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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Vivienne Larksong Al terzo e ultimo verso del gufo, il silenzio viene spezzato dallo scatto della balestra di Gib e dal tonfo sordo della prima guardia che stramazza al suolo. Nello stesso istante, le urla provenienti dal fronte principale e il rumore della porta posteriore che si spalanca per l'uscita di Chand mi danno il segnale. Non c'è più tempo per esitare. Scatto oltre il cancelletto insieme a Kaerith, piombando nel denso e asfissiante fumo bianco che avvolge il retro del santuario. La visibilità è ridotta ai minimi termini, ma l'ira per la profanazione di questo luogo sacro guida i miei occhi. Attraverso la coltre fumosa, la sagoma dell'unico cultista rimasto in piedi si delinea chiaramente mentre, colto di sorpresa, fissa incredulo il compagno appena crollato e l'improvviso scompiglio. Non gli lascio il tempo di emettere un suono o di dare l'allarme ai coboldi. Sollevo la mano sinistra libera dal peso dello scudo, puntando il dito indice dritto contro la sua figura. Invece di invocare una divinità non mia, attingo a quel legame primordiale e fulgido che sta lentamente riaffiorando nel mio petto, richiamando un raggio della più pura ed accecante luce radiosa. Sia fatta giustizia nell'oscurità!...tuono con solennità millenaria, mentre una colonna di fiamme sacre e splendenti come la luce lunare cala perpendicolarmente dal cielo, squarciando la nebbia di fumo per investire in pieno il bersaglio. Senza attendere di vedere le ceneri del mio nemico, stringo il martello da guerra e mi preparo , pronta a ricevere il contrattacco dei nemici rimasti.
  2. Eleanor Studridge Le parole di Kai mi colpiscono in un modo che non mi aspettavo. Lo guardo, sorpresa da una vicinanza che non credevo possibile da parte sua. Il fatto che riconosca la mia fatica e non mi veda solo come un peso allenta un minimo la tensione nelle mie spalle. Tuttavia, la voce di Mayu si intromette subito dopo, fredda e tagliente, distruggendo quel briciolo di comprensione. Sento una rabbia amara salirmi dallo stomaco. Sposto lo sguardo da Kai alla sacerdotessa, stringendo le dita attorno al rospo con una frustrazione che ormai non riesco più a contenere. Tu continui a non capire niente di me, Mayu, e continui a usare parole vuote per manipolarmi. Faccio un respiro profondo, alzando la testa per guardarla dritto negli occhi, senza più alcun tremore nella voce. Non osare chiamare la mia vita a Philadelphia una non scelta o una comodità di nulla. Io ho faticato ogni singolo giorno per trovare il mio posto, per superare la mia timidezza e per costruire qualcosa che fosse mio. Quella era la mia realtà, non un'illusione. Tu parli di compromesso e di difendere ciò che si ama, ma dimentichi un dettaglio fondamentale: questa non è la mia casa. Questa non è la mia guerra. Mi avete trascinata qui con l'inganno, privandomi di tutto ciò che amavo, e ora pretendete che io versi del sangue per rimediare ai vostri fallimenti? Non funziona così. Mi volto verso Kai, ammorbidendo leggermente lo sguardo. Le sue parole sulla matrice e sul mio legame con la magia mi risuonano dentro, meno minacciose del solito. Ti ringrazio, Kai. Davvero. Almeno tu stai provando a guardarmi come un essere umano e non come uno strumento da lanciare contro i demoni. Hai ragione, per me la magia era connessione, era vita, era lo scorrere delle stagioni. Non questa agonia che mi squarcia i pensieri ogni volta che si manifesta. Faccio una breve pausa, guardando il rospo che stringo al petto... Non so se sarò mai in grado di controllare questa cosa senza stare male, e onestamente non so se voglio nemmeno provarci. Ma apprezzo che tu voglia aiutarmi a capire perché la mia testa stia per esplodere. Possiamo parlarne, e posso collaborare con te per trovare un modo che non implichi il massacro di qualcuno o la distruzione della mia mente. Ma la mia posizione non cambia..io non diventerò un soldato per queste sacerdotesse...
  3. Tukgrik Duskhorn E perciò , visti i prezzi che ne dite di rimanere semplicemente qui? magari si tornerà qui un altra volta , ma ora come ora non siamo preparati... e soprattutto non siamo preparati ad aver a che fare con una succube che di certo normale non è...per quanto ragazzo io capisca non credo sia il caso di andare a chiedere informazioni alla succube...
  4. Mevrah , The Witch Vedere il colosso crollare nel sonno e venire macellato all'istante mi strappa un ghigno aspro, quasi eccitato, da sotto il legno della maschera. Assaporo il modo in cui il sangue scuro spruzza dalla sua gola squarciata, ma il mio compiacimento dura un battito di ciglia. Quando il corpo del gigante si dissolve in fumo e ombre, lasciando solo quel liquido grigiastro sul terreno, il mio sorriso svanisce. La ventata di pura malevolenza che ci investe mi fa stringere i denti; non per paura, ma per la rabbia repressa di essermi vista strappare via un giocattolo così promettente prima ancora di averlo potuto studiare o tormentare a dovere. Faccio un passo avanti, incurante del brivido gelido che ancora aleggia nell'aria. Mi inginocchio con uno scatto secco sul punto in cui il cadavere è svanito, allungando una mano artigliata verso le chiazze grigie rimaste sul terreno. Sfioro il sangue con la punta del dito coperto di tatuaggi e lo porto vicino alla maschera per annusarlo, cercando di capire la natura di quella magia o da dove provenisse . Svanito come nebbia al mattino... Che patetico trucco...ringhio a bassa voce, sputando di fianco per scacciare la sensazione di quel brivido. Mi rialzo di scatto, voltandomi verso Keothi e il nano con gli occhi che bruciano di malizia irritata....Niente corpo, niente trofei...quel legame d'ombra non si è spezzato, è solo tornato da dove è venuto...
