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Dardan

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Dardan

  1. Freydis del clan dell'orso nero Osservo delusa gli uomini pesce che arrivano e parlano di accordo... Anche se non mi va proprio non sono contraria a ridarvi il corno ma vi costerà questo è poco ma sicuro... poi lascio che mio padre porti avanti la trattativa...
  2. Maybelle Petit Alla fine la nostra attesa porta i suoi frutti , e visto che sEr Monnezza ha preso l'iniziativa , lascio a lui la gestione del nuovo fantasma...
  3. Tukgrik Duskhorn Ancora piuttosto stranito dalla città che mi si è parata davanti seguo gli altri mentre cerchiamo il nostro contatto...
  4. La novizia spalanca la porta di bronzo senza esitazione, mossa dalle parole serrate di Raskva e dal tono pressante di James. Una volta dentro, il pesante battente si chiude alle vostre spalle con un rintocco sordo, isolandovi dal rumore della tempesta.... L'immensa navata centrale è immersa in una quiete quasi spettrale. L'aria è calda, asciutta e profuma intensamente di mirra, incenso e cera d'api vergine. Grandi torciere d'argento disposte lungo le colonne proiettano una luce argentea, soffusa e tremolante, che ricorda il riflesso della luna piena sull'acqua. Eppure, l'atmosfera non ha nulla della solita meditazione notturna: nell'oscurità delle cappelle laterali si intravedono le ombre veloci di altre sacerdotesse intente a sbarrare le imposte di legno e ad ammassare pesanti candelabri per blindare le porte secondarie. La novizia vi fa cenno di non fare rumore e vi conduce rapidamente giù per una stretta scalinata di pietra che scende nelle viscere del santuario. Sotto i vostri passi, le pesanti borse di cuoio di squalo emettono un tonfo sordo a ogni gradino, lasciando una scia di gocce scure sulla roccia levigata. In fondo alle scale, la ragazza spinge una porta di quercia borchiata, introducendovi nelle stanze capitolari inferiori. Qui il calore è più intenso, alimentato da due bracieri di rame che proiettano ombre lunghe e guizzanti sulle pareti di pietra grezza. Al violentro della sala, dietro un grande tavolo coperto di antiche pergamene e mappe nautiche della costa del Vast, vi attende la Somma Sacerdotessa Therathyn Dralanthis , il suo volto dai tratti affilati ed eleganti riflette una profonda, millenaria saggezza, ma i suoi occhi sono velati da una rigida apprensione. Indossa lunghe vesti cerulee che sembrano quasi brillare di luce propria nella penombra sotterranea. Ma è l'angolo più riparato della stanza, avvolto dalla luce rossastra del braciere, a catturare l'attenzione. Sedute su una panca di pietra, vicine come a volersi proteggere a vicenda, vi fissano le gemelle... La figura a sinistra ha la pelle chiarissima. I lunghi capelli biondi e ondulati le ricadono morbidi sulle spalle, incorniciando un viso gentile e tranquillo, solcato da qualche lentiggine e da un leggero rossore sulle guance. I suoi grandi occhi verdi vi fissano con un'espressione tesa ma profonda. Indossa un abito bianco scollato con dettagli in pizzo e, attorno al collo, spicca una collana con un ciondolo a forma di insetto verde. È una elfa in tutto e per tutto . la figura alla sua destra è la sua perfetta e speculare antitesi. La pelle è di un tono scuro, quasi grigiastro, anch'essa solcata da lentiggine sparse sul viso e sulle braccia. Ha occhi verdi penetranti, identici a quelli della sorella, e orecchie appuntite adornate da piccoli anelli d'argento. Ma la caratteristica che vi mozza il fiato sono le due grandi corna nere e curve che le spuntano dalla testa, intrecciandosi elegantemente con i lunghi capelli biondi ondulati. Il suo sguardo è intenso, sicuro, fisso su di voi senza un briciolo di timore. Indossa un abito verde scuro con una texture che ricorda le squame o il cuoio increspato e, al collo, porta la stessa identica collana con il ciondolo dell'insetto verde. Una tiefling nata dallo stesso parto. Sia lodata la Vergine della Luna, siete qui. esordisce la Somma Sacerdotessa elfa, mantenendo la voce ferma nonostante la gravità della situazione. La novizia dice che avete ottenuto l'oro per il riscatto , molto bene , perche quel mercante ha già iniziato a muovere i suoi contatti nella malavita e a far pressione sul Concilio dei Mercanti, minacciando di far valere la clausola del contratto prima che scadano i dieci giorni concessi per ritrovare i Blissen. La sacerdotessa elfa allarga le braccia cerulee verso le ragazze, per poi fissarvi con assoluta serietà. Mettiamo al sicuro questo denaro qui sotto l'altare per il resto della notte. Domani mattina, non appena le stanze del Concilio apriranno, convocherò qui un magistrato ufficiale per registrare formalmente il pagamento, estinguere il debito e annullare per sempre quella clausola infame , fino ad allora, le ragazze sono al sicuro tra queste mura. Volete lasciarmi le sacche e riposare qui fino all'alba? @ Tutti
  5. Aurora Gentileschi Il mio corpo trema violentemente, scosso da spasmi che non riesco a controllare. Il sangue caldo e viscoso mi cola lungo i fianchi, mescolandosi al sudore freddo che mi imperla la pelle. Il dolore acuto e penetrante della lama drow tra le mie costole mi mozza il fiato. Ogni volta che provo a respirare, sento un tormento infuocato che mi lacera il petto. I guanti metallici mi impediscono persino di stringere i pugni per sfogare questa agonia, bloccandomi le dita in una morsa rigida e innaturale. Attraverso la nebbia della sofferenza e il tessuto pesante del bavaglio che quasi mi soffoca, cerco disperatamente lo sguardo dei miei compagni. Sotto le sembianze di donna che queste drow vedono e credono di aver spezzato, il mio spirito di Kitsune continua a bruciare, ma una consapevolezza lucida e gelida si fa strada in me , le nostre possibilità di fuga sono ormai nulle. Questi carcerieri servono il Cheliax, e io so perfettamente cosa significa. Non ci sarà pietà, né alcuna via d'uscita... Guardo Esmera e Gnaud, desiderando che leggano nei miei occhi non la disperazione, ma l'orgoglio di chi non si piegherà fino all'ultimo respiro.
