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Crawford rivela le razze presenti in Eberron: Rising from the last War

Attraverso il suo account Twitter, il Lead Designer Jeremy Crawford ha deciso di rivelare quali razze giocabili appariranno in Eberron: Rising from the Last War, il primo manuale ufficiale cartaceo su Eberron per la 5e in uscita il 19 Novembre 2019.
Le vere e proprie nuove Razze saranno:
Warfarged (Forgiati) Changelings (Cangianti) Kalashtar Shifters (Morfici) Nel manuale, inoltre, compariranno anche le versioni giocabili di:
Goblin Bugbear Hobgoblin Orchi (in un altro Tweet, Crawford chiarisce che gli Orchi di Eberron saranno leggermente diversi rispetto a quelli pubblicati in Volo's Guide to Monsters)
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Eberron: Rising from the Last War arriva a Novembre!

La Wizards of the Coast ha rivelato la data di uscita e il prezzo del primo manule d'ambientazione collegato a uno dei setting classici di D&D. Si tratta di Eberron: Rising from the Last War, specificatamente descritto come un "D&D Campaign setting and adventure book" (manuale d'ambientazione e d'avventura). Il manuale in lingua inglese uscirà il 19 Novembre 2019 al prezzo di 49,95 dollari (non sono ancora noti data di uscita e prezzo della versione italiana) e conterrà, oltre alle informazioni generali sul mondo di Eberron e un approfondimento dedicato alla città di Sharn, una campagna d'avventura ambientata nella regione del Mournland, nuove opzioni per PG, (tra cui la nuova Classe dell'Artefice e i Marchi del Drago), navi volanti, la nuova regola del Group Patron (un Background per il gruppo intero) e molto altro ancora.
Qui di seguito trovate la descrizione ufficiale di Eberron: Rising from the Last War, mentre in fondo all'articolo vi mostriamo la copertina standard del nuovo manuale e quella speciale della versione limitata (per ingrandire le immagini cliccate su di esse).
 
Eberron: Rising from the Last War
Esplorate le terre di Eberron in questo supplemento di campagna per il più grande gioco di ruolo al mondo.
Che sia a bordo di di una nave volante o della cabina di un treno, imbarcatevi in una emozionante avventura avvolta nell'intrigo! Scoprite segreti sepolti per anni da una guerra devastante, nella quale armi alimentate dalla magia hanno minacciato un intero continente.
Nel mondo post-bellico la magia pervade la vita di ogni giorno e persone di ogni sorta si riversano in Sharn, una città di meraviglie dove i grattacieli squarciano le nubi. Troverete la vostra fortuna nelle squallide strade cittadine oppure rovisterete gli infestati campi di battaglia alla ricerca dei loro segreti? Vi unirete alle potenti Case dei Marchi del Drago, spietate famiglie che controllano tutte le nazioni? Cercherete la verità in qualità di reporter di un giornale, di un ricercatore universitario o di una spia governativa? Oppure forgerete un destino in grado di sfidare le cicatrici della guerra?
Questo manuale garantisce strumenti di cui sia i giocatori che il Dungeon Master hanno bisogno per esplorare il mondo di Eberron, inclusi la Classe dell'Artefice - un maestro delle invenzioni magiche - e mostri creati da antiche forze belligeranti. Eberron entrerà in una nuova era di prosperità o l'ombra della guerra discenderà su di esso ancora una volta?
Una completa guida di campagna per Eberron, un mondo dilaniato dalla guerra e armato da tecnologia alimentata dalla magia, da uno dei titoli più venduti sul DMs Guild: Wayfarer's Guide to Eberron. Una veloce immersione nelle vostre avventure pulp grazie all'utilizzo dei luoghi d'avventura facili da usare e creati per il manuale, contenenti mappe di treni lampo (lightning trains), navi volanti, castelli fluttuanti, grattacieli e molto altro. Esplorate Sharn, una città di grattacieli, navi volanti e intrighi in stile noir, e crocevia per le genti del mondo sconvolte dalla guerra. Include una campagna per personaggi interessati ad avventurarsi nel Mournland. Giocate l'Artefice, la prima classe ufficiale ad essere rilasciata per la 5a Edizione di D&D dall'uscita del Manuale del Gioatore. L'Artefice fonde magia e invenzione per creare oggetti meravigliosi. Create il vostro personaggio usando un nuovo elemento di gioco: il Patrono di Gruppo (Group Patron), un Background per tutto il gruppo. 16 nuove razze/sottorazze - il numero più alto rispetto a quelle pubblicate fin ora negli altri manuali di D&D - in cui sono inclusi i Marchi del Drago, che trasformano magicamente certi membri delle razze del Manuale del Giocatore. Affrontate mostri orrorifici nati dalle guerre più devastanti del mondo. DETTAGLI DEL PRODOTTO
Lingua: inglese
Prezzo: 49,95 dollari
Data di uscita: 19 Novembre 2019
Formato: Copertina rigida


