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Zaorn

Circolo degli Antichi
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  1. In realtà era una citazione relativa al fatto che l'articolo citasse al punto 11 l'avventura delle fogne ed il mio era un "l'ho fatto pure io". La qualità particolare che hai, è che hai davvero tante conoscenze, io sono 20/25 anni che gioco quasi costantemente e non ricordo molto. Anche io trovo per master alle prime armi e senza idee l'articolo, però ci sta anche perché è giusto che sul forum ci sia un po' di tutto per tutti.
  2. In realtà è l'opposto di quello che scrivi, hai fallito la prova di intuizione. Ho detto che hai 27 di intelligenza, che sei una enciclopedia errante tra i post del forum e che conosci e vedi tutto, quindi erano dei complimenti, poi ho riportato alcune mie esperienze di gioco e tu altre così chi legge l'articolo vede anche i tuoi precisi consigli e i miei un po' più stringati e si fa una idea più ampia. PS: la quest dei topi fu un approccio banale per rompere il ghiaccio con le regole in quanto era la prima volta che giocavo a quel GDR.
  3. Ho dovuto chiedere a mr Google per capire cosa mi dicevi... Mystara l'ho giocata le prime volte che mi approcciai a DND. Tanto per dire come mi piace muovermi quando creo un'avventura da narratore, di solito leggo il manuale dell'ambientazione e creo la trama grossomodo come nell'articolo, stabilendo assieme ai burattini i legami e cosa accomuna il gruppo, così che ai primi livelli ci si muova in modo simile all'articolo (una volta la prima missione livello 1 era ripulire le fogne dai topi) e man mano che i personaggi avanzano di livello possono andare in politica o essere eroi muovendo guerre o trame con le città o regioni circostanti, fino a livelli epici dove poi si può andare a interagire con entità, mostri, avversari di altissimo rilievo. Quindi ecco, mi piace molto il tema dell'articolo al di là della tua doverosa e puntigliosa disamina.
  4. Ottimo il lavoro di traduzione e grazie tante al duca @conteStan . Eccellente e pignola disamina del sempre arguto @firwood cui non sfugge un dettaglio, sarà per il 27 di intelligenza. Io ho giocato anni fa all'ambientazione e nella città in questione, ma in buona sostanza ricordo una minima parte della narrazione ufficiale sebbene certe distorsioni siano abbastanza palesi. Sull'argomento, mettendo da parte la deriva orientale, posso dire che quantomeno possa essere un lavoro dettagliato da parte di questo signor Duncan, il quale comunque propone una sua rivisitazione che può e non può piacere, ma che comunque apre al divertimento. Io penso che l'approccio della campagna urbana o comunque maggiormente incentrata in città e ambienti esterni, sia di mio gradimento, il dungeon centrismo l'ho sempre ritenuto ripetitivo e noioso, sicuramente può dare spunti a chi è abituato a muoversi prevalentemente in sotterranei.
  5. Il concetto da me espresso non è unilaterale...
  6. Una volta ricordo che eravamo 5-6 che dovevamo avviare una campagna e si è discusso per quale sistema usare, io avrei preferito un regolamento piuttosto che un altro, alla fine la decisione non mi ha accontentato. Di certo non è nelle mie corde lamentarmi, così mi sono adeguato alla scelta fatta senza fare troppe discussioni. Alla fine chi se ne frega, dopo un po' di difficoltà nelle prime sessioni ci siamo divertiti tantissimo e quella componente non è dipesa dal gioco che stavamo usando. Mi è tornato alla mente questo evento e allora mi sembrava giusto riportarlo per @Aranar . Concludendo, inutile farsi pippe sul gioco, ma sulla campagna e sul entusiasmo nell'affrontarla.
  7. @LeonHard , conosco paladini ubriachi che conoscono più regole di alcuni miei personaggi! Benvenuto!
  8. Forse hai colto il punto della discussione soprattutto in funzione della richiesta di @Aranar . È chiaro che solitamente si giochi il fantasy medievale con sistema DND, andare su altro sistema e ambientazione non è da tutti e ti assicuro che a me, che gioco da tanti anni, come penso a te, ci si sia discostati magari troppe poche volte da esso. Altra cosa che volevo dire ad @Aranar è che spesso la gente un gioco vuole fare, non 50, ma l'hanno già detto in tanti, è chiaro che se gli proponi un gioco più strano per loro non vogliano applicarsi, altri dopo anni che lo fanno si guardano attorno, tu magari sei più intraprendente o hai più tempo da dedicarci.
  9. È sacrosanto che tu lo sia anche perché la mia risposta era un po' forzata e comunque un GDR generico non può dare la stessa esperienza di uno fatto apposta. La cosa che contestavo invece di cosa avevi detto tu era che non fosse possibile quando invece lo è! A me non è mai interessato giocare ad ambientazioni con supereroi, per esempio, ma ricordo bene il manuale di pf1 con il vigilante, c'era pure l'archetipo dell'uomo ragno (windsoul). E genericamente puoi riprodurli con altre meccaniche. https://www.d20pfsrd.com/classes/base-classes/vigilante Per il resto anche DND in varie versioni ha fantascienza e horror. Ribadisco, caro Matteo, il gioco rimane quello, non scambierei una campagna con vampiri facendomi un vampiro nella 3,5, giocando con quel sistema piuttosto che l'altro, però è possibile.
