DM Azioni Non certo famosa per la sua bellezza, Thandain si è guadagnata la sua reputazione e il rispetto grazie alla sua resistenza e alla sua capacità come combattente. Ella riesce a rimanere in piedi anche quando la palla chiodata di Barf si abbatte sulla sua schiena, la nana che sputa sangue mentre intercetta i colpi di un Kargash arretrato per aiutare i propri compagni. Dopotutto si sa, i fanatici sono soggetti a cambi di direzione piuttosto repentini, tale è l’intossicazione delle sostanze che assumono. Barf difatti non segue la sua preda, pur dopo averla colpita, ma si lascia andare a un grido rabbioso mentre si concentra sulla guardia inginocchiata. La palla si abbatte sulla sua schiena, spezzando costole e vertebre, il goblin che per tutta risposta colpisce ancora e ancora, il sangue che schizza sul selciato, addosso al goblin, all’altra guardia, le cervella e le viscere di quel cadavere fatto a pezzi che raggiungono perfino i restanti combattenti in uno spettacolo infernale. Non meno infernale è l’assalto che raggiunge Thandain. Dopo averla avvisata, Donkey fa partire un’altra freccia, che stavolta si abbatte sullo stomaco della nana, mozzandole il fiato, la nana che però continua ad avanzare, pronta ad abbattere l’assassinio. Ed è lì che arriva lo schiaffo. Vi sono racconti di eroi capaci di abbattere i nemici con un unico, singolo pugno. In questo caso Mahrh si rivela il goblin dal singolo schiaffo (educativo), il quale si abbatte carico di energia necrotica sulla guancia di Thandain, portandola a deviare la propria traiettoria e abbattersi a terra, sollevando detriti al suo passaggio. Un ultimo disperato tentativo della combattente fallisce, con ella che crolla infine a terra, priva di vita. L’ayatollah e i pasdaran di Tharizdun hanno vinto anche quella battaglia. Ah…. AHHHHH!!! MAMMINAAAA!!! grida l’unica guardia superstite, ferita e dolorante, gettando a terra la propria lancia e cercando di fuggire (//a causa della vicinanza Barf può effettuare un attacco di opportunità, se lo desidera). Ma in ogni caso è chiaro che il regime a Rastor è destinato a cambiare. Diversi corni risuonano attorno al borgo e un breve clamore di battaglia consegna agli archivi l’assalto orchestrato dai goblin. Senza Thandain e diverse guardie, le perdite per gli orchi sono minime e ben presto un contingente degli orchi raggiunge Rastor, mentre diverse luci vengono accese nelle case e gli abitanti insonnoliti si affacciano per scoprire cosa è successo. Ayatollah, la terra vi sorregge e ha guidato i nostri passi per ricongiungerci! esclama Maruldu, lo sciamano orco dallo sguardo arcigno che ha guidato l’assalto e che ora si inginocchia al cospetto di Mahrh per baciarne la veste L’assalto è stato un successo, anche se un segnale e maggiore coordinazione avrebbe aiutato. Ma se tale è la parola della terra, noi ci adatteremo. Un tonante SGROBROOOOT!! preannuncia invece l’arrivo del flatulente Fachish Chammish, il grasso alchimista creatore del Tanbrosh e del suo smilzo spacciatore di fiducia, il fratello Tal Ayatollah, il vento della vittoria spira per noi! esclama, facendo tremare i diversi doppi menti che possiede La città ubbidirà, se non altro coloro che sono assuefatti ai fumi sogghigna. Fachish istintivamente finisce per guardare Maruldu, così come Maruldu fa con Fachish. I due finiscono per guardarsi in cagnesco, due elementi opposti non fatti certo per attrarsi. Ma l’odio intrinseco di coloro che predicano diversi elementi all’interno del culto dell’Antico Occhio Elementale non può nascondere l’effettivo successo di quell’impresa. Nonostante le difficoltà, pochi orchi sono caduti e quei pochi erano parte di una avanguardia costituita appositamente da Maruldu con coloro che erano tra i maggiori fedeli della defunta Kreugna. Dal par suo Fachish si è assicurato la collaborazione della maggior parte dei contadini e delle guardie che hanno guardato altrove al momento del breve assalto. Un atteggiamento tenuto, questo confermato da entrambi gli espositori delle rispettive chiese elementali, anche dai Brandoleo e dai suoi mercenari. La vittoria ha cambiato il volto di Rastor e sebbene ciò avvenga di notte, quando le tenebre liberano i mostri, molte decisioni devono essere già prese e diverse persone sentite. La prima questione riguarda il centro di potere. Due orchi conducono ben presto al cospetto dei goblin, Rerrid in persona: il nano è vestito con una camicia da notte e papalina e il suo sguardo è pesto, come di chi non ha collaborato a quella riunione ed è stato accolto da pugni ben assestati Bestie! Goblin infami! ringhia come un cane grosso in una gabbia piccola Ciò che avete fatto non verrà dimenticato! Finirete dritti nel Libro dei Rancori! minaccia, un memento che il popolo nanico avrebbe conservato fino a che il torto non sarebbe stato aggiustato. Un torto che i goblin avrebbero comunque deciso come applicare, scegliendo il destino del nano un tempo a capo della città. La seconda questione riguarda proprio la leadership Ayatollah, chi sarà a capo di Rastor? domanda Maruldu Non me ne vogliate, ma la vostra parola va diffusa e non limitata a questo posto. Chi comanderà mentre non ci siete? domanda lo sciamano, mentre Fachish e suo fratello sono a orecchie tese, curiosissimi di sapere la risposta dei goblin. Ma il cambio di rotta non è una cattiva notizia, non di certo per Eeridick, che può essere udito chiaramente mentre beve a garganella dall’otre offerto da un orco, l’orrido uomo dal naso adunco che si sgranchisce a fatica dopo i giorni alla gogna e prende finalmente un po' di respiro Che sete che avevo… ora ho fame… ma mi avete salvato e vi devo proprio ringraziare dichiara, inginocchiandosi al cospetto dei goblin C’è modo con il quale posso aiutarvi? domanda. Eeridick non è però l’unico sopravvissuto. Anche uno dei loro obiettivi si presenta loro, la schiena dritta e lo sguardo fiero. Persimmon è una umana di peculiare bellezza, anche se segnata dai giorni di prigionia. Ha i capelli neri lunghi fino alle spalle, con le punte tinte di un rosso vivo e intenso che sembra quasi bruciare nella luce debole. Il volto è affilato e delicato, ma i segni della permanenza agli arresti sono evidenti: occhiaie profonde, labbra screpolate, e una pelle pallida e sporca. Indossa una tunica rossa un tempo elegante, ora ridotta a uno straccio logoro e strappato in più punti, macchiata di fango e di qualcosa di più scuro. Persimmon Nonostante l’aspetto sciupato e la debolezza, nei suoi occhi scuri c’è ancora un fuoco vivo e pericoloso, come se la prigionia non avesse spento del tutto ciò che è, uno spirito che si percepisce nelle sue parole Il mio nome è Persimmon, discepola del Signore del Fuoco, l’unico padrone delle fiamme. Vi devo la salvezza, goblin. Chi siete? X tutti