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Dardan

Circolo degli Antichi

Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Nemmeno io 🤣
  2. Il silenzio torna a gravare sulla piazza di madreperla, interrotto solo dal fluire sommesso dell'acqua nei canali sospesi di Myth Nantar. Le tre guardie slanciate scambiano sguardi perplessi: i nomi dei Blissen o dei vecchi debiti della terraferma non dicono loro assolutamente nulla. Per i soldati, siete solo due intrusi piovuti dal cielo a causa di un portale malfunzionante. Ma quando James elenca con precisione l'aspetto delle gemelle – una nata elfa con gli occhi verdi e i capelli biondi, l'altra tiefling con la pelle grigiastra e le corna nere, entrambe con lo stesso portamento regale e quel ciondolo a forma di insetto verde – la guardia al centro si irrigidisce visibilmente. Abbassa del tutto il tridente. I suoi occhi completamente neri si spalancano, fissando lo sciamano con un misto di incredulità e timore reverenziale. Le Spose della Marea...dice il guerriero slanciato, e la sua voce ha perso ogni traccia di ostilità, sostituita da un sussurro carico di stupore mistico. Voi non sapete , ma state descrivendo un'antichissima leggenda che ogni abitante di questo mare apprende fin dall'infanzia. La manifestazione della Marea Chiara e della Marea Scura, nate nello stesso grembo mortale laddove l'onda si infrange sulla costa. A quel punto, la nobildonna della Sembia, che fino a quel momento vi aveva studiato in silenzio, fa un passo avanti. La sua postura calcolatrice svanisce per un istante, sostituita da un'espressione di puro sconcerto. Fissa James, poi sposta lo sguardo sul guerriero, e infine i suoi occhi si posano sull'astrolabio spento ai piedi dello sciamano. Le sue dita inanellate si stringono attorno alla giada del bastone da passeggio con una forza tale da far tremare i sottili fili d'argento della sua veste blu notte. Una leggenda?...interviene la donna, e la sua voce, di solito ferma e abituata a comandare, tradisce un brivido freddo. Voi credete che sia solo un racconto per spaventare i marinai nelle taverne della costa, ma se quello che dice questo sciamano è vero, allora la Sembia e i cartelli commerciali della terraferma stanno giocando con qualcosa che non possono controllare. Lassù circolavano voci confuse su due gemelle insolite nate nel Vast, ma nessuno conosceva i dettagli della loro stirpe. Se quelle fanciulle corrispondono a questa descrizione, chiunque le abbia volute come pegno non stava cercando di riscuotere un semplice debito d'oro. Sta cercando di mettere le mani sulle due maree. Il capo delle guardie si riscuote dalle parole della nobildonna e torna a guardare voi, stringendo nuovamente la presa sul fusto del tridente. L'atmosfera sulla piazza si fa improvvisamente rigida e carica di stallo: la presenza della nobildonna e la gravità del mito teologico creano una spaccatura d'interessi immediata. Se la vostra storia è reale, stranieri, questa faccenda non può essere liquidata su questa banchina...dichiara il soldato con tono solenne e inflessibile, mentre i suoi due compagni fanno un passo avanti per isolarvi...secondo le antiche leggi, chiunque porti notizie che minacciano l'equilibrio delle maree deve essere scortato immediatamente davanti ai Custodi della Magia per essere sottoposto a un esame arcano. E quell'astrolabio di corallo nero verrà trattenuto dalla guarnigione come prova. La nobildonna sembiana batte con forza il bastone di giada sulla madreperla, interrompendo il guerriero con un suono secco. I suoi occhi castani lampeggiano di un'intenzione tagliente e ambiziosa. Non fatemi ridere, Capitano. Se li trascinate davanti ai Custodi, la vostra burocrazia sottomarina impiegherà giorni solo per decidere quale rituale di verità utilizzare. Nel frattempo, lassù sulla terraferma, il tempo stringe e quelle ragazze rischiano di essere corrotte o vendute al miglior offerente. Se l'equilibrio si spezza, crolleranno sia i vostri mercati che i miei affari. La donna si volta verso James e Ravska, studiando le vostre armature infangate. Io possiedo un portale commerciale privato nel mio avamposto, sintonizzato direttamente con le banchine di Tsurlagol. Posso farvi superare le sentinelle del Mythal e rimandarvi indietro immediatamente, senza che passiate dalle celle della guarnigione. Ma esigo una cosa in cambio: una volta che avrete risolto la questione sulla terraferma, quell'astrolabio dovrà essere consegnato a me per i miei studi personali , scegliete in fretta, prima che i soldati chiamino i rinforzi. La guardia al centro si irrigidisce alle parole della nobildonna e fa un passo avanti, piantando il tridente sulla madreperla con un colpo