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Il Fiore del Deserto (TdG)

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Vash

Con Imaad

Mentre attendo che il vecchio Saggio beva, guardo bene i suoi lineamenti, imprimendoli bene nella mia memoria.

Se il figlio del vecchio è ancora vivo, somiglierà al padre e potrò aiutarlo a ritornare al caravanserraglio. Ascolto tutto il racconto e quando si congeda, gli proietto il mio saluto nella mente

Che il Deserto sia clemente con voi, Saggio Imaad.

Nessun addio, nessun altro saluto, siamo entrambi gente dura che la vita ha provato più e più volte. Ritorno verso la base e le stanze a noi riservate, guadagnando la mia con passo lento. Mi adagio sul giaciglio e chiudo gli occhi, riposando prima dell' imminente partenza.

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Azrakar (Red Sand)

dal nano alchimista

Alla fine il nano accetta lo scambio 'Come avrebbe potuto fare diversamente?' l'acqua è un bene davvero prezioso. Lo osservo maneggiare i composti. Ne invidio la manualità nonostante le dita tozze e dure. I suoi occhi brillano. Soprattutto raccontando la procedura. Sto per chiedergli se devo avere qualche accortezza particolare. Mi anticipa.
È il primo sorriso che abbozzo da quando mi sono messo in viaggio. Anzi forse da mesi. Non ho ricordi piacevoli a cui appigliarmi. Né faccio mai sogni lieti. Ma il trattamento di favore che mi concede il nano mi allieta la giornata. Strappa un impercettibile sorriso alle mie labbra spesso piegate dal dolore o... dal senso del dovere verso i miei ideali.
"Ci rivedremo." più che una promessa è un augurio per me. Prendo tutto con cura. Lo ripongo dove meglio non posso. Ringrazio ancora con un cenno del capo e proseguo nella mia passeggiata prima del riposo che anticiperà la partenza.

Umr'at-Tawil

Con Nahil

Stranamente, il fatto che il comandante non mi abbia punito in un certo senso mi fà stare anche peggio.
Con un sospiro mi congedo da lui; preparo una borraccia piena d'acqua e mi metto a cercare Nahil; alla fine lo trovo in un angolo tranquillo e in ombra della "piazza interna" caravanserraglio, lontano dalla folla e dal rumore.
Mi avvicino cautamente, mentenendo bene in vista la borraccia, fermandomi a pochi passi di distanza.

"Da parte mia, per ordine del comandante..." gli spiego con voce piana, aspettando che mi dia il permesso di avvicinarmi.
Quando lo fà, gli consengo la borraccia e mi siedo al suo fianco, seppure ad una certa distanza.

"Quando avrò finito di parlare, potrai fare quello che ritieni più giusto... credere alla mia spiegazione, non crederci, perdonarmi, non perdonarmi... anche picchiarmi, se vuoi, non mi difenderò!"
Aspetto di nuovo che mi dia il permesso, prima di proseguire, sempre in tono neutro e senza mai guardarlo in faccia.

"Non sò se il comandante te l'ha detto, ma la Cabala non ha dato il suo consenso per questa missione... non l'ha proibita, ma non ha nemmeno dato il permesso. In questo modo, se la missione riesce è per merito loro, se fallisce è per colpa nostra... e se falliamo e sopravviviamo, probabilmente verremo anche marchiati come traditori e ci daranno la caccia!
Per questo non possiamo permetterci di fallire, a costo di morire nel tentativo... e la tua reazione alle parole di Sargon mi hanno fatto subito temere per il successo della missione, prima ancora della spiegazione del capitano... perchè se lo uccidi, o perdi troppo tempo a pensare se hai fatto bene a lasciarlo in vita, metti a repentaglio te stesso e tutti noi.
"

Chiudo un'attimo gli occhi e sospiro, prima di riaprli e continuare in tono amaro.
"Avrei dovuto lasciare il compito di parlarti a Tareq... per prima cosa è il comandante, per seconda cosa ti conosce meglio di me, per terza cosa faccio schifo a parlare alla gente... ma mi sono lasciato prendere dal panico, e ho commesso l'idiozia di pensare di poterti convincere meglio con una bugia che con la verità... anche se probabilmente come bugiardo valgo anche meno che come oratore..." mi concendo il lusso di fare una smorfia di derisione verso me stesso, che dura solo un'attimo.

Alla fine mi volto verso Nahil e mi stringo nelle spalle.
"Ora sai tutto..." concludo, aspettando la sua risposta.

