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Visualizzazione dei contenuti con l'esperienza più alta dal 19/07/2025 in Commenti Voci blog

  1. Appena ho tempo le butto in Guida al sito...
  2. Sì, hai colto una delle fonti di ispirazione; complimenti! Fra l'altro, anch'io adoro il romanzo "Le Montagne della Follia" e ho intenzione di creare un dungeon ispirato proprio al dedalo di caverne e cunicoli in rovina della città aliena, che i disgraziati protagonisti del romanzo esplorano fino a perdere il senno!
  3. Mi piace che siano ispirati, almeno "esteticamente", agli Antichi de "Le Montagne della Follia" di H.P.Lovecraft... uno dei miei racconti preferiti dell'autore.
  4. Ciao, grazie per la recensione che mi è utile per valutare se andare a vederlo.... Però più che una recensione pare un manuale d'istruzioni di un elettrodomestico. Dovrebbe essere più organica secondo me: il film è bello o brutto, non interessa la valutazione puntuale di ogni aspetto cinematografico, anche perché alla fine quello che conta sono le emozioni, e quando si tratta di emozioni quello che ti lascia è ben più (o meno) della somma dei singoli addendi. A monte: a me mi scoraggia il fatto che ci sia un miscuglio tra il mondo reale e il mondo fantastico di Eternia. Avrei preferito di gran lunga fosse stato tutto fantasy puro, invece in più di un film ricorrono a questo schema narrativo. Ma anche in certi romanzi (ricordo ad esempio "Figli di cielo e terra" di Guy Gavriel Kay) ricorrono a questa struttura... E io li scarto in battuta (a ben vedere anche "La storia infinita" è così, ma di quello ne faccio un discorso a parte). Credo che lo facciano anche perché così i ragazzi sono facilitati a riconoscersi nel protagonista, che quindi appare una persona comune come loro, che però scegliendo di impegnarsi per qualcosa in cui crede, con impegno e tenacia, bla bla bla... rivoluziona la propria vita e quella degli altri. Ebbene a me non piace. In un film o romanzo cerco il simbolismo, non la pedagogia. Pensate se Conan il Barbaro fosse cominciato con Arnold che era un impiegato di New York con la passione della palestra, che poi viene magicamente trasportato in un altro mondo (che sarebbe l'Età Hyboriana del mondo reale): il cielo ci scampi! Ciao, MadLuke.
  5. In generale aggiungere considerazioni personali e prospettive sulla pellicola che stai trattando, nello specifico di questo film ritengo sarebbe interessante metterlo in prospettiva (la serie originale era un cartone degli anni '80 realizzato con lo scopo di vendere giocattoli di uomini palestrati per sfruttare la moda dei body builder stra-pompati che impazzava all'epoca). Una cosa fra le altre, io troverei interessante l'operato dal regista che se da una parte gioca sull'effetto nostalgia di questi simulacri di ultramachismo, dall'altro li capovolge quasi specularmente. Esempio: il Principe Adam nella serie originaria si FINGEVA goffo per nascondere la sua identità di super uomo che risolveva tutto con una buona dose di violenza. In questo film il protagonista originale viene decostruito: qui Adam è intrinsecamente insicuro -ma sensibile- messo quasi a disagio dalla sua stessa prestanza fisica, una chiara ed ironica critica al machismo muscolare delle origini assieme alla fragilità di Man-at-Arms che nel cartone era personaggio monolitico. Certamente ci sono anche altri aspetti che potevano essere messi in risalto ma era solo per dare un'idea di come potresti arricchire le tue prossime recensioni. Spero di essere stato utile, ciao!
  6. Grazie Creepy. Recensione un po' didascalica e schematica a mio avviso, se accetti critiche costruttive. Contenuto comunque apprezzato.
  7. Le potenzialità sono numerose e non posso che consigliarti di scrivere quello che hai in mente ❤️ Quando vieni preso da una cosa del genere e pubblichi su un Forum come D'L, puoi avere utilissimi spunti e critiche costruttive anche per aumentare le tue conoscenze e la tua consapevolezza personale. Non vedo l'ora di leggere il secondo articolo 😉
  8. Ciao! No, decisamente è un giardino dove andare a fare una passeggiata :'D Ti ringrazio dei complimenti! In realtà, a partire da questo semplice articolo, mi è venuta voglia di creare una vera e propria ambientazione che possa fungere da mini-campagna di Radiogenesi, su cui sto lavorando da qualche giorno, delineando i dettagli delle varie cupole, del microambiente all’interno di ognuna di esse e delle creature che le popolano. Probabilmente scriverò un secondo articolo in cui espanderò questo misterioso giardino artificiale post-atomico e gli inquietanti segreti che cela oltre le siepi.
  9. Anche se arrivo con un po di ritardo, onestamente trovo che siano davvero fiche le icone in questo modo! Sono pulite e più "comprensibili" rispetto ai gradi esposti nella maniera precedente... anche se forse quegli scudi di prima, magari rimpiccioliti, non potrebbero essere sotto la nuova icona a rappresentare la progressione del "rango" stesso verso il prossimo? La butto lì e prendetela come una proposta (in quanto capisco che c'è necessita di tempo e di lavoro dietro una realizzazione del genere) per non dimenticare completamente come era in passato 😉 Ovviamente, come ha specificato @aza, quelle precedenti venivano da un periodo in cui i forum erano all'apice anni fa, quando piattaforme come queste erano il centro per scambiare opinioni, confrontarsi sulle ultime notizie e aggiornarsi... Una vera agorà! Onestamente parlando, mi trovo meglio, sia dal punto di vista di consultare le news che prendermi tempo per leggere e scrivere con scrupolo, qui sui forum che su FB o Instagram ❤️ Come al solito, spero di aver dato qualche utile spunto 🙂 Sinceramente D.
  10. SI, ma in realtà sono 30, una per ogni grado dei PE. Le vedi nel profilo alla voce: Esperienza:
  11. Io guardo il mio profilo utente così poco che la cosa mi era del tutto sfuggita... anche perchè sinceramente delle "graduatorie" degli utenti non me ne è mai importato nulla! Io divido gli utenti in 3 categorie: quelli che mi piacciono, quelli che mi sono indifferenti, quelli che non mi piacciono. Per curiosità, le nuove icone sono solo quelle 4 presenti nell'immagine in alto?
