’edizione del ventennale, e mi sono anche perso Mage in italiano. Non credo che riuscirei a giocare un Fallen come personaggio giocante, ma come PNG li ho trovati fenomenali. Anche se erano più cristiani che genericamente abramitici, li consideravo perfetti per l’atmosfera di Vampire.
  3. A me piace scrivere house rule con uno scopo preciso. Ho visto GM riscrivere interi giochi da zero, ma se devo fare una cosa del genere, onestamente, non inizio nemmeno. Se consideriamo l’ambientazione come una forma di regola, allora sì: dato che mi piace creare ambientazioni di ogni tipo, si può dire che, da questo punto di vista, sono un prolifico “scrittore di regole”.
  4. Di solito modifico le regole e l’ambientazione all’inizio della campagna, ma poi non tocco più nulla. Negli anni passati ho progettato e testato molte house rule, ma ormai sono più di dieci anni che non le modifico più. Gli unici giochi che mi sono piaciuti così tanto da giocarli davvero RAW sono stati Ars Magica e Sine Requie. Non uso le house rule per stravolgere un gioco: se per avvicinarlo alle mie idee c’è troppo lavoro da fare, semplicemente non lo gioco. Per esempio, non mi piace giocare solo a livello “strada”, non mi interessa l’orrore intimo e non voglio passare troppo tempo sulla caccia; quindi non gioco al World of Darkness 5a edizione. Con le edizioni del ventennale ho fatto solo pochi ritocchi: ho eliminato i doppi kit, cose come i fera abbracciati non esistono e basta, e ho modificato un po’ i Fomore. Nel mio gioco sono indistinguibili dagli umani (senza mezzi mistici), sono costruiti in modo diverso e non volevo che sembrassero i mutanti delle Tartarughe Ninja. Inoltre ho inserito i Caduti anche prima del 1999. Insomma, cambi minimi, soprattutto di lore. Devo dire però che almeno sono consapevole di aver apportato modifiche alla lore o di stare usando house rule. Dal vivo, invece, ho incontrato molte persone che dicevano di giocare RAW, ma poi una regola se la ricordavano male, un’altra l’avevano cambiata insieme al tavolo… solo che si vergognavano ad ammettere di aver applicato una house rule.
  5. Nei giochi di ruolo il livello tecnologico tende a non cambiare mai, principalmente perché sia il GM sia i giocatori desiderano giocare un certo genere e non hanno interesse a modificarlo. Va anche detto che, in generale, il livello tecnologico non è un aspetto che interessa particolarmente né ai giocatori né ai GM, e di conseguenza nemmeno agli autori. Per quanto ne so, regole strutturate per gestire i livelli tecnologici e le invenzioni esistono solo in GURPS; tuttavia, anche lì, se un giocatore vuole giocare fantasy, difficilmente vedrai l’ambientazione evolvere fino al Rinascimento. In 37 anni di gioco, solo io e un altro GM che ho conosciuto in passato abbiamo effettivamente fatto cambiare il livello tecnologico in GURPS. È anche molto raro che si importino personaggi da epoche diverse — per esempio dal Dark Age del World of Darkness, dall’età vittoriana o dal mondo contemporaneo. Semplicemente non c’è richiesta, e quindi non c’è mercato: senza domanda, non nasce un’offerta. Per cambiare il livello tecnologico serve che il GM abbia almeno un minimo interesse per la storia della scienza e della tecnologia, e questo non è affatto scontato. Per quanto riguarda la letteratura, non saprei dire molto: l’unico fantasy che ho letto (oltre a Tolkien) è lo Sword & Sorcery, e lì al massimo il livello tecnologico tende a regredire, non certo ad avanzare. Ah, dico tutto questo contro il mio interesse perché a me le scoperte e i cambi di LT o di ambientazione piacciono, ma devo anche guardare in faccia alla realtà.