secco che fa risuonare la pietra. La luce azzurrina sulle tre punte ricomincia a pulsare, carica di avvertimento. Voi superate i vostri confini, signora...ribatte il guerriero slanciato, e la sua voce si fa tagliente come un guscio di cirripede...la vostra licenza commerciale vi permette di scambiare merci sulle nostre banchine, non di interferire con le leggi del Mythal o di contrabbandare intrusi oltre le nostre sentinelle. Se quel congegno è legato al risveglio delle Spose della Marea, appartiene a questo mare, non alle casseforti dei mercanti della terraferma. La seconda guardia stringe la presa sulla sua arma, tenendo gli occhi fissi su Ravska per anticipare un suo eventuale scatto verso il portale privato della donna. Nessun portale commerciale si aprirà senza il sigillo della guarnigione...continua la guardia al centro, rivolgendosi ora direttamente a James e Ravska...non lasciatevi ingannare dalle sue promesse d'oro, stranieri. La Sembia cerca solo di mettere le mani su un potere che non le appartiene. Se tentate di fuggire nei suoi magazzini, verrete trattati come criminali e l'astrolabio vi verrà strappato con la forza. Cedete lo strumento ora, e l'Alto Consiglio valuterà la vostra buona fede. La nobildonna non arretra di un millimetro, limitandosi a sollevare un sopracciglio con un sorriso freddo e provocatorio, tenendo una mano vicina alla tiara d'argento, pronta a reagire se la situazione dovesse precipitare. @ Tutti
  3. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico In locanda
  4. Ok pensavo che quello nel semipiano fosse un capo , magari con livelli da mago o chierico .
  5. Vivienne Larksong Annuisco impercettibilmente al gesto di Caelum, stringendo saldamente il manico del mio martello da guerra mentre il cuore accelera il battito. I miei occhi, abituati alla penombra, seguono la sagoma di Gib che si sposta rapida sulla sinistra nel fitto dei rami: è isolato, e il draco sta puntando dritto verso di lui. Quando Caelum sussurra di tenerci pronti ed esce dal riparo, capisco che la furtività è agli sgoccioli. Mi sposto di un paio di passi di lato, rimanendo bassa e radente alla boscaglia per non intralciare la sua linea di tiro, ma posizionandomi in modo da poter scattare sia in difesa di Caelum sia verso la traiettoria di Gib. Impugno lo scudo sul braccio sinistro e sollevo leggermente il martello, tenendomi pronta a scattare. @ DM
  6. @ All'interno della torre @ All'esterno della torre (Lorelai) @ Tutti
  7. Temo che non abbiamo il livello adatto per bloccargli il passaggio nel piano materiale... non penso ci sia altra scelta se non quella di attaccarlo , ma il nostro scopo non deve essere ucciderlo ma scacciarlo , se gli diamo abbastanza fastidio potrebbe rinunciare . Non credo siano lo stesso gigante , quello del castello è un gigante della morte mi pare .
  8. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Valeria osserva Zarath studiare la boccetta alla luce ambrata, poi sposta lo sguardo su Fiore e Selyra, ignorando il tentativo di ballata del bardo con un leggero scuotimento di capo. Il ronzio del cilindro al vostro fianco si fa più profondo, quasi volesse masticare il silenzio della locanda. Quella boccetta basta a tenerlo in vita e lucido per un mese intero, non di più risponde Valeria, asciugandosi le mani ruvide sul grembiule di cuoio scuro. È un distillato concentrato. Gli darà abbastanza fiato per portarvi al Porto di Scoria e farvi superare le prime lande desolate, ma una volta esaurito, i fumi del Nord ricominceranno a consumarlo dall'interno. E no, non serve a voi. I vostri polmoni sono ancora sani, per ora. Se la beveste, lo zolfo purificato vi brucerebbe lo stomaco come acido di drago. Per riprodurla serve un alchimista dell'Anello Interno, o un miracolo. Quindi vedete di non romperla durante la strada, perché non ne troverete un'altra prima di essere usciti da questo inferno. Fa un piccolo cenno col capo verso Devras, accettando il ringraziamento con una freddezza che nasconde una punta di rispetto. Poi torna a farsi seria, appoggiando i palmi sul legno scuro del bancone e sporgendosi in avanti. Se volete muovervi con discrezione, evitate la Strada del Mercurio Ribollente. I flussi bioluminescenti proiettano troppe ombre, e le ombre qui si staccano dai muri quando Vermilia è alta. Passate invece per il Vicolo del Vetriolo fino all'Anello Esterno, poi tagliate dentro i depositi di carbone. Lì la fuliggine spegne la luce scarlatta, ma tenete gli occhi aperti: i disperati ci si nascondono dentro per non farsi trovare dalle ronde della Porta del Ferro. Se vi vedono, non faranno domande. Vi scambieranno per ladri o disertori, e le lame dei cacciatori si muovono prima delle loro