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Landar

Circolo degli Antichi
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  1. Azrakar (Red Sand) Siamo nel vivo della lotta. Sembro lucido. Lo sono. Ma la mia furia mi isola dal resto. Assorbo il colpo dell'ogre continuando a guardarlo dritto negli occhi. Senza fare alcuna piega. È sorpreso ma non me ne avvedo. Mantengo quel velo di superiorità che ho instaurato colpendolo più duramente di quanto abbia fatto lui con me. Non mi accorgo di cosa sta accadendo attorno. Percepisco il quadrello grosso come un giavellotto che mi sibila accanto all'orecchio destro come fosse un soffio. La mia arma serve a rompere ossa. Sfondare crani. Spezzare arti. È una proiezione delle mie braccia. Della mia volontà. Mi sposto ingaggiando l'altro bestione. Carico il trikal facendolo volteggiare sopra la mia testa. Scateno ancora la mia forza. Lucida. Impetuosa. Master @Black Lotus
  2. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh "Bene." dico quasi divertito dal dramma messo su dall'alchimista e da Zarath. Concordando quasi in toto con le parole del tiefling. "Non ci voleva molto." tendo a difenderlo. Strano. Siamo agli antipodi. Nemesi l'uno dell'altro. La sua schiettezza. Il suo pragmatismo. Mi piacciono. "Oppure quegli occhi non sono fatti di fango. Ma sono laghi cristallini, ora increspati e intorpiditi da inutili dettagli." prendo il catalizzatore con delicatezza se il Mastro Alchimista me lo lascia "Il dono della sintesi è tra i più preziosi." E lascio che risponda alle richieste degli altri.
  3. Arkyn K'Aarna La scena scorre veloce. La mente è colpita da una fitta inarrestabile. Le parole della creatura, demone o diavolo che sia, sono spine acuminate. Resisto. Non faccio una piega. Immagino la scena da fuori. Silenzio. Scambio di sguardi. Cambi di espressioni. Solo il rumore dell'acqua. Mi calmo. Lascio andare la corda, le catene animate prendono il suo posto. Non provo nulla per la fine dei mercenari. Chissà se una manciata di monete d'oro valeva tutta questa pena. Valeva la morte. Non credo. Lascio ancora scorrere il tempo. Fino a quando l'entità non scompare oltre le tenebre della torre. Torre che ora è nostra. Di diritto. Per il sangue versato. Per i sacrifici fatti. Guardo Tiburzia. Poi Lorelai. Soprattutto la shadar-kai. Perché non trattare. Perché non comprendere di più. Sicuramente quella creatura di chissà quale piano avrebbe trovato divertente un minimo di contraddittorio. Scuoto il capo. Lascio che le lacrime di Lorelai lavino via il pensiero dell'errore commesso. Nulla è più prezioso del dolore e delle esperienze, che ti hanno reso così forte. Annuisco guardando Tiburzia. Già pronta a concludere il patto con le creature del bosco. "Andiamo." avanzo calpestando il terreno bagnato dal sangue dei mercenari.
  4. Keothi Mi avvicino subito ai soldati. Cerco di capire se possono essere curati, rianimati o se sono proprio... andati. Quando ne constato la morte accarezzo le loro teste e chiudo i loro occhi. Li avevo visti spesso adoperarsi per fare del loro meglio in questo stato di crisi. Ne sono davvero rattristato. Ricordo uno di loro avesse anche famiglia. Uccisi da un... fantasma. Recito una breve preghiera per loro. "Mi sembra una buona idea Brak." stavo chiaramente ascoltando quel che dicevano i miei compagni.