  5. Il peso della tua anima millenaria si scarica interamente nel fango calcareo della fossa, trasformando le tue paranoie mortali in una fiammata di pura, geometrica volontà celestiale... rifiuti di piegarti alla beffa crudele di finire sepolto sotto le macerie degli elfi oscuri, e l'eco sinfonica delle parole di Lyra Thorne diventa l'argine definitivo contro il crollo della volta... scatti in avanti con gli stivali che affondano nel fango viscido, costringendo i muscoli delle gambe a una reattività prodigiosa, pronti a deviare di lato o a proiettare il busto all'indietro se l'intera intelaiatura di quercia dovesse cedere di schianto... la glaive, ancora avvolta dall'ultimo, vibrante riflesso azzurrino della benedizione di Corellon, compie una traiettoria diagonale, perfetta, che taglia la nebbia mattutina con il sibilo di un fulmine... L'impatto d'acciaio contro l'idolo nero avviene un millesimo di secondo dopo che un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... La punta potenziata della tua lancia intercetta l'esatta giuntura delle rune distorte incise sulla roccia... il colpo scarica un'onda di energia d'urto devastante, amplificata dal vigore sacro dei Seldarine, che penetra nel cuore minerale del manufatto di Miyeritar... per un istante eterno, il cupo riflesso scuro che pulsava tra le radici divelte si blocca, squarciato da una ragnatela di crepe lucide e purissime che emettono un sibilo acuto, quasi umano... poi, la pietra nera si frantuma... l'idolo esplode in mille schegge calcinate e prive di vita, liberando nell'aria del mattino un'ultima vampata di fetore dolciastro che si dissolve all'istante nella coltre grigia, recidendo per sempre il collegamento necromantico che ammorbava la radura... Ma non c'è tempo per celebrare la distruzione... il violento contraccolpo accelera il collasso della segheria crollata... L'enorme trave maestra di sei metri si sgancia definitivamente dagli ingranaggi di ferro arrugginiti, precipitando verso il basso con la pesantezza di una frana... la struttura di quercia frana in diagonale sollevando una nuvola di polvere grigiastra e detriti, ma le tue gambe sono già pronte a scattare... compi un balzo disperato all'indietro, proiettando il corpo nel fango un attimo prima che il gigantesco tronco si abbatta al centro della fossa, spaccando le assi rimaste con un boato sordo che fa tremare la terra sotto i carri... il legno secolare si abbatte esattamente sul punto in cui sorgeva il manufatto, sigillando le macerie e sollevando l'ultimo spruzzo di fango freddo, mentre la nebbia torna a chiudersi sopra la radura come un velo muto... Ti rialzi a fatica nel silenzio spettrale, ripulendo la tunica bagnata e stringendo l'asta della tua lancia, la cui lama è tornata anonima e priva di bagliori poiché l'incanto si è consumato nell'impatto... Lyra Thorne corre lungo la pendenza fangosa della fossa, raggiungendo la tua posizione con il fiato corto e gli occhi cangianti spalancati dallo sbigottimento... si ferma a pochi centimetri dal tuo petto, guardando prima l'immenso tronco crollato e poi la cicatrice scura sulla tua spalla ferita, avvertendo il legame profondo che la tua protezione ha appena saldato... poco distante, anche l'ombra cinerea di Jarek emerge dal limitare del pioppo, raddrizzando la postura eretta tra i rovi... sul suo volto deforme si dipinge una spettrale, lucida serenità: il suo tormento è finito, i suoi ragazzi hanno ricevuto la pace del ferro e la promessa di sangue attende solo di essere completata... Ce l'hai fatta, Silyndor... la pietra è rotta... sussurra la mezzelfa, la sua mano bagnata di brina che per la prima volta si posa con fermezza sulla tua manica, cercando quel contatto carnale di cui sentivi il bisogno, il bosco... il bosco sembra quasi respirare di nuovo... Jarek fa un passo avanti nel sentiero calcareo laterale, sollevando un braccio artigliato per indicare la prosecuzione dell'anello dei boscaioli, dove la foschia del mattino si fa leggermente più rada, svelando i contorni dei crinali esterni... Il dazio è pagato, elfo dell'argento... raschia la tua guida non morta, la voce che gratta come pietra focaia ma finalmente priva della paranoia affamata di prima, ora tocca a me... seguite i miei stivali... vi porterò oltre i fossati e le palizzate che quei soldati hanno piantato per bloccare la strada, aggirando le tagliole che hanno nascosto sotto le foglie... muoviamoci prima che la mia mente svanisca del tutto... andiamo...
  6. Il crepuscolo invernale stende ombre lunghe e bluastre sulla neve fresca dei Colli del Vento Freddo, mentre il vento, fedele al nome di queste colline, ricomincia a soffiare radente, sollevando una polvere di ghiaccio che punge la pelle... Vi arrestate a ridosso di un fitto bosco di abeti, scendendo da cavallo per non profilare le vostre sagome contro il cielo chiaro della sera... Erika accarezza l'elsa del falcione, stringendo gli occhi verso la gola rocciosa da cui sale il fumo e mantenendo la massima allerta, consapevole che la mancanza del medaglione vi rende finalmente delle normali prede di carne e ossa, ma che l'istinto dei goblin cacciatori non va mai sottovalutato... Vaulath si china sulla neve alta per studiare la forma delle zampe pesanti impresse nel ghiaccio, scuotendo la testa di fronte alla proposta di Shage... il goliath conosce la natura selvaggia e sa che i worg sentono l'odore del sangue e della paura a centinaia di iarde di distanza, rendendo un approccio furtivo a terra un suicidio tattico... Ma il druido ha un'intesa diversa con i segreti delle Valli... si allontana di qualche passo verso i rami alti di un pino antico e inizia a modulare la voce, imitando il verso ritmico, secco e familiare di un corvo invernale delle colline... Il richiamo risuona pulito nel silenzio del bosco, rimbalzando contro la roccia della gola... Pochi istanti dopo, un battito d'ali pesante spezza la quiete e un grosso esemplare dalle piume nere come la pece si posa su un ramo basso, inclinando la testa per studiare l'imponente figura di roccia del goliath... Vaulath non perde tempo, attinge alla linfa primordiale della sua fede e lascia che le sue labbra formino i suoni gutturali e grattati di Parlare con gli Animali... allunga la mano offrendo qualche briciola di razione e un pezzo di grasso asciutto prelevato dai bagagli dell'Abbazia, una prelibatezza irresistibile in questo inverno spietato... Mentre Erika, Shage e Akseli osservano la scena in silenzio, sentendo solo una serie di gracchi rochi, sgraziati e incomprensibili provenire dal becco dell'uccello, il canale magico si apre solo per le orecchie del druido... il corvo becca avidamente il cibo dal palmo di Vaulath, poi scuote le piume e risponde alle domande con la tipica, frammentaria logica delle creature del bosco, rivelando i segreti custoditi oltre lo sperone di roccia @ Vaulath La magia si consuma rapidamente e il corvo spicca il volo, lasciando Vaulath nel silenzio del bosco con queste informazioni da dover riferire al resto del gruppo... @ Tutti
  7. Eleanor Studridge Le parole della sacerdotessa mi colpiscono come schiaffi gelidi. Sento la rabbia montare, calda e soffocante, mescolandosi al mal di testa che continua a martellarmi le tempie. Come si permette? Come si permette questa cosa di giudicarmi, di darmi della codarda e del peso morto senza sapere assolutamente nulla di me? Stringo ancora di più il rospo al petto, sentendo le mie mani tremare, ma questa volta non è solo per la paura. È per l'indignazione. Fisso Mayu negli occhi, la voce che smette di essere un sussurro debole e ritrova, per un istante, quella fermezza che avevo faticosamente conquistato nel mio mondo. Eravate disperati, certo. Questo vi dà il diritto di strappare le persone alle loro vite? Vi dà il diritto di mentire? Non osare parlarmi di correnti o di compassione. Io non voglio la commiserazione di nessuno, men che meno la tua. Faccio un respiro profondo, stringendo i denti per scacciare la nausea. I ricordi della mia vita a Philadelphia, del campus, delle lezioni e di Clara mi scorrono davanti agli occhi come un rifugio lontano, strappatomi via con la forza. Vuoi sapere cosa facevo? Ero una studentessa. Studiavo letteratura e filosofia alla Pennsylvania University. Ero una persona normale che cercava solo la propria strada. E sì, cercavo qualcosa di più profondo. Ho studiato la Wicca, ho cercato una connessione con la natura, con i tarocchi, con le erbe. Ma lo facevo per trovare la mia voce! Per smettere di sentirmi invisibile, per imparare a parlare chiaramente, a condividere le mie idee e a stare bene con me stessa e con gli altri! La mia voce sale di tono, vibrante di tutta la frustrazione accumulata da quando sono arrivata in questo incubo sottomarino. La mia magia era connessione, era rispetto, era armonia con la terra e con i cicli della luna. Non era questa... questa mostruosità che mi fa scoppiare il cervello! Non era fatta per spaccare crani, per uccidere colossi o per spargere sangue in un tunnel buio sotto il mare! Volevo tirare fuori gli artigli nella mia vita, non diventare un soldato nella vostra guerra. Se questo è il passato del mio mondo, mi fa solo orrore. E se non voglio combattere i vostri demoni, non è perché sono un peso morto, ma perché questa violenza mi repelle. Faccio un passo indietro nell'ombra, il petto che si abbassa e si solleva rapidamente per il fiatone. Ora sai chi ero e perché lo facevo. E non ho intenzione di scusarmi perché preferisco la vita e la pace a questo macello.
