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Il Fiore del Deserto (TdG)

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Umr'at-Tawil

Finalmente il capo-carovana pare essersi deciso, quindi tiro un sospiro di sollievo.
Mentre usciamo recupero Enkidu da Nahil, facendo attenzione a nasconderlo bene nello zaino, in modo che non ci sia pericolo che il vento o la sabbia gli arrechino danno.
Poi mi volto verso il capitano, aspettando i suoi ordini.

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  • Black Lotus
    Black Lotus

    @Dmitrij Yunus La Tempesta nella Fossa Nella notte nel deserto, riprendete la marcia. Passano diversi minuti, che si accumulano sotto i vostri passi. Ramek continua a guardare verso la Fossa di Urik:

  • Red Sand - Azrakar Mi ricordo bene l’arrivo a Shazlim, tre notti fa. Il villaggio ci accoglie senza ostilità, ma senza calore. Acqua razionata. Sguardi misurati. Porte che si chiudono appena passiamo

  • Azrakar (Red Sand) La marcia continua, ma su di me non lascia segni. Il passo resta costante. Il respiro uguale. La sabbia cede sotto i piedi e io avanzo comunque, come se non avessi mai smesso di far

Azrakar (Sabbia Rossa)

Dal capo carovana

Annuisco quando finalmente viene tracciata la rotta. Non mostro soddisfazione: abbiamo perso tempo, e ora ogni minuto pesa. La tempesta non aspetta che gli uomini siano pronti.

Da solo con lui

Sto per uscire con gli altri, ma il capo carovana mi trattiene. Rimango. Ascolto le sue parole senza interromperlo, immobile, lasciando che sia lui a consumare fiato. Le sue preoccupazioni sono comprensibili. La sua diffidenza, meno. Quando arriva a mettere in dubbio la mia parola, alzo lentamente lo sguardo dalle sue carte fino a incontrare il suo.

Non c'è rabbia. Non ne ho bisogno. Solo il peso di chi ha imparato che una parola data può valere quanto un'arma. "Non sai chi sono, né quanto pesa la mia parola. Credi pure a ciò che vuoi. Ora limitati a fare del tuo meglio, se vuoi che la tua carovana sopravviva."

Poi torno a guardare la mappa per un istante Il resto sono parole. E il Deserto non ascolta le parole e me ne vado.

Yunus

con il mezzo drago

Annuisco alla creatura e mi presto ad aiutarla per rimettersi in piedi, lasciando che il suo braccio si appoggi sulle mie spalle. E' molto pesante, ma il tragitto non dovrebbe essere troppo lungo.
Io sono Yunus Emre, qual è il tuo nome?
A piccoli passi ci dirigiamo fuori dalla tenda.
Una volta fuori, chiedo a Duran Portaci da Tareq.

  • 3 settimane dopo...
  • Autore

@Dmitrij

Tenda di Duran

"Amran" risponde il mezzo-drago. Quando poi incroci Duran e gli fai la tua richiesta, lui si limita ad annuire e ti indica la strada. Mentre camminate, vedi Baranos che sta avvisando della nuova rotta.

Dal Capo-carovana
Le conversazioni sembrano terminate. Alle parole di Vash, Tareq annuisce ed inizia a creare delle coppie, disponendole in modo tale che l'intera carovana sia sempre ben sorvegliata. Tuttavia, la situazione prende una piega inattesa quando il mezzo-drago ritrovato nel deserto, accompagnato da Yunus, si presenta al capo-carovana, cosciente anche se ancora debole.

Vi riunite quindi nella tenda del capo-carovana per un'ultima riunione. "Il mio nome è Amran... sono un mezzo-drago, figlio del Re-Stregone Myron... vengo da Urik..." inizia. "Sono stato colpito da una tempesta di Coriolis due o tre giorni fa... e sono sopravvissuto... poi ho marciato... giorno e notte... ed ero come in perenne stato confusionario... la mente offuscata... i ricordi annebbiati... come sotto l'effetto di droghe... infine, arrivato vicino alla carovana, senza più acqua, sono crollato sulla sabbia... e voi mi avete salvato" racconta la sua storia, prendendosi delle pause per fare degli affannosi respiri.

