Attività dei Forum
Visualizzazione tutti i contenuti non nelle gilde, e pubblicati negli ultimi 180 giorni.
- Ultima ora
-
Angeli & Demoni - Contributo al Vecchio Carnevale Blogghereccio Gennaio 2026
Angeli & Demoni Il tema di questo mese per il Vecchio Carnevale Blogghereccio riguarda angeli e demoni, scelto e ospitato gentilmente dal Il Calderone del Troll. Forse vi sorprenderà sapere che alcune civiltà pre-cristiane, come quella greca, non avevano una parola che distinguesse “angeli” e “demoni”; per loro, in effetti, esistevano solo i daímon (lett. “esseri divini”), uno dei concetti più ancestrali della filosofia greca. A seconda di chi parlava di queste enigmatiche entità, poste a metà strada fra il mondo degli uomini e quello degli dèi, esse assumevano il ruolo di “ostacoli” o di “intermediari” tra queste due realtà. Non solo: nelle raffigurazioni dei daímon giunte fino a noi, essi sono rappresentati come creature dall’aspetto umano, ma contraddistinte da un aspetto particolarmente gradevole e armonioso, con fisici giovanili, perfettamente scolpiti e depilati, e dalla presenza di ali piumate che sporgono dalla schiena. Si tratta decisamente di un’immagine che richiama più lo stereotipo degli angeli cristiani che quello dei demoni, i quali, al contrario, tendono a essere rappresentati con aspetti deformi e grotteschi, corna più o meno prominenti e, talvolta, coda o zoccoli di capra e lingua biforcuta. Abbastanza diverso dalla percezione ancestrale che si aveva dei daímon. Cosa voglio dire con questo? Che forse è possibile portare al proprio tavolo di gioco creature che incarnino in sé sia le prerogative degli angeli sia quelle dei demoni, senza necessariamente dividerle in due schieramenti antitetici, attingendo a una concezione più ancestrale di queste entità, precedente al momento in cui ebraismo e cristianesimo fecero propri tali concetti, evolvendoli nelle forme che conosciamo ancora oggi. In effetti, è proprio ciò che ho fatto nella mia ambientazione, che porto settimanalmente al mio tavolo di gioco: La Terra che verrà di Radiogenesi (sistema casalingo). Ma quindi, Dio? Siamo naturalmente portati a pensare agli angeli come a qualcosa di legato a Dio e ai demoni come a qualcosa di legato al Demonio, qualunque forma o natura abbiano queste due entità extra-umane. In effetti, gli angeli propriamente detti (quelli del cristianesimo, per intenderci) costituiscono una complessa “gerarchia celeste”, nella quale, a partire dai Serafini, che odono il borbottare insondabile di Dio, il messaggio viene comunicato ai Cherubini. Questi mettono ordine e interpretano quanto riportato dai Serafini, ricostruendo un pensiero più intellegibile, e a loro volta lo comunicano ai Troni, il cui compito è predisporre ogni cosa affinché si compia la Divina Volontà; il che richiede che tutte le altre cerchie angeliche (Dominazioni, Virtù, Potestà, Principati, Arcangeli e Angeli) si mettano in moto nei ruoli che competono loro. I daímon, invece, non erano necessariamente legati a un Dio e, anzi, spesso non erano incasellati né facevano parte di alcuna “burocrazia celeste”, per così dire. Erano creature profondamente enigmatiche, capaci di sobillare pensieri o desideri inquietanti nel cuore degli uomini, guidandoli tanto verso l’illuminazione quanto verso la follia. Un comportamento e un’organizzazione che ricordano maggiormente l’immagine stereotipica dei demoni: creature profondamente selvagge, intrinsecamente caotiche, per le quali è impossibile formare una società organizzata e che, preda delle proprie pulsioni, si aggrediscono a vicenda con la stessa frequenza con