  5. Azrakar (Red Sand) L’ogre con le catene. Quello pericoloso. Ha detto Nahil. Inspirando lentamente, lascio che l’aria riempia i polmoni fino a far bruciare il petto. Poi la rabbia arriva. Non come una bestia impazzita. Ma fredda. Lucida. Affilata. Nelle arene di Urik ho combattuto creature peggiori di questi ogre. Li ho visti strappare uomini a metà tra le urla della folla. Li ho uccisi sotto il sole cremisi di Athas mentre il sangue evaporava sulla sabbia rovente. Mostri enormi, forti abbastanza da spezzare ossa con una mano sola… ma lenti. Sempre lenti. E io ho imparato a ucciderli. Ora lo faccio solo per la causa. Per sopravvivere. La rabbia mi aiuta a soffocare, cancellare i ricordi di quando uccidevo per il divertimento altrui. Scatto fuori dal riparo mentre il fuoco lasciato da Sargon ancora danza nella caverna. Le fiamme illuminano il mio corpo coperto di cicatrici e il trikal si solleva con un sibilo sinistro. I miei passi sono rapidi, controllati, quasi silenziosi nonostante la massa del mio corpo. Non gli lascio il tempo di reagire. Il primo colpo del trikal cala dall’alto verso il cranio della creatura, brutale, abbastanza potente da piegare il collo di un giovane mekillot. Spero faccia altrettanto con lui. Subito dopo ruoto l’arma sfruttando il peso della testa ossuta e la velocità accumulata: il secondo attacco punta al braccio dominante, ai muscoli e alle giunture che muovono le catene. Non voglio solo ferirlo. Voglio spezzarne la capacità di combattere. E mentre il trikal affonda, sollevo lo sguardo verso l’ogre. Nei miei occhi non c’è furia cieca. C’è dolore. Un dolore antico, sepolto sotto anni di arena, schiavitù e sangue. Per un istante, l’arma nelle mie mani sembra diventare più pesante. Come se tutta la rabbia di Athas gravasse sulle sue lame. Master @Black Lotus
  6. Aelor Valor Sempre stando ben attento a non fare alcun rumore indico una direzione. In quel punto la vegetazione si fa più fitta. Volte di intrecci verdi e marroni sovrastano il basso argine. Quindi parlo a bassissima voce "Proviamo ad andare avanti per un po'. Ci sarà un altro passaggio. Altrimenti ci fermiamo e prepariamo un agguato."
  7. Ajantis Shade Allargo le braccia. Continuo ad osservare le reazioni del liquido. I movimenti lenti e pigri del vermone. Ascolto Taita e annuisco in silenzio. "Sì. Esploriamo." provo a seguire il percorso fatto dal liquido. Determinarlo in qualche modo. "Seguiamo la catena di lavorazione." non a ritroso, i vari tunnel portano il liquido nel pozzo Ma poi dove va a finire?
  8. Keothi Non dico nulla. Non fiato. Mi volto verso la direzione della sorgente del frastuono. Inizio a correre assieme agli altri. Solo quando ormai siamo prossimo al luogo dello scontro invoco gli spiriti per venire in mio soccorso. Master @Alonewolf87
  9. Kragor Fiammoscura Guardo gli altri come a chiedere la chiusura dell'accordo. Non ho interesse ad ammazzarli o vederli soffrire. Il mio unico obiettivo è avere l'informazione di cui necessito. Tuttavia il druido anziano è molto pericoloso. Il nostro compito è facilitare l'avanzata delle armate orchesche e lui potrebbe avere le carte per rallentarla. Scuoto il capo. Gli occhi si posano brevemente sull'anziano "Posso trovarne altri di voi. Altri che moriranno dopo non avermi dato le risposte che cerco. O che vivranno magari." la voce si fa più bassa mentre torno a guardare la barda sotto la pesante testa di maglio di Lethe. Le mie parole sono sempre rivolte però al vecchio druido. "Diglielo. Ormai sei vecchio... la sua vita vale forse la tua? Lei viva. Per le risposte che cerco. O tutti morti." lui doveva convincerla o sarebbe stato tempo perso per noi... forse non per tutti, e una totale disfatta per loro.
  10. Thurin Nano Guerriero Saggiamente Elyndra è del mio stesso avviso. Soddisfatto inizio già a prepararmi per prendere la via, seppur infangata e poco agibile, che va verso sud. Verso la nostra meta. Quando Arthur mi fa una domanda... insolita, inutile. "Riscendiamo e prendiamo la via verso sud." allargo le braccia "Conoscere roccia e montagna ora serve a poco ma aggra..." sto per dire qualche cosa di burbero e poco simpatico ma mi fermo, levandomi anche dalla testa l'immagine dell'eccessiva confidenza che si è concesso il ragazzino nei confronti della druida "riprendiamo le imbracature e caliamoci giù."
