DM Forse quello con il quale Vranthis ha a che fare è un coniglio particolarmente succulento, forse è il fatto di trovarsi sottovento o forse per merito dell’esperienza di Donkey, fatto sta che sotto l’egida del ladro benedetto dal potere divino di Tharizdun, il quartetto (più una Briar tremante di terrore) riesce ad allontanarsi dal sottobosco, mettendo sempre più metri tra loro e il drago verde, trovandosi ben presto ad accelerare quando la distanza di sicurezza viene raggiunta, con Skunk che può finalmente guidare il gruppo fuori da quella piccola, ma inospitale vallata. Una volta usciti dal regno di quel venefico predatore, fatto riconosciuto dall’aria ora più respirabile, il gruppo può finalmente tirare un sospiro di sollievo e dirigersi verso Rastor. I pochi giorni mancanti, per fortuna dei cinque (considerata anche la prigioniera) passano tranquilli e infine, in una prima mattina nebbiosa, i prescelti giungono finalmente in vista del loro primo obiettivo. Mentre si avvicinano all'inizio del borgo di Rastor, ai piedi dell'antico vulcano ormai spento noto come Stalagos – una massa imponente di roccia scura che si erge come una sentinella minacciosa contro il cielo –, notano che la strada si restringe in un sentiero polveroso e irregolare. Le prime strutture appaiono rozze e fatiscenti: casupole di legno e pietra ammassate l'una sull'altra, con tetti inclinati coperti di muschio e paglia umida. L'aria è impregnata di un odore acre di fumo, sudore e qualcosa di più selvatico, forse carne arrostita o erbe bruciate. Figure indistinte si muovono tra le ombre delle abitazioni – umani trasandati, mezz'orchi muscolosi con pelli grezze addosso, e qualche gnomo che sgattaiola via rapido – e li squadrano con sguardi sospettosi, senza fermarsi. Un posto di gogna rozzo, con un cappio penzolante, domina l'ingresso, un monito silenzioso per chi osa disturbare la quiete precaria di questo luogo. Il borgo sembra un covo di opportunisti, dove il commercio illegale aleggia come una nebbia, e sentono il peso di occhi invisibili che li seguono, valutando se siano prede o alleati potenziali. Vista del gruppo sul borgo di Rastor (nello sfondo lo Stalagos) Come ricordato molte volte da Mahrh, Tharizdun (come molte altre divinità) non è certo lì pronto a fornire consigli e suggerimenti. I fedeli non vanno presi per mano e condotti a compiere le loro gesta come fossero bambini. Le possibilità del gruppo, ora, sono completamente sulle spalle dei quattro. Ma è chiaro che il clima può essere prolifico di opportunità. Già il fatto di non essere scacciati a vista è molto più di quanto gli abitanti di Boggerton non siano abituati a vivere e varie voci che il gruppo può udire apre a nuove possibilità. Ho bisogno della mia dose, dov’è Tal? Mi cominciano già a tremare le mani… dichiara un contadino, ringhiando, a un collega Quei nani amici di Rerrid che sono arrivati un mese fa per esplorare lo Stalagos… ne hai saputo più nulla? domanda un mercante, ricevendo da un suo cliente la risposta Sì, settimana scorsa sono venuti a prendere provviste. Lui gliele ha benedette. Penso vogliano installarsi ed esplorare tutta la caldera attorno al lago centrale, nonostante i mostri. Un pescatore che sta tornando con una rete di pesci, dichiara a una anziana Berta, io te lo dico. Secondo me ci sono degli uomini rana vicino allo Stalagos! Una coppia di bambini corre ridendo, spintonandosi mentre giocano a “Ce l’hai” (gioco rinomatamente conosciuto per la sua violenza) Ce l’hai! Ah! Diventerò un cacciatore forte come Verg! Chiederò agli orchi della tribù vicina di addestrarmi! Prima di scappare dal suo inferocito compagno di giochi. Quindi quella piromane è stata arrestata, vero? domanda una vecchia con il fazzoletto in testa a un'altra comare Bene, non abbiamo bisogno di pazze, qua! In lontananza una struttura sgangherata con l’insegna sbiadita e la scritta “La Loggia Grigia” sembra essere l’unica taverna in paese. X tutti Checkpoint nella notte tra il 28 e il 29 gennaio. Role libera.