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Dragons´ Lair

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Ghal Maraz

Circolo degli Antichi
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Tutti i contenuti pubblicati da Ghal Maraz

  1. Jasmine Al-Alrae "Ora abbiamo un letale spadaccino che non potrebbe guarire nemmeno se trattato con la migliore panacea del mondo ed un neonato generato da... la sua ombra? O qualcosa di altrettanto inspiegabile...", provo a chiarire a Valena. Ma ben poco convinta io stessa.
  2. Carter "Sta bene, grazie. I biglietti sono dunque tutti nominali? Come faremo a sapere se la partenza del treno sarà ritardata?", provó allora ad informarsi, ulteriormente, Carter, mentre estraeva il portafogli dalla tasca interna del cappotto.
  3. Jasmine Al-Alrae Seguo il discorso di Koen, limitandomi ad annuire e confermare: il ragazzo è più bravo di me, in simili questioni magiche, e saperlo così incerto non è propriamente confortante. "Dobbiamo capire chi e cosa è, nonché ciò che possiamo fare per lui", aggiungo comunque.
  4. Knochen A Johann tutti quei curiosi non piacevano. Non gli piacevano proprio. Johann non sapeva leggere, certo, ma aveva vissuto nei villaggi dell'Impero tutta la sua vita, e sapeva bene che gli stranieri di passaggio, a meno che non viaggiassero su quelle famose carrozze di posta, erano più rari che gli spiriti del Drakwald. E loro erano lì in tanti. Più che le dita di una mano. Anche se erano arrivati in momenti diversi, di certo qualcuno si sarebbe potuto fare qualche domanda, soprattutto se sapeva scrivere.
  5. "Turnips" è "rape", e stiamo già investigando per cercare di capire a cosa si riferisca. La biblioteca del tempio è dove Lucius lavorava: pista almeno un po' già battuta. Al tempio hanno la bocca cucita.
  6. Guillaume Bastonne "Beh, Elle, fintanto che resta abbottonato lui, a me sta bene!", fece Guillaume, non nascondendo un sorrisetto in direzione della ragazza. "Intanto, almeno, Mary è ancora tutta intera...".
  7. Victor "Beh, ormai è notte, quindi direi che il crono ha deciso per noi: chi ha voglia di una gitarella notturna al cimitero, da bravi cittadini devoti?", propose Victor, sarcastico, ma non troppo.
  8. Dieter Halb Dieter mosse di nuovo verso il carro: "Sarà meglio non scappare via come dei conigli senza testa, invece! Andare di fretta non ti salva la vita, perché noi siamo sulla strada e quei bastardi stanno rintanati in un maledetto bosco, con degli archi, che sanno usare. Dobbiamo stare attenti e non bagnarci le brache, altroché...". Fece un cenno al cugino, invitandolo a tenere d'occhio la macchia. "Basta una sola, f*****a freccia nel collo per morire, amico", aggiunse, rivolto al mercante. "Sarà il caso di restarsene con gli occhi aperti, piuttosto che scappare a gambe levate".
  9. Mogmurch Mi metto a fissare, inebetito (beh, più del solito, almeno...), quel gran pezzo di un figlio di un cavallo di Kittlehead che brucia, facendo la prima cosa buona della sua vita. Estasiato, rimango fisso ad annusare l'aria, con quel buon saporino di carne verde arrosto.
  10. Andrej Tars Sorrido, perché sono abbastanza certo che Rallo si stia divertendo un mondo a fare la pantomima. È più forte di lui. Ma mentre mercanteggia con i due bestioni, non posso fare a meno di buttare un'occhiata oltre le spalle degli Orchi, a cercare di capire cosa ci aspetti.
  11. Sandrine Alamaire "Ed io che temevo saremmo tornati alla noia del viaggio fatto prima di giungere a Barusha...", commento, spingendo il volto nell'aria intrisa di sale. "Razul, cosa sei riuscito a vedere?", domando al nostro non-morto personale.
  12. Lexander Artoris Mi metto in guardia, ma senza distogliere l'attenzione sull'ambiente: cerco di capire dove e quanti sono. DM
  13. Talien Myrrin La scomparsa del diavolo mi fa tirare un sospiro di sollievo, laddove sento le energie scorrere fuori dalla mia voce. Non posso più perdere l'attenzione o rischierei di fare tornare il nostro nemico, quindi mi limito ad arretrare e mettermi sulla difensiva, pronto a fiaccare il tentativo dell'ultimo nemico rimasto di assalirci. DM
  14. Caranthiel "Geb, qualunque illusione tu abbia nel cuore... spegnila. Non c'è futuro, né speranza in una decisione del genere. Né possibilità alcuna", dico, a bassa voce al menestrello, scuotendo la testa con un filo di tristezza.
  15. Dieter Halb "Basta che fai in fretta, Grut... io e Maus diamo un'occhiata alle tracce trovate da Andimus. Preferisco essere un po' più sicuro di così, prima di ripartire", propose Dieter, a cui quella storia continuava a piacere molto poco.