  11. Kragor Fiammoscura Guardo l'anziano druido nel tentativo di capire se ho a che fare con una troppo furba o troppo stupida. Torno a piantare gli occhi ambrati su di lei. Sembrano quasi fiammeggiare. "Sarò chiaro." breve pausa "Il vecchio ha chiesto di farti vivere. Questo vuole. Dimmi quello che sai, spero sia quantomeno soddisfacente." Master @Voignar
  12. Arkyn K'Aarna Il rumore della sbarra che si ritrae mi attraversa la schiena come un coltello passato lentamente tra le vertebre. Rimango immobile, una mano ancora stretta sull’elsa, l'altra tiene la corda. Gli occhi fissi sul portone mentre l’odore di olio minerale e sangue vecchio cola fuori dalla torre insieme all’oscurità. Poi lei emerge. E per un istante dimentico persino di respirare. Non ho mai visto qualcosa del genere. Non nei racconti dei saggi del Castello d'Onice, non nei templi crollati della mia terra, non nei sussurri dei morti che a volte si aggrappano ai sogni dei componenti della nostra dannata famiglia. Quella non è una creatura nata. È costruita. Forgiata. Cucita assieme a dolore, metallo e volontà. Ma di propria mano. Osservo le catene muoversi sopra la sua pelle come una colonia vivente. Ogni uncino, ogni frammento di ferro sembra avere una funzione precisa, quasi rituale. Non è un'armatura. Non è una prigione. Gli uomini morti che trascina sembrano irrilevanti quanto mantelli consumati. E questo, più della minaccia stessa, mi inquieta. Quando la sua voce mi entra nella mente irrigidisco appena la mascella. Non sento alcun suono. Nessuna vibrazione nell’aria. Nessun eco nella caverna. Eppure quelle parole mi scorrono dentro il cranio come lame immerse nell’acqua. Istintivamente porto due dita alla tempia, infastidito più dalla sensazione che dalla paura "...detesto quando le creature extraplanari saltano direttamente la cortesia delle orecchie." Mormoro piano, quasi tra me e me. Mi sente. Sicuramente. La mia è ironia. Potrebbe offendersi. Il mio sguardo però non lascia mai il suo occhio ambrato. Non sta parlando. Sta incidendo concetti nella mente. E quello... quello è molto peggio. La studio mentre parla. Il modo in cui inclina il capo. Il modo in cui osserva Tiburzia e Lorelai. Il modo in cui pronuncia la parola tributo. No. Non vuole semplicemente carne. Vuole significato. Dolore. Memoria. Legami. Volontà. Qualcosa che abbia peso abbastanza da attraversare i piani. Quando Lorelai si fa avanti offrendo le sue pene socchiudo lentamente gli occhi. Quando Tiburzia offre la propria energia vitale... lascio uscire un respiro incredulo dal naso. Guardo entrambe in silenzio per alcuni secondi. Poi volto appena il capo verso i prigionieri legati ai miei piedi, ancora vivi, ancora terrorizzati. "...straordinario." La mia voce è calma. Fin troppo calma. "Abbiamo mercenari pronti per essere sacrificati, uomini che hanno devastato foreste, torturato innocenti e imprigionato... qualunque cosa sia questa creatura." Indico lentamente la figura fatta di catene. "E voi due avete deciso di offrirle direttamente pezzi della vostra anima." Scuoto appena il capo, quasi divertito. "Nella mia terra questo verrebbe considerato o incredibilmente nobile... o sintomo di una grave febbre." Mi piego leggermente verso uno dei prigionieri, afferrandolo per i capelli e costringendolo a guardare la creatura. "Vedete? Questo invece è un tributo pratico. Economico. Poco elegante forse, ma impersonale." Alzo di nuovo lo sguardo verso l’entità. La osservo con curiosità autentica ora, quasi dimenticando il pericolo. "Ne siete... affascinate." Inclino appena il capo. Guardo Lorelai forse in un ultimo tentativo di convincerle a desistere "Tu vedi un'ancora di salvezza forse." Un sorriso sottile attraversa il mio volto "Prendili. Tu, o le driadi. Il loro destino con entrambi era segnato." Questa volta è un pensiero. Ma gli altri mi vedono offrire la cima della corda alla creatura. La mia non è paura. Non è riverenza. È pragmatismo. Master @Dardan
  13. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Di nuovo raggiungiamo la "tana" dell'alchimista. Stessi odori. Il naso pizzica. Stesse sensazioni. Brividi lungo la schiena. Mi guardo di nuovo attorno sperando di notare cose nuove. Sperando di vedere il catalizzatore già pronto sul bancone. D'altronde lui sapeva e le sue parole sono ancora una volta... troppe. Vuote. Saluto con un cenno del capo. Non ne aggiungo altre invece a quelle di Fiore. Certo avrebbe potuto evitare la parte del prezzo.