cui aggrediscono i loro “nemici” (ovvero chiunque altro). Senza voler oscillare verso nessuno di questi due estremi, né emissari di un Dio profondamente e rigidamente organizzati, né creature prive di qualsivoglia inibizione, del tutto caotiche e ostili, ritengo che i daímon dovrebbero essere entità sì spirituali e tendenzialmente caotiche (parlando in termini di GdR), ma tutt’altro che cieche o idiote nel perseguire i propri intenti, anzi. Trattandosi di esseri estremamente longevi e dotati di una concezione superiore del mondo e della realtà materiale, i daímon dovrebbero essere straordinariamente lucidi e meticolosi nell’interloquire con i mortali: per irretirli, se necessario, manipolarli, condurli alla rovina oppure, genuinamente, aiutarli. Nell’ambientazione de La Terra che verrà, l’esistenza di Dio è un enigma: non vi sono prove evidenti che un’entità extraumana benigna esista o vegli sull’uomo della Terra post-nucleare. Anzi, l’ostilità del deserto nucleare, la presenza di fenomeni atmosferici estremi e l’esistenza di creature mostruose e insondabili farebbero propendere per un mondo ormai in rovina, in cui non vi è alcun “Dio benevolo” capace di opporsi alla crudeltà del reale e offrire conforto. Eppure, la fede è sopravvissuta: si è modificata, si è distorta, ma si è tramandata sia in forma orale sia scritta. Si sono tramandati anche racconti stravaganti, che hanno attraversato le generazioni fino all’epoca presente e che narrano, ad esempio, di come la Città di Venere sia stata risparmiata dalla catastrofe nucleare grazie all’intervento di un angelo Serafino, il quale, con il suo fulgido corpo di luce, avrebbe deviato e scaraventato in mare tredici testate nucleari dirette verso la città. Si parla di un Fondatore: un essere ultraterreno che alberga chissà dove, ma che custodisce i segreti più profondi del mondo e la vera Scienza; l’entità a cui filosofi, alienisti, scienziati e alchimisti della Terra che verrà rivolgono la loro devozione. Si parla della Luce, intesa non come semplice luce del sole o di una lanterna, ma come Luce primeva, eterna e sublime, capace di rischiarare la mente degli uomini e guidarne la ragione, aiutandoli e benedicendoli nella loro continua e logorante lotta contro le empietà della zona contaminata. E forse l’angelo che protesse Venere, il Fondatore e la Luce sono la medesima entità, solo descritta o venerata in modi differenti. Fatto sta che non vi sono prove evidenti dell’esistenza di alcuna di esse e che i daímon, in ogni caso, non servono nessuna di loro. Forse. Una civiltà pre-umana In ultima istanza, questo sono i daímon in Radiogenesi, o almeno nell’ambientazione de La Terra che verrà: gli ultimi discendenti di una civiltà ben più antica di quella umana, che raggiunse il proprio apice e si avviò verso un lungo, inesorabile e tremendo declino ben prima che sorgessero le più antiche città degli uomini. Nel 2077, l’anno in cui si verificò la guerra termonucleare globale che trasformò, nel giro di circa mezz’ora, la Terra nello spettrale riflesso di Marte, i daímon erano lì, a osservarci dai meandri delle loro città sotterranee di basalto, dalla forma frattale. Avevano predetto la nostra rovina e tentarono, forse, di impedirla. O forse alcuni di loro tentarono di causarla. Quale che sia stato il loro coinvolgimento nell’evento cardine che segna il principio di Radiogenesi, anche ora che è passato oltre un secolo dalla guerra (ma nessuno sa dire esattamente quanto: 125 anni? 150? 