bocche. Mentre Valeria parla, il monaco cieco nell'angolo si accascia improvvisamente sulla sedia, esalando un lungo sospiro grigiastro che puzza di cenere vecchia. Il calore bianco che emanava dalle sue ferite si spegne di colpo, lasciando la locanda nuovamente immersa nel freddo umido della città. Le sue labbra smettono di tremare e l'uomo torna nel suo stato di catatonia immobile, come se il contatto spirituale con il vostro artefatto lo avesse prosciugato di ogni energia residua. Il cilindro di ferro al vostro fianco dà un ultimo, violento strattone contro la cinghia del mantello. Le sue rune cremisi brillano con un'intensità quasi dolorosa, indicando una direzione precisa: Nord, verso le mura, vibrando a ogni battito del vostro cuore. @ Tutti
  9. Il silenzio che segue le vostre parole è rotto solo dal fluire sommesso dell'acqua nei canali aerei. Le tre guardie slanciate scambiano uno sguardo rapido e confuso, mormorando tra loro in una lingua dai suoni fluidi che assomiglia al canto delle balene. La guardia al centro abbassa di qualche centimetro il tridente, ma la luce azzurrina sulle punte non si spegne. @ Ravska Tsurlagol... ripete il guerriero, masticando le consonanti come se dovessero scivolare via come onde. Siete molto lontani dalle vostre mura di pietra, Raskva Rimvald. Ma i nomi che avete pronunciato non significano nulla per noi. Nessun umano chiamato Blissen ha mai camminato sulle strade di questa città, né ha mai ottenuto il diritto di respirare sotto il nostro cielo di specchi. Dalla folla del mercato, attirata dal lampo del vostro arrivo, si fa avanti una figura che contrasta nettamente con la fisionomia degli abitanti acquatici. Si tratta di una donna umana sulla trentina, dall'indiscutibile lignaggio delle Terre Centrali, che si muove con la postura fiera e calcolatrice dell'alta aristocrazia mercantile della Sembia. I suoi abiti sono un capolavoro di sfarzo e ingegneria: indossa una veste accollata di seta pesante color blu notte, intessuta con fili d'argento che brillano como costellazioni sotto la luce dei coralli bioluminescenti. Nonostante l'estrema umidità del luogo sottomarino, il tessuto non ha una singola piega ed è totalmente idrorepellente. Tra i capelli neri, raccolti in un'acconciatura impeccabile che non risente minimamente dei flussi magici della piazza, spicca una tiara d'argento brunito incastonata con un'opale di fuoco fluttuante, che emana un debole alone di magia protettiva. Le sue dita, affusolate e inanellate d'oro bianco, stringono un bastone da passeggio dal pomello di giada scolpita a forma di leone rampante. Vi squadra da capo a piedi con occhi castani, acuti e penetranti, valutando istintivamente il valore del vostro equipaggiamento e il fango rappreso sulle vostre armature. Poi, si rivolge a voi con una voce ferma, melodiosa e abituata a impartire ordini. Il Capitano ha ragione, mia cara Raskva. dice la nobildonna, osservandovi con un misto di calcolo e divertimento. Gestisco personalmente le rotte e i registri d'ingresso dei forestieri in questa colonia e posso garantirvi che nessun mercante con quel nome è mai stato registrato. Se i vostri Blissen stavano fuggendo, la loro pista non porta tra queste banchine. Voi due, però, siete un mistero decisamente più interessante. La donna fa un passo avanti, piantando il bastone di giada sulla madreperla della piazza. Allarga un braccio per indicare i canali aerei, le navi affusolate che fluttuano sotto di voi e la monumentale barriera di magia che tiene sospeso l'oceano sopra le vostre teste. Visto che lo avete chiesto con tanta grazia, vi toglierò subito il dubbio su dove siete capitati. Siete a Myth Nantar, nel cuore più profondo e protetto del Mare delle Stelle Cadute. Siete sul fondo dell'oceano, e se in questo esatto momento i vostri polmoni non si stanno riempiendo d'acqua salata, dovete ringraziare l'alta magia che avvolge ogni singola pietra di questo luogo. Il capo delle guardie stringe di nuovo la presa sul tridente, ma il suo sguardo scivola inevitabilmente sull'astrolabio di corallo nero posato ai piedi di James. Se coloro che cercate non sono qui, resta un'unica, fondamentale domanda, dichiara il guerriero con tono severo. Come ha fatto una traccia superficiale a portarvi qui? E soprattutto... cos'è quell'oggetto magico che portate con voi? @ Tutti
  10. Decisamente questa , e visti i personaggi non può che finire male 🤣
