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[Capitolo 3] L'eterno splendore della steppa candida

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Le vostre mappe, in effetti, cessano di esservi utili. Non sapete nulla della terra dell'orda, se non che la sua vastità sarà la prima delle sfide da affrontare.
La carovniera, dopo poco, punta dritta verso sud, verso quel picco e quella strana luce che lo adorna. Non potevate vederlo prima, non perché non brilli di notte, ma perché era ancora nascosto dalle pendici delle montagne.

Stella caduta, oggi Guida, così dice la leggenda dil mio popolo.
A parlare è Aslihan.
Molte lune fa, antico popolo ha prese la stella e messa sulla montagna per guida nelle grandi praterie. Poi diventato mercato di popoli del vespro, come lui indica Kyrian, probabilmente in generale i Rashemi.
Quando grande Kaan guida orda lui conquista tutto, anche Stella Guida. Oggi solo case vuote, pochi contadini, pochi mercanti. Noi passiamo là per andare nelle terre della grande orda.

E in effetti, man mano che vi avvicinate, compaiono nuovi dettagli. Il pinnacolo di roccia sembra parzialmente intrecciato con strutture artificiali e, alla sua base rossa, paiono esserci altri edifici.
Siete ancora molto lontani, tuttavia. Pur visibile, le distanze sono immense e non arriverete a destinazione prima di domani. Significa un'altra notte nella prateria aperta.

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  • Rallo Entriamo nel cerchio magico, so gia che la sensazione sara' sgradevole ma mai quanto le facce dei nobili che mi fissano con le loro espressioni severe. Se avessero passato piu tempo a gioca

  • Ascoltate le vostre posizioni, il Consiglio di ferro sembra essere disposto ad accontentarvi in tutto. Rassicurati i Rashemi che non c'è alcuna intenzione da parte della città di mettere in crisi i

  • Octopus83
    Octopus83

    Eveline Amici questa strega ci avrebbe logorato ed alla prima occasione avrebbe tentato una vendetta o qualche altro maleficio in queste montagne o altre zone. Non si sa chi serviva e perchè avevano

Immagini pubblicate

Kyrian
"Si può aggirare?" chiedo a Aslihan "Non mi piace il pensiero di andarci"

Andrej Tars

"Perché lo vorresti evitare, Kyrian?", chiedo al Rashemi, incuriosito.

"Non pare un pericolo, al sentirne la storia e al vedere com'è ridotto. Inoltre, mi pare che evitarlo significhi uscirsene dalla carovaniera, rischiando un percorso non battuto. Infine... forse, incontrare qualcuno di qui potrebbe aiutarci ad ottenere informazioni.

E quelle ci servono sempre".

Rallo

Ie parole del bestione mi fanno tornare alla mente dei pezzi di cioccolato tipici del Calimshan, ricordo fossero avvolti da una carta su cui veniva scritto un messaggio, che era piu’ o meno della stessa lunghezza e chiarezza dei discorsi del Rashemi

Andrej ha ragione, stando a quanto detto dalla Turani, quel posto non sembra pericoloso o per lo meno non più pericoloso di altri posti. Ci attende un altra notte al freddo e al buio a masticare carne salata e gallette per cena, non mi dispiacerebbe una volta tanto un pasto caldo ed un letto.”

Modificato da Pentolino

Ceredic

«Anch'io sono per andarci».

L'halfling continuava a cercare tracce di accampamenti o punti che potevano essere stati un rifugio di precedenti viaggiatori passati per quella carovaniera, da sistemare e riusare per riposare. Aveva raccolto nell'ultima ora un po' di dischi di letame, seccato dal sole e dai venti della steppa, che avrebbe accomodato in una pila dentro un piccolo scavo, per concedersi un pasto caldo e cibi cotti. Rallo in particolare sembrava averne bisogno.

«Se siamo fortunati, almeno qualche mappa rudimentale possiamo comprarla, o forse disegnarla noi stessi. Da lassù ci deve essere una buona visuale su un vasto orizzonte».

Dadi

#survival_per_rifugio: (7) + 11 = 18
#perception: (9) + 11 = 20

Modificato da PietroD

Eveline

sono d'accordo sul rimanere sulla via principale, capire chi ci viaggia e quanto è sicura ci permetterà di prepararci, sperando di fare dei buoni incontri.

mi guardo intorno affascinata, ho sempre sognato la vita selvaggia e l'avventura, l'idea di avvicinarmi a questa stella caduta mi esalta.

