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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. La nebbia dell'alcol si dirada all'istante nella mente di Lorelai, sostituita dai riflessi affilati del suo addestramento da assassina. Con un sussurro letale sfida i due energumeni e, prima ancora che l'uomo con il giaccone a scaglie di ferro possa stringere la presa, la Shadar-kai svanisce nell'aria in una voluta di fumo argenteo, riapparendo un battito di ciglia dopo alle spalle di Arkyn. Il bruto stringe il pugno sul nulla, afferrando solo il vento gelido del nord, mentre i suoi occhi si spalancano per lo stupore del teletrasporto. Tiburzia fa un passo avanti, rompendo la tensione con un tono insolitamente calmo e ammaliante per quel vicolo coperto di fango. Lord Eryndor, superato l'impulso istintivo di difendere l'onore della dama, asseconda la linea diplomatica della strega, offrendole manforte con la sua presenza solenne e il carisma da veterano. Anche Godluin si unisce al tentativo di smorzare i toni, sfoggiando un finto sorriso pacato e usando la superiorità numerica come un'arma invisibile. Le parole e i sorrisi forzati, tuttavia, scivolano via sulla roccia di Crunrith. Quassù le buone maniere del sud non hanno valore e i due bruti del Consorzio non si lasciano ammaliare. È l'intervento di Arkyn a spezzare definitivamente ogni residuo di stallo. Il guerriero, con un'espressione buia e deformata dal disgusto, fissa i due uomini senza arretrare di un millimetro, lasciando che la sua presenza emani una promessa di mutilazione pura e immediata, scandendo una domanda che non ammette repliche. L'intimidazione del guerriero straniero, spalleggiata dall'atteggiamento solido di Eryndor e dal numero schiacciante dei compagni, penetra finalmente sotto la pelle dei due scagnozzi del Consorzio. L'uomo con lo sfollagente piombato fa un involontario passo indietro nel fango, abbassando di qualche centimetro l'arma. Il capo del duo, quello con il giaccone a scaglie di ferro, guarda la mano vuota con cui stringeva Lorelai, poi scruta i quattro avversari pronti a estrarre il ferro all'imboccatura del vicolo. Capisce che i Bugbear all'interno non interverranno all'esterno e che una rissa contro quattro veterani armati finirebbe male. Insegnate a bere alla vostra amica, ringhia l'uomo con le scaglie di ferro, sputando nel fango con disprezzo mentre fa un passo indietro insieme al compagno, senza staccare gli occhi da Arkyn ed Eryndor. La prossima volta che tocca un uomo della Gilda potrebbe non andarle così bene. I due girano i tacchi di scatto, scomparendo rapidamente oltre l'angolo buio della via per fare ritorno verso i magazzini del Distretto dei Cortili. La minaccia immediata è sventata e l'aria notturna torna a essere silenziosa, interrotta solo dal respiro pesante di Lorelai che tenta di rimettersi in sesto contro il muro. Il vento del nord ricomincia a soffiare tra le intercapedini della locanda, portando con sé il fumo denso dei bracieri delle mura e il puzzo di pino bagnato della città. Dalla porta socchiusa del Corvo d'Oro filtra il calore dorato delle lanterne e il baccano soffocato dei cercatori d'oro, mentre poco più in là, lungo la via fangosa del Distretto dei Cortili, le prime lanterne azzurre delle taverne separate dei nani iniziano ad accendersi nella nebbia... @ Tutti
  2. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Isolata dal frastuono circostante, con il pelo bagnato di sudore e cenere, Fiore Della Giungla inserisce l'attrezzo nell'ultimo foro incrostato della serratura. Ignorando il tremolio ritmico dei condotti d'ottone che spruzzano gocce di melma corrosiva, applica una torsione secca e disperata. Un violento, liberatorio rintocco metallico si propaga lungo tutta la parete del canyon. Il gigantesco chiavistello di ferro battuto si solleva, i pesanti battenti della cancellata si disancorano e l'immenso portone dell'Avamposto dei Sospiri cede, schiudendosi di pochi metri sotto la spinta del vento da est. Mentre la serratura cede, la melodia argentea intonata poco prima da Selyra risuona ancora tra le pareti di ardesia come un balsamo d'energia, infondendo nel gruppo la concentrazione assoluta necessaria a ignorare l'orrore strisciante. La barda cattura al volo una piccola, inaspettata lucciola e sussurra parole arcane alla bestiolina prima di liberarla. Quattro globi di luce sferica, brillanti e caldi nel buio scarlatto, appaiono improvvisamente diverse decine di metri alle spalle del gruppo, iniziando una danza circolare ipnotica. La marea di pece liquida e le sagome artigliate che fluttuavano nell'aria subiscono un sussulto visibile; attirate dalla luminosità come falene, le ombre semoventi deviano la loro traiettoria, allungandosi in massa verso i fari ingannevoli per ghermirli, liberando temporaneamente la pressione attorno alla cancellata. Mentre le ombre esitano, distratte dal bagliore, Zarath non concede loro tregua e agguanta il suo pesante maglio. I tatuaggi magici sulle sue braccia pulsano di un'energia corvina che si riversa sull'arma, espandendo la sua portata geometrica nel buio. Con un ruggito trattenuto, il barbaro scaglia due colpi devastanti. I viticci d'inchiostro allungano la traiettoria del maglio di quattro metri e mezzo, facendolo abbattere come un maglio d'assedio spettrale sui lembi di oscurità rimasti vicini al portone. L'impatto della forza pura disgrega i flussi semoventi, riducendoli a macchie di fumo inerte che svaniscono nel fango. Non appena il varco si apre definitivamente, Devras pianta saldamente il suo bastone magico nel fango, posizionandosi come una colonna incrollabile sul fianco dell'apertura per tenere i battenti fermi. Shamàsh scatta immediatamente al suo fianco con un balzo marziale. Le venature argentee dei suoi dardi magici brillano ancora nell'aria mentre il paladino solleva l'enorme scudo d'ordinanza, frapponendosi tra la via di fuga e la gola rocciosa. I due eroi formano un baluardo invalicabile di fronte all'oscurità, pronti a coprire il passaggio dei compagni. Kaelen, vedendo lo squarcio aprirsi tra i battenti, scatta in avanti come una saetta. Approfittando dello scudo alzato di Shamàsh, il tracciatore scivola agilmente oltre le sbarre e si incanala per primo nello stretto passaggio, scomparendo parzialmente nell'oscurità oltre il cancello per perlustrare la via d'uscita. Dentro, ora! Muoversi prima che crolli tutto!, giunge il suo incitamento secco e ovattato da oltre la barriera, mentre la pressione continua a salire paurosamente dalle baracche abbandonate dell'avamposto. Dietro di voi, le luci danzanti di Selyra iniziano a spegnersi una dopo l'altra, soffocate dalla massa di pece fluida che le ha avvolte, e lo sciame rimasto, accorgendosi dell'inganno, si volta nuovamente verso la cancellata con un fremito collettivo di rabbia. Il vento da est soffia con violenza inaudita spingendo fumi neri e vapori sulfurei attraverso le sbarre aperte, mentre la brina grigiastra e corrosiva sulle condutture d'ottone comincia a spaccarsi, minacciando il collasso delle strutture sospese. Il passaggio è libero, ma il canyon alle vostre spalle si sta chiudendo in una morsa di oscurità e polvere calcinata. @ Tutti
