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shadyfighter07

Circolo degli Antichi
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  1. Liriel Thalavar Mi sveglio un po' prima dell'alba per compiere le mie orazioni. L'aria fredda del mattino riempie i miei polmoni come a voler preparare il corpo a quello che ci attende. Traccio con le dita un piccolo cerchio di rugiada intorno a me, ringraziando la terra per il riposo e chiedendo protezione per la giornata. Quando tutti sono svegli ci mettiamo in marcia e quello che ci si presenta davanti sembra il rudere di qualcosa che ha visto tempi migliori. I rampicanti lo stringono come dita verdi che vogliono riprenderselo. I miei occhi si fermano sull'emblema sopra il portone principale, quella raggiera di chiodi annerita, e sulla scritta sottostante. Aggrotto la fronte, frugo nella memoria. Mentre Rugdush si avvicina furtivo alla porta più piccola a sud per provare ad aprirla, io mi abbasso verso terra, vicino al sentiero che porta al portone socchiuso. Se Calmont è passato di qui ieri sera, correndo verso la collina, deve aver lasciato qualcosa. Azioni
  2. RIVKA Nonostante le ferite mi facciano girare la testa, ascolto con attenzione il racconto del rabbi. Non credo alle mie orecchie. Come ha potuto una persona di fede ricorrere a un sortilegio così potente e malvagio come un golem? Seppur per una causa giusta. Fino a qualche ora fa avrei addirittura creduto che tali storie fossero solo il frutto di fantasie popolari, spauracchi per far dormire i bambini. Ma dopo quello che ho visto sotto lo Shul, sono convinta che tutto sia reale. Pensierosa, non so davvero cosa potremmo fare. Ho solo una vaga conoscenza di ciò con cui abbiamo a che fare. Con un filo di voce propongo: "Se l'Albero della Vita è ormai corrotto, non potremmo tagliarlo ed estirparne la radice?"
  3. Liriel Thalavar Sono sempre ferma nelle mie decisioni, come una quercia secolare, ma così come un grande albero ascolta il soffiare del vento e risponde con il frusciare delle foglie, anche io so ascoltare. Ormai è chiaro che siamo un gruppo e come tale le decisioni devono essere prese insieme. "Va bene per il voto!" Rispondo alla proposta di Rugdush. Ma a quanto sembra è proprio Warbal a decidere per se stessa. Non è una bambina e non è nemmeno una sprovveduta, la sua posizione è chiara e lei sembra decisa a restare.Guardo la piccola goblin e annuisco. "Così sia! Custodirai il nostro ritorno, Warbal. È un compito importante quanto entrare." Poi volgo un sorriso a Rodrigo, senza malizia. "A quanto pare la tua intuizione era giusta, Rodrigo. E sebbene diversa dal mio punto di vista, sono lieta di avere al mio fianco qualcuno che sappia prendere una decisione corretta quando serve."
  4. Selyra - Bardo Drow Ascolto il capo e un sorriso amaro mi sfugge. Niente di nuovo sotto la Luna Rossa ed anche prima di lei. "In questo mondo nulla è gratis" mormoro, più a me stessa che agli altri. "Tutto ha un prezzo. E quando sbagli a pagarlo, lo paghi con la vita." Guardo il forgia-cenere con la mandibola di ferro. Non ha messo un paletto. Ha messo un prezzo. Ed è onesto. Fiore ha risposto per tutti noi, e ha fatto bene. Niente segreti con chi lavora il metallo vivo. Faccio un passo avanti, così che la luce arancione delle fornaci mostri il mio viso. "Quello che dice la mia compagna è vero. Vogliamo spegnere il Monolito all'Abbazia di Ossidiana. Il Ferro di Luna non è per aprire ferite. È per chiuderne una che sta dissanguando la vostra terra tanto quanto la nostra. Senza quell'olio di balena, i nostri scalpelli si spezzerebbero. Senza i nostri scalpelli, il vostro mare rimarrà di pece per sempre." Poi il mio volto si volge verso Kaelen, la nostra guida. Il tono si fa più lieve, complice. "A quanto pare, Kaelen, dovrai scortarci ancora un pezzo. Fino alla Baia dei Relitti." Infine guardo gli altri. Cercando di cogliere i loro sguardi per comprendere le loro intenzioni. "Uno scambio equo. Olio per ferro. È un buon affare. Che ne dite?"