  6. Salve. Al momento non ho particolari problemi; il punto è che i giocatori sono quattro e tutti inesperti, quindi volevo capire se fosse possibile definire una procedura che mi eviti complicazioni in futuro. Per quanto riguarda il contesto in cui mi arrivano le proposte… Sinceramente l’ho un po’ rimosso. A volte mi contattano telefonicamente, altre volte di persona davanti a tutti, altre ancora in modi diversi. Per me l’importante è che la proposta sia fattibile all’interno delle regole e della campagna. Finora ne ho accettata solo una. Ma magari sbaglio. Sul fatto che i PG non sappiano cosa abbia fatto la mercante: beh, la mercante vive e lavora in un’altra città, in un’altra nazione. Se non si informano in qualche modo, non possono sapere cosa faccia. Inoltre, tutti i PG tranne uno non sono interessati alla mercante. In generale, quando gestisco una campagna non scrivo una storia predefinita: faccio agire i PNG e i PG nell’ambientazione, e mi limito a preparare la backstory. Di solito muovo alcuni PNG importanti e da lì emergono le avventure. Per quanto riguarda la creazione della mercante: per quanto riguarda quel blocco di regole uso le regole del manuale. Se il giocatore in questione non la prende come alleata, nel caso le cose gli andassero male lei potrebbe ospitarlo per un paio di giorni e offrirgli un aiuto ragionevole, nulla di più.
  7. Concordo con @d20.club : in tempi recenti c'è stata un'accelerazione esponenziale del progresso tecnologico. In 1000 anni siamo passati dai castelli ai computer, ma per passare dalle caverne ai castelli ne abbiamo impiegati decine di migliaia. Il livello tecnologico dell'antica Grecia (epoca classica) o dell'antico Egitto (millenni prima) non era così diverso, e nemmeno diversissimo da quello dell'Impero Romano. Una apparente stasi tecnologica (o meglio, grande lentezza di progresso) in un'epoca "antica" è del tutto plausibile. (Poi il Signore degli Anelli va beh, voleva essere un romanzo mitologico, nella mitologia il progresso tende a non esserci.) Però che ci siano dei cambiamenti nei costumi, nell'abbigliamento, nelle usanze, nel cibo o nell'architettura sarebbe abbastanza logico, questo sì.
  8. Questo trend purtroppo è aumentato da quando la finanza si è sostituita all'economia. Guardate l'ultima genialata di Musk: Ha accorpato SpaceX (in attivo grazie ai contratti governativi avuti in cambio del supporto fornito a Donald "the Dumb" Trump con xAI, in forte rosso. In questo modo ha aumentato la capitalizzazione di entrambe le società a livello finanziario. Aveva già fatto la stessa cosa con X e xAI, per un valore di 100 miliardi di dollari. Di nuovo, per la finanza aumenta il valore e la capitalizzazione. E' il gioco delle 3 carte, e continua a coprire i debiti usando soldi che non ha. Del resto, ci sono investitori che ci hanno investito troppi capitali per farlo fallire, e quindi tengono in piedi la baracca. Prima o poi i nodi verranno al pettine. In Cina, la signora dell'immobiliare che ha fatto un crack da 37 miliardi (mandando in fumo l'intero mercato) è stata condannata a morte.