"La tempesta... l'ho vista dall'interno... ha tre strati diversi... uno esterno, dove sembra una tempesta di sabbia... uno intermedio, dove si respira polvere e i venti sono più forti... e poi c'è il nucleo... non saprei come descriverlo... era..." impallidisce. Anche se Yunus lo aiuta a rimanere in piedi, il suo corpo sembra tendere a cedere. "... era..." si porta una mano alla testa, come se avesse un improvviso attacco di emicrania. Il suo respiro diventa molto più pesante. "... era come un immenso vortice scuro, una tempesta dentro la tempesta stessa... con dei fulmini che saettavano da una parte all'altra... mi sono sentito scrutare l'anima..." notate che gli esce sangue dal naso. "Quando ho capito che era troppo tardi... mi sono accasciato..." s'interrompe, quasi cadendo. "E poi... poi l'ho visto...! Era... lui...! Era... era lì...!" esclama con tono di voce agitato, in preda ad un attacco di panico, portandosi la mano sul cuore.

Alza il capo. "Tu..." guarda verso Azrakar, indicandolo con lo sguardo. "... tu sei Sabbia Rossa, vero? Anche tu eri all'arena di Urik... allora anche tu l'hai visto! Il Fantasma...! Era lui...!". Poi si porta una mano alla testa ed emette suoni di dolore. "Non riesco... ricordare..." la sua voce è spezzata e dolorante. "Lui... lui... mi ha detto... polvere... no... NOOO! AHHH!!!" il mezzo-drago scaccia via chiunque provi a toccarlo e lancia un urlo delirante, per poi svenire, collassando al suolo. Il capo-carovana è rimasto basito. "Un fantasma...? Dentro una tempesta di Coriolis?" chiede Baranos, senza rivolgersi a nessuno in particolare. "Esigo una spiegazione!" sbotta il capo-carovana. Tareq però alza il braccio, bloccando sul nascere la conversazione e richiamando tutti al silenzio. "Duran. Occupati di Amran". Poi guarda verso Sabbia Rossa: "Azrakar. Parla" asserisce.

Tutti

Tag: @Dmitrij @Ard Patrinell @Landar @MattoMatteo

@Landar : Per rinfrescarti le info rilevanti sul "fantasma", sono a pag. 6 del PbF, mio spoiler indirizzato solo a te (Memorie dell'Arena).

Per tutti gli altri: Lasciate postare prima Landar, così, nel vostro post, potrete commentare anche ciò che dirà Azrakar (in questo caso, ha più senso procedere così).

  • 2 settimane dopo...

Azrakar (Sabbia Rossa)

Ci ritroviamo tutti nella tenda del capo-carovana. Rimango in disparte, in piedi, con lo sguardo rivolto ad Amran. Ascolto senza interromperlo. Le sue parole arrivano spezzate, confuse, trascinate dalla paura e dal dolore. Quando comincia a delirare non muovo un dito: non sono io quello che può aiutarlo. Lascio che sia Duran, o chiunque ne abbia le capacità, a intervenire.

Rimango impassibile anche quando pronuncia quel nome. Anche quando mi indica. Amran. Uno dei miei fratelli. Solo quando crolla a terra la mia espressione cambia. Appena. Una contrazione del volto, un dolore che non riesco a trattenere del tutto. Lo osservo per qualche istante, poi torno lentamente verso Tareq. Il Fantasma. La parola mi rimane nella mente insieme alle immagini dell'arena, ai ricordi che credevo sepolti e a quelli che continuano a riaffiorare senza chiedere permesso.

Una tempesta. Il Marchio. Amran. Il Fantasma. Troppe coincidenze per essere coincidenze. Non rispondo subito a Baranos. Non perché non voglia farlo, ma perché in questo momento non serve. Sapere chi sia quel Fantasma non ci salverà. Prima dobbiamo sopravvivere alla tempesta. Poi cercheremo ciò che si nasconde dentro di essa. Eppure, qualcosa dentro di me si stringe. Non è paura. È qualcosa di più antico e difficile da ignorare: la sensazione che il passato che credevo lontano abbia appena allungato una mano fino a raggiungermi, prima che io sia davvero pronto per affrontarlo. E questa volta ha trovato mio fratello.