  5. Tiburzia - Strega Un brivido mi attraversa la schiena appena le dita toccano il granito nero. Non è freddo di pietra. È un freddo che assorbe. Malato. Famélico. Ritraggo la mano di scatto. Il sussurro è cessato, ma ora le orecchie mi fischiano per il silenzio. Un silenzio monumentale. Il canarino è immobile sul fondo della gabbia, rannicchiato. Cerca di farsi invisibile. E poi le vedo. Le lingue. Non guardo oltre. Non indico. Lo dico a fior di labbra, un soffio appena, senza muovere quasi le labbra, gli occhi fissi sul leggio più vicino, su quella testa di nano appena mozzata che ora indossa una lingua grigia come fosse un guanto. "Non è una miniera." Sussurro, così piano che devo sperare mi sentiate. "I nani hanno scavato troppo a fondo. Questo è un luogo di veglia. Un custode... e i suoi leggii. Hanno fame di teste." La mia ombra, sotto la luce lattiginosa del pozzo, è tornata immobile. Troppo immobile. Come se anche lei avesse paura di muoversi. "Sentite? Il flauto non suona. Ma ci ordina di tornare indietro. Finché suona... siamo svegli anche noi, per loro. Ogni rumore... ogni gesto brusco..." Non finisco la frase. Lascio che i vostri occhi cadano da soli sulle lingue tese all'altezza dei nostri colli. "Se facciamo un passo falso, scattano. Dobbiamo decidere ora. Se sigilliamo questa breccia e ce ne andiamo, o se proviamo a spegnere il custode sul trono. Ma dobbiamo piano."
  6. Liriel Thalavar La cavalcata verso la collina non presenta particolari incombenze né rischi, solo il tappeto di foglie gialle e arancio che scricchiola sotto gli zoccoli. Ma arrivati a destinazione si capisce immediatamente che il posto è desolato e che potrebbero esserci insidie nascoste all'interno. L'idea di accamparci sembra ottima, non sarebbe saggio inoltrarci al suo interno con l'arrivo delle tenebre. Warbal si rivela subito utile, sorprendentemente avvezza alla vita all'aria aperta. Tuttavia la aiuto a sistemare i cavalli, non tanto perché lei necessiti di essere aiutata quanto perché occuparmi degli animali è qualcosa che mi rilassa. Le mie mani trovano pace tra crine e muso. È allora che sento Rodrigo. Mi volto verso di lui, poi verso Warbal che sta accendendo il fuoco. "Non credo sia saggio lasciarla qui da sola, Rodrigo. Sarebbe vulnerabile. Se qualcosa vive in quella cittadella, potrebbe aggirarci e arrivare qui." Mi avvicino a Warbal e le poso una mano sulla spalla. "Verrà con noi. Starà al mio fianco e la proteggerò io, se necessario." Poi è il mio turno. Il fuoco crepita, Ash ha appena finito di raccontare dei Pellegrini della Strada Bianca. Resto un attimo in silenzio, guardando le colonne di fumo rosso che salgono dal mastio. "Non c'è molto da narrare dei miei trascorsi. Dopo che la mia mentore è morta... ha bevuto acqua avvelenata da una sorgente che credevamo pura... ho passato gli ultimi anni a vagare. Cercando di aiutare chi ne aveva bisogno e di comprendere cosa ammalasse la terra e la natura." Stringo tra le mani un piccolo rametto. "Ma molte delle domande che mi sono posta, ahimè, non hanno ancora trovato risposta. Forse qui, in questo posto dove la natura si sta riprendendo pietra su pietra, ne troverò una." C'è un sottilissimo velo di malinconia nel tono della mia voce, che il crepitio del fuoco non riesce a nascondere.