175? Chi può dirlo, ormai) e che si sono susseguite almeno cinque generazioni di esseri umani (ma forse anche sei, sette, otto… non si sa), i daímon continuano a operare nei loro dedali sotterranei, quanto di più simile all’Averno vi sia nella Terra che verrà. Depositari di segreti tremendi, profondi come il mare e più antichi della specie umana, compiono macchinazioni imperscrutabili: forse cercano un modo per ripristinare la biosfera terrestre, irrimediabilmente mutata e devastata dalla guerra nucleare. Oppure il contrario: vogliono trovare il modo di estinguere definitivamente la stirpe umana, dal momento che la guerra atomica non è bastata a farlo. O ancora, il loro obiettivo potrebbe non riguardare nessuno di questi due propositi, e il loro scopo potrebbe essere l’indagine di qualche profondo segreto dell’Universo, ora che i tempi sono propizi e le stelle si stanno allineando. In ogni caso, i daímon sono creature enigmatiche e perturbanti: dalla forma vagamente antropomorfa, presentano zampe di insetto al posto delle gambe umane, con cinque paia di arti invece di due; il loro corpo è rivestito di spesse placche di chitina e la loro testa presenta cinque piccoli occhi, simili a quelli di una lumaca. Possono dispiegare due paia di ali membranose dalla schiena e, grazie a esse, librarsi in volo per brevi periodi. Non è un caso che, in epoche antiche, siano stati scambiati per angeli o demoni… a seconda di chi li abbia intravisti e di cosa i daímon gli abbiano fatto. Dotati di spiccata intelligenza e di facoltà non dissimili da quelle umane, bardano i loro corpi, già naturalmente protetti da un robusto esoscheletro, con ulteriori e solide corazze di leghe metalliche sconosciute. Inoltre, non disdegnano l’uso di avveniristiche armi a energia, con cui combattono aggredendo i loro avversari a distanza e riducendoli, se necessario, in cumuli di cenere cerulea incandescente: qualcosa che l’uomo dell’antichità avrebbe potuto facilmente interpretare come una folgore divina o come l’ira di un diavolo. Conclusione E questo è quando su questo breve articolo su angeli e demoni; anche se forse sarebbe più corretto dire che ho presentato e descritto una strana amalgama fra i due, che unisce fantasy e fantascienza. Penso che creature analoghe ai daímon siano facilmente inseribili in qualsiasi ambientazione fantasy che si ambienti in periodi storici più antichi rispetto a quello medievale-europeo e, più in generale, alla diffusione e all'affermarsi delle tre grandi religioni abramitiche. Come al solito, grazie per la lettura! Se avete pareri o critiche, sarò lieto di leggerli.
- Oggi
-
Salve a tutti!
Dal punto di vista dell'interpretazione (quindi non delle regole), come gestisci il fatto di aver messo insieme il cane e il gatto "buoni" contro quelli "cattivi"? Le altre volte quali dinamiche si sono create? Aldilà che sia i Garu che le spirali pensato di essere nel giusto, stesso discorso per Sabbat e Camarilla. Te lo chiedo perché anche obbligati il cane resta cane e il gatto resta gatto.
-
Roscoe Tobboe detto "Milo"
Roscoe Tobboe detto "Milo" Le foreste del sud ospitano tante creature e tra quelle che meno desiderano essere trovate c'è una piccola comunità di Halfling selvaggi. Vivono principalmente di caccia, lavorazione delle pelli e commercio con le altre creature dei dintorni. Questo gli permette di avere contatti con creature di ogni tipo, dagli elfi ai nani, dai folletti ai grifoni, poi ninfe, gnoll, goblin. Anche tribù di razze più temute fanno piccoli commerci con loro, che non sono sprovveduti ma non hanno motivo di temere nessuno. L'unica cosa che la comunità teme, per cui tutti vengono addestrati fin dall'infanzia, sono le creature non morte: per chi vive nella natura non c'è