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Conversione da Ad&d a 3.5
Io l'unico consiglio che posso darti è di passare appunto alle pietre miliari, non penso nessuno si possa strappare i capelli dopo la spiegazione che ci hai dato, se non funziona meglio modificare prima che la cosa crei altre incoerenze e poi è una cosa in meno a cui pensare, sia da master che da giocatore. In pratica ti sei risposto da solo, aiutarti diversamente è dura. Per il resto calibra l'avventura in base al sistema che utilizzi senza remore e vincoli.
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D&D annuncia nuove carte di riferimento per incantesimi, oggetti magici e mostri
Gringo, sei troppo "new school", non ho colto la citazione! 😛
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D&D annuncia nuove carte di riferimento per incantesimi, oggetti magici e mostri
L'altro ha la faccia da guerriero, a mani vuote nell'angolo, impotente mentre il resto del party fa volare carte come fosse carnevale...
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D&D annuncia nuove carte di riferimento per incantesimi, oggetti magici e mostri
@Tianos , @Lord Danarc , @MattoMatteo , non c'è cosa che fa più "vecchia scuola" che calare l'incantesimo decisivo sulla tavola bestemmiando, non vedo l'errore!
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Il D&D che Gary voleva: il manifesto dimenticato del 1979
Prendo spunto da cosa hai scritto per provare a fare un ragionamento molto personale. Io penso che chi guarda alle innovazioni, veramente tanti, è perché in fondo cerca qualcosa che manca. Con una versione qualsiasi e col materiale di 50 anni, non basterebbe la nostra vita per giocare avventure sempre nuove e diverse. Negli ultimi 30 anni di D&D, a mio modo di vedere, è sempre mancato qualcosa alle edizioni "nuove": nessuna ha soddisfatto appieno l'utenza. Io, per esempio, cerco la facilità nel preparare le avventure, una certa immediatezza di gioco, un buon bilanciamento e una varietà di opzioni. Alcune cose cozzano sicuramente tra loro, ma ogni versione sento che mi ha fatto mancare qualcosa che ancora sto cercando e che quindi mi porta a vedere alle novità. Questo è proprio l'abominio, solo per la presa in giro. Io non riesco davvero a capire come si stiano buttando via 50 anni di storia, creando inoltre prodotti di dubbia qualità. Facessero qualcosa di carino e di irrinunciabile, forse avrebbero più riscontro e potrebbero provare a prendere più soldi dagli appassionati, ma io più gioco a D&D 5, più vedo l'approssimazione dei suoi contenuti. Inoltre trovo veramente inutile comprare più di quello che è reperibile, come la srd e ambientazioni vecchie per fare le avventure. Addirittura ho scoperto che con la sola AI di Google puoi fare da master ad una avventura senza ulteriori libri od altro. Detto da uno che non usa mai quello strumento per niente... Come non essere d'accordo, infatti è quello che ho scritto anche io. Ma d'altronde fa anche parte dell'essere umano, talvolta, non accontentarsi mai.
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Alla riscoperta dei Forgotten Realms: FR10 Old Empires
Concordo, a volte danno una maggiore ispirazione e aiuto manuali che raccontano il contesto. Inoltre il faerun è davvero una delle ambientazioni più curate. Grazie a @Psyco per il lavoro...
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Retrospettiva: Monstrous Manual di Advanced Dungeons and Dragons 2ª Edizione
L'ultimo grande politico che metteva al primo posto la figura femminile!
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Ho capito! 🤣 Ora però mi stai bullizando perché non conosco il latino e mi fai sentire inferiore! Non sei comunque inclusivo!
- Cos’è successo dall’inizio dell'anno?
- Cos’è successo dall’inizio dell'anno?
- Cos’è successo dall’inizio dell'anno?
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Così però non vale, è la classica domanda a cui devi dare ragione. 🤪 Il tema è dove si sta spostando l'asticella ed i confini come si stanno allargando ed in quale direzione. Tocca fare della filosofia dopo averti dato il si politico implicitamente. A chi ha avuto un trauma è giusto narrare senza toccare il tema o usare il gioco per superarlo? A un bambino è giusto raccontare che ha fatto la bua ai mostri o spiegargli che il gioco può essere uno sfogo spiegandogli giocando i confini tra bene e male? A queste mie domande forse è giusto non rispondere, magari perché non siamo psicologi e ogni situazione può essere diversa. Ma spero di aver argomentato.
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Retrospettiva: Monstrous Manual di Advanced Dungeons and Dragons 2ª Edizione
@Bharbhotr , parlando seriamente hai fatto bene, dopotutto vi è una riscoperta rispetto alla cara e vecchia scuola che vorrò riscoprire pure io visto che ci ho giocato poco!
- Cos’è successo dall’inizio dell'anno?
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Se ne è già parlato abbondantemente e penso che da un lato ci stia la morte meno automatica e immediata, ma al fine di favorire una spietatezza dei mostri o PNG così che il master possa giocare senza remore e il party non abbattere la foresta amazzonica per fare nuove schede. Per intenderci: se un PNG che muovo io vuole ammazzare un PG non si ferma fino a quando non è nell'aldilà.