  8. l fendente cala in verticale con la spietata, geometrica freddezza di un boia... l'acciaio potenziata d'azzurro recide gli ultimi lembi di quella patetica mostruosità che strisciava nel fango, spegnendo l'ultimo stridore sibilante e liberando finalmente le anime di quei poveri taglalegna dalle catene dell'energia negativa... non c'è traccia di orgoglio o soddisfazione nel tuo petto mortale, solo la cupa consapevolezza di aver adempiuto alla prima parte della tua promessa di sangue... estrai la lama cinerea dal corpo esanime con uno schiocco umido, strofinando il metallo benedetto contro un asse di legno marcio prima di voltarti verso la mezzelfa... il tuo sguardo si adagia su Lyra Thorne, catturando il calore del suo respiro accelerato e il rossore che le accende le guance per lo sforzo... le tue parole di elogio, il riconoscimento del fatto che ti abbia protetto il fianco scoperto nel momento del bisogno, le fanno abbassare le ciglia bagnate di pioggia, sciogliendo la spigolosità commerciale del suo volto in un cenno di profonda, muta riconoscenza... Sempre con te, Silyndor... sussurra la ragazza, stringendo l'impugnatura d'osso del coltello mentre si accoda ai tuoi passi rapidi lungo la pendenza scivolaria della fossa... Dietro di voi, l'urlo di comando per il vecchio Daran rimbomba tra i grigi tronchi adiacenti... il boscaiolo si pianta a ridosso dello spuntone di roccia calcarea, stringendo l'accetta contro il petto e sgranando gli occhi rugosi per scansionare la nebbia del mattino, pronto a gridare al minimo segno di pericolo... al tuo fianco, anche l'ombra cinerea di Jarek si muove tra i rovi, scivolando lateralmente con le unghie artigliate piantate nella terra, lo sguardo fisso sulla trave maestra della segheria crollata che ora dista meno di sei metri dal tuo ferro... Avanzi a passi deliberati, senza correre, costringendo gli stivali a vincere la morsa del terreno difficile mentre i tuoi occhi crepuscolari perlustrano furiosamente ogni singola asse e macchinario arrugginito per cogliere insidie latenti... la nebbia mattutina sembra farsi ancora più densa e gelida man mano che ti avvicini al cuore del cataclisma, satura di un calore innaturale, dolciastro, che fa vibrare la Trama attorno alla punta della tua lancia... e ciò che la tua attenzione cattura sotto i resti del soffitto di quercia vi blocca il fiato... La pietra nera pulsa debolmente nel semibuio della fossa, incastrata tra le radici divelte di una vecchia pianta monumentale... non è un frammento liscio... è un idolo grezzo, deforme, sulla cui superficie calcareo sono state incise rune elfe distorte, sfigurate dall'odio antico dei culti sotterranei di Miyeritar... ma il pericolo vero non è la pietra... Sopra l'idolo, a sbarrare l'accesso, giace la trave maestra della segheria: un enorme tronco di quercia secolare lungo sei metri e pesante diverse tonnellate, crollato in diagonale durante il cataclisma dell'inverno scorso... lo scheletro di legno è instabile, parzialmente marcito dalla muffa grigiastra, e si regge in un equilibrio precario sopra due ingranaggi di ferro arrugginiti... non appena muovi l'ultimo passo sul ciottolato, un sinistro scricchiolio di fibre spezzate fende l'aria fredda... la trave si è mossa di pochi centimetri sotto l'influsso dell'energia negativa della pietra, minacciando di collassare interamente e seppellire l'idolo e chiunque si trovi nel raggio di tre metri sotto una frana di macerie e ferro...