  10. Un po' NI su cosa dici... Puoi giocare a tutto quello che hai detto, soprattutto se ti sposti su pathfinder 1 o 2.
  11. Perché ti rende triste? Al di là del fatto che magari vorresti provare altri giochi. DND è il gioco più diffuso, trovo normale che ci sia una maggiore concentrazione di gente che vuole fare quello, non vedo errori. Non è nemmeno triste giocare a più campagne dello stesso gioco. Certo, è anche carino fare esperienze diverse, ma non per forza cambiando sistema si hanno. Nella via vita ho provato pochi giochi, ma l'ho fatto sempre con interesse, la cosa più importante è che ci sia sintonia sul cosa fare, nessuno sarà mai contento al 100% all'inizio, ma ci si deve anche venire incontro. Personalmente ho visto che, nel scegliere, ci sono sempre discussioni e solitamente si opta per la cosa che scontenta meno persone. Trovo anche molto importante che si inizi con entusiasmo e quel sistema che tutti vogliono dà una varietà pazzesca di avventure, rispetto, magari, a vampiri o tanti altri che costringono quasi a una sola ambientazione.
  12. Magari non è proprio così netta, ma giustamente lo puoi dire! 😂😂😂😂😂😂😂😂😂 Io ho alcuni amici che fanno ciò perché vanno alle fiere molto spesso, ritrovando così nel loop e giustamente a volte vorrebbero giocare ad altro, ma riescono a provarli a fatica perché prima li devono imparare, spiegarlo e trovare anche il tempo e la compagnia per giocarci. Alle fiere è bello andare, provi il gioco, ti sembra carino e lo compri dicendo: "massì poi ci gioco". Tanti comprano i GDR e poi li tengono sugli scaffali, sul tavolo del salotto o sulla mensola del bagno e raramente sul tavolo da gioco. Talvolta, invece, ho provato giochi meno diffusi, quando il master era abbastanza padrone del regolamento e mi sono divertito tanto. Sia perché nel gioco l'avventura era particolare, sia perché il master, che ci credeva tanto, aveva una conoscenza e una passione che trasmetteva ai giocatori, difficilmente ottenibile da chi vuole provare questo, quello e quell'altro nel breve.
  13. Secondo me, se volete fidelizzare le persone, dovreste con serenità e senza costrizione creare un bel clima scegliendo assieme i giochi e come suddividere i gruppi. Se li conoscete poco, e volete che la loro presenza sia longeva, da un lato bisogna accontentarli. Non vedo perché insistere a farli giocare a giochi di nicchia, soprattutto se fossero agli inizi.
  14. @Aranar , io penso che possa essere normale la reazione degli altri. Sicuramente il consiglio migliore mi sembra quello di @Steven Art 74 , ma anche gli altri sono stati scettici rispetto al tuo racconto. Anche perché è divertente provare diversi giochi, ma meglio focalizzarsi su pochi e approfondire con campagne e arrivare ad un buon gioco, prima di provare un po' tutto e magari male. Anche perché la gente ha tempo limitato e magari vuole fare bene 1-2 cose e non di più, sempre in favore della qualità piuttosto che la quantità.
  15. Leggermente di parte, ma come non dargli torto? Grazie per il riassunto!
  16. @aza , l'articolo è senza dubbio interessante, trova d'accordo diverse persone e quindi penso che tu abbia fatto centro nel tradurlo e postarlo. Mi trovo però d'accordo con @Ghal Maraz , non tanto nei suoi contenuti, quanto sul fatto che lo trovo poco vicino al mio pensiero. Io, come qualcuno avrà notato, osservo come tutti secondo un metro di giudizio personale, ma molto pragmatico e laico. Non sono d'accordo su un singolo punto di ciò che è stato analizzato nello scritto sebbene concordi sul risultato globale. Io sono politicamente scorretto, non giudico però un libro da come è stato scritto, ma sulla sostanza del regolamento. A me che mettano una razza, l'altra, tolgano i bonus alle caratteristiche, non mi frega, il manuale è un insieme di regole che mi aiuta a giocare e mi dà delle meccaniche. Se rendo normale la presenza di un dragonborn, sono io master coi miei amici che lo decidiamo, non come viene presentata una razza sul testo, tanto per fare un esempio. Ethos, ethos di sto remorhaz, ethos della edizione 5,0e: il regolamento base è simile, sono cambiate tanto le classi e poi poco altro, non trovo 5,5e tanto diverso dall'altro. E proprio questa è una lamentela di chi critica l'edizione, quindi a mio avviso sto discorso dell'ethos è una contraddizione. Per me d&di 5,5 ha fallito per questi altri motivi: Hanno corretto delle cavolate e migliorato poche, soprattutto i difetti che sembrano essere rimasti intonsi. La Wot a faC è stata incapace nel marketing. La Wot a faC è stata sorda verso gli utenti e poi li consulta per le cavolate. La Wot a faC crea una nuova edizione e poi continua con uscite a macchia di leopardo su ambientazioni e poche avventure decenti, senza andare nemmeno in là con il livello perché è rimasto un casino gestirlo. Non veniamo da dieci anni di buio di 4e dove la novità di alcune scelte di design azzeccate fecero gridare tutti al capolavoro. Ora quindi ci si aspettava un miglioramento sensibile che non c'è stato. È semplicemente la 5 un po' diversa, un po' più woke, un zinzinino poco più e ci sono voluti 10 anni per farla. Questa la mia idea, direi che è una cagata pazzesca (suona sempre bene in questi casi), invece, dovendo essere obiettivo, è solo una cagatina +0,5!