  11. Con uno scatto felino, la mastodontica tigre delle nevi pianta gli artigli nel ghiaccio vivo. Sfruttando la pendenza della scarpata con una discesa accelerata Vaulath scivola lungo il costone destro con un'agilità spaventosa. La neve si solleva in grandi nubi bianche al suo passaggio. Grazie alla sua straordinaria presa sulla roccia, il druido colma le distanze in pochissimi istanti, piombando sul fondo della gola e ringhiando ferocemente... @ Vaulath Mentre osserva la tigre scendere il dirupo e il drago illusorio dominare l'altro lato, Shage focalizza la mente sul mostro che affronta Erika... @ Shage Subito dopo, Shage lascia fluire il suo sangue celestiale. La sua voce intona una melodia epica e sublime che risuona tra le pareti di roccia e l'aria stessa sembra vibrare di coraggio... @ Tutti Soddisfatto per il successo del suo drago ingannevole, Akseli non perde un solo istante. Focalizza lo sguardo sulla bestia d'ombra che stringe il braccio di Erika. Solleva la bacchetta e canalizza l'energia arcana: un dardo di forza magica, lucido e infallibile , scaturisce dalla punta del legno, sfreccia nell'aria gelida e impatta con un'esplosione di scintille purpuree sul fianco del mostro... @ Akseli Il dolore al braccio è lancinante, ma le parole di suo padre e il canto magico di Shage scacciano la nebbia dalla mente di Erika. La lucidità ritorna, fredda come il ghiaccio delle Valli. Rinsaldando la presa sul falcione , la guerriera sfrutta la spinta perfetta coordinata dal bardo. Con un urlo di sfida, Erika descrive un arco micidiale nel crepuscolo. La lama pesante aggira le zanne della bestia e si abbatte con precisione chirurgica sul collo del mostro. Il colpo è devastante: l'acciaio penetra a fondo, recidendo la gola della creatura d'ombra. La bava congelata e il fumo violaceo erompono dalla ferita mentre mostro emette un ultimo, soffocato rantolo d'agonia e crolla pesantemente sulla neve inizando a sfaldarsi lentamente in una pozza di liquido nero e maleodorante... @ Erika L’urlo d’agonia del predatore del Vuoto si spegne tra le pareti della gola, lasciando spazio a un silenzio innaturale, rotto solo dal vento gelido e dal pesante respiro della tigre delle nevi. Sul costone di sinistra, i quattro goblin rimasti assistono alla scena con gli occhi sgranati dal terrore. La sequenza di eventi è per loro inconcepibile: i tiratori sul lato opposto sono stati sbranati da una fiera leggendaria, il mostro che li guidava è stato abbattuto da un solo fendente d’acciaio, e sopra le loro teste incombe ancora la sagoma spaventosa del drago dal muso aguzzo, evocato dalle parole imperiose del mago. Il panico, primordiale e totalizzante, spezza definitivamente l'ordine della coorte. I giavellotti, che fino a un attimo prima stringevano con dita nodose e congelate, scivolano via dalle mani tremanti, rimbalzando sulle rocce con deboli tocchi metallici prima di sparire nella neve. Uno dei goblin, il più vicino al bordo del dirupo, lancia un grido stridulo e acuto, indicando prima la mostruosa tigre ai piedi della gola e poi l'ombra membranosa del drago. Vrok! Vrok! Tyran vrok!...urla in lingua Goblin, con la voce completamente spezzata dal pianto. Voltando le spalle alla gola e all'apparizione del drago, i quattro superstiti si gettano in una ritirata caotica e disperata verso l'interno del costone. Muovendosi su un terreno estremamente accidentato, la fuga si trasforma subito in un calvario. Scivolano malamente sulle lastre di roccia gelata nascoste sotto il manto bianco, calpestandosi a vicenda per la fretta. Un goblin inciampa contro una sporgenza tagliente e rotola per un paio di metri, prima di rialzarsi a fatica con le mani insanguinate. Gli altri si fanno strada a gomitate tra i fitti tronchi dei pini innevati, usandoli come scudi improvvisati contro eventuali frecce. Si arrampicano sui massi affioranti con un'agilità dettata unicamente dall'istinto di sopravvivenza, aggrappandosi ai rami bassi per darsi la spinta e affondando fino alle ginocchia nei cumuli di neve fresca. In pochi istanti, le loro sagome logore spariscono dietro i primi sbarramenti di alberi e rocce, lasciando dietro di loro solo una scia di impronte confuse e rami spezzati... @ Tutti
  12. Maybelle Petit bene , direi che siamo arrivati ad uno dei punti di comparsa dei fantasmi... e dovremo scavare per arrivare ai loro resti , poi in base a quello che troviamo vedremo sul da farsi...
  13. Freydis del clan dell'orso nero Senza lasciarli il tempo di respirare inseguo gli ultimi nemici rimasti e quando gli raggiungo gli strappo il corno dalle mani... @ DM
  14. Tukgrik Duskhorn Non sono per nulla abituato ai viaggi dimensionali ma l'esperienza si rivela più tranquilla di quanto avessi mai pensato... ma la citta che mi si para davanti quando arriviamo mi lascia senza fiato... ma poi vengo destato dalla mia contemplazione dalle parole a dir poco comprensibili di uno scortese umano... Non dovremmo cercare...rispondo poi alla domanda di Tyrhum...il contatto del Kraken?