  12. Ciao! Trovo molto interessante il fatto che l’epitaffio capace di trasformare un comune toddiano in un necrotide sia il frutto di un ritrovamento archeologico inaspettato. Questo dà adito a numerosi quesiti: chi ha creato in origine questo oscuro rituale? E soprattutto come, con quali mezzi e con quali conoscenze, evidentemente andate perdute, visto che i contemporanei de L’Ultima Era non ne erano a conoscenza? per quale scopo? La “vita” di un necrotide è piuttosto disgustosa: costretto a nutrirsi di carne viva (insetti, roditori, cannibalismo...) e a bere sangue di mammifero, oltre a subire una trasformazione graduale in un orrido scheletro ricoperto da lembi di carne putrescente. Non esattamente il miglior modo di ambire all’immortalità, a mio modesto avviso. che fine hanno fatto gli antichi necrotidi? Se è vero che un necrotide non muore di vecchiaia né di malattia e che, tendenzialmente, può perire solo di morte violenta o per inedia, come mai nel tempo presente non vi era neppure un singolo necrotide superstite? È possibile che siano scomparsi tutti insieme al rituale occulto per crearne di nuovi? Oppure i necrotidi non sono davvero immortali, ma solo molto longevi? O, ancora, vi è qualcosa di profondamente oscuro e sinistro che accade loro dopo molti secoli, e che rimane tuttora sconosciuto? infine: in un contesto teso come quello della Terra de L’Ultima Era, la possibilità per la nazione di Todd di poter contare su una fanteria di pseudo-non morti la rende una potenza straniera destabilizzante e preoccupante. Unita alla sua politica interna spietata e tirannica e alla persecuzione attiva e capillare di chi non condivida i loro “valori” perversi, Todd si configura come un vero e proprio “stato canaglia”. L’aumento continuo dei necrotidi non rappresenta, per le altre potenze mondiali, un motivo di seria preoccupazione e allarme? Non è ragionevole aspettarsi che venga imposto alla nazione di Todd un limite massimo di necrotidi “vivi” presenti sul suo territorio o che, in gran segreto, venga avviato lo sviluppo di un “contro-epitaffio”, sotto forma di gas magico o rituale, capace di dissolvere istantaneamente la magia oscura che li tiene in vita in caso di invasione? Così emergono diversi spunti di riflessione che potrebbero dare origine a intere campagne legate a questi temi: la scoperta di ulteriori segreti annidati nei meandri della Gabbia Toracica, qualche informazione cruciale sull’epitaffio dei necrotidi tenuta segreta al o dal governo di Todd, oppure una crisi internazionale scatenata proprio dalla proliferazione dei necrotidi. Trovo che sia un peccato che la progressiva erosione e la successiva perdita dei tessuti molli di un necrotide non abbiano alcuna ripercussione meccanica. Ritengo che sarebbe più interessante se alcuni loro tratti cambiassero nel tempo, rendendoli gradualmente più simili a scheletri o costrutti. Per esempio, si potrebbe prevedere una riduzione di Costituzione e Destrezza, accompagnata però dall’acquisizione di un’immunità ai colpi critici dopo 5d10+10 anni trascorsi come necrotide, seguita, dopo ulteriori 5d10+10 anni, dalla perdita del senno. ☠️
  13. Ti ringrazio! :D Sì, sono effettivamente una strana amalgama di alcune caratteristiche del mimic (sembrare armature inermi o quantomeno "cave" in un primo momento) e delle melme (l'essere perlopiù amorfe e l'uso degli pseudo-podi per la mobilità). Tutto con quel tocco di body-horror raccapricciante che contraddistingue le atmosfere de La Terra che verrà!
  14. Scusate se vado fuori tema, ma questa serie per me è un capolavoro! 😂 Tra l'altro, le vignette non sono genericamente riferite a D&D, ma vivono in un'ambientazione che l'autore delinea ogni tanto con un po' di "lore". Detto questo, una delle mie preferite è quella con gli aracno-capitalisti! 🤣🕷️ https://www.webtoons.com/en/canvas/the-weekly-roll/ch-106-this-is-a-web-comic/viewer?title_no=358889&episode_no=108&serviceZone=GLOBAL
  15. Disgustoso e bellissimo! Mi piace questa versione delle armature animate, a metà tra un mimic e una "melma-paguro". EDIT: forse non è proprio quello che avevi in mente, ma credo che questa vignetta renda bene l'idea: https://www.webtoons.com/en/canvas/the-weekly-roll/ch-29-fireball-fireball/viewer?title_no=358889&episode_no=31
  16. Ciao! Mi piace questo sistema per la gestione delle ferite e di altri effetti incapacitanti! 😈 Penso che sia efficace e non eccessivamente macchinoso. Ho giusto un paio di domande! Prima domanda: la distinzione tra ferita leggera e grave ha l'unica funzione di tenere traccia di quante ferite servono prima di subire Scatti di morte, oppure vi sono anche altri effetti (e.g. una ferita leggera o grave al braccio rende più o meno difficile manipolare oggetti, una ferita leggera o grave alla gamba rende più o meno difficile camminare, ecc.)? Seconda domanda, volendo collegata alla prima: pensi di aggiungere, se non sono già presenti, effetti (semi-)permanenti dovuti ai danni localizzati (e.g. stordimento, dissanguamento, perdita di un occhio, di una mano, ecc.)? In tal caso però, non renderei ugualmente probabile (25% per ognuna delle 4 zone da te indicate) la possibilità di colpire una certa zona, siccome ad esempio danni (semi-)permanenti alla testa sono sicuramente più pericolosi e debilitanti di danni (semi-)permanenti agli arti. In merito a questo, consiglio per esempio la ripartizione di Dark Heresy: tirando un d100, 01-10 testa, 11-20 braccio destro, 21-30 braccio sinistro, 31-70 corpo, 71-85 gamba destra, 86-100 gamba sinistra.
  17. La velocità di marcia mi pare davvero bassa... ammetto che su wikipedia la velocità al passo del cavallo viene indicato sui 5-7 km/h, ma in D&D 3.5 viene indicata una velocità di 7,5-9 km/h (15-18 m/round)... asini e muli invece hanno una velocità come quella che hai indicato tu (e che, incidentalmente, è quella degli umani), solo che come gli umani non è indicata nessuna "1 ora di sosta ogni 3 di viaggio", per nessuno dei tre. In D&D 5 la velocità dei cavalli da tiro, asini e muli è sui 6 km/h (12 m/round), appena più di quella degli umani. Ti passo anche un paio di link, con dati sulla velocità della cavalleria, e sulla necessità di cibo dei cavalli... il secondo credo sia più utile del primo, ma per completezza...
