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Dardan

Circolo degli Antichi
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  1. Vedere il nano esitare con l'arco in mano e Lexander tirare fuori le sue bacchette curative nel bel mezzo del fango mi fa quasi vomitare. Un verso disgustato mi sfugge da sotto la maschera mentre tengo gli occhi piantati sui giganti là davanti. Curare i graffi adesso? Ma vi siete rammolliti?...ringhio contro Lexander, lanciandogli un'occhiata carica di fiele. E tu, nano, pianta quelle gambe corte a terra e tira con quell'arco se proprio non vuoi caricare! Inutile stare qui a guardarli in faccia. Sputo a terra, stringendo i feticci sul petto con dita impazienti, ma decido di non muovere un passo, aspettando che quelle montagne di carne facciano l'errore di accorciare le distanze per prime. Comunque concordo...lasciamo che vengano avanti loro a prenderci , preparate le lame , appena uno di quei bestioni fa un passo di troppo ed entra nel mio raggio d'azione, lo mando a dormire direttamente nel fango. @ DM
  2. Il ricordo di quella notte asciutta e travolgente, consumata tra le assi dello stallaggio mentre i catenacci di Daran vi isolavano dal resto del mondo, brucia ancora sotto i tuoi abiti puliti come una fiammata di pura e primordiale rinascita... l'unione dei vostri corpi, coordinata con quella sapiente e protettiva maestria di Lyra che ha saputo aggirare i limiti della tua carne ferita, ha dato un senso definitivo a millenni di esilio e prigionia... ha trasformato il letamaio della frontiera nel tempio segreto del tuo risveglio, dimostrandoti che ogni singolo battito di ciglia passato in catene ha trovato il suo riscatto nell'istante esatto in cui le deine labbra hanno cercato le sue nel buio... Le scuse liturgiche e l'incredibile monologo di ringraziamento che hai rivolto ad Hanali Celani sotto la prima luce del mattino hanno sigillato questo amore imprevisto ma travolgente, permettendo alla grazia della Dea del Cuore d'Oro di scivolare tra le tue dita... la debole energia elettrica della Trama ha suturato miracolosamente i vasi lacerati, sigillando la ferita pulita ed eliminando ogni minaccia di infezione comune a questo regno mortale... ti ritrovi al massimo delle tue forze, con le gambe nuovamente salde sul ciottolato e lo spirito interamente risanato... Ora, mentre i due grossi carri varcano la soglia del cortile interno della fonderia e il vecchio Daran fissa con saggia e paterna discrezione la strada per non notare l'evidente intesa nei vostri sguardi, i tuoi sensi crepuscolari si ridestano con la massima, geometrica lucidità... i carri si arrestano sulla grande bilancia a bilico incassata nel terreno calcareo, e Lyra Thorne fa un passo avanti verso il mastro artigiano... le tue pupille d'argento scansionano ogni singola ruga bruciata sul volto del nano Thargin, analizzando la postura delle sue braccia muscolari e il modo in cui le sue dita nodose accarezzano i nodi di cuoio della barba grigia nel fumo denso della fornace centrale... Il responso del tuo istinto e la tua capacità di percepire le intenzioni sono immediati, puliti: Thargin non sta mentendo... non c'è traccia del viscido parassitismo o della paranoia burocratica che caratterizzavano gli agenti del Trono di Ferro a Secomber... la sua è la ruda e orgogliosa onestà degli artigiani del Delimbiyr, un individuo concreto che valuta la purezza del metallo unicamente per il proprio profitto e che preferisce sbarrare i portoni interni solo per non far ingolosire i fabbri rivali del porto fluviale... la tua ispezione dello spazio circostante ti conferma che l'officina è sicura, gli operai sono concentrati unicamente sui magli idraulici e la privacy del carico è interamente preservata all'interno delle mura... Il pesante portone di quercia del cortile si chiude alle vostre spalle con un boato sordo, isolandovi dal molo e riducendo lo stridore della città a un brusio soffocato... Thargin fa scattare il catenaccio di ferro, per poi voltarsi verso Lyra con uno scrigno di legno rinforzato e un rotolo di pergamena tra le mani nodose, pronto a formalizzare l'acquisto... L'assenso silenzioso impresso nei tuoi occhi crepuscolari scioglie l'ultima frazione di secondo di esitazione... Lyra Thorne fa un passo avanti verso il tavolo da carpentiere con una fiera leggerezza nei movimenti, intingendo la penna d'oca nel calamaio per apporre la sua firma specchiata sulla bolla di scarico dei Lord... Thargin annuisce con un grugnito di soddisfazione, aprendo lo scrigno sul legno del bancone... Per garantire la massima sicurezza ed evitare il trasporto di trentasei chili di conio pesante, il nano formalizza il pagamento dell'intero valore di quattromila monete d'argento stendendo sul tavolo una Lettera di Credito commerciale sigillata con la ceralacca della tesoreria dei cambiavalute della città, che attesta il deposito della fortuna nei forzieri blindati di Loudwater, protetti dalle guardie dei Lord... accanto al documento, Thargin vi consegna un sacchetto di tela contenente cinquanta monete d'argento per disporre subito del conio liquido immediato necessario per le spese della giornata... Per la prima volta da quando avete abbandonato Secomber, il peso dell'incertezza economica si dissolve , la pergamena tascabile e sicura svanisce nel corsetto di Lyra, mentre la scarsella degli spiccioli viene stretta alla sua cintura con un sospiro di profondo sollievo... Non c'è spazio per l'ozio sotto le travi annerite di Thargin: imbracciata la glaive per poggiarla momentaneamente contro la parete calcinata, offri il vigore della tua carne interamente risanata per aiutare il vecchio Daran nelle operazioni di scarico... Le braccia massicce del boscaiolo e la tua precisione geometrica sollevano le pesanti barre di ferro grezzo dai pianali dei carri, allineandole sulle cataste di stoccaggio della fonderia con una sequenza di colpi sordi e ritmici... ad ogni pezzo rimosso, i mozzi di legno e le balestre dei due mezzi si sollevano visibilmente, liberati finalmente dal giogo di quel carico pesante che per giorni ha dettato il ritmo forzato della vostra fuga... i cavalli da tiro emettono piccoli nitriti di sollievo, avvertendo l'improvviso alleggerimento delle stanghe... Thargin esamina l'ultima pila di metallo con un'occhiata clinica e calcolatrice, prima di ripulirsi le mani nodose sul grembiule di pelle di bue e rivolgersi a te, stringendo i nodi di cuoio della sua barba grigia... Il ferro è tutto nei miei magazzini, elfo... e la bolla è registrata... dice il mastro artigiano, la voce profonda che sovrasta lo stridore dei magli idraulici azionati dal fiume, l'affare con Thargin è concluso in onore. Avete dell'ottimo materiale e quella ragazza sa come condurre una trattativa della valle... se cercate un posto sicuro dove spendere una frazione di quel dazio e far riposare la testa lontano dai parassiti del porto, vi consiglio di risalire la via dei mercanti fino alla locanda Della Lancia Spezzata... il proprietario è un vecchio soldato della guarnigione che non ama le intromissioni delle gilde e serve della birra che rimette al mondo i viandanti... Il nano fa scattare nuovamente i pesanti catenacci di ferro, spingendo i battenti di quercia per riaprire il cortile interno verso la luce pulita del mattino... la banchina orientale vi si palesa davanti agli stivali, animata dal passaggio pacifico di barcaioli e carrettieri rionali sotto il sole di Ches... Lyra Thorne risale sul sedile di guida del carro principale tenendo la scarsella dell'argento vivo alla cintura, mentre Daran prende posto sul secondo mezzo, tenendo le redini pronte per liberare la via davanti alla fonderia
  3. Mentre l'oscurità inghiotte definitivamente i Colli , vi lasciate alle spalle le carcasse delle due vedette e vi rimettete in marcia, muovendovi a piedi con estrema cautela lungo il margine della pista innevata... Lasciate i cavalli al sicuro e al coperto tra gli abeti fitti, legandoli saldamente affinché non si muovano, e proseguite in fila indiana sfruttando la mappa fornita dall'Abbazia... L'avvicinamento alla gola rocciosa si rivela una marcia silenziosa e tesa, avanzate passo dopo passo nella neve profonda, camminando tenendovi radenti alla parete di roccia occidentale, dove i massi sporgenti e le ombre lunghe create dal crepuscolo vi offrono una copertura ideale contro eventuali altre ronde della tribù dell'Osso Rotto... Erika apre la fila scrutando ogni anfratto ghiacciato con il falcione pronto, mentre Vaulath calpesta il terreno con la naturalezza tipica dei goliath, attento a non far scricchiolare la crosta gelata, e più dietro Shage e Akseli chiudono la colonna, scambiandosi occhiate d'intesa nel buio mentre il bagliore arancione del falò nemico inizia a riflettersi sulle rocce davanti a voi, segnalandovi che la tana dei goblin è ormai a poche decine di metri... Invece di entrare dal fondo della gola, dove sareste allo scoperto, vi arrampicate con cautela lungo uno stretto sentiero di cacciatori che risale lo sperone roccioso, muovendovi come ombre tra i massi coperti di ghiaccio e guadagnando quota fino a raggiungere una sporgenza sopraelevata che vi permette di dominare l'intero accampamento dall'alto senza essere visti... La vista che vi si para davanti da quassù vi mozza il fiato, confermando le parole spezzettate del corvo, ma rivestendole di una realtà ben più agghiacciante... La gola è un alveare di attività caotica e degradata, decine di goblin lerci si aggirano tra tende di pelle strappata, urlando e battendo lance