  9. Il sussulto di preoccupazione che ti stringe la gola si traduce istantaneamente in una reazione geometrica, spietata, dettata da secoli di addestramento militare che riemergono dalle nebbie dell'oblio... non c'era tempo per i fraintendimenti tattici quando Lyra Thorne si è frapposta tra te e le fauci viscide del mostro, ma la barriera d'argento della luna ha retto l'impatto, e la tua lancia è già pronta a correggere l'errore... compi un fluido passo laterale di un metro e mezzo verso destra, spingendo gli stivali nel fango calcareo per scivolare fuori dallo spazio morto del corpo a corpo stretto e riguadagnare la portata ottimale della tua arm...la presa sull'asta si serra con una forza che ti gonfia i muscoli delle braccia, mentre senti il cuore battere forte contro le costole e le tempie pulsare per il richiamo impetuoso dell'ossigeno... le gambe, tese e stabili sulla terra bagnata, assecondano la torsione del busto mentre la glaive potenziata d'azzurro compie un arco perfetto nell'aria fredda... Il Ghoul, interamente concentrato a ghermire lo scudo sacro della mezzelfa, non avverte il sibilo dell'acciaio che gli cala alle spalle... privo di qualsiasi difesa o riflesso di destrezza, il non morto subisce l'intero impatto del tuo fendente d'anticipo direttamente sulla schiena cinerea... La lama benedetta da Corellon penetra profondamente tra le scapole scoperte con uno schiocco secco, spaccando la colonna vertebrale calcinata del boscaiolo e troncando di netto il flusso di energia negromantica che lo teneva in piedi... l'abominio emette un ultimo, strozzato sibilo viscido prima di collassare in avanti, crollando esanime nel fango calcareo ai piedi di Lyra... l'umore nero si sparge tra le foglie marce, e il silenzio spettrale della radura torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal tuo respiro affannato e dai battiti accelerati della carne mortale... hai dominato la fatica e i limiti biologici di questo nuovo corpo, ripulendo la linea dei carri prima che le unghie infette potessero sfiorarvi... Lyra Thorne indietreggia di un passo, abbassando il pugnale con le dita che tremano visibilmente per l'adrenalina... il sottile bagliore argenteo che la avvolge inizia a sfumare lentamente, mentre i suoi occhi cangianti passano dal corpo fumante del mostro alla tua figura fiera, carichi di un sollievo profondo, viscerale, che sostituisce ogni traccia di paura... Ci... ci sono riuscita, Silyndor... ho tenuto la linea... sussurra la mezzelfa, la voce roca per il freddo e la fatica mentre si pulisce la fronte bagnata di brina, ma guarda là... l'ultimo non è morto... Circa tre metri più indietro, proprio ai margini delle travi spezzate della fossa, l'ultimo Ghoul comune sopravvissuto , quello rimasto gravemente ferito dal tuo precedente colpo d'opportunità , sta strisciando faticosamente nel fango calcareo... la spalla spezzata e il fianco squarciato gli impediscono di rialzarsi o di tentare un nuovo assalto ferino... le sue pupille vitree e fisse non guardano più i muli o la carovana , la creatura sta tentando disperatamente di trascinarsi all'indietro, verso il centro della segheria crollata, come se l'idolo nero che pulsa debolmente sotto la trave maestra stesse richiamando a sé i rimasugli della sua carne corrotta per proteggere il sito... @
  10. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Rimango a fissare in silenzio l'alchimista dubbiosa su come comportarmi... Nessuno dei miei parenti almeno quelli che conosco sono demoni o draghi...rispondo in ritardo titubante alla domanda che mi ha fatto...i miei genitori sono elfi , e probabilmente si nei secoli passato qualche mio antenato si e accoppiato con demoni e diavoli e per il resto sono una stregona sangue di drago... e per i tafferugli fuori , la spiegazione è un pò complicata ed è meglio che siano gli altri a spiegarla , comunque dovremmo essere al sicuro...credo..
  11. Jane Doe Mentre Gaia e Izhu mettono sotto pressione i sospettati, i miei occhi rimangono piantati sulla ragazza azzurrina e sul giovane che trema , la loro paura è palpabile, ma non mi basta la colpevolezza generica dei vivi , a me serve la verità per la Regina dei Corvi. Faccio un solo passo avanti, uscendo dal cono d'ombra...la mia figura immobile e priva di respiro si frappone tra i due ragazzi nervosi, bloccando la loro visuale verso l'uscita. Chi vi ha dato l'oggetto per la ninfa?...domando. La mia voce piatta e priva di calore non ammette repliche. Non lascio spazio alle loro scuse o alle risate sguaiate degli altri Oni... @ DM
  12. La rotazione dell'asta di legno nelle tue dita è un movimento fluido, istintivo, un riflesso marziale che cancella le visioni raccapriccianti di quei volti deformati e dei loro movimenti inumanamente ferini... non c'è spazio per l'esitazione quando l'aria del mattino è satura del fetore dolciastro dei corpi calcinati... imprimi l'intera potenza del busto nel secondo fendente, facendo calare la lama potenziata d'azzurro verso la creatura parzialmente sventrata che barcolla davanti a te... l'acciaio benedetto fende la foschia cinerea e intercetta il collo del mostro con un colpo netto, spietato, che recide l'ultimo collegamento necromantico tra la carne cinerea e il Piano dell'Energia Negativa... lo stridore sibilante della carogna si interrompe in un soffocato rantolo viscido, prima che la massa nera del corpo crolli esanime nel fango calcareo... il primo guardiano dell'idolo è stato ridotto al silenzio, e il suo umore nerastro inzuppa la terra bagnata... Sfrutti lo slancio del colpo andato a segno per compiere un fluido, calcolato passo in avanti, spingendo gli stivali nel fango profondo della fossa da taglio per serrare le distanze e non concedere tregua ai nemici rimanenti... ti riposizioni istantaneamente in guardia con la glaive spiegata davanti al petto, pronto a far scattare i tuoi riflessi non appena una nuova minaccia varcherà la linea del tuo spazio vitale... i tuoi occhi crepuscolari scansionano furiosamente il dedalo di travi spezzate, analizzando ogni angolo cieco della segheria crollata mentre la nebbia mattutina continua a oscillare sotto il peso del freddo... con la coda dell'occhio verifichi la posizione di Lyra Thorne: la mezzelfa è rimasta coperta alla tua sinistra, con il pugnale sollevato e le nocche bianche, interamente avvolta dal sottile e purissimo bagliore argenteo della barriera lunare... la protezione dei Seldarine regge, respingendo le esalazioni miasmatiche che risalgono dalle radici, e la determinazione nei suoi occhi cangianti ti conferma che la donna è pronta a coprirti il fianco... La distruzione del loro compagno scatena una furia paranoica e parossistica nelle altre due carogne rimaste tra i rovi... I due Ghoul comuni sopravvissuti emettono un urlo straziante, acuto, che fa sussultare i muli rimasti all'inizio dello spiazzo e costringe il vecchio Daran a sollevare l'accetta per proteggere le stanghe dei carri... i mostri abbandonano la postura carponi e scattano lateralmente con balzi ferini, avanzando nel fango per chiudere la distanza... entrano nello spazio dei tre metri da te e, nel disperato tentativo di accorciare ulteriormente le distanze per azzannarti nel corpo a corpo stretto, tentano di abbandonare quel quadretto minacciato... questo movimento immediato fa scattare i tuoi riflessi d'anticipo sulla portata della lancia... La tua glaive compie una sferzata fulminea e orizzontale, intercettando a mezz'aria il non morto di destra proprio mentre tenta di muoversi oltre i tre metri... la lama potenziata squarcia il fianco grigio della creatura, spezzandole la spalla con un impatto devastante che ne arresta sul colpo lo slancio e la scaraventa nel fango, mutilata e stridulante prima ancora che possa toccarti... ma mentre risolvi questo fendente d'opportunità, il secondo Ghoul sul fianco sinistro sfrutta il millesimo di secondo per completare il suo balzo nella nebbia, scivolando indenne oltre la traiettoria del tuo acciaio ed entrando nel corpo a corpo stretto, a un metro e mezzo di distanza... Tuttavia, il predatore non trova la tua carne indifesa... fedele alle tue direttive, Lyra Thorne scatta in avanti nell'istante esatto del tuo ingaggio... protetta dal bagliore d'argento della luna che ne scherma i movimenti, la mezzelfa intercetta la traiettoria del secondo mostro, sbarrandogli la strada e piantandogli il pugnale d'osso dritto tra le scapole calcinate... il Ghoul emette un sibilo rabbioso, costretto a frenare l'assalto per artigliare la barriera invisibile che avvolge la ragazza... @ Risultati