  9. Capisco cosa vuoi dire e sono in parte d'accordo con te, ossia sul fatto che queste storie che durano migliaia di anni spesso puzzano di pigrizia. Mi permetto di proporre qualche spunto di ragionamento. Da maratona a marco aurelio passano circa 700 anni, ma nella nostra visione di quel mondo non credo ci sia una sensazione di evoluzione della tecnica e dei costumi così netta come quella che ci appare esserci stata dai tempi di dante ai nostri. Cosa in parte vera e in parte dovuta alla nostra miopia e ignoranza. La cosa si fa ancora più netta se pensi al mondo antico, tipo il vicino oriente antico o l'egiziano, nel cui studio ancora oggi si identificano periodi di 500/1000 anni. Di nuovo, in parte nostra ignoranza, in parte una effettiva lentezza delle trasformazioni che caratterizzavano società più povere e scleoritche di quelle dell'europa degli ultimi 10 secoli. Anni fa lessi un bel libro, che da poco hanno anche ristampato, la storia spezzata di schiavone, che, da bravo intellettuale di formazione marxista, attribuiva questo fatto alla natura servile (ossia schiavistica) dei mezzi di produzione delle società antiche, facendo anche dei paragoni tra l'america confederata e quella unionista. Quanto la tesi sia corretta non sono in grado di valutare, ma è sicuramente stimolante. Se questa tesi fosse sensata, una magia diffusa potrebbe spingere l'acceleratore della storia, con scoperte tecno-magiche, verso una società più ottocentesca che da basso medioevo. Buon gioco! -toni
  10. a proposito degli azionisti date un'occhiata a Questo monologo di Crozza
  11. Non sai quante volte ho inviato delle mail per chiedere una distinta, senza mai ricevere nemmeno una riga. Del resto, questo è funzionale alla manipolazione dei bilanci da dare in pasto agli azionisti. Tra l'altro, mi deve arrivare anche la comunicazione relativa al Q4 del 2025 con l'esatto ammontare del valore delle azioni, e poi la mia storia di minuscolo azionista di Hasbro sarà giunta al capolinea. E' difficile non essere ironici se metti insieme le minchiate sparate da questo individuo. O così o lo insulti senza freni. Riguardo l'utilizzo dell'IA ben venga, a patto che sia integrata in modo corretto. Esempio banalissimo: in un VTT (e non quella cosa monca che è attualmente Beyond), l'integrazione dell'IA per generare mappe, immagini di creature e png sarebbe davvero fantastica, così come dare in pasto all'intelligenza artificiale dei manuali come quelli della Raging Swan per generare in un attimo il contenuto delle stanze. Tutta la parte creativa, tuttavia, dovrebbe essere lasciata alla componente umana: Quindi, IA ottima come ausilio, ma non come perno dell'esperienza ruolistica (tra l'altro, a me piace disegnare le mappe a manina, quindi la utilizzerei esclusivamente per delle improvvisazioni). Detto ciò, se si gioca attorno ad un tavolo, con supporti analogici, l'uso dell'IA è davvero minimale. Ha senso in un VTT o in sede di allestimento dell'avventura come aiuto al master. L'idea della WoTC è di tutt'altro livello, dove l'IA dovrebbe, de facto, gestire in modo del tutto autonomo delle intere partite, dall'inizio alla fine. Appena avrò il report in mano, condividerò le informazioni! Hai centrato uno dei punti dolenti circa l'adozione dell'IA: per l'utente finale i costi sono gli stessi o addirittura aumentano, perché chi ha investito miliardi nell'IA vuole avere un ritorno, e di conseguenza l'affitto di tali tecnologie costa non poco alle aziende, che a loro volta tagliano personale umano per assorbire tali costi e mantenere altissimi i profitti degli azionisti (che sono sempre più ingordi). Al momento è un circolo vizioso che non promette nulla di buono per nessuno. Per quanto riguarda il digitale, è uno sviluppo naturale (anche se personalmente la considero una triste deriva). Quindi nulla da eccepire riguardo a queste scelte. Ma non puoi farmi pagare il manuale del giocatore la stessa cifra del cartaceo, dato che non hai i costi tipografici, distribuzione, magazzino, spedizione, ecc.. Inoltre, la qualità dei prodotti digitali "sputati" fuori dalla WoTC va dall'infimo allo scarso (con pesante uso dell'IA a giudicare dai testi partoriti). Mi auguro che il passaggio al digitale, abbinato all'IA, non sia sinonimo di qualità bassissima del prodotto finito. Perfettamente d'accordo. Ormai, con le licenze concesse per slot machines, pupazzi, cestini per merende, e altro (a quando i sex toys marchiati D&D? già esiste un brand che si chiama Dildo & Dragons....) si è snaturato il marchio, alienando buona parte della clientela storica.
