I meccanismi biologici di quel corpo di carne continuano a tormentarti: il petto si abbassa e si solleva con un ritmo accelerato, il sudore brucia sulla tempia e senti il peso innaturale della gravità che grava sui tuoi muscoli tesi. Da due mesi sei costretto a subire la fragilità dei mortali, e lo scontro ravvicinato con il guardiano ha consumato molte più energie di quante il tuo spirito celestiale sia disposto ad accettare. Nibble si volta a guardarti dall'alto della cassa su cui è saltato, arricciando i baffi dorati. Percepisce la tua disapprovazione per le sue arti oscure, ma il suo muso da roditore non tradisce alcun rimorso. Nibble... Nibble sente i pensieri pesanti dell'Eladrin! Ma i morti non soffrono, no, no. I morti aiutano a non morire a noi! E il ferro nero... Nibble lo chiama così perché è il ferro delle cose vecchie e sepolte! Il ferro profondo, che non arrugginisce con l'acqua del fiume e che i maghi usano quando non vogliono che la magia scappi fuori. Lo scrigno di Vane è di ferro nero perché dentro c'è qualcosa che scotta, sì, sì! Nibble vuole vederlo. Mentre il Nezumi squittisce le sue spiegazioni, ti avvicini alla porta centrale, ignorando la stanchezza e concentrando i tuoi sensi. Dalle pieghe del tuo mantello, una minuscola testolina fa capolino. La piccola fatina batte le ali diafane, sprigionando una debole polvere lucente che per un istante mitiga i riflessi violacei e instabili del tuo falcione. Solleva il nasino, fiutando l'aria che filtra dalle fessure del legno borchiato, e la sua voce di campanelli ti risuona direttamente nella mente. Questo legno è muto, Silyndor... ma la terra sotto di esso trema in modo strano. Non ci sono trappole di fili o di lame su questa porta di mezzo, i miei occhietti lo vedono. Ma sento un respiro freddo... un respiro che si muove dietro il legno frontale e quello di destra. La porta di sinistra, invece... ha un odore acido, come il vino andato a male del vinaio Borin. Seguendo il piano, allunghi la mano guantata e spingi con decisione la porta centrale. I cardini emettono un gemito stridulo. La debole luce viola della tua arma si riversa oltre la soglia, rivelando un ambiente d'archivio. Questa stanza rettangolare era chiaramente l'ufficio privato del mercante Vane: scaffali di solida quercia costeggiano le pareti, straripanti di registri contabili cartacei, pergamene di transazioni e sigilli di ceralacca. Molti documenti sono scivolati a terra, ingialliti dall'umidità. Al centro della stanza, dietro una massiccia scrivania di mogano coperta di polvere, fluttua un'altra manifestazione della magia selvaggia che tormenta la torre. Una sedia di velluto si muove da sola nell'aria, fluttuando a un metro dal pavimento, ruotando lentamente su se stessa come se un occupante invisibile stesse esaminando la stanza. Non ci sono nemici visibili, ma non appena l'aria fresca della stanza quadrata penetra nell'archivio, uno strano scricchiolio proviene dagli angoli più bui del soffitto. Grandi fogli di pergamena arrotolati, infusi dell'energia arcana instabile, iniziano a vibrare da soli, staccandosi dagli scaffali come pipistrelli di carta pronti a planare verso il basso. Nibble infila il muso oltre le tue gambe, puntando il bastone nodoso verso la scrivania fluttuante. Nibble... Nibble dice che il mercante scriveva troppe cose! Ma non vedo la cassa di ferro nero. Forse è nascosta dentro la grande tavola di legno? O dobbiamo strappare la carta prima che la carta morda noi? L'incantesimo sul tuo falcione emette un ultimo, debole crepitio viola prima di spegnersi definitivamente, lasciando la stanza illuminata solo dai bagliori azzurrognoli dei candelabri alle tue spalle.