  13. La drow in avanguardia scambia un'occhiata rapida con la compagna, poi inclina la testa di lato, studiando James con un cenno di assenso che nasconde un sincero rispetto per la sua premura. Il tuo spirito di coordinazione vi fa onore, sciamano, risponde l'elfa scura, la cui voce torna a farsi morbida nella penombra sacra del Sanctum. Noi elfi non dormiamo come i mortali della superficie; entriamo in un profondo stato di trance per sole quattro ore, rimanendo comunque parzialmente vigili a ciò che ci circonda. La tua proposta è saggia e riduce i rischi di disattenzione. La guerriera si sposta verso la rampa di scale che conduce al condotto di ventilazione occidentale, mentre la seconda drow si siede a gambe incrociate sul pavimento di marmo bianco, a ridosso del monumentale battente con la mezzaluna d'argento, poggiando la lama ricurva sulle ginocchia. Andate a riposare, conclude la drow vicino alla porta. Raskva, James... prendetevi queste prime quattro ore. Vi sveglieremo noi non appena la nostra trance sarà conclusa, per lasciare a voi il secondo blocco di guardia fino a quella che, in superficie, sarà la mattina. Raskva si avvia verso una delle brande di tela libere in fondo alla cappella, lasciando che il pesante falchion rimanga appoggiato alla parete a portata di mano. Si sdraia sollevando un braccio per coprirsi gli occhi dalla debole e ritmica luce argentea che pulsa dalla fonte. James la imita poco dopo, sistemandosi sul giaciglio opposto, lasciando che la mente si svuoti lentamente dal fetore della cisterna e dai click metallici dei Kuo-toa. Il tempo all'interno del Sanctum della Luna Silente inizia a scorrere in modo ovattato, quasi irreale. L'unico suono costante è il debolissimo, melodioso sciacquio dell'acqua che continua a incresparsi da sola al centro della stanza, reagendo alla presenza delle due Spose della Marea addormentate sulla branda vicina. Le prime quattro ore volano via in un sonno profondo, pesante, che rigenera le forze ma lascia la mente ovattata. All'improvviso, una mano guantata di nero si posa sulla spalla di James, mentre un sussurro freddo arriva all'orecchio: Sciamano... Guerriera... Sveglia. Il nostro tempo è scaduto. Tocca a voi. James e Raskva riaprono gli occhi all'unisono nella penombra argentea. Le due drow si sono già raddrizzate: i loro corpi sono scattanti, i volti d'ebano perfettamente riposati, ma i loro sguardi sono fissi al centro della stanza. C'è qualcosa che non va. La fonte circolare di acqua limpidissima non si sta più semplicemente increspando. Il liquido si muove con una violenza silenziosa, vorticando su se stesso fino a formare un piccolo imbuto ribollente che risucchia la luce argentea che piove dal soffitto. Ma l'impatto maggiore è sulle gemelle. Lyra ed Evadne sono ancora immerse nel sonno, ma i loro corpi sono insolitamente rigidi sotto la coperta di lana scura. Dalla pelle grigiastra di Evadne e dalle dita chiarissime di Lyra si sollevano minuscole volute di vapore acquamarina, calde, che profumano intensamente di salsedine e alghe profonde. I ciondoli a forma di insetto verde che portano al collo brillano di una luce quasi solida, pulsando a ritmo regolare. All'unisono, senza svegliarsi, le due ragazze sussurrano nel sonno parole veloci e sincrone, in una lingua fluida, sibilante e incomprensibile: l'antico linguaggio degli elfi acquatici. La drow vicino alla porta stringe la presa sulla lama ricurva, indietreggiando di un passo mentre l'aria del rifugio si carica di una densa elettricità marina. I sigilli esterni sono intatti, Shar non ci vede, sibila l'elfa scura, la voce tesa per la stranezza della situazione. Ma il loro sangue sta reagendo a questo luogo sacro. La fonte sta accumulando troppa energia a causa della loro presenza. Sciamano, controllale, prima che questa risonanza diventi incontrollabile! La seconda drow si posiziona all'ingresso del condotto di ventilazione occidentale, vigilando sul cunicolo per sicurezza. Il sussurro delle ragazze continua, i ciondoli brillano e l'acqua vortica... @ Tutti
  14. Il trambusto del Corvo d'Oro continua a fare da sottofondo mentre Lorelai, con lo stomaco completamente sottosopra, abbandona la bottiglia appena arrivata e barcolla disperatamente verso la pesante porta di rovere. L’impatto con l’aria gelida e pungente di Crunrith non basta a frenare il sussulto: appoggiata al granito umido del muro esterno, la guerriera shadar-kai dà sfogo ai postumi della sbornia nel fango della via, lasciando che il freddo del nord inizi lentamente a ripulirle la mente ottenebrata. Al tavolo, la discussione strategica si chiude con la stessa fermezza con cui Lord Eryndor ha liquidato l'agente dei Carrettieri. Le quaranta monete d'oro a testa per rischiare la pelle contro i bugbear vengono accantonate come un'offesa all'esperienza del gruppo. Le parole del condottiero trovano terreno fertile: Tiburzia fa ruotare il vino nel calice, ammettendo che se si deve rischiare la vita è meglio farlo per le tasche piene, accettando di buon grado di sentire prima l'offerta dei nani. Arkyn rincara la dose, spostando lo sguardo cinico sull'agente in livrea arancione e ricordando ai compagni che i mercanti liquidano tutto con poche monete, mentre la gratitudine e i favori dei nani potrebbero rivelarsi un vantaggio strategico ben più prezioso per il futuro. Godluin suggella l'accordo della compagnia. Il giovane mezzelfo posa la tazza, offrendosi ufficialmente come interprete e tramite grazie alla sua perfetta conoscenza della lingua nanica, convinto che la loro proposta urgente per il drenaggio delle gallerie allagate possa rivelarsi la più interessante del lotto. Poi, con un cenno del capo verso l'ingresso, ricorda a tutti la priorità immediata: recuperare la compagna prima che si congeli o si cacci in altri guai nel Distretto dei Cortili. Mentre vi preparate ad alzarvi per muovervi verso la bacheca o verso l'uscita, un mutamento nell'ambiente attira la vostra attenzione di veterani. Due avventori robusti, che fino a quel momento erano rimasti seduti nell'ombra vicino al bancone a osservare i movimenti di Godluin attorno agli annunci, si alzano lentamente. Uno di loro indossa un pesante giaccone di pelle rinforzato con scaglie di ferro, tipico dei sorveglianti del Consorzio Minerario di Novdorad. Senza fretta, i due si dirigono verso la porta, uscendo proprio nella stessa direzione in cui Lorelai è andata a liberare lo stomaco, scambiandosi un'occhiata d'intesa che non presagisce nulla di buono. @ Tutti
  15. @Alonewolf87 per caso hai deciso la zona dove si svolgerà l'avventura?