  3. Le tue parole calano sul tavolo con la freddezza di una sentenza di frontiera, spegendo ogni residua illusione di svago o piacere prima che la notte si mangi definitivamente il borgo di Zelbross... Lyra Thorne incassa l'ordine di marcia tenendo gli occhi cangianti fissi sulla sua ciotola ormai vuota, mentre le sue dita nodose stringono lo scialle sul petto con una rassegnazione paranoica... non c'è obiezione nei suoi lineamenti misti, solo la muta e straziante accettazione che domani, per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, la carovana e il suo prezioso carico di ferro rimarranno senza la barriera d'argento della tua lancia... al suo fianco, il vecchio Daran finisce l'ultimo sorso di brodo tiepido con un grugnito sordo, ripulendosi la barba ispida con il dorso della mano callosa prima di incrociare il tuo sguardo con la severa fermezza dei boscaioli... Saremo pronti, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio ruvido per non far vibrare l'aria della taverna, imbriglierò i cavalli nel buio pesto senza far battere le catene... e terrò la scure a portata di dita sul sedile finché non vedrò il riflesso del tuo acciaio all'imboccatura della gola calcarea... vedi di tornare intero, elfo... Vi alzate dal tavolo di legno grezzo in totale silenzio, lasciando che Kren raccolga le stoviglie di terracotta senza azzardare un'ultima parola o chiedere altre monete... i quattro pastori attorno al focolare centrale non sollevano nemmeno le teste calve, ormai sprofondati nel torpore della torba e della birra acida di saggina... vi dirigete verso la porta sul retro della locanda ed uscite nel cortile fangoso, infilandovi immediatamente nell'oscurità protetta e gelida della rimessa dove sono custoditi i carri... Daran sbarra i pesanti catenacci interni di legno con un colpo secco, isolandovi del tutto dal resto del borgo... la notte sui crinali superiori scorre lenta, opprimente, scandita unicamente dal soffio costante del vento che fischia tra le fessure della pietra calcarea e dal respiro pesante e metodico dei cavalli a ridosso del carico... ti sistemi sui pagliaricci di paglia fresca accanto alle ruote principali del primo carro, costringendo i muscoli di questo corpo mortale di primo livello a un riposo vigile, geometrico... i tuoi pensieri corrono furiosi lungo i rischi che Lyra potrebbe correre domani lontano dai tuoi occhi, trasformando la preoccupazione per la sua incolumità nell'argine definitivo contro il sonno profondo... ma la carne esige il dazio della fatica, e le ore scivolano via nel buio profondo della stalla, permettendoti di riposare e al tuo spirito di attingere nuovamente alle scarse energie della Trama... Le ore del riposo terminano quando l'oscurità della rimessa inizia a farsi cinerea, annunciando l'alba imminente... vi ridestate nel silenzio gelido della stalla, avvertendo il freddo pungente che vi stringe le articolazioni delle dita... Un'ombra si sgancia dal fondo della rimessa, muovendosi senza emettere un solo rumore metallico: è Garek, che ha passato le ultime ore rannicchiato vicino al portone principale... il cacciatore ha la cappa di pelle di lupo calata sulla testa e la balestra parzialmente couberta da un panno di tela scura... non c'è simpatia o amicizia nel suo sguardo scuro, solo il freddo assenso di chi ha fretta di saldare un debito di sangue... Lyra Thorne si solleva dai pagliaricci nello stesso millesimo di secondo, i suoi occhi cangianti che cercano la tua figura nell'oscurità della stalla prima di allungare una mano tremante per afferrare la manica del tuo mantello grigio... ti costringe a voltarti, stringendo il tessuto ruvido con le nocche bianche mentre abbassa la voce in un sussurro rotto dall'apprensione... Silyndor... ti prego... mormora la mezzelfa, la sua consueta corazza da mercatante che capitola interamente davanti al timore viscerale di perderti, non guardare solo la via davanti a te. Torna da me. Daran terrà i cavalli fermi fino al tuo segnale, lo giuro... ma non lasciarmi da sola su questa carovaniera... Le offri un'ultima, solenne occhiata d'intesa nel semibuio, prima che Daran socchiuda quanto basta l'uscita sul retro per farti scivolare fuori, risbarrando immediatamente il portone alle vostre spalle per proteggere i carri e la ragazza... Il borgo di Zelbross è una distesa di ombre spoglie e mute sotto la prima luce cinerea del mattino... vi lasciate alle spalle i tetti di pietra grigia e risalite la mulattiera calcareo a passi rapidi, felpati, infilandovi nel tunnel di vegetazione brulla che costeggia i crinali superiori... la nebbia mattutina è talmente fitta quassù da azzerare la visuale oltre i sei metri, avvolgendo i vostri stivali bagnati di brina in una coltre grigia che soffoca persino il rumore dei vostri passi... cammini a piedi tenendo la glaive pronta sotto il mantello, lo sguardo fisso sulla schiena del cacciatore che si muove davanti a te come uno spettro... Dopo due miles di navigazione silenziosa, dove l'aria pulita profuma di terra smossa, Garek devia bruscamente verso destra... si infila in una vecchia pista da taglio abbandonata, un cunicolo naturale di roccia calcareo che sale in forte pendenza, arrampicandosi sui contrafforti rocciosi che sovrastano la carreggiata principale... Garek si accascia carponi, strisciando sul ciglio di un imponente cornicione di pietra che si affaccia direttamente sul vuoto... ti schiacci al suo fianco, e ciò che si palesa sotto di voi nella nebbia dell'alba vi blocca il fiato... Siete appostati esattamente sei metri sopra la Gola Calcarea... le pareti verticali di roccia grigia scendono a picco, riducendo la pista sottostante a una strettoia di meno di quattro metri... e proprio lì in basso, parzialmente mimetizzata dal fumo debole di un braciere da campo, si distingue la pattuglia del Trono di Ferro... i quattro mercenari della gilda sono a piedi, avvolti nei loro pesanti mantelli scuri con le armature di cuoio borchiate che riflettono il chiarore arancione delle braci... due di loro tengono le balestre cariche appoggiate ai massi crollati, presidiando il punto cieco del sentiero, mentre gli altri due si stanno scaldando le mani sopra il fuoco, del tutto ignari che la tua lancia li sta minacciando dall'alto...