Link alla pagina ufficiale del prodotto: https://dnd.wizards.com/products/tabletop-games/rpg-products/eberron
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Il Barbaro e il Monaco

Articolo di Ben Petrisor, con Dan Dillion e F. Wesley Schneider - 15 Agosto 2019
Nota: le traduzioni dei nomi delle meccaniche citate in questo articolo sono non ufficiali.
Questa settimana due Classi, il Barbaro e il Monaco, scoprono nuove possibilità da playtestare. Il Barbaro riceve un nuovo Cammino Primordiale: il Cammino dell'Anima Selvaggia (Path of the Wild Soul). Nel frattempo il Monaco ottiene una nuova Tradizione Monastica: la Via del Sè Astrale (the Way of the Astral Self). Vi invitiamo a dare una lettura a queste Sottoclassi, a provarle in gioco e a farci sapere cosa ne pensate. Tenete d'occhio il sito di D&D per un nuovo sondaggio e fateci sapere in quest'ultimo cosa ne pensate dell'Arcani Rivelati di oggi.
Questo è Materiale da Playtest
Il materiale degli Arcani Rivelati è presentato allo scopo di effettuarne il playtesting e di stimolare la vostra immaginazione. Queste meccaniche di gioco sono ancora delle bozze, usabili nelle vostre campagne ma non ancora forgiate tramite playtest e iterazioni ripetute. Non sono ufficialmente parte del gioco. Per queste ragioni, il materiale presentato in questa rubrica non è legale per gli eventi del D&D Adventurers League.
Arcani rivelati: il barbaro e il monaco
Link all'articolo originale: https://dnd.wizards.com/articles/unearthed-arcana/barbarian-and-monk
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Intervista a Massimo Bianchini di Asmodee Italia su D&D 5e

Massimo Bianchini, Country Manager di Asmodee Italia e dal 1997 una delle principali teste dietro alla traduzione dei manuali di D&D, ha di recente rilasciato un'intervista al sito Tom's Hardware, grazie alla quale possiamo farci un'idea più chiara sul modo in cui la Asmodee Italia gestisce la localizzazione di D&D 5e in italiano e su cosa possiamo aspettarci per il prossimo futuro.
L'intera intervista è disponibile sul sito Tom's Hardware, mentre qui di seguito potrete trovare alcuni estratti riguardanti specificatamente D&D 5e.
Grazie a @Checco per la segnalazione.
 