  16. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Fisso con profondo sospetto il cubo metallico che Milo ha appoggiato sul tavolo, incrociando le braccia al petto mentre lo studio da vicino. Un blocco di metallo senza serrature, giunture o meccanismi visibili... Se tintinna e contiene qualcosa lì dentro, puzza di magia lontano un miglio. Potrebbe essere legato al culto o a qualcosa di persino peggiore. Guardo ancora il blocco e poi mi volto verso Lavelior e il resto del gruppo, allargando le braccia. Qualcuno di voi ha mai visto niente del genere prima d'ora? Sapete se esiste un modo per scassinare o sbloccare un affare del genere senza rischiare di romperne il contenuto o, peggio, di farlo attivare?
  17. Le antiche e liquide sillabe dell'alto elfico fendono la foschia cinerea come il rintocco di una campana tesa... Lyra Thorne sobbalza al richiamo della tua voce, ma le sue paure mortali vengono istantaneamente soffocate quando incanali le briciole del potere dei Seldarine direttamente sulla sua figura slanciata... un'aura di luce bianca e purissima, fredda e magnifica come il chiarore della luna piena, si riverbera lungo i suoi stracci e il ferro del suo pugnale, avvolgendola in una barriera invisibile che respinge la corruzione miasmatica della radura... per la prima volta nella sua vita di stenti alla frontiera, la mezzelfa percepisce il sangue dei suoi progenitori non più come un'eredità sconosciuta e lontana, ma come uno scudo vicino, tangibile, familiare... stringe i denti e annuisce con spietata fermezza al tuo comando, scivolando di fianco alla tua spalla sinistra e tenendo il baricentro basso nel fango, pronta a scattare unicamente dopo il tuo primo ingaggio... Dietro di voi, le tue parole risuonano come un severo avvertimento per il vecchio Daran... il taglalegna stringe i pugni attorno al legno dell'accetta, fissando le tre sagome deformi che un tempo condividevano con lui il pane e il sudore del taglio... i suoi occhi rugosi si contraggono in una smorfia di dolorosa accettazione nel ricordare a se stesso che quelle carogne fameliche non hanno più nulla di umano... Sollevi la glaive nella posizione di guardia e pretendi una seconda grazia dalla Trama... la supplica liturgica viene esaudita all'istante, e sebbene l'energia sacra fluisca con una frazione dell'intensità millenaria a cui eri abituato prima dell'oblio, l'acciaio della tua lancia risponde... un riflesso lucido e azzurrino corre lungo il tagliente della lama, purificandola dall'umore nero del ragno e infondendola di un vigore innaturale che fa vibrare l'asta di legno nelle tue mani... la tua mente, focalizzata sulla dottrina dei Seldarine, ti rammenta la spietata natura di ciò che vi viene incontro: i Ghoul non possiedono organi vitali funzionanti, i loro corpi freddi sono animati unicamente dal legame reciso con il Piano dell'Energia Negativa... mirare al cuore o alla gola è del tutto inutile... l'unica via per spegnerli è smembrarli pezzo dopo pezzo, recidendo i tendini e spaccando il guscio d'ossa calcinate con fendenti di pura potenza brutale... Arrivano... sibila Jarek dal limitare del pioppo, rannicchiandosi nel fango per proteggersi dal riverbero sacro che emani, mentre le sue fauci emettono un rigurgito viscido di bava e frustrazione... Mentre completi le tue mistiche invocazioni protettive, il primo round di scontro si consuma interamente lungo la pendenza fangosa... i tre boscaioli non morti si muovono carponi nel dedalo della fossa da taglio, ma il terreno accidentato della segheria crollata è un labirinto di travi spezzate e macchinari arrugginiti che ne dimezza l'avanzata... avanzano strisciando nel fango bagnato, le unghie che scavano solchi profondi sulla roccia calcareo e le pupille fisse e iniettate di sangue focalizzate unicamente sulla tua posizione... scattano in avanti coprendo i primi metri nella nebbia mattutina, emettendo stridori sibilanti che fanno tremare i finimenti dei muli rimasti indietro, ma la distanza è troppa perché possano balzarvi alla gola in un solo respiro... sono costretti a rallentare tra i detriti di quercia, offrendoti il totale e geometrico controllo della prima linea... Ti pianti immobile davanti alla colonna, i muscoli delle gambe tesi e lo sguardo fisso sulla prima carogna cinerea che ha appena coperto la distanza, scavalcando l'ultimo tronco marcito... l'abominio si lancia in avanti spalancando le fauci viscide per ghermirti, del tutto ignaro che la tua azione preparata è già scattata a mezz'aria per intercettare il suo balzo prima ancora che i suoi artigli possano sfiorare la barriera della tua portata... Il ferro potenziato della tua glaive compie un arco perfetto nell'aria grigia del mattino, abbattendosi con precisione chirurgica dritto sul petto scoperto del primo Ghoul... l'impatto è brutale, sordo... l'acciaio benedetto fende la carne morta e spacca la cassa toracica calcinata del boscaiolo con lo schiocco secco di un ceppo sotto la scure, lacerando i tessuti inferiori e liberando una vampata di fetore dolciastro... il colpo d'anticipo è talmente profondo e distruttivo da arrestare all'istante lo slancio del mostro: la carogna emette uno stridore strozzato, sbilanciandosi sulle zampe spezzate e barcollando nel fango a tre metri di distanza da te, parzialmente sventrata e ridotta in fin di vita prima ancora di aver potuto sfiorare il tuo mantello... @ Risultati
  18. Eleanor Studridge Sento la testa pulsarmi ancora più forte a causa della sua insistenza. Abbasso lo sguardo verso il pavimento del tunnel, controllando istintivamente che non ci siano creature striscianti vicino ai miei piedi o a quelli della ragazzina. La richiesta sembra innocua, quasi ragionevole, ma in questo posto ho imparato a non fidarmi di nulla. Guardo la porta pesante, poi di nuovo Mayu...faccio un respiro profondo, cercando di ignorare il tremore alle gambe e la spossatezza che mi svuota da dentro. Va bene, la porta la chiudo. Ma non farò un solo passo oltre la soglia di questa stanza. Senza mollare la presa sul rospo, che tengo stretto al petto con un braccio solo, mi spingo in avanti di pochissimo, quel tanto che basta per afferrare il battente con la mano libera , spingo la porta fino a farla scattare e bloccare la via agli scorpioni, poi mi rimetto subito al sicuro nell'ombra della galleria. Torno a stringere goffamente l'animale con entrambe le mani, usandolo quasi come uno scudo tra me e il resto del gruppo. Adesso la porta è serrata...parla pure da lì, ti ascolto. Resto immobile, con il fiato corto e la schiena vicina alla parete del tunnel, in attesa di quello che ha da dire.