  4. Il silenzio che cala sui Colli del Vento Freddo è improvviso e innaturale, una bolla invisibile evocata dal fischio calante di Shage che inghiotte ogni cosa nel raggio di sei metri attorno alle due bestie... I worg spalancano le fauci bagnate di bava, i muscoli del collo tesi nell'atto di lanciare un ululato lacerante, ma dalle loro gole non esce che un soffio d'aria muto... i mostri scuotono la testa confusi, agitando le zampe sulla neve senza produrre il minimo scricchiolio, intrappolati in un vuoto sonoro che si sposta insieme a loro... Erika e Vaulath non lasciano ai guardiani della tribù dell'Osso Rotto il tempo di capire l'inganno... La guerriera scatta in avanti con una ferocia marziale impeccabile, il falcione sollevato che taglia l'aria gelida e penetra nella carne del primo worg con un fendente preciso, profondo, che macchia di sangue scuro la neve immacolata... Accanto a lei, la carne del goliath muta in un battito di ciglia sotto le pellicce: Vaulath evoca l'ira della montagna e si proietta in avanti sotto le spoglie flessuose di un massiccio leopardo delle nevi, una sagoma maculata perfettamente mimetizzata che piomba sul secondo worg con gli artigli sfoderati, atterrandolo con la pura forza bruta del suo peso felino... Lo scontro è una danza brutale e totalmente muta, dove i colpi del metallo e i morsi rabbiosi delle bestie svaniscono nel nulla non appena varcano il confine del sortilegio... Nelle retrovie, Akseli cerca freneticamente un riparo con l'impaccio tipico di chi passa le giornate sui libri anziché sui campi di battaglia... il mago inciampa goffamente nella neve fresca, rischiando di perdere l'equilibrio mentre scivola dietro il tronco nodoso di un vecchio abete crollato... Nonostante la copertura traballante e il respiro affannato, la sua mente analitica non vacilla: estrae la bacchetta di legno liscio e, sporgendosi dal tronco con dita rigide per il freddo, mormora le parole di potere... Tre dardi di pura forza magica, di un azzurro intenso, scaturiscono dalla punta della bacchetta , sibilando nell'aria gelida prima di impattare con geometrica precisione sul fianco del worg già ferito dal falcione di Erika, facendolo crollare a terra con la schiena spezzata... Il secondo worg, rimasto solo e intrappolato sotto gli artigli di Vaulath, tenta disperatamente di divincolarsi per fuggire verso la gola e avvertire il resto della tribù, ma la morsa del leopardo delle nevi e la minaccia del falcione di Erika non gli lasciano scampo... in pochi istanti di ferocia silenziosa, anche l'ultima vedetta viene abbattuta, lasciando i due corpi esanimi a terra, mentre la bolla di silenzio di Shage continua a fluttuare sopra il sangue che fuma nel gelo del crepuscolo... @ Tutti
  5. La drow all'ingresso della cappella preme rapidamente le dita sul bassorilievo della mezzaluna d'argento, attivando i chiavistelli di marmo per darvi via libera prima che l'incantesimo di James si esaurisca. Nel frattempo, la compagna vicino alla nicchia occidentale recupera le sacche con le gallette d'orzo e gli otri d'acqua, lanciandole verso Raskva. Non c'è un secondo rifugio consacrato come questo sotto Tsurlagol, sciamano, risponde l'elfa scura in testa, la voce serrata mentre si cala nuovamente il cappuccio d'argento sul volto d'ebano. Ma il condotto occidentale si immette nei vecchi canali di scolo della prima fondazione. Se quegli assassini esamineranno i vicoli ciechi, perderanno tempo. Se ci muoviamo ora tra i cunicoli ciechi e le condutture in disuso, possiamo far perdere le nostre tracce e nasconderci nel labirinto di pietra finché la risonanza non sarà svanita. Mentre le drow aprono la via di fuga sul retro, James interrompe il flusso della Trama Iridescente. I colori vibranti svaniscono dal soffitto della cappella. Lyra ed Evadne battono le palpebre, scuotendo la testa mentre la patina vitrea scompare dalle loro pupille. Non appena riacquistano il controllo dei loro corpi, la tiefling si guarda intorno con il respiro corto, stringendo d'istinto l'idolo d'osso al petto, mentre l'elfa bionda si aggrappa al braccio di James. Fortunatamente, i loro ciondoli a forma di insetto verde rimangono spenti e nessuna cantilena in lingua acquatica riprende a risuonare tra le mura. Cosa... cosa è successo? domanda Evadne, le grandi corna nere che si muovono mentre cerca di scacciare il torpore magico, mentre i suoi occhi verdi fissano lo sciamano che le sta rimettendo in piedi. Abbiamo... abbiamo sognato l'oceano. Una voce profonda che ci chiamava...poi solo luci. La drow in retroguardia non le lascia il tempo di elaborare il sogno, spingendole dolcemente verso l'apertura secondaria della nicchia. Camminate, fanciulle. Le risposte dopo. I cacciatori della terraferma hanno superato le prime difese. Vi infilate nel condotto di ventilazione occidentale in fila serrata. Lo spazio è talmente stretto da costringere Raskva a tenere il falchion basso per non farlo urtare contro le pareti calcaree, procedendo quasi piegata in due. L'aria fresca e il profumo di gelsomino del Sanctum svaniscono all'istante, sostituiti dal puzzo di melma e umidità stagnante dei vecchi canali di scolo della Tsurlagol sotterranea. Dopo quindici minuti di marcia forzata nel silenzio dei condotti secondari, la drow in testa si blocca bruscamente, sollevando la mano destra guantata. Dal cunicolo principale situato esattamente dieci metri davanti a voi, oltre la grata di manutenzione che dovreste superare, si propaga un suono agghiacciante: il sommesso, bagnato e ritmico rumore di pesanti stivali da marinaio che calpestano la melma del pavimento fognario. Qualcuno sta pattugliando il canale occidentale. Poi, una voce roca e spezzata dal fumo di tabacco , risuona rimbombando contro le volte di pietra... ...vi ho detto che il marchio si è attivato verso ovest! Le chieriche dicono che la risonanza è partita da questo settore. Controllate ogni singola intercapedine, e se trovate le ragazze, non toccatele. Il capitano vuole la tiefling e l'elfa intatte, per gli agenti dell'agenzia invece... beh, sapete cosa fare. Le drow arretrano di un metro, stringendosi contro le pareti umide del condotto e portando le mani alle else delle loro spade curve. Gli inseguitori hanno aggirato o spezzato la resistenza dei Kuo-toa molto più velocemente del previsto, e una pattuglia sta già battendo l'esatta via d'uscita che stavate percorrendo. @ Ravska @ Tutti
  6. Io tornerei alla base per dire quello che abbiamo trovato , il tempio sotterraneo ed i briganti , poi potremmo andare a cercare informazioni sulla gente del.mulino.
  7. Freydis del clan dell'orso nero Continuo a ricambiare lo sguardo del re degli uomini pesce e nel mentre faccio cenno a mio padre che può andare avanti con lo scambio... poi aspetto con le braccia conserte che il tutto finisca e nel mentre continuo a ricambiare lo sguardo del re pesce...
  8. Mevrah , The Witch Osservo dall'alto il caos della battaglia che si accende, lasciando che un grugnito di totale insofferenza mi sfugga da sotto la maschera mentre ascolto le noiose strategie di Lexander. Mi stringo nelle spalle, infastidita dal peso dei miei stessi limiti magici in questo momento. Spostare le truppe? Fingere una ritirata? Che noia...ringhio...tra l'altro, con gli incantesimi che ho dovuto sprecare oggi, mi è rimasto ben poco di utile in tasca per gestire interi drappelli o incendiare i troll. Allungo una mano artigliata verso le colline a sud-ovest, indicando i colossi che scagliano macigni con un ghigno viscido che mi solleva le cicatrici sul volto. Andiamo a prendere i giganti. Posso ancora costringere quelle bestie a chiudere gli occhi e a crollare nel fango , io li addormento con le mie fatture, e voi li macellate come maiali mentre ronfano. Muoviti, nano. Andiamo a fare un altro po' di pulizia.