di legno contro scudi improvvisati, mentre altri worg camminano nervosi vicino a gabbie d'ossa, ma l'intera tribù si tiene a debita distanza dal centro esatto del campo... Lì, vicino a un immenso fuoco che lancia scintille verso il cielo nero, si trova la figura indicata dal volatile... Non è un uomo, né un drow, e nemmeno un comune mostro delle Valli, è una creatura dalla pelle grigia e tesa, completamente priva di peli, i cui tratti somatici sembrano parzialmente svuotati di volume, come se la sua stessa carne stesse faticando a mantenere una profondità tridimensionale, e l'essere cammina avanti e indietro con un passo ritmico, innaturale, fermandosi continuamente di fronte a una delle pareti rocciose della gola... sentite un brivido colpirvi alla schiena quando notate la roccia in quel punto , la pietra ha perso ogni sporgenza, ogni venatura naturale e appare come un muro piatto, bidimensionale e opaco, una vera e propria crepa geometrica nella realtà... Il senza pelo tocca la superficie bidimensionale con le dita grigie, muovendo le labbra in un muto e incessante barlume di parole che non producono alcun suono, mentre attorno a lui il terreno circostante appare completamente privo di consistenza, una zona morta dove persino la neve sembra aver smesso di riflettere la luce del fuoco... Il capo grigio e senza pelo interrompe bruscamente il suo fitto confabulare muto di fronte alla parete bidimensionale, la sua testa scatta di lato con un movimento angoloso, quasi meccanico, puntando la faccia piatta verso la boscaglia esterna... non verso la vostra sporgenza, ma molto più indietro, lungo il sentiero da cui siete venuti, e un istante dopo le sue labbra grigie si spalancano ed emettono un sibilo acuto e stridente, simile a ferro che gratta su una pietra tombale... A quel richiamo, il caos della tribù dell'Osso Rotto cessa all'istante, i goblin smettono di battere i legni, i worg rizzano il pelo lungo la schiena e fissano i boschi esterni, le loro narici che fremono all'unisono nell'aria gelida... l'odore insolito dei cavalli dell'Abbazia rimasti nascosti tra gli abeti fitti, o forse il sangue fresco delle due vedette uccise rimasto sulla pista, ha attirato l'attenzione del campo... Il capo grigio solleva un braccio teso, indicando la direzione esterna alla gola, e cinque goblin cacciatori balzano in groppa a tre enormi worg, scattando in avanti e superando di slancio lo sperone roccioso a caccia di quella traccia sospetta... passano proprio sotto di voi, correndo sulla neve profonda, completamente ignari del fatto che voi siate appostati sulla sporgenza esattamente sopra le loro teste, e voi rimanete immobili, trattenendo il respiro e perfettamente celati dall'oscurità della notte, mentre la pattuglia si allontana per controllare i boschi... nel centro della gola, l'essere grigio torna a voltarsi verso il muro piatto della roccia, e notate che la crepa bidimensionale sta iniziando ad allargarsi impercettibilmente, mangiando i contorni delle pietre circostanti come una macchia scura che consuma il volume della roccia... @ Tutti
  4. Il calore viscerale di quei baci appassionati, strappati alla noia del viaggio ogni volta che le pendenze calcaree concedevano ai cavalli una tregua dalle buche, si riverbera lungo le tue membra come un balsamo rigenerante, rendendo tollerabile il bruciore sordo al fianco sinistro e dissipando la paranoia della latitanza... in quel contatto pelle a pelle a ridosso del sedile di guida ti sei sentito finalmente completo, un'ancora di carne e promesse che salda il tuo spirito antico al presente di questo Faerûn ferito... ma non appena l'ombra massiccia delle mura cittadine si allunga sui teloni dei carri, la maschera del guerriero torna ad avvolgere i tuoi lineamenti... scivoli giù dalle stanghe di legno con un movimento fluido, riprendendo a piedi il tuo ruolo geometrico di guardiano rasente alle ruote del primo mezzo, la glaive parzialmente celata sotto i lembi del mantello grigio lacerato... Assecondando la tua fiducia, Lyra Thorne raddrizza la schiena sul sedile, stringendo le redini del tiro principale con una rinnovata, ferma dignità commerciale... sprona i cavalli a passo d'uomo, facendo avanzare la colonna fino a ridosso della sbarra di ferro della Porta Occidentale, dove due guardie della guarnigione in armature borchiate e mantelli verdi si staccano dal perimetro del corpo di guardia reggendo alte le torce di sego... Fermi i carri. Provenienza e carico... ordina il doganiere più anziano, la voce stanca di chi ha registrato foraggio e mercanzie per l'intera giornata di Ches, mentre il riflesso arancione delle fiamme illumina i lineamenti misti di Lyra e la tua imponente figura argentea... La mezzelfa non esita... non c'è traccia di timore o sotterfugio nel suo sguardo cangiante mentre porge la bolla di transito delle merci e indica con un cenno fiero della mano le casse disposte sotto i teloni... Arriviamo dalla bassa valle, diretti ai mercati fluviali... risponde la ragazza, la voce ferma, pulita, che ritrova l'esatta fermezza pratica delle contrattazioni d'onore, trasportiamo barre di ferro comune da fonderia per i maniscalchi delle banchine orientali... due carri, sei cavalli da tiro e due uomini di scorta... Il doganiere esamina la pergamena commerciale con dita lente, scostando per un millesimo di secondo il telo del primo carro per saggiare con il guanto di cuoio la pesantezza delle barre metalliche... lo scricchiolio del ferro risuona pulito nel crepuscolo, del tutto privo di contrabbando o merci proibite dalle leggi dei Lord... lo sguardo della guardia si posa per un istante sulla tua lancia inastata e sulla crosta scura che ti macchia la tunica al fianco, ma nella frontiera ruda del Delimbiyr un mercante che viaggia con una scorta armata e ferita è la normalità, non un crimine... il Trono di Ferro è un'ombra lontana quassù, e l'argento di Lyra pesa esattamente quanto quello degli altri... Il dazio d'ingresso per i metalli pesanti è di quattro pezzi d'argento a carro, più due pezzi di rame per la sosta dei cavalli... dichiara il soldato, restituendo il documento alla ragazza... Lyra Thorne infila le dita nella scarsella quasi vuota e poggia sul legno della garitta le otto monete d'argento guadagnate sui crinali, sigillando la transazione legale senza che nessuno avanzi un'obiezione o perquisisca i dettagli dei vostri focolari... lo schiocco della sbarra di ferro che si solleva fende la sera, aprendo finalmente il varco... I carri riprendono a muoversi, superando l'arcata di pietra della porta maestra per immettersi nel labirinto di Loudwater... La città vi accoglie con il brusio sommesso e caotico delle sue vie ciottolate, illuminate dalle lanterne ad olio appese alle travi delle case a graticcio e animate dal passaggio di mercanti, boscaioli e barcaioli che affollano le taverne rionali a ridosso del fiume... l'odore acre di fumo di torba, birra buona e saggina sostituisce il profumo di ginestra della brughiera, annunciando il compimento della vostra fuga... Daran conduce il secondo mezzo tenendo gli occhi fissi sulla retroguardia, mentre Lyra guida il tiro principale verso una via laterale che scende dolcemente verso il quartiere del porto, cercando un'insegna sicura o uno stallaggio riparato dove far riposare le bestie e la tua carne ferita prima che scatti il coprifuoco... Le ruote dei carri svoltano infine sotto un'arcata di pietra annerita dal fumo, dove un'insegna di ferro battuto dondola cigolando nella penombra della sera rionale... È una locanda di barcaioli protetta da un alto muro di cinta di pietra grigia, isolata dal caos delle banchine principali... Lyra Thorne accosta i cavalli stremati nel cortile interno dello stallaggio, e lo schiocco sordo dei pesanti portoni di legno che Daran sbarra immediatamente alle vostre spalle sigilla una volta per tutte la fine del vostro lungo viaggio... aiutato dal vecchio boscaiolo, scivoli giù dalle stanghe stringendo i denti per il bruciore sordo al fianco sinistro, vigilando nell'ombra mentre i teloni del ferro pesante vengono mimetizzati sotto strati di vecchie reti da pesca e canapa logora per non attirare sguardi paranoici... la mezzelfa si assicura che i cavalli abbiano una posta asciutta e del fieno secco per farli tacere, prima di contare le ultime monete di rame rimaste nella scarsella per stringere l'accordo con il locandiere della locanda, esigendo una stanza privata e bende fresche per pulire il tuo squarcio... La notte all'interno delle mura scorre calda, asciutta, protetta dal coprifuoco dei Lord e dal silenzio rionale della città fluviale... per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, non ci sono pagliaricci di paglia gelida ad attendervi... il riposo profondo della carne mortale agisce come un balsamo sacro sulle tue fibre eladrin, permettendoti di dormire accanto alla mezzelfa e di attingere nuovamente alle scarse ma pure energie della Trama... Quando la prima luce pulita del mattino di Ches filtra attraverso le fessure delle imposte di legno, il bruciore sordo sopra l'anca è ormai un ricordo lontano... la crosta scura si è stabilizzata, i muscoli delle gambe hanno ripreso il loro totale vigor geometrico e lo spirito si ridesta al massimo delle sue capacità... Ti ritrovi in piedi nel cortile interno dello stallaggio un'ora dopo l'alba, mentre il fumo bianco delle prime fucine urbane inizia a salire nel cielo terso della piana... Lyra Thorne si avvicina alla tua figura stringendosi nello scialle pulito, e nei suoi occhi cangianti si riflette l'assoluta