Umr'at-Tawil

Osservo perplesso prima Amram, poi Azrakar.
Quando il mezzo-drago sviene di nuovo, aspetto la reazione del mio compagno... ma, a parte una chiara espressione di inquietudine, Azrakar non dice niente.

"Probabilmente le ferite riportate nella tempesta lo stanno facendo delirare, niente di più..." provo a suggerire, nella speranza di placare gli animi, mentre mi stringo nelle spalle.
E, in verità, non riesco a trovare nessun'altra spiegazione alle parole del ferito.

Azrakar (Sabbia Rossa)

Ci vuole qualche istante. Poi vengo come scosso da un leggero fremito. La voce di Tareq rimbomba nella mia testa. Fossero stati solo i deliri del capo carovana non avrei mai risposto, ma la faccenda è diversa. Mi volto lentamente verso il capitano "Se lui ha riconosciuto me... il Fantasma non può essere che uno." lo sguardo ricade su Amran prima di tornare a incrociare quello di Tareq.

Un turbinio di pensieri riaffiora alla mia memoria. Socchiudo gli occhi. Quasi in uno spasmo di impotenza. "Era un guerriero dell'arena... credo. Imbattibile. I suoi poteri erano fuori la porta di chiunque di noi." la mano si stringe sull'asta del trikal "Lo affrontai. Persi. Non mi uccise. Non per pietà. Era come mi stesse aspettando... stesse aspettando una versione più pronta di me. Una lotta più degna?" scuoto il capo "No no... era come se gli servissi a qualche cosa."

Yunus Emre

Mi prodigo per assistere Duran chinato su Amran, ma la mia attenzione vira sempre decisa verso i componenti della squadra di Tareq. La mia squadra, se le cose vanno come devono andare.
Siete sempre dell'idea che camminare accanto alla tempesta sia fattibile? Evitarne il centro, i suoi venti e fulmini più estremi... e qualunque altra cosa ci sia là dentro.
Personalmente, non vedo altre vie d'uscita alla situazione che ci sta per piombare addosso.

Vash

Richiamato nella tenda per ascoltare il mezzo drago risvegliato, mi accodo al gruppo e mi metto in un angolo ad ascoltare il suo racconto. Quando finisce, la confusione è ovvia, l'unico che può svelare qualcosa è Azrakar, sollecitato da Tareq.

Il gladiatore svela l'identità del fantasma: stringo il bastone tra le mani e attendo il da farsi, anche se mi sembra chiaro che ogni momento perso ci mette in pericolo maggiore, la tempesta incombe. Guardo Tareq, in maniera insistente

  • Autore

"Non vedo altre vie d'uscita, purtroppo" replica Ramek a Yunus.

"Ho sentito abbastanza" sentenzia seccamente il capo-carovana, chiaramente insoddisfatto dalla situazione. "In quanto navigatore della carovana, non ho intenzione di perdere altro tempo in chiacchiere. Gli ordini e la nuova rotta concordata rimangono in essere. Adesso fuori dalla mia tenda!" esclama. Tareq guarda verso tutti voi, in particolare verso Vash, ed annuisce. "La tempesta non aspetta. Muoviamoci". Uscite tutti dalla tenda del capo-carovana, tranne Baranos, che viene richiamato dentro. Il resto della carovana, in realtà, aveva già ultimato i preparativi, dunque iniziate presto a rimettervi in marcia.

La Nuova Rotta
Duecentoventicinque gradi, misurati rispetto al Nord. Questo è il numero magico a cui l'intera carovana si è adeguata, rimettendosi in cammino. State nuovamente marciando nel deserto. Amran è ancora svenuto ed è stato legato ad un cammello, guidato da Duran. Tutta la carovana si è preparata (al meglio delle sue possibilità) per affrontare un haboob: l'informazione che si tratta di una tempesta di Coriolis è stata mantenuta confinata a pochi. Forse perché scatenerebbe il panico, forse perché troppo difficile da accettare perfino per chi la dice; ad ogni modo, non cambierenne nulla nella sostanza, in quanto l'assetto che ha la carovana è già il migliore possibile.