  18. Questo è l'aspetto che più ha deluso del sistema. Premetto che non sono un amante dei vari canali dove si guarda gente che gioca, e di conseguenza non mi piace granché l'esperienza offerta da Critical Role nei loro streaming (la maggior parte degli spettatori crede che siano giocatori di ruolo, ma sono attori che interpretano giocatori di ruolo!!!! Differenza fondamentale ai miei occhi). Tuttavia mi è parso subito molto evidente come ogni singolo aspetto delle loro campagne sia accuratamente sceneggiato, compresi i colpi di scena, gli eventi collaterali, ecc. E usano D&D. Chi ha comprato Daggerheart lo ha fatto aspettandosi di giocare con lo stesso stile di gioco proposto da Mercer e soci, senza le limitazioni imposte dalle regole di D&D, ma dubito davvero fortemente che ci sia un solo master disposto a mettere decine e decine di ore per preparare un'avventura giocabile dove veramente i giocatori siano liberi di fare ciò che gli pare. E' tutto fuorché immediato e intuitivo. E se i giocatori sono particolarmente creativi, c'è il rischio completo che NULLA di quello previsto dal master accada, vanificando l'enorme mole di lavoro necessaria per imbastire la "sceneggiatura". Il regolamento è, per tanti versi, largamente incompleto, quasi fosse un work in progress, e mancano tantissimi elementi per semplificare la vita al master. Ci sono lacune evidenti, almeno a mio parere. Anche pianificare un singolo scontro è impresa che richiede parecchio tempo. Non dico che sia impossibile improvvisare un combattimento non previsto dal master, ma di certo è un'impresa di non poco conto. Il disgraziato che si accolla il compito di master deve prepararsi tutti quanto prima. Paradossalmente, per essere un sistema creato per dare in pasto a degli spettatori un'azione di stampo cinematografico e molto fluido, si presta meglio a play by forum, o by mail, dove non si gioca in tempo reale ma passa del tempo tra azione dei giocatori e reazione del master e viceversa. Poi resta il grosso problema, almeno per me, del flusso di gioco: non essendoci turni nel senso tradizionale del termine, si rischia di passare un'intera serata a fare da spettatore se c'è un giocatore particolarmente "ispirato" che può molto facilmente manipolare la sessione per lunghi, lunghissimi tratti. Il flusso di gioco è profondamente dipendente dalle capacità "recitative" dei singoli giocatori o del master, altrimenti ci saranno spesso pause dove dominano "eh...", "uhmmm, aspetta un attimo che vedo", "ecco, si... faccio, no, aspetta, però" ecc. (questo è quello che è capitato a me). Magari in futuro il sistema sarà affinato, ma così com'è mi sembra parecchio acerbo. Poi magari sono io che non sono capace di sfruttare questo sistema, non lo escludo affatto. Però ho provato numerosi sistemi in questi quasi 40 anni di gioco, alcuni pessimi, alcuni belli, altri che non mi hanno dato nulla. Ma Daggerheart è uno di quelli più deludenti proprio dal punto di vista del coinvolgimento. EDIT: non so chi l'ha citato, ma Daggerheart è pesantemente derivato da Powered by the Apocalypse, uno storygame. Hanno preso molti elementi e ne hanno cambiati altrettanti per non dover inserire nei crediti il logo pbtA.
  19. Ho fatto anch'io una prova con questo sistema, ma come giocatore. Ed è stata una prova all'acqua di rose, quindi assolutamente poco significativa. Questo regolamento, provato, mi ha confermato le sensazioni che ho avuto leggendolo: non è adatto per delle VERE sessioni di gioco. E' valido se tutto quello che deve succedere è sceneggiato PRIMA e i giocatori devono mettere in scena uno spettacolo per degli spettatori. L'ho trovato macchinoso, contorto e lento nello sviluppo delle azioni. La dinamica di gioco risente molto del fatto di dover consultare la scheda per praticamente ogni decisione. Probabilmente buona parte delle mie difficoltà derivano dal mio "retaggio" di gioco, quindi sono poco attendibile. Resta il fatto che, per me, non è quel gran sistema che viene vantato. Prodotto editoriale di altissimo livello, confezionato ad arte, ma, sempre per quanto mi riguarda, 80% è apparenza, 20% sostanza. A mio avviso è un sistema poco adatto per partite improvvisate e poco maturo come sviluppo. Da quanto vedo anche sul web, in molti ne erano entusiasti, in molti l'hanno comprato, ma si vedono pochissimi actual play.
  20. Innanzitutto, bentornato con un nuovo post! 😄 La tua descrizione degli elementi costituitenti un alchimista è ben fatta, ma mi domando: veramente non c'è spazio per degli alchimisti, magari anche con un nome diverso, nel mondo di Radiogenesi? Non potrebbe essere l'alchimia un'alternativa pericolosa alla chimica, basata su una reinterpretazione fantascientifica e "lovecraftiana" dell'alchimia vera e propria? Non andrebbe a eliminare la chimica ovviamente, ma sarebbe piuttosto un approccio che sacrifica la prevedibilità scientifica delle reazioni chimiche con le capacità eccezionali da te descritte: la chimica avrebbe le sue regole, le sue materie prime e i suoi strumenti, permettendo di ottenere questo o quello con la (quasi) certezza offerta da un qualsiasi teorema/regola/proprietà scientifica; l'alchimia potrebbe essere invece un modo di "aggirare le regole" della realtà fisica, presentando però più limiti (e.g. le congiunzioni astrali) ed effetti collaterali (e.g. mutare la carne del proprio compagno anziché guarirla) che benefici. Non ricordo quanto Lovecraft compaia in Radiogenesi (sebbene ricordi una tua interpretazione degli Antichi), ma potrebbe essere un'arte nota alle creature stellari o ai loro adepti.
  21. 2 punti
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  22. Ciao Pippomaster, ancora scusa per il ritardo nella risposta. Bazzico poco questo sito. Hai ragione, in effetti due poli solamente creano una situazione in cui l'interazione o è con un gruppo, o con l'altro. Tre è un numero perfetto per una esplosione combinatoria "controllata". Grazie della risposta.