In questa epoca di ritorno in auge del gioco di ruolo Asmodee si è “portata a casa” uno dei prodotti più noti e diffusi sul mercato: Dungeons & Dragons. Come sta andando la linea editoriale?
Sta andando molto bene, e anche Wizards of the Coast e Gale Force 9 sembrano molto contente di quanto stiamo sviluppando sul mercato. Non c’è la certezza assoluta, ma in base alle informazioni di cui siamo in possesso, l’italiano è la seconda lingua in cui vengono venduti più manuali al mondo (dopo ovviamente l’inglese)!
La domanda più “pressante” e diffusa nella community dei giocatori di D&D è: “quando esce il modulo X?” “qual è la linea editoriale per raggiungere le pubblicazioni USA?”. Cosa possiamo rispondere in merito? Wizards of The Coast ha “ingranato la quinta” nella velocità di lancio di prodotti… come riuscirete a stare al passo?
L’accelerazione da parte di Wizards of the Coast si è verificata nel corso dell’ultimo anno e al momento stiamo cercando delle contromisure per riuscire a stare al passo. L’idea iniziale era quella di seguire la schedule di uscite originale con l’inserimento in semi-contemporanea delle novità più importanti dell’anno. Ed effettivamente, almeno inizialmente, eravamo riusciti a recuperare “tempo”: la nostra frequenza di uscite era più alta rispetto a quella delle uscite americane.
Purtroppo ora non è più così: il successo world-wide di D&D ha dato un impulso pazzesco alle produzioni americane e stiamo cercando con tutte le nostre forze di tenere il ritmo. Occorre anche dire che alcuni accessori prodotti da Gale Force 9 (come gli schermi del DM dedicati alle campagne o le carte incantesimo, oggetti magici e dei mostri) sono produzioni aggiuntive che portano via risorse, e che vanno ad aggiungersi alla realizzazione dei manuali. (E bisogna anche aggiungere che il gioco da tavolo del Dungeon del Mago Folle, in uscita a fine anno, è andato in coda alla produzione: lo staff che se ne occupa, per ovvie esigenze di coerenza, è lo stesso).
Il discorso generale è che è molto difficile lavorare su prodotti in maniera che non presentino errori di traduzione, e come si può immaginare ciò porta via molto tempo. In ogni caso, pur essendo partiti in ritardo rispetto alle edizioni di altri paesi (Francia, Spagna o Germania, per nominarne qualcuno) siamo comunque in linea con il numero di uscite di questi ultimi.
Il mercato USA gode di numerose versioni “collector” dei vari volumi. Sarà possibile vedere qualcosa anche per il mercato italiano o i numeri attuali sono ancora lontani da permettere stampe di manuali in edizioni diverse?
Siamo in attesa, ormai da molti mesi, dell’autorizzazione alla pubblicazione di questi magnifici manuali “collector”, che sono molto richiesti e che speriamo prima o poi di riuscire a portare nei negozi.
D&D ricopre un posto particolare nella tua evoluzione sia di appassionato sia lavorativa. Da quanto segui il prodotto come “giocatore” e da quanto come “addetto ai lavori”? Quando hai saputo di avere “in casa” il gioco quali sono state le tue reazioni? Felicità o “terrore” per la fan base che avresti dovuto affrontare?
Considerando che il primo manuale che ho editato risale al 1997 (Manuale del Giocatore di AD&D Seconda Edizione) direi che la fase del “terrore” l’ho passata da un pezzo. Diciamo che per la Quinta Edizione ero un po’ preoccupato perché non avevo seguito molto le uscite in inglese dal 2014 in poi… Quando abbiamo ottenuto i diritti, nel 2017, ho dovuto rispolverare glossari e terminologie che non toccavo da molti anni (dal 2009, ultimo manuale che ho seguito per la Quarta Edizione), ma alla fin fine crediamo di avere svolto un buon lavoro.
Attualmente siamo arrivati alla sesta stampa, che consideriamo un bel traguardo! C’è da dire che ho curato solamente la pubblicazione del Manuale del Giocatore, per tutte le altre uscite mi sono avvalso di una mia collaboratrice storica molto in gamba, Chiara Battistini, che sta seguendo tutta la produzione, lavorando sulla traduzione di un’altra pietra miliare del settore, Fiorenzo Delle Rupi.
Quanto del tuo bagaglio culturale e di esperienza troviamo nella attuale versione del gioco? Ti sei “portato dal passato” qualche glossario o elemento che avete utilizzato per mantenere una coerenza con le vecchie edizioni?
Ho una cartella “Glossari” creata più o meno nel millennio scorso, che ho (abbiamo) utilizzato nel corso di tutte le edizioni. In origine, cercammo di mantenere coerenza con la vecchia scatola rossa di D&D, pubblicata da Editrice Giochi, come ad esempio il mitico Dardo Incantato.
In linea di massima abbiamo sempre cercato di mantenere il massimo della coerenza possibile tra un’edizione e l’altra, anche nei termini più ricercati. Per esempio, nella Guida degli Avventurieri alla Costa della Spada, di prossima uscita, i termini geografici sono esattamente gli stessi della scatola base di Forgotten Realms di AD&D Seconda Edizione, pubblicata più di vent’anni fa!
Attualmente Asmodee attraverso Gale Force 9 detiene i diritti per la pubblicazione dei manuali cartacei e non quelli PDF. Il mercato sempre più sembra richiedere la vendita in bundle o anche singola per le versioni digitali… se si aprisse la possibilità secondo te il mercato italiano sarebbe una piazza interessante per questa tipologia di distribuzione?
Devo dire che nutro forti dubbi in merito, da noi la pirateria è ancora ampiamente diffusa, anche se capisco che sarebbe molto comodo avere la versione in pdf dei manuali per facilità di consultazione durante le sessioni di gioco. C’è da dire che è un problema che non si pone, dal momento che questa non è una decisione che spetta ad Asmodee Italia ma bensì a Wizards of the Coast.
Qualche numero sulla vendita di D&D in Italia? Siamo rimasti alle 10.000 copie del Manuale del Giocatore, qualche aggiornamento?
Al checkpoint di metà luglio siamo arrivati a 14.000 copie, ma il periodo migliore dell’anno è da settembre in poi.