  17. Secondo me cercano solo di raschiare il fondo del barile. Il GDR è sempre stato un gioco molto economico, anche per chi colleziona manuali. Sulle ore spese al tavolo si spende molto poco, costano di più le birre. Perché fare e gestire abbonamenti? Rischiano semplicemente di alimentare la pirateria.
  18. Starfinder 1 ricordo invece che era leggermente diverso da pathfinder 1, ma non ci ho mai giocato.
  19. Condivido quello che dici, su alcune cose diciamo la stessa cosa, ma in modo diverso. Evidenzio solo che il problema grosso era che il master doveva conoscere troppo bene il sistema. Senza barare facendo nemici ad hoc, utilizzando bene i mostri si creavano problemi per tutto il party, il problema grosso era la complessità dei regolamenti. Cosa che anche si ribaltava sui giocatori: chi non usava bene, non faceva delle scelte almeno sub ottimali, a livello alto avrebbe potuto patire lo squilibrio con gli altri. Il summoner non era una cima, per esempio, mi stupisce dominassi o potessi farlo sul resto del party. Questa la mia esperienza e al tavolo per il 70% c'era gente davvero esperta e aiutava chi non conosceva altrettanto bene le regole.
  20. Ti assicuro che, a parte la marcata differenza tra combattenti e incantatori ormai trita e ritrita (presente anche in DND 5), il gioco funzionava bene. Detto dopo esperienze con campagne fino a livello 20 in entrambe le edizioni (almeno 10). Con le premesse della edizione di ispirazione, possiamo forse convenire in: è bilanciato, fino a un certo punto o è bilanciato relativamente al gioco. Di certo il 2 è molto più bilanciato, per assurdo è quasi impossibile avere un bilanciamento perfetto visto che di fatto vi è sempre una componente semantica molto alta nei GDR di questo tipo. Anche a me non piace il multi classe, tuttavia il modo migliore è fare la class magica e prendere appunto roba per multi passare di combattente, col sistema a tre azione casti e dai un colpo ad ogni turno, volendo. Non funziona malissimo perché tiri un incantesimo e l'attacco equivale, numericamente a un secondo attacco da combattente. Quindi ecco, solitamente picchi meno e fai un incanto, male non è anche se, da profano, è meno intuitivo immaginarlo. Diciamo che ad ogni turno hai una bella gamma di scelte e male non è, avevo provato la cosa.
  21. Dipende cosa intendi per facile, sono tutte costituite da importanti opzioni, quindi sta a te decidere soprattutto per interpretazione e preferenza, non ne vedo una più facile. Se poi sei un giocatore esperto, ce ne sono di innovative, vedi animista, convocatore, fattucchiere, psichico, taumaturgo, oracolo.
  22. È la cosa migliore! Ci sta, come ti hanno detto non scala coi livelli PG, ma incantesimo. In pf1 avevano mantenuto quel che era il 3,5 per mantenerlo semi compatibile. Ad esempio io ho giocato la Mano Rossa con Pathfinder e il master ha fatto pochi aggiustamenti, la Paizo o comunque uno dei suoi componenti ne aveva scritte diverse per il 3,5 e hanno continuato così, dovendo poi ovviamente cambiare l'ambientazione e farne una loro.
  23. A mio parere è "troppo" complicato per oggetti magici, effetti e altro, come ho ripetuto più volte, ma è sopportabile.
  24. Sono contento perché @Gero ha incominciato una discussione bella accesa, il problema grosso di pathfinder 2 viene fuori: la scarsa appetibilità dovuta da un regolamento innovativo e poco simile a edizioni molto giocate e per certi versi complicato. Io consiglio vivamente ai più di provarlo perché, tolto l'ostacolo iniziale, si ha la garanzia di una compagnia veramente seria che lo supporta, ma che chiaramente non è stata in grado di fare un gioco con un impatto più positivo per chi si avvicina.
  25. Si! Per il resto ti dico che pathfinder 1 sembrava un 3,75, ma era una sua evoluzione, comprai il manuale non ricordo manco perché, forse volevo iniziare una avventura, ad ogni pagina mi stupivo per i miglioramenti, davvero incredibili, hanno trasformato un gioco completamente mantenendone la sua natura! Un capolavoro. Pathfinder 2 invece c'entra niente con 3,5 e pf 1.

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