niente di peggio della privazione del ciclo naturale delle cose. Il giovane Milo è un ragazzo molto promettente che ha imparato molto presto a padroneggiare le tecniche insegnate dai cacciatori del villaggio. Usa il suo movimento rapido e sicuro su ogni terreno per dare potenza ai suoi colpi e diventare molto più sfuggente. Man mano che cresce sente che ha molto da dare ma in un villaggio così piccolo le possibilità di dimostrare il suo valore sono molto limitate, così saluta serenamente la sua famiaglia e si mette in viaggio per il mondo. ...o perlomeno questa era la sua intenzione dato che alla prima grande città rimane invischiato in una rapina (posto sbagliato nel momento sbagliato) e cercando di difendersi sfodera il suo coltello di fronte alle guardie, passando dalla parte del torto e finendo in cella coi malviventi. Il giorno seguente si presenta uno gnomo vestito di tutto punto che paga la cauzione ai furfanti e dopo aver confabulato un po' con loro libera anche Milo. Lui ringrazia ma lo gnomo lo ferma subito. Si presenta come Royle e mette subito in chiaro che nel mondo nessuno fa niente per niente. Ora è suo debitore e dovrà lavorare per lui. Milo, per quanto bravo a combattere è molto ingenuo e senza ribattere si mette al suo servizio. Niente di grave, per carità, si tratta principalmente di spiare questo o quello, di fare la guardia del corpo e in rari casi di inchiodare al muro coi coltelli qualcuno in ritardo con i pagamenti. Così Milo impara come si vive in città, che le cose non sono giuste o sbagliate ma in una infinità di sfumature. Apprende da alcuni colleghi a padroneggiare ancora di più il lancio dei coltelli, evita però i veleni o altri trucchi...forse c'è ancora una solida morale rimasta dalla sua infanzia. I malviventi si sa, hanno vita corta e qualche anno dopo Royle viene fatto fuori dal nuovo bulletto di quartiere che vuole farsi un nome. Milo prende la palla al balzo e si allontana dalla città, cercando fortuna e qualche avventura.
-
Cerco giocatori ad Arezzo
Come da titolo, il gruppo al momento è composto da due giocatori + master. Nei programmi ci troviamo con cadenza quindicinale, attorno ad un tavolo, con dadi, manuali, lapis, gomme, fogli e mappe, come da tradizione. Abbiamo qualche "candidatura" ottenuta per vie alternative, ma non mettiamo limiti alla provvidenza. D&D 5e 2024, Forgotten Realms.
-
Uno Sguardo Storico alla Classe Armatura #1 – Original D&D e AD&D Prima Edizione
io quello ho scritto , noi ci giocavamo nel 1990 eh ...
-
Quattro nuove sottoclassi a tema mistico arrivano nel playtest di Dungeons & Dragons
Il monaco che casta lo aspettavo da tempo. Credo che se rimarrà come da UA e giocherò mai ad una campagna in 5.24 il mio personaggio sarà il monaco delle arti mistiche, probabilmente con un livello dip da ladro o guerriero. E con mark of the storm e potent dragonmark come talenti. Partire come ladro me la fa prendere bene, l'idea del ladro che per qualche motivo si rifugia nella meditazione e entra nel monastero è molto figa. Partire da guerriero è meno interessante, ma Comunque ci si può costruire qualcosa sopra. A posto altro PG bulo che non giocherò mai ahahahahah. E nemmeno è uscita la sottoclasse!
-
Uno Sguardo Storico alla Classe Armatura #1 – Original D&D e AD&D Prima Edizione
Star Wars è passato al D6 sul finire del 2000, pubblicato in Italia nel 2007. Il d6 System era precedente.
-
5e 2014 VS 5e 2024: come nuovi giocatori, rimanere alla 2014 o passare alla 2024?
Da dm uso la 2014 con l'inserimento di piccole cose dalla 2024. Purtroppo dnd è morto. Sono anni che rimugino di tornare alla 3.5.