  9. Io non ho preferenze o desideri , seguo la maggioranza .
  10. Lo stridore metodico dell'acciaio sulla pietra focaia si interrompe nell'esatto millesimo di secondo in cui la tua ombra eladrin si adagia sul legno del tavolo isolato, tagliando la fioca luce di sego che illumina l'angolo della colonna... Garek non sussulta... non solleva nemmeno lo sguardo dal lungo coltello da caccia, stringendo le dita nodose attorno al manico d'osso consumato mentre la sua lama rimane immobile a mezz'aria, fredda e spettrale... il mantello di pelle di lupo logoro emana un odore pungente di fumo di torba, grasso e brughiera bagnata, specchio di una vita clandestina passata a nascondersi tra gli anfratti calcarei del confine... Alle tue spalle, a ridosso del fuoco centrale, senti il muto e paranoico silenzio che ha avvolto Lyra e l'anziano Daran... la mezzelfa e il vecchio boscaiolo ti fissano dalla penombra del loro tavolo con il fiato corto e le nocche bianche, stringendosi nei loro panni logori e affidando l'intera incolumità del carico di ferro e delle loro stesse vite all'assertività della tua trattativa... Quando le tue parole sulla gola calcarea, sull'odio per il Trono di Ferro e sulla spartizione del bottino dei morti si disperdono nell'aria della locanda, il cacciatore muove finalmente i suoi occhi nel semibuio... sono pupille umane, scure, indurite da una disperazione paranoica che ha già fatto la sua scelta... solleva lentamente il volto, svelando una barba ispida coperta di polvere calcinata e una cicatrice profonda che gli corre lungo la tempia sinistra, testimonianza spietata del giorno in cui la gilda gli ha strappato le pellicce e spezzato la famiglia... Pianta il coltello direttamente sul legno unto del tavolo con uno schiocco secco, profondo, prima di curvare il busto verso la tua figura d'argento per ridurre la voce a un soffio rauco... Kren ha la lingua troppo lunga per essere un mezzorco vivo... raschia il contrabbandiere della brughiera, fissa la determinazione nei tuoi occhi e l'asta della glaive celata sotto il mantello grigio, ma ha ragione su una cosa: io venderei la mia stessa anima a un diavolo pur di vedere quegli sgherri affogare nel loro stesso sangue... quei quattro delinquenti si nascondono dietro i massi della gola, e credono che quassù passino solo pastori pronti a farsi scannare... Garek allunga una mano nodosa verso l'impugnatura del coltello piantato, le sue dita che si flettono con una fermezza glaciale che cancella i dubbi di Daran sulla sua stabilità... Ci sto, elfo... ma scordati di muovere i carri prima che il lavoro sia finito... se i cavalli si innervosiscono e iniziano a nitrire nel buio, o se il cigolio dei mozzi rimbomba tra le rocce prima del tempo, ci bloccheranno la via e saremo carne da macello... sussurra il cacciatore, gli occhi fissi sul riflesso azzurrino che intuisce sulla tua lama, ci muoveremo a piedi un'ora prima dell'alba, mentre la foschia sui crinali è ancora abbastanza densa da nascondere i nostri stivali... io vi guiderò lungo una vecchia pista da taglio abbandonata che sovrasta l'imboccatura del varco... ci posizioneremo sui cornicioni di pietra calcareo proprio sopra le loro teste, e mentre io farò muovere i sassi per distrarre le loro mire nel buio, tu calerai dall'alto con quel ferro per spezzare il loro dazio... se la tua lancia è veloce come la tua lingua, entro domani pomeriggio avrò le loro corazze borchiate... e tu avrai la tua strada pulita per Loudwater...
  11. La tua richiesta, sussurrata a bassa voce tra i fumi del brodo d'ariete, apre uno spazio di totale fiducia, spingendo i tuoi compagni a calare le proprie difese e a parlare a cuore aperto... l'anziano Daran si sporge leggermente sul legno unto, tenendo le dita nodose intrecciate vicino al boccale per non far rumore, mentre i suoi occhi rugosi lanciano un'occhiata obliqua verso la colonna di pietra calcinata dove il cacciatore continua ad affilare il ferro... Silyndor... io non nego che questo Garek possa odiare la gilda quanto noi... raschia il vecchio taglalegna, la voce ridotta a un soffio ruvido che gratta contro il freddo della sala, ma un conto è parlarne davanti a una zuppa, un conto è trovarsi le balestre puntate contro...non sappiamo nulla di lui e se quello si spaventa e scappa al primo dardo, o se decide di venderci per salvarsi la pelle, ci ritroveremmo in trappola prima ancora di muovere le ruote. Se dobbiamo rischiare la vita quassù, preferisco farlo sapendo chi mi copre le spalle. Solo noi tre... e nessun altro... Lyra Thorne ascolta le parole del boscaiolo tenendo le labbra serrate, le sue nocche che sfiorano il tessuto bagnato della tua manica... la sua mentalità di carovaniera, abituata a calcolare il rischio di ogni singola moneta e di ogni varco stradale, la porta a oscillare tra il terrore e una spietata necessità pratica... si volta verso di te, e i suoi occhi cangianti riflettono il chiarore fioco delle candele di sego... Daran ha ragione a diffidare, Silyndor... nella gilda commerciale l'argento compra chiunque, e la disperazione può rendere gli uomini molto pericolosi... mormora la mezzelfa, abbassando la testa per non attirare gli sguardi dei pastori adiacenti al focolare, ma io conosco la gola calcarea per averci fatto passare le merci l'estate scorsa... è un imbuto di roccia stretto, buio... se andiamo da soli e la pattuglia si accorge del cigolio delle nostre ruote prima dell'impatto, ci bersaglieranno o bloccheranno la via e saremo spacciati... se questo Garek conosce davvero i punti ciechi il suo aiuto potrebbe essere l'unica cosa che ci separa da Loudwater... io dico di metterlo alla prova... avvicinalo, parlagli dal buio, ma non rivelargli cosa trasportiamo nei carri finché non saremo all'imboccatura del varco... vedi se i suoi occhi tremano quando gli prometti il ferro dei morti... Le perplessità dei tuoi compagni sono sul tavolo, lucide e paranoiche come la terra ruda che calpestate...