  14. Thurin Nano Guerriero Ero certo Gorthak non ci sarebbe stato di aiuto. Le sue parole sembravano sagge. Non lo erano. Troppi pregiudizi nel sua mente e nel suo cuore. Come molti nani. Non commento in alcun modo le sue ultime frasi. Alla fine, ringrazio Arthur per averci aiutati a comprenderlo però. Lo osservo allontanarsi. Poi lo sguardo si sposta all'esterno. Una veloce panoramica. "Dico di andare dritti a Sud." sembro guardare l'orizzonte, la pioggia calmarsi e il cielo divenire grigio da plumbeo come era "La Vecchia Strada sarà lenta, poco praticabile, faticosa. Ma è la nostra direzione."
  15. Kragor Fiammoscura La parlantina isterica del giovane druido è fastidiosa. Ma utile. Tutto però scompare quando scorgo quel sussulto della barda. L'avevo data per spacciata. Quella di Lethe era l'ultima pesante minaccia prima della sua inevitabile morte. Destino ha però voluto che lei, sopravvivesse. E parlasse. Mi avvicino alla donna lentamente. Il mio volto a pochi centimetri dal suo. Il maglio della goliath sopra entrambe le nostre teste. Il mio fiato, quasi bollente, in questo istante dal lontano afrore di zolfo, soffia sulla sua pelle liscia. "Dimmi tutto quello che sai. E il vecchio... sarà accontentato." le parole escono crude. Feroci. Per la ragazza non vi è scelta. O parla. O muore. Più mi fa aspettare. Più la sua morte sarà lenta e atroce.
  16. Thurin Nano Guerriero Stanno usando quella parola troppe volte. Potrebbe capirla e infastidirsi. Mi auguro, data l'antipatia, non ne conosca il termine nella lingua comune. Scuoto il capo mentre magio. La richiesta di Eryn è però saggia. Far intendere al goliath che i tremori con molta probabilità non dipendono dalla natura, o dall'ira del vulcano, ma dalla magia oscura potrebbe cambiare i suoi pensieri. E quando comprendo che Arthur sta esprimendo questi concetti annuisco. E rafforzo la tesi "Noi Nani parliamo con le montagne. Percepiamo il loro respiro. Quel che è successo non è naturale, è magia... oscura. O qualche artefatto maledetto."
  17. TdS

    Landar ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    ma perché? al limite possiamo chiedere loro di aiutarci. O chiedere loro se è qualche cosa che era stato sottratto dallo stregone in passato e se serve al bosco. In ogni caso quest'oggetto è ovvio sia roba grossa. lasciarlo qui è un peccato.
  18. Azrakar (Red Sand) Ascolto il rapporto senza interrompere nessuno. Tre ogre. Tunnel scavati nella pietra. Altre creature in arrivo. Troppi nemici in spazi stretti. Incrocio lentamente le braccia al petto mentre gli altri parlano. Lo sguardo passa da Ramek a Tareq, poi verso la galleria. "Combattere divisi aumenta il rischio." La mia voce è bassa, ruvida di sabbia. "Ma aspettare lo aumenta ancora di più." Resto in silenzio per un istante, riflettendo sui tunnel descritti da Ramek. Creature che scavano la roccia. Predatori. Bestie da imboscata. Non è il genere di nemico che preferisco affrontare. "Mi adatto." dico infine. "Ma combatto meglio contro chi ha bracce e gambe." Sto per offrirmi per gli ogre quando il vento irrompe nella grotta. La tempesta. La sabbia danza nell’aria come cenere rossa mentre la figura compare oltre le tende. Istintivamente la mia mano scivola verso l’arma, ma il gesto di Tareq basta a fermarmi. Osservo il nuovo arrivato senza parlare. Solo. Nel cuore della tempesta. O è folle… oppure il deserto lo riconosce come uno dei suoi figli. Gli occhi color ambra. Il silenzio innaturale. Il modo in cui Tareq lo accoglie. Questo basta. Non mi interessa il passato di un uomo finché combatte dalla mia parte. Quando le presentazioni terminano, inclino appena il capo verso di lui. "Azrakar." Nient’altro. Anche lui non parla. Evidentemente non può. Ma ho sentito il suo nome. E la sua volontà. Mi piace il silenzio. Apprezzo che non sprecherà fiato in parole vuote. Poi torno a guardare Tareq, immobile come pietra consumata dal vento, aspettando la decisione finale e la divisione dei gruppi. tutti
  19. Aelor Valor La nostra posizione defilata ci permette di osservare l'arrivo dei nostri... 'nemici'. O potenziali tali. Incrocio gli sguardi delle due ragazze. Non posso ora descrivere la scena a Nihnel. Non intendo rischiare di essere uditi. Le poggio però una mano sulla spalla. Quasi a farle percepire l'intensità del momento. Quindi mi guardo attorno velocemente in cerca di una "strada" sicura, nascosta. Dove celare le nostre tracce. Dove preparare un'imboscata e ribaltare la situazione numerica a nostro vantaggio.