Senza fermare la marcia, Ramek, Nahil e Duran vi richiamano dalle vostre postazioni. Senza smettere di camminare, vi spostate in modo da riunirvi. "Azrakar, avevamo delle domande per te. Non sono state poste prima perché c'erano troppi estranei e bisognava affrettarsi" inizia Ramek. "Come ha fatto questo Fantasma a batterti? Dubito fosse più muscoloso di te. Era per caso un pezzo grosso dell'arena?" chiede Ramek.

@Landar

Azrakar (Memorie dell'Arena)

Memorie dell'Arena: Gerarchia dei gladiatori
L'arena era basata sul concetto di Bāzī-pīshkash, ovvero di "gioco/spettacolo, obbligatorio per i giocatori". Non era un torneo, era una lotta per la sopravvivenza, una serie di "giochi" organizzati in giornate solitamente auto-conclusive. Il "gioco" più comune era, ovviamente, il classico duello (ma esistevano anche altri tipi di giochi, come ad esempio la lotta contro bestie feroci). Affinché i duelli risultassero quanto più spettacolari possibili, si evitava di far scontrare due gladiatori troppo diversi tra loro come abilità (anche se ciò non era del tutto impossibile). Per questa ed altre ragioni, esisteva il sistema dei nishān.

Nishān
I gladiatori erano classificati in base al numero di combattimenti a cui erano sopravvissuti. Ad ogni scontro da cui uscivano vivi (a prescindere da vittoria/pareggio/sconfitta), venivano marchiati sulla pelle da uno strumento tecno-magico (in grado di lasciare dei segni molto piccoli), aggiungendo un nishān. I più comuni erano i seguenti:

Nome

Significato

Scontri pregressi

Nabard-nadīda

Senza-battaglia

0

Yak-nishān

1-marchio

1

Panj-nishān

5-marchi

5

Dah-nishān

10-marchi

10

Bīst-nishān

20-marchi

20

Sī-nishān

30-marchi

30

Chehel-nishān

40-marchi

40

Panjāh-nishān

50-marchi

50

Pahlavān

Campione

100

Esistevano, ovviamente, tutti i numeri intermedi: semplicemente, non era prassi dire "Chehel-o-do-nishān" (42-marchi), ma si preferiva arrotondare per difetto. Chi non aveva mai combattuto prima era chiamato Nabard-nadīda, ovvero "privo di esperienza in battaglia", mentre i rarissimi che riuscivano a superare il centesimo scontro diventavano Pahlavān, dei "campioni".

Champions
Fatta eccezione per i più sanguinari, i Pahlavān desideravano solo essere liberati dalla schiavitù dell'arena, dunque facevano il possibile per evitare di scendere in campo. Avevano accesso ad un trattamento migliore rispetto agli altri gladiatori, ma restavano pur sempre degli "schiavi di alto livello". In tutta la tua esperienza all'arena di Urik, nessun Pahlavān assomigliava (neanche lontanamente) al Fantasma, il cui livello di potere superava di gran lunga qualunque gladiatore avessi mai visto.

Nahil fa l'ultima domanda: "Questo Fantasma non aveva niente di particolare? Magari il suo stile di combattimento, o anche solo un dettaglio peculiare nel suo modo di vestire?". Duran, invece, si rivolge a Yunus: "Grazie ancora per il tuo aiuto, è stato cruciale. Te la cavi molto bene in ambito medico". Infine, Tareq si volta verso le altre Ali del Deserto. "Se avete idee per affrontare la tempesta o sul Fantasma, condividetele. Siamo solo noi ribelli qui". Vi siete infatti appartati dal resto della carovana: non c'è nessuno nei paraggi.

Nel frattempo, all'orizzonte, riuscite già a scrutare delle sfocature dovute alle polveri, sintomo che la tempesta si sta avvicinando. Lentamente, ma inesorabilmente.

Tutti

Postate pure liberamente: io posterò dopo almeno 1 post ciascuno. Se volete, potete usare questa occasione anche per parlare tra voi PG e quindi fare più di un post a testa.