  • Autore

@Landar

Azrakar

Caravanserraglio: Bazar
Il nano ricambia il tuo saluto con una specie di grugnito. Forse anche lui, dentro di sé, spera di rivederti. Prosegui a passeggiare per il bazar. Non noti nessun altro mercante particolare. Ritorni quindi ai tuoi alloggi per riposare: la tua stanza è la stessa di Umr'at-Tawil.

@MattoMatteo

Umr'at-Tawil

Dialogo con Nahil
"Allora ti picchierò" replica Nahil, e non c'è alcuna ironia nella sua voce. Però subito dopo aggiunge: "Continua" e ti lascia parlare fino in fondo. Quando finisci di parlare, Nahil sospira fortemente. Poi beve un grosso sorso dall'acqua che tu gli hai dato. "Ok, ora devo sfogarmi. Seguimi".

Note

Per semplicità di narrazione, sto assumendo che:

  1. Segui Nahil;

  2. Sei davvero disposto a farti picchiare (ovvero che non era detto così per dire, ma eri serio).

Se anche solo una di queste mie assunzioni non è corretta, pingami su Discord, perché interagiremo per definire meglio i dettagli, anche se il "cuore" del litigio molto probabilmente rimarrà invariato, narrativamente parlando.

Note meccaniche: -1 Acqua.

Ritornate nei vostri alloggi. "Enkidu aspetterà fuori" e capisci immediatamente che non è una cosa negoziabile per Nahil. Lasci quindi Enkidu in sala da pranzo, con un po' di cibo ed acqua. Entrate nella tua stanza, Nahil chiude a chiave la porta d'ingresso e poi chiude le persiane e le tende dell'unica finestra presente.

"Bene. Ora posso sfogarmi" si scrocchia le dita per bene, per poi fare un po' di stretching alle spalle e alle braccia. "Hai detto che non ti saresti difeso. Vediamo se hai mentito anche questa volta".

Ti si avvicina.

Con gesti lenti e controllati, carica un pugno.

Ti colpisce con forza nel punto più doloroso e vulnerabile (ai pugni) del petto: il plesso solare. Non importa quanto un uomo, perfino un monaco, riesca ad indurire il suo corpo: i punti sensibili interni al corpo umano non possono essere resi più resistenti di una certa soglia, è un limite biologico insuperabile (senza l'ausilio di effetti soprannaturali, come la magia). E il plesso solare è un punto molto sensibile. Inoltre, avevi le tue difese abbassate, rendendo il pugno di Nahil un colpo diretto, protetto solo dalla resistenza passiva dei tuoi muscoli, sufficiente a scongiurare danni permanenti, ma insufficiente ad evitare gli effetti immediati.

Hai uno spasmo del diaframma, a causa del quale perdi aria e non riusci più a respirare per alcuni secondi. Il dolore è acuto. Il tuo cuore rallenta e la tua pressione sanguigna diminuisce, causandoti una spiacevole sensazione di nausa e di leggero stordimento. Mentre sei ancora senza fiato, Nahil stringe i denti e serra i pugni. "STUPIDO!" ti insulta, alzando la voce, ma poi abbassa un po' il tono, per paura di essere sentito.

"Ma come ti è saltato in testa di pensare che avrei ucciso Sargon?! Ma per chi mi hai preso?! Non hai capito niente, allora!" sbraita. "Le mie esatte parole, a colazione, sono state queste: la Cabala usa quelli come me per ammazzare i disertori. Non significa minimamente che condivido o approvo ciò che fa la Cabala! Era un semplice dato di fatto, non una minaccia di morte!".

"Io non sono schiavo della Cabala! E mi dà enorme fastidio essere sempre visto in questo modo, solo perché sono un Qātylīn. Come se fossero delle semplici marionette senz'anima" si sfoga, parlando a ruota libera e con una irata sincerità. "Svegliati, Tawil! Ogni persona è diversa, anche se cresciuta in condizioni simili! Non ho mai avuto intenzione di uccidere Sargon. La Cabala è mia nemica tanto quanto è nemica di Tareq e di tutti noi".

Mentre tu stai recuperando, Nahil fa dei respiri profondi. "E comunque hai una visione troppo semplicistica della Cabala. Gli strateghi non hanno tempo da perdere dietro i sopravvissuti di Desert Shadows, una cellula di secondaria importanza guidata da un capitano che loro considerano capace ma poco allineato. Secondo te, la Cabala vorrà investire risorse nel darci attivamente la caccia? Sei proprio ingenuo".