  20. Landar ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Shamàsh Annuisco alle parole di Valeria. Seguo ogni dettaglio con grande attenzione. Vedo gli altri, saggi, annotare tutto quanto. Io provo a tenere a mente le informazioni importanti. Catalizzatore da Vesper per l'Ancora di Ferro. Recuperare la Linfa prima di arrestare le vibrazioni del Monolite con gli scalpelli. Infine alla Selva delle Querce Nere. "Spero non abbia il coraggio di chiederci altro. Mi sembra anche lui bisognoso di mutare le cose in questo modo. D'altronde dovrebbe essere uno dei maggiori promotori del mutamento." concludo riferendomi all'accenno di Fiore sulle possibili richieste dell'alchimista. "Andiamo."
  21. TdS

    Landar ha risposto a Dardan a un discussione Topic di servizio in Adventure Quest
    Abbiamo ammazzato i mercenari perché ci volevano costringere a parlare legandoci e interrogandoci. Almeno questo mi è parso di capire che non andasse a genio a Lorelai (e così era anche per Akryn). Non perché ci volevano mandare sotto, l'idea per loro era al momento abbandonata. Sotto c'è "l'oggetto del desiderio" di un facoltoso tizio o addirittura di un Regno che potrebbe per noi essere importante merce di scambio in futuro. Blocchiamo sto mulino che sta scavando, cerchiamo di capire bene il perché degli scavi oltre all'oggetto (magari c'è un altro passaggio). Poi riguardo alle "bestie", beh il crollo magari in qualche modo le ha fracassate o indebolite.
  22. Kragor Fiammoscura Evidentemente a Lethe quel piagnucolio reca grande disturbo. Quando vedo il maglio calare capisco che la donna ha il destino segnato. E quando, fatale, arriva torno a guardare l'anziano. "L'avresti salvata... non rimproverando quel giovane che al contrario tuo, ha compreso ogni cosa. Non mi interessa cosa gli hai detto, il tuo disprezzo nei suoi confronti è pari solamente alla tua stupidità. Entrambi evidenti." Faccio qualche passo avanti. Lentamente. Avanzo pesante. Ineluttabile. "Dicci dove è quel luogo. Dimmi dove sono i tre frassini e... forse... potrai correre dall'arcidruido e avvertirlo del nostro arrivo." lo sguardo fa però intendere cosa succede se le sue risposte sono insoddisfacenti.
  23. Arkyn K'Aarna La torre-mulino, tetra come l'avevamo lasciata, è incoronata da una magnifica volta celeste con due pinnacoli di fuoco vivo. L'apertura, l'aria che scende, è una manna dopo le ore passate sotto terra e il veloce ma aspro combattimento. Raggiunto il portone, sembra subito comprensibile a tutti noi che gli uomini sotto il comando della Giullare non sono tutti nelle nostre mani. Faccio qualche passo avanti, sollevando lo scudo pronto a subire il fuoco nemico. La mia voce si solleva imperiosa infrangendosi sulle mura per filtrare attraverso quelle fessure dalle quali sembrano osservarci e... ascoltarci. "Aprite! Ora!" Grido scuotendo la corda che tiene legati i prigionieri per dare forza alle mie parole. Master @Dardan
  24. Gudrod Man O'War

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