-
Creazione di un Anello con incantesimo "Marchio del Cacciatore" o oggetto simile da indossare
Alla fine, se ci sono i presupposti per un dato personaggio che arrivi per motivazioni gdr (che non sia il mero "ho voglia di lootare" perchè tanto giochiamo alla scazzo e voglio fare il pazzerello) non vedo perchè non permettere al pg di provare ad accoppare il png; poi in caso ne pagherà le relative conseguenze. Si loota l'anello, si inamicizia l'altro png e magari anche alcuni membri del party, qualcuno nota il suo nuovo anello e si interessa, il png ucciso faceva parte di una corporazione (arpisti, trono di ferro, kraken, quello che vuoi) e vuole vendetta... sai quanti spunti di gioco escon fuori dall'uccisione di un png ? 😆
-
Uno Sguardo Storico alla Classe Armatura #1 – Original D&D e AD&D Prima Edizione
giocato "solo" 20 anni ... e quest ' anno mi han chiesto un revival ... all ' epoca era D6 , quello del 2010 potrebbe esser il D20 . in effetti , contribuiva anche chi promuoveva il gioco , MDT poi crebbe perchè serviva per rimorchiar le darkettone , ma stiamo andando off topic .
-
Uno Sguardo Storico alla Classe Armatura #1 – Original D&D e AD&D Prima Edizione
AMMO veramente non lo conoscevo neanche... Star Wars invece qui in zona è diventato popolare nella versione che c'era nel 2010 circa... non ricordo se fosse quella d20 system... Come leggevo in un altro post del sito la cosa affascinante di una volta è che senza la globalizzazione di internet le mode andavano a macrozone e ciò che in un posto andava, magari a 200 km non se lo filava nessuno.
- Mi arrendo.
-
Quattro nuove sottoclassi a tema mistico arrivano nel playtest di Dungeons & Dragons
Ladro Rubamagia sembra figoso dal nome ahah
- Ehi ciao
-
Mi arrendo.
In realtà si.. Amico vero e proprio? Solo uno. Non saprei dirti bene cosa ci accomuna però lol, so solo che ci sosteniamo a vicenda in quale situazione e parliamo costantemente. Il resto? Solo conoscenze, soprattutto dopo anni e anni di bullismo subito. Sono abbastanza d'accordo con il resto dei punti (eccetto il terzo) ma non mi trovo confortevole a chiedere online se c'è gente della mia zona hahah, ma questo è un problema mio vabbè. Purtroppo vivo in una vera e propria zona rurale e infatti l'unico store effettivamente correlato a una delle cose menzionate è leggermente lontano da me Concordo di aver reagito esageratamente, e il fatto che sono malato non aiuta lmao Si! Penso la mossa migliore analizzando tutto ciò che è stato detto sia abbastanza particolare, avvicinarmi al mondo di Magic (cosa che in realtà voglio fare da molto eh) e eventualmente recarmi allo store menzionato sopra, dove so che abbastanza frequentemente svolgono tornei, e sperare partecipi qualcuno della mia età (e che si spera non viva troppo lontano) per provare a farci amicizia Che giro assurdo ahahah, però la partita non è finita Ho anche accettato di provare con mio fratello, controllando personalmente molteplici PG se per questo. Beh, grazie a tutti per le risposte!