  6. Grazie al tempestivo coordinamento e all'allarme lanciato da Tiburzia e dalle avvisaglie della struttura, riuscite a guadagnare secondi preziosi. Lord Eryndor, Arkyn e Godluin, stringendo a sé le tre driadi debilitate, scattano fuori dal porticato all'unisono. Tiburzia e Lorelai , quest'ultima barcollante e sfinita dal gelo, ma con i denti stretti e la coscienza ancora salda , si uniscono alla corsa disperata. Vi lanciate nel fango e nella roccia della grotta aperta, mettendo una discreta distanza di sicurezza tra voi e le mura della fortezza prima che il peggio si scateni. Un battito di ciglia dopo, il cuore alchemico e meccanico della struttura cede definitivamente. La detonazione che ne segue è spaventosa. Il colossale pistone d’acciaio e gli ingranaggi sforzati si spezzano, e la pressione accumulata dall'olio alchemico conduttivo e dal fiume sotterraneo esplode con un ruggito apocalittico. L'onda d'urto vi investe alle schiene con una violenta sferzata di aria surriscaldata e vapori acidi, spingendovi in avanti, ma la distanza ravvicinata che avete frapposto vi salva dall'impatto letale diretto. Subito dopo sotto i vostri occhi, la massiccia torre si sbriciola e le mura di pietra collassano su se stesse, implodendo con un fragore assordante che cancella ogni altro suono nella grotta. Blocchi di roccia da tonnellate franano in un groviglio di macerie fumanti e incandescenti, sollevando una barriera impenetrabile di polvere e fumo nero... Il crollo devia violentemente il corso dell'acqua. Le gigantesche ruote idrauliche esterne vengono sradicate e proiettate nel flusso dalle macerie. Massicci blocchi di pietra della fortezza franano direttamente nel letto del fiume, creando una diga improvvisata. L'acqua sotterranea, non più canalizzata e improvvisamente ostacolata, rompe gli argini con una furia inaudita, esondando nella grotta e trasformando il pavimento roccioso in un torrente impetuoso e gelido che vi investe rapidamente fino alle caviglie, trascinando via fango, detriti e polvere... Quando l'eco dell'esplosione finalmente si attenua, la fortezza non esiste più. Siete salvi ma, circondati da un fiume in piena che allaga velocemente la caverna... @ Tutti
  7. Il rumore della chiave che gira nella toppa della filiale viene subito coperto dallo scroscio della pioggia battente. Vi immettete nei vicoli bui del quartiere dei templi, con i cappucci calati sul volto. Seric si muove in testa come uno spettro, anticipando ogni svolta con passi felpati, mentre Veylasha vi tallona da vicino, tenendo la borsa dei preparati alchemici stretta sotto il mantello per proteggerla dall'acqua. Le pesanti sacche di cuoio di squalo piene d'oro sbattono ritmicamente contro i vostri fianchi. Camminate per circa dieci minuti, sfruttando le ombre dei porticati in pietra di una Tsurlagol spettrale, addormentata sotto una fitta pioviggine che fa luccicare i ciottoli neri delle strade. Non si vede anima viva; solo qualche lanterna a olio protetta da gabbie di ferro proietta bagliori tremolanti e bagnati sugli angoli dei palazzi. Svoltate l'ultimo vicolo e vi trovate davanti al maestoso sagrato del Tempio di Selûne. La piazza è completamente deserta e silenziosa, immersa in una quiete quasi irreale. La maestosa struttura di marmo bianco del Vast si staglia contro il cielo scuro della notte, riflettendo pallidamente la fioca luce lunare che riesce a filtrare tra le nuvole temporalesche. Le alte guglie d'argento slanciate verso l'alto e le grandi vetrate circolari a mosaico, tipiche del culto della Vergine della Luna, dominano l'intero distretto Senza indugiare oltre nella penombra della piazza, salite i bagnati gradini di marmo bianco mentre Seric e Veylasha rimangono indietro, scomparendo tra le ombre protettive dei porticati ai piedi della scalinata. Arrivati davanti al monumentale portone di bronzo, Ravska afferra il pesante battente intagliato a forma di falce di luna. Il metallo è freddo e viscido per la pioggia. Batte tre colpi decisi, che risuonano cupi e pesanti nel silenzio del sagrato. Per qualche istante, l'unico rumore rimane lo scroscio dell'acqua che scorre nelle grondaie d'argento del tempio. Poi, un piccolo spioncino protetto da una grata di ferro si apre all'altezza degli occhi con un secco stridore metallico. Due occhi stanchi e guardinghi vi fissano da dietro lo sbarramento. La luce fioca di una candela illumina parzialmente il volto di una giovane novizia, tesa e pallida. Le preghiere e i misteri della Notte sono già iniziati all'altare superiore, viandanti, sussurra la ragazza dall'interno, con una voce che trema leggermente tradendo la forte tensione che si respira tra quelle mura. Ma il portone è sbarrato per la protezione del tempio. Chi cercate a quest'ora sotto la luce di Selûne? @ Tutti