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Retrospettiva: Monstrous Manual di Advanced Dungeons and Dragons 2ª Edizione
Grazie per la recensione, anche se in leggero ritardo, in pieno stile a ruote ferrate all'italiana. 😜
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Assolutamente, questo è legittimo e indiscutibile. Ora però, senza scendere a discutere in mini pony o cronache rosa del faerun, la tendenza va verso un diritto al successo ruolistico per i partecipanti che scongiuri per esempio la morte per alleviare l'insoddisfazione eventuale del giocatore piuttosto che spingerlo a vederlo solo come un gioco. È un sentimento che non va certo a decrescere a livello globale.
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Ma guarda, alla fine i giochi sono generici, se vogliono fare una campagna degli orsetti del cuore con pelo 🌈 che raccolgono trifule grazie ai loro famigli che vengono usati senza subire abusi, ben liberi di farlo... a casa loro.
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Una nuova avventuriera
Massi, a parte il fatto che ci sono più maschi che giocano, stavo a ironizzare. Comunque ci sono proprio poche femmine sul forum attive.
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
@Marbon , @firwood , sono sicuro che negli anni nel forum qualcuno parlava di queste tematiche dicendo che il master deve quasi adeguare il gioco a sensibilità del genere, magari quando ho tempo lo cerco. A tal riguardo ho preparato proprio ieri una bozza sottoposta all'amministrazione sul "ruolisticamente corretto" che avanza e su cui ho rifletto in questi giorni. Quanto al tema su cui ho rivolto la domanda ai partecipanti al forum, mi è venuto da pensare a una maggior componente di influenza del master rispetto al sistema, non tanto per le premesse quanto ad esempio per il fatto che se il master è abituato a sfide molto impegnative, anche con sistemi meno portati è facile che rimanga su quella direzione, ma in buona sostanza, anche se avete messo anche percentuali consistenti sulla influenza del master, sono stato smentito e ci sta per le argomentazioni che avete addotto. PS: comunque la domanda era rivolta al solo Di&Di, visto il thread è nella sezione dedicata e si parlava di vecchia scuola.
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Una nuova avventuriera
Benvenuta @eden_ , le femmine coraggiose sono poche nel mondo dei GDR e sul forum, complimenti per il coraggio!
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Le Nazioni dei Forgotten Realms nel 1372 CV #32: Tethyr
Che dire... Sarei bugiardo se ti dicessi che l'ho già letta, ma grazie perché i tuoi contributi sono preziosissimi, prima o poi spero di tornare a giocare nei reami dimenticati e quel giorno i tuoi papiri saranno oro.
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Concludendo, ultima domanda spassionata, tanto bene o male ci siamo capiti: quanto conta sullo stile di gioco il sistema usato e quanto in percentuale il master (e volendo i giocatori)? Io avevo ipotizzato una prevalenza a favore degli attori a seguito del ragionamento (70%).
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
@Marbon scusami, non avendo giocato a rolemaster credevo fosse capitato in d&d. Comunque mi era venuto di dire la mia perché nella mia esperienza ho visto quello. Non mi riferivo comunque ad episodi regolistici, ma vedo gli approcci delle persone che hanno vissuto anche i tempi precedenti. Altri si sono modernizzati, ma non vedo davvero al tavolo troppa differenza da un gioco all'altro, se non, appunto, episodi come hai citato te. @DrGeek , prova te a fare un articolo a riguardo!
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Procedure dimenticate: come si giocava davvero a D&D
Se è per questo è normale, la gente sul forum può dirsi esperta dopo aver solo provato un gioco. In passato con qualche fenomeno di quel tipo ci ho anche discusso animatamente. Io certo di essere modesto e realista nella mia risposta. Per capire e padroneggiare un sistema di gioco ci metto almeno due campagne complete (esempio livello 1-20), almeno una di esse devo averla giocata da master. E trovo difficile che uno possa esprimere giudizi dettagliati senza fare lo stesso e ad un discreto livello. Senza questa esperienza non mi permetto o pretendo di avere ragione su temi a riguardo. Mi salta invece alla mente un ottimo spunto di riflessione passato in cavalleria tirato fuori da @Marbon . Secondo me hai abbastanza centrato un tema su cui sono molto d'accordo. Un master cresciuto negli ultimi 10 anni probabilmente ha usi e consuetudini più "inclusivi". Quindi ecco, anni fa avevo letto discorsi del tipo che il master deve adeguarsi ai giocatori, come se al tavolo chi narra dovesse soddisfare chi gioca quasi come se fosse una mamma. Chi ha venti anni in meno di me sicuramente ha modi di ragionare diversi e lo noto anche nella vita reale, senza attaccarsi al discorso razza/specie, ci sono comunque dei cambi profondi tra una generazione e l'altra. Penso magari anche al contesto, oggi ci sono più svaghi e magari chi vuole giocare/barra fare il master deve abbassare l'asticella dei giocatori reclutati nelle campagne. Ai tempi c'era il nonnismo e chi giocava male veniva punito dal master e perculato dai giocatori. Ora forse le dinamiche non sono più quelle e magari la cosa influenza la cultura del momento. Il "ruolisticamente corretto" che avanza... Non so in quale thread vecchio, ma ricordo che proprio qui si è parlato pure di un master che per venire incontro a un giocatore impressionabile non poteva descrivere le scene cruente che siamo abituati a vivere coi pg, o roba del genere. PS: di recente si è avvicinato qualche giocatore under 30, ma sarà che era alle prime armi o è stato educato bene dai compresenti con bullismo appena accennato, ma questo tipo di tematica l'ho vista narrata solo dal forum.
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