  12. La riflessione ha perfettamente senso, anche se è una egittimazione a posteriori. L'immutabilità (o quasi) nel tempo non è di solito una conseguenza ma una giustificazione. Chi crea un'ambientazione fantasy-medievale (ma anche di altro genere) spesso vuole che quel tipo di atmosfera si mantenga nella storia con minime variazioni per cui non si preoccupa dell'avanzamento tecnologico se non quello possibile all'interno dello scenario previsto, per esempio il passaggio dal bronzo al ferro all'acciaio (o altri manteriali fantastici), spesso relegandolo ad un passato remoto. I motivi sono di solito tralasciati ma, volendo dare una giustificazione, la magia può legittimamente essere uno di questi. Un'altra motivazione può essere la lunga vita di alcune razze, che forniscono una certa inerzia al cambiamento: certe cose è più difficile che cambino all'interno di una singola vita vissuta. Un'altra può essere il modo in cui sono concepite certe razze, spesso incarnano un aspetto dellessere umano e tendono a rimanere sempre uguali a loro stesse, perché questa è la loro caratterizzazione. La magia mi sembra comunque una delle motivazioni più forti, soprattutto dove questa è pervasiva, quindi diffusa. Ma anche dove è esclusiva di una classe dominante, che tenderà ad usarla come mezzo di mantenimento del potere impedendo lo sviluppo di soluzioni alternative. Del resto, se esiste un modo dominante di fare le cose, difficilmente si sente la necessità di svilupparne altre. Questo naturalmente non è sempre valido: ci sono ambientazioni in cui magia e tecnologia si fondono, dando vita ad una dinamica magico-tecnologica che però non è necessariamente un'evoluzione. Difatti un altro aspetto da considerare è come spesso si sia scelto (alcune forse per ispirazione Tolkieniana) di relegare la magia più potente e magnifica all'antichità e che questa magia sia andata perduta o sia pian piano scemata fino allo stato attuale. Questa involuzione (che può essere anche tecnologica, ma in genere relegata alle ambientazioni post-apocalittiche) diventa interessante perché permette di scoprire misteri del passato, far risorgere antichi pericoli, riportare antiche magie perdute. Altro aspetto da considerare è che lo sviluppo tecnologico, nella storia, ha richiesto un certo backgound culturale. La tecnolgia dell'impero romano era per molto versi superiore a quella medievale, e le grandi evoluzioni che hanno portato al mondo moderno sono frutto del fermento di idee nato con il rinascimento. Se questo non ci fosse stato forse oggi vivremo in modo simile ai nostri antenati di un paio di millenni fa.
  13. Grazie per il commento costruttivo, apprezzo molto il tono non polemico. Hai ragione su diversi punti, quindi lascia che chiarisca la mia posizione: Sul tono ironico: È il mio stile di scrittura, e credo sia uno dei motivi per cui @aza mi ha chiesto di scrivere su questi temi. Capisco che non piaccia a tutti, e va benissimo così. L'ironia non significa che penso che "tutto" sia sbagliato, è più un modo per metabolizzare decisioni aziendali che trovo discutibili senza diventare semplicemente polemico o noioso. Sull'IA come strumento: Assolutamente d'accordo. Non sono contro l'IA in sé, la uso anch'io. Il problema non è che Hasbro la usi per abbattere i costi, è come gestiscono questa transizione. Se riduci dell'80% i tempi di prototipazione e "liberi 1 milione di ore di lavoro a basso valore", mi aspetto: Trasparenza: dimmelo chiaramente, non nasconderlo Condivisione dei risparmi: i prezzi dovrebbero calare, non restare uguali (o aumentare) mentre i margini di profitto esplodono Se risparmiano milioni ma io pago uguale, il beneficio è solo per gli azionisti, non per chi sostiene il prodotto. Sul digitale e le licenze: Qui siamo totalmente allineati. Il digital-first è inevitabile e comprensibile, ma la differenza tra "comprare un PDF" e "affittare l'accesso a contenuti su piattaforma proprietaria" è enorme. Quest'ultimo modello ti rende dipendente da loro a vita, e se domani chiudono i server o cambiano i termini... buona fortuna. Sul valorizzare i marchi: Certo, è legittimo. Ma, e questo è il punto cruciale, D&D è popolare oggi perché è un gioco da tavolo che ha costruito una comunità solida nel corso di decenni. Se trasformi il core business in un'appendice "da collezionisti" mentre spingi tutto sul digitale/IA/merchandising, rischi di alienare proprio quella comunità che ha reso il brand appetibile per film, serie TV e giocattoli. Senza giocatori appassionati al tavolo, quanto durerà l'hype? Guarda cosa è successo ad altri franchise che hanno messo il merchandising prima del prodotto core. In sintesi: sono d'accordo che sfruttare nuove opportunità è normale. La mia critica è a come Hasbro lo sta facendo, con poca trasparenza, comunicazione agli investitori nebulosa (come giustamente noti anche tu), e una strategia che sembra dare per scontato che il gioco da tavolo resterà popolare anche se lo tratti come un prodotto secondario.