Modificato da Black Lotus

Yunus Emre

Alle gentili parole di Duran, rispondo con un leggero inchino e un sorriso, portando la mano destra al petto Sono grato di poter essere stato utile, sento di aver molto da imparare da te, Duran. Considerami a tua disposizione.
Quindi Tarek sposta l'attenzione sui prossimi passi.
Non so nulla di questo fantasma di cui si è parlato, perciò non ho altro consiglio da offrire se non la saggezza che viene dall'intuito della natura. Cercherò di dare il mio contributo al meglio delle mie possibilità, ma ho una richiesta da fare... a tutti voi: discrezione. Le mie arti vanno oltre la musica e la guarigione, devono restare note a pochi.
Sollevo lo sguardo verso Tarek, certo che lui possa capire le profonde implicazioni della mia richiesta.

Umr'at-Tawil

"Personalmente continuo a non credere che qualcuno possa guidare... o addirittura creare... una tempesta di Coriolis" dico senza mezzi termini, ma in tono pacato; non è mia intenzione dare l'impressione sbagliata che stò accusando Azrakar o il dragonide di mentire.
Poi aggrotto la fronte, come se avessi un ripensamento.
"Tranne forse... ma è un grosso FORSE... un re stregone! Solo che non ce lo vedo uno di loro scendere nell'arena travestito da gladiatore..." concludo, piuttosto perplesso.

"Azrakar" mi rivolgo al compagno "hai detto che questo "fantasma" ha usato dei poteri molto forti... di che tipo? Puoi descriverci uno dei suoi combattimenti? Magari il tuo..."

Vash

Così come nelle ore precedenti, il mio sguardo si rivolge molte più volte verso la tempesta che verso i miei compagni. La sopravvivenza in una persona sopravvissuta è l'incipit principale. Nel silenzio che mi ammanta praticamente la maggior parte del tempo, ascolto le discussioni in atto: capocarovana, Amran il mezzo-drago, Tareq Azrakar, Nahil, Duran, Tawil, Emre, Ramek...ascolto tutti, ma il mio sguardo è sempre sulla tempesta , mentre il mio cammino è sui 225 gradi decisi per sfuggirle.

Legatevi ad un compagno !!! Indossate le maschere e gli occhiali. Stringete le cinghie dei vostri bagagli.

Proietto nelle menti delle ali deserto e gli altri ribelli, facendo io stesso quelle cose. Il vento comincia a frustare, la sabbia ad alzarsi. La mia indole non mi consente di chiacchierare, di domandare o ragionare ma di sopravvivere.

Ancora una volta.

Azrakar (Sabbia Rossa)

Ascolto tutti. Le loro domande. I loro commenti. Annuisco quando c'è da annuire. Soprattutto all'invito di Vash e inizio a prepararmi per il peggio.

Siamo ormai soli. Posso parlare e rispondere. Quando Tawil accenna al fatto che solo un Re Stregone potrebbe essere così potente da generare una tempesta di Coriolis, e quasi lo associa al Fantasma... aggrotto la fronte.
"Non lo escludo." commento distaccato "Non ero uno dei campioni. Ma ho visto combattere uno di loro. E... ho affrontato anche il Fantasma." la mia voce continua ad essere quasi atona "Nessuno dei campioni poteva nemmeno lontanamente essere paragonato a lui. Come è stato lo scontro? Muscoli?" solo ora le labbra si increspano rivelando un sottile e amaro sorriso "Non servivano. Non ne potevo muovere nemmeno uno. Mi fissava. Ero impotente. Paralizzato. Un pupazzo incatenato da sottili fili quasi invisibili." poteri psionici, inutile che mi dilungo "Ho resistito. A lungo, ma non abbastanza." socchiudo gli occhi "Era sorpreso ma non soddisfatto." sto sprecando energie in chiacchiere ma la situazione e i compagni esigono risposte "Si aspettava qualche cosa da me. Me lo ha detto. Dopo avermi toccato la spalla. La sua mano era un macigno. Poi il buio. Ma lo ricordo. Completamente ricoperto da vesti del deserto color ocra. Forse bianchi inizialmente. Non si vedeva nemmeno un lembo della sua pelle. Era umanoide. Era disarmato."

Lascio a loro le conclusioni.