-
Quattro nuove sottoclassi a tema mistico arrivano nel playtest di Dungeons & Dragons
Dungeons & Dragons ha pubblicato il primo playtest Unearthed Arcana del 2026, con quattro sottoclassi completamente nuove attualmente in fase di test. Wizards of the Coast ha pubblicato su D&D Beyond un Unearthed Arcana dedicato alle Sottoclassi Mistiche, che presenta quattro sottoclassi a tema magico. Le nuove sottoclassi includono il Monaco Guerriero delle Arti Mistiche (Warrior of the Mystic Arts), il Paladino con il Giuramento del Custode degli Incantesimi (Oath of the Spellguard), il Ladro Rubamagia (Magic Stealer) e il Warlock con Patrono Vestigia (Vestige Patron). Il Guerriero delle Arti Mistiche è una sottoclasse con capacità di lancio di incantesimi che conferisce ai Monaci la possibilità di lanciare incantesimi da Stregone fino agli incantesimi di 4° livello. Il Giuramento del Custode degli Incantesimi è progettato con l’obiettivo di proteggere gli incantatori, mentre il Ladro Rubamagia prende di mira chi lancia incantesimi e può potenziare i propri Attacchi Furtivi con la magia sottratta agli incantatori nelle vicinanze. Il Warlock con Patrono Vestigia stringe un legame con una divinità morente, che assume una forma di vestigia come compagno. Il compagno Vestigia cresce in potere insieme all’incantatore. È interessante notare che il Patrono Vestigia trae ispirazione dal Binder delle precedenti edizioni di D&D. Non ci sono indicazioni su quando o a cosa possa essere collegato questo nuovo Unearthed Arcana. Esistono diversi Unearthed Arcana che al momento non sono associati ad alcun prodotto di D&D annunciato, anche se due sono quasi certamente legati a un manuale ambientato su Dark Sun. Puoi consultare le sottoclassi qui. Il periodo di feedback per il playtest si apre il 22 gennaio. Link all'articolo originale Dungeons & Dragons Playtests Four New Mystic-Themed Subclasses | EN World D&D & Tabletop RPG News & Reviews
- Ieri
-
Ehi ciao
Un po' di tutto. Prevalentemente gioco a D&D, ho esperienza (sia come giocatore che come master) con l'Advanced, la 3.0, la 3.5, la 5e e ora la 5e 2024. Ogni tanto gioco volentieri ad altro, ho un gruppo che saltuariamente gioca al vecchio Cthulhu e proviamo volentieri anche altri sistemi quando capita, boardgames, etc.
-
"Cities Without Numbers" modifiche al regolamento
Al momento quali sono le "Categorie Di Armi" troppo limitate (considerando SIA quelle "Basiche Originali" che quelle Nuove già introdotte nella Personalizzazione delle Regole). . .?? "Cities" ha SOLO quelle "Cyberpunk Realistiche" ma "Stars" introduce anche Lasers, Plasmaguns, Massdriver-Railguns e le "Armi Psioniche" (che presumibilmente NON hanno valenza qui perchè si voleva evitare qualsivoglia "Influenza Sovrannaturale" di tipo Magico, Psichico o "Superscienza Aliena Vanciana"); son state considerate anche quelle. . . . .???
-
Ehi ciao
Welcome Back. . .!! Che cosa Ti interessa principalmente di GDR Vecchi, Nuovi e "Senzatempo". . . . .???
-
"Cities Without Numbers" modifiche al regolamento
Novità in vista: poichè ho aumentato il numero di abilità, sono aumentate anche quelle di combattimento, col risultato che le armi del manuale base ora mi paiono un pò poche... non intendo aumentarne troppo il numero (dubito seriamente andremo oltre il doppio di quelle base, a dire tanto!), ma fornire un pò più varietà, per sfruttare al meglio le varie abilità di combattimento, quello sì... probabilmente prenderò un pò di ispirazione dai manuali di CP2020. Un'altra cosa che stò seriamente valutando, è incrementare un pò il danno delle armi, per rendere il combattimento più letale... anche in questo caso, non intendo fare cose eccessive, ma certe armi mi pare davvero che fanno troppo poco danno, rispetto ad altre (tanti per dirne una, le armi da mischia mi paiono davvero troppo efficaci, nonostante la necessità di essere a contatto col nemico)!
-
Ehi ciao
Salve a tutti. In realtà non sono esattamente "nuovo", bazzicavo da queste parti ... venti anni fa. Non so se c'è ancora qualcuno in giro della vecchia guardia. Un saluto 👋
-
I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi
Io sono d'accordo sul fatto che si sale di livello nella propria classe imparando, appunto, dall'esperienza acquisita durante le avventure. Trovo invece adatto l'addestramento quando si multiclassa. Che sia il biclasse di Ad&d oppure un personaggio di 3e che prende una classe di prestigio (a cui, per alcune, aggiungerei il dover entrare in un particolare ordine o fazione) o un personaggio di 5a che usa le regole opzionali del multiclasse, Lì trovo adatto venire addestrati da qualcuno che ha più competenza. Personalmente, a seconda della campagna, userei l'addestramento anche per le sottoclassi di 5a.