  14. Secondo me la prima opzione è poco adatta ad una one-shot, è più uno scenario di campagna. E temo possa facilmente sforare dal formato orario previsto. La seconda va già meglio, anche se il "segreto" della regina è molto telefonato, l'avevo intuito leggendo l'introduzione. Io forse lascerei un po' perdere il richiamo al matrimonio e punterei un'avventura classica, più circoscritta, dove l'aspetto ludico è preponderante. Ma del resto tu conosci i tuoi giocatori e sai cosa piace loro.
  15. Allora io credo che, come in ogni altro aspetto di questi tempi, rinunciare all'adozione dell'IA sia una scelta perdente, che fa perdere competitività e anche quote di mercato. Detto ciò, come ripeto sempre nelle conferenze e seminari, va saputa usare. In D&D secondo me l'IA ha grosse possibilità di utilizzo, ma non come e dove l'hanno usata finora. Ritengo molto realistico che buona parte dei giocatori (DM) che giocano usino l'IA per essere supportati nella preparazione, lo faccio pure io. Questo non significa però appaltare all'IA la storia o le immagini, e sicuramente NON la parte creativa, perchè l'IA non crea ma mima. Però, ad esempio, in una mia sessione i PG hanno trovato dei libri utili, ed è stata una vera svolta per i giocatori vedersi dare tre libricini (una decina di pagine l'uno, A5) in cui c'erano le informazioni che cercavano (che che hanno Comunque dovuto estrapolare tra tante cose). Senza l'IA non avrei potuto prepararli in un paio d'ore, delle quali 5 minuti sono serviti per dare l'input e produrre i libri e 1 ora e 55 per modificarli, correggerli e renderli come li volevo e come servivano alla storia. Ma l'ho potuto fare grazie all'IA. Quindi non credo che andare verso le nuove tecnologie sia sbagliato, ma credo lo sia come lo stanno facendo. E la storia dei VTT ne è un esempio. Ai tempi della pandemia sembrava che non si dovesse più tornare a giocare senza VTT. Qualcuno del gruppo lo disse anche, continuiamo, e io risposi, no, D&D è prima di tutto stare intorno ad un tavolo. I VTT sono utili in casi particolari, come con il gruppo che masterizzo ora in cui un giocatore è a Cardiff, uno a Berlino, uno a Innsbruck e solo due in Italia. Ma per il resto io voglio le schede cartacee, vedersi, stare insieme al tavolo, e se servono miniature e tabellone. Questo Comunque a fianco della tecnologia, non uso più manuali al tavolo da anni, il tablet mi fornisce modi migliori per tenere conto dell'iniziativa, dei danni, dei mostri e PNG e ho anche un'app per la musica di ambientazione/sottofondo. Quindi secondo me hanno totalmente toppato la direzione, nonostante l'idea di base non fosse errata. Questa roba presentata come una svolta non lo è, la digitalizzazione totale è un errore, non puntare su manuali cartacei ancora di più, sebbene questi potrebbero essere affiancati alla versione cartacea, sono ANNI che chiediamo i PDF con i manuali, esattamente come fa ad esempio NEED games. Invece no, D&D Beyond. Ma gitaffanculo. Sui numeri, sono molto curioso e non vedo l'ora che @firwood ci possa dare ulteriori delucidazioni.