  7. Kaeryth - Stregona Draconide Trovo finalmente risposta alle mie domande. Caelum è vicino e mi incita a sbrigarmi, sembra stare in piedi nonostante la ferita al fianco. Gib invece è più avanti e si è già portato avanti con il lavoro. Mi fiondo verso il passaggio, rimanendo in retroguardia per coprire le spalle agli altri. Vedo Chand zoppicare e gli porgo il braccio per dargli sostegno mentre avanziamo, senza dire nulla per non ferire il suo orgoglio da soldato. Il varco ora è chiuso alle nostre spalle. Davanti a noi il tunnel segreto. Ho la chiara consapevolezza che la marcia ora sarà molto più lenta, ma non è tempo di mollare. Siamo stanchi, alcuni feriti, con donne e bambini da portare in salvo, ma abbiamo un po' di vantaggio. "Forza, non cedete ora! Ci siamo quasi!" La mia voce non suona come un ordine, ma come un incitamento. Procediamo tra le abitazioni e quando siamo in prossimità dell'ingresso del tunnel vedo la bambina che abbiamo salvato. Mi chino e le arruffo appena i capelli con due dita. "La tua nonnina si è salvata perché è forte. E tu sei stata coraggiosa!" Le sorrido e poi la vedo sparire nell'imbocco del tunnel. Quando tutti sono entrati, li seguo rimanendo sulle retrovie per fare da scudo, qualora qualcuno dovesse seguirci.
  8. Tiburzia - Strega Non so se gli altri vedano ciò che vedo io. O forse sì, ora. La mia ombra non mi segue più. Sotto la luce della lanterna si è fatta densa, fluida. Non oscilla più con me. Striscia. Lenta, sul terreno rugginoso, ignorando le impronte di Vance. Si allunga come una mano scura e si punta dritta verso l'imboccatura del cunicolo centrale, dove il soffio è più gelido. Lì vibra. In sincronia con il sussurro della pietra. Non è un pensiero razionale. So che dobbiamo andare là. Se questo dono mi è stato dato, non è per lasciarmi morire qui. Guardo gli altri, la voce mi esce più ferma di quanto mi senta. "Ignoriamo chi ci ha preceduto per ingordigia. Seguiamo la nostra strada." Indico il centro. Ci incamminiamo. Il cunicolo si fa più ripido, l'aria più esiziale. Il canarino non canta più. Poi, dopo quasi un'ora, la roccia dei nani finisce. Davanti a noi, colossali blocchi di granito nero, incastrati con una precisione che nessuna trivella potrebbe replicare. E oltre, una breccia. Squarciata, sbrindellata, come se i nani avessero sfondato una parete cieca senza sapere cosa c'era dietro. Da lì filtra una luce lattiginosa, innaturale. Fredda come nebbia. Mi avvicino al varco, nonostante il sussurro che ora mi martella direttamente in testa. Poso una mano sul granito nero, l'altra sul bordo della spaccatura. Cerco di capire se è magia. Se pulsa ancora. Azione
  9. Shizuka Ascolto con attenzione le parole del saggio. Nessuna via è mai semplice, ogni passo è sempre una sfida: talvolta possiamo ignorarla, ma altre volte è necessario percorrerla nonostante i rischi. Faccio un inchino rispettoso al fungoide. "Grazie per averci indicato la via, già per me è un grande onore averla incontrata e se ci darà un consiglio e una lezione ne farò tesoro." Porto una mano al cuore per dare enfasi ai miei pensieri. Guardo gli altri. "Chi se la sente di venire?"