  23. Bada che anche se gioco da ormai vent'anni e leggo tantissimi manuali, non ho un metodo preciso per valutare la qualità delle avventure. Un po' vado a buonsenso, e un po' a sentimento. In linea di massima per me una buona avventura deve essere un pacchetto di (ambiente + fazioni + eventi in corso) che permetta al Narratore di muoversi agilmente al suo interno, e ai giocatori di poter abbordare l'avventura da più direzioni senza sentirsi ingabbiati o costantemente ad un bivio. Un sistema del genere è più sandbox che railroad, ma le due cose non sono mutualmente esclusive: possono coesistere entro certi parametri. Non ricordo più dove l'avevo letto, ma qualcuno sosteneva una terza via, cioè una sorta di "pista nel deserto" (per mescolare i termini sand e road): hai un inizio e una fine, entrambi fuori dal deserto, e questa pericolosa e sconfinata distesa di sabbia bollente che può nascondere tesori, banditi, rovine e mostri... in pratica una metafora per un certo stile di avventura, dove l'inizio A è concordato, ci si aspetta un certo finale Z (sconfiggi il BBEG di solito, ma non per forza) ma come arrivi da A a Z è liberamente in mano ai giocatori. Se poi dovessi smettere di scrivere cose a getto per cinque minuti e darti davvero una risposta, ti direi che i criteri che sono necessari per me sono: Una scrittura chiara. Chiunque legga l'avventura (persino chi l'ha scritta) deve poterla capire al volo. Una località solida, che sia facile da usare per l'avventura principale ed eventuali side quest. Una città, un villaggio, una regione, un megadungeon... questo sta a te. Almeno 3 fazioni (dichiaratamente tali o meno) che agiscono a prescindere dalla presenza dei personaggi, e che hanno mezzi e bisogni. E basta, direi. Tutto il resto è accessorio.
  24. Esatto! Inoltre, con la figura di Helas, mi piaceva l'idea di fondare lo stato più malvagio della mia ambientazione su una figura che, sebbene fosse malvagia nei modi, aveva una visione del mondo molto diversa da quella dei suoi successori, forse per certi versi più "dignitosa" di quella posseduta da qualche governante o magnate dell'industria delle altre nazioni industriali! Un mio amico mi aveva raccontato che il rituale richiedeva il sacrificio di umanoidi, forse anche bambini, in presenza di un immondo, ma non so dove l'avesse letto... Nella storia di D&D credo che da qualche parte sia descritto, forse nel Libro delle Fosche Tenebre della 3a edizione (il manuale più indicato per cose del genere 😂). Per quanto riguarda "L'Ultima Era", mi sono ispirato alla 3a edizione. Nel Manuale dei Mostri erano infatti indicati i requisiti per essere lich: 11° livello dell'incantatore e la costruzione del filatterio, quest'ultimo dal costo di 120.000 mo più 4.800 PE (fonte). Siccome nella 5a il lich è più forte di quello della 3a (GS 21 e 18° livello dell'incantore della 5a contro il GS 13 minimo e 11° livello dell'incantore minimo della 3a), ho alzato un po' il prezzo! Purtroppo però è solo per completezza, siccome la 5a non permette di giocare un lich (o i mostri in generale 🥲). Ti capisco, mi piace avere regolette per tutto! 🤣 Ci penserò!
  25. Hai ragione su tutto, non sono cose facili da accettare per chiunque! 🥲
  26. Grazie per la conferma dei miei sospetti... chiaramente Daggerheart non fà per me! Ecco il punto, imho! Preferisco un gioco che mi permetta, anche male, di fare una certa cosa SE la voglio fare (a scanso di equivoci, "io" in questo caso è inteso tutto il gruppo, master compreso), rispetto ad un gioco che mi OBBLIGA a farla anche se non me la sento... perchè se non me la sento mi verrà male anche col miglior regolamento del mondo, e soprattutto non mi divertirei! Giusto per fare un'esempio: recentemente ho giocato su Discord a "Wolrd in Peril", un gdr di supereoi PbtA... durante la creazione dei pg sono saltati fuori un sacco di suggerimenti sul mondo in cui si muovevano, e questo mi è piaciuto parecchio... ma ad un certo punto il master ha fatto apparire dei nemici, e mi ha chiesto di dire chi erano! Ok che: sono uno con una notevole fantasia (non per vantarmi, ma quasi metà delle idee sull'ambientazione sono state mie!); adoro i supereroi (sono in grado di crearne un'intera squadra, storie e poteri compresi, in pochissimo tempo); come detto era su Discord, quindi avevo tempo per pensarci; ma nonostante tutto ho fatto fatica a inventarmi un'intera organizzazione di super-criminali... se fossimo stati ad un tavolo fisico, mi sarei bloccato!
  27. Ciao! Trovo stranamente divertente "razionalizzare" aspetti della vita in numeretti da mettere in un GDR (o almeno provarci), quindi approvo questo post! 🤣 In merito ai consumi dei PG non vedo nulla di sbagliato: tralasciando l'ovvia occupazione di volume (e dunque peso) dell'acqua, basandosi sul suo peso specifico, anche per il fabbisogno calorico non vedo nulla di sbagliato. Infatti una rapida googlata mi ha rivelato che le razioni K hanno il peso e il fabbisogno calorico da te indicato (ho trovato addirittura un sito con varie proposte per tutti i gusti 😂). Penso che qualsiasi cibo equivalente facilmente trasportabile e ad alto fabbisogno calorico (come la classica razione da viaggio dei PG di D&D, basata ad esempio su frutta secca e carne essiccata) sia del tutto equivalente alla razione K. Mi domando soltanto quanta acqua è necessaria se la razione K è basata su cibo liofilizzato... 🤔 Purtroppo non ho trovato informazioni al riguardo (l'AI Overview di Google suggerisce un rapporto 1:1 o 1:2, ma non mi fido molto...) L'unica cosa in cui è difficile aiutare è il cavallo. Ho cercato "cavallo lanoso" ma mi sono usciti soltanto cavalli preistorici. Su quale cavallo attualmente esistente ti sei basato? Con tale informazione, possiamo darti una mano anche per la velocità di trasporto o il fabbisogno alimentare dei cavalli!