Fonte: https://www.tomshw.it/culturapop/asmodee-dungeons-dragons-e-giochi-di-ruolo-intervista-a-massimo-bianchini/
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Le prime Anteprime di Pathfinder 2e: diversi mostri, la scheda del PG e altro

Pathfinder 2e uscirà in lingua inglese l'1 Agosto 2019, ovvero all'incirca fra una settimana (come vi avevamo scritto in un articolo, invece, la versione italiana dovrebbe arrivare intorno all'Aprile del 2020). Per l'occasione, dunque, la Paizo ha deciso di mostrare alcune anteprime tratte dai due manuali base, il Core e il Bestiario: la scheda del PG, alcuni estratti dalle sezioni per il DM, e le statistiche del Goblin, dello Scheletro, del Gremlin, del Gogiteth, e di numerose altre creature.
Troverete le anteprime infondo all'articolo: per ingrandire le immagini cliccate su di esse. Due versioni ad alta definizione della Scheda del PG, tuttavia, una delle quali progettata appositamente per la stampa, sono disponibili ai seguenti link:
❚ Scheda del PG di Pathfinder 2e colorata
❚ Scheda del PG B/N pensata per la stampa
Per visionare, invece, diverse altre anteprime sui mostri di Pathfinder 2e rispetto a quelle pubblicate in questo articolo, potete visitare questa pagina del sito della Paizo (anche in questo caso, cliccate sulle immagini per ingrandirle).











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    DnD tutte le edizioni D&D è Meglio di Facebook, Questo Secondo Il New York Times

    • Un articolo apparso sul New York Times mette a confronto D&D con certi social media, spiegando come il GdR sia uno strumento migliore di socializzazione.

    Articolo di J.R. Zambrano del 15 Aprile 2019

    D&D è dovunque in questo periodo, persino sul New York Times, che considera il gioco di ruolo come un modo migliore di socializzare rispetto alla maggior parte dei social media. L'esperienza individuale potrebbe variare.

    D&D è molte cose, per molte persone. Un gioco d’avventura pieno d’azione, tesori e mostri; un simulatore di intrighi pieno di piccoli gesti, cenni d’intesa, e incanti sussurrati; una distrazione dall’invadente sensazione che tutti coloro che vi circondano siano segretamente una colonia di ragni che stanno manipolando dei burattini composti dalle carni delle persone che conoscevate. E per un autore in particolare, è uno dei modi migliori per socializzare con i vostri amici. Viviamo davvero in un’età dell’oro per i giochi di ruolo. Diamo un’occhiata.

    Estratto dal New York Times

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    Annalee Newitz, giornalista scientifica, fondatrice di io9 e scrittrice ci racconta:

    Ho iniziato a giocare a Dungeons & Dragons all'incirca nel periodo in cui ho lasciato perdere completamente Facebook. È accaduto un po’ meno di un anno fa, quando uscirono le prime storie sullo scandalo di Cambridge Analytica. Ero stufa dell’idea di amicizia dei social media, definita come “Mi piace” o come “X conosce le stesse 50 persone che conosci tu”. Così, quando la mia amica Kate mi suggerì di iniziare una partita di Dungeons & Dragons, pensai: “Sì, andrò a stare faccia a faccia con delle persone, senza dare alcun cuore o fare dei retweet, e andremo a mangiare patatine e combattere quei maledetti cultisti che stanno cercando di far risorgere la malefica regina dei draghi a cinque teste Tiamat.”