  10. Liriel Thalavar Lieta che la mia proposta di partire nell'immediato sia stata accolta, ci mettiamo in marcia verso la collina ma poco dopo che la marcia è iniziata la goblin si palesa dietro di noi chiedendo di venire. L'espressione del mio volto è titubante, non sappiamo quali pericoli potremmo incontrare lungo la via, la diplomatica potrebbe essere una zavorra ma anche una risorsa preziosa. Ascolto gli altri e sembriamo tutti d'accordo nel farla venire con noi. Guardo Warbal, i suoi grandi occhi rossi pieni di preoccupazione per il suo popolo. Come potrei dire di no? "Sicuramente conosce queste zone meglio di noi, e nessuno conosce i Baldibombi meglio di lei. Se la Cittadella tace, avremo bisogno della sua voce." Attendo che si sia sistemata sul cavallo di Ash e sprono il mio. "Io chiudo la fila. Così tengo d'occhio i cavalli e se qualcosa ci segue dalla boscaglia lo sento prima io."
  11. Se si parte a Settembre potete prendermi in considerazione come giocatore :)
  12. Liriel Thalavar Osservo gli altri - il cavaliere Rodrigo ancora coperto di fuliggine che sorride mostrando i denti, Rugdush che ricarica il suo tuono di metallo, Ash con quel misto di timidezza e meraviglia. Eroi. Così ci chiamano ora. "Abbiamo semplicemente fatto ciò che andava fatto." La mia voce è bassa, calma. Come se avessi scostato un ramo dal sentiero, non salvato una sala consiliare dal rogo. Pulisco con due dita un lembo di fuliggine dal mio abito, gesto più eloquente di molte parole. Ascolto le proposte. Interrogare la libraia, aspettare l'alba. Scuoto leggermente la testa. "Il fuoco era un diversivo. Un attacco al municipio proprio mentre si organizza una spedizione per i Baldibombi non è una coincidenza." Guardo Greta, poi gli altri. "Calmont non è un folle solitario. Nessuno osa tanto da solo, senza una mano che lo copra." Esclamo dando parola ai mie pensieri. "Se gli lasciamo una notte di vantaggio, troverà quella mano. E noi perderemo le sue tracce. Le guardie possono parlare con Voz Lirayne, noi dovremmo seguire la pista finché è calda." "Io partirei ora. Se siete d'accordo, ovviamente." Il tono resta calmo, atavico. Ma le mie opinioni sono solide come il tronco di una quercia.
  13. Kaeryth - Stregona Draconide Un sospiro mi sfugge e dalle narici esce una piccola nuvoletta di fumo acre. L'ultimo cultista è solo una torcia che si contorce, poi cenere. Il cortile puzza di carne bruciata, sangue e paglia bagnata. Per un istante mi godo la vista. Le mie fiamme hanno purificato. Ancora. Poi sento i colpi. La voce che viene dall'interno del tempio è profonda, non è quella di un cultista qualunque. I colpi sulla porta da cui Chand ha fatto uscire i civili. Non è finita. Non è mai finita. Mi scuoto, abbasso finalmente il braccio. Le scaglie sull'avambraccio smettono di brillare. Mi guardo intorno di scatto - il sangue di Chand che forma una pozza sotto la sua coscia, Vivienne immobile con gli occhi alla luna, Caelum che spunta dal cancelletto con la faccia dolorante. "Forza! Muoviamoci, non abbiamo tempo!" La mia voce esce più roca del solito, da soldato, non da stregona. "Portiamo questa gente dentro le mura! Chand, ti reggi? Vivienne, andiamo!" Mi avvio di due passi verso il cancello, poi mi fermo. Conto. Noi tre qui. Caelum di là. Manca Gib. Mi volto verso il passaggio segreto, le fauci ancora serrate. "Gib... Caelum! Dove diavolo vi siete cacciati? Rispondete!" Resto indietro, a metà strada tra il cortile insanguinato e il cancello, lanciafiamme di retroguardia. Non lascio nessuno indietro. Non di nuovo.