  28. No, non ho mai giocato a dei PbTA (purtroppo o per fortuna, perché se sono come li descrivi non farebbero fare i salti per l’entusiasmo nemmeno a me) ma su Reddit più di qualcuno ha risposto al mio post citandomi proprio Dungeon World o Blades in the Dark come “giochi introduttivi” al genere - e mi ha lasciato un po’ stranito il fatto che la community suggerisca dei giochi propedeutici per poter capire come giocare ad un altro gioco, boh, a me pare una carenza del manuale una cosa del genere. Però sono solito lasciare spazio ai giocatori e renderli narrativamente partecipi, quando il gioco lo permette (tipo con Tales from the Loop e un po’ tutti i titoli Year Zero Engine), con cose tipo “descrivimi la stanza in cui siete”, “dimmi com’è fatto secondo te il mostro”, “cosa vedi se ti guardi attorno”… insomma cerco di dare stimoli e di lasciar spazio all’inventiva. Ma nonostante questa abitudine, DH ci ha spiazzati tutti
  29. Quello che dici non mi coglie totalmente alla sprovvista, dalla lettura delle regole, visione dei video di spiegazioni ecc ho avuto l'impressione di una serie di cose ben ideate e altre malamente inserite. Personalmente ho avuto immediatamente l'impressione che lo sforzo del DM sarebbe stato ciclopico, ben oltre quello per D&D. Almeno in attesa di un manuale di espansione, tipo quello di 7th sea seconda edizione. Pensavo invece meglio per i giocatori, quindi ti (mi) chiedo: quanto quello che dici dipende dal fatto che da un lato si tratta di un gioco nuovo con un approccio diverso e dall'altro dal fatto che tutti siamo abituati a giocare in un certo modo e l'adattamento di quel tipo di gioco a un altro regolamento richiede tempo (laddove avviene, potrebbe non avvenire). Sono molto curioso della tua idea al riguardo perchè non conosco nessuno che ci ha giocato, e personalmente ho abbandonato l'idea di investirci (nonostante il bellissimo look) dopo aver capito che forse non era quello che pensavo. Spero Comunque che tu gli dia una seconda chance, anche per avere ulteriori info :D
  30. @DarthFeder devo dire che la tua impressione del gioco non mi giunge del tutto inaspettata... tempo fà ho letto recensioni simili in inglese (non chiedetemi dove, non lo ricordo, anche se ho provato a ricercarle), e anche quì su Dragon's Lair c'era già chi (tra cui io) sollevava simili dubbi basandosi anche solo sulla descrizione generica del gioco, prima ancora di averlo provato.
  31. Complimenti per l'idea! Adoro sia la loro origine stellare (e quindi la loro verosimiglianza scientifica) che il modo in cui, con una sorta di decadimento radiattivo, il drago cambi "materiale" e capacità con l'età. Attendo con curiosità il seguito! 😊
  32. Grazie! 🙏 Sì, i prezzi sono la parte in cui sono più in dubbio... Ho dato dei prezzi basandomi sui veleni già presenti nella Guida del Dungeon Master, e cercando quindi di bilanciare i gas di conseguenza. Il risultato sono costi davvero alti. Ad esempio, nell'avventura Danno Collaterale, il quantitativo di gas che i personaggi devono trasportare costa 189.000 monete d'oro (54 kg di Tocco Mortale), decisamente troppo... 🤣 In futuro sicuramente li ridurrò, e forse nel farlo darò qualche ulteriore limite ai gas. Per il momento, sono un elemento narrativo piuttosto che "equipaggiamento d'avventura"! 😬
  33. Ciao! Rileggendo questo tuo vecchio articolo, devo farti i complimenti per la dovizia di particolari con cui hai descritto il funzionamento dei gas alchemici, davvero esaustivo. Per i prezzi, mi sembrano davvero esosi: io arriverei a ridurli di addirittura dieci volte; altrimenti è probabile che i personaggi non ne faranno mai uso (proprio come accade per i veleni tradizionali :'D). Ma anche per un governo che volesse usarne ingenti quantità sul campo di battaglia, si arriverebbe ben presto a prezzi veramente proibitivi e insensati per l'economia dell'ambientazione, credo.
  34. @Vackoff Ti giuro che quando ti ho risposto non ho pensato minimamente all'Ultima Era :'D Anzi, la ritengo una delle ambientazioni per D&D 5ed più interessanti che ho letto, ben più di tante ambientazioni ufficiali che ho avuto modo di giocare al tavolo e ho trovato abbastanza deludenti, banali e, in definitiva, ben poco interessanti. Fra l'altro, ne L'Ultima Era mi pare di aver capito, dagli ultimi articoli che ho letto, che tutta la "rivoluzione industriale" che ha contraddistinto il tuo mondo di gioco sia avvenuta grazie alla capacità da un lato di manipolare le lacrime di Eris e, dall'altro, di vincolare gli elementali a dispositivi meccanici. Quindi, a ben vedere, nell'Ultima Era la mediazione di entità metafisiche nelle "reazioni chimiche" è in qualche modo reale: nel '700 ancora si riteneva che nelle reazioni di combustione intervenisse una misteriosa entità denominata Flogisto, che serviva a spiegare l'apparente perdita di massa nel processo; nella tua ambientazione vi è davvero un essere intangibile di puro fuoco che interviene nel funzionamento di un motore, in qualche modo hai reso fattuali le antiche teorie pre-chimica moderna. La trovo un'idea molto suggestiva! E comunque, il fatto che a me personalmente non piaccia che in molte ambientazioni il termine "alchimista" venga usato per definire sapienti che con l'alchimia storica hanno ben poco da spartire lascia il tempo che trova: ognuno usi il termine come meglio creda e ne rivendichi con orgoglio il modo in cui lo usa, davvero! Ti ringrazio! La differenza principale che colgo tra gli alienisti e gli alchimisti veri e propri e che i secondi tendevano a un ideale di elevazione religiosa e spirituale, mentre i primi sprofondano lentamente nella follia e nella depravazione. Una differenza non da poco. Ma intendo lavorarci