e imminente necessità pratica di muovere i passi successivi... le finanze rimaste nella scarsella dopo il pagamento del dazio doganale e dell'alloggio sono minime, e il prezioso carico di ferro deve essere mutato in argento sonante prima che la giornata finisca... al vostro fianco, il vecchio Daran finisce di controllare i mozzi dei carri, indicando con un cenno dell'accetta la direzione del porto... Le banchine orientali stanno aprendo i battenti proprio ora, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, sputando a terra prima di imbrigliare i cavalli da tiro, lì c'è un'officina indipendente gestita da un vecchio nano di nome Thargin... è un artigiano onesto che compra metallo grezzo per le chiatte fluviali e paga in moneta buona, senza fare le storie burocratiche o imporre i monopoli delle grandi gilde di Secomber... io dico di puntare dritti da lui... Annuisci, e la carovana si mette immediatamente in movimento lungo il ciottolato bagnato di Loudwater, abbandonando il cortile protetto dello stallaggio per addentrarsi nel labirinto di vicoli del distretto artigianale... cammini a piedi tre metri avanti alle bestie da soma, con la glaive parzialmente coperta dal mantello grigio risistemato e gli occhi crepuscolari tesi a scansionare i passanti, i barcaioli che scaricano le merci e le prime ronde cittadine, muovendoti alla luce del sole ora che i permessi d'ingresso sono stati legalmente registrati alla sbarra... Dopo venti minuti di marcia nell'odore acre di fumo di torba e carbone, le ruote dei carri arrestano i loro mozzi davanti alla struttura più imponente del lungofiume... La fonderia del nano Thargin emerge tra i moli come una grande officina di pietra scura e travi di ferro annerite dalla fuliggine, sormontata da due alti camini di mattoni calcinati da cui sale un fumo grigio e denso che profuma di metallo fuso... i grandi battenti di legno rinforzati sono spalancati sulla via, svelando l'interno illuminato dal bagliore arancione e pulsante di una gigantesca fornace centrale... dal cuore della struttura giunge lo stridore metodico del ferro battuto e l'impatto pesante dei magli idraulici azionati dalla corrente del fiume Delimbiyr... Sulla soglia dell'officina, intento a esaminare una cassa di vecchi chiodi da chiatta con un gessetto da carpentiere tra le dita nodose, si erge la figura massiccia del proprietario... Thargin è un nano anziano e tarchiato, con la pelle del volto ridotta a una maschera di rughe bruciate dal calore della forgia e una barba grigia, foltissima, intrecciata in due spessi nodi di cuoio... indossa un grembiule di pelle di bue annerito dall'unto e dagli acidi, svelando braccia muscolari massicce come tronchi... solleva le sue piccole pupille scure verso la vostra colonna non appena i cavalli di Lyra si fermano, scansionando con una spietata lucidità i due grossi carri e la tua fiera figura argentea... appoggia le dita nodose sul fianco, ascoltando la richiesta di Lyra Thorne che, con un cenno rapido delle dita, scosta un lembo del pesante telone cerato per mostrare le barre di ferro grezzo stipate sui pianali... Il nano si avvicina ai carri a passi pesanti, estrae un piccolo martello da geologo dalla cintura e batte un colpo secco sul metallo... il rintocco acuto, cristallino, che si propaga nell'aria umida del porto gli strappa un cenno di profondo rispetto... si accarezza la barba intrecciata, riconoscendo a colpo d'occhio l'eccezionale purezza del ferro estratto dalle colline occidentali... Questo è ferro di prima scelta, ragazza... non ha le impurità della brughiera ed è perfetto per forgiare i rinforzi delle chiatte fluviali... dice l'artigiano, valutando visivamente il volume totale del carico con un'occhiata clinica e calcolatrice, la bolla d'ingresso della dogana parla chiaro e il metallo è pulito. Posso comprarlo tutto io, qui e ora, e mettervi in mano cento e cento cinquanta pezzi d'argento sonanti per scaricare i pianali prima di mezzogiorno... le mie casse sono solide e il metallo mi serve, ma per un carico di questa portata sono abituato a trattare l'affare a porte chiuse... si siete d'accordo, facciamo infilare le ruote nel cortile interno così pesiamo le barre sulla bilancia a bilico e firmiamo il contratto d'acquisto lontano dai curiosi dei moli... che ne dite? Lyra Thorne allenta la presa sulle cinghie del telone, voltandosi verso di te... la borsa è vuota, l'offerta di centocinquanta monete d'argento è ottima e legittima, e il nano si sta dimostrando un compratore concreto e professionale... la carovana attende le tue disposizioni per concludere la vendita e liberarsi definitivamente del peso del carico...
  5. Le tue parole solenni, la confessione viscerale di un amore che ha squarciato l'inerzia della tua lunghissima esistenza, calano sulla gola calcarea come un incantesimo d'interdizione... Lyra Thorne si blocca con le bende di canapa ancora tese tra le dita sane, i lineamenti misti che perdono ogni residua rigidità commerciale per farsi fragili, quasi spaventati dall'immensità di quel giuramento... per diversi secondi, l'unico rumore nel varco è il respiro affannato dei cavalli e lo scricchiolio metodico degli stivali di Daran che si occupa dei mezzi sullo sfondo, lasciandovi al centro di una bolla di silenzio irreale sotto la prima luce cinerea del mattino... La mezzelfa deglutisce a vuoto, lo sbigottimento che le accende le guance fredde di brina, mentre una singola lacrima pulita taglia lo sporco del suo viso per perdersi tra i lacci dello scialle... fissa i tuoi occhi crepuscolari, incapace di nascondere il tremito che le stringe le labbra... Silyndor... sussurra la ragazza, la voce che si riduce a un soffio teso, caldissimo, mentre fa un passo avanti nel fango per far aderire il suo busto robusto contro il tuo petto d'argento, incurante della presenza del boscaiolo, nessuno... nessuno mi ha mai guardata così. In questo mondo di fango e acciaio io ho sempre dovuto pensare solo a calcolare il peso del ferro e a non farmi ammazzare dai briganti... ma quel bacio nella stalla era vero. E se l'eredità di cui parli significa poter guardare il cielo senza il terrore di finire in catene... beh, allora voglio imparare a vederla attraverso i tuoi occhi... sono qui... non me ne vado... La mezzelfa appoggia per un millesimo di secondo la fronte contro la tua spalla sana, concedendosi quel sorriso raro, intimo, che riserva unicamente alla tua figura, prima di raddrizzare la schiena per finire di stringere il nodo attorno alla tua carne lacerata con la metodica fermezza della gente di frontiera... Poco distante, Garek solleva lo sguardo scuro dalle spoglie dei morti, ascoltando la tua offerta sulle spade corte e le tue domande sul suo futuro... afferra i due ferri comuni con un cenno rigido della testa calva, infilandoli sotto la cappa di pelle di lupo con una smorfia contratta che esprime un assoluto, spietato rispetto per il tuo acciaio... Le spade salderanno il dazio con Kren, elfo... e queste corazze mi ridaranno le monete che la gilda mi ha strappato in autunno... risponde l'uomo, la voce resa roca dalla nebbia mentre sputa a terra un rigurgito amaro, la mia vendetta è compiuta, ma per me non c'è posto a Loudwater... i mercanti neri sanno chi sono e mi darebbero la caccia fin sulle banchine del fiume. Io me ne torno tra gli anfratti dei crinali superiori, dove i soldati non osano addentrarsi... si desiderate sbarazzarvi del ferro senza farvi stringere il cappio al collo, evitate la carovaniera del bassopiano... passate dal vecchio guado dei boscaioli tre miglia più a est... la pista è accidentata per le ruote di Lyra, ma è libera da occhi indiscresci... buona fortuna, guerriero dell'argento... Il cacciatore raccoglie la sua balestra dal fango e si volta senza aggiungere un solo commiato, svanendo in pochi battiti di ciglia tra i rovi del sentiero laterale come uno spettro della brughiera... Seguendo l'indicazione di Garek, riprendete immediatamente la marcia, immettendo le ruote lungo la deviazione orientale che scavalca i blocchi della gilda... le ore di viaggio scorrono monotone, cullate dallo scricchiolio del legno pesante e dal respiro affannato dei cavalli, mentre i crinali calcarei iniziano finalmente a digradare, lasciando spazio alla vasta e aperta vallata inferiore... la marcia si protrae per l'intera giornata nel silenzio della frontiera, permettendo al calore delle bende e alla sutura mistica di stabilizzare la tua carne ferita... Il crepuscolo di Ches sta colorando di viola le acque sinuose del fiume Delimbiyr quando la boscaglia si interrompe definitivamente, svelando la meta tanto desiderata... Le imponenti mura di pietra grigia di Loudwater si ergono a ridosso delle banchine fluviali, sormontate dalle torri di guardia dei Lord e illuminate dalle prime torce della guarnigione... l'anello dei carri arresta i suoi mozzi a cinquanta metri dall'imponente Porta Occidentale, mettendovi in coda dietro a una fila di carretti agricoli e pastori locali che attendono il controllo doganale prima della chiusura notturna delle sbarre... quassù le leggi dei Lord proteggono i viandanti, e le guardie cittadine in armatura borchiata si limitano a perquisire i carichi e registrare le merci per riscuotere i normali dazi commerciali d'ingresso... Lyra Thorne stringe le redini con le nocche bianche sul sedile, voltandosi verso di te nella penombra della sera... la latitanza sui crinali è finita, la città è davanti a voi e la decisione su come presentarvi alla sbarra e dichiarare il vostro carico spetta interamente a te..