  14. Liriel Thalavar Gli occhi che lacrimano, i muscoli che bruciano per il continuo sforzo di prendere il secchio da chi mi sta dietro per passarlo a quello davanti. Un lavoro lungo che deve essere fatto velocemente, ma ogni volta che mi giro verso l'entrata vedo la sala sempre più vuota e alla fine c'è solo il cordone preposto a spegnere il fuoco. Finalmente le fiamme vengono domate. Rapidamente esco e mi tolgo lo straccio dalla bocca e dal naso, riempiendo i polmoni di aria pulita. Un paio di colpi di tosse ed ascolto il discorso tra la guardia e l'uomo in uniforme. Qualcosa non mi convince, ma quando viene chiesto chi sono gli eroi partecipanti al raduno mi faccio avanti. Un frusciare di foglie sembra accompagnare i miei passi e con voce decisa rispondo subito dopo Ash. "Liriel Thalavar! Qui per aiutarvi!" Lo sguardo deciso
  15. Liriel Thalavar Il fumo mi invade i polmoni nonostante abbia cercato un po' di salvezza usando un lembo di veste per coprirmi il naso. Ma non posso mollare proprio ora. Mi arriva il primo secchio in mano. Lo passo a quello che mi sta davanti e gli appoggio una mano sulla spalla. "La salvezza di tutti dipende da te!" Parole di incoraggiamento e subito mi volto indietro, pronta ad afferrare un altro secchio d'acqua. AZIONE: Master, continuo nella catena umana. Se posso, uso Diplomazia per dare +1 a chi mi sta davanti con
  16. RIVKA Mostro a Josek la ferita, una grossa artigliata che lacera le mie carni. Tossisco e sputo sangue. "Ti sembra una favola questa?"
  17. SELYRA - Bardo Drow L'avvertimento di Fiore mi strappa dalla paratia un attimo prima che il soffitto ceda. Corro. Cenere negli stivali, nei polmoni, sulla lingua - cammino sulla coltre grigia come mi ha urlato Kaelen, senza voltarmi, anche se ogni ruggito alle spalle mi graffia la schiena. Tossisco, una volta, secca, e mi ricompongo prima di arrivare sul pontile. Porto Scoria... non è una città. È una ferita aperta che pulsa. Il pilastro al centro che scaglia fulmini al cielo è un abominio magnifico, una tale, brutale efficienza che per un istante ne ammiro persino la fattezza, nonostante stia uccidendo la terra. Quasi non mi accorgo dei tre che ci sbarrano la strada. Mi fermo un passo dietro Kaelen, non davanti. Non alzo le mani come una prigioniera. Eseguo un inchino corto, da corte, preciso, come mi hanno insegnato alla scuola per bardi. La voce mi esce bassa, roca per la cenere, ma volutamente addolcita, senza più traccia di paura. "La mia compagna ha parlato di affari, ed è vero. Cerchiamo Ferro di Luna. Non per rivenderlo ma per usarlo. Kaelen ci ha detto che qui si sa ancora distinguere uno sciacallo da un artigiano."
  18. SHIZUKA MORI - ROGUE/SHARPSHOOTER "Grazie per l'accoglienza che fornite a questi superstiti!" Esclamo con fare rispettoso. "In effetti, perché tornare indietro dove c'è una catastrofe?" chiedo ad alta voce, poi mi correggo: "Questo posto sembra tranquillo e pacifico, ma non è il nostro mondo. Dobbiamo capire cosa sia successo e se ci sono altre persone da salvare!" "Quindi, se c'è davvero un modo per tornare indietro, per quanto sia rischioso, le chiedo di darci indicazioni!"