  12. No no , va bene che ci conosciamo da prima e che mi abbia reclutato .
  13. Le tue parole calano sul tavolo di legno grezzo con la freddezza tagliente di una lama celestiale, raggelando per un istante persino il respiro paranoico del locandiere mezzorco... Kren si blocca con il mestolo di ferro ancora sollevato sopra il calderone, fissa le tue pupille elfe con uno sguardo in cui la diffidenza rurale si mescola a un improvviso, spietato rispetto... non è abituato a sentire un viandante stanco parlare di far sparire una pattuglia del Trono di Ferro come se si trattasse di ripulire un nido di ratti nel fango, ma la tua domanda diretta sulla sparizione dei predoni spegne ogni sua obiezione commerciale... Appoggia le mani nodose sul legno unto del tavolo, curva il busto massiccio verso la tua figura e abbassa la voce fino a ridurla a un sussurro roco, viscido di fumo e di complicità... Se sparisse, elfo?... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, le sue piccole pupille iniettate di sangue che scansionano la penombra per accertarsi che i pastori attorno al fuoco siano troppo distanti per udire, se quei quattro delinquenti non tornassero alla base, il Trono impiegherà almeno tre giorni prima di mandare un'altra ronda a controllare perché la gola è silenziosa... quassù a Zelbross nessuno farebbe domande e nessuno piangerebbe la loro carne... ma quattro uomini armati sono un osso duro per una lancia sola e un boscaiolo vecchio. Vi sventreranno prima ancora di darvi il tempo di muovere le ruote nella gola... però... c'è qualcuno che vi può dare una mano a pareggiare i conti... Kren ruota leggermente il volto di profilo, indica con un cenno del mento un angolo ancora più buio della sala comune, parzialmente nascosto da una colonna di pietra calcinata... Lì, seduto da solo davanti a un boccale di terracotta vuoto, c'è un cacciatore di frontiera coperto da un mantello di pelle di lupo logoro, intento ad affilare un lungo coltello da caccia con una pietra focaia, in totale silenzio... Quello è Garek... sussurra l'ibrido, la voce ridotta a un soffio pesante, l'autunno scorso quegli scagnozzi della gilda gli hanno sequestrato il carico di pellicce e gli hanno azzoppato il fratello per un mancato dazio sulla carovaniera. Conosce la gola calcarea meglio delle sue dita, sa dove piazzare i lacci per farli inciampare nel buio e odia il Trono più di quanto tu odi i diavoli... ha un debito di sangue con loro e un debito di gioco con me. Se gli prometti che terrà le loro armature o le loro armi come bottino, vi aiuterà di certo... Al tuo fianco, l'anziano Daran posa il cucchiaio nella ciotola, scambiando un'occhiata tesa, carica di profonda diffidenza, con te e con Lyra Thorne... il vecchio taglalegna fissa lo sconosciuto nell'ombra con le sopracciglia aggrottate, stringendo nervosamente i pugni sotto il tavolo...e anche gli occhi cangianti di Lyra si fissano sul tuo volto, lacerati tra il terrore di un agguato dei mercenari e la paranoia di stringere un patto con una carogna della brughiera... la borsa dell'argento è quasi vuota, ma l'autorità della tua figura e la promessa del bottino dei morti potrebbero comprare l'acciaio di cui avete disperatamente bisogno per superare la gola prima del mattino... Kren si raddrizza, torna verso il bancone con il calderone e vi lascia al peso di questa nuova, decisiva carta da giocare tra le ombre della taverna... la zuppa fuma sul tavolo, il cacciatore affila il ferro nell'angolo buio e la decisione su come arruolare questa guida sconosciuta o come pianificare l'agguato spetta interamente alle tue parole...
  14. @Alonewolf87 il mio personaggio appartiene all'ordine del sudario , devota di Pharasma è un problema?
  15. Nethlypsis Alrishkmel Vyravys , Tielfing (nata da genitori elfi) stregona sangue di drago AAscolto lo sfogo impaziente di Eril e scuoto leggermente la testa, cercando di smorzare i toni. Questa torre trabocca di protezioni magiche e ci sono più guardie che pietre qui intorno; l'accademia non corre un vero pericolo immediato. Torno a guardare l'Alchimista, riprendendo il filo del discorso con più calma.Come dicevo, là fuori la situazione è confusa, ma qui dentro dovremmo essere al sicuro. Il vero problema non è l'accademia, sono le persone innocenti nei villaggi che stanno subendo gli effetti di quelle strane creature. Faccio un piccolo passo in avanti verso il tavolino, studiando le sue reazioni. Visto che i tuoi appunti sono finiti nelle mani sbagliate, c'è un modo per neutralizzare questi 'falsi licantropi' o le creature di fango? Se tu hai corretto i processi di creazione, saprai anche quali sono i loro punti deboli...
  16. Jane Doe Mentre i miei compagni gestiscono le reazioni dei presenti, tengo gli occhi fissi sul ragazzo atterrito e sul vecchio sacerdote. Dietro la mia maschera di freddezza, so che ogni tassello si sta allineando...trovare i responsabili di questo sacrilegio è l'unico modo per compiere il volere della Regina dei Corvi. Quell'Oni ferale l'ha presa solo per darla a loro...dico con voce piatta e tagliente...e loro l'hanno gettata nell'acqua per corrompere la ninfa... Sposto lo sguardo gelido direttamente sull'Abate, esigendo una risposta immediata prima che il colpevole possa accorgersi di essere stato scoperto. Quali dei vostri sacerdoti gestiscono i contatti con i ferali? Voglio i nomi, adesso... @ DM
  17. Il suono della sua voce così calma mi scivola addosso, ma non ci capisco granché e la sua pietà finisce solo per irritarmi. Sento le dita stringersi attorno alla cinghia della borsa fino a far sbiancare le nocche. Alleviare il tuo peso? Ascoltala, la piccola formica crede di poter aggiustare le cose con le sue canzoncine, sibila la spada nella mia testa, la sua voce metallica che stride come ferro sulla pietra, sollevando un'ondata di feroce derisione. Tagliale la lingua, Angbroda. Portale via la testa e andiamocene. Un ago di dolore mi perfora la tempia destra. Serro i denti, emettendo un respiro sibilante dal naso. Tra la lama che urla e i miei pensieri che si accavallano come una matassa aggrovigliata, fatico a concentrarmi. Fisso Shanny con gli occhi ridotti a due fessure gelide, mentre lei cammina all'indietro con una sicurezza che mi dà sui nervi. Ti consiglio di stare zitta e non scavare nella mia testa, elfa, rispondo, e la mia voce perde ogni briciolo di cordialità, scendendo a un tono secco e tagliente. I miei pesi sono miei. Non mi serve l'aiuto di nessuno, tantomeno il tuo. Concentrati sulla strada. La conversazione fortunatamente si sposta su queste benedette tracce. Shanny parla di impronte strane, di roba camuffata, di animali passati tutti insieme. Onestamente, tutti questi dettagli mi confondono e mi fanno solo aumentare il mal di testa. Non ho voglia di stare a pensare a chi o cosa abbia calpestato le foglie. Per me esiste solo una regola: se cammina, si può colpire. Avanziamo lasciandoci alle spalle il sole accecante dei campi. L'aria cambia di colpo non appena mettiamo piede sotto la volta della foresta: l'ombra degli alberi secolari ci accoglie con un brivido umido, e l'odore di resina, terra bagnata e muschio sostituisce quello del grano. Le mie dita scivolano istintivamente sull'impugnatura della spada. Non sto a fare piani, stringo l'elsa solo perché se qualcosa balza fuori dai cespugli voglio essere la prima a menare le mani. Troppe parole per delle impronte, grugnisco a bassa voce, calpestando i rami secchi sul sentiero senza badare troppo a dove metto i piedi. Bestie umane, mostri, creature magiche... a me non importa cosa sia. Se questa cosa si nasconde nel tuo bosco e porta minaccia, la troveremo e la faremo a pezzi. Punto. Mi guardo intorno in modo distratto, più infastidita dall'ombra che si allunga che focalizzata sui pericoli nascosti. Justice si muove silenziosa al fianco della sacerdotessa, mentre io continuo a camminare dietro di loro, tenendo la mano ben salda sull'arma. Portami nel posto dove hai visto quel casino sul terreno, Shanny. Smettiamo di parlare e andiamo a vedere di persona. Se c'è qualcosa da uccidere, preferisco farlo prima che mi passi del tutto la pazienza.
