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MencaNico

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About MencaNico

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  • Birthday 05/18/1996

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    Maschio
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    Pisa
  • GdR preferiti
    Dungeon World, Sulle Tracce di Cthulhu, Numenera, OD&D, Pathfinder, D&D 5a

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  1. State dicendo che socializzare dal vivo è più efficace di socializzare davanti ad uno schermo? Incredibile.
  2. L'unico modo, imho, per fare un bel prodotto è: non fare un film ma fare una serie tv antologica. Prendete True Detective ad esempio: 3 stagioni, 3 storie diverse, 3 ambienti diversi, 3 gruppi di personaggi diversi e del VERO storytelling, non il solito viaggio dell'eroe maschio a sconfiggere il cattivo di turno. Fai una serie con una stagione per ambientazione e ogni tanto butta qualche rimando al multiverso, bam, è fatta. Ma sto sognando.
  3. Ci sono i coboldi ma almeno gli altri quattro sono... vari.
  4. 600 pagine? Quindi se ne fregano chiaramente di attirare nuovi giocatori. "Streamlined and revised rules to help ease new players " rido.
  5. C'è da dire però che alcuni frangenti dell'OSR sono, seppur possa sembrare un controsenso, molto più innovativi dello stagno ambiente tradizionale. Ad esempio, leggete una discussione su uno degli infiniti blog OSR e vi renderete conto di quanto sia tutto più creativo, libero, fuori dagli schemi, weird e tanto altro rispetto ad una banalissima discussione su 3.5/Pathfinder/5e. Non voglio fare polemica, ma molti giochi OSR degli ultimi tempi sono mediamente avanzati a livello di design e portano avanti una filosofia di gioco secondo me più divertente rispetto al modo a cui la maggior parte delle persone è abituata a giocare. Per me, dato che ho 20 anni e non ho vissuto l'OS, OSR vuol dire: libertà, fantasia, weird, folklore, inclusione. Dateci un'occhiata e secondo me molti di voi non rimarranno delusi. Alcuni nomi: Zak S (http://dndwithpornstars.blogspot.com/?zx=ccc3d9b65c5aed9), goblin punch (http://goblinpunch.blogspot.com/), ten foot polemic (https://tenfootpolemic.blogspot.com/) e, in italiano, http://thecircularuins.blogspot.com/. C'è poi questo bellissimo canale youtube, che presenta e recensisce un sacco di manuali e avventure https://www.youtube.com/channel/UCvYwePdbWSEwUa-Pk02u3Zw. Dopo aver affondato i denti nell'OSR potrei tranquillamente buttare al macero i miei manuali di D&D 5e (quelli di Pathfinder sono partiti da un pezzo).
  6. Le componenti sono, imho, un fattore fondamentale: danno colore, creano spunti di gioco e forniscono impressioni sull'ambientazione. Il problema è il gioco. Mi spiego. Un gioco che faccia largo uso delle componenti deve essere, di nuovo imho, particolarmente focalizzato. Il problema sorge quando quel gioco diventa estremamente generalista, presentando infinite opzioni. Dal momento in cui le componenti non sono più sinonimo di "ambientazione", diventano superflue. Esempio: il gioco di ruolo Symbaroum specifica componenti per Poteri Mistici (incantesimi) e rituali. Symbaroum è anche un gioco molto focalizzato, che presenta un numero limitato di scelte per i giocatori ma che sono legate al mondo di gioco. Usare il sistema con un'altra ambientazione non avrebbe particolarmente senso. In questo gioco le componenti funzionano perché, pur non essendo niente di particolare, parlano dell'ambientazione. Prendendo un qualsiasi D&D questo meccanismo comincia a traballare. Abbiamo diverse ambientazioni, ma la lista degli incantesimi rimane al 90% la stessa, senza contare che le scelte per i giocatori sono numericamente alte. Ecco che la lista delle componenti diventa più un problema, una limitazione fastidiosa, piuttosto che una risorsa per fare gioco.
  7. Curioso come queste illustrazioni siano più ispirate di una buona parte di quelle sui manuali base.
  8. Magari la mia risposta non ti piacerà, ma io ho trovato molto soddisfacente passare ad un retroclone. Cercavo esattamente quelle tre cose per il "mio" D&D e partendo dalla 5a Edizione sono finito su Lamentations of The Flame Princess. Ti consiglio di guardare qualche house rules (vero cuore di LotFP) e vedere cosa implementare: https://www.lastgaspgrimoire.com/ qui un buon punto da dove cominciare. Sotto spoiler ti lascio un sistema chiamato "Maestria nelle Armi" che potrebbe sostituire i dadi superiorità e/o i poteri delle armi ed essere disponibile a tutte le classi (oppure solo al guerriero). Non è mio, ma di un utente che lo ha condiviso su un gruppo facebook. Non è quello che cerchi ma magari puo' esserti comunque d'aiuto! 🙂