  6. Le due drow annuiscono all'unisono al sussurro di Raskva. La guerriera scura in testa sfiora la lama ricurva, muovendosi con una lentezza felina per sfruttare l'oscurità e posizionarsi a ridosso della grata, mentre Raskva fa scivolare l'elmo pesante sulla testa, serrando i lacci di cuoio mentre si mimetizza perfettamente tra le sporgenze calcaree del condotto umido. Un battito di ciglia prima che la guerriera si muova, James si concentra. I suoi occhi si tingono improvvisamente di un rosso scuro, ardente, come braci primordiali rinfocolate dallo spirito dei cieli. Lo sciamano fissa intensamente la schiena di Raskva, convogliando quell'energia scarlatta direttamente sulla sua persona. La Benedizione della Furia della Battaglia avvolge la guerriera come un velo di calore invisibile, infondendole una determinazione sovrumana e una ferrea resistenza alla paura. Cercate in quelle condutture! Se gli agenti oppongono resistenza, abbatteteli!...tuona nuovamente la voce del capo dei tagliagole oltre la grata, ormai a meno di dieci metri. Il rumore degli stivali nella melma si fa pesante, vicinissimo. Le drow scivolano ai lati dell'apertura del condotto principale come spettri d'ebano, pronte a colpire i fianchi. Raskva si trova acquattata nell'ombra, con l'acciaio pronto e i sensi amplificati dal bonus morale di James, a un solo passo di distanza dagli sgherri del porto che stanno superando la grata con le loro lanterne schermate, del tutto ignari della vostra presenza. @ Raskva @ Tutti
  7. L'urlo che ti squarcia la gola fende la nebbia dell'alba con la pesantezza primordiale del ferro, spazzando via secoli di leggiadra grazia militare per lasciare spazio unicamente alla feroce, spietata brutalità di un uomo che rifiuta di morire nel fango... la scarica di adrenalina incendia le tue fibre eladrin, restituendo un vigore innaturale alle gambe che tremavano per lo shock del trauma subito e costringendo la carne mortale a piegarsi alla tua volontà celestiale... spingi via il tagliagole sfruttando l'asta della lancia e compi un fluido passo all'indietro di un metro e mezzo, strappando i tuoi stracci dalla linea della sua lama corta per riportare lo scontro sulla misura millimetrica del tuo acciaio [STEM-1]... Non c'è spazio per la difesa o per calcolare le forze di un secondo affondo... l'intero peso del tuo corpo e la rabbia accumulata per la banalità di quella ferita si scaricano in un unico, disperato affondo frontale... La lama azzurrina della glaive penetra dritta nel petto dell'ultimo spadaccino del Trono, squarciando la corazza di cuoio borchiata con la violenza di un fulmine che spacca la roccia... il ferro benedetto trapassa lo sterno e fuoriesce dal dorso del mercenario con uno schiocco umido, troncando all'istante il suo ghigno d'odio e il suo urlo di battaglia... l'uomo sgrana gli occhi iniettati di sangue verso il tuo volto, le sue dita che lasciano cadere la spada corta nel fango prima di artigliare debolmente il legno della tua asta, nel disperato tentativo di rimanere in piedi... poi, le sue ginocchia cedono... estrai l'acciaio con uno strappo violento, e il guscio esanime dell'ultimo predatore della gilda collassa in avanti, piombando sopra le braci del braciere da campo con un soffocato sfrigolio che solleva un'ultima nuvola di fumo grigio... Il silenzio della gola calcarea torna a chiudersi sopra di voi come una cappa di piombo, rotto solo dal fischio del vento tra i cornicioni e dal tuo respiro affannato, rapido, che solleva piccoli cumuli di vapore nell'aria fredda... La mano sana corre istintivamente al fianco sinistro, dove il taglio profondo continua a bruciare come fango bollente e il sangue caldo inzuppa la tunica... lo scontro è terminato, il blocco dei mercanti neri è stato interamente sterminato, ma la fatica biologica di questo corpo di primo livello inizia a riscuotere il suo dazio... Dall'alto del cornicione di roccia calcarea, la sagoma spettrale di Garek si sporge oltre il ciglio... il cacciatore allenta la tensione sulla balestra ormai ricaricata, scansionando i quattro corpi immobili nel fango prima di ruotare lo sguardo scuro verso la tua figura sanguinante... la sua cicatrice sulla tempia si contrae in una smorfia di cupo e spietato rispetto davanti alla brutalità del tuo ultimo colpo... Sei ancora vivo, elfo...ringhia l'uomo , la voce ruvida che scende lungo la parete verticale di sei metri...quello scagnozzo ti ha aperto il fianco, ma il loro dazio è pagato per sempre. Rimani fermo lì e stringi lo straccio sulla ferita... scendo a darti una mano e a ripulire la pista prima che i tuoi carri ci raggiungano... Garek scompare dietro i rovi del costone superiore per guadagnare il sentiero da taglio laterale, lasciandoti solo tra i resti dell'accampamento... la via per Loudwater è libera, il ferro dei morti attende di essere depredato secondo i patti, e il pensiero del bacio impresso sulle labbra di Lyra Thorne resta l'unico faro lucido mentre attendi che i carri compiano l'ultimo miglio nella nebbia del mattino... I minuti successivi scorrono pesanti nell'imbuto della gola calcarea, scanditi unicamente dallo scricchiolio metodico degli stivali di Garek che scende lungo il costone laterale per darti manforte... il cacciatore emerge dalla nebbia mattutina a passi rapidi, ma non si dirige verso i morti... non appena le sue pupille scure intercettano la tua figura appoggiata al masso, con la mano sana che preme inutilmente contro lo squarcio profondo del fianco sinistro e il sangue caldo eladrin che inizia a inzuppare la melma calcarica, l'ibrido lancia via la balestra nel fango e scatta verso di te... Ti afferra per le spalle prima che le tue gambe svuotate dall'adrenalina possano cedere, sostenendo l'intero peso del tuo busto con la forza muscolare delle sue braccia ruvide... impreca sottovoce nella foschia del mattino, strappando con un colpo secco di coltello una striscia di tela pulita dal suo stesso mantello di pelle di lupo e stringendola con forza spietata, geometrica, direttamente sopra la tua ferita per arrestare il flusso dell'emorragia... Stringi i denti, elfo... quell'ultimo bastardo ti ha infilato il ferro dritto sopra l'anca... raschia il cacciatore, la voce pesante che perde ogni traccia di diffidenza commerciale per farsi vicina, solidale, mentre ti aiuta ad adagiarti contro la roccia asciutta, respira corto e tieni premuto qui. Il dazio è pagato e la via è pulita... non permetterò che tu muoia su questo sentiero dopo aver fatto un lavoro simile... Solo dopo essersi accertato che tu sia stabile e in grado di respirare, Garek si raddrizza e si pulisce le dita sporche del tuo sangue sui pantaloni... muovendosi tra i quattro corpi immobili nel fango, sfila le corazze di cuoio borchiato e raccoglie gli scudi di legno rinforzati, stringendo il bottino sotto la cappa con un cupo cenno di rispetto verso la portata della tua lancia... con la punta del coltello scuote le scarselle umide degli sgherri, recuperando undici pezzi d'argento comuni e una pergamena arrotolata con il sigillo in ceralacca nera del Trono di Ferro , un ordine di pattugliamento generico che ti posa sulle ginocchia bagnate, conferma che al momento la gilda non vi sta cercando... Porti le dita ancora sane alle labbra ed emetti il fischio acuto, concordato nella penombra della taverna... il segnale d'intesa rompe l'umidità dell'alba e rimbomba lungo la parete verticale di dodici metri... L'attesa dura per quasi un quarto d'ora, finché il rumore pesante degli zoccoli e lo scricchiolio metodico delle ruote sul ciottolato bagnato non annunciano il compimento dell'ultimo miglio... I due grossi carri coperti dai teloni sbucano dal fitto della foschia mattutina, avanzando a passo forzato nell'imbuto della gola... l'anziano Daran guida il secondo mezzo tenendo la scure piantata tra le ginocchia, mentre Lyra Thorne, seduta in testa al primo carro, arresta bruscamente i cavalli non appena la sua vista intercetta i resti del braciere e i quattro scagnozzi distesi nella melma... la mezzelfa scivola giù dal sedile di guida prima ancora che le ruote abbiano smesso di girare, incurante del fango viscido... corre lungo la carreggiata di quattro metri con il fiato corto e le nocche bianche, raggiungendo la tua posizione a ridosso del masso... I suoi occhi cangianti si spalancano nello sbigottimento nel vedere la benda improvvisata da Garek inzuppata di rosso... si inginocchia nel fango a ridosso delle tue gambe, e la sua consueta fermezza mercantile capitola interamente davanti al timore viscerale di averti perso... le sue mani tremanti si posano con urgenza sulla tua spalla, sostituendo lo straccio del cacciatore con bende pulite di canapa estratte dalla sua scarsella da viaggio... Silyndor... guarda cosa ti hanno fatto... sussurra la ragazza, la voce roca per il freddo e per una commozione profonda che le fa tremare le labbra frementi mentre stringe il nodo attorno al fianco con dita rapide, esperte, ti avevo supplicato di tornare intero... Daran! Porta l'orcio dell'acqua pulita dal retro del carro, presto!... Dietro di lei, il vecchio boscaiolo risale il sentiero a passi rapidi, stringendo l'accetta alla cintura e fissando i corpi con un cupo cenno d'assenso... poco distante, Garek si rimette la cappa sulla testa calva, indicando con il mento la prosecuzione della pista carovaniera che ora digrada liberamente verso la piana fluviale inferiore... la via per Loudwater è aperta, i cavalli sono al sicuro dal fango del varco, e la carovana attende le tue ultime disposizioni mentre Lyra Thorne finisce di medicare la tua carne lacerata...