  18. Freydis del clan dell'orso nero Ricambio lo sguardo del re pesce e poi pianto la lancia vicino ai miei piedi... Spero si che voglia ballare ancora...dico ridacchiando... poi aspetto trpidante di vedere come si evolverà la situazione
  19. Il sordo scatto della serratura arrugginita mette fine alla contrattazione nel fango, lasciando che le tue ultime, velate minacce sul peso dei metalli più pesanti si disperdano nel vento freddo del crepuscolo... Kren si limita a emettere un grugnito rauco da dietro la zanna sporgente, un cenno rigido della testa che riconosce la letale promessa del tuo falcione prima di agguantare i due pezzi d'argento che Lyra Thorne gli porge con dita rapide e precise... la mezzelfa scuote la testa, incrociando il tuo sguardo con un cenno silenzioso mentre il locandiere mezzorco si allontana nel fango a passi pesanti, scomparendo dietro la porta di legno della taverna con le sue ceste di torba e lasciandovi soli nell'oscurità protetta della rimessa... Non appena i battenti di pino si chiudono isolandovi dal cortile esterno, ti muovi nel semibuio per ispezionare ogni singolo angolo della struttura di pietra calcarea... i tuoi occhi crepuscolari perlustrano le pareti umide, le vecchie mangiatoie e le travi del soffitto, assicurandosi che non vi siano varchi nascosti o occhi indiscreti pronti a fregarvi... tutto è a posto: la stalla è solida, buia e l'odore penetrante del fieno vecchio mimetizza l'odore selvaggio che i muli si portano ancora addosso dal Bosco Nebbioso... al tuo fianco, Lyra e l'anziano Daran sbarrano i catenacci interni con la metodica fretta della gente di frontiera, coprendo i teloni del ferro pesante con strati di fieno per far sembrare i carri semplici trasporti di foraggio rurale... Il tuo severo avvertimento sulla versione da tenere in caso di domande fende il silenzio della rimessa come un ordine marziale... Lyra si stringe lo scialle di lana sul petto, le suas doti commerciali che riemergono sotto il pallido riflesso della brughiera... Se qualcuno chiede, siamo mercanti di fieno della bassa valle rimasti bloccati dalla frana sui crinali alti... sussurra la mezzelfa, la voce ferma che cerca la tua figura nell'oscurità della stalla, Daran è il nostro conducente e tu sei la nostra scorta... non faremo nomi e non accetteremo birra da nessuno... paghiamo il brodo, ascoltiamo Kren e poi torniamo qui a dormire sui pagliaricci a ridosso del carico... Il vecchio boscaiolo annuisce in silenzio, pulendosi le dita sporche di grasso sui pantaloni logori prima di posizionarsi vicino all'asta della tua lancia... vi compattate a ridosso della soglia interna, lasciando che la fatica biologica di questo lungo pomeriggio di Ches si adagi sui vostri muscoli stanchi... avete affrontato i ragni, spezzato l'idolo della segheria e camminato per ore sotto il sole calante dell'altopiano; il bisogno di un riparo asciutto e di un focolare caldo è l'unica cosa che conta prima che la notte si mangi del tutto i crinali superiori... Spingi delicatamente la porta sul retro della taverna ed entri nella sala comune, lasciando che il debole calore di un focolare di torba centrale vi investa la pelle insieme al fumo denso e all'odore acre di grasso di montone... La bettola è un anfratto buio, illuminato solo da poche candele di sego che proiettano ombre deformi sulle pareti di pietra scura... seduti attorno al fuoco ci sono solo quattro pastori del posto, che interrompono il loro brusio sommesso per fissare i tuoi tratti elfi con la consueta, fredda diffidenza delle comunità isolate, prima di tornare a curvarsi sui loro boccali di terracotta... seguendo il cenno del mento di Kren, vi accomodate rapidamente al tavolo di legno grezzo situato nell'angolo più buio e riparato della sala, lontano dalle finestre e dalle fiamme centrale... ti posizioni sulla sedia che offre la visuale completa sulla porta, stringendo la glaive tra le gambe sotto i teloni del mantello... Pochi istanti dopo, i passi pesanti di Kren fanno scricchiolare le assi unte... il mezzorco si avvicina al vostro angolo isolato reggendo un vassoio di legno scheggiato, posando sul tavolo tre ciotole di terracotta bollenti da cui sale il vapore denso e odoroso del brodo d'ariete... l'odore della carne grassa e delle rape aggredisce piacevolmente i vostri sensi stanchi, mentre il locandiere appoggia le mani nodose sul legno, curvando il busto massiccio verso di te... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la penombra della sala per assicurarsi che i pastori siano fuori tiro, prima di abbassare la voce fino a ridurla a un sussurro paranoico e roco, pronto a rivelare il prezzo del suo dazio informativo... Mangiate mentre è caldo, viandanti... e aprite bene le orecchie... raschia il mezzorco da dietro la zanna sporgente, lo sguardo fisso sulla tua figura fiera, oggi pomeriggio, due cacciatori di frontiera scesi dai crinali superiori si sono fermati qui prima di voi... hanno giurato che una pattuglia volante della gilda si è appostata lungo la vecchia pista carovaniera che scende verso Loudwater... quattro uomini a cavallo con le armature di cuoio scuro e i simboli del Trono di Ferro ben nascosti sotto i mantelli... stanno bloccando la gola calcarea più avanti, perquisendo ogni singolo carro che tenta il passaggio per riscuotere i dazi sul ferro e sequestrare le merci dei mercanti indipendenti... Lyra Thorne afferra il cucchiaio di legno ma si blocca a mezz'aria, le sue nocche che tornano bianche nella penombra mentre i suoi occhi cangianti si fissano dritti sul tuo volto... @
  20. Le tue parole tagliano il freddo del crepuscolo con la fermezza del marmo, facendo oscillare la tensione nel cortile bagnato... Kren incassa l'insulto sul suo letamaio senza muovere un singolo muscolo della mascella verde, limitandosi a stringere le labbra attorno alla zanna sporgente... le sue piccole pupille iniettate di sangue scansionano la tua figura con una freddezza calcolata, catturando l'assoluta mancanza di timore nei tuoi occhi crepuscolari e il riflesso azzurrino che ancora latita sul ferro della tua glaive... non c'è lo scatto d'ira di un bruto; il mezzorco ha vissuto abbastanza inverni sulla frontiera da sapere che l'orgoglio non riempie la pancia, e che un guerriero capace di pronunciare il nome del Trono di Ferro con quel disprezzo glaciale è un cliente molto più remunerativo di un pastore di pecore... Alle tue spalle, senti lo scialle di Lyra Thorne scricchiolare sul legno del sedile... la mezzelfa trattiene il fiato, la nuca tesa per lo sbigottimento davanti alla tua totale, spietata assenza di filtri... non sa se hai detto ciò che si aspettava, ma la dignità con cui rivendichi il diritto di quelle merci e la protezione della carovana accende nei suoi occhi cangianti una scintilla di speranza che nessuna guardia di Secomber le aveva mai concesso... Kren emette un grugnito rauco, una specie di risata