  8. Jane Doe L'interruzione di quel monaco Yuan-ti arriva proprio mentre la bambina e il suo gatto si allontanano. Seguo il religioso lungo i corridoi con passo calmo, mentre la farfalla svanisce. La Regina dei Corvi mi ha guidata a quel pozzo e poi mi ha fatta richiamare qui , ogni tassello fa parte del suo disegno, e io sono qui per portarlo a termine. Quando entro nella sala, l'atmosfera è tesa. Izhu, Gale e Gaia sono di nuovo tutti radunati attorno al vecchio Yuan-ti, che esige di sapere come intendiamo localizzare e neutralizzare gli infiltrati. Se qualcuno sta corrompendo gli spiriti di questo luogo, sta minacciando ciò che la mia Patrona mi ha ordinato di proteggere. Questa faccenda mi riguarda direttamente. Rimango in ascolto, immobile , valutando la situazione con fredda lucidità. Non ho intenzione di lanciarmi in discorsi impulsivi, ma i miei occhi sono fissi sul capo del tempio e sui miei compagni. Voglio capire quale sia la pista più rapida ed efficace per estirpare questa minaccia, pronti a muoverci prima che il danno si estenda ulteriormente al mondo degli spiriti.
  9. Ascoltala, Angbroda. Ride di te. Ride dei veri padroni di questo mondo...sibila la voce metallica della lama, iniettando una scarica di veleno direttamente nei miei pensieri...quella formica con la gonna viaggia verso la foresta. Un colpo secco alla nuca e potremmo dare il suo sangue in offerta agli antichi dei . Una fitta brutale mi trafigge da tempia a tempia. Chiudo gli occhi per un secondo, contraggo i muscoli del collo e stringo i pugni lungo i fianchi, respirando a fondo per ricacciare indietro il dolore e il delirio della spada. Quella risata mi ha urtato i nervi, ma la totale mancanza di malizia o timore in questa minuscola elfa mi costringe a mantenere un briciolo di lucidità. Persino il suo felino, Justice, sembra ignorare la mia ostilità, camminando al nostro fianco come se fossi una di loro. Cammino al passo di Shanny, anche se la mia falcata ampia mi costringe a rallenare vistosamente per non distanziarla. Osservo in silenzio il profilo del villaggio che ci lasciamo alle spalle: la bottega del fabbro, il conciatore, le guardie sulla torretta. Tutto qui sa di statico, di protetto, di fragile. Superato il portone di legno, lo sguardo si perde in quel mare di grano dorato che i contadini stanno mietendo. Il sole del sud scotta sulla pelle, un calore fastidioso e pesante, così diverso dal freddo pungente che pulsa nelle mie vene. Quando Shanny indica la foresta in lontananza e poi si gira a guardarmi con quel suo sorriso tranquillo, ponendomi la domanda, sento le tempie pulsare di nuovo. Dille la verità, figlia della montagna...sussurrano ora le voci delle Madri, una vibrazione strisciante che risale dal midollo. Dille che stai scappando da noi. Dille che appartieni all'abisso. Fisso gli occhi azzurri sulla linea scura degli alberi in lontananza, tenendo il mento alto e la maschera d'indifferenza ben salda sul volto. Ti muovi con troppa leggerezza per essere una che va incontro all'ignoto, elfa, rispondo, mantenendo la voce bassa e profonda, quasi a voler coprire il rumore dei falciatori nei campi. E fai male a ridere. Il giorno in cui il vuoto deciderà di risvegliarsi, la tua Madre di spighe sarà la prima a marcire. Ma non sono qui per farti prediche. Faccio una breve pausa, lasciando che il silenzio della strada sterrata si frapponga tra noi prima di affrontare la sua domanda. Sfioro l'elsa della spada con la punta delle dita, cercando un contatto fisico che mi ancori al presente. Cosa mi ha portato qui? Il vento e la necessità di muovermi, affermo, tagliando corto, mentre lo sguardo si indurisce. Le mie terre sanno essere spietate con chi non accetta il proprio ruolo. Sono venuta a sud perché avevo bisogno di spazio, di una strada abbastanza lunga per mettere distanza tra me e ciò che mi sono lasciata alle spalle. La fatica del viaggio è l'unico modo che conosco per fare silenzio. Quando il corpo soffre, i pensieri si fermano. Guardo di sbieco Justice che annusa l'aria felice del campo aperto, poi torno a fissare la foresta che si avvicina. Non amo parlare del mio passato, Shanny. Preferisco concentrarmi su ciò che ci aspetta tra quegli alberi. Un'ora di cammino è lunga se passata a fare domande. Parlami piuttosto di queste tracce , erano impronte di zampe, artigli, o qualcosa che ha strisciato distruggendo la vegetazione?