    E per Newitz, D&D è stato un viaggio fatto di scoperte ed emozioni. Per riconnettersi con la “sensazione di pura meraviglia” che il gioco riesce a evocare in chiunque, che si abbiano 11 o 111 anni.

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    E tra le avventure contro il Culto del Drago di Tiamat, la Newitz ha scoperto che la vera essenza di Dungeons and Dragons erano gli amici conosciuti lungo la strada - come afferma lei stessa - specie quando si confrontano giochi come D&D con giochi online come World of Warcraft:

    Ciò che rende D&D diverso è che non possiamo mai dimenticare che ci sono degli esseri umani dietro agli avatar. Quando un membro del mio gruppo fa una scelta sbagliata, non posso guardarlo in faccia e gridargli contro degli insulti, come farei se stessimo giocando online. Lui è una persona, e mio amico, anche se ha inspiegabilmente deciso di aprire un baule che è palesemente una trappola esplosiva, di prendersi in faccia un getto di veleno e di farmi usare l'ultimo incantesimo di cura rimasto.

    E, come può dirvi chiunque abbia avuto a che fare faccia a faccia con le persone, c’è qualcosa di diverso nell’avere i vostri amici dentro la stanza con voi. Questo è il motivo per cui il multiplayer a schermo condiviso è uno degli ultimi bastioni della società civile nei giochi per console: se il vostro amico inizia a insultarvi, potete dargli un pugno nel braccio.

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    Mancando l’anonimato di internet, la presenza fisica di un’altra persona rende più facile entrare in empatia. Oltre a ciò, state tutti (almeno teoricamente) lavorando insieme per raggiungere un qualsivoglia obiettivo. La maggior parte delle campagne non prevede il combattimento giocatore contro giocatore, e l’interazione su scala ridotta della maggior parte dei gruppi di D&D comporta che si evitino alcuni dei peggiori lati dei social media.

    Inoltre, anche quando l’atmosfera si scalda durante il nostro gioco in D&D - e succede - nessuno di noi può vincere disponendo di 10.000 dei nostri “amici” per vessare la persona con cui non siamo d’accordo.

    Dubito che D&D sostituirà i social media nel futuro; però se ci proverete, vi prego di avvisare i vostri amici prima di mostrare loro le foto del vostro cane/bambino/gli ultimi sette pasti che avete mangiato. Tuttavia la Newitz solleva un punto interessante: invece di osservare semplici scorci della vita di altre persone, giochi come D&D ci permettono di sperimentare altre vite direttamente e questo è uno strumento potente. Potete leggere qui l’intero articolo del New York Times.

    Buone Avventure!


    Edited by Alonewolf87


    Article type: Approfondimenti
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    Recommended Comments

    State dicendo che socializzare dal vivo è più efficace di socializzare davanti ad uno schermo?

    Incredibile. 

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    5 minuti fa, MencaNico ha scritto:

    State dicendo che socializzare dal vivo è più efficace di socializzare davanti ad uno schermo?

    Incredibile. 

    Per molti non lo è. Per molti "socializzare" vuol dire mettere un "Like" o condividere la foto di un gatto o la prima fuffa che trovano senza nemmeno leggerla. 

    Il problema è che dietro a D&D e simili non c'è la massa di denaro che c'è dietro faccialibro e soci.

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    Una cosa a mio parere interessante ma che viene un po' sottodimensionata nell'articolo è che, in molti GdR (e quasi tutti i più noti e diffusi), l'aspetto della socializzazione è aiutato dalla struttura e dallo scopo del gioco: non è una situazione di competizione fra giocatori, ma un lavoro di gruppo. In questo senso, presenta alcuni dei vantaggi sociali del giocare ad uno sport di squadra, per altro in una situazione in cui la squadra degli "altri" è composta da creature immaginarie.