soffocata che gli scuote il petto massiccio, prima di sputare un rigurgito amaro nel fango calcareo... I corrotti del Trono... raschia il locandiere, la voce pesante che perde gran parte della sua ostilità commerciale per farsi bassa, confidenziale, hai fegato, elfo... o sei solo molto stupido... qui a Zelbross quegli sgherri sono considerati dei parassiti che rovinano i pochi scambi rimasti liberi... ma il loro argento pesa esattamente come il tuo... Il mezzorco afferra la grossa chiave di ferro che gli pende dalla cintura, facendola ruotare tra le dita nodose prima di infilare il dente di metallo nella serratura della catena che sbarra la stalla... lo schiocco della serratura arrugginita fende il silenzio del cortile come una promessa mantenuta... Kren spinge con la spalla le assi di pino marcite, aprendo il varco buio e asciutto della stalla, dove l'odore di paglia fresca e resina offre finalmente un rifugio sicuro per le ruote e i muli... Il prezzo per chi non vuole rogne è un pezzo d'argento a carro per la notte... e il tuo totale, assoluto silenzio se qualcuno dovesse fare domande nella sala comune... sussurra l'ibrido, piantandosi sul limitare della porta sul retro per lasciar passare la testa del primo mulo guidato da Lyra, portate dentro le bestie prima che la nebbia si mangi la via... una volta sbarrate le assi, venite dentro... c'è del brodo d'ariete sul focolare e vi dirò cosa hanno visto i cacciatori di frontiera lungo la carovaniera che scende verso Loudwater nelle ultime due notti... muovetevi... Daran scivola giù dal retro con la scure in mano, muovendosi con la metodica fretta della gente di foresta per imbrigliare le bestie all'interno , mentre Lyra ti rivolge un'occhiata carica di un sollievo profondo, viscerale, prima di far sparire i teloni del carico nell'oscurità protetta della rimessa
  21. Il Sanctum della Luna Silente si riempie improvvisamente di una luce strabiliante quando James evoca lo spirito dei cieli legato alla sua anima. Un reticolo di colori vibranti, caldi e cangianti si materializza sopra il giaciglio delle gemelle, proiettando fasci di luce iridescente che avvolgono i corpi rigidi di Lyra ed Evadne. La potenza della Trama Iridescente si abbatte sulla trance delle fanciulle e l'effetto è immediato. I loro corpi si distendono di colpo, i sussurri sibilanti in lingua acquatica si spengono e il vapore si dissolve. Entrambe spalancano gli occhi verdi, ma le loro pupille sono catturate e totalmente affascinate dai pattern di luce ipnotica che James fa danzare sopra di loro. Rimangono immobili, con lo sguardo fisso nel vuoto, finalmente calme. Al centro della stanza, anche il piccolo imbuto ribollente nella fonte rallenta fino a fermarsi, tornando a essere una superficie liscia. Raskva, che era avanzata pronta a colpire di piatto con il falchion, si blocca a pochi centimetri dal giaciglio, vedendo la situazione stabilizzarsi grazie alla magia del compagno. La drow vicino alla porta allenta la presa sulla lama ricurva, lasciando andare un sospiro. La risonanza si è interrotta, sciamano. La tua magia celestiale ha spezzato il legame prima che i sigilli della stanza cedessero. Tuttavia, proprio mentre la pace sembra tornare nel Sanctum, la superficie dell'acqua della fonte – ora perfettamente immobile e limpida come uno specchio – non riflette più il soffitto della cappella. A causa della vicinanza alla vasca, James e Raskva notano subito l'anomalia. Sul fondo della pietra, l'acqua proietta un'immagine magica e in tempo reale della cisterna fognaria che avete superato un'ora fa. Ma la quiete di quella stanza è andata in pezzi: l'acqua profonda della riserva è scossa da gorghi violenti ed è tinta del rosso del sangue fresco. Attraverso lo specchio d'acqua, vedete alcune figure avvolte in pesanti mantelli scuri che brandiscono lame corte, affiancate da altre sagome sinistre che scagliano dardi di energia violacea e malsana, la stessa identica magia d'ombra che ha proscugato le guardie cittadine sul pavimento. Stanno affrontando la tribù dei Kuo-toa in un brutale scontro all'ultimo sangue. Le creature-pesce stanno mantenendo fede alla parola data a Evadne: combattono con una furia fanatica, usando artigli viscidi e arpioni per trascinare gli assalitori nell'acqua nera. È una carneficina sotterranea silenziosa. Gli inseguitori stanno sterminando i Kuo-toa con una spietatezza metodica, e l'immagine mostra chiaramente che, nonostante la strenua difesa della tribù, le figure scure stanno guadagnando terreno sulla passerella di pietra, avanzando verso l'altare dove ci sono i vostri nomi. Tra pochi minuti il blocco dei Kuo-toa cadrà, e gli assalitori avranno la via libera verso questo settore delle catacombe. Le due drow si avvicinano al bordo della fonte, fissando lo scontro nell'acqua con gli occhi sgranati. Chiunque abbia lasciato quel marchio di morte sulla parete vi è già alle costole, sibila la drow in avanguardia, indicando le figure scure che stanno abbattendo gli ultimi uomini-pesce. I Kuo-toa stanno fungendo da scudo, ma non dureranno a lungo contro quel potere oscuro. Sanno che siete scesi in questa zona del sottosuolo. Se superano la cisterna, inizieranno a setacciare ogni cunicolo intorno al Sanctum. L'immagine riflessa nell'acqua pulsa due volte e poi svanisce, lasciando la fonte di nuovo normale, mentre le gemelle restano immobili sulla branda, ancora incantate dalle luci iridescenti di James. Il Sanctum è schermato e sicuro, ma gli autori di quel macabro messaggio sono letteralmente fuori dalla vostra porta di pietra. @ Tutti
  22. Mentre Lorelai è fuori, scossa dai conati e appoggiata al granito freddo del muro esterno della locanda, la reazione al tavolo è immediata ed estremamente coordinata. Le parole di Tiburzia suggellano la decisione della compagnia di puntare ai nani, ma il suo sguardo vigile intercetta subito il movimento dei due ceffi del Consorzio Minerario. Un sussurro rapido avverte il gruppo e, in pochi istanti, la tavolata si svuota con la fluidità tipica dei veterani. Arkyn e Godluin lasciano cadere le monete sul legno per saldare i conti e scattano verso la porta; lo straniero lancia un'occhiata d'intesa ai possenti Bugbear della sicurezza, mentre la sua mano scende naturale sull'elsa dell'arma. Lord Eryndor si alza per ultimo con il passo pesante e pragmatico del capofamiglia: borbotta per l'ennesimo guaio, spende un paio di parole in Silvano e porta la mano alla spada, guidato da quell'istinto paterno che lo spinge a proteggere i più giovani, incurante di quanto Lorelai possa o meno gradire il soccorso. Quando spingete la pesante porta di rovere ed emergete nel vicolo cieco laterale del Corvo d'Oro, l'aria gelida e penetrante del nord vi colpisce il volto, portando con sé l’odore acre dello stallatico e del fango di Crunrith. La scena si sviluppa sotto la luce spettrale e debole della Luna, parzialmente oscurata dal