  15. Vivienne Larksong Sento le urla finte squarciare l'oscurità e istintivamente stringo la presa sul manico del martello. Il trucco della biglia parlante di Caelum è geniale, ma fa salire la tensione a mille. Mi muovo subito dietro a Chand, scivolando tra le ombre con il cuore che batte regolare nel buio della notte. Raggiungiamo il tiratore proprio mentre si rimette in posizione con la balestra spianata. Mi piazzo al fianco di Chand con passo felpato, sollevando lo scudo opaco per coprire entrambi, pronta a scattare se le cose si mettessero male per lo gnomo là davanti. Ottimo tempismo con quel trucco, Caelu...sussurro, con la voce che è un soffio appena percettibile tra le foglie, senza staccare gli occhi dal sentiero...se quel draco supera i triboli di Gib o fiuta il nostro odore, dobbiamo abbatterlo prima che crei problemi. Che Selûne ci dia la forza di colpire duro e senza pietà, non possiamo fare errori. Tengo lo sguardo fisso sul limitare della boscaglia, sfruttando la mia vista abituata alla penombra per individuare la guardia e la bestia non appena si muoveranno verso l'inganno.
  16. Quando James spinge l’astrolabio nella scanalatura invisibile, la pietra calcarea della grotta si flette come acqua tiepida, inghiottendo lo strumento. Un battito di ciglia dopo, la perla centrale esplode in un lampo di luce color acquamarina. La gravità svanisce di colpo. Sentite i vostri corpi alleggerirsi, trasformati in un flusso di correnti subacquee che vi trascina via a velocità folle. Non c'è la classica sensazione di un teletrasporto arcano; sembra piuttosto di essere stati risucchiati dallo scarico di un immenso vortice oceanico. L'effetto svanisce con la stessa rapidità con cui è iniziato. Riaprite gli occhi, inspirando a pieni polmoni un'aria incredibilmente ricca, tiepida, densa di aromi floreali, resina e spezie sconosciute. Il fango gelido del Vast è sparito. Vi trovate al centro di una monumentale piazza circolare rialzata, pavimentata con tasselli di madreperla e giada che formano disegni geometrici ipnotici. L'astrolabio è di nuovo ai piedi di James, immobile e spento. Alzata lo sguardo e lo spettacolo vi mozza il fiato. Siete all'interno di una gigantesca caldera vulcanica spenta, dove le pareti interne di roccia scura sono state interamente scolpite per ospitare una città verticale. Ma la cosa più straordinaria è l'acqua: il mare penetra nella caldera attraverso enormi archi naturali, riempiendo il bacino centrale, ma non si ferma lì. Grazie a una complessa rete di canali sopraelevati di vetro e pietra, fiumi di acqua marina scorrono sospesi a mezz'aria tra un livello e l'altro della città, sfidando la gravità. All'interno di questi canali trasparenti, non vedete solo pesci, ma persone. Creature dalla pelle azzurrina e argentea, con eleganti membrane tra le dita e lunghe vesti di seta marina, nuotano fluttuando nei fiumi aerei per spostarsi da un edificio all'altro, mentre ai livelli inferiori, dove l'acqua tocca le banchine, mercanti umani, elfi e nani scambiano merci bizzarre estratte dalle profondità del mare. Il silenzio della vostra vecchia grotta è sostituito dal canto melodioso degli abitanti che risuona tra le pareti di pietra, dal rumore delle cascate controllate e dal chiacchiericcio di un mercato vibrante e vivo... La vostra improvvisa apparizione sulla piazza rialzata, accompagnata dal lampo acquamarina, non è passata inosservata. Tre figure slanciate, che indossano armature fatte di piastre di tartaruga cerchiate d'argento e impugnano tridenti luminescenti, si stanno muovendo fluidamente giù da una cascata sospesa, atterrando leggeri sulla madreperla a pochi metri da voi. Quella al centro solleva il tridente in un gesto che è sia un saluto formale sia un avvertimento, e vi si rivolge in un comune fluido ma dall'accento decisamente insolito. Siete giunti senza nave e senza invito, viaggiatori. Questo non è un mercato comune, ma una zona sotto la tutela del Mythal. Dichiarate i vostri nomi e lo scopo del vostro viaggio prima che i Custodi della Magia debbano intervenire. @ Tutti