  10. La notte, seppur priva di attacchi ravvicinati, si trascina come un calvario interminabile. Il gelo sprigionato dall'oscurità e dalle pareti sembra penetrare fin dentro il midollo, e il sonno di chi tenta di riposare è tormentato da sogni frammentari e privi di logica, dove le distanze si annullano e i volti dei compagni appaiono distorti, come riflessi su specchi incrinati. ma il risveglio non porta alcun sollievo...quando spegnete gli ultimi carboni del fuoco, la bufera all'esterno si è finalmente placata, lasciando il posto a un silenzio innaturale e cristallino. Il sole sorge pallido dietro una coltre di nebbia fitta che cancella l'orizzonte. Vi rimettete in marcia, ma il viaggio si trasforma rapidamente in una marcia logorante. La neve fresca, alta fino alle ginocchia dei cavalli, rallenta drasticamente il vostro passo. La pista della Moonsea Ride è scomparsa e l'orientamento diventa una scommessa continua. Ma non è la fatica fisica a logoravi, bensì la strisciante sensazione di angoscia che vi accompagna fin dai primi chilometri. Il paesaggio meridionale di Mistledale, un tempo accogliente e ricco di colline boscose, oggi appare spoglio, morente e sfigurato. Man mano che avanzate, l'ambiente attorno a voi sembra perdere progressivamente i suoi dettagli naturali. I pini che costeggiano la strada non hanno più le sfumature verdi degli aghi, ma appaiono come sagome scure e uniformi, quasi piatte contro il muro bianco della nebbia. Quando incrociate i resti di una vecchia fattoria abbandonata, Akseli e Shage notano un dettaglio da brivido: l'edificio sembra aver perso parte della sua struttura logica, con un intero lato della stalla che sfuma nel nulla e una porta che si apre direttamente su una parete di roccia cieca. La percezione dello spazio inizia a tradirvi. Vaulath e Erika, che aprono la fila, si accorgono che calcolare la distanza dei punti di riferimento è diventato impossibile. Una roccia che sembra trovarsi a pochi passi da voi richiede minuti interi per essere raggiunta, mentre colline apparentemente lontane chilometri vi si parano davanti all'improvviso, obbligandovi a scartare di lato. I cavalli tremano, sbuffano e rifiutano di procedere se non spronati a forza; i loro occhi sono sbarrati e fissano il vuoto circostante, terrorizzati da qualcosa che voi non riuscite a vedere. Nel pomeriggio, il silenzio della valle si fa così assoluto da risultare doloroso. Il rumore degli zoccoli sulla neve e il crepitio dei vostri mantelli sembrano ovattati, come se l'aria stessa stesse dimenticando come trasmettere i suoni. Per lunghi istanti, una strana afasia mentale vi colpisce a turno: Erika fissa il proprio falcione faticando a ricordare il peso del metallo, mentre Shage avverte una morsa alla gola che gli rende difficile persino formulare un pensiero ad alta voce...il medaglione, custodito nei bagagli, non pulsa più, ma emana un gelo parassitario così intenso che persino le cinghie di cuoio della borsa che lo contiene iniziano a irrigidirsi e a spaccarsi, come se l'oggetto stesse lentamente prosciugando la linfa vitale e la consistenza di ogni materiale attorno a sé. Siete costretti a bivaccare per un altra notte all'addiaccio, rannicchiati sotto un capanno di cacciatori mezzo crollato che sembra mancare di un angolo del tetto. È una notte trascorsa in un silenzio tombale, e dove le vostre stesse ombre proiettate sulla neve sembrano muoversi con un impercettibile, angosciante millesimo di secondo di ritardo rispetto ai vostri corpi. Finalmente, nel primo pomeriggio del giorno successivo, la nebbia si dirada di colpo, restituendo volume e colore al mondo. Superata l'ultima collinetta, la radura coltivata dell'Abbazia del Fascio Dorato si apre davanti a voi. Le sue alte mura di pietra chiara e i caldi camini accesi offrono un contrasto violento con l'incubo geometrico che vi siete lasciati alle spalle. Siete esausti, tesi all'inverosimile e con i nervi scossi, ma i cancelli del tempio di Chauntea sono finalmente a poche centinaia di metri. @ Tutti
  11. Vivienne Larksong Visto che nessuno accorre, abbasso lentamente lo scudo e scuoto la testa, respirando a fondo per scacciare la polvere.... La Signora d'Argento stasera ha deciso di metterci alla prova con i miracoli sussurro a Chand...Direi che la fortuna è ancora con noi, ma non sfidiamola oltre. Mi volto verso lo gnomo, indicando lo spiazzo che conduce al fiume. Forza, Mastro Gib, muoviamoci...
  12. Io non penso che sia la cosa migliore per noi entrare in città , ma non credo neanche sia il caso di fidarsi degli schiavi , perciò non saprei proprio...