Yunus

Pur preso dalla discussione, riconosco il valore della pragmaticità contenuta nei consigli di Vash. Mentre ascolto le parole di Azrakar, stringo cinghie e bottoni per assicurarmi che tutto ciò che porto con me sia ben saldo e pronto ad affrontare quella che è probabilmente la peggior tempesta in cui abbia messo mai piede.

Le parole di Azrakar risuonano per la prima volta, almeno per me. Non ho contezza di chi o cosa possa aver incontrato il guerriero, ma la sola idea che si muova dentro, abiti o addirittura manipoli una tempesta di Coriolis ci deve far approcciare con grande cautela.

Umr'at-Tawil

Le parole di Azrakar solleticano i miei ricordi... sò che stò rischiando molto, ma non posso fare a meno di sollevare la questione.
"La descrizione di questo fantasma mi ricorda vagamente, almeno per quanto riguarda l'aspetto, quella che ho sentito fare di Farad... intendo dire Farad Abdel-Haqq, la "Lama della Polvere"! Ovviamente non posso essere escludere che si tratti di una somiglianza casuale, soprattutto visto che quella che mi è stata riportata era una descrizione di seconda mano... ma non posso fare a meno di domandarmi se non sia davvero la stessa persona..." dico in tono esitante.

Yunus Emre

Chi è questa "Lama della Polvere"? chiedo incuriosito a Umr', ma in realtà rivolgendomi un po' a tutti.

Umr'at-Tawil

"Un membro molto forte e molto importante della Ribellione... anche se devo dire che io stesso non ne sò molto, a riguardo, a parte vaghi accenni che mi sono stati raccontati!" spiego, stringendomi nelle spalle.
"Forse il capitano ne sà di più?" provo a spostare l'attenzione su Tareq.

  • Autore

Quando Umr'at-Tawil inizia a dire Farad, l'espressione di Ramek, Nahil, Duran e perfino di Tareq cambia per frazioni di secondo. Rimangono in silenzio, quando arriva la domanda di Yunus. "Ti rispondo io" dice Duran. "Nella Ribellione, l'onorificenza più alta che possa ricevere un ribelle è il titolo di Lama Leggendaria. Il giudizio è puramente obiettivo, basato sul raggiungimento di abilità superiori. In tutta la storia della Ribellione, solo sette persone l'hanno ricevuta".

"Ogni Lama Leggendaria ha un titolo personalizzato, scelto affinché rispecchi, anche allegoricamente, una sua peculiarità. Ad esempio, Nadia Shahrab fu chiamata Lama dell'Acqua per la sua abilità di manipolare l'acqua, usandola sia come arma sia come fonte di guarigione". "Hmm. La Cabala le ha conferito il titolo controvoglia, solo perché non avevano scelta. Donna e acqua... in un mondo come il nostro" commenta Duran. "Ad ogni modo, per Farad la questione è... complicata..." riprende Ramek. "Si dice che Farad fosse un Drago del Deserto, ovvero uno dei membri della cellula di Phoenix" asserisce Nahil.

"C'è anche quello, ma mi riferivo alla sua abilità..." continua il Viandante del Deserto. "Non era manipolazione della polvere?" chiede Nahil. "Spiegherebbe come riesce a camminare in mezzo ad una tempesta". "Sì..." annuisce Ramek, "... ma, e qui purtroppo le mie conoscenze si fermano, so che l'appellativo originario indicava invece qualcosa di molto più antico".

Tareq prende parola, tagliando nettamente la questione.

"Magia della Polvere".

Ramek, Nahil e Duran si voltano contemporaneamente verso il capitano, sorpresi. "Me lo confidò Karim" aggiunge Tareq. "Karim Fireseed era il capitano di Desert Whispers..." - spiega Ramek a Yunus - "... un capitano straordinario di una cellula altrettanto eccezionale". "La nostra cellula, Desert Shadows, è figlia di Desert Whispers... che a sua volta è figlia della cellula madre Desert Wind". "La cellula di Farad" conclude Nahil. Duran annuisce. Farad, Karim, Tareq: questa è stata la sequenza storica. "Ma non mi è ancora del tutto chiaro in cosa consista questa Magia della Polvere. Controllo della polvere... e...?" continua il giovane Pugnale del Deserto. "E capacità di trasformare ciò che ti circonda in polvere. Ovvero: disintegrazione". Per Nahil, un potere del genere appartiene a miti e leggende, oppure a Re-Stregoni, non a ribelli, dunque ne resta affascinato e intimorito al tempo stesso. "Farad aveva anche poteri psionici, giusto?" chiede Nahil, ritornando con i piedi per terra. "" replica il capitano, "Terdwell mi disse che Farad era uno psico-cineta".