fumo dei bracieri delle mura. I due uomini del Consorzio sono già a ridosso di Lorelai, che è ancora debole e curva a causa dei postumi della sbornia. Quello con il giaccone di pelle rinforzato a scaglie di ferro ha già allungato un braccio massiccio, afferrandola brutalmente per la spalla per raddrizzarla contro il muro, mentre il secondo ceffo estrae dalla cintura un pesante sfollagente di legno piombato. Guarda un po' cosa ha sputato fuori la taverna, ringhia l'uomo con le scaglie di ferro, stringendo la presa sulla Shadar-kai senza accorgersi della porta che si è appena richiusa alle sue spalle. Una forestiera svenevole del sud che non regge l'idromele. Vediamo se hai qualche bella moneta d'oro del Consorzio in tasca, o se dobbiamo farti pagare il disturbo in un altro modo... Il tintinnio degli anelli dell'armatura di Lord Eryndor e il rumore degli stivali di Arkyn e Godluin sulle assi di legno marcescenti del vicolo interrompono bruscamente il secondo uomo. Il ceffo con lo sfollagente si volta di scatto, sgranando gli occhi nel vedere l'intera compagnia schierata a pochi passi di distanza nell'oscurità del vicolo, con le mani già pronte sulle armi... @ Tutti
  23. Mentre l'ombra della sera inghiotte i Colli del Vento Freddo, il resoconto di Vaulath fa calare un silenzio teso tra le piante di pino... Shage cessa ogni battuta e stringe i pugni, concentrandosi sull'immagine di quel "senza pelo" immortale e alieno, convinto che non si tratti di un semplice uomo, ma di una minaccia planare o di un corpo consumato che fa da antenna per i Tre Senza Nome... Erika ascolta stringendo i denti, mentre Akseli dà un'occhiata d'intesa alla borsa in cui solitamente si apposta Torvveisallen, realizzando che la capacità dei druidi di legarsi alle menti selvagge ha appena fornito un quadro tattico spietato: là dentro ci sono troppe lame e troppi denti per un assalto frontale scoperto... La descrizione della terra che "rimane muta" attorno a quell'essere e del suo parlare a un "muro piatto" conferma i peggiori timori del mago: l'influenza dell'Architetto del Vuoto ha già cancellato la profondità della roccia in quel punto, trasformando la pietra in una superficie priva di volume proprio come accadeva nella grotta, e quel capo misterioso sta comunicando direttamente con le crepe della realtà... Il fumo grigio continua a salire dalla gola rocciosa, ma ora il sibilo del vento tra gli aghi di pino porta con sé un odore più denso... un sentore selvatico, di pelliccia bagnata e carne putrida... A poche decine di metri da voi, coperto dal buio crescente, si avverte un sordo ringhio gutturale, seguito dallo scricchiolio della neve calpestata da zampe pesanti... Due massicci worg dalle pellicce irsute e dagli occhi gialli e feroci sono appena emersi dalla boscaglia per controllare i confini del perimetro... sono le vedette della tribù dell'Osso Rotto... le loro narici fremono nell'aria gelida, hanno avvertito l'odore insolito dei cavalli dell'Abbazia nascosti tra gli alberi e stanno allungando il passo con le bave che colano sul ghiaccio, pronti a lanciare l'ululato che richiamerà l'intero accampamento... @ Tutti
  24. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    I ferri del mestiere scivolano tra le incrostazioni di sangue rappreso con precisione millimetrica. Isolata dal caos circostante e guidata dal canto della drow, Fiore Della Giungla sfrutta magistralmente l'impulso dell'Ispirazione Bardica e fa scattare il secondo blocco interno: un clack pesante si ripercuote lungo le tubature d'ottone. Ne manca solo uno per liberare i cardini della gigantesca struttura. Accanto a lei, la nebbia si condensa repentinamente. Devras interrompe la sua forma aerea, facendo impattare gli stivali sul fango mentre il suo bastone si impregna dell'energia verde e pulsante della terra. Il druido si frappone tra la compagna e la marea d'inchiostro semovente, mantenendo i muscoli tesi e pronti a scaricare il colpo sul primo lembo di oscurità che oserà avvicinarsi. Dalla distanza, la reazione del gruppo è immediata e devastante. Zarath solleva le braccia e i suoi tatuaggi magici prendono vita sotto la luce scarlatta della luna. I viticci d'inchiostro scuro si estendono fluidi come fruste dalle sue braccia, saettando attraverso le sbarre della cancellata metallica. Le appendici magiche artigliano l'oscurità fluida che si stava ammassando sul fango, lacerando la biomassa semovente e disperdendola in mille filamenti inerti che evaporano nell'aria fredda. Sulla parete di ossidiana di destra, l'altra chiazza scura scivola rapida per aggirare le difese, ma Shamàsh avanza con passo marziale. Il paladino solleva la mano libera e tre dardi di pura energia crepitante saettano dalle sue dita. I raggi di forza pura impattano la roccia a pochi centimetri da Devras, centrando in pieno l'ombra arrampicata: l'energia magica disgrega la consistenza liquida della minaccia, frantumando la parete in un crollo di schegge lucide. Kaelen, rimasto nelle retrovie con gli occhi sbarrati, osserva incredulo i viticci di Zarath e i dardi di Shamàsh contenere una minaccia che credeva inarrestabile. Ma l'avamposto non ha ancora finito di sussurrare. Il fango intorno alla cancellata inizia a ribollire e altre ombre proiettate dalle torrette crollate iniziano a convergere, attirate dal rumore e dal calore dei corpi ora ammassati vicini alla serratura. L'ultimo perno riceve l'inserimento del ferro da scasso. I cardini della cancellata emettono un gemito metallico acuto, e le tubature d'ottone soprastanti iniziano a vibrare violentemente, come se qualcosa all'interno dell'avamposto si fosse accorto del tentativo di forzatura e stesse pompando nuova melma scura lungo i condotti. Mentre l'acciaio stride contro l'acciaio, la terra stessa sotto i piedi del gruppo sembra lanciare un avvertimento. Le vibrazioni che corrono lungo le pareti di ardesia si fanno più intense, ritmiche e profonde, quasi un battito cardiaco sotterraneo che scuote la gola dei Sentieri Morti. La Cenere di Vuoto, sollevata dal vento da est, comincia a turbinare in mulinelli sempre più densi e soffocanti, riducendo drasticamente la visibilità. Le ombre proiettate dalle torrette dell'avamposto non si limitano più a strisciare: si allungano verso l'alto, staccandosi parzialmente dalla pietra per assumere contorni minacciosi e artigliati che fluttuano nell'aria fredda. Un fischio acuto di pressione surriscaldata sibila dalle fessure delle vecchie baracche abbandonate, e l'odore dolciastro di decomposizione si trasforma in un miasma soffocante di ozono e zolfo bollente. Il tempo a disposizione è praticamente azzerato...la sensazione opprimente che l'intero canyon stia per essere sigillato o che una marea d'oscurità ben più vasta stia per riversarsi oltre le torri è ormai una certezza palpabile per tutti i presenti. @ Tutti

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