  19. Maybelle Petit Mha non saprei se cercare ancora lo stemma in questo villaggio abbandonato abbia senso , da come è messo il posto è palese che se ne sono andati senza fretta portando via tutto quello che serviva , anche se trovassimo altri posti collegati sarebbero nella stessa situazione , è se dato pensate che se avevano un mulino qui abbiano cercato un posto simile dove trasferirsi , e se sono ancora in attività nelle città o villaggi vicini i mercanti dovrebbero conoscerli... i fantasmi comunque non sembrano il problema maggiore in questo posto , il tempio malvagio sotterraneo o i briganti sono i problemi da risolvere con più urgenza...
  20. Tukgrik Duskhorn Mha , secondo me non dovremmo andare troppo in giro , non conosciamo abbastanza questa città per darci al divertimento...
  21. Le tue parole solenni si adagiano sul fango dell'alba come un giuramento d'argento, restituendo a quella spoglia carogna cinerea un briciolo della dignità perduta sotto la volta del bosco... Jarek accenna un movimento della testa, un inchino rigido e legnoso che fa scricchiolare le vertebre scoperte del collo, prima di voltarsi e incamminarsi nel tunnel di vegetazione della pista da taglio, muovendosi dieci metri avanti rispetto alla testa della colonna... Lyra Thorne incita i muli con uno schiocco secco delle redini, e le ruote dei carri riprendono a girare nel silenzio soffocante del mattino, sprofondando tra i rovi bagnati e le radici dei grigi tronchi... avanzi a piedi in avanguardia, tenendo la glaive spiegata sotto il mantello e gli occhi crepuscolari fissi sulle suole pesanti degli stivali borchiati che aprono la via nella foschia... Mentre la carovana si addentra lungo questa deviazione imprevista, la nebbia perenne della foresta sembra farsi ancora più scura e opprimente, stringendosi attorno ai mezzi come un sudario umido che riduce la visibilità a meno di sei metri... nel silenzio della marcia forzata, la tua mente millenaria scava nei recessi del passato, cercando di dare una forma e un nome a quella "pietra nera" di cui ha blaterato il non morto... i ricordi della tua vita precedente affiorano come schegge di specchio... la tua sapienza esclude che si tratti di un semplice residuo della Magia Matta dell'anno scorso: la magia selvaggia muta e corrompe i corpi, ma non pianta idoli neri sotto le radici delle vecchie piante... quel cimelio appartiene a qualcosa di più antico e oscuro... ti tornano in mente i frammenti delle cronache di Miyeritar e i culti sotterranei che i primi elfi oscuri celebravano nel buio, prima ancora della Guerra delle Corone... o forse le nefande reliquie che i nani della gilda o i primi negromanti umani hanno sepolto nei crinali calcarei secoli addietro... è un frammento di pura malvagità materiale, un catalizzatore di energia negativa che attira i divoratori e si nutre della decomposizione... romperlo con i mezzi terreni che avete a disposizione non sarà affatto una passeggiata; l'acciaio comune potrebbe scheggiarsi contro la sua superficie corrotta se non infuso della giusta fermezza mistica... Dopo circa un miglio di navigazione silenziosa, dove i rami nodosi degli alberi si protendono verso la carreggiata come artigli pronti ad afferrare le stanghe, Jarek si arresti bruscamente... solleva un braccio artigliato, indicando un punto esatto dove l'anello dei boscaioli si allarga in una depressione fangosa e spoglia... Davanti a voi, le rovine della vecchia segheria crollata emergono dalla coltre grigia come lo scheletro calcinato di un immenso predatore... l'intelaiatura di quercia del tetto è collassata interamente al centro della fossa da taglio, spaccando le panche di scorrimento e i vecchi macchinari di ferro, ora parzialmente avvolti da una muffa grigiastra e viscida che satura l'aria di un sapore dolciastro, di pura carogna... l'odore è lo stesso che stagnava sul tasso... Jarek si scosta di lato, schiacciandosi contro un pioppo secolare per lasciarti il comando della linea, le sue fauci viscide che si contraggono nello sforzo tremendo di non avventarsi sui muli... Ci siamo... sono là dentro... raschia la tua guida nel semibuio del mattino, la voce che gratta come pietra focaia mentre indica le macerie coperte di vegetazione marcia, tra i resti della fossa inferiore... tre dei miei vecchi ragazzi... la pietra nera pulsa sotto la trave maestra al centro della radura... fate presto, elfo... l'odore del ferro vivo li sta già risvegliando... Un rumore viscido di artigli che sfregano contro il legno marcio fende il silenzio della radura... dal fitto delle travi spezzate della segheria, tre sagome cineree e deformi sollevano lentamente le teste calve, le loro pupille fisse e iniettate di sangue che tagliano la nebbia verso i tuoi carri... le fauci viscide sbattono nel vuoto, emettendo uno stridore sibilante e affamato al riconoscere la tua carne mortale... la carovana è ferma all'ingresso dello spiazzo, i tre Ghoul della vecchia squadra iniziano a muoversi carponi tra i detriti per difendere il loro idolo, e la decisione su come spezzare la loro linea per mantenere fede alla tua promessa spetta interamente all'acciaio della tua lancia...