    Ho sempre pensato che questo aspetto dei giochi di ruolo (ovvero di una delle poche classi di giochi davvero di gruppo, in cui tutti i giocatori sono dallo stesso lato e non competono uno contro l'altro) sia sottovalutato quando si discute delle loro implicazioni sociali.

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    56 minuti fa, Albedo ha scritto:

    Per molti non lo è. Per molti "socializzare" vuol dire mettere un "Like" o condividere la foto di un gatto o la prima fuffa che trovano senza nemmeno leggerla.

    Guarda, spero sinceramente che non si sia arrivati davvero a questo punto perché vorrebbe dire che siamo proprio alla frutta.

    57 minuti fa, Albedo ha scritto:

    Il problema è che dietro a D&D e simili non c'è la massa di denaro che c'è dietro faccialibro e soci.

    Sinceramente, mi sfugge il ragionamento dietro questa affermazione.

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    16 minuti fa, Checco ha scritto:

    Guarda, spero sinceramente che non si sia arrivati davvero a questo punto perché vorrebbe dire che siamo proprio alla frutta.

    infatti siamo già all'ammazza caffè.

    17 minuti fa, Checco ha scritto:

    Sinceramente, mi sfugge il ragionamento dietro questa affermazione.

    Si chiama economia, marketing...  per cui c'è un maggior interesse economico che Checco crei un profilo su fb che non vada in un negozio specializzato a comprare un set di dadi o un manuale.

    Perchè dietro al tuo set di dadi + manuale ci sono molti meno soldi che non dietro al tuo profilo su fb.

    Per cui troverai più "voci" che ti diranno/invieteranno/persuaderanno a usare i "social" che non a fare un gdr. 

     

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    34 minuti fa, Albedo ha scritto:

    infatti siamo già all'ammazza caffè.

    Wow!

    34 minuti fa, Albedo ha scritto:

    Si chiama economia, marketing...  per cui c'è un maggior interesse economico che Checco crei un profilo su fb che non vada in un negozio specializzato a comprare un set di dadi o un manuale.

    Perchè dietro al tuo set di dadi + manuale ci sono molti meno soldi che non dietro al tuo profilo su fb.

    Per cui troverai più "voci" che ti diranno/invieteranno/persuaderanno a usare i "social" che non a fare un gdr. 

     

    Quindi nessuno può scegliere di non aprirsi un profilo su FB o di socializzare lontano da un monitor a causa dei troppi interessi economici.

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    3 minuti fa, Checco ha scritto:

    Quindi nessuno può scegliere di non aprirsi un profilo su FB o di socializzare lontano da un monitor a causa dei troppi interessi economici.

    e dove lo avrei scritto?

    Io ho scritto che ti invogliano di più a fare una cosa piuttosto che un'altra. Mi sembra sia diverso.

    Fai la spesa? Compri il prodotto reclamizzato o quello semi sconosciuto ma di cui ogni tanto si mormora male?

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    In questo momento, Albedo ha scritto:

    Fai la spesa? Compri il prodotto reclamizzato o quello semi sconosciuto ma di cui ogni tanto si mormora male?

    Magari scelgo quello semi sconosciuto ma di cui ogni tanto si mormora bene.

    Penso che (ovviamente generalizzando banalmente il discorso), ci sia sempre una possibilità di scelta, augurandoci che ogni persona faccia del suo meglio per non ridursi a essere un individuo senza spirito critico e completamente assuefatto alla pubblicità e da ciò che c'è dietro.

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    dai che dopo il fantasy, i vampiri e i supereroi ora è l'era del gdr (che puo essere fatto con fantasy, vampiri e supereroi)

    yeeeeeeeeeeeeeeeeeee

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    In effetti passare il tempo su facebook è alienante... Non concludi nulla e non ricordi nulla dei mille post che hai visto. Con d&d, le giocate più o meno le ricordi tutte

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    Secondo me l'articolo è banale e di una superficialità disarmante.
    Innanzitutto parlando di amici di gioco al tavolo (ma anche dal vivo) non distingue tra "amici conosciuti giocando" e "amici con cui si è iniziato a giocare".