  8. Il ferro potenziato della tua lancia risponde alla rotazione del busto con la letale, geometrica pulizia di un soldato... ti avventi sul primo spadaccino prima ancora che le sue dita tremanti possano stringersi attorno all'impugnatura della lama corta... l'abominio della gilda, completamente sbilanciato all'indietro e paralizzato dal terrore nel vedere i corpi esanimi dei balestrieri, subisce l'intero arco del tuo fendente diagonale direttamente sul petto scoperto... l'acciaio azzurrino fende la foschia del mattino e spacca le costole borchiate con lo schiocco sordo di un ceppo sotto la scure, sventrando i tessuti inferiori e liberando una vampata di fetore dolciastro... il mercenario non emette nemmeno un grido: i suoi occhi si sgranano verso il riflesso lunare della tua arma un millesimo di secondo prima che il seu guscio mortale collassi a terra, scivolando nella melma calcarea... Sfrutti l'inerzia del colpo per riposizionarti istantaneamente in guardia, piantando gli stivali nel fango e riversando il tuo disprezzo glaciale contro l'ultimo scagnozzo superstite... le tue parole di condanna, l'atto d'accusa che bolla la loro dispotica organizzazione come una banda di vigliacchi abituati a taglieggiare chi non può difendersi, rimbombano tra le pareti verticali della gola calcarea come una promessa di giustizia... La tua mente, per un istante, si adagia sul pensiero consolatorio che la pratica si stia risolvendo in fretta e senza imprevisti, pregustando già il momento in cui potrai risalire sul carro accanto a Lyra Thorne... ma l'ultimo spadaccino del Trono, messo alle strette contro la parete di roccia con lo scudo sollevato, capisce che non avrà alcuna via di ritirata... la disperazione cancella ogni traccia di esitazione dal suo volto calvo, trasformando la sua paura in una furia suicida e parossistica... Invece di tentare la fuga o calare le brache davanti alla tua lancia, l'uomo emette un urlo straziante, gutturale, e scatta in avanti nel fango coprendo un metro e mezzo... con questa manovra disperata scivola agilmente oltre la traiettoria del tuo acciaio, annullando la portata della glaive ed entrando direttamente nel tuo spazio morto, a ridosso del tuo petto... spinge lo scudo di legno rinforzato con forza contro l'asta della lancia per bloccarti le dita sane, e fa partire due fendenti rapidi, feroci, con la spada corta... Il primo colpo di striscio viene intercettato dal pesante tessuto del tuo mantello grigio, che si lacera sollevando una nuvola di filamenti bagnati... ma il secondo affondo, sferrato dal basso verso l'alto con una spietata coordinazione, riesce a infiltrarsi sotto la tua guardia... Il ferro freddo della spada corta taglia la carne del tuo fianco sinistro, aprendo uno squarcio doloroso sopra l'anca... una fiammata di bruciore violento ti mozza il fiato, e il calore innaturale del tuo stesso sangue inizia a inzuppare la tunica inferiore, gocciolando nella melma... barcolli di mezzo passo all'indietro per il contraccolpo, sentendo le tempie pulsare furiosamente per il richiamo impetuoso dell'ossigeno mentre i muscoli delle gambe tremano per mantenere l'equilibrio sulla terra scivolosa... Poco sopra di voi, dal ciglio del cornicione, il fumo denso del braciere avvolge la sagoma di Garek, che sta facendo scattare furiosamente i mozzi di ferro della sua balestra per ricaricare il dazio d'anticipo, teso a preparare il prossimo dardo mortale...e l'ultimo sgherro della gilda è a un palmo dal tuo viso, con la lama lorda del tuo sangue... @ Danni
  9. Vivienne Larksong Il fumo bagnato continua a bruciare gli occhi, ma non perdo di vista il mio bersaglio. Il coboldo che ho intercettato prima è ancora vivo nonostante la botta precedente e, spinto dal terrore, tenta un ultimo, disperato scatto per superarmi e dare l'allarme alla pattuglia sul fronte del tempio. Non possiamo permettere che quella ronda scopra i civili che Chand sta facendo defluire dal retro. Senza rinfoderare il martello e mantenendo lo scudo ben saldo a protezione del corpo, stringo le armi e fisso lo sguardo sulla piccola creatura che tenta di scartare oltre la mia guardia. Sfruttando la mia prontezza in combattimento, attingo a quel legame ancestrale che si sta rigenerando nel mio petto; evoco il potere divino concentrando l'energia direttamente attraverso il mio equipaggiamento, richiamando la luce radiosa per colpirlo a colpo sicuro prima che mi sfugga. La tua corsa finisce qui!...esclamo con fermezza. Una colonna di luce argentea e splendente cala perpendicolarmente dal cielo direttamente sul coboldo, ignorando la coltre di fumo e investendolo in pieno nel tentativo di incenerire la minaccia prima che scappi... @ DM
  10. L'eco di quel bacio rubato continua a bruciare sulle tue labbra frementi come un marchio di fuoco celestiale, infuocando ogni singola cellula della tua carne mortale e convertendo il tumulto delle emozioni represse nell'argine definitivo contro la paura... la maschera impenetrabile che ha avvolto i tuoi lineamenti si riflette sulla pietra bagnata del cornicione, cancellando l'ombra di Miyeritar per lasciare spazio unicamente alla spietata, geometrica lucidità del guerriero... sollevi la glaive nel silenzio dell'alba e pretendi la grazia dal Padre degli Elfi... la supplica liturgica viene accolta all'istante dalla Trama, e l'acciaio della tua lancia risponde vibrando nelle tue dita sane... un riflesso lucido, purissimo e azzurrino corre lungo il tagliente della lama, purificandola dalla brina del mattino e infondendola di un vigore innaturale che squarcia il velo della foschia... Ora... sussurra Garek, i suoi occhi scuri che brillano di una ferocia paranoica al sentire il tuo comando... Il cacciatore non commette l'errore di tradire la vostra posizione: con un movimento calcolato, scaglia un pesante masso calcareo oltre il cornicione opposto, facendolo franare con un boato sordo sul fondo della gola, ma a trenta metri di distanza da voi, verso l'uscita della carovaniera... L'impatto improvviso spezza l'inerzia della pattuglia del Trono di Ferro con la spietata efficacia di una trappola... convinti che un carro o un viandante stia forzando il blocco a valle, i due mercenari al focolare balzano in piedi afferrando il ferro, mentre i due balestrieri voltano completamente le spalle al vostro costone, spianando le armi cariche verso la nebbia lontana da cui è giunto il rumore... È il millesimo di secondo che attendevi... non c'è bisogno di un salto folle nel vuoto che ti spezzerebbe le gambe sulla roccia; sfrutti la pendenza della vecchia pista da taglio abbandonata per scivolare giù lungo il costone con la rapidità di uno spettro argenteo, piantando gli stivali nel fango calcareo della gola senza emettere un solo rumore metallico... ti ritrovi a tre metri esatti dalle loro schiene scoperte, nel punto cieco della loro visuale, protetto dal fumo denso del braciere e dalla foschia dell'alba... Il ferro potenziato della tua glaive compie un arco orizzontale, perfetto, che taglia la nebbia mattutina prima ancora che i mercenari possano avvertire lo spostamento d'aria... L'acciaio benedetto da Corellon intercetta la nuca e la spalla del primo balestriere della gilda, che si trova ancora ruotato verso il falso diversivo... l'impatto è sordo, spietato... la lama azzurrina spacca le vertebre e la corazza di cuoio borchiata con lo schiocco secco di un ceppo sotto la scure, sventrando i tessuti inferiori e recidendo all'istante ogni suo stridore... l'uomo crolla in avanti con la faccia immersa nella melma, morendo prima ancora di aver potuto premere il grilletto della sua arma... ti ritrovi al centro della gola di quattro metri con la lancia lorda di sangue nero, mentre l'efficacia dell'imboscata si completa dall'alto... Dal ciglio della roccia, la balestra di Garek scatta con un sibilo secco e letale che lacera la nebbia del mattino... il dardo del cacciatore, mirato con assoluta e spietata precisione, trafigge dritto alla gola il secondo balestriere del Trono un attimo prima che possa voltarsi... il dardo penetra interamente la carne e l'uomo emette solo un gorgoglio soffocato, lasciando cadere l'arma nel fango prima di accasciarsi esanime accanto al compagno... I due spadaccini rimasti vicini al focolare si voltano di scatto, i loro volti ridotti a maschere di puro terrore nel vedere i loro due tiratori scelti eliminati in un battito di ciglia senza aver potuto sparare un solo colpo... Un agguato! Alle spalle!... urla il più vicino dei due, la voce strozzata dal freddo mentre tenta disperatamente di arretrare per estrarre la spada corta, le dita che gli tremano vistosamente sul fodero bagnato... Al suo fianco, il secondo spadaccino emette un grugnito di puro panico; stringe i denti e riesce a sfilare di scatto il proprio ferro dal fianco, sollevando lo scudo di legno rinforzato per stringersi contro la parete di roccia calcinata, cercando disperatamente di coprirsi il fianco...
  11. Garok Fireheart , mezzo gigante combattente psionico Se lo portiamo dal conte rischiamo di non sapere mai cosa si trova al suo interno , ma se cerchiamo di aprirlo con la forza rischiamo di rompere ciò che si trova all'interno... non è affatto una scelta facile , ed io non ho altre idee da suggerire...