Kirian
Il barbaro scosse il capo e disse "Va bene, andiamo. Solo superstizioni le mie, forse"

Il suo sguardò vagò sulla luce e sulle storie che la circondavano. Speravo che non vi fosse sventura ad attenderli

  • Autore

Raggiunto il consenso, vi decidete quindi a rimettervi in viaggio seguendo le tracce della carovaniera che finora vi ha guidati. Tracce deboli, segno del disuso in cui è ampiamente caduta la strada negli ultimi decenni, in cui intemperie e vegetazione hanno contribuito alla sua parziale scomparsa.

Purtroppo non è possibile per Ceredic trovare i dischi di letame che cerca, un pratica dei popoli delle steppe, e non solo, che non hanno a disposizione legna o carbone da accendere per riscaldarsi, cucinare, bollire l'acqua. Il primo insedimento a vostra portta è proprio Stellaguida: un motivo in più per recarvi sul posto, a ben pensare.

Tuttavia, l'halfling può dre il suo contributo al benessere del gruppo cacciando e raccogliendo piante e radici che potete consumare crudi, se ne avete lo stomaco. Avete comunque ancora delle razioni secche che ritenete sufficienti per colmare la distanza fino alla vostra prima destinazione.

Quando giunge il tramonto, cominciate a disporre l'accampamento. A differenza della notte precedente, avete messo molti chilometri tra voi e Cittadella Rshemar. Al tempo stesso, la steppa piatta non vi offre alcun tipo di riparo, lasciandovi completamente esposti, se non recuperando vegetazione e improvvisare coperture mimetiche per tutti voi.

E, ad un certo punto della sera, udite in lontananza un ruggito bestiale e, purtroppo, familire. Lontano, eppure sempre temibile.

tutti

Vi lascio spazio per eventuali "correzioni" al vostro accampamento, se ne avete.
Tengo conto dei turni di guardia normalmente previsti nel foglio di utilità

Ceredic

Col procedere della marcia, il ranger si faceva più preoccupato. Verso il tramonto sbottò.

«Tutti se li è mangiati, i grandi erbivori! Non si trova una cialda, né secca, né fumante. E preparare un rifugio in questo monotono piattume sarà impossibile».

Cominciò a raccogliere fasci d'erba alta mentre procedeva, per averne una scorta quando si fermarono; voleva evitare di creare chiazze evidenti senza erba e usarla per mimetizzare le coperte che sarebbero state la loro unica protezione notturna.

«Coprite anche il metallo che possa riflettere la luce della luna, evitiamo di risultare come un bagliore in questo paesaggio scuro».

Rallo

Iniziamo a montare il campo seguendo le indicazioni di Penna. La vastità della steppa mi fa sentire nudo e indifeso, come un agnello circondato dai lupi. Quella sensazione di vulnerabilità si fa ancora più opprimente quando un ruggito, terribilmente familiare, squarcia all'improvviso il silenzio.

"Per fortuna questa notte non abbiamo nulla con cui accendere un fuoco."

Commento con un sorriso amaro, cercando disperatamente di trovare un lato positivo in quella lunga sequenza di sventure.

Eveline

lascio che i ragazzi parlino mentre mi godo il momento di libertà stringendomi nel mantello e masticando le radici che mi hanno passato quando improvvisamente arriva il ruggito bestiale, lontano ma non per questo meno terribile.

Quella creatura caccia dal tramonto all'alba, ho l'impressione che il suo terreno di caccia sia fin dove arrivi il suo ruggito, speriamo si sazi prima di spingersi così in là. Domani arriveremo a Stellaguida, spero in un pasto decente ed un bagno. Cosa raccontiamo di noi al villaggio? viandanti verso dove? con quali obiettivi?

Kyrian
Il barbaro ripose tutto ciò che aveva di metallo confidando invece nella sua ascia di pietra.

"Mangiamo qualcosa, anche se crudo" disse "Poi organizziamo i turni di guardia. Stiamo vicini in modo da essere pronti a reagire"

Ceredic

«Ottime domande, Eveline».