  35. Questo Bilbo mi ha strappato un sorriso! 😁 Mi sento tirato in causa ahahaha 🤣 Anche se "L'Ultima Era" non è tecnofantasy in senso stretto, visto che la tecnologia vera e propria non c'è per niente, ma è tutta magia. Nel mio caso, l'alchimia vuole essere veramente un sostituto della chimica, semplicemente perché questa non esiste! Sì, penso sarà questa la mia difesa in tribunale...! 😂😇 Ma certo! Gli alienisti sembrano perfetti per quello a cui pensavo io. Certo, non parleremmo più di alchimia vera e propria (come l'hai descritta tu), ma la modellazione della carne e magari la capacità di ottenere da materiali vili deimateriali più nobili o addirittura "sovrannaturali" (e magari "impossibili", in senso lovecraftiano) ricordano un po' le capacità dell'alchimista. 🤔 Mi fa piacere sapere di averti dato alcuni spunti interessanti. Almeno ripagherò un po' del debito che ho con te, visti tutti gli spunti che mi hai dato negli anni! 😆
  36. @Vackoff Ciao! Grazie per il bentornato! Diciamo che quando questa mattina ho letto l’argomento del Vecchio carnevalle blogghereccio scelto dal Blog Bellicoso, mi si è illuminata la capoccia e ho pensato: “ma sì, dopotutto perché no”. Battute a parte, ti ringrazio per l’apprezzamento verso questa piccola disanima sull’alchimia. Ho cercato di enunciare concetti molto basilari, alla portata di tutti. Devo dire che non sopporto la versione moderna dell’alchimista ridotto a semplice pozionista magico o a trasmutatore di metalli, sorvolando del tutto sulla componente metafisica, spirituale e religiosa che, per gli alchimisti veri, era la parte più importante, più fulgida della loro ricerca. Peggio ancora quando, in ambientazioni pseudomoderne o con un livello tecnologico vicino al nostro, si usa il termine “alchimista” come sinonimo “tencofantasy” di chimico: una travisazione del concetto che proprio non riesco a digerire :'D Mie paturnie a parte, il problema principale nell’integrare gli alchimisti in Radiogenesi è che una sorta di loro “equivalente” (termine improprio ma di comprensione intuitiva) già esiste: gli alienisti. Gli alienisti studiano le viscere, il moto degli astri, le ciclicità della storia umana e della natura; indagano le cause metafisiche della realtà tangibile e le presunte interferenze di forze esoteriche sulle reazioni chimico-fisiche. Praticano rituali strani, con ingredienti esotici, grotteschi e pronunciano litanie perturbanti; parlano la lingua dei demoni e consultano antichi grimori che i profani chiamano, dispregiativamente, “bibbie sataniche”. Vivono sul baratro della follia, convinti che dietro i miracoli tecnologici degli Antichi e la catastrofe nucleare si nasconda il Maligno… letteralmente, non metaforicamente. In questo contesto, gli alchimisti “puri” rischierebbero di risultare ridondanti. Detto ciò, mi hai dato spunti davvero interessanti su cui meditare!
  37. Secondo me tu scambi il mezzo (inganno sensoriale) con il fine (convincerti che quel mondo è il reale). Se tu spendi un supplemento di 10 € per garantire un plus al tuo personaggio del videogioco, cioè per renderlo "più forte" (non dico quindi per giocare in assoluto dove è normale retribuire il lavoro di chi ti intrattiene), oppure preferisci giocare lo scontro con il troll piuttosto che trovarti con gli amici, o tuo figlio, moglie, ecc. e quindi intrattenere relazioni sociali reali (non dico la classica serata settimanale che ovviamente ci sta, parlo di qualcosa di sistematico), significa che non distingui più il mondo reale dall'immaginario. E il fatto che l'inganno abbia richiesto di passare dai tuoi sensi o meno è assolutamente irrilevante. Io si, ogni mio PG ha un tratto più o meno marcato di me, che esprimo in maniera totalizzante nel PG, cioè diventa la cifra che definisce il suo BG, e giocando scopro dove conduce. Piuttosto che fare divertimento fine a se stesso, sollazzarmi, preferisco leggere un libro. Ma non è questo il punto. Tranquillo: non c'è alcuna esigenza né giustificare te stesso, né di lanciarti in arringhe a difesa del gdr (lo sappiamo che non sono demoniaci, ecc.) :-D GPT ha solo evidenziato la comunanza di circostanze tra il sogno condiviso del film e il gdr (che sia patologico o meno non è interessante ora). E si: ristrutturare il reale col sogno/gdr è proprio quello che fanno tutti: nel film c'è la scena in cui il chimico li porta a visitare il suo "dormitorio" e Saito chiede "perché lo fanno?" allora il chimico risponde "è l'unico modo che hanno per sognare". In D&D hai la possibilità di vivere un mondo dove i confini etici sono ben marcati, nessuno è relegato all'insignificanza sociale, nessuno gesto è insignificante, sciatto, volgare, tedioso. Tutto è pregno di significato. Poi puoi sognare per 5 minuti come nel film viene descritto come "normale" oppure 4 h filate ogni giorno come i dormienti nel sotterraneo del chimico. Puoi farlo per una sera ogni settimana per una sana evasione prima di rimetterti di piglio buono a lavorare, oppure ogni pomeriggio per ore invece di preparare l'esame. Evitiamo di banalizzare facendo psicanalisi da 2 €/quintale su come "si, esistono ragazzi con problemi ma però io invece sono una persona equilibrata e i miei amici sono tutti personcine a modo", per piacere.
  38. Bell'articolo... anche se mi secca ammetterlo, in questo caso ChatGPT ha fatto devvero un buon lavoro. L'unica cosa su cui non concordo è il rischio di "perdersi nel sogno" con i gdr... mi spiego: Punto 4: nel "sogno condiviso" di Inception, è quasi impossibile distinguere l'illusione dalla realtà, perchè il metodo usato influenza tutti i sensi; nei gdr, i giocatori sono "fuori dal gioco", in quanto si limitano a osservare le schede e il tabellone di gioco "dall'esterno", rimanendo nei loro corpi reali. Punto 7: per quanto mi riguarda, io gioco ai gdr per divertirmi, nè più nè meno che se giocassi a scacchi/carte/monopoli, o leggessi un libro, o guardassi un film... nonostante mi diverta ad "interpretare un ruolo" che non potrei mai vivere nel "mondo reale", questo non significa che mi "immerga" in esso al punto da dimenticare chi sono in realtà... nè, tantomeno, uso i gdr come "strumento psicanalitico". Le persone che fanno questo hanno un problema a monte che non dipende dal gdr.