  17. Stringo forte la tracolla della spada, sentendo il metallo freddo della guardia premere contro la spalla, come un'àncora che mi tiene legata alla realtà mentre il sangue nelle tempie smette finalmente di martellare. Le voci delle Madri si ritirano, lasciando al loro posto un vuoto gelido e tagliente. Guarda questa debole creatura dell'estate, Angbroda. Un piccolo insetto che tremerà al primo soffio di vero inverno. Sei davvero ridotta a chiedere l'elemosina a dei contadini? sussurra la voce metallica e sprezzante della mia lama nella testa. Un dolore sordo e improvviso mi trafigge la nuca, facendomi contrarre i muscoli del collo. Digrigno i denti per l'irritazione e per la fitta che mi mozza il respiro. Viscida, arrogante, denigratoria tanto quanto le Madri; ogni volta che quelle entità o questa maledetta lama aprono bocca, la mia testa ricomincia a dolere come se volesse spaccarsi in due... fortunatamente nel tempo del tragitto la testa smette di farmi farmi male... e quando arrivo al tempio sosto a pochi passi dall'altare, sovrastando l'elfa con la mia statura imponente. Abbasso lo sguardo su di lei, poi sul felino dalle grandi orecchie, e infine sul tronco avvolto dai fiori. Tutto qui respira una vita così fragile, così diversa dalla pietra spoglia e dal ghiaccio perenne delle mie terre. Nessuna preghiera, Shanny...esordisco. La mia voce è ancora ruvida per la tensione appena superata, ma ferma. Il mio popolo non conosce la Grande Madre, né sa come placare una divinità che si nutre di spighe e germogli. Da dove vengo io, la terra non offre nulla se non viene strappato con il sangue o con la fatica... Faccio un passo avanti, lasciando cadere le braccia lungo i fianchi, ma mantenendo una postura tesa, come una corda d'arco pronta a scattare. I miei occhi celesti studiano la figura esile della sacerdotessa, cercando di decifrare la totale assenza di paura nel suo sguardo. Mi manda Wulfar...continuo, accennando con un movimento del mento verso la direzione della locanda..Mi ha detto che questo è il posto giusto se cercavo tracce di caccia, o se c'era bisogno di proteggere i confini di Teniat da qualcosa che cammina nell'ombra. Sono una cacciatrice. E in questo momento... ho bisogno di muovere le mani e di stancare il corpo. C'è qualche bestia, o qualcosa di meno naturale, che sta minacciando i tuoi campi o questo villaggio? Mentre parlo, Justice muove le orecchie e il mio sguardo si posa per un istante sul felino. Un angolo della mia bocca si solleva in un accenno di sorriso aspro, quasi involontario. Hai un compagno fiero, elfa. Sa come muoversi nel bosco. Dimmi dove guardare, e vi porterò la testa di qualunque cosa stia disturbando la quiete di questo posto.
  18. Vivienne Larksong Mentre il cultista incespica tra i rovi, con la gola ferita dalla lancia di Chand e gli occhi sbarrati dal panico, scivolo fuori dall'ombra dei cespugli. Non c'è spazio per la benché minima esitazione o pietà nel mio cuore: questa feccia blasfema sta distruggendo Greenest e merita solo di essere cancellata dalla faccia della terra. Sollevo lo scudo con gli occhi e le sette stelle gemelle di Selûne, che resta scuro e opaco nel buio, assorbendo la fioca luce notturna per non tradire la nostra posizione. Il cultista tenta un disperato, silenzioso movimento all'indietro, implorando pietà con lo sguardo, ma trova solo la mia assoluta freddezza. Selûne chiede conto del sangue degli innocenti...sibilo a denti stretti, con gli occhi carichi di un odio implacabile. Con un gesto violento e spietato, calo il mio martello da guerra dall'alto. L'impatto con la tempia dell'uomo è devastante: le ossa cedono con un CRACK secco che spegne istantaneamente ogni barlume di vita. Il suo corpo crolla a terra come un sacco vuoto, infangando la terra accanto alla punta luccicante della lancia di Chand. Riprendo subito il fiato, ripulendo il martello sulla tunica del morto con un gesto colmo di disprezzo. Sfioro il simbolo sacro inciso sul metallo freddo per offrire questa purificazione alla mia dea. Ottimo lavoro, lo avete zittito appena in tempo...sussurro a Chand e Kaerith...Ma non abbiamo un secondo da perdere. Caelum si è sganciato con la balestra per aggirare la guardia con il draco a ovest, e Gib è con lui. Se quel mostro fiuta il sangue, o se la pattuglia a nord del fiume si volta, saranno guai seri...vediamo di nascondere meglio i corpi...