L'halfling non era abituato a giustificare il suo scorrazzare per i territori, come ranger era quello che ci si aspettava da lui, ma in quel luogo le loro origini erano probabilmente un ostacolo che andava oltre il loro ruolo.

«L'unica che possa stare in questi posti senza suscitare curiosità è lei» indicò la sciamana.

Si rivolse a lei «Quelli che incroceremo potrebbero credere che hai l'incarico di portare degli avventurieri che non appartengono ai popoli della steppa alla Grande Riunione, perché siamo utili alleati?».

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La notte trascorre umida e gelida nella grande steppa. Il cielo immenso e stellato vi riempie di merviglia, la via Lattea un'autentica corte di luce e nubi luminose che adorna la volta celeste come polvere d'argento spruzzata dagli dei.

Soltanto nell'ora più buia, un'ombra inquietante solca improvvisamente quello spettacolo di luce notturna, anticipata dal ruggito ormai noto e pur sempre inquietante. Vi costringe a rannicchiarvi sotto coperte e stralci di erba, facendovi piccoli, il fiato trattenuto a stento nel timore che anche soltanto le nuvolette prodotte dal vostro respiro possano tradirvi.

Invece la tremenda creatura alata, grande più di un elefante, sorvola le vostre teste e se ne va in cerca di un pasto che qui tra voi non ha individuato. Più di uno sguardo di riconoscenza corre verso Pennarossa e i suoi puntigliosi accorgimenti che, assai probabilmente, vi hanno salvati da uno scontro dall'esito prevedibilmente letale, almeno per alcuni di voi.

L'alba del giorno seguente vi accoglie sollevandosi ad est e proiettando nella steppa lunghi raggi luminosi che volano fino a baciare la vostra destinazione: Stellaguida. La luce sulla sommità, che vi ha tenuto compagnia per tutta la notte, brilla con intensità in ogni ora del giorno. Dopo lunghe ore di marcia, per alcuni piacevoli e per altri noiose, giungete a fine giornata a destinazione. Vi basterà un quarto d'ora per raggiungere l'insediamento, ma già potete vedere i movimenti di persone in mezzo allo scarno e derelitto abitato alla base dell'altissimo pinncolo di roccia rossastra che, ora, incombe su di voi torreggiante, alto duecento metri e più.

Incrociate, nell'avvicinarci, due ragazzini che accompagnano un gregge di ovini di rientro dalla giornata di pascolo. Avete decisamente attirato la loro curiosità e vi guardano con l'ingenua sfrontatezza tipica della loro età.

Ceredic

L'halfling osservò l'insediamento e il pinnacolo, in cerca di dettagli utili, man mano che si avvicinavano a quella meta. Incontrare qualche abitante diventava sempre più probabile, presto avrebbero scoperto se sarebbero stati accolti con sospetto, o addirittura attaccati in quanto stranieri.

I versi di un gregge annunciarono che il momento di entrare in contatto con la civiltà di quelle steppe era arrivato. Diffidente, il ranger si sistemò la cintura, controllando che nessun segnale di pericolo giungesse dalla sua spada corta, incantata allo scopo di evitargli guai.

Vedere che i pastori erano solo due ragazzi portò per un momento il pensiero ad altri giovani visi, ma scacciò la malinconia. Osservò il loro bestiame, cercando animali sofferenti o che potessero giovarsi di un suo intervento.

Tiri di dado

Abbiamo idea che sia stato creato un sentiero per salire o che la parete sia scalabile?

/roll 1d20+11 #percezione: (18) + 11 = 29

/roll 1d20+3 #animal_handling: (6) + 3 = 9

Modificato da PietroD

Rallo

Sono talmente felice di vedere i primi segni di civilta' che persino quell ammasso di baracche popolate da abbraccia capre mi sembra una visione paradisiaca.

"Greggi e pastori chiamano pane e formaggio..."

commento affamato

"Sai parlare la loro lingua? Sai se sono una comunita' pacifica?"

chiedo alla sciamana

Kyrian

Il barbaro ripose la sua arma vedendo i bambini avvicinarsi. Il suo sguardo continuava a vagare sulla pianura e sulla città davanti a loro.

L'incontro di quella notte era stato un presagio oscuro e forse anche lì ci sarebbero stati pericoli.

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