  22. A quelle parole, Lyra ed Evadne si scambiano un'occhiata rapida, quasi sperando che quel nome evocasse un ricordo d'infanzia o un frammento dei racconti materni, ma entrambe scuotono il capo in silenzio. Il nome di Myth Nantar risuona tra le pareti di marmo bianco del Sanctum come un'eco del tutto nuova, un mistero rimasto sepolto per secoli sotto la superficie del Mare delle Stelle Cadute. Myth Nantar... ripete Evadne, assaggiando il suono di quelle parole straniere sulla lingua. Sul suo viso grigiastro si dipinge un mezzo sorriso sghembo, amaro ma incuriosito, mentre le sue grandi corna nere riflettono i guizzi argentei della fonte. Burocrazia e procedure. Suona terribilmente noioso per essere una leggenda sommersa, James. Ma se serve a tenerci lontane da Shar e dalle catene, imparerò a memoria ogni loro singola legge. Lyra, accanto a lei, accenna un respiro più profondo, lasciando che le spalle finalmente si rilassino contro la branda di tela. Stringe ancora l'idolo d'osso al petto, ma i suoi grandi occhi verdi, ora fissi su Raskva, sono decisamente più calmi. Se ci siete stati anche solo per pochi minuti, significa che si può sopravvivere laggiù, dice l'elfa bionda con un sussurro colmo di una logica infantile ma disarmante. Se la mamma voleva che andassimo lì, un motivo deve esserci. Ci fideremo del vostro istinto, e di questa burocrazia. La drow in retroguardia emette un sommesso grugnito di approvazione dal fondo della stanza, raddrizzando la schiena contro la pietra bianca. Gli elfi acquatici dell'alto consiglio sono rigidi come il corallo profondo, fanciulle, ma sono giusti, interviene la guerriera scura, parlando per esperienza indiretta e incrociando le braccia muscolose sul pettorale d'acciaio. Non vi venderanno al miglior offerente come fanno i mercanti di Tsurlagol. Ora però basta parlare di leggi e di abissi. La notte è ancora lunga, la tempesta sopra di noi infuria e avete tutti una lunga marcia nelle gambe. La drow si volta verso Raskva e James, indicando i giacigli di paglia pulita e le casse di razioni magiche disposte lungo il Sanctum. Io e la mia sorella di lama terremo il primo turno di guardia vicino alla mezzaluna d'argento e al condotto occidentale, dichiara fermamente, tirandosi nuovamente il cappuccio argentato sul volto d'ebano. La fonte d'acqua continuerà a pulsare finché rileverà la vostra presenza, ma i sigilli vi proteggeranno. Sfruttate queste prime ore per dormire. Raskva, James... stabilite chi di voi due terrà il prossimo turno con noi prima che la stanchezza vi offuschi i sensi. Ne avrete bisogno se le cose dovessero farsi calde al momento di risalire. Evadne e Lyra non se lo fanno ripetere due volte; si sdraiano vicine sulla branda di tela, tirando la pesante coperta di lana scura fino al mento. Nel giro di pochi minuti, cullate dal debole e ritmico incresparsi della fonte, i loro respiri si fanno pesanti e regolari, scivolando in un sonno profondo e privo di incubi dopo ore di puro terrore. @ Tutti
  23. Mentre i novizi sparecchiano le lunghe tavolate del refettorio, il gruppo si divide per l'ultima volta prima della caccia, ciascuno diretto verso la propria fondamentale mansione in questa limpida e gelida mattina... Shage si congeda dagli altri e raggiunge la sua cella nell'ala degli ospiti... si sdraia sul pagliericcio lasciando che la stanchezza della notte in bianco prenda il sopravvento, ma il suo riposo non ha nulla di umano... la sua eredità planare si risveglia nel silenzio della stanza, portando il corpo del bardo a irrigidirsi sul letto, con gli occhi sbarrati e le pupille rivolte all'indietro, mentre la sua mente scivola in una profonda trance esotica, colma di visioni estatiche e melodie celestiali provenienti dai piani esterni dei suoi antenati... un'esperienza bellissima, intima, che lo ritempra profondamente e lo allontana per qualche ora dall'angoscia del Vuoto... Nel frattempo, Akseli si ritira nella sua cella per concedere lo stesso necessario sollievo alla mente, mentre Erika si dirige con passo marziale verso le stalle per supervisionare gli stallieri, affilare le lame e far disporre le razioni da viaggio sui cavalli freschi forniti dall'Abbazia, assicurandosi che ogni cinghia sia salda per la marcia pomeridiana... Nel cuore sotterraneo della struttura, invece, il silenzio è rotto solo dal rumore dei passi pesanti di Vaulath e Fratello Derim Whiteshield... il Gran Sacerdote guida il goliath giù per le scale di pietra, oltre le cripte ancestrali, fino alle fondamenta più profonde e nascoste del Grande Granaio, laddove il pavimento non è di roccia ma di terra battuta, scura, umida e consacrata dai secoli... l'aria quassotto profuma di semi, di radici e di humus fertile, l'essenza stessa della Grande Madre... Il chierico deposita il calice d'argento al centro di un cerchio runico tracciato sul suolo, e il gelo parassitario del medaglione tenta immediatamente di aggredire l'aria, facendo sollevare piccoli fili di brina grigiastra... È il momento, guardiano della terra... mormora Fratello Derim, sollevando le mani nodose e iniziando a salmodiare le litanie della semina e del riposo invernale... Uniamo le nostre forze alla linfa del mondo... Vaulath si unisce al prelato, canalizzando il potere primordiale della natura selvaggia... anche se il clero di Chauntea venera la terra generosa e il goliath risponde alla legge primordiale di sangue e artigli, in quel momento profondo le due fedi attingono alla medesima, inarrestabile fonte... Sotto la spinta dei loro poteri combinati, il suolo profondo del Granaio si muove visibilmente: spesse radici sotterranee iniziano a strisciare come serpenti ciechi, avvolgendo il calice d'argento, mentre strati di terra benedetta si compattano sopra il metallo nero, schiacciandolo sotto tre piedi di suolo consacrato... La brina grigia viene letteralmente soffocata e digerita dal potere biologico della terra, sigillando l'artefatto in una prigione silenziosa... Quando il rituale si conclude, l'aria torna a essere mite e il medaglione è finalmente isolato, ma una sottile, invisibile vibrazione di angoscia rimane ancorata alle pareti sotterranee, un prezzo che l'Abbazia pagherà per la custodia... Il primo pomeriggio arriva in fretta, portando con sé una luce invernale pallida ma limpida... Il gruppo si ritrova infine compatto davanti al grande portone di bronzo dell'Abbazia, dove Erika attende già vicino alle cavalcature pronte e sellate... Shage e Akseli escono dall'ospizio con la mente completamente rigenerata e gli occhi lucidi dopo il riposo, mentre Vaulath li raggiunge dal Grande Granaio con un sorriso feroce sul volto goliath: i rituali di Chauntea sono finiti, e ora tocca a quelli di sangue e artigli... Fratello Derim Whiteshield vi consegna la mappa dei Colli del Vento Freddo, situati a circa venti miglia a nord-est, dove le pattuglie hanno avvistato i fumi della tribù della Zanna Grigia, i goblin cacciatori di worg che un tempo infestavano le piste della valle e che ora sembrano radunarsi attorno a qualcosa di oscuro... I monumentali battenti di bronzo si spalancano di colpo, rivelando la distesa immacolata di neve fresca che brilla sotto il sole del pomeriggio... Vi mettete in marcia lungo la pista, lasciandovi alle spalle la sicurezza delle mura perimetrali... I cavalli freschi avanzano con vigore, rompendo la crosta ghiacciata della Moonsea Ride mentre vi dirigete decisi verso nord-est... Dopo circa quattro ore di viaggio sostenuto, il terreno inizia a farsi accidentato e le colline boscose dei Colli del Vento Freddo iniziano a stagliarsi contro il cielo che vira al crepuscolo... L'aria torna a farsi pungente, e tra gli alberi spogli l'istinto selvaggio di Vaulath e l'occhio attento di Erika intercettano i primi segnali fresche impronte di zampe pesanti da worg impresse nella neve e, poco più avanti, un sottile filo di fumo grigio che sale da una gola rocciosa... @ Tutti

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