  19. Jane Doe Il silenzio che cercavo si rivela un lusso difficile da ottenere. Il costante viavai di contadini e monaci infesta ogni corridoio; questo tempio si sta preparando a stipare il triplo delle persone per cui è stato progettato, e la loro ammassata, rumorosa presenza mi toglie l'aria. Seguo quella piccola farfalla finché non mi ritrovo molto lontano dai cortili interni, su uno scosceso versante della collina che digrada a picco verso le risaie e gli acquitrini posteriori. Qui c'è un vecchio pozzo in disuso, soffocato dal muschio e circondato da alberi inselvatichiti dagli anni di incuria. Mi siedo vicino al bordo di pietra, pronta a godermi finalmente l'isolamento, ma la quiete dura un solo istante. Dalle profondità del pozzo, proprio dall'interno delle pietre, risuona un rumore sinistro: un graffiare disperato, come di un'esistenza che tenta ciecamente di aggrapparsi alla roccia. Fermo ogni mio movimento. Concentro la mia volontà e lascio che le ombre intorno alla mia mano si addensino, materializzando la mia lama direttamente dal nulla. Impugno l'arma con fredda prontezza e guardo all'interno del pozzo... @ DM
  20. @ All'esterno della torre (Lorelai) @ All'interno della torre @ Tutti
  21. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Valeria vi ascolta immobile, lo sguardo che passa dal cipiglio orgoglioso di Fiore al sorriso calcolato di Selyra, fino a incrociare le braccia sul bancone quando Zarath sbuffa e Shamàsh si stringe nel mantello. Il silenzio della locanda è rotto solo dallo scricchiolio ritmico del legno che si assesta e dal sommesso, inquietante ronzio del cilindro che portate al fianco. Un angolo della bocca di Valeria si solleva in una smorfia che vorrebbe essere un sorriso, ma che ha solo il sapore dell'ironia amara di chi ha visto troppi idealisti morire fuori dalle mura. Arrivare fin qui a piedi dimostra solo che avete stati fortunati, o che Vermilia vi sta tenendo in serbo per qualcosa di peggio, fiorellino dice, rivolgendosi a Fiore della Giungla senza tuttavia disprezzo, ma con la fredda lucidità di chi vive di baratti. La fuori non ci sono strade. Ci sono solo fumo, cenere che vi consuma i polmoni e cose che vi annusano prima ancora che possiate sentire il loro odore. Fa un cenno con la testa verso Selyra e Devras. Ma avete cervello. Sapere di essere ciechi è il primo passo per non cadere in un dirupo. E sì, c'è qualcuno. Qualcuno che ha ancora il coraggio di infilare gli stivali nel fango del Nord senza impazzire. Valeria si gira, allungando una mano sotto il bancone di quercia nera. Ne tira fuori una boccetta di vetro piombato contenente un liquido denso e bluastro, opaco, e la fa scivolare sul bancone, facendola fermare esattamente davanti a Zarath. Si fa chiamare Kaelen il Tracciatore prosegue Valeria, abbassando la voce di un tono. È un reietto, persino per gli standard di Ouroboros. Vive nell'Anello Esterno, rannicchiato nel Vicolo della Cenere Fredda, proprio a ridosso delle mura. Kaelen non vende sieri e non vende ferro. Vende i suoi occhi. Sa come aggirare le pattuglie dei Segugi della Luna e conosce i sentieri di roccia che portano al Porto di Scoria senza calpestare le vene di mercurio bollente. In quel momento, un brivido improvviso attraversa la stanza. Le ferite da Cenere di Vuoto sulla pelle del monaco cieco, seduto nell'angolo, iniziano a emettere un calore biancastro. L'uomo solleva di scatto la testa calva, le orbite coperte dalla benda nera rivolte non verso di voi, ma verso l'alto, come se stesse guardando attraverso il soffitto di legno, dritto verso il cielo scarlatto. Il primo ferro stride... sussurra il monaco, la voce vitrea che sembra vibrare all'unisono con le rune del vostro Catalizzatore Instabile. ...le Fauci della Fortezza si stringono. Se il Tracciatore non berrà il sale della terra, il Porto diventerà la vostra pira. Valeria lancia un'occhiata tesa al monaco, poi torna a fissarvi, battendo un dito nodoso sulla boccetta di liquido blu. Kaelen non muove un passo per oro o promesse. Ha i polmoni corrosi dal fumo del Nord. Quello che vedete lì dentro è un distillato di Sali di Zolfo Purificati. Gli serve per respirare un altro giorno. Se volete che vi guidi vivi fino al Porto di Scoria, prendete questa boccetta, andate nel Vicolo della Cenere Fredda e dategliela. Ma fate attenzione... l'Anello Esterno a quest'ora è pattugliato dalle sentinelle della città, e i disertori non sono gli unici a nascondersi tra i cumuli di fuliggine. L'aria nella locanda sembra farsi improvvisamente più fredda, mentre il cilindro di ferro al vostro fianco emette un rintocco più pesante, quasi un battito cardiaco accelerato. @ Tutti
  22. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago Resto in silenzio accanto ad Eril, incrociando lo sguardo del bibliotecario mentre ascolto le sue scuse. Mantengo una postura calma ma ferma, lasciando che il mio silenzio e la vicinanza dei miei compagni facciano sentire a Ghermio tutto il peso della situazione in cui si è cacciato.