  16. Cocks fà sembrare Burke (il corporativo che accompagna Ripley e i marines in "Aliens - Scontro Finale") un dilettante! 😰 L'unica reazione adatta che mi viene in mente è quella del protagonista del film "The Core", dopo che ha spiegato ai generali cosa stà per succedere alla Terra, dando fuoco ad una mela: "Ora se volete potete andare a vomitare... io l'ho già fatto!" 🤮
  17. @Mortegro ti ringrazio molto per l'articolo ben informato. Tutto quello che segue è "secondo me" e senza alcuna intenzione polemica. L'unica cosa che mi stona è il tono eccessivamente ironico, nel senso che sembra che tutto, ripeto tutto, sia sbagliato e da criticare. La cosidetta "intelligenza artificiale" è uno strumento. Come tutti gli strumenti ha problemi e vantaggi. Non ci trovo nulla di così scandaloso nel fatto che un'azienda usi un nuovo strumento per abbattere i costi. Non trovo inoltre nulla di scandaloso nel fatto che un'azienda, se ne ha la possibilità, cerchi di valorizzare i sui marchi, anche con licenze. Con D&D ci aveva già provato Gygax tanto tanto tempo fa; e poi quasi tutti quelli venuti dopo di lui. Il fatto che spingano sul digitale è totalmente comprensibile; credo che oggi molti giocatori usino di più i pdf del manuale fisico. Il punto, e qui concordo con te, è come usano queste opportunità (ia, digitale, pi), non il fatto che sfruttino queste opportunità, cosa che a me sembra scontata. Ad esempio: per quanto riguarda i prodotti digitali come acquirente vorrei comprare un pdf (ossia una cosa "mia") e non l'accesso a un manuale sfogliabile solo sul loro sito/applicazione, che è più una licenza di consultazione che un acquisto vero e proprio. Trovo sconcertante come hasbro gestisca la comunicazione agli investitori: non c'è praticamente un numero disaggregato che sia uno (e anche quelli aggregati presentati in modo non chiarissimo, ad essere buoni) che ti permetta di capire come stanno andando veramente le cose (e questo induce a non pensare bene e, nel mio piccolo, non mi invoglia a investire in azioni hasbro). Grazie ancora per l'articolo pieno di informazioni. .-toni
  18. Dipende sempre quanto sviluppato e accesibile, tipo l'inizio del film Onward, dove la tecnologia è più semplice da usare della magia
  19. Pensa io sono abbastanza contrario alle HR e non uso nemmeno materiale di terze parti, ma non ho grosse difficoltà a passare sopra qualcosa (mantenendo la coerenza dell'ambientazione) se migliora il gioco.
  20. Verissimo!!! Dispiace però vedere un nome storico, o meglio IL nome per eccellenza di questo hobby, essere trattato in questo modo da un branco di incapaci che non sanno nemmeno cosa stanno maneggiando. Non gioco alla 5E, ma mi faceva piacere che fosse un successo, che ne abbiano fatto un (bel!) film, che se ne parlasse. Poi sono arrivati gli squali, hanno trombato i designer veri, hanno assunto dei pupazzi ingordi di soldi, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
  21. Vada come vada, come hanno spopolato in questo periodo le versioni Old School, nulla vieta di continuare a giocare a campagne su AD&D, Terza, (quarta), Quinta edizione e chi verrà in seguito... beh saranno (chris) cocks loro. Cioè? Di che ci lamentiamo? Questo uomo ci regala un sacco di giochi di parole, almeno questo 😉
  22. Dal solo titolo non ero riuscito a capire se fosse un articolo ironico o meno 😁
  23. Una misura... draconiana. (BA DUM TSS) 😂

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