    Di quelli della prima categoria, che sono stati la stragrande maggioranza nella mia vita, tutti hanno perso i contatti con tutti, perché ci si è resi conto che a parte la passione per la campagna, niente altro legava. Ricordo una sera mancava il master per la ultra-consolidata sessione settimanale, sicché uno ha proposto "vabe', troviamoci lo stesso per una birra"... Deserto dei Tartari.
    Un'altra volta io stesso (PG) non potevo andare perché avevo la macchina dal meccanico "ragazzi qualcuno che è di strada passa a prendermi (erano 6 km da casa mia) che stasera sono appiedato?"... Spiace, ci vedremo settimana prossima.

    Invece delle persone conosciute online, con alcune poi sono diventato anche amico di FB, e con alcuni di questi ho preso a parlare anche di altro, interessarci sinceramente e reciprocamente alle loro attività extra D&D (fidanzamenti, matrimoni, famiglia, malattie, ecc.).

    E ne avrei altri ancora di aneddoti vissuti personalmente, a dimostrazione di quanto sia infondata l'equazione tavolo/online sostenuta nell'articolo..

    E tutto questo ve lo dice uno che usa FB solo per seguire pagine di  autori, intellettuali, ecc. (dopo una dozzina d'anni che sono iscritto ho 15 amici).

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    Io, al contrario, trovo che l'articolo sia un bel passo avanti rispetto a quelli precedenti. Non capisco perché molti siano più preoccupati di canzonare questa persona per la scoperta dell'acqua calda, più che di apprezzarne il "coraggio" per essere riuscita ad andare oltre lo stereotipo che la società affibbia al giocatore di ruolo.

    Sarà che io non vado a sbandierare il fatto che mi piaccia giocare di ruolo (non che me ne vergogni, diciamo solo che non ne parlo con persone estranee all'argomento per evitare seccature), perciò trovo che condividere la propria esperienza in merito, soprattutto da parte di un neofita che vede questo modo di divertirsi per la prima volta, è un gesto assai coraggioso e puro, se vogliamo. Inoltre, non è che una giornalista scientifica (senza togliere dignità a nessun'altra professione) sia proprio una figura "comune"; probabilmente se questa testimonianza fosse stata fatta dall'edicolante lato strada, credo avrebbe fatto molto meno scalpore. Mettiamoci pure che l'articolo è apparso sul New York Times, non è proprio roba da nulla.

    Leggendo le impressioni della giornalista, io faccio letteralmente un tuffo nel passato: la prima vera sessione, gli amici che tuttora frequento, tutti quelli che ho incontrato dopo, come il GdR mi abbia reso meno timido/timoroso nel socializzare, le volte che si giocava fino alle 3 del mattino e avrei voluto andare ancora avanti...
    Tutti noi siamo passati per questa fase, non vedo quale sia il bisogno di schernire una persona che, nel mondo in cui viviamo, è riuscita a distruggere la "prigione virtuale" dei social e che abbia fatto un passo in una direzione diversa, dove l'interazione tra persone si sia perdendo sempre più. E' ammirevole.

    Per quanto riguarda il fatto del GdR online, non vedo dove se ne parli male. Escluso dove si dice che è più facile insultare uno sconosciuto che non hai davanti realmente, non si entra nello specifico o non si dice "il PbF, PbC, PbEM non è vero GdR perché non si è attorno ad un tavolo", perciò non vedo da cosa si desume la critica ad una diversa esperienza di GdR. E' anche vero che se non ci fossero problemi di tempo o di avere un luogo dove trovarsi, non tutti preferirebbero l'online rispetto al tavolo. Dipende molto dall'esperienza che si cerca o che si ha con il gioco dal vivo, ma se questa risultasse ugualmente soddisfacente con entrambi i media, credo che chiunque propenderebbe per giocare al tavolo. In ogni caso apprezzo il fatto che non venga trattato un argomento di cui non si hanno né conoscenze in merito né tanto meno esperienze a riguardo.

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    Qualcosa in cui ho sempre creduto e a giudicare dai commenti qua sopra non sono la sola; qualcosa di non così scontato per il resto della popolazione globale, temo.

    Chissà perché mi viene in mente I kill giants di Kelly

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