  23. Jane Doe Il lavoro è stato portato a termine con successo ma mentre torniamo verso il tempio tra gli applausi e i continui inchini dei contadini festanti, sento solo il fastidio per tutto quel rumore inutile , persino il breve discorso di ringraziamento del vecchio Yuan-ti mi scivola addosso senza lasciar traccia; le sue parole di gratitudine sono solo fiato sprecato per una come me. Non appena veniamo accompagnati nella stanza che abbiamo usato la notte scorsa, mentre i monaci e i villici iniziano ad affannarsi per allestire quel banchetto in nostro onore, decido che ne ho abbastanza. Sfrutto il viavai confuso dei preparativi per dileguarmi nel silenzio. Non ho alcuna intenzione di partecipare alla loro festao. Mi allontano dai corridoi affollati e cerco l'angolo più remoto, buio e isolato del tempio. Lì, dove l'aria è fredda e nessuno mi può vedere, mi siedo a terra nell'oscurità, lasciando che l'inutile euforia dei vivi svanisca in un silenzio freddo e perfetto
  24. Sul costone di destra, la neve si macchia di un rosso scuro mentre la mastodontica tigre delle nevi in cui si è trasformato Vaulath rigetta il primo cadavere giù nel vuoto con uno scatto rabbioso. Completamente sordo al dolore per la freccia conficcata nella spalla, il druido balza oltre l'ultimo sbarramento di roccia e piomba sul secondo arciere. Le fauci ferine scattano con precisione letale: le costole del goblin cedono con un sinistro crepitio sotto la pressione del morso devastante, spezzando ogni sua resistenza prima che possa persino emettere un lamento. @ Vaulath L'arciere goblin rimasto commette l'errore fatale di cedere al panico e volta le spalle alla fiera. Non appena muove il primo passo disperato per fuggire nel fitto dei pini, la gigantesca tigre delle nevi in cui si è trasformato Vaulath scatta con una rapidità sbalorditiva per la sua imponente stazza , gli artigli affilati ghermiscono la schiena del fuggitivo, strappando le pellicce logore e inchiodandolo brutalmente contro il suolo gelato. Il peso schiacciante della tigre e l'impatto fanno cedere la colonna vertebrale del fanatico con un sordo colpo secco. @ Vaulath Mentre la tigre fa scempio dei tiratori, Akseli abbandona il suo riparo e scatta in avanti per altri dieci metri, sfidando il gelo profondo della gola. Trovata una nuova sporgenza rocciosa, il mago canalizza la sua concentrazione e tesse una complessa trama di magia illusionistica. L'aria sopra il costone di sinistra si fa densa, squarciandosi per dare forma alla terrificante silhouette di un drago dal muso aguzzo e dalle ali membranose che oscilla nel crepuscolo. Al grido imperativo in draconico di Akseli ...Veth'arak! Uccidili tutti, mio servitore!...i quattro goblin che stavano imbracciando i giavellotti si bloccano pietrificati dal terrore primitivo, voltandosi di scatto con gli occhi sgranati verso la mostruosa apparizione. @ Akseli Approfittando del momentaneo sollievo sulle retrovie, Shage rompe gli indugi. Con una corsa disperata lungo la carreggiata innevata, il bardo accorcia le distanze e si posiziona a tre metri da Erika con la spada sguainata. Vedendo la compagna ferita e sotto la minaccia del mostro, Shage intona una singola, vibrante parola in lingua celestiale...Singhir!...La nota magica risuona pura tra le rocce, avvolgendo la guerriera di un'improvvisa e assoluta lucidità mentale, guidando il suo braccio verso il bersaglio. @ Shage Forte del supporto celestiale, Erika ignora il bruciore della ferita alla coscia, rinsalda la presa sul pesante falcione e scarica un fendente violentissimo sulla creatura del Vuoto. Grazie alla guida mistica di Shage, la lama aggira le zanne del mostro e penetra profondamente nel collo della bestia, tagliando la carne nera e provocando una copiosa fuoriuscita di fumo violaceo e bava congelata. La creatura emette un latrato soffocato dal dolore, ma le sue fessure oculari bianche continuano a brillare di odio mentre barcolla, ancora pericolosamente in piedi in mezzo alla neve. @ Erika La ferita sul collo sembra solo aver reso più rabbioso il predatore del Vuoto. Con un movimento innaturalmente fluido e scattante, la bestia evita il baricentro basso di Erika e scivola sotto lo scudo pesante. Le sue fauci imbrattate di bava congelata scattano in avanti come una morsa, serrandosi con violenza incredibile sul braccio armato della guerriera... @ Erika @ Tutti
  25. Ma sapendo chi sono ci saremmo potuti fidare? io credo proprio di no . ma comunque decidi tu come la vuoi far finire , per me anche se finisse male andrebbe bene , nel senso che non tutte le avventure finiscono bene e detto questo probabilmente ci siamo mossi male noi andando da soli a recuperare i frammenti nel pozzo .

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