-
Mi arrendo.
Io sono medico: uno dei gruppi con cui gioco di ruolo e' composto esclusivamente da colleghi medici (eta' 30-40). Sto facendo una campagna investigativa di Call of Cthulhu (ambientata nel mondo reale, 1920-1930) da diversi mesi. Nessuno dei miei colleghi con cui gioco e' particolarmente 'geeky'/'nerd'/come lo vuoi chiamare: e' gente normale. Tutto e' iniziato quando, non mi ricordo come, e' venuto fuori che sono un Game Master, e nel corso di alcune settimane mi hanno approcciato sei persone diverse chiedendomi di mettere su un gruppo di D&D perche' erano curiosi e volevano giocare. Ho proposto vari giochi (per vari motivi non mi andava molto D&D) e hanno scelto Call of Cthulhu. All'inizio ero un po' scettico (nessuno di loro mi pareva il tipo) e invece mi sono ritrovato con un gruppo sorprendentemente affiatato: prendono appunti, stanno attenti, fanno roleplay, sono assidui (sorprendente data la natura del nostro lavoro) e quando saltiamo delle sessioni per troppo tempono mi chiedono quando si gioca la prossima volta. Non l'avrei mai detto. Finche' non chiedi non lo sai.
-
I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi
Già, il paradosso è evidente. Per come la vedo io l'insegnamento non deve essere un modo coercitivo per progredire, può però essere un'opportunità: ciò che avresti imparato da solo con tanti sforzi può essere imparato più rapidamente e facilmente grazie ad un buon maestro. Immaginate per esempio un mago che non avesse possibilità di accedere al sapere dei suoi predecessori e dovesse ricercare da solo tutti gli incantesimi di cui volesse avere conoscenza: passarebbe la maggior parte del suo tempo a fare quello e non ad affinare le sue capacità da avventuriero. La sua progressione sarebbe molto più lenta. Poter invece usufruire della ricerca fatta da altri maghi gli da subito accesso a quelle capacità facendo solo lo sforzo, molto inferiore, di apprenderli. Questo descrive piuttosto bene il detto "sbagliando si impara": l'incremento avviene quando si fallisce la prova. Idea interessante, anche se forse un po' riduttiva. Del resto io non sono affatto un estimatore dei sistemi "chiusi" come quello che descrivi, per cui sono contento del loro abbandono nelle nuove edizioni in favore di sistema aperti "alla GiRSA", dove dado+abilità si confrontano ad un certo livello di difficoltà. Per questi valuterei di trovare un sistema in cui la maggiore difficoltà relativa possa essere più premiante in caso di successo. Un sistema come quello che descrivi si sposa bene anche con l'introduzione dell'addestramento: al momento di "spendere" l'esperienza acquisita farlo con un maestro (che sia a pagamento o meno dipende dal contesto narrativo) può aiutarti a far fruttare meglio quei punti, per esempio pagando meno gli incrementi di abilità o semplicemente variandone il costo in base alle capacità del maestro (magari lui deve fare un quale tiro abilità sulle sue capacità di insegnamento e il risultato determina costi maggiorati o inferiori durante la spesa dei punti esperienza). Trovare un buon maestro può valere così tutto l'oro eventualmente speso per assicurarsi i suoi servigi. Certo, un sistema come questo è fortemente dipendente dalla narrazione e si presta ad abusi (già vedo DM che vogliono favorire certi PG e gli fanno trovare maestri capacissimi che decidono di insegnare loro gratuitamente).
-
I Mondi del Design #107: Livellare vs Allenarsi
Concordo! Anche se è vero che la premessa di alcune sue avventure, come La rocca sulle terre si confine, hanno una premessa molto più epica. Comunque a me i livelli piacciono, specialmente se usati con le pietre miliari o la vecchia regola dell'oro uguale esperienza. L'addestramento per nulla