  13. Vivienne Larksong Trattengo il fiato mentre scivolo nell'oscurità subito dietro a Kaerith, muovendomi con la massima cautela. La mia attenzione è tutta focalizzata sulla stalla a est e sul fiume, ma il silenzio della radura viene disintegrato in un istante. Il frastuono che segue è talmente assurdo, violento e surreale che per un secondo rimango immobile, con lo scudo imbracciato, convinta che sia esplosa una trappola magica del culto. Travi che crollano, il raglio disperato del mulo, muggiti, polvere che si solleva a nuvola e galline che volano ovunque. Quando Gib tossisce debolmente, cercando di giustificare il collasso strutturale della stalla, la mia espressione passa dallo sconcerto a una gelida, spietata lucidità. Sei stato fin troppo rumoroso per essere uno gnomo, Gib sussurro a denti stretti, con la voce che taglia la nebbia di polvere come una lama fredda, mentre mi affianco rapidamente a Chand con il martello già stretto in pugno. Altro che confusi, adesso l'intera sponda del fiume sa che siamo qui. Se c'è qualcuno oltre quel muro di pietra, starà già correndo a vedere cosa ha buttato giù la stalla. Nonostante il disastro provocato , mantengo la calma che il crepuscolo mi dona. Sfrutto la polvere e il caos come copertura visiva, tenendo lo scudo sporco di sangue ben sollevato e gli occhi fissi oltre il tavolato di assi, pronta a intercettare qualsiasi reazione nemica.
  14. Drokthar fissa Raskva, poi sposta lo sguardo su James. Sulle labbra del dhampir si dipinge un sorriso millimetrico, freddo e affilato come un foglio di pergamena. Si appoggia allo schienale della sedia, incrociando le dita lunghe e pallide. Ufficialmente, Raskva, il nostro compito per conto del Concilio dei Mercanti finisce nell'istante esatto in cui la borsa passa di mano e il debito viene dichiarato estinto. dichiara il direttore, con la sua solita precisione vellutata. La Morrigan & Larson riscuote crediti e chiude contratti. Non facciamo beneficenza e non offriamo scorte armate gratuite. Se vi limitaste a questo, la filiale incasserebbe la sua percentuale e la pratica verrebbe archiviata. Il capo fa una breve pausa, i suoi occhi castani si stringono mentre guarda James, valutando le implicazioni di quel patto misterioso a cui lo sciamano ha appena accennato. Ma ufficiosamente, sciamano, se avete stretto un accordo formale laggiù per ottenere tutto questo denaro, la faccenda cambia. Non lascerò che due dei miei agenti migliori subiscano le conseguenze di una promessa infranta con fazioni che non conosciamo, qualunque sia la vostra scadenza. Se scortare quelle ragazze lontano da Tsurlagol e portarle in quel posto sottomarino è l'unico modo per onorare il vostro accordo con chi vi ha finanziato, allora fatelo. Consideratelo un prolungamento della missione per tutelare la reputazione e gli interessi commerciali dell'agenzia. Seric Valndor fa un passo avanti dall'oscurità del corridoio, avvolto in un pesante mantello di lana cotta scura che profuma di pioggia e cuoio ingrassato. Ne porge due identici a voi e uno a Veylasha, senza dire una sola parola. Il suo sguardo, serio e inflessibile, vi fa capire che è ora di muoversi. Drokthar ha ragione, interviene Veylasha, sistemandosi il cappuccio sopra i capelli scuri mentre stringe la sua borsa di rimedi alchemici. Il tempo stringe e discutere qui non fermerà gli sgherri del porto. Se quel pirata ha intenzione di circondare il tempio, lo farà protetto dal buio di questa notte. @ Tutti
  15. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Kaelen rimane immobile al centro della stanza, gli occhi perennemente dilatati che si fissano sulla boccetta di liquido bluastro che Zarath tiene saldamente tra le dita. Per un brevissimo istante, una frazione di secondo, i muscoli della sua mascella si contraggono e la sua mano si sposta impercettibilmente più vicina al pugnale. Zarath lo nota subito: è la reazione istintiva di un animale in gabbia che vede la sua unica fonte d'aria. Ma il Tracciatore si controlla. Capisce la stazza del tiefling e la potenza del gruppo che ha davanti. Quando Fiore estrae il Catalizzatore Instabile, le rune cremisi proiettano una luce violenta sulle mappe di pelle umana appese ai muri. Kaelen fa un mezzo passo indietro, non per paura, ma per puro calcolo tattico. Valeria vi ha dato della merce costosa dice Kaelen, la voce che gratta come pietra focaia mentre sposta lo sguardo da Fiore a Shamàsh, ignorando l'inchino di Selyra e studiando la postura fiera del celestiale. E voi avete appena tirato fuori una bomba alchemica nel posto più sorvegliato della città. Siete pazzi, o non avete idea di cosa sia quel cilindro. Rimettilo dentro, ragazza. Se il riflesso di quella cosa filtra dalle fessure delle assi, le baliste sul camminamento ci ridurranno in cenere prima ancora che io possa stappare quel sale. Aspetta che il Catalizzatore venga nuovamente celato, poi fa un lungo respiro sibilante, incrociando le braccia sul petto borchiato e guardando Zarath dritto negli occhi. Il sorriso furbo del barbaro incontra la freddezza di un uomo che ha fatto della sopravvivenza un'arte spietata. Un mese di fiato continua Kaelen, accennando alla fiala. Valeria sa fare i suoi conti. Sa che per andare al Porto di Scoria, fare quello che dovete fare e sperare di tornare indietro, mi servirà ogni singola goccia di quel distillato. Vuoi vedere se ne ho bisogno, cornutone? Sì, ne