  39. Complimenti per l'ottimo lavoro! 😊
  40. Esattamente quello cui ho voluto rimediare. Adesso magari una creatura è ancora a ai 3/4 dei dei suoi PF, però ferito alla gamba non può più fuggire/inseguire oppure la penalità al braccio gli da penalità a combattere o addirittura reggere l'arma, magari la fa proprio cadere in terra. Con personaggi di più alto livello che quindi fanno tiri di attacco e danno maggiori gli effetti si rendono ancora più variegati e "da film" (emoragie, cecità, ecc.).
  41. Dopo qualche prova penso di aver capito che i primi tre round circa li si passa solo a rompere le armature, poi man mano che con i danni si riduce la loro hardness e riduzione danno, si inizia a menare anche i relativi indossatori. Ed essendo le ferite localizzate con condizioni accessorie alla perdita PF, gli effetti del combattimento si accusano presto (mica come nel regolamento standard dove finché hai almeno 1 PF salti e balli come niente fosse). E' un campione di test estremamente ridotto, però per il momento mi piace parecchio.
  42. L'ho cominciato anche io questo mese (quello di Bram Stoker), sono a metà. :-)
  43. La terza edizione aveva, secondo me (ma sono pure speculazioni personali), due intenti primari dal punto di vista della progettazione di sistema di gioco: razionalizzare le regole, rendendole più intuitive, uniformi e modulari; permettere una maggiore personalizzazione del personaggio, specialmente per le classi di non-incantatori. Penso che li abbia raggiunti entrambi. Ma penso che la seconda cosa abbia avuto una notevole sovrelongazione, cioè abbia "funzionato troppo", forse anche al di là delle aspettative dei progettisti. Il "gioco nel gioco" di creare il personaggio assemblando livelli, talenti, capacità e oggetti magici (questi ultimi sono per me l'aspetto peggiore!) ha preso piede in modo così imponente che in breve si è messo al centro dell'attenzione e ha schiacciato un po' il resto. Detto ciò, rimane pur sempre l'edizione che ha introdotto il d20 system (un passo avanti brillante e necessario rispetto al coacervo precedente). C'erano anche numerose ottime idee che sono state ingiustamente buttate via con l'acqua sporca, in seguito: come il modificatore di livello, il prendere 10, il prendere 20, e una multiclasse semplice ed elegante benché non esente da difetti.
  44. Personalmente non ho molto da aggiungere rispetto a quanto detto da Joe. La WotC può mettere tutte le dichiarazioni che vuole ma quando dice "questi contenuti erano sbagliati allora e lo sono adesso" insulta e indirettamente da dei razzisti a tutti quelli che su quei supplementi ci hanno lavorato (Gygax, Greenwood, Salvatore, Cook, Weiss, Hickman e altri). Tutti quelli che hanno contribuito a creare e mantenere il gioco attraverso gli anni. Hanno sputato sopra la storia del gioco, scaricando tutta la responsabilità (di cosa poi non si sa) su altri. Il gioco di ruolo D&D oggi è vittima del suo successo (un po' come negli anni '80). Sono senza alcun dubbio molti di più quelli che guardano giocare a D&D sui social di quelli che ci giocano costantemente ogni settimana. Io non ho MAI sentito un giocatore "appassionato" di D&D definire "problematici" i vecchi prodotti. Ma agli occhi dei moderni SJW ogni cosa è problematica e si arriva alla follia di definire gli scacchi un gioco razzista. L'editore è libero di fare quello che vuole. Ma se una cosa ha insegnato la quarta edizione è che se fai cose che non sono gradite alla tua fanbase, la fanbase ti molla senza pensarci troppo. Quando uscirà la prossima edizione (non per forza la 6a) riveduta e corretta dei 3 manuali base staremo a vedere. Nel frattempo giusto oggi c'è un gradevole articoletto sull'HuffPost che parla della Cancel Culture. Se volete dargli una letta...
  45. É veramente triste vedere tutta questa intolleranza e questo livore verso le opinioni altrui da chi si professa tollerante. Anche questi attacchi indiretti, non li capisco, sappiamo entrambi che parli di me e dei miei interventi, almeno abbi la maturità e il coraggio di dire le cose in faccia invece di girarci intorno e nasconderti dietro un dito.
  46. Provo ad aggiungere umilmente il mio punto di vista, senza alcuna pretesa anche perché sono l'ultimo arrivato o quasi. Ci sono conflitti poco costruttivi, o non costruttivi, e che tendono a gonfiarsi e soffocare l'oggetto originario di una discussione. Permettetemi per brevità di chiamarli escalation. Come anche questa conversazione, nel suo piccolo, dimostra, questi conflitti tendono a svilupparsi in particolare quando si tocca la sfera emotiva, cioè quando qualcuno si sente a disagio, offeso, indignato o turbato (a livello personale e/o in base ai propri valori) per le parole di qualcun altro. Permettetemi per brevità di dire solo che la persona si sente urtata. Essere urtati è un evento che può capitare in una discussione, è impossibile prevenirlo. Il punto naturalmente è come gestirlo per evitare che degradi nell'escalation. (1) Punto di partenza Come punto di partenza, direi che dovremmo tutti accettare che se qualcuno dice di essere urtato da un'affermazione, lo è; cioè, non deve dimostrarlo o giustificarlo: se ne prende atto. Questo però non implica nessuna colpevolezza da parte dell'autore dell'affermazione: dovremmo tutti impegnarci anche a presumere sempre la buona fede. Può capitare a tutti, anche non volendo, di urtare qualcuno, e può capitare a tutti di essere urtati, e comunque ognuno ha una sensibilità diversa e nessuno può prevedere quelle degli altri. (2) Pertinenza Ora, se un'affermazione urta qualcuno, occorre chiedersi se è pertinente, cioè se è in tema con l'argomento originario della discussione e necessaria ad esprimere il punto di vista dell'autore su quell'argomento (non sul mondo e la vita in generale). Un'affermazione non pertinente che urta qualcuno dovrebbe semplicemente essere rimossa. Non è un'invocazione alla censura: in una comunità di persone che si rispettano a vicenda la libertà di parola non dovrebbe spingersi fino al punto di sbattere in faccia agli altri il proprio pensiero quando li ferisce, a meno che non sia necessario per uno scopo. Quindi l'autore stesso dell'affermazione dovrebbe riconsiderarla e ritirarla, se la fattispecie fosse questa. Più difficile è gestire un'affermazione pertinente che urta qualcuno. (3) Riformulare Un'affermazione parzialmente pertinente può a volte essere riformulata in modo da essere pienamente