"La Cabala ci vede come pedine. Insubordite o meno, non si dà la caccia alle proprie pedine. Le si sfrutta. Le si usa come pezzi sacrificabili" spiega Nahil. "Sapevo già che questa missione non era stata approvata ufficialmente. Tareq me l'aveva detto. Ma sbagli anche su come stai interpretando questa informazione: la Cabala non ci marchierà come traditori. Non ne ha bisogno, anzi, a loro conviene che ognuno di noi sopravviva, così potremo fare altre missioni, oppure riprovarci. Quindi, in ultima analisi, esistono solo due esiti: successo o morte".

"E tutte queste cose avresti potuto chiedermele... senza alzare polveroni..." asserisce, per poi rimanere in silenzio. Nahil fa un lungo sorso dalla tua borraccia, finendola. "Mi hai fatto sprecare troppa acqua..." ti accusa, ma senza aggressività. "Sei davvero un pessimo comunicatore..." aggiunge, "... ma almeno non sei un pessimo amico". Ti tira un finto pugno al petto. "Non mentirmi più. E smettila di guardarmi dall'alto in basso" poi ti restituisce la borraccia vuota ed esce dalla stanza.

@Ard Patrinell

Vash

Caravanserraglio: Stanza di Vash e Sargon
Ritorni a riposare nella locanda. Trovi Sargon steso sul letto accanto al tuo, sta già dormendo. Le persiane e le tende della finestra sono state chiuse, lasciando la camera in penombra. Dalla stanza accanto alla tua, senti delle voci che ti sembrano conosciute. Non riesci a capire cosa si dicono, ma capisci che sembra ci sia un litigio un corso. Per prudenza, esci dalla tua stanza a controllare.

Caravanserraglio: Corridoio della Locanda
Per pura coincidenza, tre persone si ritrovano nel corridoio del primo piano della locanda: Azrakar, di ritorno dal bazar, diretto verso la sua camera (la stessa condivisa con Umr'at-Tawil). Vash, appena uscito dalla sua stanza (che è anche la stessa di Sargon), e infine Nahil che, con il volto a metà strada tra la fine di una arrabbiatura e la voglia di essere lasciato in pace, scende al piano terra, per poi uscire. Mentre Sargon continua a dormire nella sua stanza con sonno pesante (forse dovuto alla stanchezza), Azrakar e Vash notano che, nella stanza da cui è uscito Nahil, c'è Umr'at-Tawil. Senza farlo apposta, vi siete tutti quanti ritrovati.

"Quale parte di "oggi non c'è rimedio" non ti era chiara, Tawil?" asserisce Tareq, uscendo dalle ombre ed avanzando verso il Pugno del Deserto. Si appoggia alla porta della stanza con il gomito. Guarda il monaco. Sospira profondamente. Capisce la situazione con un semplice sguardo. "Ho sentito le parti salienti. Ti è andata anche bene". Dà una pacca sulla spalla di Tawil. Poi si rivolge a tutti. "Torno a riposare. Non fate rumore" afferma, ritornando nella sua stanza e chiudendosi a chiave al suo interno.

Tutti

XP per l'interpretazione: +100 XP ciascuno.

Umr'at-Tawil

"Una ferita che non viene curata subito rischia di infettarsi..." replico con voce flebile e dolorante alla prima domanda di Tareq.
Quando il comandante se ne và, torno a riprendere Enkidu e mi metto a riposare anche io.
"Niente domande, per favore..." dico a Azrakar e Vash, prima di stendermi sul letto con una smofia di dolore, che poi però diventa un mezzo sorriso.

master @Blake

'Avrei preferito evitare di farmi suonare come un gong... ma, visto che mi ha perdonato, ne è valsa la pena!
E ha ragione a dire che l'ho sottovalutato...
' penso tra me e me, mentre recupero le forze prima della prossima traversata.

Vash

Stavo per addormentarmi quando il vociare e i rumori mi impediscono di appisolarmi, sicché mi alzo ed esco nel corridoio, vedendo Nahil andare via, Tawil ammaccato e Azrakar palesemente appena arrivato.

Ascolto le parole di Tareq e scuoto la testa, inondando le menti di tutti con le parole atone del mio pensiero

Gioventù...quanto tempo perso !!! Riposate in silenzio

Sentenzio e sebbene senza alcuna sfumatura, le mie parole sembrano bonariamente burbere. Rientro in camera, andando a riposare, sperando stavolta sul serio

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