ho bisogno. Questo posto consuma la carne. Ma se pensi di usarlo per tenermi al guinzaglio, ti consiglio di guardare meglio quelle mappe. Fa un cenno secco con il mento verso la parete di ossidiana. Il fango del Nord si muove. Le nebbie cambiano a seconda di come Vermilia sputa il suo sangue nel cielo. Senza di me, camminerete dritti dentro una bocca aperta o dentro un solco di mercurio bollente. Voi avete il mio fiato, io ho i vostri occhi per uscire da qui. Kaelen si allunga in avanti, tendendo la mano palmata e tesa verso Zarath, aspettando che il tiefling gli ceda la boccetta. La sua presa è ferma, non c'è il tremore di un drogato, ma la determinazione di un soldato che reclama le sue munizioni prima della battaglia. Se volete andare al Porto di Scoria conclude, lo sguardo che si fa improvvisamente affilato come la lama che stava curando , dobbiamo muoverci adesso. La Porta del Ferro è fuori discussione per voi, e la Porta del Carbone è sigillata per i controlli. Passeremo dalla Porta del Silenzio. I morti non fanno domande, e le sentinelle evitano quel varco come la peste a quest'ora della notte. Ma prima di aprire quella porta... devo sapere cosa avete intenzione di fare con quel cilindro una volta arrivati là. Il Porto di Scoria è un cimitero di navi e ferro vecchio. Cosa andate a svegliare? @ Tutti
  16. Sosto a pochi passi da quell'altare che ai miei occhi appare così debole, sovrastando l'elfa con tutta la mia statura imponente. Stringo forte la tracolla della spada, sentendo il metallo freddo della guardia premere contro la spalla come un'àncora che mi tiene legata alla realtà. Sotto i miei piedi, i germogli e i fiori selvatici sembrano quasi finti, così fragili, così radicalmente opposti alla pietra spoglia, al ghiaccio perenne e agli abissi cosmici del mio Nord. Cervi anziani che vanno a morire...ripete la voce della spada nella mia testa, un sibilo metallico che sprizza puro disprezzo...ti sta offrendo di fare la badante ai vecchi, Angbroda. Che insulto. Tagliale la gola e andiamocene. Una fitta acuta e improvvisa mi trafigge la tempia destra, costringendomi a stringere i denti così forte che la mascella mi fa male. Digrigno i denti per l'irritazione e per il tormento che mi mozza il respiro; viscida, arrogante e denigratoria tanto quanto le Madri. Ogni volta che quelle entità o questa maledetta lama aprono bocca, la mia testa ricomincia a dolere come se volesse spaccarsi in due. Disprezzo profondamente questo oggetto e i suoi continui insulti, ma resto pragmatica. È forte, è pesante, è un'arma eccellente. Finché taglia la carne dei miei nemici e mi serve per sopravvivere, sopporterò la sua insolenza e il dolore fisico che mi scarica nel cranio. Ignoro la lama e mi concentro sulla piccola elfa. Le sue parole sulla portata della sua debole divinità mi fanno salire il sangue alla testa, riaccendendo per un istante il fuoco fastidioso dietro la nuca. Il mio nome è Angbroda, esordisco. La mia voce è ancora ruvida per la tensione della fuga, ma ha il peso di una frana di ghiaccio che si abbatte sulla vallata. E ti sbagli sulla tua Madre, Shanny. Lo sguardo di una divinità dei campi non può sopravvivere dove il sole stenta a spuntare e la roccia rigetta i semi con violenza. Lassù non c'è posto per la sua compassione o per i suoi fili d'erba. Le uniche cose che guardano il mio popolo dal cielo sono le stelle fredde, e l'unica cosa che risponde da sotto la terra è il caos primordiale che dorme nei tumuli. Noi professiamo l'Antica Fede, e sappiamo che questo mondo è dominato da antiche entità che non si curano dei vostri piccoli raccolti o dei vostri inverni miti. Abbasso per un istante gli occhi su Justice. Il felino ha smesso di fare le fusa e ha bloccato lo sguardo su di me, come per valutare la minaccia. Si avvicina lentamente, annusando il terreno attorno ai miei stivali di cuoio consumati e iniziando a girare incuriosito attorno alle mie gambe. Rimango perfettamente immobile, rigida come un tronco gelato. Lascio che la bestia prenda il mio odore di sangue, grasso d'orso e neve profonda, senza fare movimenti bruschi che possano spaventarla, prima di spostare di nuovo i miei occhi celesti sulla sacerdotessa. Faccio un piccolo, secco passo indietro per sottrarmi al cerchio di Justice, senza distogliere lo sguardo dal volto tempestato di lentiggini di Shanny. Un sorriso amaro, tirato e privo di calore mi increspa le labbra. Non sono venuta fin qui per fare la carità a dei cervi moribondi, continuo, tenendo la mano sinistra salda sull'impugnatura della mia spada. Avverto la solita, sorda pulsazione di calore della magia selvaggia che mi preme contro lo stomaco, un flusso caotico pronto a scatenarsi se i miei pensieri dovessero farsi troppo densi e la testa troppo pesante. La morte pietosa e i cicli naturali sono concetti che appartengono a voi, deboli dell'estate meridionale. Nel mio villaggio si caccia per strappare la vita con la forza dalle fauci dei predatori, non per raccogliere ciò che la terra ha già deciso di scartare perché vecchio. Le strane tracce nella foresta mi piacciono decisamente di più. L'ignoto che striscia fuori dai confini protetti della vostra civiltà è un bersaglio degno del mio tempo. Stringo le dita attorno all'elsa dell'arma, quasi a voler zittire con la pura forza di volontà qualunque altro commento velenoso che la lama vorrebbe riversarmi nel cervello.