pertinente, cioè in modo che esprima ancora la totalità della visione dell'autore per quanto riguarda l'oggetto della discussione, senza però urtare l'altra persona o almeno urtandola molto meno. La cosa sorprendente è che spesso questo è molto più facile di quanto si pensi (molte volte è questione di cambiare una parola o aggiungere un distinguo), ma non viene fatto perché si crea una dinamica in cui entra in gioco l'orgoglio delle due parti e il vedere l'interlocutore come avversario (è umano), così parte l'escalation. Attenzione: riformulare non vuol dire dover cambiare il proprio pensiero, solo esprimerlo con più tatto. È importante che entrambe le persone (sia l'urtante che l'urtato) capiscano che è questo l'obiettivo primario a cui tendere. Voglio dire che, mentre quando c'è un dissenso nell'ambito dell'argomento originario (sui GdR) è legittimo e sensato che ognuno cerchi di convincere l'altro (senza eccessi), quando qualcuno si sente urtato a livello personale o nei suoi valori non è opportuno né auspicabile che questo avvenga. L'urtato non deve cercare di convincere l'urtante a cambiare il proprio pensiero, neanche se lo ritiene giusto e doveroso sul piano "civico", perché tale attività esula dall'argomento della chat (eventualmente si può proseguire in privato). Allo stesso modo è inopportuno che l'urtante cerchi di convincere l'urtato a non essere urtato dalle sue parole così come sono. Queste linee di intervento non fanno altro che portare all'escalation. Se invece la persona urtata cerca di spiegare perché si sente urtata da quelle parole specifiche, e l'autore di quelle parole fa autocritica chiedendosi non se deve cambiare modo di pensare, bensì come può esprimere lo stesso punto di vista senza urtare l'altra persona, si possono fare significativi progressi con davvero poco sforzo. Poco fa, in un canale Telegram, ho avuto una reazione indignata da parte di un utente perché avevo definito "obsoleta" una regola delle vecchie edizioni (non ricordo se 1e o 2e). Stavo per replicare impuntandomi, perché in fondo siamo arrivati alla 5e e quella regola è di fatto obsoleta (oltre che piuttosto stupida). Sarebbe stato un conflitto comunque su D&D, in un canale che parlava di D&D, quindi non era neppure off-topic! Però mi sono fermato e mi sono chiesto: ha senso dibattere su questo? Il succo del mio discorso era un altro. Così ho scritto "Riformulo: non obsoleta, proveniente dalle vecchie edizioni". Corretta quella parte nessuno ha avuto da ridire e la discussione principale è proseguita tranquillamente. Rimango convinto che obsoleta fosse il termine giusto, ma insistere a ribadirlo non avrebbe giovato né a me né agli altri, mentre ritrattarlo ha disinnescato l'escalation mantenendo il focus della conversazione sul punto originario. Naturalmente questo approccio richiede grande maturità da entrambe le parti. Inoltre non sempre è possibile, vedi seguito. (4) Agree to disagree È possibile che un'affermazione pertinente risulti per qualcuno urtante, anche molto urtante, ma non possa essere riformulata in modo non urtante perché è il concetto stesso ad esserlo, e non il modo in cui è espresso. In questo caso l'unica cosa sensata da fare è far intervenire un arbitro terzo, appunto i moderatori, con uno scopo ben preciso: certificare che quell'affermazione è pertinente e non riformulabile. Bisogna che entrambe le parti comprendano che il ruolo arbitrale dovrebbe limitarsi a questo (salvo casi plateali di insulti personali o simili). Se necessario l'abitro può interagire con le due parti cercando di capire meglio o di trovare una soluzione, ma secondo me questo dovrebbe avvenire dietro le quinte, in privato, senza affollare ulteriormente la discussione principale. Lì, eventualmente, si può scrivere qualcosa come "il post di Tizio è oggetto di attenzione da parte dei moderatori, vi faremo sapere". Una volta fatta questa valutazione, la cosa migliore da fare da parte di entrambi gli interlocutori è accettare la divergenza come tale senza insistere ulteriormente sul punto. È necessario renderci conto che, in una comunità di persone che si rispettano, se da un lato dobbiamo moderare le nostre parole in modo da ridurre il disagio per gli altri al minimo indispensabile per esprimere il nostro pensiero pertinente, dall'altro dobbiamo saper accettare di essere urtati quel tanto che è indispensabile per permettere agli altri di esprimere il loro pensiero pertinente. Dal punto di vista dell'urtato questo può essere molto spiacevole, e lo dico per esperienza personale. Ma è necessario perché, fermo restando che nessuno può essere costretto a restare in una comunità in cui è urtato ripetutamente, nel portare all'estremo la ricerca di un contesto in cui niente ci fa male rischiamo di ritrarci da tutti i conflitti e rinchiuderci in una "bolla". La certezza di aver attraversato i punti 1, 2 e 3 sopra, e in particolare aver avuto la possibilità di esternare il proprio disagio e non essersi sentiti giudicati per esso, può servire a mitigare il malessere. Quello che di sicuro può solo esasperarlo, invece, è far partire l'escalation.
  47. Le mie frasi sono tutte citate (ed a tratti erroneamente "riassunte") nei link del primo pdf e nel secondo. È il compendio delle frasi incriminate. Non so aiutarti più di così.
  48. Te ne sei andato nella stessa maniera in cui hai trascorso il tempo qui dentro, puntando il dito e insultando chiunque la pensi in maniera un minimo differente da te. Se a colazione metti i cereali prima del latte daresti del fascista, razzista e omofobo a chi mette il latte prima dei cereali. Un forum è prima di tutto un luogo di confronto, confronto anche tra persone che hanno idee diverse, se non riesci a confrontarti con gli altri allora ritengo tu abbia preso la decisione giusta. Un'ultima considerazione, che riguarda tutti, dati i recenti eventi all'interno dell'industria dei GDR appare evidente che non sono stati i giocatori a portare la politica e le ideologie nei giochi ma sono stati i giochi a portare la politica e le ideologie dentro l'hobby.
  49. PG

    1 punto
    Come per gli uni hai scritto "sparisce/svanito", per gli altri scriverai "costante/affidabile". Sul mio sito è diverso giacché vengono valutati diversi aspetti del giocatore (che solo gli utenti registrati possono vedere nel dettaglio) e quel numero che vedi nella pagina dell'area pubblica è solo una media.
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