  12. @Alonewolf87 hai già scelto il tratto che ci darai per la campagna?
  13. Tukgrik Duskhorn Mha cosa vuoi che ti dica ragazzo...rispondo al professore...ho passato gli ultimi quarant'anni sotto terra...e non sono per nulla interessato a tutto questo... comunque anche se sono contrario se proprio volete andare dalla succube verrò con voi...
  14. La nebbia dell'alcol si dirada all'istante nella mente di Lorelai, sostituita dai riflessi affilati del suo addestramento da assassina. Con un sussurro letale sfida i due energumeni e, prima ancora che l'uomo con il giaccone a scaglie di ferro possa stringere la presa, la Shadar-kai svanisce nell'aria in una voluta di fumo argenteo, riapparendo un battito di ciglia dopo alle spalle di Arkyn. Il bruto stringe il pugno sul nulla, afferrando solo il vento gelido del nord, mentre i suoi occhi si spalancano per lo stupore del teletrasporto. Tiburzia fa un passo avanti, rompendo la tensione con un tono insolitamente calmo e ammaliante per quel vicolo coperto di fango. Lord Eryndor, superato l'impulso istintivo di difendere l'onore della dama, asseconda la linea diplomatica della strega, offrendole manforte con la sua presenza solenne e il carisma da veterano. Anche Godluin si unisce al tentativo di smorzare i toni, sfoggiando un finto sorriso pacato e usando la superiorità numerica come un'arma invisibile. Le parole e i sorrisi forzati, tuttavia, scivolano via sulla roccia di Crunrith. Quassù le buone maniere del sud non hanno valore e i due bruti del Consorzio non si lasciano ammaliare. È l'intervento di Arkyn a spezzare definitivamente ogni residuo di stallo. Il guerriero, con un'espressione buia e deformata dal disgusto, fissa i due uomini senza arretrare di un millimetro, lasciando che la sua presenza emani una promessa di mutilazione pura e immediata, scandendo una domanda che non ammette repliche. L'intimidazione del guerriero straniero, spalleggiata dall'atteggiamento solido di Eryndor e dal numero schiacciante dei compagni, penetra finalmente sotto la pelle dei due scagnozzi del Consorzio. L'uomo con lo sfollagente piombato fa un involontario passo indietro nel fango, abbassando di qualche centimetro l'arma. Il capo del duo, quello con il giaccone a scaglie di ferro, guarda la mano vuota con cui stringeva Lorelai, poi scruta i quattro avversari pronti a estrarre il ferro all'imboccatura del vicolo. Capisce che i Bugbear all'interno non interverranno all'esterno e che una rissa contro quattro veterani armati finirebbe male. Insegnate a bere alla vostra amica, ringhia l'uomo con le scaglie di ferro, sputando nel fango con disprezzo mentre fa un passo indietro insieme al compagno, senza staccare gli occhi da Arkyn ed Eryndor. La prossima volta che tocca un uomo della Gilda potrebbe non andarle così bene. I due girano i tacchi di scatto, scomparendo rapidamente oltre l'angolo buio della via per fare ritorno verso i magazzini del Distretto dei Cortili. La minaccia immediata è sventata e l'aria notturna torna a essere silenziosa, interrotta solo dal respiro pesante di Lorelai che tenta di rimettersi in sesto contro il muro. Il vento del nord ricomincia a soffiare tra le intercapedini della locanda, portando con sé il fumo denso dei bracieri delle mura e il puzzo di pino bagnato della città. Dalla porta socchiusa del Corvo d'Oro filtra il calore dorato delle lanterne e il baccano soffocato dei cercatori d'oro, mentre poco più in là, lungo la via fangosa del Distretto dei Cortili, le prime lanterne azzurre delle taverne separate dei nani iniziano ad accendersi nella nebbia... @ Tutti
  15. Dardan ha risposto a Dardan a un discussione TdG in La luna Rossa
    Isolata dal frastuono circostante, con il pelo bagnato di sudore e cenere, Fiore Della Giungla inserisce l'attrezzo nell'ultimo foro incrostato della serratura. Ignorando il tremolio ritmico dei condotti d'ottone che spruzzano gocce di melma corrosiva, applica una torsione secca e disperata. Un violento, liberatorio rintocco metallico si propaga lungo tutta la parete del canyon. Il gigantesco chiavistello di ferro battuto si solleva, i pesanti battenti della cancellata si disancorano e l'immenso portone dell'Avamposto dei Sospiri cede, schiudendosi di pochi metri sotto la spinta del vento da est. Mentre la serratura cede, la melodia argentea intonata poco prima da Selyra risuona ancora tra le pareti di ardesia come un balsamo d'energia, infondendo nel gruppo la concentrazione assoluta necessaria a ignorare l'orrore strisciante. La barda cattura al volo una piccola, inaspettata lucciola e sussurra parole arcane alla bestiolina prima di liberarla. Quattro globi di luce sferica, brillanti e caldi nel buio scarlatto, appaiono improvvisamente diverse decine di metri alle spalle del gruppo, iniziando una danza circolare ipnotica. La marea di pece liquida e le sagome artigliate che fluttuavano nell'aria subiscono un sussulto visibile; attirate dalla luminosità come falene, le ombre semoventi deviano la loro traiettoria, allungandosi in massa verso i fari ingannevoli per ghermirli, liberando temporaneamente la pressione attorno alla cancellata. Mentre le ombre esitano, distratte dal bagliore, Zarath non concede loro tregua e agguanta il suo pesante maglio. I tatuaggi magici sulle sue braccia pulsano di un'energia corvina che si riversa sull'arma, espandendo la sua portata geometrica nel buio. Con un ruggito trattenuto, il barbaro scaglia due colpi devastanti. I viticci d'inchiostro allungano la traiettoria del maglio di quattro metri e mezzo, facendolo abbattere come un maglio d'assedio spettrale sui lembi di oscurità rimasti vicini al portone. L'impatto della forza pura disgrega i flussi semoventi, riducendoli a macchie di fumo inerte che svaniscono nel fango. Non appena il varco si apre definitivamente, Devras pianta saldamente il suo bastone magico nel fango, posizionandosi come una colonna incrollabile sul fianco dell'apertura per tenere i battenti fermi. Shamàsh scatta immediatamente al suo fianco con un balzo marziale. Le venature argentee dei suoi dardi magici brillano ancora nell'aria mentre il paladino solleva l'enorme scudo d'ordinanza, frapponendosi tra la via di fuga e la gola rocciosa. I due eroi formano un baluardo invalicabile di fronte all'oscurità, pronti a coprire il passaggio dei compagni. Kaelen, vedendo lo squarcio aprirsi tra i battenti, scatta in avanti come una saetta. Approfittando dello scudo alzato di Shamàsh, il tracciatore scivola agilmente oltre le sbarre e si incanala per primo nello stretto passaggio, scomparendo parzialmente nell'oscurità oltre il cancello per perlustrare la via d'uscita. Dentro, ora! Muoversi prima che crolli tutto!, giunge il suo incitamento secco e ovattato da oltre la barriera, mentre la pressione continua a salire paurosamente dalle baracche abbandonate dell'avamposto. Dietro di voi, le luci danzanti di Selyra iniziano a spegnersi una dopo l'altra, soffocate dalla massa di pece fluida che le ha avvolte, e lo sciame rimasto, accorgendosi dell'inganno, si volta nuovamente verso la cancellata con un fremito collettivo di rabbia. Il vento da est soffia con violenza inaudita spingendo fumi neri e vapori sulfurei attraverso le sbarre aperte, mentre la brina grigiastra e corrosiva sulle condutture d'ottone comincia a spaccarsi, minacciando il collasso delle strutture sospese. Il passaggio è libero, ma il canyon alle vostre spalle si sta chiudendo in una morsa di oscurità e polvere calcinata. @ Tutti
  16. Le tue parole calano sul tavolo con la freddezza di una sentenza di frontiera, spegendo ogni residua illusione di svago o piacere prima che la notte si mangi definitivamente il borgo di Zelbross... Lyra Thorne incassa l'ordine di marcia tenendo gli occhi cangianti fissi sulla sua ciotola ormai vuota, mentre le sue dita nodose stringono lo scialle sul petto con una rassegnazione paranoica... non c'è obiezione nei suoi lineamenti misti, solo la muta e straziante accettazione che domani, per la prima volta da quando siete fuggiti dai mercati inferiori, la carovana e il suo prezioso carico di ferro rimarranno senza la barriera d'argento della tua lancia... al suo fianco, il vecchio Daran finisce l'ultimo sorso di brodo tiepido con un grugnito sordo, ripulendosi la barba ispida con il dorso della mano callosa prima di incrociare il tuo sguardo con la severa fermezza dei boscaioli... Saremo pronti, Silyndor... sussurra il vecchio boscaiolo, la voce ridotta a un soffio ruvido per non far vibrare l'aria della taverna, imbriglierò i cavalli nel buio pesto senza far battere le catene... e terrò la scure a portata di dita sul sedile finché non vedrò il riflesso del tuo acciaio all'imboccatura della gola calcarea... vedi di tornare intero, elfo... Vi alzate dal tavolo di legno grezzo in totale silenzio, lasciando che Kren raccolga le stoviglie di terracotta senza azzardare un'ultima parola o chiedere altre monete... i quattro pastori attorno al focolare centrale non sollevano nemmeno le teste calve, ormai sprofondati nel torpore della torba e della birra acida di saggina... vi dirigete verso la porta sul retro della locanda ed uscite nel cortile fangoso, infilandovi immediatamente nell'oscurità protetta e gelida della rimessa dove sono custoditi i carri... Daran sbarra i pesanti catenacci interni di legno con un colpo secco, isolandovi del tutto dal resto del borgo... la notte sui crinali superiori scorre lenta, opprimente, scandita unicamente dal soffio costante del vento che fischia tra le fessure della pietra calcarea e dal respiro pesante e metodico dei cavalli a ridosso del carico... ti sistemi sui pagliaricci di paglia fresca accanto alle ruote principali del primo carro, costringendo i muscoli di questo corpo mortale di primo livello a un riposo vigile, geometrico... i tuoi pensieri corrono furiosi lungo i rischi che Lyra potrebbe correre domani lontano dai tuoi occhi, trasformando la preoccupazione per la sua incolumità nell'argine definitivo contro il sonno profondo... ma la carne esige il dazio della fatica, e le ore scivolano via nel buio profondo della stalla, permettendoti di riposare e al tuo spirito di attingere nuovamente alle scarse