  9. Beh, al 90% dei giocatori un articolo di questo tipo non fregherà più di tanto (sia perché già inclusivi sia perché no, ognuno nel suo piccolo si diverte come vuole finché non ferisce qualcun altro) ma per chi si avvicina all'hobby puo' essere manna dal cielo. Il punto è vedere la cosa con gli occhi degli altri: non serve un'avventura apposita per giocare temi come l'identità di genere, razzismo o quant'altro, ma serve lanciare un messaggio a quelle minoranze che possono non sentirsi considerate. Quindi, sì, io sto al 100% con la Wizard e la Hasbro per queste iniziative.
  10. Sarebbe piuttosto inutile se non fosse così, non credi? Tra l'altro, la gente che gioca a Magic conosce le carte, mica è necessaria una conoscenza dell'ambientazione.
  11. L'approccio editoriale è interessante: materiale ufficiale stampato e altro in pdf, che ti puoi autofinanziare in POD. Quello che non mi convince è il fatto che facciano pagare un playtest 20$, va bene che lo aggiorneranno, ma non mi sembra corretto. Spero abbiano successo però, in questo modo sarebbe possibile vedere ambientazioni che se pubblicate normalmente potrebbero risultare in fallimenti economici. Certo che Magic ed Eberron... personalmente non potevano scegliere un'accoppiata peggiore.
  12. La possibilità di spezzare armi, armature e oggetti è piuttosto interessante. Peccato che non si sposi con le idee di Pathfinder: i personaggi sono portati a uccidere tutto e arraffare tutto, di conseguenza, tra l'attaccare e fare tot danni e debilitare un avversario, si preferisce la prima. Pensa solo a un mostro bello grosso e corazzato: avere una meccanica semplice, divertente ed efficace per fare a pezzi la sua armatura piuttosto che bombardarlo di palle di fuoco avrebbe un suo senso. Per non parlare dei personaggi che dovrebbero riuscire a non far degradare troppo in fretta il loro equipaggiamento, se ben implementate queste cose potrebbero essere molto divertenti. In un certo senso, però, questi sono elementi cinematografici e "gritty", che mal si sposano con l'eroismo, l'high fantasy e "l'esplosività" che un simulatore di fisica come Pathfinder si porta dietro.
  13. Potrebbero farla semplice: un'arma/armatura puo' subire ammaccature/graffi/punti rottura pari al massimo del proprio danno/bonus armatura (spada ->8 , spadone ->12), poi diventa inutilizzabile. Ma sicuramente tireranno fuori prove contrapposte, talenti a riguardo, 20 materiali diversi e malus crescenti. Carina la meccanica delle rune, ma più che a un manuale mi sa che ci troveremo di fronte ad un catalogo di infinite componenti. Potrebbero fare solo dei template generali in modo da permettere la creazione di rune proprie... ma non lo faranno. Dovremo poi considerare quante rune saranno disponibili per livello e come saranno gestibili, come stackeranno con altri oggetti e quanto i vari poteri influiranno sulla lunghezza del combattimento... tenendo presente tutti gli altri piccoli ingranaggi che andranno a costituire un personaggio. Le caratteristiche oramai è certo che saranno in secondo piano. Che tu abbia Forza +2 o +4 alla lunga sarà praticamente ininfluente.
  14. Alla fine anche con PF 1 e 5e si finisce per avere una pagina in più con le note di capacità e oggetti, per non parlare degli incantesimi. Ma di sicuro faranno mazzi di carte per tutto: incantesimi, equipaggiamento, talenti etc. Le caratteristiche in basso però stonano parecchio, a pelle trasmettono l'idea di essere secondarie. Che poi lo sono davvero, secondarie, ma in teoria dovrebbero essere lo scheletro del personaggio e quindi stare in una posizione un po' più centrata. Vedrei bene una scheda in formato orizzontale: tre colonne, organizzate per pilastro con elementi ordinati per importanza e con le caratteristiche in cima che le attraversano tutte e tre. Ma si sa, le schede migliori sono sempre quelle homemade.
  15. E con questo il mio interesse per questo gioco è sceso sotto lo zero. Tralasciando il fatto che non gioco più D&D "Vanilla" e quindi dell'ennesimo polpettone high fantasy ne faccio anche a meno, questa nuova edizione poteva comunque essere un punto di svolta interessante: mantenere complessità numerica imparando dai giochi moderni. Questa "cosa" invece non sta imparando dai giochi moderni e sta solo aumentando la complessità numerica. Davvero per poter giocare un pirata devo sorbirmi tutte quelle variabili? Senza contare che, stando a questo esempio, gli archetipi non sono altro che numeri e pacchetti di roba puramente meccanica, senza un briciolo di colore. Vedo prodotti homemade, retrocloni, manuali in pwyw su drivethrurpg molto più ispirati di questo "gioco". Più leggo queste anteprime più sono convinto che PF2 sia rivolto alla fetta più stereotipata dei "grognard" americani. Delusione totale. -Perché non dovrebbe essere usato dai giocatori? Alla fine il concept del pirata è piuttosto usato, non mi sembra un archetipo troppo di nicchia. -Ancora peggio, se mantengono la creazione dei png uguale a quella dei personaggi siamo davvero in acque profondissime. -Pensa un po', l'idea di rendere gli archetipi liberi dalle classe e generali è l'unica cosa che si salva dell'intera faccenda.
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