Duran guarda Amran. "Il nostro amico qui, prima di svenire, aveva detto... polvere, no?" e Ramek annuisce. La Giara del Deserto fa un lunghissimo sospiro, poi si volta verso Yunus: "Direi che hai avuto la tua risposta". "Ma non ha senso..." interviene Nahil, pensieroso e dubbioso, la mano al mento. "Farad ad Urik, nell'Arena? Sotto gli occhi del Re-Stregone? E perché Myron non l'avrebbe attaccato? Che sia già sotto il suo controllo? No... uno come Farad si sarebbe tolto la vita pur di non diventare schiavo di un Re-Stregone. Almeno, io al posto suo avrei agito così".

"Forse ne ha preso il controllo prima che potesse opporvisi?" chiede Duran. "Possiamo escluderlo con certezza: Myron non ha abilità di quel tipo. Da stregone ultra-specializzato, le sue tre scuole di magia proibite erano Ammaliamento, Illusione e Necromanzia. Quest'ultima è l'unica che alcuni considerano una parziale eccezione, in quanto Myron sviluppò nei secoli la sua Magia del Sangue, una gamma di poteri unici che manipolano il sangue".

Breve pausa. Poi continua: "Myron è noto per la sua forza fisica sovrumana, per la sua abilità nel combattimento ravvicinato, per la sua capacità di mantenere vivi i suoi avversari anche se mutilati in modi incompatibili con la vita, per la sua Pioggia di Sangue, ovvero far piovere sangue e localizzare chiunque entri in contatto con esso, per i suoi rituali su larga scala, come quelli che fece su Urik in modo da proteggerla da terremoti ed altri disastri naturali, e per i suoi devastanti poteri offensivi. Insomma, è primariamente uno stregone-guerriero".

"Allora come si spiega Farad nell'arena?" chiede Nahil. "Non lo so... ma forse potrebbe avere una risposta chi l'Arena di Urik l'ha vissuta sulla propria pelle..." e guarda verso Azrakar.

The Tempest
Nel frattempo, la marcia è continuata e la tempesta si è avvicinata. Ora appare in un modo estremamente inquietante: tutte le stelle più basse all'orizzonte sono sparite, inghiottite da un turbine di oscurità che, come un manto, crea una netta separazione tra il cielo e la terra. "Ricontrollate le cinghie! La tempesta ci colpirà tra una decina di minuti, anche meno!" sentite la voce di Baranos, in lontananza. Tareq si volta verso Vash, ringraziandolo con un semplice cenno del capo per i suoi consigli, che tutti i ribelli hanno già implementato.

Tutti

Tag: @Ard Patrinell @Dmitrij @Landar @MattoMatteo

XP: +300 XP per il ruolo ciascuno.

Come prima, continuiamo con post liberi (almeno 1 a testa prima di un mio post).

Azrakar (Sabbia Rossa)

Ho ascoltato tutto con vivo interesse. Dall'espressione non si sarebbe detto ma i miei occhi saettavano da un interlocutore all'altro. Le orecchie tese. Come a cogliere ogni minimo particolare. Tutto sembra coincidere. Vero. Anche quella voce nella mia testa prima che mi... spegnessi.

Gli altri invece sembrano non avermi ascoltato bene.
"Cosa devo aggiungere?" alzo le spalle "Mi cercava... non mi ha ritenuto pronto. Ho sentito 'Non male. Ma ancora non ci siamo' un sussurro." Mi volto verso la tempesta. Stringo le cinghie. Indosso la maschera. Assicuro i miei oggetti. Copro a dovere anche le orecchie. "Se moriremo qui. Oggi. Nella tempesta. Sapremo che il Re Stregone lo controlla. E ci sarà servito a poco." infine guardo Tareq "Altrimenti... sarà stata solo un'ulteriore prova alla quale MI e CI ha sottoposti."

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