energie della Trama... Le ore del riposo terminano quando l'oscurità della rimessa inizia a farsi cinerea, annunciando l'alba imminente... vi ridestate nel silenzio gelido della stalla, avvertendo il freddo pungente che vi stringe le articolazioni delle dita... Un'ombra si sgancia dal fondo della rimessa, muovendosi senza emettere un solo rumore metallico: è Garek, che ha passato le ultime ore rannicchiato vicino al portone principale... il cacciatore ha la cappa di pelle di lupo calata sulla testa e la balestra parzialmente couberta da un panno di tela scura... non c'è simpatia o amicizia nel suo sguardo scuro, solo il freddo assenso di chi ha fretta di saldare un debito di sangue... Lyra Thorne si solleva dai pagliaricci nello stesso millesimo di secondo, i suoi occhi cangianti che cercano la tua figura nell'oscurità della stalla prima di allungare una mano tremante per afferrare la manica del tuo mantello grigio... ti costringe a voltarti, stringendo il tessuto ruvido con le nocche bianche mentre abbassa la voce in un sussurro rotto dall'apprensione... Silyndor... ti prego... mormora la mezzelfa, la sua consueta corazza da mercatante che capitola interamente davanti al timore viscerale di perderti, non guardare solo la via davanti a te. Torna da me. Daran terrà i cavalli fermi fino al tuo segnale, lo giuro... ma non lasciarmi da sola su questa carovaniera... Le offri un'ultima, solenne occhiata d'intesa nel semibuio, prima che Daran socchiuda quanto basta l'uscita sul retro per farti scivolare fuori, risbarrando immediatamente il portone alle vostre spalle per proteggere i carri e la ragazza... Il borgo di Zelbross è una distesa di ombre spoglie e mute sotto la prima luce cinerea del mattino... vi lasciate alle spalle i tetti di pietra grigia e risalite la mulattiera calcareo a passi rapidi, felpati, infilandovi nel tunnel di vegetazione brulla che costeggia i crinali superiori... la nebbia mattutina è talmente fitta quassù da azzerare la visuale oltre i sei metri, avvolgendo i vostri stivali bagnati di brina in una coltre grigia che soffoca persino il rumore dei vostri passi... cammini a piedi tenendo la glaive pronta sotto il mantello, lo sguardo fisso sulla schiena del cacciatore che si muove davanti a te come uno spettro... Dopo due miles di navigazione silenziosa, dove l'aria pulita profuma di terra smossa, Garek devia bruscamente verso destra... si infila in una vecchia pista da taglio abbandonata, un cunicolo naturale di roccia calcareo che sale in forte pendenza, arrampicandosi sui contrafforti rocciosi che sovrastano la carreggiata principale... Garek si accascia carponi, strisciando sul ciglio di un imponente cornicione di pietra che si affaccia direttamente sul vuoto... ti schiacci al suo fianco, e ciò che si palesa sotto di voi nella nebbia dell'alba vi blocca il fiato... Siete appostati esattamente sei metri sopra la Gola Calcarea... le pareti verticali di roccia grigia scendono a picco, riducendo la pista sottostante a una strettoia di meno di quattro metri... e proprio lì in basso, parzialmente mimetizzata dal fumo debole di un braciere da campo, si distingue la pattuglia del Trono di Ferro... i quattro mercenari della gilda sono a piedi, avvolti nei loro pesanti mantelli scuri con le armature di cuoio borchiate che riflettono il chiarore arancione delle braci... due di loro tengono le balestre cariche appoggiate ai massi crollati, presidiando il punto cieco del sentiero, mentre gli altri due si stanno scaldando le mani sopra il fuoco, del tutto ignari che la tua lancia li sta minacciando dall'alto...
  17. Il silenzio che cala sui Colli del Vento Freddo è improvviso e innaturale, una bolla invisibile evocata dal fischio calante di Shage che inghiotte ogni cosa nel raggio di sei metri attorno alle due bestie... I worg spalancano le fauci bagnate di bava, i muscoli del collo tesi nell'atto di lanciare un ululato lacerante, ma dalle loro gole non esce che un soffio d'aria muto... i mostri scuotono la testa confusi, agitando le zampe sulla neve senza produrre il minimo scricchiolio, intrappolati in un vuoto sonoro che si sposta insieme a loro... Erika e Vaulath non lasciano ai guardiani della tribù dell'Osso Rotto il tempo di capire l'inganno... La guerriera scatta in avanti con una ferocia marziale impeccabile, il falcione sollevato che taglia l'aria gelida e penetra nella carne del primo worg con un fendente preciso, profondo, che macchia di sangue scuro la neve immacolata... Accanto a lei, la carne del goliath muta in un battito di ciglia sotto le pellicce: Vaulath evoca l'ira della montagna e si proietta in avanti sotto le spoglie flessuose di un massiccio leopardo delle nevi, una sagoma maculata perfettamente mimetizzata che piomba sul secondo worg con gli artigli sfoderati, atterrandolo con la pura forza bruta del suo peso felino... Lo scontro è una danza brutale e totalmente muta, dove i colpi del metallo e i morsi rabbiosi delle bestie svaniscono nel nulla non appena varcano il confine del sortilegio... Nelle retrovie, Akseli cerca freneticamente un riparo con l'impaccio tipico di chi passa le giornate sui libri anziché sui campi di battaglia... il mago inciampa goffamente nella neve fresca, rischiando di perdere l'equilibrio mentre scivola dietro il tronco nodoso di un vecchio abete crollato... Nonostante la copertura traballante e il respiro affannato, la sua mente analitica non vacilla: estrae la bacchetta di legno liscio e, sporgendosi dal tronco con dita rigide per il freddo, mormora le parole di potere... Tre dardi di pura forza magica, di un azzurro intenso, scaturiscono dalla punta della bacchetta , sibilando nell'aria gelida prima di impattare con geometrica precisione sul fianco del worg già ferito dal falcione di Erika, facendolo crollare a terra con la schiena spezzata... Il secondo worg, rimasto solo e intrappolato sotto gli artigli di Vaulath, tenta disperatamente di divincolarsi per fuggire verso la gola e avvertire il resto della tribù, ma la morsa del leopardo delle nevi e la minaccia del falcione di Erika non gli lasciano scampo... in pochi istanti di ferocia silenziosa, anche l'ultima vedetta viene abbattuta, lasciando i due corpi esanimi a terra, mentre la bolla di silenzio di Shage continua a fluttuare sopra il sangue che fuma nel gelo del crepuscolo... @ Tutti
  18. La drow all'ingresso della cappella preme rapidamente le dita sul bassorilievo della mezzaluna d'argento, attivando i chiavistelli di marmo per darvi via libera prima che l'incantesimo di James si esaurisca. Nel frattempo, la compagna vicino alla nicchia occidentale recupera le sacche con le gallette d'orzo e gli otri d'acqua, lanciandole verso Raskva. Non c'è un secondo rifugio consacrato come questo sotto Tsurlagol, sciamano, risponde l'elfa scura in testa, la voce serrata mentre si cala nuovamente il cappuccio d'argento sul volto d'ebano. Ma il condotto occidentale si immette nei vecchi canali di scolo della prima fondazione. Se quegli assassini esamineranno i vicoli ciechi, perderanno tempo. Se ci muoviamo ora tra i cunicoli ciechi e le condutture in disuso, possiamo far perdere le nostre tracce e nasconderci nel labirinto di pietra finché la risonanza non sarà svanita. Mentre le drow aprono la via di fuga sul retro, James interrompe il flusso della Trama Iridescente. I colori vibranti svaniscono dal soffitto della cappella. Lyra ed Evadne battono le palpebre, scuotendo la testa mentre la patina vitrea scompare dalle loro pupille. Non appena riacquistano il controllo dei loro corpi, la tiefling si guarda intorno con il respiro corto, stringendo d'istinto l'idolo d'osso al petto, mentre l'elfa bionda si aggrappa al braccio di James. Fortunatamente, i loro ciondoli a forma di insetto verde rimangono spenti e nessuna cantilena in lingua acquatica riprende a risuonare tra le mura. Cosa... cosa è successo? domanda Evadne, le grandi corna nere che si muovono mentre cerca di scacciare il torpore magico, mentre i suoi occhi verdi fissano lo sciamano che le sta rimettendo in piedi. Abbiamo... abbiamo sognato l'oceano. Una voce profonda che ci chiamava...poi solo luci. La drow in retroguardia non le lascia il tempo di elaborare il sogno, spingendole dolcemente verso l'apertura secondaria della nicchia. Camminate, fanciulle. Le risposte dopo. I cacciatori della terraferma hanno superato le prime difese. Vi infilate nel condotto di ventilazione occidentale in fila serrata. Lo spazio è talmente stretto da costringere Raskva a tenere il falchion basso per non farlo urtare contro le pareti calcaree, procedendo quasi piegata in due. L'aria fresca e il profumo di gelsomino del Sanctum svaniscono all'istante, sostituiti dal puzzo di melma e umidità stagnante dei vecchi canali di scolo della Tsurlagol sotterranea. Dopo quindici minuti di marcia forzata nel silenzio dei condotti secondari, la drow in testa si blocca bruscamente, sollevando la mano destra guantata. Dal cunicolo principale situato esattamente dieci metri davanti a voi, oltre la grata di manutenzione che dovreste superare, si propaga un suono agghiacciante: il sommesso, bagnato e ritmico rumore di pesanti stivali da marinaio che calpestano la melma del pavimento fognario. Qualcuno sta pattugliando il canale occidentale. Poi, una voce roca e spezzata dal fumo di tabacco , risuona rimbombando contro le volte di pietra... ...vi ho detto che il marchio si è attivato verso ovest! Le chieriche dicono che la risonanza è partita da questo settore. Controllate ogni singola intercapedine, e se trovate le ragazze, non toccatele. Il capitano vuole la tiefling e l'elfa intatte, per gli agenti dell'agenzia invece... beh, sapete cosa fare. Le drow arretrano di un metro, stringendosi contro le pareti umide del condotto e portando le mani alle else delle loro spade curve. Gli inseguitori hanno aggirato o spezzato la resistenza dei Kuo-toa molto più velocemente del previsto, e una pattuglia sta già battendo l'esatta via d'uscita che stavate percorrendo. @ Ravska @ Tutti
  19. Io tornerei alla base per dire quello che abbiamo trovato , il tempio sotterraneo ed i briganti , poi potremmo andare a cercare informazioni sulla gente del.mulino.