  17. @ All'esterno della torre (Lorelai e Tiburzia) @ All'interno della torre @ Tutti
  18. Vivienne Larksong Sorrido alle parole di Chand, grata che riesca a mantenere alto il morale, poi ascolto attentamente il confronto tra lui e Gib. La discussione sulla sicurezza degli edifici a est e sulla passerella di assi è sensata, ma il tempo scorre implacabile. Rinfodero il martello da guerra, tenendo lo scudo ben saldo sul braccio sinistro. Il fango e il sangue del draco ora coprono del tutto le sette stelle gemelle di Selûne, lasciando la superficie scura e anonima. Mi volto verso il resto del gruppo, annuendo alle parole del tenente. Gib ha ragione a non voler andare allo scoperto, ma Chand ha ragione sull'urgenza , ogni secondo perso avvicina quegli innocenti alla fine sussurro, mantenendo la voce molto bassa per non rompere il silenzio della radura. Muoviamoci come ha detto il tenente. Io e Kaerith terremo gli occhi aperti sulle retrovie e sui lati di quegli edifici. Se camminiamo decisi e con le armi pronte, chiunque ci veda da lontano ci scambierà solo per un'altra pattuglia del culto che ispeziona la fattoria. Faccio un passo indietro, posizionandomi al fianco della stregona draconide. Controllo un'ultima volta che lo scudo camuffato sia ben visibile a chiunque dovesse guardarci di spalle, pronta a muovermi nell'ombra.
  19. TdS

    Dardan ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    @Bomba @Landar A voi .
  20. Il calore tremolante del piccolo fuoco di fortuna illumina le vostre sagome tese. Fuori il muro di neve cancella il mondo, mentre dentro la pietra risuona di quel battito parassitario e invisibile. Il pragmatismo di Akseli ed Erika fissa una linea chiara: restare uniti è l’unica opzione sensata, e arretrare verso l'imboccatura, tenendosi a distanza di sicurezza dai glifi e dall'oscurità del fondo, è il compromesso migliore per passare la notte. Shage, guidato dal desiderio di proteggere il gruppo, decide di agire immediatamente prima di spostare il campo. Focalizza la mente, mormora le parole di potere e lascia che i suoi sensi si aprano alle correnti invisibili della trama arcanica. Distoglie deliberatamente lo sguardo dalla direzione della sua sacca, dove l'aura del medaglione sprigionerebbe una vampa accecante per i suoi occhi magici, e scansiona il resto della caverna. @ Shage quando smettete di parlare il silenzio che regna sotto la volta di pietra diventa soffocante. Il vento fuori urla con violenza, ma all'interno i suoni subiscono una strana distorsione. Il crepitio del legno che brucia sembra ovattato, come se la roccia stesse letteralmente inghiottendo il rumore della fiamma. Persino i cavalli, solitamente inclini a calmarsi una volta al riparo, continuano a sbuffare nervosamente, tendendo i muscoli e fissando il buio alle vostre spalle con le orecchie rigidamente puntate in avanti. C'è qualcosa di profondamente sbagliato nel modo in cui la luce del fuoco interagisce con l'ambiente. Guardando le pareti circostanti, le ombre proiettate dalle vostre figure e dai destrieri non seguono i movimenti naturali della fiamma. Sembrano allungarsi a dismisura, perdendo ogni spessore e appiattendosi sulla roccia come se fossero improvvisamente dipinte sul muro. Per un istante, la caverna sembra perdere la sua profondità, trasformandosi in una superficie priva di volume, come le figure illustrate sul foglio di un libro o i ricami piatti di un arazzo. Questa distorsione inganna i vostri occhi, rendendo improvvisamente impossibile calcolare a quale distanza si trovi la parete di fondo o capire dove finisca la roccia e dove inizi il vuoto. Un brivido persistente, viscerale, vi penetra nelle ossa, trasmettendovi la sgradevole sensazione di essere osservati da ogni angolo buio della caverna. @ Tutti
  21. Mevrah , The Witch Faccio un piccolo cenno con la testa verso Keothi, mentre le dita sfiorano i feticci appesi alla camicia nera. Il tono della mia voce, smorzato dalla maschera demoniaca, tradisce solo una fredda impazienza. Preoccupati di colpire forte quando sarà il momento. Se quella cosa proverà a scappare, userò le mie maledizioni per rallentarla e fiaccarle le forze. Non andrà da nessuna parte se non riuscirà nemmeno a reggersi in piedi. Pensiamo a muoverci adesso... Sistemo il mantello logoro sulle spalle con uno scatto secco , pronta a raggiungere il punto dell'agguato.
  22. Maybelle Petit Se la missione finisse cosi andrebbe più che bene , ma non so se sarà cosi semplice , dovremo passare qui un altra notte e vedere se riappaiono o meno... e non dimentichiamoci del tempio malvagio sotterraneo...anche se non fa parte direttamente della missione non lo possiamo di certo ignorare...