  16. Beh, Caranthiel non è sicuramente risalente alla Seconda Era ed alla Forgia dei Sette e dei Nove (!), però presumo che, in quanto Sapiente degli Elfi (pur se di Bosco Atro e non di Imladris o Lothlorien) qualcosa possa aver sentito.
  17. Annatar? ANNATAR??? C'è qualcosa che io (o, meglio, Caranthiel: Conoscenza dell'Ombra +2, Storia +4) dovrei sapere?
  18. Jasmine Al-Alrae "Il Cheliax? Non sono del tutto sicura che appoggiarci anche al Cheliax, oltre che alla Chiesa di Asmodeus ed ai Cavalieri Infernali possa essere la migliore delle idee", commento, con la maggiore trasparenza possibile.
  19. Guillaume Bastonne Al tavolo degli avanzi di galera
  20. Jasmine Al-Alrae "Tutto ciò che sai potrebbe risultarci utile, Juliano. Tutto. Ma parla senza fraintendimenti, perché nessuno ti giudicherà, qui. Essere umani significa anche possedere debolezze. Sta a te dimostrare di averle superate", faccio eco alle parole degli altri Eptarchi.
  21. Caranthiel "Se pensate davvero che la strada da percorrere, per noi, qui, nel cuore del regno di tenebra, sia abbandonare chi ci ha accolto, allora potete anche desistere dal tentativo di fuga: l'ombra non si combatte solo coi pugni ed il coraggio, ma soprattutto con la pienezza del cuore"", redarguisco Beli, ma non solo. "Siamo a Dol Guldur, se ciò che vediamo è vero: ed allora, il nostro unico baluardo è la Luce recondita nell'animo".
  22. Sandrine Alamaire Sorrido a Barbara, prima di contare il tempo dello spettacolo. Silenzio. La mia madrina si siede al centro del nostro improvvisato palco, mentre io cominciare a girarle attorno, affidando ad un racconto in poesia ľincipit della suite che ho deciso di inscenare. Parla, ovviamente, di amore e morte. Di cos'altro potrebbe raccontare, d'altronde? "Un uomo ed una donna si amavano...", ovviamente, "...ma lui venne ucciso dai parenti di lei". Altrettanto ovviamente. Ah, la Morte! Col nostro pubblico particolare, sarà una esperienza senza precedenti... Nella calma assordante della risacca, gli occhi di Barbara si illuminano, quando fa risvegliare il vento, nell'esatto momento dell'omicidio messo in scena. Faccio il mio primo passo di danza, mimando il corpo trafitto su una quinta posizione a cascare, che diventa una lenta caduta soffocata in un urlo. Lascio che il vento faccia sussurrare i tessuti e tintinnare i metalli, battiti di cuore sublimati in una vita fittizia che termina vigliaccamente, io stessa stesa come un cadavere ancora sussultante di respiro. Barbara fa esplodere una musica dal nulla, alzandosi in piedi come una dea della misericordia, richiamando la "mia" anima al cielo, prima che precipiti, negletta, nell'oblio abissale della vendetta. Faccio allora vibrare una nota nella mia gola, strappando finalmente la musica alla forzata timidezza della mia voce, proprio quando il suono evocato da Barbara si spegne e lei intesse una nuova malia. Quattro fiammelle iridiscenti deflagrano attorno a me, bagliori diafani che civettano attorno a me, angeli metaforici di questa nostra pantomima improvvisata. Canto e ballo si confondono, i miei passi riverberati nel tremolio delle luci. L'anima si lega alla terra e l'amore ancora i cuori, il ballo che palpita improvvisamente furioso, soffocando il canto, mentre una nuova melodia appare dal nulla, un battito d'occhi di imprevista malinconia. Cado nuovamente a terra ed improvvisamente il nostro mondo scompare agli occhi di chi ci osserva. Uno, due, tre secondi, battendo mani e piedi a tempo. Il mio tempo. Nascosta alla vista dal potere della mia accompagnatrice, preparo il terzo movimento, la terza alternanza. Dal nulla silenzioso, un corteggiamento di note si spande: voce femminile in estesi acuti e corde suonate su bassa tonalità, a contraltare maschile modellato dal suono. Seduta sul pavimento, mani a far parlare il liuto, compaio senza preavviso, in ribaltato parallelismo: il racconto si dipana verso la sua conclusione, inevitabile, e quando infine il sonno eterno unisce gli amanti nuovamente felici, anche coreografia e scenografia si fondono... Insceno una Danse Macabre senza contraddittorio, un passo-a-due letale in cui interpreto entrambi i ballerini, frementi di mesta letizia. E quando, in ultimo, la musica cessa, è Barbara ad ucciderla, in lingue di fiamma taglienti e misericordiose. Amore e morte, ovviamente.

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