  20. Freydis del clan dell'orso nero Continuo a ricambiare lo sguardo del re degli uomini pesce e nel mentre faccio cenno a mio padre che può andare avanti con lo scambio... poi aspetto con le braccia conserte che il tutto finisca e nel mentre continuo a ricambiare lo sguardo del re pesce...
  21. Mevrah , The Witch Osservo dall'alto il caos della battaglia che si accende, lasciando che un grugnito di totale insofferenza mi sfugga da sotto la maschera mentre ascolto le noiose strategie di Lexander. Mi stringo nelle spalle, infastidita dal peso dei miei stessi limiti magici in questo momento. Spostare le truppe? Fingere una ritirata? Che noia...ringhio...tra l'altro, con gli incantesimi che ho dovuto sprecare oggi, mi è rimasto ben poco di utile in tasca per gestire interi drappelli o incendiare i troll. Allungo una mano artigliata verso le colline a sud-ovest, indicando i colossi che scagliano macigni con un ghigno viscido che mi solleva le cicatrici sul volto. Andiamo a prendere i giganti. Posso ancora costringere quelle bestie a chiudere gli occhi e a crollare nel fango , io li addormento con le mie fatture, e voi li macellate come maiali mentre ronfano. Muoviti, nano. Andiamo a fare un altro po' di pulizia.
  22. Io non ho preferenze o desideri , seguo la maggioranza .
  23. Lo stridore metodico dell'acciaio sulla pietra focaia si interrompe nell'esatto millesimo di secondo in cui la tua ombra eladrin si adagia sul legno del tavolo isolato, tagliando la fioca luce di sego che illumina l'angolo della colonna... Garek non sussulta... non solleva nemmeno lo sguardo dal lungo coltello da caccia, stringendo le dita nodose attorno al manico d'osso consumato mentre la sua lama rimane immobile a mezz'aria, fredda e spettrale... il mantello di pelle di lupo logoro emana un odore pungente di fumo di torba, grasso e brughiera bagnata, specchio di una vita clandestina passata a nascondersi tra gli anfratti calcarei del confine... Alle tue spalle, a ridosso del fuoco centrale, senti il muto e paranoico silenzio che ha avvolto Lyra e l'anziano Daran... la mezzelfa e il vecchio boscaiolo ti fissano dalla penombra del loro tavolo con il fiato corto e le nocche bianche, stringendosi nei loro panni logori e affidando l'intera incolumità del carico di ferro e delle loro stesse vite all'assertività della tua trattativa... Quando le tue parole sulla gola calcarea, sull'odio per il Trono di Ferro e sulla spartizione del bottino dei morti si disperdono nell'aria della locanda, il cacciatore muove finalmente i suoi occhi nel semibuio... sono pupille umane, scure, indurite da una disperazione paranoica che ha già fatto la sua scelta... solleva lentamente il volto, svelando una barba ispida coperta di polvere calcinata e una cicatrice profonda che gli corre lungo la tempia sinistra, testimonianza spietata del giorno in cui la gilda gli ha strappato le pellicce e spezzato la famiglia... Pianta il coltello direttamente sul legno unto del tavolo con uno schiocco secco, profondo, prima di curvare il busto verso la tua figura d'argento per ridurre la voce a un soffio rauco... Kren ha la lingua troppo lunga per essere un mezzorco vivo... raschia il contrabbandiere della brughiera, fissa la determinazione nei tuoi occhi e l'asta della glaive celata sotto il mantello grigio, ma ha ragione su una cosa: io venderei la mia stessa anima a un diavolo pur di vedere quegli sgherri affogare nel loro stesso sangue... quei quattro delinquenti si nascondono dietro i massi della gola, e credono che quassù passino solo pastori pronti a farsi scannare... Garek allunga una mano nodosa verso l'impugnatura del coltello piantato, le sue dita che si flettono con una fermezza glaciale che cancella i dubbi di Daran sulla sua stabilità... Ci sto, elfo... ma scordati di muovere i carri prima che il lavoro sia finito... se i cavalli si innervosiscono e iniziano a nitrire nel buio, o se il cigolio dei mozzi rimbomba tra le rocce prima del tempo, ci bloccheranno la via e saremo carne da macello... sussurra il cacciatore, gli occhi fissi sul riflesso azzurrino che intuisce sulla tua lama, ci muoveremo a piedi un'ora prima dell'alba, mentre la foschia sui crinali è ancora abbastanza densa da nascondere i nostri stivali... io vi guiderò lungo una vecchia pista da taglio abbandonata che sovrasta l'imboccatura del varco... ci posizioneremo sui cornicioni di pietra calcareo proprio sopra le loro teste, e mentre io farò muovere i sassi per distrarre le loro mire nel buio, tu calerai dall'alto con quel ferro per spezzare il loro dazio... se la tua lancia è veloce come la tua lingua, entro domani pomeriggio avrò le loro corazze borchiate... e tu avrai la tua strada pulita per Loudwater...
  24. La tua richiesta, sussurrata a bassa voce tra i fumi del brodo d'ariete, apre uno spazio di totale fiducia, spingendo i tuoi compagni a calare le proprie difese e a parlare a cuore aperto... l'anziano Daran si sporge leggermente sul legno unto, tenendo le dita nodose intrecciate vicino al boccale per non far rumore, mentre i suoi occhi rugosi lanciano un'occhiata obliqua verso la colonna di pietra calcinata dove il cacciatore continua ad affilare il ferro... Silyndor... io non nego che questo Garek possa odiare la gilda quanto noi... raschia il vecchio taglalegna, la voce ridotta a un soffio ruvido che gratta contro il freddo della sala, ma un conto è parlarne davanti a una zuppa, un conto è trovarsi le balestre puntate contro...non sappiamo nulla di lui e se quello si spaventa e scappa al primo dardo, o se decide di venderci per salvarsi la pelle, ci ritroveremmo in trappola prima ancora di muovere le ruote. Se dobbiamo rischiare la vita quassù, preferisco farlo sapendo chi mi copre le spalle. Solo noi tre... e nessun altro... Lyra Thorne ascolta le parole del boscaiolo tenendo le labbra serrate, le sue nocche che sfiorano il tessuto bagnato della tua manica... la sua mentalità di carovaniera, abituata a calcolare il rischio di ogni singola moneta e di ogni varco stradale, la porta a oscillare tra il terrore e una spietata necessità pratica... si volta verso di te, e i suoi occhi cangianti riflettono il chiarore fioco delle candele di sego... Daran ha ragione a diffidare, Silyndor... nella gilda commerciale l'argento compra chiunque, e la disperazione può rendere gli uomini molto pericolosi... mormora la mezzelfa, abbassando la testa per non attirare gli sguardi dei pastori adiacenti al focolare, ma io conosco la gola calcarea per averci fatto passare le merci l'estate scorsa... è un imbuto di roccia stretto, buio... se andiamo da soli e la pattuglia si accorge del cigolio delle nostre ruote prima dell'impatto, ci bersaglieranno o bloccheranno la via e saremo spacciati... se questo Garek conosce davvero i punti ciechi il suo aiuto potrebbe essere l'unica cosa che ci separa da Loudwater... io dico di metterlo alla prova... avvicinalo, parlagli dal buio, ma non rivelargli cosa trasportiamo nei carri finché non saremo all'imboccatura del varco... vedi se i suoi occhi tremano quando gli prometti il ferro dei morti... Le perplessità dei tuoi compagni sono sul tavolo, lucide e paranoiche come la terra ruda che calpestate...
  25. No no , va bene che ci conosciamo da prima e che mi abbia reclutato .

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