  19. Liriel Thalavar Vedo la gente defluire all'esterno, ma con un po' di disappunto noto che qualcuno tentenna e rimane sulla soglia, quasi a voler sfidare il fumo per non abbandonare la sala. Il fumo nero ormai è basso, acre. L'aria mi graffia la gola. "Spostatevi da lì... coff coff ... fuori! Fate passare l'acqua!" L'aria sta diventando irrespirabile, strappo con i denti un lembo dalla mia veste e me lo lego stretto su bocca e naso. Non fermerà il fumo, ma è meglio di niente. Con gli occhi che lacrimano mi lancio verso l'uscita e mi infilo nel cordone, pronta a ricevere il primo secchio. Master, mi sposto all'uscita e mi unisco alla catena umana. Mi copro bocca e naso con un panno improvvisato. AZIONI
  20. Liriel Thalavar Rimango un attimo sorpresa nel vedere come al primo campanello di allarme ci siamo mossi in modo perfettamente sincronizzato per eliminare la minaccia. Ci siamo appena conosciuti, ma è come se una sorta di sintonia si fosse già formata tra di noi. Ma la minaccia non è svanita. Un secondo fronte di fuoco sfonda la porta a nord. Il fumo ora viene da due lati. Non esito. Mi sposto al centro della navata centrale, salgo su una panca per sovrastare la folla e apro le braccia. La mia voce non grida, è calma, profonda, come il sottobosco dopo la pioggia. "Guardatemi! Il fuoco non vi toccherà! Uscite con calma, una fila alla volta, tenetevi per mano! Fuori c'è aria!" Con un gesto indico l'uscita principale, sgombra. Poi mi volto verso gli uomini e le donne che sono rimasti indietro, quelli con lo sguardo meno perso. "Voi! Quelli con cuore saldo! Con me! Formiamo un cordone, prendiamo l'acqua dalle fontane di fuori e spegniamo questo secondo fronte!"
  21. Ok grazie per aver avvisato. Buon Ferragosto 😎
  22. Il master aveva segnato tutto su un file excel ❤️ Google DocsEQUIPAGGIAMENTO E CARICOSto però fuori casa fino a Lunedì sera e da Cell non riesco bene a fare i conti. Mi affido a voi 😅
  23. TIBURZIA - STREGA La discesa è un soffio strozzato. Decine di metri di buio e catene che stridono, finché il legno non sbatte sul fondo di pietra con un tonfo sordo che mi sale dai piedi allo stomaco. Livello Quattro. L'aria sa di pietra bagnata e di secoli chiusi. E subito, le tracce. Impronte fresche di stivali chiodati, profonde nell'argilla. Vance ci ha preceduto, come temevamo. Arriviamo al cancello di sbarramento. Il lucchetto della Corporazione penzola aperto, spezzato di netto.Un sorriso sarcastico mi incurva le labbra. "Non dimentichiamoci di ringraziarlo, qualora dovessimo incontrarlo ancora vivo." Pochi metri dopo, il bivio triplo. Le impronte degli altri esploratori si calpestano l'una sull'altra poi hanno scelto la destra, di gran carriera. Ma è dal cunicolo centrale che arriva qualcosa. Un soffio d'aria fredda che fa tremolare la fiamma delle lanterne schermate. E con esso, un sussurro. Debole, indistinto, che striscia lungo la roccia. Mi si gela il sangue. Non è vento. Il canarino nella gabbia di Eryndor ha smesso di cantare da un pezzo. Sbatte le ali contro il legno, in preda al panico. Lui sente quello che noi non sentiamo ancora. Alzo una mano e indico il tunnel centrale, senza dire nulla ma per far capire a gli altri la mia scelta. Poi abbasso lentamente la lanterna e la faccio oscillare, appena, davanti a me. Cerco la mia ombra per vedere se mi indicherà una strada. AZIONE
  24. Direi che i cadaveri dei lupi li lasciamo lì amenoche qualcuno li voglia scuoiare per prendere la pelliccia ma ci vorrebbe tempo e mestiere. Anche il cadavere del mulo potremmo lasciarlo lì, sarà cibo per animali e concime per i fiori 😅 Per quanto riguarda l'equipaggiamento prendiamo il necessario: razioni, armi e lasciamo il resto. Potremmo magari scavare una buca e nasconderlo nella remota ipotesi che torneremo a prenderlo in un secondo momento.

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