  23. Freydis del clan dell'orso nero Bha...se è stupido come sembra verrà sicuramente di persona a recuperare il corno... e quando verrà spero non venga per scusarsi , ho detto che lo avrei ucciso , ma la scorsa volta sono stata interrotta , ma se ricapiterà l'occasione , finirò il lavoro... penseremo al corno dopo...
  24. Jane Doe Abbasso lo sguardo sul pezzetto di stoffa che la bambina stringe tra le sue dita , provando un immediato impulso di fastidio. Quel contatto, il miagolio soddisfatto del gatto e l'invito euforico a mangiare dolci per celebrare gli "eroi" mi irritano profondamente. La sua totale ingenuità, il fatto che non abbia la minima idea di avere davanti proprio una delle persone che sono salite alla fonte, rende tutta la scena ancora più ridicola. Con un movimento lento ma deciso, sfilo la manica dalla sua presa, facendo un passo indietro per ristabilire la distanza. La mia pelle fredda non tollera la vicinanza di quel calore infantile. No...rispondo, e la mia voce risuona piatta nel silenzio che ci circonda..I dolci e la festa non fanno per me...torna dai tuoi genitori e stai lontana da questo pozzo.. La guardo dall'alto in basso con freddo distacco, aspettando che l'euforia sul suo volto si spenga davanti al mio rifiuto. Mentre la bambina stringe il suo gatto, il mio sguardo si sposta di lato, cercando la piccola farfalla della Regina dei Corvi per capire se la mia padrona si sia limitata ad allontanarmi dal tempio o se questo bizzarro incontro nasconda un secondo fine.
  25. Il direttore Drokthar Venshol ascolta il vostro resoconto in perfetto silenzio, senza interrompere né Ravska né James. Sul suo volto pallido da dhampir non si muove un singolo muscolo, ma i suoi occhi penetranti si stringono quando Raskva gli chiede se sapesse qualcosa del motivo per cui quelle ragazze sono così importanti. Dall'angolo del laboratorio, la strega Veylasha Umberwen interrompe il suo lavoro con le fiale, le dita sospese a mezz'aria, mentre il suo guardiano, Seric Valndor, sposta impercettibilmente il peso sul piede, vigile come sempre. Dietro il bancone, persino la giovane Zyphra ha smesso di far frusciare le pergamene. Drokthar fa un passo lento verso il tavolo, posando le dita affusolate sulla superficie di legno massiccio, e scuote leggermente il capo. Se avessi saputo che dietro quel contratto si nascondeva qualcosa di così grosso da spingere una sacerdotessa di Selûne a omettere informazioni, non vi avrei mandato in missione impreparati... esordisce il direttore, e la sua voce vellutata scende di un tono, tornando al suo solito distacco professionale. Tutto ciò che la Chiesa e i magistrati mi hanno riferito quando ci hanno ingaggiato era che due stupidi mercanti avevano firmato una clausola di schiavitù per saldare un debito . La sacerdotessa ha tenuto le sue carte migliori vicine al petto, ed è evidente il perché: temeva che se la voce sulla reale importanza di quelle gemelle si fosse sparsa, l'intera gilda dei ladri o qualche altro signore del crimine di Tsurlagol avrebbe cercato di metterci le mani sopra prima del tempo. Il dhampir sposta lo sguardo sulle pesanti borse di cuoio di squalo, valutando con un'occhiata il luccichio dell'oro che traspare dalle cuciture. La tua proposta è l'unica via d'uscita legale, Raskva. Portate quell'oro al Tempio di Selûne. Se le sacerdotesse fanno da garanti e il riscatto viene pagato davanti ai testimoni della fede, l'ex pirata non potrà reclamare le ragazze o toccarle senza mettersi contro l'intero Concilio dei Mercanti. Ma James ha ragione sulla natura di quella feccia costiera: il direttore fissa lo sciamano negli occhi. Un uomo del genere non si arrenderà davanti a una borsa di monete se ha capito che quelle fanciulle valgono molto di più. Accetterà il riscatto perché la legge lo costringe, ma un secondo dopo sguinzaglierà ogni tagliagole del porto fuori dalle mura del tempio per riprendersele. Veylasha fa un passo avanti dall'ombra, stringendo tra le mani una borsa di tela da cui proviene un profumo di erbe amare. Prendete queste, dice la strega, porgendo la borsa a James. Ci sono tre fiale di infuso curativo maggiore e due unguenti per stabilizzare le ferite. Se gli uomini del pirata decideranno di usare l'acciaio prima che riusciate a blindare il riscatto, vi serviranno. Seric, prepara i mantelli pesanti li accompagneremo fino ai confini del quartiere del tempio. Drokthar annuisce lentamente, concedendo il suo benestare ufficiale. Andate, ma muovetevi nell'ombra. Avete i tre giorni di tempo che avete menzionato per chiudere questa transazione e scoprire cosa stia tramando l'ex pirata, prima di decidere dove nascondere quelle ragazze al sicuro. Zyphra, chiudi le porte della filiale dietro di loro. Nessuno deve sapere che la Morrigan & Larson è coinvolta finché quel denaro non sarà nelle mani della sacerdotessa. @ Tutti

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